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venerdì 4 settembre 2009

The phoenix from Liverpool to Berlin

Per illustrare sinteticamente al centinaio e più di lettori di questo blog i risultati delle mie
ricerche sulla fenice (svoltesi in parallelo alle prime letture di e su Heidegger) dirò che - nell'anno e mezzo circa trascorso tra il convegno di Liverpool della U.K. Classical Association (fine marzo 2008) ed il convegno di Berlino da poco conclusosi (la quinquennale FIEC Conference di fine agosto 2009) - il numero di casi a sostegno e dimostrazione della teoria interpretativa astroNomica che propongo sono aumentati da 7 a 13. Nessun caso invece, cioè nessuna 'apparizione/comparsa' datata della fenice è stata trovata che sia in contrasto con la nuova teoria interpretativa del mito.

I sei nuovi casi sono la congiunzione Giove-Saturno pseudodoppia del 602 a.C. durante il regno del faraone Necho II (610-595), la congiunzione G-S tripla del 146-145 a.C. al tempo della stesura dell'Exagogè di Ezechiele il Drammatico, la congiunzione G-S doppia del 113-114 d.C. (al tempo della successione di Adriano a Traiano, 118), le congiunzioni G-S triple del 411-412 (C. Claudiano, Stilicone) e del 967 (Codex exoniensis, Exeter) ed infine la congiunzione G-S pseudodoppia del 1127 (dedica del Bestiaire, da parte di Philippe de Thaon, alla regina 'fenice' Aliz de Louvain, 1121-35).

Come immediatamente comprenderà chiunque stia seguendo con qualche attenzione questo blog, il fatto che in tutti i casi (sono ora ben tredici !!) in cui si può parlare di 'apparizione/comparsa' datata della fenice sia presente la situazione astroNomica che comporta la visione da Terra di una congiunzione G-S multipla, evento questo oltretutto a bassa probabilità a priori (p=1/6), tutto ciò rende - praticamente - assolutamente certa l'interpretazione astronomica del mito della fenice che già da vari anni vado proponendo.

Spetterà ora a chi vuole contestare e mettere in crisi questa mia teoria interpretativa del mito trovare, se può, nelle antiche letterature una o più apparizioni datate della fenice verificatesi _non_ in coincidenza con una congiunzione Giove-Saturno multipla.

giovedì 23 luglio 2009

Claudio Claudiano, la fenice e Stilicone

Come sarà certamente noto a più d'uno dei miei lettori, Claudio Claudiano (375 ca.-404 ca.) ha scritto a lungo della fenice in almeno due occasioni: in quello che oggi è classificato come il 27° dei Carmina minora, dal titolo Phoenix, e nel II libro del De consulatu Stilichonis, dedicato al suo protettore - il generale Stilicone - messo a morte a Ravenna nel 408.










Problemi interessanti, ai quali è già da tempo che penso, risultano dal fatto che effettivamente in quel torno di anni una apparizione della fenice, cioè - secondo la mia interpretazione - una congiunzione multipla Giove-Saturno, ci fu realmente, ma fu a cavallo degli anni 411-412 (vd. grafico soprastante).

Questo fatto, se da un lato può essere considerato come ulteriore conferma dell'esattezza della mia tesi interpretativa del mito della fenice, solleva d'altra parte una serie di questioni storiche che cercherò di elencare:
I) C. Claudiano dev'essere vissuto almeno fino al 408, se nel De consulatu Stilichonis celebra la morte del generale;
-- C. Claudiano sapeva già prima che nel 411-412 sarebbe arrivata una congiunzione G-S tripla, cioè la fenice, oppure no??
II) se la risposta è sì, allora Claudiano potrebbe essere vissuto fino al 408-411, ma potrebbe comunque aver saputo in anticipo che poi sarebbe arrivata la cong. G-S di tipo fenice;
III) se la risposta è 'no', allora C. Claudiano potrebbe essere stato testimone oculare della congiunzione GS tripla del 411-412, ed essere vissuto quindi almeno fino al 412, cioè almeno otto anni in più dei pochi 29 anni che gli vengono finora riconosciuti.

Come si vede rimane confermato che nello studio scientifico delle questioni, anche storiche, ogni nuova acquisizione di certezze non rappresenta mai un definitivo punto di arrivo, ma apre invece sempre nuove problematiche e nuove domande.