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venerdì 5 febbraio 2010

Naram-Sin, il messia degli Accadi

Ora che la 'papera' è partita (vi spiegherò in seguito di quale convegno si tratta), ho finalmente di nuovo un po' più di tempo da dedicare al blog. Ho così scoperto che uno dei post più gettonati - anzi il più gettonato, cioè letto - tra quanti ne ho scritti negli ultimi quattro mesi è quello in italiano, ma dal titolo in inglese, The puzzling Naram-Sin's victory stele, che scrissi il 15 ottobre 2009.

Commentando le immagini della famosa 'stele della vittoria' di Naram-Sin, re degli accadi dal 2255 al 2219 a.C. e nipote di Sargon I, e dando di quell'immagine una nuova interpretazione, ricordavo in quel post una delle più antiche occurrences della Seinsgeschichte, precisamente la congiunzione Giove-Saturno doppia che ebbe luogo tra i primi di gennaio e la fine di luglio dell'anno 2230 a.C., che fu ritenuta segno di celeste benedizione e una specie di unzione divina del re Naram-Sin a messia degli accadi.
Ma non voglio ora ripetere qui tutto quel post, che mi venne evidentemente tanto bene. Vi rimando perciò direttamente ad esso per avere tutta una serie di dettagli sia sul ritrovamento che sulla datazione della famosa stele (ora conservata al Louvre), nonchè sulle dubbie interpretazioni precedenti.

giovedì 15 ottobre 2009

The puzzling Naram-Sin's victory stele

Lasciando per un momento da parte le tematiche storico-filosofiche degli ultimi secoli, facciamo un salto indietro nel tempo di oltre quattromila anni e laterale, verso est, di quattro o cinquemila chilometri per parlare di una ben eseguita e ben conservata stele di calcare rosa ritrovata nel 1898 da un archeologo francese a Susa, nella regione iranica anticamente denominata Elam (a destra dell'attuale Kuwait), ed ora conservata al Louvre di Parigi (immagine qui a sinistra).
Secondo quanto a più riprese è stato inciso direttamente sull'eccezionale manufatto, la stele (alta ca. 2m e larga 1.5m) fu portata a Susa come bottino di guerra nel XII sec. a.C. da un re elamite, ma è originaria di Sippar (a nord di Babilonia) e celebra la vittoria del quarto re della dinastia accadica, Naram-Sin (nipote di Sargon I, regnò dal 2255 al 2219 a.C.) sulla popolazione dei monti Zagros, quei monti a nord-est della Mesopotamia da cui scendono una serie di affluenti di sinistra del Tigri.

Come si vede nell'immagine precedente, la famosa stele (datata a circa il 2230 a.C.) rappresenta Naram-Sin che, in atto di salire verso i monti Zagros e adornato di un elmo con le corna (emblema di potere divino), troneggia sul suo ordinato esercito e sopra i suoi nemici sconfitti guardando in alto - lui e tutte le figure della scena - verso una coppia di corpi celesti visibili in alto. Secondo gli studiosi è questa probabilmente la prima volta nella storia che un re è stato rappresentato come un dio. Anche da altre iscrizioni ufficiali è noto infatti che il nome di Naram-Sin, durante il cui regno l'impero accadico raggiunse l'apice del suo sviluppo, era preceduto da un determinativo, da una qualificazione divina.

Vi starete chiedendo a questo punto perchè ho pensato di scrivere questo post sulla stele del nipote di Sargon I. La qual cosa è presto detta: mi hanno incuriosito quei due corpi celesti, che qualche commentatore qualifica come stelle (".. in cui due stelle risultano chiaramente adorate da un sacerdote e da un gruppo di fedeli.") e qualcun altro come il disco solare ripetuto più volte (".. above it [the peak] the solar disk figures several times, and the king pays homage to it for his victory." oppure altrove "Above Naram-Sin, solar disks seem to radiate their divine protection toward him, while he rises to meet them.").

Bene. Io, forse perchè convinto della grande importanza del fenomeno delle congiunzioni Giove-Saturno in tutte le tradizioni storico-religiose del vicino oriente, sono andato a verificare e guardate cosa ho trovato.
Ho trovato che tra i primi di gennaio e la fine di luglio dell'anno 2230 a.C., quindi proprio durante il regno di Naram-Sin e all'epoca della realizzazione della famosa stele, ebbe luogo una congiunzione Giove-Saturno multipla, doppia per l'esattezza.
Ecco, quel che ora io penso e che propongo come nuova interpretazione alla comunità degli studiosi degli antichi imperi mesopotamici, è che le due stelle che figurano nella stele della vittoria di Naram-Sin rappresentano in realtà - con grande probabilità - i due pianeti Giove e Saturno in congiunzione, la congiunzione G-S doppia i cui due allineamenti si verificarono il 19 gennaio ed il 23 luglio del 2230 a.C.
Detto in altre parole, la scena riportata nella stele rappresenta l' unzione divina di Naram-Sin ad opera della congiunzione fenicea Giove-Saturno del 2230 a.C., una sorta di sua elezione e proclamazione a messia degli accadi.
Anche se, ironia della storia, il grande impero che si estendeva dall'Anatolia e dalle coste del Mediterraneo fino al Golfo Persico e all'altopiano iranico, sopravviverà a Naram-Sin meno di cinquant'anni. Com'è successo altre volte nella storia ad imperi e Reich già ritenuti millenari.