Die Grunderfahrung meines Denkens seit der Vorbereitung von "Sein und Zeit" (1921) ist die Erfahrung, dass das Sein selber in der Vergessenheit bleibt, dass dieses Bleiben irgendwie dem Sein selber eignet und das Unbedachte des Menschen nur Folge.
Vgl. Parmenides, Aletheia, Wiederholung, M.a., S. 11
[aus: M.H., GA97-22, Anmerkungen I, 32]
Der Weg - In der entscheidenden Erfahrung der Seinsvergessenheit 1921 (vgl. Anmerkungen I, 32), in der das Sein selber in seiner Wahrheit als das Zu-Denkende zugedacht wurde, lichtete sich die Wahrheit wesentlicher von der A-letheia her, dergestalt, dass in ihr die Lethe mitgedacht war, zunaechst als 'Vergessen' und noch ueberallhin tastend, bis zunaechst das 'Da-sein' in dem ek-statisch, existenzialen Sinne erfahren wurde.
[aus: M.H., GA97-137, Anmerkungen II, 42 ]
Welcome! * Benvenuto/a! * Herzlich willkommen! * Soyez le/la bienvenu/e! * Bienvenido/a!
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venerdì 20 luglio 2018
giovedì 4 febbraio 2016
DIE FORSCHUNG VERFUEGT UEBER DAS SEIENDE, ...... La ricerca dispone dell'ente ...
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| Die dreifache Jupiter-Saturn konjunktion die in den Jahren 2238-2239 stattfinden wird. |
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| Die dreifache Jupiter-Saturn konjunktion die in den Jahren 1940-1941 stattgefunden hat. |
mercoledì 15 luglio 2015
L' ATTACCO di HEIDEGGER a KARL JASPERS del 1932 [Winke x Ueberlegungen (II) und Anweisungen, GA 94]
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| Karl Jaspers (1883 - 1969) |
11 - Ueber das, was die Philosophie im schaffenden, einzelnen Werk und nur so - dass sie auf die Sachen geht - erschweigt (das Erschweigen), darueber schreibt Jaspers schludrig und unwissend drei Baende. Und so ist dann jedem gemeinen Hund und Schreiber das Rezept in die Hand gedrueckt, auch ueber das Letzte der Philosophie daherzureden. Und so ist die Unkraft des "heutigen" Menschen zum Philosophieren - ja auch nur zur Rueckkehr in die Antike - nicht nur bewiesen, sondern gerechtfertigt. Auch "das Sein" ist nun in das breiteste Gerede gebracht und jeder darf mit dem gleichen Recht dahermeinen, was ihm einfaellt.
Insomma Jaspers avrebbe scritto in modo sciatto ed ignorante ben tre volumi su certe cose, laddove se ne sarebbe dovuto scrivere laboriosamente massimo uno e con atteggiamento evasivo (das Erschweigen). Permetterebbe così a porci e cani, diremmo in italiano, di discettare anche sulle ultime cose della filosofia, quelle più riposte, più interne. Dimostrerebbe così inoltre l'incapacità dell'uomo odierno di filosofare. Anche l' Essere sarebbe così portato nel mezzo della più ampia chiacchiera, e ciascuno ne potrebbe con ugual diritto dire qualunque cosa gli passi per la testa.
Io non conosco quei tre volumi di Jaspers, ma vi dirò che ho ora la forte curiosità di leggerli .. sia per questo attacco fatto loro da Heidegger, sia perchè ho l'impressione che nel problematico rapporto Heidegger-Jaspers sia stato proprio quest' ultimo ad essere la persona più leale e sincera.
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sabato 13 giugno 2015
Heidegger im Juli 1935: DAS SEIN BEGREIFEN
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Wieso kann das Sein angreifen? Angriff und (Ereignis).
[aus: M. Heidegger, Ueberlegungen IV, GA 94, S. 256; Juli 1935]
158 - Comprendere l'essere, ciò significa non ..avere conoscenza di un "concetto" - ma comprendere quel che è afferrato nel concetto, ovvero rimanere intenzionalmente esposti all' attacco dell' essere.
Ma come può attaccare l' essere? Attacco ed (evento).
giovedì 14 luglio 2011
Il ballo delle Grazie al tempo di Newton
Come scrivevo in un forum qualche giorno fa, dovete sapere - cari filosofi ed aspiranti tali che mi leggete - che uno dei più precisi allineamenti ripetuti di tutti i tempi dei quattro che determina(ro)no la storia dell'essere (Sole-Terra-Giove-Saturno) si ebbe proprio mentre (anni 1682 e 1683) Newton stava mettendo a punto il suo De Motu Corporum, che - pubblicato nel 1684 - era in sostanza una buona anticipazione di quel che sarebbe poi seguito con i Philosophiae Naturalis Principia Mathematica (1687).
Il primo di tali allineamenti, quello allegorizzato (secondo le mie ipotesi sulle Grazie) da Thalia, la prima e quindi più la grande delle tre Grazie, si ebbe - come risulta dal grafico qui a destra - il 24 ottobre 1682 con un angolo residuo minimo tra Giove e Saturno di soli 15' 25", pari a circa metà di un diametro lunare.Euphrosyne, quella delle tre che mostra sempre il suo lato B, comparve il 9 febbraio del 1683. Fu nella notte di tale data, infatti, che - muovendosi entrambi i pianeti di (apparente) moto retrogrado - Giove iniziò a passare alla destra di suo 'padre' Saturno, ove sarebbe rimasto per i prossimi cento giorni ca. L'angolo residuo minimo tra i due pianeti fu in tale occasione di soli 11' 34", segno che Sole-Terra-Giove e Saturno erano quasi perfettamente allineati, dovendosi il piccolissimo angolo residuo solo alle differenti inclinazioni dei piani orbitali di Giove e di Saturno rispetto al piano dell'orbita terrestre. Al 9 febbraio del 1683 le tre lancette (Terra, Giove e Saturno) dell' orologio cosmico erano dunque tutte allineate, come a segnare l'inizio di una nuova era universale. Questo il senso astronomico del lato B che Eufrosina mostrava con tanta precisione e disinvoltura a quella data.
Aglaia, l'ultima e più giovane delle Grazie, apparve il 18 maggio 1683, quando - ripreso il moto progressivo (immagine frontale di Aglaia) da parte di entrambi i pianeti - vi fu il terzo ed ultimo allineamento di questa congiunzione G-S, con un angolo residuo minimo di 15' 47".
La grande regolarità fisico-astronomica di questo fenomeno è rispecchiata secondo me nella tradizione mitologica che vuole le tre Grazie figlie di Zeus e di Eurynome o Eunomia, dea del buon ordine, della stabilità, della buona condotta civile e morale.
venerdì 7 maggio 2010
Sarei stato a New York oggi ...
... se la mia relazione De Seyn, deciphering Heidegger's works and philosophy at the light of the Phenomenology and Temporality of the Jupiter-Saturn conjunctions fosse stata inserita nel programma del 44° Annual Meeting dell' Heidegger Circle degli Stati Uniti, in programma oggi, domani e dopodomani 9 maggio alla Stony Brook University di Manhattan.Purtroppo però coloro che hanno fanno la 'blind review' del mio articolo (quello in 11 pagine che ho pubblicato su questo blog il 31 marzo u.s.) oppure gli organizzatori dell'università newyorkese sede dell'incontro non hanno avuto abbastanza coraggio per accettarlo, anche se la motivazione ufficiale del mancato inserimento è stata che vi è stata quest'anno una massiccia risposta al Call for papers e che, fra tante relazioni - tutte valide - presentate, alcune hanno dovuto essere sacrificate per il limitato tempo complessivo del convegno (due giorni e mezzo).
Sia come sia, ho pensato che quei 2300-2500 euro che avrei speso da solo negli States ora è meglio ch'io li spenda questa estate con la famiglia in giro nella Germania meridionale, tra Messkirch e Freiburg i.B., per calarmi ancora meglio nella personalità e nell'ambiente di Heidegger, ambiente che per altro un po' già conosco per aver vissuto tre anni - tanti anni fa - sulla sponda tedesca del Bodensee, il lago di Costanza.
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giovedì 15 aprile 2010
Bell'incontro-dibattito su Ipazia
Ho partecipato ieri pomeriggio 14 aprile all'affollatissimo incontro-dibattito che si è svolto a Roma, nella stupenda Sala Igea di Palazzo Mattei, sede - tra l'altro - dell'Istituto dell'Enciclopedia Italiana fondato da G. Treccani.Quest'incontro è stato il primo dei tre (gli altri due si terranno a Milano il 20 e a Genova il 21) programmati dalla Mikedo Film in occasione dell'attesa uscita anche in Italia di Agorà, il film su Ipazia dello spagnolo A. Amenabar, prevista per il 23 aprile.
A turni di 15-20 min hanno parlato di Ipazia cinque relatori di alto livello, nell'ordine Luciano Canfora, Silvia Ronchey, Giulio Giorello, Gabriella Caramore e Carlo Ossola, mentre fungeva da moderatore-presentatore il giornalista Antonio Gnoli. Da tutti gli interventi e dalla proiezione di spezzoni del film è emerso chiaramente quanto fosse caotica e pericolosa l'atmosfera ad Alessandria d'Egitto una ventina di anni dopo che il cristianesimo era stato dichiarato religione di stato (Teodosio 391-392), cento anni dopo che Costantino lo aveva ammesso (313) come religio licita, una tra le altre i cui culti erano permessi.
In un clima di montante fondamentalismo, alimentato e gestito prima dal vescovo Teofilo, poi - a partire dall' ottobre 412 - dall'ancor più fanatico nipote Cirillo, l'estremismo cristiano si riversò dapprima sulla comunità ebraica della città e poi su quella pagana, che aveva Ipazia - filosofa, astronoma e matematica, oltre che bella donna - come esponente di primissimo piano e la biblioteca del Serapeo come centro di riferimento culturale.
Dell'esito drammatico di questo acceso fondamentalismo cristiano alessandrino ho già detto in un post precedente. Le squadracce dei parabalanoi (chierici 'picchiatori' più che 'barellieri') al servizio di Cirillo, il futuro santo e Doctor Incarnationis (così lo proclamerà Leone XIII nel 1882), agirono sia su Ipazia che sulla Biblioteca con il vero e proprio intento di cancellarli per sempre dalla storia: la prima fu massacrata e letteralmente fatta a pezzi, la seconda -raccolta di tutta cultura elaborata fino a quel momento - incendiata e distrutta.
A distanza di ormai quasi sedici secoli da quei giorni drammatici del marzo 415 possiamo fortunatamente dire che nè l'una cosa nè l'altra è riuscita al Doctor Incarnationis Cirillo (citato con grande rispetto in Vaticano anche di recente): la memoria di Ipazia è ancora e sempre più viva, grazie alle opere (libri ed ora il film in arrivo) che continuamente la ricordano, e anche la Biblioteca di Alessandria d'Egitto è risorta con l'aiuto dell'Unesco e della comunità internazionale.
Il che dimostra che a lungo andare intolleranza e violenza non possono mai averla vinta.
mercoledì 31 marzo 2010
De Seyn, deciphering Heidegger
Ecco, come promesso, l'articolo in inglese di undici pagine che - in forma adatta ad una 'blind review' - avevo inviato agli organizzatori del prossimo convegno annuale dell' Heidegger Circle statunitense (7-9 maggio p.v. a NY) e che, con mio grande disappunto, non è stato incluso tra le relazioni in programma al meeting stesso.
Giudicate voi stessi la quantità e qualità dei contributi che con questo articolo io apporto agli studi e alle ricerche non solo su Heidegger, ma anche su Nietzsche e su Hoelderlin, sulla caratterizzazione dei contrapposti atteggiamenti dionisiaco ed apollineo, sull' intera Seinsgeschichte.
Mi farebbe piacere qualche vostro commento/giudizio inviatomi all' indirizzo di posta elettronica
josephdc(at)tiscali(dot)it .


Giudicate voi stessi la quantità e qualità dei contributi che con questo articolo io apporto agli studi e alle ricerche non solo su Heidegger, ma anche su Nietzsche e su Hoelderlin, sulla caratterizzazione dei contrapposti atteggiamenti dionisiaco ed apollineo, sull' intera Seinsgeschichte.
Mi farebbe piacere qualche vostro commento/giudizio inviatomi all' indirizzo di posta elettronica
josephdc(at)tiscali(dot)it .


giovedì 25 marzo 2010
De Seyn, il nuovo titolo del blog
Come vedete, ora il blog ha un nuovo titolo ... anzi, direi, ha finalmente un titolo, visto che quello precedente indicava soltanto di chi era il blog, cioè chi era/è il blogger esternante. Ho voluto riprendere il titolo un po' latino e un po' tedesco della relazione non-inclusa tra quelle del programma del Meeting 2010 dell' Heidegger Circle a New York per sottolineare il fatto che qui si parla proprio dell'Essere di Heidegger, anche se non solo di esso. Non solo di esso, cioè non solo della ricorrenza che attendeva Heidegger, perchè - come correttamente anche se forse un po' genericamente ed indistintamente intuì il filosofo alemanno - l'Essere ha lunga, anzi lunghissima Seinsgeschichte e di questa, della fenomenologia delle singole ricorrenze e delle sue tante implicazioni filosofiche, religiose, storiche, letterarie, .. io vengo qui via via parlando e chiarendo.
Oggi ho scandito ('scannerizzato') l'intero articolo che, con quel titolo, avevo inviato agli americani e presto potrete leggerlo e scaricarlo dal blog, prima ancora magari di quanto potranno fare gli amici americani ai primi di maggio. Potrete così vedere come tutti i tasselli del puzzle dell'essere e del non essere si incastrano reciprocamente, quelli di Heidegger in particolare sia tra di loro che con quelli di Nietzsche e di Hoelderlin, in un quadro di grande chiarezza e coerenza.
Ecco questo volevo anticiparvi questa sera, cosa che ho fatto, per cui ora posso anche congedarmi da voi e chiudere la giornata. Buona notte a tutti, Giuseppe.
Oggi ho scandito ('scannerizzato') l'intero articolo che, con quel titolo, avevo inviato agli americani e presto potrete leggerlo e scaricarlo dal blog, prima ancora magari di quanto potranno fare gli amici americani ai primi di maggio. Potrete così vedere come tutti i tasselli del puzzle dell'essere e del non essere si incastrano reciprocamente, quelli di Heidegger in particolare sia tra di loro che con quelli di Nietzsche e di Hoelderlin, in un quadro di grande chiarezza e coerenza.
Ecco questo volevo anticiparvi questa sera, cosa che ho fatto, per cui ora posso anche congedarmi da voi e chiudere la giornata. Buona notte a tutti, Giuseppe.
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venerdì 5 febbraio 2010
Naram-Sin, il messia degli Accadi
Ora che la 'papera' è partita (vi spiegherò in seguito di quale convegno si tratta), ho finalmente di nuovo un po' più di tempo da dedicare al blog. Ho così scoperto che uno dei post più gettonati - anzi il più gettonato, cioè letto - tra quanti ne ho scritti negli ultimi quattro mesi è quello in italiano, ma dal titolo in inglese, The puzzling Naram-Sin's victory stele, che scrissi il 15 ottobre 2009.Commentando le immagini della famosa 'stele della vittoria' di Naram-Sin, re degli accadi dal 2255 al 2219 a.C. e nipote di Sargon I, e dando di quell'immagine una nuova interpretazione, ricordavo in quel post una delle più antiche occurrences della Seinsgeschichte, precisamente la congiunzione Giove-Saturno doppia che ebbe luogo tra i primi di gennaio e la fine di luglio dell'anno 2230 a.C., che fu ritenuta segno di celeste benedizione e una specie di unzione divina del re Naram-Sin a messia degli accadi.
Ma non voglio ora ripetere qui tutto quel post, che mi venne evidentemente tanto bene. Vi rimando perciò direttamente ad esso per avere tutta una serie di dettagli sia sul ritrovamento che sulla datazione della famosa stele (ora conservata al Louvre), nonchè sulle dubbie interpretazioni precedenti.
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martedì 19 gennaio 2010
Fisica e metafisica dell'attentato del 1981 a Giovanni Paolo II
Abbiamo tutti letto che, dopo aver scontato 29 anni di carcere, è appena tornato libero il cinquantaduenne Mehmet Ali Agca, il turco che all'età di 23 anni, il 13 maggio 1981 attentò alla vita di Giovanni Paolo II.
Ora non ho tempo per illustrare il mio parere in dettaglio, quindi tornerò sull'argomento in futuro, ma vi anticipo che vi sono fondati motivi per ritenere che anche questa come tantissime altre vicende storiche riguardanti il cristianesimo e/o l'ebraismo abbia eine seinsgeschichtliche Interpretation, della quale probabilmente (ma chissà...) Agca stesso è all'oscuro. Ne era invece molto probabilmente al corrente Giovanni Paolo II che, se non ricordo male, già verso la fine del precedente anno 1980 aveva espresso (a Fulda, in Germania) gravi timori per le prove che avrebbe dovuto sopportare nell'anno che stava per iniziare.
Ora non ho tempo per illustrare il mio parere in dettaglio, quindi tornerò sull'argomento in futuro, ma vi anticipo che vi sono fondati motivi per ritenere che anche questa come tantissime altre vicende storiche riguardanti il cristianesimo e/o l'ebraismo abbia eine seinsgeschichtliche Interpretation, della quale probabilmente (ma chissà...) Agca stesso è all'oscuro. Ne era invece molto probabilmente al corrente Giovanni Paolo II che, se non ricordo male, già verso la fine del precedente anno 1980 aveva espresso (a Fulda, in Germania) gravi timori per le prove che avrebbe dovuto sopportare nell'anno che stava per iniziare.
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mercoledì 11 marzo 2009
Essere e non essere
Ad uno user di un sito di filosofia che aveva scritto "Se il non essere non è e quindi l'essere è eterno, ..." facevo notare che secondo me questa premessa non è così solida come sembra ..
Al riguardo davo questo mio parere:
"Beh .. il non essere non è ciò che l'essere è, ma non è che sia nulla!! Anche il non essere ha la sua probabilità di occorrenza e quindi anch'esso è! Ti dirò ANZI, per dirla tutta (o quasi) che il non essere ha probabilità maggiore di quella dell'essere ed è proprio in ciò il fondamento dell'oblio dell'essere. Quell'oblio per combattere e superare il quale Heidegger ha ritenuto necessario - all'inizio delle sue riflessioni filosofiche - riproporre la Seinsfrage, anzi la Seynsfrage, appunto la questione dell'essere/Essere.
Ne segue che essere e non essere, data la loro natura, sono entrambi eterni e nessuno dei due coincide con il nulla: entrambi sono, furono e saranno."
Voi che mi leggete che ne dite? avete riflettuto sulla questione? Saluti a tutti, GDC
Al riguardo davo questo mio parere:
"Beh .. il non essere non è ciò che l'essere è, ma non è che sia nulla!! Anche il non essere ha la sua probabilità di occorrenza e quindi anch'esso è! Ti dirò ANZI, per dirla tutta (o quasi) che il non essere ha probabilità maggiore di quella dell'essere ed è proprio in ciò il fondamento dell'oblio dell'essere. Quell'oblio per combattere e superare il quale Heidegger ha ritenuto necessario - all'inizio delle sue riflessioni filosofiche - riproporre la Seinsfrage, anzi la Seynsfrage, appunto la questione dell'essere/Essere.
Ne segue che essere e non essere, data la loro natura, sono entrambi eterni e nessuno dei due coincide con il nulla: entrambi sono, furono e saranno."
Voi che mi leggete che ne dite? avete riflettuto sulla questione? Saluti a tutti, GDC
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