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lunedì 23 febbraio 2015

GERUFEN ZU SEIN - Heideggers Ueberlegungen XIV - Mitte Februar 1941

I tre allineamenti della congiunzione Giove-Saturno tripla del 1940-1941
si verificarono l'8 agosto e 10 ottobre 1940 ed il 15 febbraio 1941
Verso la metà di febbraio del 1941 il filosofo Martin Heidegger annota sul suo diario/ quaderno-nero:

"Alles ueberwiegt dieses: gerufen zu sein vom An-spruch des Seyns." [Ueberlegungen XIV, GA 96, S. 207] 
ovvero:
"Questo supera tutto: essere chiamato dalle pretese, dalle esigenze dell'Essere." 

Come risulta chiaramente dai grafici sopra riportati, proprio in quei giorni di metà febbraio 1941 era ben visibile nel cielo serale e notturno il III allineamento planetario della congiunzione Giove-Saturno tripla del 1940-41. In questo momento Heidegger non avvertiva più semplici cenni (Winke) da parte dell' Essere, ma una vera e propria esigente chiamata.

giovedì 25 giugno 2009

Nacht, stillste Nacht

Da quanto son venuto dicendo sin qui, a molti (se non proprio a tutti) dei miei lettori dovrebbe ormai esser chiaro che le epifanie dell'Essere hanno in comune con le apparizioni della fenice il fatto che avvengono di notte, quando Giove e Saturno in congiunzione riflettono meglio i raggi del sole, situato in quelle ore alle spalle dell'osservatore. All'alba, quando sorge il sole, i due pianeti - situati a circa 180° da esso - tramontano, scendono al di sotto dell'orizzonte occidentale ed esseri notturni come la fenice e l'Essere svaniscono.

Stando così le cose relative alla visibilità, non poteva mancare
- ed infatti non manca - una lirica, una poesia dedicata da Heidegger alla notte particolare, alla notte magica, nella quale l'Essere si rivela al pensatore consapevole e importante, al 'wesentliche Denker'. E' la breve e bella poesia intitolata Nacht contenuta nella raccolta Winke (Cenni, ovviamente dell'Essere), pubblicata privatamente da Martin nel 1941, ma scritta molto probabilmente - mia datazione - verso o forse proprio il 20 ottobre 1940. Eccola:

Stillste reine
sternenreichen Nacht,
bring das Eine
mir,
was noch kaum in dir
je ein Denker
harrend ueberwacht:
die Ereignung
in den Tag des Seyns.
(GA 13, s. 29)

C'è in rete una traduzione italiana, ma non mi piace molto e dunque per il momento non la riporto. In un prossimo post magari proverò io stesso a tradurre Nacht. Voi conoscete qualche traduzione?