Visualizzazione post con etichetta monokeros. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta monokeros. Mostra tutti i post

martedì 18 agosto 2026

Remembering the 2009 BERLIN KONGRESS of the F.I.E.C. (Fédération Internationale des Associations d' E'tudes Classiques)


Nelle prime due foto di questo post di ricordo potete vedere rispettivamente la prima delle molte slides della relazione che presentai mercoledì 26 agosto 2009 alla Humboldt-Universitaet di Berlino nel corso del Congresso F.I.E.C. e l'Abstract che sintetizzava il contenuto della mia relazione, cioé la dimostrazione che FENICE ed UNICORNO/MONOKEROS altro non erano, nell'antichità ma ancora per i trovatori provenzali ed anche per molti 'fedeli d'Amore' del tempo di Cavalcanti, Dante, .. Petrarca, che immagini allegoriche iconiche e/o letterarie (poetiche in particolare) dei DUE MODI nei quali può presentarsi una CONGIUNZIONE GIOVE-SATURNO vista da Terra, a seconda della posizione occupata dal nostro pianeta sulla sua orbita quando i due lontani pianeti vanno in congiunzione eliocentrica.
La foto mi ritrae qualche minuto prima della conferenza al primo piano della Umboldt-Uni. 


domenica 24 agosto 2025

In questi giorni ricorre IL 1990° ANNIVERSARIO DELLA CRISTOFANIA del 35 di s. PAOLO sulla VIA DI DAMASCO

La congiunzione Giove-Saturno doppia del 34-35 nella costell. del Leone
Era proprio in uno di  questi giorni di fine agosto dell'A.D. 35 (parte destra del grafico a lato) che Saul di Tarso diretto a Damasco per perseguitarvi i cristiani, cercando di vedere la coppia Giove-Saturno nell'ora centrale della giornata per poco non ne rimase cieco (pianeti a 8,5° dietro il sole) e si convinse definitivamente che il sistema planetario/solare era eliocentrico e che il modo giusto di adorare il dio d'Israele era quindi quello della congiunzione GS multipla/doppia terminata ai primi di aprile di quell'anno e non più quello mosaico, geocentristico, della congiunzione G-S singola che 'dio' impediva di vederlo in mezzo alla congiunzione G-S e non dopo, alla fine, come ora. E' questo il vero nucleo concettuale della cosiddetta "conversione" di s. Paolo: sostanzialmente una 'conversione' dal geocentrismo all' eliocentrismo, convinzione della quale d'ora in poi egli si farà deciso ed infaticabile divulgatore. 

lunedì 12 febbraio 2024

La 'VISIO BEATIFICA' del 1205-1206 di IBN 'ARABI (Zeitpunkte der SeinsGeschichte)

Il mistico sufi e filosofo andaluso Ibn 'Arabi (Murcia 1165-Damasco 1240) ebbe "una particolare originalità per il modo di integrare, in un quadro metafisico, istanze esoteriche ed esegesi coranica, teosofia sciita e pensiero neoplatonico". 
Verso i trentacinque anni, abbandonata l'attività politico-amministrativa di segretario del governo di Siviglia, Ibn 'Arabi viaggiò molto nell'Africa del nord ed in Medio Oriente, scrivendo anche molto. 
Una delle sue opere edite più significativa la scrisse da Konya, una città dell'alto-
piano centrale dell'Ana- tolia, nel 1205: è l' epistola Risalat al-anwar (cioè l' Epistola delle Luci), diretta ad un amico, nella quale - come leggo in uno scritto del prof. A. Elalami - "egli descrisse la sua ascensione mistica attraverso i livelli dell'essere e della conoscenza per raggiungere la visione del Signore, il grado più alto della perfezione umana."
Ebbene, come ciascuno può vedere [e (far) verificare] dai grafici riportati qui sopra, per tutto il 1205 e poi ancora nel 1206 Ibn 'Arabi vide ogni sera e notte (a parte la breve invisibilità centrale) i due pianeti Giove e Saturno andare prima in congiunzione stretta e poi uscire da essa, ricavando a parer mio proprio da questa visione diretta (o 'ascensione in prima persona') quell' 'esaltazione del viandante eletto' di cui scrive il prof. Elalami nel suo articolo "Il Mi'rag nel pensiero d'Ibn 'Arabi" dell'1.11.2023.

Ho voluto mettere in evidenza quanto sopra per ricordare e sottolineare, in particolare a chi ancora avesse dubbi, che le congiunzioni Giove-Saturno sono il vero fil rouge, cioè l'elemento di continuità di tutta la tradizione abramitica, di tutte e tre le religioni monoteistiche: ebraismo, cristianesimo ed islam.
 

sabato 3 febbraio 2024

PENSANDO A MOSE'.. il divisore delle acque del mare !!


Dopo aver molto letto, in questi ultimi giorni, di Filone di Alessandria (c. 15 bce- 50 ce c.), del Logos divino di cui parla in De Opificio Mundi, del suo De Vita Mosis, .. rispolverando una mia idea di qualche lustro fa ed anche ripensando alle tesi dell'archeologo israeliano ed israelita Israel Finkelstein, mi è venuta voglia di andare a verificare quand'è che una congiunzione Giove-Saturno si svolse proprio in mezzo alle due costellazioni zodiacali adiacenti ed entrambe acquatiche, marine: Pesci ed Acquario. Ebbene come potete vedere dai grafici soprastanti (o far verificare) una congiunzione G-S singola (re'em, monokeros) avvenne il 30 gennaio del 1039 ac (al tempo del faraone Psusenné I) ad una longitudine celeste di circa 312°, cioè proprio al confine di quell'epoca tra le due costellazioni 'marine' dette, Pesci-Acquario.

Lascio a voi tutti, cari amici e lettori che così numerosi mi seguite, di intuire - aiutandovi magari con qualche mio scritto - tutti i nessi esistenti tra i vari aspetti di queste tematiche, fondamentali per la storia filosofica, religiosa, letteraria ed anche politica non solo dell' Occidente. 

domenica 4 giugno 2023

L' UNICORNO del RE DI NAVARRA TEOBALDO I (21.09.1246)

La congiunzione Giove-Saturno singola
culminata il 21 settembre 1246 
nella costellazione della Vergine (confine Libra)
Thibaut (1201-1253), IV conte di Champagne e poi I re di Navarra, è una figura intrigante per vari motivi: innanzitutto per essere il trovatore più importante del suo tempo, citato come tale - una sessantina di anno dopo la sua morte - anche da Dante nel suo De Vulgari Eloquentia, poi per avere scritto - già una quarantina di anni prima di Guido Cavalcanti - un sonetto ove viene citato l' unicorno o liocorno o monokeros, il mitico animale da me riconosciuto (già quindici anni fa) come immagine allegorica delle congiunzioni Giove-Saturno singole. Scrisse Thibaut:

Ausi com l' unicorne sui

qui s'esbahist en regardant

quant la pucelle va mirant ... ...

Ecco, pur conoscendo per ora solo superficialmente sia Thibaut IV de Champagne che tutti i trovatori, io propongo agli studiosi del settore (ad iniziare dal prof. Canettieri della Sapienza, dai ricercatori E.F. Di Meo, M. Bisceglia, ..) una possibile motivazione e datazione della suddetta canzone dell' unicorno di Thibaut, legate all'osservazione da parte sua negli anni 1246-47 della visibilissima congiunzione Giove-Saturno singola che culminò il 21 settembre 1246 tra le stelle della costellazione della Vergine (vicino al confine con la Bilancia).

domenica 13 dicembre 2020

L' UNICORNO, IL MONOKEROS, dal TEMPO DI COSTANTINO E MASSENZIO a QUELLO DEL COVID - oder UeBER DIE BERECHENBARKEIT DES SEINS


La IV Appendice del mio "Congiunzioni Giove-Saturno e storia giudaico-cristiana" (edito nel dicembre 2001) ha come titolo  'Periodo, disposizione angolare e grande periodo geocentrici delle congiunzioni Giove-Saturno.' Alle pagine 356-357 del volume, in quest' Appendice, dimostravo dapprima e verificavo poi con un software astronomico che il grande periodo geocentrico Tg di questo tipo di congiunzioni planetarie è 854 anni, nel senso che "dopo tale intervallo di tempo si verificherà una congiunzione GS praticamente nella stessa posizione angolare della volta precedente, cioè di circa 854 anni prima." 

J-S- alignment on December 21st, 2020
Ora, visto che la congiunzione G-S attualmente in atto culminerà con l'allineamento molto stretto (0° 6' 27") del 21 dicembre 2020, essendomi poi ricordato che anche all'epoca della battaglia di Ponte Milvio, nel 312, la congiunzione G-S che Costantino stava seguendo nella sua discesa da Trier/Treviri (quella della famosa visione del 27-28 ottobre 312) si completò in dicembre, ho avuto un' intuizione e sono andato a fare la differenza 2020 - 312 ... e cosa salta fuori?! che 2020-312 = 1708 che guardacaso è esattamente il doppio di 854 !! 
J-S- alignment on December 11st, 1166
In altre parole LA FENOMENOLOGIA temporale della congiunzione Giove-Saturno del dicembre di quest'anno 2020, congiunzione in corso nella costellazione (Heidegger direbbe Gegend!) del Capricorno al confine con quella del Sagittario E' LA STESSA fenomenonologia come confermano i grafici a lato della congiunzione G-S- del 2020-854 = 1166, sempre dicembre, che avvenne nella stessa costellazione mentre Pantaleone completava con l'unicorno il grande mosaico della Cattedrale di Otranto ed E' ANCHE LA STESSA fenomenologia della congiunzione G-S- del 1166-854 = 312, sempre dicembre, che Costantino ormai vittorioso su Massenzio potè osservare da Roma. 
J-S- alignment on December 13rd, 302
Quella stessa congiunzione che lo aveva motivato e guidato nella sua discesa da Trier/Treviri (Germania), che lui ed i suoi legionari avevano potuto agevolmente vedere dalle colline tra Cassia e Flaminia, nelle sere di fine ottobre sullo sfondo delle stelle del Capricorno, alla vigilia della battaglia del 28 ottobre 312 nella piana di Saxa Rubra, nei pressi di Ponte Milvio. 

martedì 28 luglio 2020

RILKES EINHORN = HEIDEGGERS GRUNDERFAHRUNG (10.09.1921)

Die einzelne Jupiter-Saturn konjunktion, geschehen
am 10 Sept. 1921 
im Sternbild/Gegend Virgo/Jungfrau
O dieses ist das Tier, das es nicht gibt.
Sie wussten nicht und habens jeden Falls
- sein Wandeln, seine Haltung, seinen Hals,
bis in des stillen Blickes Licht - geliebt.

Zwar war es nicht. Doch weil sie's liebten, ward
ein reines Tier. Sie liessen immer Raum.
Und in dem Raume, klar und ausgespart,
erhob es leicht sein Haupt und brauchte kaum

zu sein. Sie naehrten es mit keinem Korn,
nur immer mit der Moeglichkeit, es sei.
Und die gab solche Staerke an das Tier, 
das es aus sich ein Stirnhorn trieb. Ein Horn.
Zu einer Jungfrau kam es weiss herbei -
und war im Silber-Spiegel und in ihr. 

[aus: R. M. Rilke, Poesie (Die Sonette an Orpheus, Zweiter Teil, IV), RCS, Milano, 204, p./S. 248-250]

Juli 1921 - W. Reinhart mietet Schloss Muzot und stellt es dem Dichter als Wohnsitz zur Verfuegung.
Februr 1922 - Rilke vollendet die Duineser Elegien und die Sonette an Orpheus.

giovedì 3 ottobre 2019

BERNARDO DI CHIARAVALLE ed ILDEGARDA DI BINGEN alla luce della CONGIUNZ. GIOVE-SATURNO 1146-1147

Grafici della congiunzione Giove-Saturno che ebbe luogo negli anni
1146-1147 nella costellazione del Toro (al confine con quella dell'Ariete).
La congiunzione Giove-Saturno del 1146-47 può servire a capire un po' meglio gli avvenimenti religiosi di quel periodo turbolento.
A questa Seinserscheinung sono (non casualmente, secondo me) collegati due Dottori della Chiesa, il Doctor Mellifluus Bernardo di Chiaravalle (1090-1153) e la Visionaria Doctora Hildegard von Bingen (1098-1179).

Nel giorno di Pasqua del 1146, il 31 marzo, proprio mentre Giove sta per 'congiungersi' con Saturno (cosa che avverrà il 4 giugno, cfr. grafici), troviamo l' influente abate cistercense francese Bernard arringare a Vézelay in Borgogna una notevolissima folla - presenti anche il re di Francia Luigi VII e la regina Eleonora di Aquitania  - per organizzare una seconda crociata in Terrasanta. Ne era stato incaricato direttamente da papa Eugenio III (1145-1153), anch'egli cistercense, su cui lui aveva un notevole ascendente.

Quanto alla nobile badessa Hildegard von Bingen, si dà il caso che proprio in quel 1146 ella scriva una lettera al già famoso Bernard de Clairvaux per averne una sorta di riconoscimento ufficiale della sua capacità di vedere ed udire "cose grandi e mirabili" e di interpretare i testi sacri in modo nuovo, nonostante la sua scarsa istruzione.
Nella lettera di risposta, anch' essa datata 1146-47, Bernardo scriveva:
"Ci rallegriamo per la grazia di Dio che è in te, e per quanto dipende da noi ti esortiamo e ti supplichiamo affinché tu la riconosca come tale e cerchi di corrispondervi con la massima umiltà e devozione, consapevole del fatto che Dio resiste ai superbi, mentre concede agli umili la Sua grazia. Del resto, laddove c'è una scienza interiore ed l' unzione che dà tutti gli insegnamenti, che cosa possiamo noi insegnare o consigliare?"

Il carisma profetico di Ildegarda fu definitivamente ed ufficialmente riconosciuto al sinodo di Treviri (1147-48), al quale partecipava anche Bernardo di Chiaravalle, quando papa Eugenio III lesse personalmente ai padri sinodali alcuni passi del Liber Scivias di Ildegarda [titolo interpretato come 'Sci vias Domini/luminis' ovvero 'Conosci le vie del Signore/lume'], primo di una trilogia che comprenderà poi anche il Liber vitae meritorum ed il Liber divinorum operum. 

Avviandomi alla conclusione ricordo che santa Hildegard di Bingen è stata proclamata Dottore della Chiesa universale da papa Benedetto XVI il 7 ottobre 2012. S. Bernardo ebbe analogo riconoscimento nel 1830, da papa Pio VIII.

Degli  scritti di Ildegarda sull'unicorno (unicornus/monokeros/Einhorn) parleremo in un prossimo articolo.

domenica 3 febbraio 2019

Questo BLOG ha DIECI ANNI --- A TEN-YEARS BLOG

Frontespizio della relazione che il 26 agosto 2009 fui ammesso a tenere al
Congresso quinquennale della F.I.E.C. (Federation Internationale des
associations d' Etudes Classique), tenutosi alla Humboldt-Universitaet
di Berlino.
Questo blog compie dieci anni di vita proprio in questi giorni: i primi articoli, dapprima brevi post, risalgono infatti agli ultimi giorni di gennaio-primi di febbraio del 2009.
L' idea di aprire/gestire un blog mi venne dopo che avevo scoperto che fenice ed unicorno altro non erano che immagini allegoriche dei due tipi (o modi di essere) delle congiunzioni Giove-Saturno, dopo che di questo avevo già parlato a Liverpool nel 2008 e mi accingevo a parlarne alla Humboldt-Universitaet di Berlino nel 2009, quando avevo già iniziato ad intuire, a comprendere che quel regolare fenomeno astronomico era anche al centro della cosiddetta storia dell' Essere o Seinsgeschichte di cui parlava il filosofo Heidegger e dopo che avevo verificato personalmente gli enormi problemi di distribuzione del mio volume "Congiunzioni Giove-Saturno e storia giudaico-cristiana".
Combinato disposto di tutte queste considerazioni e riflessioni fu la decisione di _non_ scrivere un nuovo libro e di tentare invece di diffondere più efficacemente i risultati delle mie ricerche con un nuovo mezzo, appunto il blog, profittando anche della disponibilità gratuita di molte piattaforme software idonee allo scopo.

Dopo dieci anni di esercizio del blog posso dire che le attese di allora non sono andate deluse: il blog registra infatti anche decine di visite qualche giorno, non solo dall' Italia ma anche da molti paesi stranieri. La percentuale di visite provenienti dall'estero sul totale delle visite è anzi in continuo aumento ed ha raggiunto in base alle ultime rilevazioni oltre il 30%; motivo quest' ultimo per cui cerco di scrivere molti articoli anche in inglese e/o in tedesco.

Un grazie sentito dunque a ciascuno di voi, cari lettori ed amici, per la considerazione che continuate ad avere per il mio lavoro e per la stima che, in vario modo, continuamente mi manifestate. E non dimenticare di continuare a fare - per il link a questo blog - il passaparola tra colleghi, amici, conoscenti e parenti vari. Grazie! 

giovedì 6 febbraio 2014

The SOLOMON's RE'EM/UNICORN came in March 920 BCE

The single/unique Jupiter-Saturn conjunction happened in the constellation of Pisces in 920 BCE
culminated on March 1st at long. 331° 30' with a minimal visual distance J-S of 0° 52' 59"

lunedì 22 ottobre 2012

Quod INSTINCTU DIVINITATIS ...

Ricorre tra pochi giorni il 1700-esimo anniversario tondo tondo della famosissima battaglia di Ponte Milvio tra Costantino e Massenzio del 28 ottobre 312, una delle battaglie più importanti di tutta la storia.
 Dopo la vittoria Costantino rimase a Roma circa un paio di mesi, recandosi poi a Milano per incontrare l'Augusto della parte orientale dell'impero, Licinio, ed emettere insieme a lui - nel febbraio 313 - il famoso Editto di tolleranza, che - riconoscendo il cristianesimo come 'religio licita' al pari delle altre - assicurava a tutti piena libertà religiosa.
A ricordo della vittoria di Ponte Milvio (combattuta in realtà una quindicina di km più a nord, nella piana di Saxa Rubra) negli anni seguenti fu ristrutturato, modificato e ridedicato l' arco di Adriano, erigendogli sopra un grande attico che portava sulle due facciate la seguente iscrizione:
IMP(ERATORI) CAES(ARI) FL(AVIO) CONSTANTINO MAXIMO
P(IO) F(ELICI) AUGUSTO S(ENATUS) P(OPULUS)Q(UE) R(OMANUS)
QUOD INSTINCTU DIVINITATIS MENTIS
MAGNITUDINE CUM EXERCITO SUO
TAM DE TYRANNO QUAM DE OMNI EIUS
FACTIONE UNO TEMPORE IUSTIS
REM PUBLICAM ULTUS EST ARMIS
ARCUM TRIUMPHIS INSIGNEM DICAVIT
così traducibile: "All'imperatore Cesare Flavio Costantino Massimo, pio, felice, Augusto, il Senato e il Popolo romano - poichè per ispirazione della divinità e per la grandezza del suo spirito con il suo esercito vendicò lo Stato ad un tempo sul tiranno e su ogni sua fazione con giuste armi - dedicarono questo arco insigne per trionfi."
L'inaugurazione del 'nuovo' arco avvenne nel 315 (secondo alcuni il 25 luglio, secondo altri il 28 ottobre) alla presenza dello stesso Costantino, venuto a Roma anche per celebrare il suo primo decennio di regno.

 
Agli studiosi dell'evoluzione religiosa di Costantino ha dato molto da pensare la terza riga dell'iscrizione, quella ove si parla di "instinctu divinitatis", che risulta piuttosto ambigua sia per la polivalenza in latino del termine instinctus (istigazione, impulso, stimolo, ispirazione, eccitamento) che per il riferimento generico alla divinitas. Alcuni poi hanno addirittura pensato che il testo pervenutoci sia stato manomesso nel tempo: il cardinale Angelo Mai (1782-1854) ritenne che al posto di instinctu divinitatis vi fosse originariamente scritto DIIS FAVENTIBUS (cioè 'con il favore/la benevolenza degli dei'), mentre l'epigrafista tedesco Wilhelm Henzen (1816-1887) sostenne che la scritta originale era NUTU IOVIS OPTIMI MAXIMI, cioè 'per volere/volontà di Giove ottimo massimo'.
La mia opinione al riguardo è quella espressa in un capitolo del mio volume Congiunzioni Giove-Saturno e storia giudaico-cristiana e ripetuta più volte in varie sedi, anche in post precedenti di questo blog. Quale che fosse la scritta sull'arco di Adriano-Costantino, e' un inoppugnabile dato di fatto che tutta l'impresa costantiniana del 312 si svolse alla luce e secondo la tempistica della congiunzione Giove-Saturno che andava maturando nella costellazione del Capricorno (la stessa cui teneva tanto Ottaviano Augusto) e che ebbe il suo culmine il 13 dicembre di quell'anno: si vedano al riguardo i grafici ora dietro il titolo del blog. A questo fenomeno astronomico (forse astrologicamente interpretato) fa riferimento secondo me quella terza riga dell'iscrizione dedicatoria.
Solo così si spiegano sia la scelta del periodo della spedizione da Treviri (in Germania) a Roma che il lungo temporeggiare di Costantino sulle colline tra Cassia e Flaminia, ove sarebbe rimasto ancora se il 28 mattina l'inesperto e vanitoso Massenzio - ricorrendo il suo 6° anniversario di regno - non gli fosse venuto provvidenzialmente incontro a Saxa Rubra con il suo pesante esercito.

Ironia della storia, la congiunzione Giove-Saturno dalla quale Costantino si lasciò guidare in quel fatidico anno 312 fu di tipo unicorno, cioè singola e stretta (cfr. grafici dietro al titolo del blog), proprio il monokeros che - secondo i miei studi - era stato sacralizzato nel giudaismo del secondo tempio come teofania della divinità monoteista, cioè come Visita e Presenza divina. Fu probabilmente per questo che Costantino tolse allora agli ebrei il divieto di recarsi - pena la morte - a Gerusalemme (ora Aelia Capitolina), divieto imposto da Adriano nel 135 dopo la rivolta di Bar Kochba. Divieto che fu rimosso tuttavia solo per pochi giorni all'anno, per andare a piangere e pregare sul luogo ove sorgeva il tempio nel giorno anniversario della distruzione di esso da parte di Tito.

mercoledì 26 ottobre 2011

Ponte Milvio, 28 ottobre 312: una vittoria nel segno dell'unicorno

L'unicorno alato
davanti alla sede RAI di Roma-Saxa Rubra 
Tra un paio di giorni, il 28 ottobre, ricorrono gli anniversari di due famose marce su Roma: quella costantiniana che fece seguito alla battaglia di Saxa Rubra/Ponte Milvio del 28 ottobre 312 e quella mussoliniana del 28 ottobre 1922. Della casualità di data di quest'ultimo evento si potrebbe forse anche discutere, ma è sulla battaglia tra Massenzio e Costantino che vorrei dire qualcosa di nuovo.

Un particolare importante da prendere in considerazione, finora mai tenuto in conto nelle ricostruzioni della discesa di Costantino da Treviri (Germania) verso Roma e nei tentativi di decrittare la sua famosissima visione prima della battaglia, è a mio parere la congiunzione tra Giove e Saturno che andava maturando proprio in quei mesi del 312 nella costellazione del Capricorno e che ebbe il suo culmine con l' allineamento dei due pianeti il 13 dicembre di quell'anno. Si trattò, come si vede bene dai grafici qui sotto di una congiunzione G-S singola, dunque di tipo unicorno secondo la mia interpretazione allegorica. Non è un caso secondo me che sul luogo della battaglia sia sorta la sede più importante della RAI-TV, la Radiotelevisione pubblica italiana, e che all'ingresso di essa si trovi oggi un gigantesco e dorato unicorno alato.
Come si vede dal grafico qui a destra, la distanza angolare tra i due pianeti - di circa 6° a fine aprile quando Costantino entro in Italia per il passo del Monginevro - invece che continuare a diminuire prese ad aumentare nei successivi 3 mesi e mezzo, arrivando ad oltre 10° intorno all' 8 agosto. Nei successivi 4 mesi poi essa scese uniformemente da tale valore fino al valore minimo di soli 0° 13' 25", raggiunto dopo la battaglia, precisamente il 13 dicembre 312, ad una longitudine di circa 283° (Capricorno). Al 28 ottobre a Giove mancavano ancora più di 5° per raggiungere Saturno.

L'idea che io mi son fatto, considerando l'importanza delle congiunzioni G-S in moltissime vicende della storia giudaica prima e cristiana poi, è che Costantino - consigliato dai suoi astrologi/astronomi - abbia in qualche modo tenuto conto dell'evolversi della congiunzione G-S ed abbia assunto una posizione temporeggiatrice (invece di dare l'assalto a Roma) anche a rischio di finire nella stagione delle piogge (fine ottobre/novembre). Se Massenzio - ingannato dal lungo temporeggiare di Costantino - non fosse uscito lui da Roma a dare battaglia, forse Costantino avrebbe atteso ancora di più, perchè la congiunzione G-S non era ancora nella sua pienezza.

Per ironia della storia, la congiunzione G-S dalla quale Costantino, allora emergente campione cristiano, si lasciò guidare in quell'anno 312 fu (risultò probabilmente a posteriori) di tipo unicorno, cioè singola e molto stretta, proprio il monokeros che - secondo i miei studi - era stato sacralizzato nel giudaismo del secondo tempio come teofania della divinità monoteistica, cioè come visita e presenza di essa.
Dev'essere stato per questo (anche o solo per questo?) che Costantino tolse agli ebrei il divieto - imposto da Adriano 178 anni prima, cioè nel 135 alla fine della rivolta di Bar Kochba - di risiedere o anche solo di metter piede a Gerusalemme (ora Aelia Capitolina), pena la morte. Divieto che fu rimosso tuttavia solo per un giorno all'anno, per andare a piangere e pregare sul luogo ove sorgeva il tempio, nel giorno anniversario della distruzione di esso da parte di Tito.

Dirò per concludere che la situazione astroNomica spiega anche, a parer mio, l'origine del c.d. monogramma costantiniano XP (chi.ro), costituito dalle prime due lettere della parola 'Cristo' in greco, un 'chi' seguito da un 'rho'. Ma di questo parleremo domani o dopodomani, con l'aiuto di un disegno tratto dal mio Congiunzioni Giove-Saturno e storia giudaico-cristiana. 

martedì 11 ottobre 2011

Who reads and what is read

In the first nine months of this year 2011 this blog has been visited more then 12 times each day by visitors coming from 110 different countries, going from great nations down to little ones like Rwanda, Singapore, Qatar, Azerbaijan, Nepal, ... Excluding from the count the casual visits, it results that about 80% of meaningfull visits comes from Italy, while 18% of them have been from the following main countries:
Mexico, India, USA, Romania, Philippines, Brazil, Germany, Switzerland,  South Korea, Spain, Argentina, Colombia, France, Pakistan, Poland, Venezuela.

Among the most-read posts there are those presenting the 1981 attempt on John Paul II as an episode of the Being history (the heideggerian Seinsgeschichte), those on the vergilian puer and the IV eclogue, those with the M. Cacciari's advice on the new hermeneutics, those on my interpretation of  Tacitus' phoenixes (Annals 6.28), those on Tiberius' voluntary retirement to Rhodes, those on Nietzsche and Heidegger,  those on Naram-Sin's victory stele, those on the new beginning date of the astronomical Pisces age, those on the allegorical image of the unicorn or monokeros, those on my Liverpool-Berlin posters, ... ...

sabato 24 settembre 2011

L'unicorno ad Otranto

Non solo nel pavimento del Duomo di Siena, ma anche in quello della Cattedrale di Otranto (LE) troviamo traccia dell' esoterismo cristiamo. La differenza con Siena è che, conoscendosi esattamente l'epoca di realizzazione del mosaico pavimentale di Otranto: 1163-1166,  su quest'ultimo si può fare qualche interessante considerazione in più.
Autore di quest'opera imponente nella Cattedrale della città che, per l'importanza del suo porto, aveva all'epoca il ruolo di ponte tra Oriente ed Occidente, fu il mosaicista Pantaleone (Pantaleonis presbiteri), molto probabilmente - a detta di tutti gli studiosi dell'opera - un monaco basiliano, di origine greca, del vicino monastero di San Nicola di Casole, situato pochi chilometri a sud di Otranto. "In tale monastero i monaci basiliani avevano costituito la più vasta biblioteca dell'allora occidente oltre ad aver istituito la prima forma di college nella storia, che ospitava ragazzi provenienti da tutta Europa che si recavano ad Otranto per studiare.  ... I Codici prodotti in questo monastero sono ora custoditi nelle migliori biblioteche d'Europa, da Parigi a Londra, da Berlino a Mosca." (http://it.wikipedia.org/wiki/Otranto)
Per realizzare quest'opera, che è stata definita "un enigmatico percorso in un labirinto teologico", Pantaleone oltre ad essere un valente mosaicista doveva avere una approfondita conoscenza teologica ed una vasta cultura. Il mosaico infatti si compone ( http://it.wikipedia.org/wiki/Pantaleone ) oltre che di scene dell'Antico e Nuovo Testamento anche di storie e personaggi dell'antica cultura pagana e del più recente mito di re Artù, nonchè di immagini di un Bestiario medioevale. Tra queste non poteva mancare - ed infatti non manca - l'immagine dell' unicorno o liocorno, in un tondo nel quale secondo alcuni Pantaleone ha rappresentato anche se stesso.
La cosa curiosa che io ho scoperto e che volevo qui sottolineare è che proprio nel periodo di realizzazione del pavimento della Cattedrale di Otranto stava verificandosi una congiunzione Giove-Saturno del tipo allegorizzato secondo me dall'immagine dell'unicorno. La congiunzione G-S singola è quella cui si riferiscono i grafici qui sopra a destra e dietro il titolo deo blog, culminata in un allineamento tra i due pianeti alla longitudine di  291° 39' (quindi nel Capricorno) verificatosi l' 11 dicembre del 1166, con un angolo residuo minimo tra Giove e Saturno di soli 9' 58" (equivalente a circa 1/3 di diametro lunare).
Questa straordinaria coincidenza è naturalmente una forte prova a sostegno di quanto ho rappresentato nei poster di Liverpool-Berlino relativamente all'unicorno come allegoria della congiunzione G-S singola. E - insieme ad altre - ci conferma che tutti i passi della Bibbia in cui si parla di monokeros, di 'corno di salvezza' (come ad es. Luca 1,68-69), ... possono ora, anzi devono, essere interpretati in modo nuovo, cioè in modo a-stro-no-mi-co. Per quanto strano possa sembrare.

domenica 18 settembre 2011

L'unicorno a Siena

Particolare del pavimento del Duomo di Siena
La presenza del gruppo delle Grazie nella Libreria o Biblioteca Piccolomini (Pio II, Pio III) del Duomo di Siena è come abbiamo visto una chiara traccia di esoterismo cristiano. Se ciò è vero non dovrebbero mancare nella città toscana riferimenti all'altra immagine allegorica legata alle congiunzioni Giove-Saturno, cioè all' unicorno (anche detto, alla francese, liocorno o leocorno). Ed infatti non mancano, a riprova del fatto che i senesi eminenti la sapevano lunga.
Il primo di questi riferimenti è nella tarsia del bellissimo pavimento del Duomo al centro della quale vi è la Lupa che allatta i gemelli. Tra gli otto tondi che circondano l'immagine centrale, che simboleggiano città amiche di Siena, uno rappresenta proprio un cavallo con un corno in fronte, cioè un unicorno, con la scritta Viterbium, cioè Viterbo (cfr. immagine qui sopra). Lo strano è che la città di Viterbo non ha un unicorno nel suo stemma, ma - dal duecento - un leone con una bandiera. Una possibilità è che il mitico ed esoterico animale fosse anticamente presente nello stemma di Viterbo, un'altra è che si richiamasse con quell'immagine del pavimento un particolare legame di Siena, cioè di qualche gruppo senese, con la famiglia Farnese (che aveva l'unicorno come emblema familiare) e con la cittadina - Farnese (VT), nei pressi del lago di Bolsena e di Viterbo - originaria della famiglia omonima e distante lungo la via Francigena verso Roma meno di 100 km da Siena.

Il secondo riferimento al mitico ed esoterico animale è nientemeno il nome stesso di una delle diciassette contrade storiche di Siena, la Contrada del Leocorno il cui nome viene dai senesi colloquialmente abbreviato in Leco. Il motto della Contrada è "Fiede et risana al par l'arma c'ho in fronte", mentre l'oratorio della stessa è nella chiesa di San Giovannino della Staffa, la quale sembra sorga sulle rovine - guardacaso - di un antico tempio di Giove. Per altre notizie sulla Contrada rinvio alle seguenti esaustive pagine di Wikipedia:

A quanto sembra, infine, lo stemma dell'unicorno era molto popolare in Toscana trovandosi il liocorno nel gonfalone del quartiere di s. Maria Novella a Firenze, della società di s. Maria al Prato di Pistoia e delle Porta di capo di Ponte a Prato.

sabato 21 maggio 2011

Giulia, il fratello Paolo III e l'unicorno dei Farnese

Giglio Farnese
Sabato passato 14 maggio, come molti ricorderanno, in tutta Europa i musei statali rimanevano aperti - con accesso gratuito per tutti - anche la sera e la notte fino alle 02:00. E' stato così che, visitando con un paio di amici Castel Sant'Angelo, la fortezza papalina sorta nei secoli intorno e sopra all'originario mausoleo dell'imperatore Adriano, e prendendo spunto da una lapide nella Loggia di Paolo III (1534-1549), decorata con unicorni, ho scoperto la particolare predilezione della famiglia Farnese per l'immagine dell' unicorno. Il mitico animale ricorre talmente tante volte negli stemmi, nei quadri, nelle decorazioni di palazzi, giardini e fontane di questa potente famiglia laziale, originaria inizialmente del piccolo comune di Farnese (prov. di Viterbo, a sinistra del lago di Bolsena), da potersi sicuramente considerare proprio il simbolo della famiglia Farnese.

Vergine con liocorno
Domenichino 1506
Pal. Farnese, Roma
Come è in dettaglio riportato nel sito web  http://www.pitturaedintorni.it/ldg/010rosini.htm , vi sono almeno tre quadri e affreschi famosi aventi per oggetto la dama con l'unicorno che si ritiene ritraggano le sembianze della bellissima Giulia Farnese (ca. 1475-1524), giovanissima amante ufficiale (concubina papae) dell'anziano e famigerato Alessandro VI (1492-1503) Borgia, grande amica di sua figlia Lucrezia e sorella del futuro pontefice Paolo III Farnese (creato cardinale a 25 anni nel 1493 proprio da Alessandro VI).

Essi sono:
- un affresco del Domenichino nella galleria Carracci a Palazzo Farnese di Roma (l'attuale Ambasciata di Francia);
- un altro affresco nella Stanza del Perseo, appartamento di Paolo III a Castel S.Angelo;
- un dipinto nella stessa Stanza, attribuito a Luca Longhi (prima metà XVI sec.).


Dama con liocorno
Luca Longhi, ca. 1520
Sala Perseo, Castel S.Angelo

Come è riportato nel sito citato, "Giulia si identificava nell'emblema di famiglia tanto da far inserire gli unicorni
nell'iconografia degli affreschi dapprima nel castello Orsini di Bassanello (Vasanello) e successivamente nella sua residenza di Carbognano". "Quando i Borgia caddero in disgrazia dopo la morte di papa Alessandro VI (agosto 1503), [infatti] Giulia che era rimasta vedova nel 1500, aveva già da molto tempo un'altra vita nel suo castello di Carbognano."

Per concludere, direi che questa insistita ricorrenza iconografica dell'unicorno (del monokeros) nelle decorazioni della rampante famiglia laziale dei Farnese conferma - se ve ne fosse ancora bisogno - che l'immagine del mitico animale è fondamentale (insieme a quella della fenice, phoenix) in tutto quanto ruota intorno alla storia palese e segreta del cristianesimo e della Chiesa.

Ironia della storia per la famiglia Farnese fu che il Concilio di Trento (1545-1563), convocato proprio da Paolo III ma durato ben oltre la sua morte (1549), proibirà [dopo la pubblicazione del De revolutionibus orbium coelestium di Copernico] l'impiego della figura dell'unicorno nelle immagini sacre.

lunedì 21 giugno 2010

Zarathustra, le scritture, la stella e Salomé

Come è noto ai miei più assidui lettori, io ho formulato da tempo (almeno dall'agosto dello scorso anno, cfr. mio post: 1881, April 18th: Nietzsche's invisible unicorn del 14.8.2009) una precisa ipotesi sull'evento astronomico e sulle circostanze che determinarono in Nietzsche la scoperta della propria 'missione', il divenire ciò che si è, insomma la 'chiamata' del malato professore di filologia al ruolo di baldo annunciatore e profeta di una nuova era. L'evento astronomico è - come ormai dovrebbe essere noto a molti - la congiunzione Giove-Saturno singola del 18 aprile 1881 che Nietzsche seguì da Genova prima del momento kairotico e poi da Sils-Maria, in Engadina, dopo di esso, cioè nell'estate-autunno di quell'anno 1881.

Leggo ora, a pag. 101 di Nietzsche nei ricordi e nelle testimonianze dei contemporanei, a cura di Claudio Pozzoli, BUR Milano 1990, alcuni brani che sembrano andare in questa direzione. Nella primavera 1883 Nietzsche - dubitando del valore della sua nuova opera poetico-filosofica - chiede pareri ai suoi amici. Riporto:

Gast è entusiasta dell'opera, cosa che lo conforta. "Sotto quale voce va propriamente annoverato questo Zarathustra? Starei per credere sotto la voce 'sinfonie' ", scrive Nietzsche a Gast il 2 aprile. E questi gli risponde tre giorni dopo: "Sotto quale voce va annoverato il Suo nuovo libro? Sarei per credere tra le 'sacre scritture'." Il 23 aprile Nietzsche scrive ancora a Gast: "Oggi ho appreso per caso che cosa significa 'Zarathustra': vale a dire 'Stella d'oro'. Questo mi ha reso felice. Si potrebbe pensare che l'intera concezione del mio libro affondi le radici in questa etimologia: ma fino a oggi io non ne sapevo nulla".

Io sarei per non credere fino in fondo a quel che N. afferma nell'ultima frase e alla sua naivitaet. Penso invece che abbia visto bene la giovane russa Lou von Salomé, la quale qualche mese prima annotava nel suo diario (18 agosto 1882):

... in qualche profondo recesso del nostro essere siamo lontani mondi interi l'uno dall'altra. Nietzsche nasconde in se stesso, come una vecchia rocca, alcune segrete oscure, sotterranei nascosti, che non risultano a una conoscenza superficiale, ma che pure possono contenere la sua più vera essenza. ... Saremo ancora in tempo a vederlo apparire come nunzio di una nuova religione, ... [op. cit., pp. 99-100].
Vedi ora un po' tu, cara Irene, come integrare questi nuovi spunti di riflessione nel tuo prossimo lavoro per Berlino. Di tutta la materia, opportunamente sistematizzata, spero di parlarne presto diretta-
mente in uno dei prossimi convegni nicciani.

martedì 13 aprile 2010

Repetita iuvant

Trascorsi parecchi mesi da quando li ho pubblicati qui per la prima volta e compiuti ormai i 2 anni interi da quando (27-30 marzo 2008) fui invitato ad esibirli ed illustrarli all'Università di Liverpool nel quadro della Classical Association Annual Conference 2008 del Regno Unito, mi sembra opportuno ri-pubblicare la coppia di posters che illustrano le mie interpretazioni astronomiche dei miti della fenice e dell'unicorno, interpretazioni astroNomiche che - come vado illustrando qui già da tempo - si stanno rivelando sempre più il solido fondamento di un interamente nuovo paradigma ermeneutico storico-filosofico, in altre parole la chiave di comprensione di tutta la Seinsgeschichte, dai tempi dei presocratici e fino ai giorni nostri (fino all'attentato a Giovanni Paolo II del 1981).
Ricordo che a queste stesse tematiche si mostrò interessata lo scorso anno anche la Fédération Internationale d'Etudes Classiques (F.I.E.C.), che inserì la mia relazione Phoenix and Monokeros were allegories of Jupiter-Saturn conjunctions nel programma ufficiale del FIEC 2009 Berlin, cioè del suo quinquennale congresso tenuto dal 24 al 29 agosto 2009 alla Humboldt-Universitaet zu Berlin.
Faccio infine sommessamente notare che cliccando sulle immagini dei posters, se ne può ottenere un ingrandimento che può anche essere stampato.

martedì 24 novembre 2009

Writings and images on the new hermeneutics

The book containing the fundamental ideas which in the recent years gave origin to the new historical and philosophical herme-
neutical paradigm (the one I called "l'ermeneutica di Giuseppe", i.e. "Joseph's hermeneutics") was conceived about ten years ago and has the title
Congiunzioni Giove-Saturno e storia giudaico-cristiana
Jupiter-Saturn conjunctions and judaic-christian history.

The manuscript was given to the Italian Copyright Office, S.I.A.E. Rome, and a copy sent to the U.S. Copyright Office (Library of Congress) on July 26th, 2000, and the book was self-produced (after more than 1 year of unuseful attempts with various publi-
shers) in December 2001.
Unfortunately the Book found enormous difficulties both in the distribution and in the selling and that was the reason why I opened a web site (keybooks.it, closed now that this blog seems to work well: it is easier to handle!) and why I began to write in the Google-Groups.

With a search on the Web and in the Google-Groups you can now find the thousands of posts I wrote in the last eight years, from 2002 onwards, to let my basic ideas to be known and on the re-
markable results I was obtaining in my following studies (phoenix, unicorn, XX century history and philosophy,Seynsgeschichte, ..).
To obtain the most by these electronic searches I suggest the following key-words with Google:

"keybooks cesaris" to search in the Web,
"keybooks giuseppe" to search in the Google-Groups
(in italiano "Google --> altro --> Gruppi")

Important to understand the recent results of my studies are the so-said Liverpool posters (title: Phoenix or Unicorn? Multiple or Single Jupiter-Saturn conjunction? ), that is the two posters I was invited to exibit and to explain at the 2008 Annual Meeting of the U.K. Classical Association (Liverpool University, March 2008). They are abviously in English.

These posters should be now called Liverpool-Berlin posters, as I was invited in August 2009 to take part (perhaps the only non-academic scholar) to the quinquennial Congress of the International Federation of the Societies of Classical Studies (Federation Internationale des Associations d'Etudes Classiques, F.I.E.C.) at the Humboldt-Universitaet zu Berlin. Title of my speech, in which I demonstrated my thesis even better than before, was:
"Phoenix and Monokeros were allegories of Jupiter-Saturn conjunctions".
As I said, these posters are in English and you can easily download them from this blog.

For the Book (of which only some hundreds of copies - in Italian - are in circulation), I think it should be now the right time for an international publisher to call me as soon as possible ... Let him know, please!!

martedì 27 ottobre 2009

Triumphus Tertius - Hypnerotomachia Poliphili

Sono finalmente in grado di farvi vedere l'immagine del Triumphus Tertius dell' Hypnerotomachia Poliphili di cui vi avevo parla-
to qualche tempo fa: è quella qui sotto (tratta da H.P., Adelphi ed., vol. I, Milano 2006, pp. 170-171) ove si riconoscono agevolmen-
te sei unicorni che trainano un carro sul cui ripiano è seduta "una splendida ninfa". Secondo i commentatori dell'opera si tratta di Danae, la figlia di Acrisio, re di Argo, che il padre - per proteggerla - chiuse in una torre; ostacolo per superare il quale (e possedere la fanciulla) Giove si trasformò in una pioggia d'oro.



"Seguiva il terzo, divino carro trionfale con quattro mobili ruote simili in ogni particolare a quelle precedenti: erano di crisolito etiopico, fiammeggiante di auree pagliuzze ... Le sue lastre, applicate intorno nel modo suddetto, erano di verde eliotropia di Cipro punteggiata di minute gocce sanguigne, che dà potere sugli astri celesti, rende invisibile chi la porta e dona la divinazione. ... ... Il carro era trainato in pompa magna da sei fierissimi mono-
ceri dalla fronte cornuta ... Li cavalcavano sei verginelle, nei modi e col fasto delle altre: avevano abiti d'oro .. Sul piano del carro, al centro, era posto un prezioso seggio di diaspro verdeg-
giante, eccellente se unito all'argento, soccorrevole alle parto-
rienti e medicina dell'uomo casto. ... ... Vi sedeva a suo agio una splendida ninfa sontuosamente vestita d'oro tessuto in seta azzurra, .. Manifestava il piacere amoroso nell'atto di ammirare l'abbondanza dell'oro divino nel suo grembo, tra solenni onori e festosi applausi, come negli altri trionfi: sedeva con le folte chiome fluenti sul dorso, incoronata da un diadema d'oro tempestato di pietre multiformi." (da H.P. Adelphi cit., vol. II, pp. 181-182).

Come approfonditamente spiegavo nel precedente post sull'erme-
tica opera rinascimentale, post cui rimando per spiegazioni detta-
gliate sull'aspetto astronomico, l'interpretazione che io dò di questa immagine è che essa sia un modo cifrato, allegorico, di spiegare che una congiunzione Giove-Saturno multipla (tripla/
doppia) [allegorizzata qui "dalla splendida ninfa" Danae] arriva sempre preceduta, 'trainata', da una lunga serie di congiunzioni Giove-Saturno singole [allegorizzata qui dal traino dei sei "fierissimi monoceri", monokeros].

Quando, ad esempio, tra circa 230 anni tornerà la prossima congiunzione G-S tripla, a cavallo degli anni 2238-2239, essa sarà stata preceduta da ben 12 (dico dodici) congiunzioni G-S singole (cioè da dodici 'unicorni') tutte quelle verificatesi dopo la precedente G-S tripla, avvenuta nel 1981.

Significato perfettamente corrispondente a quello del terzo trionfo ritengo abbiano anche gli altri tre Triumphi che precedono e seguono il terzo, caratterizzati da immagini allegoriche diverse ma da struttura identica a quella del terzo trionfo.