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domenica 6 gennaio 2019

SEYNsGESCHICHTE e cosiddetta STELLA DI BETLEMME

Illustrating the TRIPLE Jupiter-Saturn conjunction occurred
in the year 7 BC in the constellation Pisces/Fishes.

*          *          *
Die _dreifache_ Jupiter-Saturn Konjunktion des Jahres 7 v.Ch.
im Sternbild Fische (oder so gennanter Stern der Weisen).
Chi mi segue con un po' di attenzione sa che a due conclusioni mi hanno portato le mie più che ventennali ricerche. Storicamente la prima raggiunta fu che il fenomeno astronomico indicato nel vangelo di Matteo come stella di Betlemme altro non è/fu che la tripla congiunzione tra i pianeti Giove e Saturno avvenuta nel 7 aC nella costellazione dei Pesci, quindi non una cometa luminosa e non una stella 'nova' morente o altro. Questa mia prima conclusione fu basata da un lato sulla convinzione che a Babilonia anche gli ebrei avessero adottato una religione a fondamento astrale (adorando  la coppia Giove-Saturno, Marduk-El in congiunzione come Shekinah, cioè Visita e Presenza divina), dall'altro poi che constatai una ripetuta singolare coincidenza tra numerosissimi eventi importanti della storia ebraico-cristiana ed il fenomeno delle congiunzioni G-S in un arco temporale di secoli, prima e dopo 'Cristo'.

The TRIPLE Jupiter-Saturn conjunction occurred in the second half
of the years 1940 and in the first months of the year 1941 in the
constellation Aries. In my opinion this was the Event/EREIGNIS
Heidegger was waiting for and thinking of since at least 1920.
La seconda conclusione, cui mi portarono poi le successive ricerche (e tuttora mia originale e personale convinzione), fu che quell' Essere di cui Heidegger avvertiva i cenni/Winke nell' imminenza dell' avvento, dell' accadere e del passare (Vorbeigang, Passing by) altro non è - di nuovo - che la coppia Giove-Saturno in congiunzione. Fenomeno questo che Heidegger ebbe modo di sperimentare in vita sua tre volte: a settembre 1921 (suo pieno vorgreifen della Seinsgeschichte), a cavallo degli anni 1940-41 (il previsto e tanto atteso Ereignis  della Seynserscheinung/Beyng occurrence) e in primavera del 1961 (riordino e pubblicazione degli scritti su Nietzsche, proprio nei giorni del ritorno dell'essere visto da Nietzsche nel 1881).

Poichè la storia delle congiunzioni Giove-Saturno e del significato (geocentrismo-eliocentrismo) che i loro diversi modi di essere comportano, poichè questa storia è di molto precedente rispetto alla storia dell' ebraismo e del cristianesimo, ecco che la storia della tradizione ebraico-cristiana altro non è in quest'ottica interpretativa che una parte, un segmento della più estesa ed universale storia dell' Essere. Ecco come si saldano insieme storia dell' essere e storia giudaico cristiana. Ecco perchè il mio Congiunzioni Giove-Saturno e storia giudaico-cristiana può essere visto come il complemento di Essere e Tempo, ovvero come quell'ultima parte di Essere e Tempo che Heidegger non volle o non seppe scrivere.

Secondo me, l' atteggiamento culturalmente antisemitico di Heidegger, come pure il suo personale distacco dalle radici cristiane della sua provenienza sociale e formazione giovanile, si fonda su questa sua convinzione: che la tradizione abramitica si sia appropriata a fini teologico-religiosi della storia di processi ed eventi naturali (le congiunzioni Giove-Saturno) sui quali aveva iniziato a discutere il mondo greco arcaico/antico nell'ottica di individuare se il sistema planetario/solare avesse struttura geocentrica oppure eliocentrica, principale questione di filosofia naturale di quei secoli.

venerdì 8 gennaio 2016

Perchè E' INIZIATO IL 2016 e NON INVECE IL 2022 (come sarebbe stato giusto) [L'errore di Dionigi]

La congiunzione Giove-Saturno dell'A.D. 530-531
nella costellazione dei Gemelli
Verso l'anno 242 dell'era di Diocleziano, corrispondente all'anno che oggi diciamo A.D. 526, papa Felice IV (526-530) diede al monaco scita Dionigi il piccolo (Dionysius Exiguus) un duplice incarico:

A) essendosi l'equinozio di primavera, cui è legata la Pasqua, anticipato di 2-3 giorni rispetto a quanto stabilito a Nicea (21 marzo) [cosa che, continuando, porterà poi alla riforma gregoriana del 1582], calcolare le giuste date della Pasqua per i prossimi decenni; 
B) calcolare il numero di anni trascorsi ab Incarnatione Domini nostri Iesu Christi e dai celesti segni che l'avevano accompagnata, per l'eventualità di iniziare un nuovo conteggio degli anni, sostituendo l' era di Diocleziano con l' era di Gesù Cristo.

Da notare che l'incarico a Dionigi fu dato ed egli svolse tutti i relativi conteggi proprio mentre stava maturando una congiunzione Giove-Saturno (la 27esima dopo quella del 7 aC), quella che arrivò al culmine nel 530-531 nei Gemelli, a cui si riferisce il grafico sovrastante. Fu proprio l'imprecisa conoscenza del periodo di ripetizione delle congiunzioni Giove-Saturno che, come illustro più in dettaglio nel seguente articolo
 http://giuseppedecesaris.blogspot.it/2012/01/dellimportanza-e-dellerrore-di-dionigi.html   ,

indusse Dionigi all'errore di collocare la memorabile congiunzione G-S tripla nei Pesci di oltre cinquecento anni prima nell'anno 753 a.U.c. e la nascita di Gesù al 25 dicembre di quell'anno invece che - correttamente - sei anni prima, nell'anno 747 di Roma (7 aC)  e a fine dicembre di quell'anno.

Che l' era cristiana sia inficiata da quest'errore nella determina-zione del suo inizio lo riconosce ormai anche la Chiesa da quarant'anni, come si può leggere a pag. 972 della Bibbia CEI 1974 oppure apprendere da quel che dichiarò nel 1996 a proposito del Giubileo del 2000 il card. Joseph Ratzinger (poi papa Benedetto XVI), allora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della fede:

"Quanto all'anno 2000, lo abbiamo già superato. Dionysius Exiguus, il monaco del quinto secolo, nel suo calcolo commise un errore. Quindi non esagererei, non mistificherei nessun millenarismo. "
L'articolo completo sulle dichiarazioni di Ratzinger del 28 maggio 1996 è reperibile nell'archivio del Corriere della Sera, al link:
http://archiviostorico.corriere.it/1996/maggio/28/Ratzinger_errore_Giubileo_nel_2000_co_0_96052811149.shtml

venerdì 2 gennaio 2015

THIS YEAR would have been 2021 ... IF DIONYSIUS EXIGUUS HADN'T GOT WRONG !!

Happy 2021!! .. we would have wished one another in these days IF the monk Dionysius Exiguus in the year (which we nowadays call) A.D. 531 had better known the middle time interval between two Jupiter-Saturn conjunctions, so to avoid a computational error of 6 years.
The Jupiter-Saturn conjunction occurred in the years 530-531
while the monk Dionysius Exiguus was doing his computations

On behalf of pope Boniface II (530-532) and while the Jupiter-Saturn conjunction of those years 530-531 (see graphics here on the left) was already happening, Dionysius tried to establish how many years before the present conjunction had occurred the Incarnatio Domini nostri Iesu Christi , i.e. the _triple_ J-S conjunction ended in the constellation of Pisces a couple of years before Herod-I's death . This is indeed the real astronomical phenomenon today said the 'star of Bethlehem'.

Knowing that the present conjunction (he was observing night after night) was the 27th following the memorable triple one in Pisces, BUT counting with 19.64 instead of 19.86 years as time interval between two successive J-S conjunctions, he estimated 531 instead of 537 years before. He said so that the old conjunction had occurred in the Rome-year 753 instead of year 747 ab Urbe condita.

That's why - having the Christian Era begun six years before - six years should be added to the current count of the years, so to have now 2021 instead of 2015 years ab Incarnatione Domini nostri Iesu Christi.

Anyway I wish a "Very Happy New Year !!" to all my readers, wherever you are - dear friends - in the about 70 countries where this blog is read.


mercoledì 24 dicembre 2014

SEYNSGESCHICHTE: the so-said STAR OF BETHLEHEM - occurrence date 7 BCE

The astroNomical - therefore historical - phenomenon nowadays known as the sosaid STAR OF BETHLEHEM was in effect, really, a triple Jupiter-Saturn conjunction occurred in the year 7 BCE in the constellation Pisces, at the following dates (see diagrams above): 

May 30th   -   October 1st   -   December 6th

Could it have been seen from the Sun, the same physical phenomenon would have occurred only once, in the date September 1st, 7 BCE. So this is a trine-and-one astroNomical phenomenon, depending on the view point from which it is 'seen'.

domenica 5 gennaio 2014

Ancora sulla cosiddetta STELLA DI BETLEMME

Grafici relativi alla cong. G-S-Terra tripla nei Pesci del 7 aC.
La linea rossa rappresenta la distanza angolare tra i due
pianeti, in modulo (valore assoluto), scala a destra.
In questi giorni dell'anno di Roma 746 (quello che oggi a causa dell'errore di Dionigi il piccolo, Dionysius Exiguus, chiamiamo il 6 aC invece che l' 1 dC come sarebbe stato giusto) la congiunzione Giove-Saturno tripla nella costellazione dei Pesci volgeva al termine. Anche il terzo allineamento G-S-Terra si era verificato - circa un mese fa, ai primi di dicembre del 747 - ed ora il più veloce Giove (il Figlio dell'uomo) era già 2° 22' 53" oltre Saturno (il Padre, l' Antico di giorni), verso est: linea blu del grafico e linea viola per Saturno. I due pianeti, che si stavano lasciando e che si sarebbero riallineati tra circa vent'anni, erano in questi giorni ancora entrambi ben visibili nella costellazione dei Pesci, Giove ad una longitudine di circa 349° 25' e latitudine -1° 19', Saturno ad una long. di 347° 18' e lat. -2° 23'. Sin qui la realtà astronomica del raro fenomeno tra Giove e Saturno che, a causa dell'oscillazione in fase delle due longitudini dei pianeti (ben visibile nei grafici soprastanti), ha una durata complessiva comparabile con quella di una gravidanza umana e che proprio perciò - a parer mio - fu causa di aspre divisioni all'interno del sacerdozio e della società giudaica. L'oggetto del contendere era se questa gravidanza celeste avesse dato vita o no all'atteso divino Messia d'Israele ovvero all'incarnazione del Figlio di Dio o semplicemente a quella di un grande profeta . I pareri com'è noto furono allora divergenti e tali sono rimasti ancora oggi nelle tre religioni monoteiste della tradizione abramitica: l'israelitica, la cristiana, l'islamica.

lunedì 30 dicembre 2013

The relation between the so-said STAR OF BETHLEHEM and the Constantinian/Jesuitic symbol I.H.S.

La mia interpretazione del simbolo costantiniano IHS,
che - con l'aggiunta delle tre freccette sotto ed inserito
 in un sole raggiante  - è anche il logo della
Compagnia di Gesù, i Gesuiti

The three alignments of the triple Jupiter-Saturn conjunction, which took place in the constellation of Pisces in the year 7 bC and which is nowadays known as star of Bethlehem, happened - as anybody can verify (first picture here above)- in the following dates and with the following minimal visual angles between the two planets (in parenthesis the longitude of the alignments):  

- May 29th : 0° 59' 05"        (long.: 350° 56' 15")
- October 1st : 0° 58' 30"    (long.: 347° 24' 43")
- December 5th: 1° 3' 15"   (long.: 345° 32' 0")

The second picture here above illustrates my interpretation of the Constantinian and Jesuitic symbol I.H.S. with the three little arrows underneath: it is simply a synthetic way to represent the said physical phenomenon happened in the year 7 BCE between the two visible planets Jupiter and Saturn, in the constellation of Pisces.



domenica 15 dicembre 2013

Il presepio razionalista del Wisconsin: sapere di Dio e verità negata

La longitudine dei pianeti Giove e Saturno visti da Terra negli anni 9,
8, 7, 6 ac
. A causa della sua maggiore velocità angolare, nel 7 ac Giove
raggiunse nella
costellazione dei Pesci e superò il più piccolo e lento
Saturno (l' "Antico di giorni" del libro di Daniele), dando luogo - come
risulta dai grafici sovrastanti - ad una CONGIUNZIONE G-S TRIPLA,
quella citata nel vangelo di Matteo con il nome di STELLA DI BETLEMME.
A pag. 9 dell'odierno (15 dic.) inserto-libri del Corriere della Sera, la Lettura, leggo un simpatico articoletto - di Marco Ventura - che per la sua brevità riporto integralmente e poi commento. 

"Sapere di Dio: Il presepio razionalista del Wisconsin
Si avvicina il Natale e il Campidoglio dello Stato del Wisconsin si apre alle fedi. C'è spazio persino per Darwin, Einstein e Mark Twain, re magi di un presepio razionalista. Da quasi vent'anni la Fondazione per la libertà dalla religione allestisce la sua natività. Quest'anno è nata nella mangiatoia una bimba africana. Sotto la fiaccola della Statua della Libertà; sotto le ali d'un angelo astronauta."
Notavo - leggendo questo simpatico articoletto - che nè la Fondazione wisconsiniana nè il giornalista Ventura del CdS fanno il minimo accenno all' unico fatto certo (perchè da ciascuno comodamente verificabile su un qualsiasi computer dotato di un programma planetario) verificatosi in quel torno di tempo: la congiunzione Giove-Saturno tripla del 7 aC nella costellazione dei Pesci, quella passata alla storia con il nome di Stella di Betlemme. Mi chiedo fino a quando, per quanto tempo ancora, invece delle semplici e comprensibili verità effettive si continuerà ad alimentare nelle persone più semplici la superstizione e l'irrazionalità, spacciando per verità provate quelle che non sono che storielle fantastiche, quando non vere e proprie menzogne. 

mercoledì 20 febbraio 2013

Noterella storica su papa Benedetto XVI e me


Papa Benedetto XVI con il card. Achille Silvestrini
Ora che - con sorpresa un po' di tutti - il pontificato di Joseph Ratzinger, cioè di papa Benedetto XVI, sta finendo ed i biografi si apprestano a raccogliere tutti i fatti e gli aneddoti della sua lunga vita, mi sembra giusto ch'io contribuisca con una vicenda ed un ricordo personali, relativi all'anno 2006.
Giusto sette anni fa, in questi giorni di febbraio 2006 (Benedetto XVI era stato eletto da meno di un anno, il 19 aprile 2005), si tenne al Teatro Palladium dell'Università di RomaTre un ciclo di tre serate di 'filosofia in teatro', organizzato dalla facoltà di filosofia di quella università e dalla rivista Reset. Io non seppi subito dell'iniziativa e così persi i primi due incontri; feci in tempo però a partecipare alla terza serata che, accompagnata anche dalla lettura di brani shakespeariani, si tenne il  23 febbraio 2006 sul tema "La religione degli altri".
 
All'interessante ma troppo breve dibattito, coordinato dal prof. Giulio Bosetti di Roma Tre, parteciparono quattro illustri rappresentanti delle tre religioni monoteiste e del pensiero laico:

- il dr. Riccardo Di Segni, rabbino capo di Roma,
- il filosofo della scienza Giulio Giorello,
- il dr. Hassan Hanafi, filosofo dell'Università del Cairo, ed
- il cardinale Achille Silvestrini, della Curia romana.
 
Il ricordo personale, che volevo segnalare e che potrebbe essere di qualche interesse per i futuri biografi di papa Benedetto (oltre che per voi, miei lettori), è che io colsi quell'occasione per donare a ciascuno dei quattro eminenti personaggi una copia del mio libro Congiunzioni Giove-Saturno e storia giudaico-cristiana e che anzi il mio ardire si spinse fino ad inviarne - tramite il card. Silvestrini - una copia con dedica anche al Papa.
La dedica diceva:
 
"A Sua Santità Benedetto XVI,
con grandissima stima e
con la speranza di poter un giorno
parlare direttamente con Lei
di queste tematiche.
Con deferenza,
Giuseppe De Cesaris.
 
Roma, 23 febbraio 2006"
 
Quando a metà aprile del 2007 uscì il primo libro di papa Benedetto su Gesù di Nazareth e poi ancora quattro anni dopo quando uscì il secondo volume, io rimasi molto deluso non solo di non veder citato il mio libro ma anche di non veder citato - neppure in via di ipotesi - il fatto che la gran parte degli studiosi (me incluso) ormai identifica la 'stella di Betlemme' del vangelo di Matteo proprio con una congiunzione Giove-Saturno, quella tripla del 7 a.C. nella costellazione dei Pesci.
Il papa ha rimediato comunque nel terzo libro su Gesù, quello uscito da poco, ai primi di dicembre del 2012 (L'infanzia di Gesù), ove almeno cita abbastanza diffusamente l'ipotesi di identificazione della 'stella' di Matteo con la congiunzione G-S di cui sopra.
 
In nessuno di questi tre libri accenna invece alla mia personale importante scoperta: che la prima Pasqua cristiana coincide con Pesach dell'anno 35, la quale avvenne ai primi di aprile (del 35 appunto) in precisa concomitanza con il secondo allineamento della congiunzione Giove-Saturno doppia del 34-35 nella costellazione del Leone. Fenomeno planetario questo che, iniziato nell'autunno del 34, coincide con la cosiddetta apparizione della fenice in Egitto, citato da Tacito in Annali VI, 28.
 
 Ecco.. quando l' 11 febbraio ho sentito della rinuncia o abdicazione di papa Benedetto non vi nascondo di aver pensato, tra le possibili cause della decisione, anche al Suo eventuale desiderio di potersi dedicare negli ultimi anni ad approfondire e capire meglio il completo contesto e storia delle origini cristiane ... magari proprio secondo le linee indicate dal mio volume, che deve certamente aver letto.
 
Chissà che, in accoglimento del mio desiderio espresso nella dedica al libro che gli inviai tramite il card. Silvestrini, io non mi trovi invitato nei prossimi tempi da Benedetto XVI tornato cardinale Joseph Ratzinger  a discutere con lui proprio di congiunzioni Giove-Saturno. Chissà ...

domenica 13 gennaio 2013

La manifestazione del LOGOS del 7 aC

In questi giorni del 6 ac la congiunzione tripla tra Giove e Saturno verificatasi sullo sfondo della costellazione zodiacale dei Pesci volgeva ormai al termine. Terminata per entrambi i pianeti la fase di apparente moto retrogrado, Giove era infatti tornato alla sinistra del 'padre' Saturno (linea blu del grafico qui a sinistra, che indica ora una maggiore longitudine di quella dell'Antico di giorni, linea viola), ne distava ora circa 3° e se ne sarebbe allontanato sempre più, nei successivi mesi ed anni (fino a 9 anni e 340 giorni, poi avrebbero ripreso a riavvicinarsi).
 
L'unico allineamento eliocentrico si ebbe al 31 agosto di quell'anno, mentre le date dei tre allineamenti visti da Terra tra i due pianeti e le relative distanze angolari minime, visive, erano state rispettivamente: il 29 maggio (59' 06"), il 1° ottobre (58' 29") ed il 5 dicembre (1° 03' 55") del 7 ac. 
I due pianeti apparvero più vicini di 3°, come in un armonico balletto, dal 27 aprile del 7 ac fino appunto a questi giorni del 6 ac, cioè complessivamente per 262 giorni.

Come si vede, si trattò sì di una congiunzione G-S tripla (quindi piuttosto rara, mancava infatti dal 146-145 ac quando se n'era avuta una nella costellazione del Cancro), ma non particolarmente spettacolare e perfetta da un punto di vista astronomico. Innanzitutto i due pianeti non si avvicinarono mai a meno di circa due diametri lunari e poi l'intervallo tra primo e secondo allineamento (125 giorni) fu ben più lungo di quello tra secondo e terzo allineamento (65 giorni, cfr. grafici). Questo significa che le tre lancette (Terra, Giove, Saturno) dell' orologio cosmico non si allinearono mai perfettamente tutte e tre nella stessa direzione, come fanno le due lancette dell'orologio al nostro polso all'inizio di un nuovo giorno.
Molto meglio - da questo punto di vista - andarono le cose  973 anni dopo quando - nel 967 dC - una congiunzione Giove-Saturno tripla si verificò nuovamente nella costellazione dei Pesci.

I tre allineamenti, con relativi angoli visuali minimi, si ebbero al 25 giugno (1° 09' 08") e 6 ottobre (1° 11' 08") 967 e 4 gennaio 968 (1° 15' 27"). Che la congiunzione G-S di quell'anno non sarebbe finita ad ottobre e sarebbe invece stata tripla lo sapevano - con altissima probabilità - tanto l'imperatore del Sacro Romano Impero Ottone I di Sassonia che il papa Giovanni XIII (965-972), i quali insieme proprio in quei giorni convocarono con un'unica lettera a Roma il giovane Ottone II, figlio dell'imperatore, per incoronarlo co-reggente nella notte di Natale in s. Pietro 'davanti a Cristo'.

E così fu. Partito da Augsburg ed entrato in Italia al passo del Brennero, Ottone I incontrò suo figlio in ottobre a Verona e di lì, via Ravenna, si recarono insieme a Roma. Qui a mezzanotte del 24 dicembre 967 il dodicenne Ottone II fu insignito dal padre del titolo di Cesare e nominato dal papa Imperatore co-reggente del Sacro Romano Impero.  In quella notte Giove era ancora alla destra di suo 'padre' Saturno, ne distava solo 1° 22' 38" e gli si stava avvicinando in direzione est per il III ed ultimo allineamento di quella congiunzione, allineamento avvenuto - come detto - una decina di giorno dopo, il 4 gennaio 968.

Tanto onore celeste non riuscì ad evitare a Ottone II la sfortuna di una breve vita: colpito da malaria, morì infatti ventottenne nel suo palazzo di Roma il 7 dicembre del 983. Riposa nella Basilica di s. Pietro, unico imperatore del Sacro Romano Impero ad essere sepolto a Roma. R.i.p. [ http://de.wikipedia.org/wiki/Otto_II._(HRR) ]

sabato 22 dicembre 2012

La G-S tripla è una congiunzione rara, quando arrivò quella del 7a.C. mancava da 139 anni

La congiunzione Giove-Saturno tripla del 146-145 a.C.
nella costellazione del Cancro
Quella cui si riferiscono i grafici ora dietro al titolo del blog è la congiunzione Giove-Saturno tripla che ebbe luogo sullo sfondo dell'ampia costellazione dei Pesci  nel 7 a.C. e che in questi giorni di dicembre di quell'anno era appena terminata [N.B.: nei computi astronomici e quindi nei grafici l'anno '-6' equivale al 7 ac, così come il '-145' al 146 aC, ...]. Poichè, come ho dimostrato nel mio Congiunzioni Giove-Saturno e storia giudaico-cristiana, i due pianeti durante questo fenomeno restano molto vicini per circa 8-9 mesi, possiamo a ragion veduta affermare che in questi giorni del 7 a.C. si era appena conclusa una gravidanza celeste. E sappiamo tutti che le gravidanze, anche quelle celesti, si concludono generalmente con la nascita di un figlio.

Ho illustrato in alcuni degli articoli precedenti (ed ovviamente anche nel mio libro) che questo fenomeno, visibile da Terra ad occhio nudo nel cielo notturno, è piuttosto raro, poichè per il suo verificarsi è richiesto che la Terra venga a trovarsi - sulla sua orbita - a non più di 29° da una parte o dall'altra rispetto all'asse della congiunzione elio-centrica Giove-Saturno.

Come dire che, essendo 29°+29° = 58° un valore molto prossimo a 60° cioè ad 1/6 dell'angolo giro (360°), la probabilità che una qualunque congiunzione G-S sia tripla è solo di 1/6 (ca. il 16%), ovvero che di congiunzioni G-S triple ne capiterà mediamente solo 1 su 6, ovvero 1 ogni ca. 120 anni. Questa come detto è una valutazione media, potendo una congiunzione G-S tripla mancare in pratica anche per tre-quattro secoli oppure potendosene presentare due anche a distanza temporale di meno di 120 anni.

Nel caso specifico, quando arrivò quella (da alcuni) tanto attesa del 7 ac nella costellazione dei Pesci, non se n'era vista più una dal 146-145 ac - cioè da ca. 139 anni - quando se n'era avuta una nella costellazione del Cancro (vedi grafici in alto a sinistra) ad una longitudine di ca. 104°. A quella data il punto gamma dell'equinozio di primavera era già transitato (da pochi decenni) dalla costellazione dell'Ariete a quella dei Pesci e fu proprio intorno a tale data che si verificò un vero e proprio scisma in seno alla classe sacerdotale ebraica, con un consistenze gruppo di sacerdoti ( e relative famiglie) che lasciò Gerusalemme e si ritirò ad est della città, sulle rive del Mar Morto, a/nei-pressi-di Qumran.

Tanto basti (data anche l'ora tarda), a mo' di panoramica introduttiva, per inquadrare da un punto di vista astronomico l'epoca che vide sorgere in Palestina dall'antica religione mosaica un nuovo movimento religioso dotato di grande forza propulsiva, il movimento dei cristiani.
 

sabato 7 gennaio 2012

De stella Magorum

Con interesse ho ascoltato ieri, dapprima un po' distrattamente in tv e poi più attentamente e precisamente su youtube, i riferimenti astronomici alla stella di Betlemme nell'omelia di papa Benedetto XVI durante la messa dell'Epifania in s. Pietro, messa nel corso della quale il papa ha anche ordinato due nuovi vescovi.
 Intrecciando accortamente considerazioni sui requisiti e caratteristiche del vescovo ideale con ipotetiche caratteristiche di personalità dei Magi, il papa ha avuto modo di fare anche riferimento alle ipotesi scientifiche sulla cosiddetta stella dei Magi o stella di Betlemme, di cui al vangelo di Matteo (Mt 2, 1-2).
Su questa tematica il papa ha detto:
"Si è molto discusso su che genere di stella fosse quella che guidò i Magi. Si pensa ad una congiunzione di pianeti, ad una Super nova, cioè ad una di quelle stelle che inizialmente molto deboli in cui un'esplosione interna sprigiona per un certo tempo un immenso splendore, ad una cometa, e così via. Continuino pure gli scienziati questa discussione. La grande stella, la vera Super nova che ci guida è Cristo stesso. Egli è, per così dire, l'esplosione dell'amore di Dio, che fa splendere sul mondo il grande fulgore del suo cuore."
Anche se queste affermazioni costituiscono un leggero passo avanti della Chiesa (credo sia il primo papa a farle), esse non riportano comunque l'odierno stato dell'arte su queste ricerche, che pure il papa  incoraggia a continuare. Papa Benedetto XVI, che in questo passo della Sua omelia sembra innovativamente voler enfatizzare il ruolo della Super nova a scapito della tradizione cometa (iconografia risalente del resto solo a Giotto), avrebbe potuto esplicitamente dire che ormai la gran parte degli studiosi - compreso l'autore di questo blog - è per identificare la cosiddetta stella di Betlemme con una particolare congiunzione tra pianeti, quella Giove-Saturno tripla che ebbe luogo nella costellazione dei Pesci e che durò - quasi una celeste gravidanza - dall'aprile al dicembre del 7 a.C., terminando giusto intorno al solstizio invernale ovvero proprio nel periodo natalizio (cfr. grafici sottostanti).
Papa Benedetto XVI conosce infatti bene la mia teoria dell'importanza delle congiunzioni G-S per tutta la storia giudaica antica e per le origini del cristianesino, per aver ricevuto una copia del mio Congiunzioni Giove-Saturno e storia giudaico-cristiana dalle mani del card. Achille Silvestrini, al quale io l'affidai proprio per il papa il 23 febbraio 2006, al cine-teatro Palladium di Roma. Organizzato dalla rivista Reset e dal prof. Bosetti dell'Università di Roma3, si tenne in quella data e in quel luogo un incontro interreligioso-filosofico cui parteciparono il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni, il filosofo della scienza Giulio Giorello, il prof. Hassan Hanafi dell'Università del Cairo e appunto il card. Achille Silvestrini. Ciascuno di questi partecipanti ricevette da me una copia omaggio del mio libro, eccetto il card. Silvestrini che ne ricevette due, una per sè ed una per papa Ratzinger.
Tanto dovevo dire per placare il mio cuore inquieto ed ora che l'ho detto sento che va già meglio.
Pace e bene a tutti e sinceri auguri per un sereno e felice 2012 (anche se questo che sta iniziando è il 2018-esimo da quando brillò per tre volte la cosiddetta stella Magorum).

lunedì 2 gennaio 2012

Dell'importanza e dell'errore di Dionigi il piccolo (ovvero: perchè siamo nel 2012 invece che nel 2018)

Verso gli anni (che ora chiamiamo) 528-529 dC, avvicinandosi manifestamente - cioè visibilmente ogni sera/notte - una nuova congiunzione tra Giove e Saturno (cfr. grafici qui a sinistra), al monaco scita Dionigi il piccolo (Dionysius Exiguus in latino) fu dato da papa Felice IV (526-530) un duplice incarico: a) calcolare le date della Pasqua dal 532 in poi; b) calcolare quanti anni erano trascorsi dall'Incarnazione, ab Incarnatione Domini nostri Iesu Christi, e dai celesti segni che l'avevano accompagnata. Il tutto per l'eventualità di iniziare un nuovo conteggio degli anni, sostituendo l' era di Diocleziano con l'era di Gesù Cristo.

Il fatto che questo problema di datazione venisse posto proprio mentre una nuova congiunzione Giove-Saturno (cong. G-S) stava iniziando non fu affatto casuale secondo me ed è invece rivelazione del fatto che nella Chiesa di quel tempo si sapeva benissimo che la 'stella' di cui si parla nel vangelo di Matteo (Mt 2, 1-2), l'evento astroNomico che avrebbe accompagnato la nascita del Figlio di Dio, altro non era che una congiunzione Giove-Saturno, quella particolare avvenuta nella costellazione dei Pesci poco più di cinque secoli prima.

Ma che calcoli fece Dionigi e su quali dati di partenza? Secondo me sapeva che quella cui stava assistendo sera dopo sera, notte dopo notte, era la 27-esima successiva a quella che lui voleva datare, questo lo sapeva benissimo, ma non conosceva il periodo medio delle congiunzioni G-S geocentriche, ovvero quello eliocentrico delle stesse.
La congiunzione cui Dionigi assistette (vedi grafici) ebbe luogo nella costellazione dei Gemelli tra il settembre 530 ed il maggio 531 e fu una pseudo-doppia con i due minimi di distanza angolare tra i due pianeti al 10 ottobre 530 (angolo residuo 2° 20' 42") e al 30 aprile 531 (ang. res. 0° 42' 06", alla longitudine di ca. 79° 57').
Tratto forse in inganno dalla precedente congiunzione G-S singola del 29 ottobre 511, Dionigi stimò in 19.64 anni l'intervallo medio tra due di queste congiunzioni, invece del valore 19.859 anni che oggi conosciamo. Fu così che stimò che la memorabile congiunzione G-S tripla nei Pesci fosse avvenuta 530 anni prima invece che, correttamente 27*19.859=536.2 anni prima. Ovvero alla fine dell'anno 753 invece che, correttamente, alla fine dell'anno 747 ab Urbe condita (corrispondente all'attuale 7 a.C.) Un errore di circa 6 anni, possiamo valutare oggi.

Il papa in carica alla conclusione dei lavori di Dionigi, cioè Bonifacio II (530-32), che aveva assistito lui stesso alla congiunzione G-S del 530-31 nei Gemelli, non aveva elementi per mettere in dubbio l'esattezza dei suoi calcoli e ne accettò quindi le conclusioni. Fu così che l'anno iniziato il 1° gennaio successivo alla conclusione della congiunzione G-S di quel tempo, quell'anno si incominciò a pensarlo ed indicarlo come Anno Domini 532 (anzichè 538, come oggi sappiamo sarebbe stato corretto).

Vi è da dire, per concludere, che la Chiesa cattolica concorda oggi - e già dagli anni 70 - sul fatto che Dionigi commise errori di calcolo, anche se ovviamente si guarda bene dal darne spiegazioni astronomiche, come le mie suddette. A pag. 972 della Bibbia CEI 1974 si può leggere:
Erode morì nell'anno 750 di Roma, che corrisponde al 4 a.C. Per un errore di calcolo, nel VI sec. l'inizio dell'èra cristiana fu fissato all'anno 754 di Roma; Gesù è nato probabilmente tra il 7 e il 6 a.C.  ... (sottolineatura mia).

mercoledì 21 dicembre 2011

La congiunzione Giove - Saturno tripla del 7 a. C. nella costellazione dei Pesci

La congiunzione tra i pianeti Giove e Saturno dell'anno di Roma 747 (il futuro 7 a.C., ovvero anno -6 nei software astronomici) avvenne nell'ampia costellazione dei Pesci, dalla parte di questa che confina con la costellazione dell'Ariete.                                                                                                   Ancora più prossima al confine tra le due costellazioni, sempre nei Pesci (longitudine 358° 20'), sarebbe poi stata quella singola di ca. sessant'anni dopo, cioè quella del 54 d.C., quando Paolo di Tarso incominciò a scrivere le sue famose Lettere (che sono i primi documenti del cristianesimo, cioè i più antichi).                                                                                                           Per inciso, in questa stessa costellazione dei Pesci era già entrato da 200-150 anni, ma muovendosi nel verso opposto a quello delle congiunzioni dette (cioè dall'Ariete ai Pesci) il punto gamma dell'equinozio di primavera che, muovendosi alla velocità di ca. 1° ogni 72 anni, all'inizio di primavera del 54 dc si trovava più o meno nella posizione dell' unicorno di Paolo, cioè della congiunzione G-S singola di quell'anno.
Tornando alla memorabile congiunzione G-S del 7 ac, quella che passò alla storia come stella di Betlemme, diremo che mentre l' unico allineamento eliocentrico dei due pianeti si ebbe il 1° settembre, i tre allineamenti geocentrici (1E <=> 3G) si ebbero - come si vede dai grafici sottostanti - alle seguenti date e longitudini e con le seguenti distanze angolari residue/minime (d.a.r):
- il 29 maggio, alla longitudine geocentrica di ca. 351°, con d.a.r. di 59' 6",
- il 1° ottobre, alla long, geoc. di ca. 347°, con d.a.r. di 58' 29" e

- il 5 dicembre, alla long. geoc. di ca. 345°, con d.a.r. di 1° 3' 15".
Tra le congiunzioni G-S triple questa del 7 aC da un punto di vista astronomico non fu una particolarmente perfetta, prima di tutto per i differenti intervalli di tempo tra I e II allineamento e tra II e III, rispettivamente più di 4 mesi e solo 64-65 giorni. Poi perchè anche nei tre momenti di massima vicinanza o allineamento, i due pianeti non apparvero mai più vicini di circa 1°, equivalente a circa due diametri lunari. Insomma vi furono sì tre 'allineamenti', ma nessuno particolarmente stretto. Rimane comunque il fatto che i due pianeti rimasero per molti mesi a fare un armonico balletto nel cielo notturno: la loro distanza angolare infatti rimase inferiore a 3° dal 27 aprile del 7 ac fino al 14 gennaio del 6 ac, cioè per quasi 9 mesi. Una sorta di gravidanza celeste insomma, il contesto ideale per la nascita di qualcuno - come Gesù Cristo - riconosciuto contemporaneamente figlio del cielo e figlio d'uomo.
Diremo per concludere, che in questi giorni di quell'anno (2017 anni fa) la congiunzione G-S che attirò tanto l'attenzione dei Magi volgeva ormai a termine: Giove era tornato da un paio di settimane alla sinistra del 'padre' Saturno (quindi era visibile più ad est di esso) e se ne allontanava sempre più: la distanza angolare di circa 1,5° cresceva infatti ormai al titmo di circa 3' per notte.
I due pianeti si sarebbero di nuovo incontrati tra circa vent'anni, nell'agosto del 14 dC, alla morte di Augusto.

venerdì 16 dicembre 2011

Il tempo delle fenici (ovvero: congiunzioni G-S dal tempo dei Maccabei a quello di Bar Kochba)

I grafici che vedete ora qui sopra, dietro al titolo del blog, si riferiscono alla congiunzione tra i pianeti Giove (la 'stella' reale nell'interpretazione degli antichi) e Saturno (El, la 'stella' di Ysra_El) che ebbe luogo nell' anno di Roma 747 (il futuro 7 a.C.) nella costellazione zodiacale dei Pesci. E' il fenomeno che secondo la gran parte degli studiosi rappresenta la cosiddetta "stella di Betlemme" del vangelo di Matteo.
Si tratta, come si può ben vedere, di una congiunzione G-S tripla cioè di una di quelle che nell'arco di 6-7 mesi comportano ben tre allineamenti tra i due pianeti e la Terra (ove noi osservatori siamo). Esse sono dovute al fatto che - al momento dell'allineamento eliocentrico tra Giove e Saturno - anche la Terra vierne a trovarsi su quell'asse o ne è poco discosta (max 29°), evento astronomicamente a bassa probabilità. I tre allineamenti hanno luogo, come ricordava agli antichi evoluti il gruppo delle tre Grazie, due in fase di moto progressivo dei pianeti (I e III allineamento) ed uno (quello centrale, il II) con i due pianeti in fase di moto retrogrado (lato B della Grazia centrale). L'allineamento centrale - corrispondente al minimo centrale della curva verde sovrastante) può a volte (quando la Terra è più discosta dall'asse) fondersi con il I o con il III dando luogo ad una cong. G-S doppia o pseudo tale).
E' questo allora imprevedibile* fenomeno delle congiunzioni G-S multiple (triple o doppie) che, come ho dimostrato in più convegni (sia in Italia che all'estero), era complessivamente allegorizzato con l'immagine della fenice. (Si vedano al riguardo, qui, articoli su Tacito e Annali 6,28).

Bene, tutto ciò premesso, mi rimane da giustificare il perchè del titolo di questo articolo, "Il tempo delle fenici". Esso deriva dal fatto che sono andato a verificare il tipo di congiunzioni G-S verificatesi nei tre secoli tra il 165 a.C. ed il 135 d.C. ed ho trovato che delle sedici congiunzioni tra Giove e Saturno verificatesi in questo periodo ben 10 (ca. 62%) sono del tutto o quasi del tipo multiplo, cioè del tipo fenice, una percentuale più che tripla di quanto teoricamente prevedibile a priori  (16-20%).
Si tratta, come ciascuno di voi può verificare o far verificare, delle congiunzioni G-S del 165, 146-145, 126, 46 e 7 a.C ed ancora del 14, 34-35 (la fenice al tempo di Tiberio, Tacito Annali 6,28), 74, 113-114 e 134 d.C.
Ecco perchè per quei tre secoli, così importanti per la storia della Judea/Palestina e per la storia del mondo, ho parlato di tempo delle fenici, un'espressione che mi piacerebbe venisse ripresa da qualche storico professionale che mi legge.
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[*oggi è prevedibile, ma solo tramite simulazioni con software astronomico; per sua natura il fenomeno è algoritmicamente imprevedibile, rientrando tra i fenomeni dinamici cosiddetti caotici.]

domenica 6 novembre 2011

Ricordo di Vincenzo Cerulli (1859-1927) e di un suo articolo sulle congiunzioni tra Giove e Saturno

Questa sera vorrei ricordare Vincenzo Cerulli, il fondatore dell'Osservatorio astronomico di Collurania (Teramo) ed un suo articolo sulle congiunzioni G-S pubblicato nel 1911, giusto cento anni fa. 
Nato a Teramo nel 1859 da un'antica famiglia abruzzese e laureatosi in fisica alla Sapienza di Roma nel 1881, V. Cerulli fu per vari anni astronomo presso gli osservatori di Bonn, Berlino e del Collegio Romano. Fondato a proprie spese l'Osservatorio di Teramo, poi donato allo Stato e tuttora attivo, vi fu attento osservatore del pianeta Marte, sostenendo fondatamente - tra i primi - che i famosi 'canali' marziani fossero solo illusioni ottiche, e vi fu scopritore nel 1910 di uno dei maggiori asteroidi della fascia principale, il 704 Interamnia (dal nome latino di Teramo).
La comunità astronomica ne ricorda il nome nella denominazione su Marte di un cratere d'impatto di 130 km di diametro ed in quella dell'asteroide 31028-Cerulli. 

Di Cerulli vorrei qui ricordare un articolo che scoprii nel 2006 (quindi dopo che avevo effettuato tutta una serie di miei studi e simulazioni al computer sulle congiunzioni G-S e pubblicato il mio libro, 2001) e che, conservato nella Biblioteca provinciale "G. D'Annunzio" di Pescara, potei avere per prestito interbibliotecario tramite una biblioteca della mia zona. Si tratta dell' articolo Le congiunzioni di Giove con Saturno, che l'astronomo teramano pubblicò sulla Rivista di Astronomia e Scienze affini, Anno V, aprile 1911.
Grande fu il mio piacere quando ritrovai in questo articolo tutta una serie di risultati e di conclusioni sulle congiunzioni Giove-Saturno che autonomamente avevo già trovato sei-sette anni prima, all'epoca degli studi e delle simulazioni al computer che portarono alla pubblicazione del mio libro Congiunzioni Giove-Saturno e storia giudaico-cristiana, keybooks 2001. 

Molto originale nell'articolo di Cerulli, che ha taglio quasi esclusivamente tecniso-astronomico, è un diagramma (quello che si vede nell'immagine qui sopra a destra) che, traducendo graficamente le formule trigonometriche relative alle posizioni di Giove e di Saturno 'osservati' dal punto di vista geocentrico e dal punto di vista eliocentrico, permette di passare facilmente dalle date di occorrenza delle congiunzioni G-S eliocentriche a quelle geocentriche e viceversa e per queste ultime di stabilire se esse furono/sono/saranno singole o multiple (cioè triple o doppie).

I lettori che volessero avere copia di questo articolo senza seguire la via bibliotecaria possono farmene richiesta all'indirizzo giuseppedotdec at liberodotit. 

giovedì 18 agosto 2011

Martedì sera, 16 agosto, al nuovo Planetario di Roma ...

... la serata era dedicata alle comete (C come Cometa) e prevedeva due spettacoli, uno alle 21 dedicato alle comete in generale ("Le comete, vagabonde del Sistema solare") e l'altro alle 22:30 dedicato alla presunta cometa di Natale ("La cometa di Natale"). Incuriosito da questa seconda parte dello spettacolo, così fuori tempo rispetto alla cadenza delle festività di fine anno, mi sono recato con tutta la famiglia a sentir parlare della tematica cui nei Planetari di molte città europee e americane è dedicata una conferenza verso la fine dell'anno e i primi di gennaio (quando i Magi concludono il loro viaggio) dell'anno successivo.
Anche se per vari motivi mi aspettavo di più, nell'insieme lo spettacolo - al fresco dell'aria condizionata della cupola di 14 metri del nuovo planetario di Roma all'EUR  - non è stato male, anche se il taglio era decisamente divulgativo. Lo speaker ha ricordato correttamente che il primo ad associare una cometa alla Natività è stato Giotto, in uno dei quadri della Cappella degli Scrovegni a Padova (dipinta intorno al 1305), e che nessuno lo aveva fatto per tredici secoli. Ha anche ricordato la supernova che Keplero vide da Praga a gennaio 1604, di poco successiva alla congiunzione Giove-Saturno del dicembre 1603, e l'ipotesi di questo scienziato che un'analoga sequenza di eventi potrebbe essersi verificata all'epoca della Natività. Non si soffermato sul fatto che Keplero (che valutava in 20 anni esatti il periodo di ripetizione medio delle congiunzioni G-S) non parlò nei suoi lavori del 7 a.C. ed ha invece fatto vedere sulla cupola cosa sia una congiunzione G-S tripla (con uno degli allineamenti che avviene mentre i pianeti sono in moto retrogrado), ricordando che quella tripla del 7 a.C. avvenne nella costellazione dei Pesci, importante per il popolo ebraico antico. Ha anche citato due o tre comete, tutte piuttosto flebili, che casualmente nel corso di questi duemila anni di sono presentate proprio.
Insomma ha messo bene in evidenza che l'ipotesi oggi più accreditata da un punto di vista astronomico riguardo alla cosiddetta 'stella di Betlemme' è quella che si sia trattato della congiunzione G-S tripla nei Pesci del 7.a.C., mentre ha omesso di citarne tanti particolari significativi. Il più importante tra questi è secondo me che la congiunzione G-S tripla (ma anche la doppia, quindi la G-S multipla) ha una durata complessiva molto prossima a quella di una gravidanza umana ed è molto probabile, ma molto probabile, che venisse vista nell'antichità come una sorta di gravidanza celeste, alla fine della quale doveva necessariamente nascere un figlio del cielo, un figlio divino. E' questo che fece di quel fenomeno un segno celeste particolarmente gradito a tutti coloro (re, profeti, aspiranti messia, ...) che potevano in qualche modo fregiarsene.

Insomma, per concludere, si è trattato sì di un bello spettacolo, che tuttavia secondo me può essere reso ancora più interessante e coinvolgente.

lunedì 16 maggio 2011

Attentat auf Johannes Paul II: Interesse fuer die seinsgeschichtliche Interpretation-Perspektive

In quest'ultima settimana, quella nella quale ricorreva il 30° anniversario dell'attentato a papa Giovanni Paolo II del 13 maggio1981, le visite a questo blog si sono più che raddoppiate con forte incremento tanto dalle città e località italiane quanto dai paesi stranieri (Indonesia, Messico, India, Germania, Brasile, Filippine, ..). Molto letti - oltre all'attuale pagina iniziale - sono stati gli articoli del gennaio e maggio 2010 ed in genere tutti quelli nei quali mettevo in evidenza che l'attentato non è avvenuto in una data casuale, qualunque, ma in una invece molto significativa non solo (e non tanto) perchè ricorrenza di quel 13 maggio 1917 dell'apparizione della Madonna a Fatima, ma anche perchè esso attentato è avvenuto nel bel mezzo di una delle (di norma rare) congiunzioni Giove-Saturno triple, cioè di quegli eventi astroNomici a ripetizione multipla nell'arco di 7-8 mesi che tanta importanza hanno avuto nella storia delle origini del cristianesimo (congiunzione G-S tripla del 7 aC nei Pesci e congiunzione G-S doppia del 34-35 nel Leone, la fenice di Tacito, Annali 6.28), come vado illustrando ormai da anni.

E' segno, secondo me, che va facendosi strada - in tutti coloro che cercano di capire qualcosa di più dello strano (e probabilmente atteso) attentato del 1981 - una prospettiva interpretativa nel quadro della Seinsgeschichte, si della heideggeriana (ma anche 'nicciana') storia dell'essere, dell'apparire e del divenire. Una prospettiva che potrebbe portare non solo a capire meglio quell'evento ormai parte integrante del mito del beato Giovanni Paolo II, ma forse anche qualcosa di più del rapimento di Emanuela Orlandi e dell'altra ragazza nel 1983.

domenica 30 gennaio 2011

Il ritiro volontario di Tiberio a Rodi del 6 a.C. e l'incontro con Trasillo

Tiberio nei Musei Vaticani
Era terminato appena da qualche mese quel raro fenomeno astronomico del 7 a.C. tra Giove e Saturno (la congiunzione G-S tripla si era ripresentata139 anni dopo l'apparizione del 146-145 a.C.) nella costellazione dei Pesci, quando a Roma il trentaseienne generale Tiberio - allora (6 a.C.) nel pieno della maturità e del successo militare e civile (aveva appena ricevuto da Augusto la tribunicia potestas) - annunciò improvvisamente all'imperatore e alla madre Livia, che ne era moglie, di voler lasciare Roma per ritirarsi a Rodi, isola dell'Egeo orientale ove aveva fatto un breve soggiorno una quindicina di anni prima di ritorno dall'Armenia.
Sebbene Augusto e la madre Livia lo scongiurassero in tutti i modi di desistere dal proposito, Tiberio fu irremovibile e, dopo un digiuno di protesta durato qualche giorno, finalmente riuscì a partire.

Sebbene molti abbiano scritto di/su Tiberio (Velleio Patercolo, Tacito, Svetonio e Dione Cassio) e cercato di capire le vere ragioni di questo volontario allontanamento da Roma, su queste permangono tuttora dei dubbi. Si è parlato del desiderio di lasciare la lussuriosa moglie Giulia (figlia di Augusto), di stanchezza per il continuo succedersi di campagne militari e ricerca di riposo, del desiderio di non intralciare nell'ascesa Gaio e Lucio Cesare (i giovani nipoti dell'imperatore), di desiderio di approfondire la cultura trascurata ed anche di un possibile conflitto tra un partito 'giuliano' ed uno 'claudiano' all'interno della famiglia imperiale. Si è concluso che probabilmente fu l'insieme di tutti questi motivi a risultare in quel momento troppo gravoso per Tiberio e a spingerlo lontano da Roma.

Dopo letto/studiato con attenzione quanto è stato scritto su tutte queste possibili motivazioni, io penso che qualcuna di esse possa essere approfondita e precisata meglio, in particolare il desiderio di approfondimento culturale dopo un quindicennio di attività militare. Scrivevo già undici anni fa nel mio Congiunzioni Giove-Saturno e storia giudaico-cristiana (nota 11 alle pp. 324-325):

11 Sarà un caso che Tiberio si ritirò proprio nell'isola dell'Egeo ove visse, fece erigere un osservatorio ed effettuò le sue ricerche più importanti Ipparco di Nicea (c. 190-120 a.C.), il più grande astronomo dell'antichità, e dove - probabilmente - era ancora attiva la sua scuola astronomica? Siamo propensi a credere di no, che non sia un caso, ed ipotizziamo che tra i motivi che improvvisamente spinsero Tiberio - cultore di astrologia - a Rodi insieme al suo astrologo Trasillo vi fu anche il desiderio di sapere qualcosa di più della tripla congiunzione tra Giove e Saturno (quella del 7/6 a.E.C.), che era allora appena terminata nella costellazione dei Pesci.

A questo che scrissi allora vorrei fare oggi qualche precisazione e nuova considerazione. Innanzitutto che Tiberio non andò a Rodi insieme a Trasillo, perchè quest'ultimo stava già a Rodi; non si può tuttavia escludere che si fossero già conosciuti in occasione del precedente, breve soggiorno di Tiberio nell'isola nè che fosse proprio lui il motivo per cui Tiberio volle andare/tornare proprio là. Poi che se Trasillo visse (come visse) fino al 36 d.C., cioè ancora 42 anni, nel 6 a.C. doveva essere piuttosto giovane anche lui, quindi probabilmente quasi coetaneo dell'allora 36-enne Tiberio.

Ma il fatto più sorprendente è che i due dovettero legarsi di un'amicizia talmente forte da divenire quasi inseparabili. Quando nel 2 d.C., dopo otto anni (in parte di ritiro volontario in parte di esilio), Tiberio potè tornare a Roma Trasillo lo seguì e - dopo l'adozione di Tiberio da parte di Augusto (4 d.C.) - entrò anche lui nella ristretta cerchia di persone che avevano con facilità accesso all'imperatore.
Sorprendente è poi che il figlio di Trasillo e della moglie Aka II di Commagene (anche lui stimato astronomo/logo sotto Claudio, Nerone e Vespasiano) richiamasse nel suo nome di Tiberio Claudio Balbillo (Alessandria d'Egitto, 20 - Roma, 79) proprio il nome di Tiberio prima dell'adozione. La figlia di Trasillo ed Aka e sorella di Balbillo, Eunia, sposò Nevio Sutorio Macrone, colui al quale fu affidato da Tiberio nel 31 il compito di liquidare l'infedele prefetto dei pretoriani Lucio Elio Sejano e di succedergli nell'incarico, segno anche questo della completa fiducia che dovette regnare tra Tiberio ormai imperatore e la famiglia di Trasillo, il suo maestro nell'arte dei Caldei (la 'conoscenza delle stelle').
Considerato che sia sotto Tiberio, che sotto Claudio e Nerone diversi furono i decreti di espulsione degli astrologi da Roma, il fatto che Trasillo ed il figlio Balbillo abbiano continuato a vivere tranquilli e a godere del favore imperiale dev'essere a parer mio interpretato come dimostrazione del fatto che essi erano seri mathematici, più astronomi veri che astrologi ciarlatani. Tra l'altro Balbillo dal 55 al 59 fu anche nominato da Nerone prefetto d'Egitto, mentre Vespasiano istituì in suo onore ad Efeso una festa sportiva, i cosiddetti Giochi Balbilliani, che si tennero in quella città dal 79 per circa un secolo e mezzo (cfr. voce Tiberio_Claudio_Balbillo su Wikipedia).

Come è noto, l'imperatore triste - Tiberio - se ne andò da Roma una seconda volta e questa volta definitivamente, nel 26 d.C. dopo i primi dodici anni di regno. Anche questa volta Trasillo lo seguì e fu tra i non molti letterati, filosofi e mathematici che Tiberio volle con sè nella Villa Jovis di Capri, di cui sono ancor oggi visibili (e visitabili) le imponenti rovine, in una zona dell'isola a picco sul mare.

Io immagino che proprio da qui, dalla Villa Jovis di Capri, i due vecchi amici mathematicae addicti abbiano assistito insieme ed insieme ad altri, dall'autunno 34 ai primi di aprile del 35, al ritorno della fenice (Tacito, Annali 6,28), cioè della congiunzione Giove-Saturno doppia del 34-35 (noumeno alla data del 28 dicembre 34) nella costellazione del Leone. Quella congiunzione G-S che con il secondo allineamento dei primi di aprile del 35 marca a pare mio la Pesach-Pasqua della Passione.

A quel tempo a Trasillo rimaneva un solo anno da vivere e a Tiberio Cesare due.  A Tiberio Claudio Balbillo, il figlio allora quindicenne di Trasillo, ne rimanevano invece ancora quarantaquattro, che avrebbe trascorso viaggiando spesso tra Roma e l'Egitto, il paese della fenice heliopolitana.

giovedì 20 gennaio 2011

Finalmente !

Stamattina sono molto elettrizzato perchè, pochi minuti fa, il postino mi ha recapitato finalmente due articoli che stavo aspettando con una certa ansia, tanta ansia da tenermi (unitamente alla curiosità per i noti fatti .. arcoriani) per qualche giorno lontano dal blog.

Si tratta di due articoli di qualche decennio fa sul ritiro volontario a Rodi del trentaseinne Tiberio nel 6 a.C., articoli dei quali avevo richiesto copie una alla biblioteca del Dipartimento di Filologia classica e medioevale dell'Università di Bologna (un articolo del 1958 su Phoenix, la rivista della Classical Association of Canada) ed una ad una libreria antiquaria di Villafranca di Verona (un estratto dagli Atti 1978-79 dell' Ist. Veneto di Scienze, Lettere ed Arti).

Ora sono molto impaziente di incominciare a studiarli perchè Tiberio è una figura alquanto singolare, sia in generale che in relazione alle origini del cristianesimo. Oltretutto è uno dei non molti nella storia di tutti i tempi ad avere avuto la possibilità di seguire dal vivo - da adulto - ben due congiunzioni Giove-Saturno triple, nonostante la rarità di queste (119 anni è l'intervallo di tempo _medio_ tra due congiunzioni G-S triple).
La prima di queste è quella del 7 a.C. nei Pesci (all'epoca di questa, appena terminata quando Tiberio volle partire per Rodi, il generale era a Roma), mentre la seconda è quella del 34-35 (la fenice di Tacito in Annali 6,28) nella costellazione del Leone, che avvenne quando Tiberio - ormai vecchio imperatore - risiedeva già da anni nella Villa Jovis di Capri. Vi risiedeva insieme - tra gli altri - all' astronomo/astrologo nonchè filosofo platonico Trasillo, che aveva conosciuto quarant'anni prima a Rodi e di cui era divenuto inseparabile amico.

Bene. Ora vi saluto e mi metto a studiare, per vedere un po' se i 'nuovi' articoli mi confermano o meno in certe ipotesi che ho anche formulato nel mio "Congiunzioni Giove-Saturno e storia giudaico-cristiana"
(ISBN 889006630X).