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domenica 12 maggio 2019

PIU' CHIARO DI COSI !!! HOELDERLINs und NIETZSCHEs SEINSGESCHICHTLICHEN BESTIMMUNGEN [Illuminante estratto dal volume GA95 (QUADERNI NERI 1938-1939)]

Longitudine di Saturno e di Giove e loro distanza angolare (curva rossa)  
in occasione della loro congiunzione G-S-doppia del 1801-1802, alla fine
della quale Hoelderlin scrisse a Boehlendorf (2.12.1802):"...kann ich 
wohl sagen, dass Apollo mich geschlagen hat." "..possò proprio dire
che Apollo mi ha colpito/percosso."
Nel volume GA95 dei Quaderni Neri 1938-1939 di Heidegger, a p. 88 dell'edizione italiana e a pag. 65 di quella tedesca, si trova un interessantissimo paragrafo (§ 65 delle Ueberlegungen VII) molto illuminante nella mia ottica ermeneutica sia per capire perchè Hoelderlin e Nietzsche fossero tanto importanti per Heidegger che per capire i fondamentali concetti di apollineo e dionisiaco, rispettivamente correlati al poeta ed al filosofo suddetti.

Non ripeterò qui l'ampio estratto in tedesco del § 65 detto che ho già pubblicato nel precedente articolo del 6 settembre 2018, riporterò invece, sia in tedesco che in italiano, la sintetica frase di Heidegger che - interpretata con la mia ermeneutica (cfr. i due diagrammi riportati con le relative didascalie) - chiarisce definitivamente sia cosa debba intendersi per Seinsgeschichte heideggeriana sia quale sia il significato da attribuire ai concetti di apollineo  e di dionisiaco [sinonimi rispettivamente di eliocentrico e di  geocentrico, come tornerò ad illustrare in un prossimo articolo].  Ma ecco la frase di Heidegger: 
Come sopra, ma curve riferite ora alla congiunzione Giove-Saturno
singola che avvenne a mezzogiorno/Mittag del 18 aprile 1881, sparti-
acque nella vita e nelle opere di Nietzsche ("... und Zarathustra ging
an mir vorbei." ".. e Zarathustra mi passò davanti/accanto.") 
 "Nur in der Geschichte des Seyns liegt der Grund, Hoelderlin und Nietzsche zusammen zu nennen, sie aber sogleich in ihrer Unvergleichbarkeit festzuhalten; denn dass beide zu den Griechen einen wesentlichen Bezug hatten, dass beide, wenngleich grundverschieden, das 'Dionysische' und 'Apollinische' erkannten, dass beide die Kritik der Deutschen vollzogen u.a. - das ist alles nur verschieden gegruendete Folge ihrer seinsgeschichtlichen Bestimmung."

Frase che in italiano suona così: "Solo nella storia dell' Essere sta il fondamento per nominare insieme Hoelderlin e Nietzsche, e per fissarli tuttavia immediatamente nella loro incomparabilità; perché che entrambi abbiano avuto un rapporto essenziale con i Greci, che entrambi abbiano distinto, sebbene in modo fondamentalmente diverso, il 'dionisiaco' e l' 'apollineo', che entrambi abbiano compiuto tra l'altro la critica dei tedeschi - tutto ciò è solo una conseguenza, diversamente fondata, della loro (comune) determinazione secondo la storia dell' Essere."

lunedì 10 dicembre 2018

DAS DIONYSISCHE JA-SAGEN DER WELT

Curve relative alla congiunzione Giove-Saturno singola verificatasi
a mezzogiorno/Mittag del 18 aprile 1881 ("... und Zarathustra ging
an mir vorbei.") 
Il titolo di questo post ed il grafico qui a lato vogliono essere il mio sintetico commento e complemento ontostorico all' interessante articolo in tedesco di un prof messicano, Angel Xolocotzi, che trovai in rete tempo fa e che, ricordo, mi piacque.
Per chi volesse cercarlo/trovarlo il titolo era: "Das dionysische Ja-Sagen zur Welt. Die Auslegung des stimmungsmaessigen Charakters des Willen zur Macht und dessen zeitlichen Sinnes."

giovedì 6 settembre 2018

HOLDERLIN, NIETZSCHE und die GESCHICHTE DES SEYNS [Ueberleg.VII - GA95, 65 - Quad. Neri 1938-39]

Graphics of the _double Jupiter-Saturn conjunction_ occurred in the
years 1801-1802 ["..kann ich wohl sagen, dass Apollo mich geschlagen
hat." - Brief an Boehlendorf am 2. Dezember 1802]
 "Wir nennen sie jetzt gern zusammen, duerfen dies jedoch nur, wenn wir ihre Unterscheidung wissen. Nach welcher Hinsicht muss diese aber zuerst entschieden sein? Nach jener, die das trifft, was allein uns noetig, den Einen zu nennen und den Anderen nicht zu uebergehen. Und was ist dies?
Die Geschichte des Seyns, nicht die Historie der Metaphysik oder gar nur der 'Literatur'.
... ... Hoederlin. Seine 'Stelle'..in der Geschichte des Seyns ist eine einzige und sie bestimmt erst das Wesen seines Dichtertums und dies, dass er den Dichter (naemlich der kommenden Geschichte des Seyns) dichten muss.
Graphics of the _single Jupiter-Saturn conjunction_ occurred in the
year 1881 [ "... und Zarathustra ging an mir vorbei."]
... Der andere (Nietzsche) in mannigfachen Verhuellungen und Verstoerungen die Besinnung auf die Geschichte des 'Ideals' zu einem Weg bahnte in die Anstrengung zu einer letzten, alles umkehrenden und nur umkehrenden Vollendung e Metaphysik. Sie wurde der vorletzte Schritt in die Notwendigkeit, die Frage nach dem Seienden erst wieder fragwuerdig zu machen...; dadurch kommt die Geschichte des Seyns zum Uebergang aus dem Ende der Metaphysik in den anderen Anfang.

Nur in der Geschichte des Seyns liegt der Grund, Hoelderlin und Nietzsche zusammen zu nennen, sie aber sogleich in ihrer Unvergleichbarkeit festzuhalten; den dass die beiden zu den Griechen einen wesentlichen Bezug hatten, dass beide, wenngleich grundverschieden, das 'Dionysische' und 'Apollinische' erkannten, dass beide die Kritik der Deutschen vollzogen u.a. - das ist alles nur verschieden gegruendete Folge ihrer seinsgeschichtlichen Bestimmung."


giovedì 9 dicembre 2010

Più libri più liberi

Come certo sarà noto a più d'uno di voi, miei lettori, a Roma si svolge ogni anno - nella prima decade di dicembre e sempre al Palazzo dei Congressi dell'EUR - una fiera della piccola e media editoria, all'insegna del motto Più libri più liberi. Quest'anno la fiera era da sabato 4 a ieri, mercoledì 8 dicembre.

Capirete tutti che nessun bibliofilo e nessuno studioso dell'area romana (e del Lazio) può lasciarsi sfuggire una così ghiotta occasione di girare tra decine e decine, probabilmente un centinaio e più, di stands pieni di libri in esposizione, libera consultazione e vendita a prezzi scontati (di norma il 20%, a volte anche di più), alla ricerca di qualcosa di particolare e di interessante. Così, naturalmente, è stato anche per me, che a questo appuntamento annuale quasi mai son mancato da una decina d'anni in qua.

E' finita che, approfittando delle circostanze favorevoli e della tranquilla mattinata e primo pomeriggio di martedì, mi son riempite diverse buste di cataloghi e di più d'una dozzina di simpatici, interessanti e curiosi volumi e volumetti, che vado ad elencarvi:

Guenter Abel, La filosofia dei segni e dell'interpretazione, Guida
Philippe Sollers, Il Vangelo di Nietzsche, ed. Obarrao
Joseph Vogl, Sull'esitare, ed. Obarrao
A. Lanza, Dante eterodosso, una diversa lettura della Commedia
Antonino Infranca, I filosofi e le donne, manifestolibri
Jan Rehmann, I Nietzscheani di sinistra, Odradek ed.
AA.VV., Il messianismo ebraico, Giuntina
Giorgio Galli, Esoterismo e politica, Rubbettino
Paolo di Tarso, Le Lettere di Paolo, EDB
Rudolf Steiner, Gli enigmi nel 'Faust' di Goethe, Ed. Antroposofica
Carl Unger, Problemi esoterici, Ed. Antroposofica
L. Sammarco, Sulle tracce di Croce: il Ricorso e i Simboli, La Zisa
L.M.A. Viola, Il mistero di Roma e l'opposizione di Israele, Victrix
A. Roccati, Introduzione allo studio dell'egiziano, Salerno ed.
J.Taubes, In divergente accordo.Scritti su Carl Schmitt, Quodlibet
Charles Kingsley, Ipazia, Lupetti ed.
Teofrasto (a c. Silvia Romani), La Metafisica, ed. La Vita Felice

Per completare, poi, oggi pomeriggio ho preso nella libreria di un ipermercato, mentre aspettavo che mia moglie finisse i suoi giri, Apollineo e dionisiaco di Giorgio Colli, ed. Adelphi, ed una Introduzione a Croce di Paolo Bonetti, ed. Laterza, ... tanto per accontentare un po' anche i grandi editori.

domenica 18 luglio 2010

ein Juenger der Wahrheit

Quello che vedete qui a sinistra è Nietzsche all'età di 17 anni, cioè nel 1961, quand'era - già da tre anni - studente alla celebre scuola-collegio di Pforta, uno degli istituti superiori più prestigiosi non solo della Sassonia, ma di tutta la Prussia (cui la Sassonia era stata annessa nel 1815). Sulla scuola e sulla formazione che N. vi ricevette trovo interessante quanto leggo su Nietzsche, nei ricordi e nelle testimonianze dei contemporanei, a cura di C. Pozzoli, BUR 1990, pp. 45s:

*Simile a un'accademia prussiana per cadetti, Pforta non preparava ufficiali dell'esercito ma intellettuali per la 'guida spirituale' del popolo. La struttura della scuola era prussiano-conservatrice e militaristica, ma imbevuta di ideali umanistici, secondo la tradizione ginnasiale (ginnasio-liceo) tedesca. I sei anni di Pforta saranno decisivi per la formazione di Nietzsche. Scriverà: "Proprio questa costrizione quasi militare che, in quanto deve esercitarsi sulla massa, tratta l'individuo in modo volutamente freddo e superficiale, mi ricondusse a me stesso. Contro la legge uniforme io salvai le mie inclinazioni e aspirazioni private." Nietzsche continua a scrivere poesie e musica sacra. Viene accettato nel coro scolastico. Ha bisogno di occhiali con lenti molto forti. Primi appunti autobiografici e progetti letterari.*
Vi chiederete perchè io sia andato a vedere dov'era e cosa faceva Nietzsche intorno al 1861.

Bene, il motivo è presto detto e consiste nel fatto che dal settembre-ottobre 1861 al giugno-luglio
del 1862 ebbe luogo una congiunzione Giove-Saturno (quasi)doppia [si vedano i diagrammi temporali a sinistra], del tutto simile a quella del 34-35 verso la fine del regno di Tiberio, descritta da Tacito come fenice in Annali 6, 28.

L'ipotesi che in qualche modo vorrei verificare è che il giovane Friedrich potrebbe aver osservato detta congiunzione G-S o così .. per ora superficialmente oppure invece già attentamente con qualche specifico interesse legato alla religione, lui che proveniva da due famiglie di pastori protestanti.

I corsi ginnasiali e liceali di Pforta, caratterizzati da un'impostazione umanistica, curavano poco la formazione scientifica, cosa che Nietzsche in seguito deplorerà, scrivendo:
"Se ci avessero anche soltanto insegnato la venerazione per queste scienze, se ci avessero anche una sola volta, con la lotta e la sconfitta e la ripresa della lotta nei grandi uomini, fatto tremare il cuore per quel martirio che costituisce la storia della scienza rigorosa! Invece alitò su di noi il soffio di un certo deprezzamento delle vere e proprie scienze, a favore della storia, dfell' 'educazione formale' e delle 'classicità'. E noi ci lasciammo così facilmente ingannare!" [op. cit., p.46]

Conseguita la maturità (Abitur) e lasciata Pforta, dall'ottobre 1864 alla Pasqua 1865 Nietzsche fu studente di teologia all'università di Bonn, decidendo poi di recarsi a Lipsia per studiare filologia classica. L' 11 giugno 1865 scriveva alla sorella:

"Hier scheiden sich nun die Wege der Menschen; willst Du Seelenruhe und Glueck erstreben, nun so glaube, willst Du ein Juengen der Wahrheit sein, so forsche." [ovvero]
Qui ora si separano le vie dell'umanità; se vuoi raggiungere la pace dell'anima e la felicità, allora credi pure, ma se vuoi essere un discepolo della verità, allora indaga/ricerca."


E' un vero peccato, a parer mio, che la Forschung intrapresa abbia poi portato Nietzsche ad avere un'idea completamente diversa - ribaltata rispetto alla precedente - delle verità, della scienza e degli scienziati. Su Verità e menzogna (giugno 1873) si legge ad esempio:
"Che cos'è dunque la verità? Un mobile esercito di metafore, metonimie, antropomorfismi, in breve una somma di relazioni umane che sono state potenziate poeticamente e retoricamente, che sono state trasferite e abbellite, e che dopo un lungo uso sembrano a un popolo solide, canoniche e vincolanti: le verità sono illusioni di cui si è dimenticata la natura illusoria, sono metafore che si sono logorate e hanno perduto ogni forza sensibile, sono monete la cui immagine si è consumata e che vengono prese in considerazione soltanto come metallo, non più come moneta."
Altro esempio, verso il 1881 scriverà anche:

"C'è negli uomini di scienza un candore che confina con la stupidità. Non immaginano sino a che punto il loro mestiere sia pericoloso; credono dal più profondo del cuore che il loro vero compito sia l'amore del vero e il bene, il bello e il vero. Io dico che il loro mestiere è pericoloso non rispetto ai suoi effetti dissolventi, ma all'enorme carico di responsabilità che si sente pesare su di sè dal momento in cui ci si accorge che tutti i valori su cui vivono gli uomini finiscono alla lunga per rovinare l'uomo." [da J. Beaufret, In cammino con Heidegger, p. 107]


Qui Nietzsche si avviava già a parlare non più da discepolo della verità tradizionalmente intesa (diciamo la verità apollinea delle cose in sè, potremmo anche dire la verità scientifica delle cose), quanto invece da neo-messia zaratustriano portatore e propugnatore di relative verità dionisiache, umane solo umane.