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domenica 6 gennaio 2019

SEYNsGESCHICHTE e cosiddetta STELLA DI BETLEMME

Illustrating the TRIPLE Jupiter-Saturn conjunction occurred
in the year 7 BC in the constellation Pisces/Fishes.

*          *          *
Die _dreifache_ Jupiter-Saturn Konjunktion des Jahres 7 v.Ch.
im Sternbild Fische (oder so gennanter Stern der Weisen).
Chi mi segue con un po' di attenzione sa che a due conclusioni mi hanno portato le mie più che ventennali ricerche. Storicamente la prima raggiunta fu che il fenomeno astronomico indicato nel vangelo di Matteo come stella di Betlemme altro non è/fu che la tripla congiunzione tra i pianeti Giove e Saturno avvenuta nel 7 aC nella costellazione dei Pesci, quindi non una cometa luminosa e non una stella 'nova' morente o altro. Questa mia prima conclusione fu basata da un lato sulla convinzione che a Babilonia anche gli ebrei avessero adottato una religione a fondamento astrale (adorando  la coppia Giove-Saturno, Marduk-El in congiunzione come Shekinah, cioè Visita e Presenza divina), dall'altro poi che constatai una ripetuta singolare coincidenza tra numerosissimi eventi importanti della storia ebraico-cristiana ed il fenomeno delle congiunzioni G-S in un arco temporale di secoli, prima e dopo 'Cristo'.

The TRIPLE Jupiter-Saturn conjunction occurred in the second half
of the years 1940 and in the first months of the year 1941 in the
constellation Aries. In my opinion this was the Event/EREIGNIS
Heidegger was waiting for and thinking of since at least 1920.
La seconda conclusione, cui mi portarono poi le successive ricerche (e tuttora mia originale e personale convinzione), fu che quell' Essere di cui Heidegger avvertiva i cenni/Winke nell' imminenza dell' avvento, dell' accadere e del passare (Vorbeigang, Passing by) altro non è - di nuovo - che la coppia Giove-Saturno in congiunzione. Fenomeno questo che Heidegger ebbe modo di sperimentare in vita sua tre volte: a settembre 1921 (suo pieno vorgreifen della Seinsgeschichte), a cavallo degli anni 1940-41 (il previsto e tanto atteso Ereignis  della Seynserscheinung/Beyng occurrence) e in primavera del 1961 (riordino e pubblicazione degli scritti su Nietzsche, proprio nei giorni del ritorno dell'essere visto da Nietzsche nel 1881).

Poichè la storia delle congiunzioni Giove-Saturno e del significato (geocentrismo-eliocentrismo) che i loro diversi modi di essere comportano, poichè questa storia è di molto precedente rispetto alla storia dell' ebraismo e del cristianesimo, ecco che la storia della tradizione ebraico-cristiana altro non è in quest'ottica interpretativa che una parte, un segmento della più estesa ed universale storia dell' Essere. Ecco come si saldano insieme storia dell' essere e storia giudaico cristiana. Ecco perchè il mio Congiunzioni Giove-Saturno e storia giudaico-cristiana può essere visto come il complemento di Essere e Tempo, ovvero come quell'ultima parte di Essere e Tempo che Heidegger non volle o non seppe scrivere.

Secondo me, l' atteggiamento culturalmente antisemitico di Heidegger, come pure il suo personale distacco dalle radici cristiane della sua provenienza sociale e formazione giovanile, si fonda su questa sua convinzione: che la tradizione abramitica si sia appropriata a fini teologico-religiosi della storia di processi ed eventi naturali (le congiunzioni Giove-Saturno) sui quali aveva iniziato a discutere il mondo greco arcaico/antico nell'ottica di individuare se il sistema planetario/solare avesse struttura geocentrica oppure eliocentrica, principale questione di filosofia naturale di quei secoli.

sabato 20 maggio 2017

HEIDEGGER e le CONGIUNZIONI GIOVE-SATURNO

Più d'uno di voi, miei lettori, si sarà interrogato sul perchè degli ultimi miei due post, quelli dove metto in evidenza che Heidegger non solo possedeva buone e forse ottime conoscenze di matematica, incluso il calcolo integro-differenziale, ma aveva anche ben chiare le differenze in fisica tra meccanica classica o newtoniana e meccanica moderna atomico-quantistica, in ordine alla modellizzazione matematica dei rispettivi fenomeni ed alla possibilità di pre-calcolo/pre-visione del loro comportamento futuro in termini deterministici oppure invece solo probabilistici.

Il perchè è presto detto: perchè come risultato dei molti miei studi degli ultimi diciotto-vent'anni sono arrivato alla conclusione che quel fenomeno, che avevo inizialmente ritenuto importante per le origini del cristianesimo dal giudaismo (cfr. mio libro qui a sinistra) è in realtà centrale anche per la storia della filosofia. Per quella storia che Heidegger ha ri-esaminato criticamente dalle origini ai suoi giorni, avendo - io ritengo - come chiave interpretativa proprio il fenomeno fisico delle congiunzioni planetarie tra Giove e Saturno, fenomeno che - come risulta dai miei due post precedenti - lui era perfettamente in grado di inquadrare anche in termini fisico-matematici.

La Geworfenheit di Heidegger in questo 'mondo' fu tale che lui nella sua vita adulta ebbe modo di assistere de visu a 3 congiunzioni Giove-Saturno:

- la prima, singola, nel settembre 1921 (quella che motivò tanto anche Rilke), quando H. parlava di fatticità delle esperienze di vita, stava lavorando al suo personale/individuale Entwurf/progetto fattivo e dava interpretazioni fenomenologiche delle lettere di s. Paolo e delle origini cristiane;

- la seconda, multipla come quella di Hoelderlin del 1801-02, tripla ora, a cavallo degli anni 1940-1941, cioè proprio al centro del periodo in cui componeva tutti i suoi seinsgeschichtliche Abhandlungen [Beitraege zur Philosophie, Besinnung, Die Geschichte des Seins, Ueber den Anfang, Das Ereignis, ..] e vagheggiava un nuovo inizio, l'inizio di una nuova epoca;

- la terza a primavera del 1961, singola come quella del 1881, avvenuta proprio nei giorni in cui stava dando alle stampe i risultati della sua lunga e snervante Auseinandersetzung con Nietzsche e con il suo Wille zur Macht.

Per oggi, cari amici, vi basti così. Anche se, da quanto ho detto, avrete già intuito qual' è a mio parere l' Ortschaft des Seins, conto di parlarvi quanto prima appunto del 'Topos' of Heidegger's Thinking. 
Meditate intanto e rileggetevi il paragrafo centrale di Essere e Tempo, il § 42.

giovedì 26 gennaio 2017

Der VORLAUF und das VORLAUFEN in Heidegger - L'anticipazione/il-precorrimento ed il precorrere in Heidegger

Sollecitato da un corrispondente che mi chiedeva un parere al riguardo, ho ripreso in mano dopo molto tempo un libricino di Heidegger pubblicato dall' Adelphi inizialmente nel 1998 e arrivato ora alla 11a edizione: Il concetto di tempo di Martin Heidegger.

Si tratta del testo (ricostruito attraverso gli appunti di alcuni partecipanti, ma rivisto da H.) della conferenza che l'allora 35enne filosofo tenne il 25 luglio del 1924 ad un gruppo di teologi riuniti per l'occasione a Marburgo. Testo che, rielaborato ed ampliato da Heidegger, costituirà poi - con lo stesso titolo - il volume n. 64 della Gesamt-Ausgabe.

Nel 1924 erano già una decina di anni che il giovane filosofo andava riflettendo sul tempo non solo nell'ambito naturale ed in quello della storia, ma anche e molto significativamente nell'ambito dell' esistenza individuale di chi si pone il problema del tempo, di chi - come lui - si prende attenta cura del tempo (das Besorgen der Zeit), anche quello della propria vita.

Come rilevò Volpi nell' Introduzione, "la temporalità si rivela essere agli occhi di Heidegger una componente costitutiva dell'esistenza. ... Essendo questa ..già sempre proiettata verso ciò che può essere e può fare di sé, si dilata essenzialmente nel futuro, dunque nel tempo." E' così che Heidegger, probabilmente già pensando (1924) alla struttura da dare tra qualche anno ad Essere e Tempo (1927), si dà a ricercare strutture (otto) dell'esserci, del Dasein, che ne caratterizzano il preveggente e precorrente rapporto con il tempo futuro, con la propria temporalità fino alla fine, alla morte (Vorlaufen zum Tode, Vorlaufen in die aeusserste Zukunft).


La manifestazione dell' Essere (cioè la congiunzione tripla
Giove-Saturno), che sarebbe avvenuta e che avvenne nella
costellazione dell' Ariete a cavallo degli anni 1940-1941
Dice Heidegger a questo punto che tuttavia questa capacità di Vorlauf in die Zukunft ovvero di precorrimento nel futuro, subitaneo ritorno nel presente (Zurueckkommen auf die Gegenwart) e possibilità di ripetizione del passato (Wiederholung der Vergangenheit), questa capacità di _muoversi e pensare nel tempo a partire dal futuro_ non è da tutti, ma solo di quelle persone dotate di un Dasein autentico, di un Dasein capace di vivere eine eigentliche Zeit e di avere perciò eine eigentliche Zeitlichkeit.

Nel quadro di quella ritrosia, di quello schweigen che altrove teorizza come necessario quando si parla di certe cose, Heidegger si guarda naturalmente bene dal precisare quale sia il fondamento di questa autenticità del Dasein che prende il futuro e non il presente a 'misura' del tempo, come pure dall'illustrare in cosa consista "la connessione di ciò che è nel tempo, con ciò che il tempo autentico è."
E' esattamente su questo punto, in questo particolare aspetto della sua ritrosia a comunicare, che si situa la mia scoperta, il nucleo delle mie tesi, che ora cerco di sintetizzare. SECONDO ME, all'età di 35 anni Heidegger aveva già maturato - per studi teorici e per eperienza diretta (Vorgriff, 1921) - la convinzione che al fondo di tutta la storia della filosofica c'è stata l'osservazione e l'elaborazione speculativa di/su un preciso fatto astroNomico, che si presenta "di generazione in generazione" ma in più modalità apparenti, dipendenti dalla posizione del nostro punto di osservazione, la Terra, sulla sua orbita. Il fenomeno fondante, la base, il Grund,  è la successione delle congiunzioni tra i grandi pianeti esterni misuratori di lunghi intervalli di tempo (30, 20, 12 anni), Giove e Saturno. E' questa conoscenza e questa convinzione che Heidegger ritiene costituire l' AUTENTICITA' del Dasein, quella che lo mette in condizione di essere attento ai cenni/Winke dell'Essere/Sein/Seyn, di sentirne in anticipo la chiamata/Aufruf e di precorrerne/Vorlaufen le manifestazioni future. Gli permette insomma di sintonizzare il suo individuale eigentliche Zeit con il cosmico Weltzeit, prevedendo e precorrendo le congiunzioni G-S future o richiamando quelle del passato.


Detto altrimenti ed in modo più specifico per il personale Dasein di Heidegger, il filosofo svevo sapeva già negli anni 1921-1922 che circa venti anni dopo (cioè verso il 1940-1941) ci sarebbe stata una manifestazione particolare dell' essere intramondano composto da Giove e Saturno in congiunzione, ovvero che questo essere si sarebbe manifestato nella sua forma più rara, quella del SEYN che 'dice' molto sul regno dei cieli, a chi sa intenderne il linguaggio. Ebbe dunque tutto il tempo di imbastire criptiche elaborazioni e speculazioni sulla dinamica e temporalità del  raro fenomeno fisico e di porsi a confronto, in Auseinandersetzung, con quanti - pensatori e poeti - prima di lui avevano avuto le sue stesse o molto simili intuizioni, come Rilke, Nietzsche, Hoelderlin, Hegel, ..

Per concludere queste note sull'anticipazione ed il precorrimento in Heidegger va detto che il termine Vorlaufen ricorre moltissimo anche in Essere e Tempo, ben 115 volte a partire dal paragrafo § 53, ove si incomincia a parlare di Vorlaufen zum Tode, cioè precorrimento/anticipazione verso la morte, e di essere-per-la-morte (naturalmente anche questo autentico o non autentico!!). 
Un'altra espressione che ricorre spesso nei paragrafi citati (23 volte) e che ha sempre a che fare con il precorrere del tempo è la risolutezza precorritrice, die vorlaufende Entschlossenheit, sulla quale comunque devo riflettere ancora un po'... per capirne meglio soggetto ed oggetto. Invito anche voi, miei cari lettori che mi leggete nei giorni della Memoria della Shoah, a fare altrettanto. 

mercoledì 14 dicembre 2016

Dall' HGA 13: l' ESISTENZA COSMICO-STORICA DELL' UOMO DELL' AVVENIRE secondo Heidegger (1949)

Dal volume di Heidegger GA13, Aus der Erfahrung des Denkens, 1910-76, in italiano Dall'esperienza del pensiero, 1910-76, Melangolo ed., 2011, pag. 83, trascrivo delle illuminanti annotazioni che il filosofo svevo buttò giù nel giorno del suo 60° compleanno (26 settembre 1949), relative al contenuto del suo volume HOLZWEGE allora in fase di stampa (sarebbe uscito in libreria qualche mese dopo, nel 1950; ora è l' HGA 5, in it. Sentieri erranti nella selva, Bompiani 2002/2006).  

Penso che queste illuminanti annotazioni di Heidegger su Holzwege dovrebbe meditarle bene soprattutto chi ha ancora qualche dubbio sulla validità del nuovo paradigma ermeneutico in ambito storico-filosofico che ormai da anni vado proponendo.


"SENTIERI INTERROTTI
     Per l'uomo dell'avvenire incombe il confronto con l' essenza e con la storia della metafisica occidentale. Solo in tale meditazione potrà essere compiuta la transizione all' esistenza determinata in senso planetario e tale esistenza cosmico-storica potrà essere raggiunta come alcunché di fondato.
     I sentieri interrotti [Holzwege] sono tentativi di tale meditazione. Presi esteriormente, essi si presentano come una raccolta di saggi su oggetti fra loro privi di relazione.
  Pensando a partire dalla cosa stessa, tutto sta in un' armonia nascosta e costruita rigorosamente.
     Nessuno dei sentieri può essere preso senza aver preso anche gli altri. Nella loro unità essi mostrano un tratto del cammino di pensiero che l' Autore ha tentato a partire da Essere e tempo.
Essi vanno fuori traccia
Ma non perdono la traccia."

giovedì 30 aprile 2015

Ne sono SEMPRE PIU' CONVINTO !!

Rileggendo alcuni dei primi post da me 
scritti su questo blog, ne ho trovato uno 
di oltre 5 anni fa del cui contenuto sono 
sempre più convinto. Ve lo ripropongo 
pari pari, evidenziandone solo qualche
passaggio.


lunedì 7 dicembre 2009

Riflessione pomeridiana

Ora ve la presento in forma sintetica, ma non mancherò di dimostrarla in modo rigoroso nelle sedi appropriate:

Più tempo passa, più leggo e approfondisco, più mi rendo conto
di quanto e di come il mio Congiunzioni Giove-Saturno e storia giudaico-cristiana sia complementare al Sein und Zeit di Heidegger.
E ciò sebbene io, di formazione tecnico-scientifica, dieci anni fa (quando concepii e scrissi il mio libro) di Heidegger non conoscessi neppure il nome, figurarsi la filosofia! Colgo anzi l'occasione per precisare di aver acquistato la mia copia di Essere e Tempo, ed. Longanesi 2008, soltanto il 6 luglio 2008, come mi ricorda lo scontrino della libreria, spillato dietro il volume.

Mi viene ormai costantemente da pensare, infatti, che tutta la parte delle cinque Appendici del mio libro, con l'accurata descri-
zione fisico-matematica (quindi fenomenologica) delle congi-
unzioni Giove-Saturno, singole e multiple, sia nella sua essenza proprio la parte che Heidegger avrebbe inizialmente voluto/
pensato-di scrivere nella parte mancante del suo Essere e Tempo e che invece non seppe o non volle mai scrivere
, forse per timore di togliere al suo Sein/Seyn quel certo alone di mistero che invece riuscì sempre a mantenergli.

mercoledì 15 febbraio 2012

Die zweite Kehre i.e. Astronomical Basis of the second Turn

Come ho riportato più volte in questo blog, il periodo medio delle congiunzioni tra i pianeti Giove e Saturno è 19.859 anni, ovvero 19 anni e 314 giorni. Ciò significa, partendo da un allineamento tra i due pianeti, che dopo 19 anni e 314 giorni Giove - che è più vicino ed ha maggiore velocità angolare di Saturno - avrà superato quest'ultimo di un giro (360°) e sarà di nuovo allineato con esso.Ovviamente a metà di questo tempo, cioè 9 anni e 339.5 giorni, l'angolo di cui Giove avrà sopravanzato Saturno sarà della metà di 360°, cioè di 180°. Il che significa che mentre uno dei due pianeti sta sorgendo ad est, l'altro sta tramontando ad ovest, con la conseguente impossibilità di vederli emtrambi contemporaneamente (ciò anche senza considerare l'ulteriore problema derivante dall'intensa luminosità diurna, solare).
Ebbene, nell'autunno del 1949 - quando Heidegger stava preparando i testi per le conferenze di dicembre a Brema - stava maturando ed era ormai imminente proprio questa situazione: si era infatti a circa 10 anni dalla epocale congiunzione G-S tripla del 1940-41 (cfr. articoli precedenti). Ad esempio al 21 ottobre del 1949 nella zona di Friburgo Saturno sorgeva intorno alle 03:00 della notte e tramontava alle 16:00, mentre Giove sorgeva alle 14:00 e tramontava alle 22:30. Ciò significa che essi erano presenti contemporaneamente nella volta celeste sopra Friburgo solo dalle 14 alle 16, resi però invisibili dall'intensa luminosità diurna, solare.
Ma sentiamo cosa disse - alludendo all'imminenza di questa Kehre astronomica - Heidegger al Bremen Club il 4 dicembre 1949, durante la sua conferenza "Die Kehre":
"Vielleicht stehen wir bereits im vorausgeworfenen Shatten der Ankunft dieser Kehre. Wann und wie sie sich geschicklich ereignet, weiss niemand. Es ist auch nicht noetig, solches zu wissen. Ein Wissen dieser Art waere sogar das Verderblichste fuer den Menschen, weil sein Wesen ist, der Wartende zu sein, der des Wesen des Seins wartet, indem er es denkend huetet. Nur wenn der Mensch als der Hirt des Seins der Wahrheit des Seins wartet, kann er eine Ankunft des Seinsgeschickes erwarten, ohne in das blosse Wissenwollen zu verfallen."
In quei giorni, come detto, i due pianeti erano poco visibili e mai contemporaneamente: Saturno solo dall'una di notte all'alba, Giove dal tramonto alle 20:00 ca. La loro distanza angolare era ormai di 132° e continuava ad aumentare verso i 180° al ritmo di circa 1° alla settimana.
Das Ding als Ding ungewahrt, wahrlos. Ereignis des Einblickes, wenn nur einen Blick wir Menschen von uns aus in das was ist werfen koennen. "Dass Welt sich ereigne als Welt, dass dinge das Ding, dies ist die ferne Ankunft des Wesens des Seins selbst."
Direi che i testi di queste quattro conferenze tenute da Heidegger a Brema dall' 1 al 4 dicembre 1949 e ripetute nel marzo 1950 al grande albergo/sanatorio Buehlerhoehe siano fondamentali - associati e decrittati in base al mio paradigma ermeneutico - per arrivare a comprendere appieno la filosofia e gli scritti del pensatore svevo.

Rimane confermato quel che ho già detto in precedenti articoli e cioè che il mio Congiunzioni Giove-Saturno e storia giudaico-cristiana è il naturale complemento di Essere e tempo, potendosi considerare a buon diritto come quella seconda parte del lavoro heideggeriano che il filosofo non volle o non seppe scrivere nel 1926-27.

Dovendo infine associare una data all'insieme del fatto astronomico (distribuito su molti mesi, anche del 1951) e delle ermetiche (ma ora chiare) considerazioni filosofiche dell' Einblick heideggeriano, proporrei di datare la seconda Kehre al 13 giugno 1950 (cfr. grafico), cioè nei giorni in cui il filosofo ripeteva più volte la prima delle conferenze dell' Einblick di Brema - Das Ding (6, 10 giugno) - e scriveva della Kehre al giovane studente H. Buchner (lettera del 18 giugno, non ancora da me letta).

venerdì 11 marzo 2011

"Con il cuore in gola", spunti dal blog di Gianni Vattimo

Con piacere ho scoperto stamattina il blog di Vattimo, blog che utilizza la mia stessa piattaforma (blogspot.com). Ci son rimasto un bel po', ho letto parecchie pagine, visionato qualche video e scaricati tre post/articoli che, in ordine di data, sono:

- Impegno e ritorno all'ordine (su G. Jervis), del 7 agosto 2009;
- La vocazione nichilistica dell'essere, del 9 febbraio 2010 ed infine
- Sul sentiero dei filosofi, due virgole cambiano tutto, del 24 agosto 2010.

Da questo ultimo articolo apprendo che sono passati ormai una quarantina di anni da quando - nel 1961 e 1963 - il filosofo incominciò a recarsi in Germania, ad Heidelberg, per approfondire la cultura tedesca per la quale era "affetto da una ammirazione quasi patologica" : "quando apro Hoelderlin provo una sorta di emozione fisica, il cuore in gola di chi si accosta a un sancta sanctorum."

Del secondo articolo mi ha colpito un brano che mi ha fatto pensare che Vattimo, forse per il fatto che sta "sempre ancora con il mio cuore in gola appena avvicino la lingua di Hoelderlin e di Heidegger", non ha compreso fino in fondo Heidegger, cioè i suoi riferimenti alla storia dell'essere (Seinsgeschichte) ed alla sua natura. Scrive Vattimo sul suo blog il 9.2.2010:
"Heidegger parla molto spesso di storia dell'essere. Cosa diavolo è la storia dell'essere? Non può se non vuol essere una affermazione metafisica questa, non si può parlare di storia dell'essere come se questo genitivo dell'essere fosse solo un genitivo soggettivo, cioè, c'è l'essere il quale ha una storia, l'essere è lì e appare ora nella forma lì ora nella forma lì, ma questo, come ho accennato prima, è ancora una maniera metafisica di considerarlo: l'essere non c'è lì, l'essere è insieme il soggetto e l'oggetto della sua storia, cioè l'essere è ciò che storicamente si dà come essere, non è che noi allora, quando oltrepassiamo una metafisica abbiamo scoperto la vera natura dell'essere, rispondiamo soltanto ad un nuovo modo di darsi dello stesso essere. Questi anelli di ragionamento sono molto conseguenti in Heidegger: o pensiamo metafisicamente, o cerchiamo di pensare in modo ultrametafisico. Se cerchiamo di pensare in modo ultrametafisico non possiamo dire che abbiamo scoperto la vera natura dell'essere, dobbiamo figurare la situazione del nostro pensiero come testimonianza, come risposta, come ricezione di un nuovo modo di darsi dell'essere che non è più quello della metafisica. Questo è almeno ciò che Heidegger ci ha insegnato."

Se qualche affermazione di questo brano è condivisibile ("l'essere è insieme il soggetto e l'oggetto della sua storia, cioè l'essere è ciò che storicamente si dà come essere"), altre non lo sono del tutto, come ad esempio:
-"Non è che noi.. quando oltrepassiamo una metafisica abbiamo scoperto la vera natura dell'essere" e
"Se cerchiamo di pensare in modo ultrametafisico non possiamo dire che abbiamo scoperto la vera natura dell'essere".

Certo non è automatico - in generale - che si consegua (che tutti conseguano) questo obiettivo, anche se è vero - secondo me - che l' 'oltrepassamento' della metafisica (Ueberwindung der Metaphysik) che Heidegger si era inizialmente proposto di fare con Essere e tempo andava proprio nella direzione della scoperta e della rivelazione della vera natura dell'essere, natura della quale Heidegger aveva saputo/intuito qualcosa. Ma i tempi erano quelli che erano e Nietzsche (che aveva rovesciato il platonismo) era già stato 'santificato' come precursore del nazismo. Impegnato ad approfondire la nietzscheana metafisica della volontà di potenza, annotava Heidegger verso il 1941:

"Che cosa 'è' l'essere? Possiamo, all' 'essere', domandare che cosa esso sia? L'essere rimane non interrogato e inteso come ovvio e quindi non pensato. Esso si tiene in una verità da lungo tempo dimenticata e senza fondamento (grundlos)."
[brano XIV di Oltrepassamento della metafisica, in Saggi e discorsi, p. 55]

Di tutte queste cose mi piacerebbe discutere con il prof. Vattimo (che non so se è tra i lettori di questo mio blog), ecco perchè cercherò presto di contattarlo.

venerdì 4 marzo 2011

Sein und Zeit: Erster Teil - Dritter Abschnitt

Con un amico stamattina son tornato, dopo un po' di tempo, alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma che è veramente imponente. Espletate alcune formalità per il rinnovo della tessera/card che era in scadenza, grazie alla cortesia ed efficienza del personale ho ottenuto rapidamente - e preso in prestito - quel che cercavo:

Biondi Graziano
La ricerca di Heidegger sulla temporalità. Un'ipotesi sul contenuto e i temi della terza sezione della prima parte di Essere e tempo.
Guerini e associati, Napoli-Milano, 1998

Son proprio curioso, io che una mia idea al riguardo già ce l'ho (e l'ho già anche scritta qui sul blog), di vedere cosa Biondi ipotizza su quel Dritter Abschnitt della Prima Parte che avrebbe dovuto portare il titolo 3. Zeit und Sein, ma che non vide mai la luce.

giovedì 8 luglio 2010

Il disascondimento tecnico dell'ente ovvero .. la vera filosofia del nostro tempo

Tra i libri che sto leggendo con qualche attenzione in questo periodo ve n'è uno comprato quasi un anno fa (cfr. post 'Ieri sera a Castel S. Angelo, del 10.8.2009): Jean Beaufret, In cammino con Heidegger, ed. C. Marinotti, Milano 2008.

J. Beaufret (1907-1982), destinatario nel 1946 della Lettera sull'umanismo di Heidegger, divenuto nel corso di un trentennio l'interlocutore privilegiato del filosofo tedesco, ha saputo (dice la quarta pagina di copertina) "corrispondere - nel pensiero e nella parola, nei suoi scritti e nel suo insegnamento - al compito oggi più che mai urgente di preparare la possibilità di una comprensione vera, profonda e senza equivoco possibile - se non animata da palese malafede - della filosofia heideggeriana."

Bene, tutto ciò premesso, quel che da giorni volevo riportare qui - con qualche mia considerazione relativa - è una frase che mi ha colpito dell'intervistatore a Jean Beaufret, cioè di Frédérich de Towarnicki, il quale nella 'Premessa' al volume scrive (p. 11):

"Questo libro [Der Arbeiter di E. Juenger, 1932], allo stesso titolo de Gli dei della Grecia di Walter F. Otto, fu per Heidegger una rivelazione. Da quel momento il suo pensiero si trovò indirizzato verso l'analisi del mondo moderno, interpretato come compimento tecnico della metafisica cartesiana e post-cartesiana, al punto che il disascondimento tecnico dell'essente diviene la vera 'filosofia' del nostro mondo."

Ho messo in neretto l'ultima parte della frase di Towarnicki perchè, se il disvelamento, la messa in evidenza tecnica, la scoperta della dinamica dell'(ess)ente è divenuta veramente "la vera filosofia del nostro mondo", beh .. allora mi sembra che Heidegger abbia completamente mancato di indicare nelle sue opere se e quanto a lui personalmente sia riuscito di conseguire questo obiettivo, il "disascondimento tecnico dell'(ess)ente". Scoperta questa che è invece - chiaramente - proprio quella che è riuscito a me di fare, come dimostra tutto quanto vado qui definendo ed illustrando come fondamento e contenuto della mia proposta ermeneutica (cfr. 'nuovo paradigma ermeneutico', 'ermeneutica di Giuseppe', ...)

Ripeto dunque quanto ho già detto altrove e cioè la mia sempre più ferma convinzione che il mio volume "Congiunzioni Giove-Saturno e storia giudaico-cristiana" con la sua parte relativa alla fenomenologia e temporalità delle congiunzioni G-S sia proprio il giusto complemento ad Essere e Tempo, quella seconda parte - specifica sull' Essere - che Heidegger non volle o non seppe scrivere, fermandosi nella prima parte alle problematiche esistenziali dell'Esserci.

venerdì 9 ottobre 2009

Esserci e kairos in Heidegger

Leggendo il dibattito di Davos del marzo 1929 tra E. Cassirer e M. Heidegger sull'interpre-
tazione di Kant (cfr. App. II in Kant e il problema della meta-
fisica di Heidegger, Laterza ed.), ho trovato un brano molto interessante del filosofo della Foresta nera, che chiari-
sce bene come a lui fosse mol-
to presente, e per lui impor-
tante, tutta la tematica dei momenti cairotici della temporalità dell'esserci, cioè dell'esistenza umana.

Disse/scrisse dunque Heidegger in quei giorni di fine marzo 1929:

"A determinare l'essenza di quello che chiamo esserci non è sufficiente il solo contributo di quello che si definisce come spirito e neppure di quello che si chiama vita; l'importante è invece l'unità originaria e la struttura immanente della relazionalità di un uomo che entro certi limiti è incatenato in un corpo e nell'esser incatenato nel corpo si trova in una propria forma di legame con l' ente in mezzo al quale si trova, non come uno spirito che vi guarda dall'alto, bensì in quanto l'esserci, gettato in mezzo all'ente, compie liberamente un'irruzione nell'ente; irruzione che è sempre storica e, in ultima analisi, contingente. Così contingente che la forma suprema dell'esistenza dell'esserci si può ricondurre a pochissimi e rari istanti di quella durata dell'esserci che intercorre tra la vita e la morte; soltanto in pochissimi istanti infatti l'uomo vive al culmine della sua propria possibilità, mentre per il resto si muove sempre in mezzo al suo ente.
La questione del modo d'essere di quello che si trova nella filosofia della forma simbolica di Cassirer, la questione centrale della costituzione interna dell'essere, è quello che determina la metafisica dell'esserci .."
Chissà se quando qui parlava di storica irruzione dell'esserci nell'ente pensava a quel che egli nel 1927 avrebbe voluto scrivere, ma non avrebbe mai più scritto, nella II parte di Essere e Tempo, o alla chiamata/illuminazione di Nietzsche del 1881 o quella di Kant del 1782 o a cos'altro .. Forse, più probabilmente, pensava a quel che già si preparava a scrivere per il 1938, 1939, 1940 o 1941.

lunedì 18 maggio 2009

** Das Ereignis und die Lichtung ** ovvero **l'Evento del XX secolo **


L'Evento cui allude Martin Heidegger nelle sue opere, quello *in previsione* del quale iniziò e continuò tutte le letture, studi, meditazioni ed elucubrazioni sul tempo e sull'essere che lo portarono a scrivere "Essere e Tempo" (1927) e tutte le altre sue opere,

quell' Ereignis ha natura astronomica, di astronomia planetaria tra corpi visibili (nell'antichità come nel secolo scorso ed oggi) ad occhio nudo, ed è

la congiunzione Giove-Saturno _tripla_ del 1940-1941, i cui tre allineamenti G-S erano previsti e si verificarono (Lichtung, radura) alle date 8 agosto 1940, 20 ottobre 1940 e 15 febbraio 1941,
quando (si veda il diagramma temporale) la distanza angolare tra i due pianeti scese rispettivamente a circa 1° 11', 1° 14' ed 1° 17'.


Era dal tempo in cui sorse il culto del Sacro Cuore di Gesù, che poi è lo stesso di quando Newton stava mettendo a punto i Philosophiae Naturalis Principia Matematica, era dal 1682-1683 (quindi da 258 anni!) che un tale tipo di rara congiunzione GS (la fenice!!) non si produceva.
In tale epoca il primo allineamento si ebbe il 15 dicembre 1682 (con distanza angolare ridotta a soli 15'), il secondo - quello con i pianeti in fase di apparente moto retrogrado - l' 8 febbraio 1683 (12'), il terzo il 17 maggio 1683 (16').


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Sono certo (come dicevo già in un post del 2 settembre 2008 su it.cultura.storia.moderato) che quelli di voi con 'antenne' filosofiche e storiche più sensibili capiranno o almeno intuiranno le molte implicazioni e la portata di questa mia ... rivelazione (oggi come allora esitavo un po' a dirlo).

domenica 1 febbraio 2009

Congiunzioni Giove-Saturno e storia giudaico-cristiana

Questo, come forse qualcuno di voi già saprà, è il titolo del mio primo libro, concepito e scritto otto-nove anni fa. Mi farebbe molto piacere se qualcuno che l'ha letto lasciasse qui un suo commento, una sua impressione/valutazione ..

Quel che io vi posso dire, anzi solo accennare per il momento, è che a distanza ormai di parecchi anni quel testo si dimostra tuttora valido, anzi validissimo. Muovendo da quei contenuti di fondo sono arrivato infatti a poter dare delle interpretazioni astronomiche dei miti della fenice e
dell'unicorno, mentre attualmente sono alle prese con la filosofia di Martin Heidegger .. sapete quello del problema dell'essere, quello di Essere e Tempo (Sein und Zeit) e di tanti altri scritti a sfondo misterico ed esoterico. Anche su queste tematiche mi piacerebbe si aprisse qui un qualche più o meno vasto dibattito. Come traccia del vs passaggio da queste parti lasciate pure un commento, cercherò di rispondervi .. A presto, Giuseppe