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venerdì 15 maggio 2026

SUL DITTICO "RIME PETROSE - VITA NOVA"

Meditando meditando sono arrivato alla conclusione, deduzione logica, che Dante scrisse le 3 'rime petrose' del 1295-96 per cercare di dimostrare agli altri 'fedeli d'Amore' e soprattutto a Guido Cavalcanti che lui lo sapeva, lo aveva capito sin dall'inizio della sua produzione poetica che il fenomeno planetario da secoli e millenni al centro di speculazioni ed elaborazioni filosofiche , da cui lasciarsi poeticamente ispirare poetandolo allegoricamente come donna beatificante/gratificante o pietrificante e respingente come un nulla cosmico, era la lenta dinamica complessiva della coppia Giove-Saturno (l'antico theion/logos filosofico-religioso).
Quel fenomeno non era, invece, la più frequente sanguigna manifestazione e rapida scomparsa/'morte' del rosso Marte (dinamica dell'insieme Marte-Terra), sulle quali lui aveva di fatto allegoricamente poetato all'inizio, fine1283-inizio1284 e per altri 6 anni, fino al 1290: ora voleva però dimostrare - con le parti in prosa della Vita nova - di averlo fatto solo per finta, con le donne schermo, le varie occasioni luttuose, .. ...

Come ho dimostrato al Congresso Dantesco Int.le di Ravenna del 2023, Dante scrisse infatti 3 delle 'rime petrose' proprio durante la dis-giunzione (diapheromenon) Giove-Saturno del 1295-1296, quando i due pianeti antichi dei del tempo si trovavano a 180° uno dall'altro: questa la 'donna angelicata' pietrificante, annullante la vita del devoto suo cantore. 
 

sabato 11 aprile 2026

LA CHIAVE PLANETARIA PER DECRITTARE LA VITA NOVA

Longitudine'celeste-vs-tempo per il 'rossigno' pianeta Marte e per
il Sole nel periodo 1283-1291 (notare le varie fasi di
moto retrogrado e quelle di invisibilità del pianeta)
E' con grande piacere, cari amici e lettori vicini e lontani, che posso annunciarvi che il coraggioso Comitato scientifico del prossimo Convegno Dantesco Internazionale di Ravenna (composto dai chiarissimi Profs Giuseppe Ledda, Nicolò Maldina, Angelo Mangini, Sebastiana Nobili e Marco Veglia) ha approvato la presentazione di una mia relazione dal titolo:

La chiave planetaria per decrittare la Vita nova:

dalle congiunzioni Marte-Terra alle congiunzioni Giove-Saturno

Parlavo del coraggio degli esimi membri del Comitato scientifico perché sono convinto che questa mia proposta interpretativa farà strada, forse lentamente ma farà strada, e contribuirà a far capire molto più approfonditamente che finora tanto la personalità di Dante Alighieri che - con l'evoluzione del suo concetto di 'beatrice' - il senso di molta parte della sua opera; nonché anche a chiarire motivazioni e datazione della rottura dei rapporti con il suo (da lui sempre detto) primo amico, Guido Cavalcanti.
 

mercoledì 6 dicembre 2023

Sulle SCOPERTE e le relative COMUNICAZIONI FORMALI

Pensando in particolare ad un giovane professore di letteratura italiana della Sapienza di Roma con il quale ho avuto di recente qualche diversità di opinione sui modi di rendere pubblici, di comunicare i risultati delle proprie ricerche e sulla validità ed importanza degli stessi risultati, ho deciso di riportare qui oggi una simpatica storia (tratta dal sito 'Storie scientifiche') che riguarda il grande RICHARD FEYNMAN (1918-1988), premio Nobel per la fisica nel 1965 per la sua ideazione di una rivoluzionaria rappresentazione grafica del processo di interazione tra particelle nello spazio-tempo. Ecco la storia:

"Passò un anno prima che il lavoro, ormai concluso, di Feynman sui suoi famosi diagrammi venisse pubblicato: aveva voglia e, anzi, era ansioso di condividere le sue idee conversando con chiunque stesse ad ascoltarlo, ma trovava sgradevole il compito di redigere una comunicazione formale e procrastinò questa operazione finché gli fu possibile. La sua comunicazione originale, 'Space-Time Approach to Quantum Electrodynamics', sarebbe potuta anche non essere mai stata scritta se Feynman non si fosse recato a Pittsburgh per passare alcuni giorni con i suoi amici Bert e Mulaika Corben.

Mentre era a casa dei Corben, gli amici lo obbligarono a mettersi seduto e a scrivere il pezzo, mentre Feynman accampava tutte le scuse possibili per non farlo. Mulaika, che era una donna con una personalità estremamente forte, decise di ricorrere a misure estreme: lo chiuse a chiave nella sua stanza e si rifiutò di lasciarlo uscire prima che l'articolo fosse completato. Era una delle poche persone in grado di tenere testa a Feynman opponendo la propria volontà alla sua." 

sabato 17 ottobre 2020

The BEGINNING of the BEING-HISTORY at least at SESOSTRIS' TIME (about 4'000 YEARS AGO)

 

Per quanto inizialmente possa sembrare strano, la figura di Sesostri I (o Senuosret I), faraone della XII dinastia, regnante dal 1964 al 1929 (o 1926) BCE in un periodo di grande stabilità e grande prosperità per l' Egitto, è molto importante per cosiddetta storia dell'Essere (Being-History o SeinsGeschichte nella terminologia di M. Heidegger) e non solo, come vedremo.

A collegare Sesostris alla Seinsgeschichte heideggeriana _sono stato io_ e non Heidegger, il quale non mi risulta che abbia mai scritto qualcosa sulla fenice oppure sul cap. 28 del libro VI degli Annali di Tacito, ove il grande storico romano riporta che la fenice sarebbe apparsa in Egitto 'prioresque' al tempo di 'Sesoside primum' (appunto Sesostri I). Il collegamento deriva prioritariamente dal fatto che già nel 2006 io dimostrai che la fenice altro non era nell'antichità se non l'immagine allegorica delle congiunzioni Giove-Saturno multiple (cioè triple o doppie) e secondariamente dal mio assioma ermeneutico sulla filosofia e l'opera di Martin Heidegger, che esse si basino, si fondino, abbiano come Grund ontico il fenomeno planetario delle congiunzioni Giove-Saturno, viste dal filosofo svevo come i rintocchi (le 'decisioni dell'Essere' dice lui) di un gigantesco orologio cosmico che - 'di generazione in generazione' - cadenza la storia dei popoli e delle civiltà.
Ebbene è stato facile a questo punto, disponendo io di un accurato programma/software di astronomia planetaria, andare a verificare che il regno di Sesostris fu benedetto ben due volte dal fenomeno delle congiunzioni G-S-, fenomeno che evidentemente già a quei tempi era considerato auspicio di lunga vita e vita eterna: nel 1953 BCE si verificò infatti una congiunzione G-S doppia (appunto del tipo fenice) nella costellazione Aquario (confine Pesci) e vent'anni più tardi, nel 1933 BCE, invece una congiunzione G-S semplice nella costellazione Ofiuco.
Ciliegia sulla torta di questa fortunata ricerca sulla figura di Sesostri I è stata la scoperta che al Museo Egizio del Cairo è conservato (reperto JE48851) un cosiddetto pilastro osiriaco di questo faraone, proveniente dal tempio di Karnak, ove il sovrano strette nelle mani tiene due grandi croci-ankh, il simbolo di benevolenza che il dio-falco Horo concedeva al faraone sua incarnazione sulla terra. Cosa ne concludiamo allora, qual'è la ciliegia? Semplice a dirsi:

La croce-ankh, che vediamo rappresentata migliaia di volte su obelischi, dipinti, bassorilievi, .. come segno di eternità del tempo e di vita eterna, quella croce oggi simbolo della chiesa cristiana copta d'Egitto, rappresenta simbolicamente quello stesso fenomeno, le congiunzioni planetarie Giove-Saturno, oggetto poi dei miti complementari della fenice e dell'unicorno e fondamento in Grecia e successivamente della storia dell'Essere e dei dibattiti sulle questione fisico-filosofica geocentrismo-eliocentrismo).

mercoledì 7 ottobre 2020

The OPENING of A HERMENEUTICAL GROUP for the MAIN HUMANITIES (Facebook group)

 A short post just to inform all my readers that I've opened a new, original facebook group, a hermeneutical one: EVERYONE interested in Heidegger's Seinsfrage, Rilke's poems, Nietzsche's Philosophy (Zarathustra), Hoelderlin's poems, .. much more CAN JOIN and USEFULLY PARTECIPATE. 

The name is "G. De Cesaris' Hermeneutics" and the link is: 

https://www.facebook.com/groups/742388809658826/


domenica 3 febbraio 2019

Questo BLOG ha DIECI ANNI --- A TEN-YEARS BLOG

Frontespizio della relazione che il 26 agosto 2009 fui ammesso a tenere al
Congresso quinquennale della F.I.E.C. (Federation Internationale des
associations d' Etudes Classique), tenutosi alla Humboldt-Universitaet
di Berlino.
Questo blog compie dieci anni di vita proprio in questi giorni: i primi articoli, dapprima brevi post, risalgono infatti agli ultimi giorni di gennaio-primi di febbraio del 2009.
L' idea di aprire/gestire un blog mi venne dopo che avevo scoperto che fenice ed unicorno altro non erano che immagini allegoriche dei due tipi (o modi di essere) delle congiunzioni Giove-Saturno, dopo che di questo avevo già parlato a Liverpool nel 2008 e mi accingevo a parlarne alla Humboldt-Universitaet di Berlino nel 2009, quando avevo già iniziato ad intuire, a comprendere che quel regolare fenomeno astronomico era anche al centro della cosiddetta storia dell' Essere o Seinsgeschichte di cui parlava il filosofo Heidegger e dopo che avevo verificato personalmente gli enormi problemi di distribuzione del mio volume "Congiunzioni Giove-Saturno e storia giudaico-cristiana".
Combinato disposto di tutte queste considerazioni e riflessioni fu la decisione di _non_ scrivere un nuovo libro e di tentare invece di diffondere più efficacemente i risultati delle mie ricerche con un nuovo mezzo, appunto il blog, profittando anche della disponibilità gratuita di molte piattaforme software idonee allo scopo.

Dopo dieci anni di esercizio del blog posso dire che le attese di allora non sono andate deluse: il blog registra infatti anche decine di visite qualche giorno, non solo dall' Italia ma anche da molti paesi stranieri. La percentuale di visite provenienti dall'estero sul totale delle visite è anzi in continuo aumento ed ha raggiunto in base alle ultime rilevazioni oltre il 30%; motivo quest' ultimo per cui cerco di scrivere molti articoli anche in inglese e/o in tedesco.

Un grazie sentito dunque a ciascuno di voi, cari lettori ed amici, per la considerazione che continuate ad avere per il mio lavoro e per la stima che, in vario modo, continuamente mi manifestate. E non dimenticare di continuare a fare - per il link a questo blog - il passaparola tra colleghi, amici, conoscenti e parenti vari. Grazie! 

sabato 10 ottobre 2015

Al mio ASSIDUO LETTORE BOLOGNESE ed anche a tutti gli altri

Mi dicono che tra la decina di visite che questo blog riceve ogni giorno dall'Italia e dall'estero (circa il 25%), spesso da reti universitarie, quelle provenienti da Bologna in questi ultimi tempi sono in maggioranza di un unico lettore, che si collega anche 3-4 volte al giorno e che evidentemente è assai interessato alle tematiche storiche, filosofiche e religiose che vengo trattando. 

Proprio a lui (ma poi anche a tutti i miei lettori) mi rivolgo ora qui per dirgli (dir loro) che sono disponibile a fornire tutti i chiarimenti eventualmente richiesti sulla nuova ermeneutica che propongo, come pure sulla fenomenologia e temporalità del fenomeno fisico che è alla base - al Grund - di essa: il fenomeno delle congiunzioni tra i pianeti Giove e Saturno, che per millenni ha cadenzato (e cadenza) - "di generazione in generazione" - la storia umana.

Ciò significa che su queste tematiche sono disponibile a partecipare, come relatore, coordinatore, animatore, .. ad iniziative culturali varie, quali conferenze, tavole rotonde, seminari universitari, ... Chi volesse può contattarmi con e-mails all'indirizzo giuseppedotdecatliberodotit oppure con messaggi privati su Facebook .

sabato 4 luglio 2015

Das herausfordernde VERSAMMELN .. oder ... Blick in die KONSTELLATION der Wahrheit

 Das Wesen der Technik [d.h. das Ge-stell] ist in einem hohen Sinne zweideutig. Solche Zweideutigkeit deutet in das Geheimnis aller Entbergung, d.h. der Wahrheit.
... ... ............
Das Unaufhaltsame des Bestellens und das Verhaltene des Rettenden ziehen aneinander vorbei wie im Gange der Gestirne die Bahn zweier Sterne. Allein, dieser ihr Vorbeigang ist das Verborgene ihrer Naehe.
Blicken wir in das zweideutige Wesen der Technik, dann erblicken wir die Konstellation, den Sternengang des Geheimnisses.
Die Frage nach der Technik ist die Frage nach der Konstellation, in der sich Entbergung und Verbergung, in der sich das Wesende der Wahrheit ereignet.

[M. Heidegger, Vortraege und Aufsaetze, GA 7, S. 23, 34]

mercoledì 7 novembre 2012

Io l'avevo predetto a Barack ...

Sì, già quattro anni fa, all'epoca della sua prima elezione, io lo dissi, anzi lo scrissi a Barack Obama che lui sarebbe stato presidente degli Stati Uniti per 4 + 4 anni.
Vi chiederete.. ma come hai fatto a dirglielo, anzi a scriverglielo.. dici sul serio?! Ebbene sì, dico sul serio. Perchè anche allora, come oggi, io fui tanto contento che lui fosse arrivato alla Presidenza degli U.S.A. da pensare di doverglielo dire/manifestare direttamente. Fu così che pensai di inviargli e di fatto gli inviai - tramite l'ambasciata americana a Roma - una copia del mio libro "Congiunzioni Giove-Saturno e storia giudaico-cristiana" con una dedica in inglese nella quale appunto mi congratulavo e gli auguravo buon lavoro al servizio degli USA e del mondo per 4 + 4 anni, perchè tanti ne avrebbe avuti di anni di presidenza.
 
Aggiungevo di avere un sogno, quello di poterlo un giorno incontrare "..in Rome, in Washington or elsewhere." Ora che è stato rieletto e che forse è un po' più libero di essere se stesso di quanto fosse nei primi quattro anni, io spero ancora che un giorno o l'altro in qualche modo si faccia vivo con me e mi chieda di spiegargli (cosa che potrei fare anche in inglese, direttamente) cos'è questa storia delle congiunzioni Giove-Saturno, perchè questo fenomeno è stato tanto importante nella storia (anche recente) e come potrebbe - Lui che è ora uno degli uomini più importanti al mondo - aiutarmi a diffonderne la conoscenza. Conoscenza che sarebbe, indubbiamente, un potente fattore di pace nel mondo.
Ecco perchè continuo a coltivare il mio sogno e a sperare di ricevere un giorno una chiamata da Lui, che è stato anche insignito del premio Nobel per la pace.
Congratulations, President Obama,
for the re-election !!

lunedì 27 agosto 2012

Repetita juvant: il 'dogma' centrale della nuova ermeneutica storico-filosofica

A beneficio di quanti seguono questo blog non dall'inizio (gennaio 2009) riporto la sostanza del post di lunedì 4 maggio 2009, dal titolo Il fondamento fisico della nuova ermeneutica filosofico-metafisica (cui pure rimando), con qualche piccolo aggiustamento.

Il 'dogma' centrale sul fondamento fisico della nuova ermeneutica si può così formulare:

L' (ess)ente fisico preso a base dalla metafisica, cioè l'ente i cui vari modi d'essere - cioè di occorrere - sono da millenni (almeno dai presocratici e fino a Nietzsche, Heidegger e oltre) oggetto di speculazioni e anche di attività storico-filosofico-religiose, quell'ente fisico è la congiunzione tra i pianeti GIOVE e SATURNO, cioè l' insieme dei due pianeti (entrambi visibili ad occhio nudo) visto o pensato nel giorno del loro frequente, unico allineamento ovvero nei mesi dei loro molto più rari 3 o 2 consecutivi allineamenti rispetto alla Terra, cioè a noi osservatori.

*  *  *
 
Quell' almeno in neretto che vedete nel corpo del 'dogma' sta a significare che con grandissima probabilità il fenomeno astroNomico in questione era già osservato anche prima del periodo assiale in Egitto, in Cina ed in Iran-India, paesi dai quali originano i miti (a fondamento astrale com'io ho dimostrato) della fenice e dell'unicorno.

martedì 3 aprile 2012

Tiberius' phoenix (34-35)

The graphics on the right refer to the sosaid 'appearance of the phoenix' described in Tacitus' Annals, VI.28,
toward the end of Tiberius' reign, i.e. to the double Jupiter-Saturn planetary conjunction which tooks place from 34, Sept.-Oct.  till to 35, April-May
(the two alignments of the two planets are in correspondence with the two minimums of the red line).

giovedì 2 febbraio 2012

Come passa il tempo !

Proprio in questi giorni questo blog ha compiuto tre anni d'età. Pare ieri, quando - venerdì 30 gennaio 2009 - scrissi qui il mio primo post, dal titolo Dimenticanze nel quale riportavo una frase di Martin Heidegger [tratta dal suo La questione dell'essere, in Segnavia, Adelphi ed.]. Da allora ad oggi gli articoli son diventati 206-207, tutti aventi ad oggetto la questione e la storia dell'essere e la nuova chiave ermeneutica storico-filosofica che io propongo, cioè il fenomeno astroNomico delle congiunzioni tra i pianeti Giove e Saturno, oggi come allora visibili ad occhio nudo.
In questi tre anni il blog è stato visitato , con maggiore o minore assiduità e profondità, da migliaia di persone residenti in oltre 110 paesi (ca. 82% gli italiani), al ritmo di 12-15 visite al giorno. Ciò mi conferma nel fatto che quel che vengo dicendo non dev'essere proprio banale e scontato e mi incoraggia a continuare le ricerche in ambiti ai quali in gioventù non avrei mai pensato di volermi un giorno dedicare.
Ringrazio sentitamente tutti, spero di aiutare anche voi nelle vostre ricerche e cercherò naturalmente di rendere sempre più completo ed interessante il blog. A presto, Giuseppe.

martedì 24 gennaio 2012

La memorabile congiunzione Giove-Saturno tripla nella Bibbia delle Edizioni San Paolo

Comperata in un bazar - al modico prezzo di euro uno e cinquanta - una Bibbia delle edizioni paoline (quella copyright 1987, 13-esima ediz. 1998), sono andato come prima curiosità a vedere cosa dicevano le note a Mt 2, 1-2, cioè ai passi sulla cd 'stella di Betlemme'. Per chiudere il discorso natalizio al riguardo, vi trascrivo la nota 2 a pag. 1520:

"Dei Magi non si sa nulla più che il nome: all'evangelista sta a cuore indicare Betlemme come la patria predetta del Messia, Mic 5,1. Dovevano essere sapienti della Persia o della Media o dell'Arabia Nabatea, studiosi di astronomia, condotti da una luce speciale - congiunzione di Giove e Saturno nella costellazione dei Pesci? - certo proveniente dallo Spirito Santo, alla culla del Bambino divino. Per la stella, Nm 27,14."

A parte quest'ultima errata citazione (quella giusta è Nm 24,17), questa nota mi ha colpito perchè nel citare la possibile identificazione astronomica della cd 'stella di Betlemme' mi sembra che il curatore delle note del vangelo di Matteo che sto citando, cioè Fedele Pasquero, sia più avanti del papa nel discorso dell'Epifania. Egli infatti, anche se in forma necessariamente (per il suo ruolo di coordinatore di questa edizione e per il contesto) dubitativa (alludo a quel punto interrogativo dopo Pesci), cita unicamente ed esplicitamente la congiunzione  Giove-Saturno come possibile evento astronomico associato alla Natività.
Il papa invece, come ricordavo nel post precedente, cita anche supernova e cometa (che con la stella di Matteo non c'entrano nulla, anzi alcunchè) e, genericamente, possibili congiunzioni tra pianeti senza dire esplicitamente tra quali.
Ma sicuramente Benedetto XVI sa tutto quel che sa F. Pasquero e anche qualcosa di più (non di meno!), solo che è molto più prudente di lui a chiarire eventi e contesto che accompagnarono l'Incarnazione di Nostro Signore.

domenica 6 novembre 2011

Ricordo di Vincenzo Cerulli (1859-1927) e di un suo articolo sulle congiunzioni tra Giove e Saturno

Questa sera vorrei ricordare Vincenzo Cerulli, il fondatore dell'Osservatorio astronomico di Collurania (Teramo) ed un suo articolo sulle congiunzioni G-S pubblicato nel 1911, giusto cento anni fa. 
Nato a Teramo nel 1859 da un'antica famiglia abruzzese e laureatosi in fisica alla Sapienza di Roma nel 1881, V. Cerulli fu per vari anni astronomo presso gli osservatori di Bonn, Berlino e del Collegio Romano. Fondato a proprie spese l'Osservatorio di Teramo, poi donato allo Stato e tuttora attivo, vi fu attento osservatore del pianeta Marte, sostenendo fondatamente - tra i primi - che i famosi 'canali' marziani fossero solo illusioni ottiche, e vi fu scopritore nel 1910 di uno dei maggiori asteroidi della fascia principale, il 704 Interamnia (dal nome latino di Teramo).
La comunità astronomica ne ricorda il nome nella denominazione su Marte di un cratere d'impatto di 130 km di diametro ed in quella dell'asteroide 31028-Cerulli. 

Di Cerulli vorrei qui ricordare un articolo che scoprii nel 2006 (quindi dopo che avevo effettuato tutta una serie di miei studi e simulazioni al computer sulle congiunzioni G-S e pubblicato il mio libro, 2001) e che, conservato nella Biblioteca provinciale "G. D'Annunzio" di Pescara, potei avere per prestito interbibliotecario tramite una biblioteca della mia zona. Si tratta dell' articolo Le congiunzioni di Giove con Saturno, che l'astronomo teramano pubblicò sulla Rivista di Astronomia e Scienze affini, Anno V, aprile 1911.
Grande fu il mio piacere quando ritrovai in questo articolo tutta una serie di risultati e di conclusioni sulle congiunzioni Giove-Saturno che autonomamente avevo già trovato sei-sette anni prima, all'epoca degli studi e delle simulazioni al computer che portarono alla pubblicazione del mio libro Congiunzioni Giove-Saturno e storia giudaico-cristiana, keybooks 2001. 

Molto originale nell'articolo di Cerulli, che ha taglio quasi esclusivamente tecniso-astronomico, è un diagramma (quello che si vede nell'immagine qui sopra a destra) che, traducendo graficamente le formule trigonometriche relative alle posizioni di Giove e di Saturno 'osservati' dal punto di vista geocentrico e dal punto di vista eliocentrico, permette di passare facilmente dalle date di occorrenza delle congiunzioni G-S eliocentriche a quelle geocentriche e viceversa e per queste ultime di stabilire se esse furono/sono/saranno singole o multiple (cioè triple o doppie).

I lettori che volessero avere copia di questo articolo senza seguire la via bibliotecaria possono farmene richiesta all'indirizzo giuseppedotdec at liberodotit. 

sabato 13 agosto 2011

Ancora su Naram-Sin, uno dei primi messia

Sulla figura di quello che io ho chiamato il 'messia degli Accadi', Naram-Sin (2254-2218), il nipote di Sargon, e sulla famosa stele del Louvre che porta il suo nome, vorrei stasera riportare quanto scrivono due ricercatori del dipartimento di Antichità orientali del Louvre stesso, Annie Caubet e Patrick Pouyssegur, nel loro Assiro-Babilonesi e civiltà del vicino Oriente, ed. KeyBook/Rusconi 2001, un libro che ho trovato da poco in vacanza, fortemente scontato.

A pag. 76, scrivono i due autori:

"Nel 2254, con la successione al potere di Naram-Sin .. lo stato accadico divenne un vero e proprio impero.Il nuovo sovrano si dedicò innanzitutto al consolidamento dello stato accadico" intraprendendo tutta una serie di campagne militari contro l'irredentismo delle città sumere e la continua ribellione delle popolazioni semi-nomadi insediate nelle zone periferiche dell'impero.
"La famosa stele di Naran-Sin commemora la vittoria su Satuni, re dei Lullubi [che popolavano le montagne dello Zagros centrale]. La composizione raffigura il sovrano trionfante in testa alle sue truppe su uno sfondo paesaggistico caratterizzato da montagne alberate. ... ... Per la prima volta appaiono su di una stele una serie di simboli astronomici [*]verso i quali si eleva Naram-Sin, sfoggiando la tiara con corna, attributo tradizionalmente riservato agli dei.

I documenti scritti testimoniano anche la deificazione di questo re lungo il corso della sua vita. Gli scribi fanno precedere il nome di Naram-Sin dal segno che specifica una connotazione divina. Egli venne chiamato 'dio dell'Accadia'[*], ed era con il suo nome che si prestava giuramento. Anche il potere accadico aveva cambiato natura: con una connotazione divina, la monarchia non poteva che essere universale ed estendersi fino ai limiti del mondo civilizzato. Naram-Sin fu così investito della nuova nomina di 'Re delle quattro regioni', ovvero della totalità del mondo."
[*evidenzato da parte mia]

Sulla mia interpretazione di quei due corpi celesti come i pianeti Giove e Saturno in congiunzione doppia tra i primi di gennaio e la fine di luglio del 2230 a.C. (cfr. grafici qui sopra a destra) rimando ad un mio post precedente del 15 ottobre 2009. Di quel post in italiano, ma dal titolo in inglese The puzzling Naram-Sin's victory stele, mi piace riportare qui la conclusione:

"Detto in altre parole, la scena riportata nella stele rappresenta l'unzione divina (celeste, cioè astronomica) di Naram-Sin ad opera della congiunzione Giove-Saturno del 2230 a.C., una sorta di sua elezione e proclamazione a messia degli accadi.
Anche se, ironia della storia, il grande impero che si estendeva dall'Anatolia e dalle coste del Mediterraneo fino al Golfo Persico e all'altopiano iranico sopravviverà a Naram-Sin meno di cinquant'anni. Com'è successo del resto altre volte nella storia ad imperi e Reich già ritenuti millenari."

martedì 7 giugno 2011

In 1979 the Mahdi was coming .... - ovverosia - Nel 1979 stava per arrivare il Mahdi ...

Dopo aver letto sia il libro di Imposimato-Provvisionato (Attentato al papa, chiarelettere ed., 2011) che quello di Ansaldo-Taskin (Uccidete il papa, Rizzoli, 2011) con le loro differenti conclusioni sui possibili mandanti dell'attentato del 1981 a papa Giovanni Paolo II, mi è tornato in mente un brano dell'autobiografia di Mehmet Ali Agca (La mia verità, Newton 1996) che - alla luce di quanto ho già scritto qui sulla congiunzione Giove-Saturno tripla del 1981 - mi porta a propendere più per le conclusioni di Marco Ansaldo e Yasemin Taskin che per quelle dell'ex-giudice F. Imposimato e Sandro Provvisionato. Ma andiamo con ordine.

E' noto che l'ex-magistrato è uno dei più tenaci sostenitori della c.d. pista bulgara, secondo la quale committenti dell'attentato sarebbero stati i servizi segreti della Bulgaria allora comunista, che agivano a nome e per conto del vertice politico e del Kgb dell'URSS e che - servendosi dei destrorsi Lupi grigi turchi - volevano contrastare il papa polacco ed il sindacato Solidarnosc. In questo quadro si inserirebbero anche non solo il rapimento delle due ragazze sparite nel 1983 (Mirella Gregori ed Emanuela Orlandi), ma anche la strage del 1998 in Vaticano (morte violenta di Alois Estermann, che sarebbe stato una spia al servizio della Stasi della ex Repubblica Democratica Tedesca o DDR, della moglie venezuelana Gladys M. Romero e del vicecaporale della Guardia svizzera Cédric Tornay).
Il giornalista di Repubblica Ansaldo e la giornalista turca Taskin contestano la ricostruzione e l'attivismo di Imposimato, che non fornirebbe prove definitive di quel che con grande foga asserisce (ad esempio che Estermann sarebbe stato una spia della DDR), e - scartate oltre alla pista bulgara anche, per insufficienza di prove, varie altre piste (della CIA, della mafia, quella polacca e quella vaticana o interna) - concludono che il poco professionale attentato sarebbe proprio quel che è più semplice pensare, un piano nato e sviluppato in Turchia nell'ambiente dei Lupi grigi di estrema destra, radicati nell'ultranazionalismo, nel fondamentalismo religioso e con forti legami con il c.d. 'Stato profondo' turco.
Dicevo che, conclusa la lettura di questi due libri, mi è tornato in mente un brano del libro che Agca scrisse nel 1996 con l'aiuto della giornalista A.M. Turi, La mia verità. Alle pagine 49, 50,51 di tale volume si legge un brano che, secondo me, riporta il momento iniziale in cui l'idea dell'attentato al papa fu messa nella testa dell'allora ventunenne M. Ali Agca, unitamente a quella che lui poteva candidarsi al essere l'atteso Mahdi:
Novembre 1979. Mentre sono in carcere [per il concorso nell'omicidio del direttore del 'Milliyet'], all'improvviso apprendo una notizia inaudita per la Turchia. Il papa avrebbe compiuto una visita nel Paese. L'annuncio è del 18 novembre 1979. E' una decisione insolita anche per quanto riguarda la diplomazia vaticana perchè, come avrei appreso in seguito, le visite del papa sono programmate e concordate con mesi di anticipo tra la Santa Sede e i paesi ospitanti.
Il giorno dopo sto parlando con un prigioniero chiamato Ali Bilir, un semplice idealista accusato di aver ucciso un povero musulmano di un gruppo estremista. Io e Ali Bilir eravamo stati arrestati e torturati dalla polizia politica nello stesso periodo. Io avevo denunciato davanti alla stampa che un uomo di nome Ali Bilir veniva ancora torturato, e così Ali Bilir aveva evitato ulteriori torture nutrendo riconoscenza verso di me.
Dopo un misterioso segnale che mi comunica che devo compiere un attentato al papa, ecco, arriva il signor Ali Bilir che mi sussurra:
"Fratello Agca, io ho una strana sensazione, una premonizione, e cioè che tu sparerai al papa."
Io gli chiedo:
"Come lo sai, Ali?"
Risponde:
"Non me lo so spiegare. Ormai siamo alla fine di tutto. Sta per arrivare il Mahdi", dice Ali Bilir, e il discorso finisce così."

Apprendo dalla nota 5 di p. 51 e da qualche altra telematica informazione che - "secondo l'esegesi sciita del Corano, ma anche secondo il parere di sciiti e sunniti riguardo ad alcuni detti tradizionali di Maometto relativi agli avvenimenti della fine dei tempi" - il Mahdi è "colui che apparirà sulla Terra per la salvezza dell'uomo e per instaurare l'impero di Allah" e che il ritorno del Mahdi è com'è per i cristiani la parousia, il ritorno di Cristo sulla terra.
Anche i segni del cielo (che ovviamente non potevano essere diversi da quelli della venuta di Cristo) indicavano che il tempo del Mahdi stava venendo ed era quasi maturo: come già si poteva vedere nel cielo notturno, a Giove non mancavano che 17°-18° per raggiungere Saturno (il "misterioso segnale" di pag. 50, ?!) e dar vita alla congiunzione G-S tripla del 1981, quella della nuova pienezza dei tempi. E' questo - secondo me - il momento in cui a Mehmet Ali Agca incomincia a balenare l'idea di essere proprio lui il Mahdi che stava per tornare, chiamato ad una missione di liberazione e di salvezza per l'umanità. Ecco perchè, ad un certo futuro punto di elaborazione, Agca incomincerà a sostenere di essere proprio lui un novello Gesù Cristo, ... ...

Come si vede, anche se ancora mancano tutti gli elementi e le informazioni per arrivare ad una sistematizzazione dell'interpretazione dell'attentato del 1981 e degli avvenimenti successivi (rapimento delle ragazze, Estermann ...), vi sono oggettivi riscontri per pensare che l'assai misterioso evento del 1981 possa avere anche una lettura ... metafisico-religiosa, oltre che politico-economica.

mercoledì 16 giugno 2010

Quanto ho scritto!! ... I miei posts sui google-groups

Con una semplice ricerca all'interno dei Google-Groups (ricerca che ciascuno di voi può fare, ad esempio ponendo come parole chiave della ricerca "congiunzioni giuseppe giove" e simili) ho visto che dal 2002 ad oggi ho scritto qualcosa come 3600 messaggi, con una media di circa 1,3 post/giorno. Eppure mi pare ieri che ho iniziato a partecipare alle discussioni o che ho preso il coraggio di aprire io stesso dei threads!

Per lasciarmi conoscere meglio e darvi un'idea della mia mappa cognitiva in questi anni (per lo più occupati dagli interessi e dalle ricerche di cui al presente blog), riporto la distribuzione con il numero di questi messaggi per ciascuno dei principali news-group o forum di discussione ai quali ho partecipato o sto tuttora partecipando:

it.cultura.religioni (599 messaggi)
it.scienza.astronomia(474)
it.cultura.storia.moderato(380)
it.cultura.religione.cristiani(320)
it.cultura.classica(209)
it.cultura.storia(180)
it.istruzione.scuola(162)
it.cultura.filosofia.moderato(152)
it.cultura.filosofia(125)
it.cultura.libri(115)
it.cultura.linguistica(94)
it.scienza.astronomia.amatoriale(85)
it.cultura.ebraica(80)
it.scienza.fisica(76)
it.cultura.ateismo(74)
it.discussione.misteri(60)
it.politica(35)
it.cultura.linguistica.italiano(34)
it.cultura.cattolica(31)
it.scienza.matematica(25)
it.cultura.letteratura.italiana(21)
it.scienza(21)
... ...
...

Le varie migliaia di messaggi di cui sopra possono dare un'utilissima panoramica - ai miei lettori più recenti - su quanti e su quali ambiti il nuovo paradigma interpretativo faccia o contribuisca a far luce e nell'arco di quanti millenni. Buona lettura a tutti.

mercoledì 9 giugno 2010

Du waltest hoch am Tag' ... Saturnus Sohn !

E' questo l'inizio di una poesia di Hoelderlin dal titolo e dal contenuto molto significativi per i miei studi, oltre che per quelli a suo tempo condotti da Heidegger e da Nietzsche (di cui H. era il poeta preferito). Si tratta precisamente di Natur und Kunst oder Saturn und Jupiter (questo è il titolo esatto), che ho trovato alle pagine 17o-173 (testo in tedesco a fronte) di un bel libricino della BUR, Friedrich Hoelderlin, Poesie, Milano 2009.

Rivolgendosi a Giove, dice il poeta in questa prima strofa dell' ode:

Du waltest hoch am Tag' und es bluehet dein
Gesetz, du haelst di Waage, Saturnus Sohn!
Und theilst di Loos' und ruhest froh im
Ruhm der unsterblichen Herrscherkuenste.

cioè (con piccoli ritocchi rispetto alla traduzione BUR)

Regni alto nel giorno e fiorisce
la tua legge, tu reggi la bilancia, figlio di Saturno!
E spartisci le sorti e lieto riposi
nella gloria delle immortali arti del dominio.

Per capire l'importanza di questa strofa bisogna riflettere sul fatto che Natur und Kunst oder Saturn und Jupiter è un'ode datata tra la fine del 1800 e l'inizio del 1801 ["Composta al più tardi all'inizio del 1801, quest'ode, tra le più significative e complesse di Hoelderlin, ..", nota n. 34, p.170, op. cit.] e che proprio in quel periodo stava maturando una nuova congiunzione - guardacaso e per l'appunto - proprio tra i pianeti Giove e Saturno, congiunzione quasidoppia che si sarebbe poi manifestata appieno nei primi sette mesi del 1802.

Già il senso del primo verso di questa strofa, Giove che regna alto nel cielo diurno (nel quale cielo doveva comunque, necessaria-
mente, essere invisibile), è importante perchè permette di spostare la datazione di quest'ode all'estate 1801, precisamente al mese di agosto di quell'anno.

E' infatti in questo periodo, precisamente intorno all' 8 agosto 1801 (si veda il grafico riportato dietro il titolo del blog), che Giove - che si trova ormai solo a poco più di 10° da Saturno - sorge 'perfettamente' allineato al Sole, rimanendone naturalmente occultato per tutto il giorno a causa della potenza luminosa di quest'ultimo.

Altro motivo d'importanza di questa strofa e di tutta l'ode è che esse dimostrano quanto Hoelderlin fosse iniziato a riconoscere i segni e gli eventi der unsterblichen Herrscherkuenste, cioè delle immortali arti del dominio, anche quando/mentre questi sono/erano invisibili. La qual cosa attesta, a parer mio, una tradizione di iniziazione tra i poeti ed i letterati dell'idealismo e del romanticismo tedeschi.

Bella e significativa è anche la conclusione dell'ode, ove il poeta si assimila a Giove/Zeus appellato ora Cronio in quanto figlio di Kronos/Saturno, ovvero Sohn der Zeit:

Dann hoer' ich dich, Kronion! und kenne dich,
Den weisen Meister, welcher, wie wir, ein Sohn
Der Zeit, Geseze giebt und, was die
Heilige Daemmerung birgt, verkuendet.

vale a dire

Allora ti odo, Cronio! e in te conosco
il maestro saggio che, come noi, figlio
del tempo, dà leggi e, quanto
il sacro crepuscolo nasconde, annuncia.

Quanto il crepuscolo nascondeva in quell'estate 1801 e l'invisibilità di Kronion (e del padre Kronos) invece annunciava era naturalmente la loro prossima congiunzione G-S che, come detto, si verificò tra il gennaio ed il luglio 1802, nella costellazione del Leone (cfr. diagrammi del grafico).

Direi che già la strofa iniziale e quella finale di quest'ode (che sarebbe un po' troppo lungo commentare qui per esteso) spiegano appieno ed esemplarmente i motivi dell' interesse di Heidegger per la poesia di Hoelderlin nel quadro dei suoi studi sulla Seinsgeschichte, storia legata - questo il fondamento della nuova ermeneutica storico/filosofica, qui pienamente confermato - proprio alle congiunzioni tra i pianeti Giove e Saturno.

venerdì 11 dicembre 2009

La mia fenomenologia e quella di Husserl

Poichè in qualcuno degli ultimi post ho parlato delle mie tesi dicendo che esse si basano su e includono una fenomenologia delle congiunzioni Giove-Saturno, avendo ora letto qualcosa di Husserl volevo precisare che nel mio caso *non* si tratta di transzendentale Phaenomenologie, ma di fenomenologia strettamente fisico-matematica di quel fenomeno astroNomico; diciamo pure - e forse meglio, cioè più appropriatamente - di fisica di quell'importante fenomeno planetario osservato e registrato sin dall'antico Egitto (e fors'anche dall'antica Cina).

Questa precisazione si rende necessaria perchè ho letto dei brani di Husserl di definizione della fenomenologia dai quali si deduce che nella sua visione questa disciplina aveva una forte connotazione soggettiva e psicologica, mentre io al contrario nello studio di quel particolare fenomeno che ho identificato come l'ente base della metafisica ho adottato un criterio rigorosamente oggettivo e scientifico nel senso proprio della scienza moderna, galileiana.

Scriveva ad esempio Husserl [La storia della filosofia e la sua finalità, Città Nuova ed., Roma 2004, p. 9]:
La fenomenologia è "una scienza nuova ... omnicomprensiva del conoscere in generale da intendere nel senso più ampio, nella quale viene messa teoreticamente in questione la totalità delle strutture della percezione, del ricordo, della libera fantasia, per quanto possano essere primitive, allo stesso titolo di ogni forma di teorizzazione scientifica aprioristica ed empirica.

Ma - aggiunge Husserl - in ultima analisi verremmo sospinti ancora oltre. Chi se la sentirebbe di separare la soggettività conoscitiva dalla soggettività che ha dei sentimenti, delle tendenze, dei desideri, delle volizioni, che compie delle azioni, dalla soggettività che, in senso superiore e inferiore, valuta ed è attivamente operante secondo scopi?".

E' evidente che qui c'è un atteggiamento troppo personale e soggettivo nell'approccio allo studio dei fenomeni, contrastante secondo me con quello oggettivo postulato dalla scienza moderna. Che è poi quello da me adottato nello studio e nelle descrizioni delle congiunzioni G-S riportate nelle Appendici I-II-III-IV-V del mio "Congiunzioni Giove-Saturno e storia giudaico cristiana".

martedì 27 ottobre 2009

Triumphus Tertius - Hypnerotomachia Poliphili

Sono finalmente in grado di farvi vedere l'immagine del Triumphus Tertius dell' Hypnerotomachia Poliphili di cui vi avevo parla-
to qualche tempo fa: è quella qui sotto (tratta da H.P., Adelphi ed., vol. I, Milano 2006, pp. 170-171) ove si riconoscono agevolmen-
te sei unicorni che trainano un carro sul cui ripiano è seduta "una splendida ninfa". Secondo i commentatori dell'opera si tratta di Danae, la figlia di Acrisio, re di Argo, che il padre - per proteggerla - chiuse in una torre; ostacolo per superare il quale (e possedere la fanciulla) Giove si trasformò in una pioggia d'oro.



"Seguiva il terzo, divino carro trionfale con quattro mobili ruote simili in ogni particolare a quelle precedenti: erano di crisolito etiopico, fiammeggiante di auree pagliuzze ... Le sue lastre, applicate intorno nel modo suddetto, erano di verde eliotropia di Cipro punteggiata di minute gocce sanguigne, che dà potere sugli astri celesti, rende invisibile chi la porta e dona la divinazione. ... ... Il carro era trainato in pompa magna da sei fierissimi mono-
ceri dalla fronte cornuta ... Li cavalcavano sei verginelle, nei modi e col fasto delle altre: avevano abiti d'oro .. Sul piano del carro, al centro, era posto un prezioso seggio di diaspro verdeg-
giante, eccellente se unito all'argento, soccorrevole alle parto-
rienti e medicina dell'uomo casto. ... ... Vi sedeva a suo agio una splendida ninfa sontuosamente vestita d'oro tessuto in seta azzurra, .. Manifestava il piacere amoroso nell'atto di ammirare l'abbondanza dell'oro divino nel suo grembo, tra solenni onori e festosi applausi, come negli altri trionfi: sedeva con le folte chiome fluenti sul dorso, incoronata da un diadema d'oro tempestato di pietre multiformi." (da H.P. Adelphi cit., vol. II, pp. 181-182).

Come approfonditamente spiegavo nel precedente post sull'erme-
tica opera rinascimentale, post cui rimando per spiegazioni detta-
gliate sull'aspetto astronomico, l'interpretazione che io dò di questa immagine è che essa sia un modo cifrato, allegorico, di spiegare che una congiunzione Giove-Saturno multipla (tripla/
doppia) [allegorizzata qui "dalla splendida ninfa" Danae] arriva sempre preceduta, 'trainata', da una lunga serie di congiunzioni Giove-Saturno singole [allegorizzata qui dal traino dei sei "fierissimi monoceri", monokeros].

Quando, ad esempio, tra circa 230 anni tornerà la prossima congiunzione G-S tripla, a cavallo degli anni 2238-2239, essa sarà stata preceduta da ben 12 (dico dodici) congiunzioni G-S singole (cioè da dodici 'unicorni') tutte quelle verificatesi dopo la precedente G-S tripla, avvenuta nel 1981.

Significato perfettamente corrispondente a quello del terzo trionfo ritengo abbiano anche gli altri tre Triumphi che precedono e seguono il terzo, caratterizzati da immagini allegoriche diverse ma da struttura identica a quella del terzo trionfo.