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giovedì 9 agosto 2018

Das GEDEIHEN und SPRECHEN DER DINGE DES DENKENS - GA98 (Anm. VI)

Il prossimo Vorbeigang des Seyns, cioè il prossimo ritorno della fenice
ovvero la prossima congiunzione Giove-Saturno _tripla_ avverrà tra
220 anni: precisamente (cfr. diagrammi) a settembre del 2238 e a
gennaio e marzo del 2239 (nella costellazione, nel Gegend dei Gemelli)
[click on to enlarge]
"Langer Geduld bedarf es, bis die Dinge des Denkens auch nur beginnen, zu gedeihen. Einer noch laengeren aber, die ueber unsere Lebenszeit hinauslangt, bis sie so beachtet werden, dass sie aus ihrem Eigenen sprechen.
 Wer das nicht weiss und nicht wissend vollbringt, sollte sich nicht mit dem Denken einlassen."
[aus: M. Heidegger, GA98, 7]

venerdì 3 giugno 2016

Il PERMANENTE e la DETERMINAZIONE della COSA

Kant: "Tutti i fenomeni [le cose] contengono il permanente (sostanza) come l' oggetto stesso, ed il mutevole come sua semplice determinazione, ossia come un modo in cui l' oggetto esiste" [da Critica della ragion pura, A182]

Heidegger: "Si ripresenta il pensiero che la determinazione della cosa di essere sempre un 'questo'  è solo 'soggettiva' , giacchè dipende dal luogo e dal tempo in cui il soggetto di volta in volta fa esperienza della cosa.

[entrambe le citazioni sono tratte da M. Heidegger, La questione della cosa, Mimesis 2011, p. 36 e p. 31 - in ted. Die Frage nach dem Ding, GA41]
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Spero che queste citazioni vi aiutino, cari amici, a capire perchè una congiunzione Giove-Saturno fenomenologicamente appare a volte come singola e a volte come multipla (tripla o doppia). Tutto dipende da dove si trova la Terra (cioè noi osservatori) al momento della congiunzione G-S eliocentrica. Che sarebbe poi, quest' ultima, il noumeno kantiano ovvero la cosa in sè.

martedì 22 marzo 2016

Das Denken haelt sich IN DER GEGEND auf ..

Uno dei termini della criptica prosa heideggeriana che, dai tempi di Sein und Zeit (§22-24,  70) e per circa un quarantennio, ha dato più filo da torcere ai traduttori del filosofo svevo è indubbiamente die Gegend (Gegnet nella forma arcaica), termine che in italiano è stato di volta in volta reso con la contrada (contrata), i paraggi, la prossimità, regione (marca, ...

Stimolato anche dal volume Der andere Heidegger, Ueberlegungen zu seinem spaeteren Denken di Ute Guzzoni, V.K.A., Freiburg 2009 (acquistato di recente, proprio a Friburgo), ho approfondito un po' la questione sui vari testi di Heidegger ove il vocabolo ricorre con più insistenza e dalle meditazioni conseguenti ho maturato la convinzione che ora vi dico. Secondo me con il termine Gegend  Heidegger si riferisce ermeticamente alla costellazione zodiacale nella quale Ereignisse ed Enteignisse avvengono, cioè a quella singola parte dell'intera fascia stellare zodiacale (da lui chiamata "Gegend aller Gegenden") nella quale di volta in volta avviene una certa congiunzione Giove-Saturno, da lui variamente chiamata: Versammlung, das Versammeln, das Dingen/Versammeln der Dinge, Zusammengehoeren, Zueinandergehoeren, Geschenk, ...

Divengono con ciò chiare, meines Erachtens. espressioni del tipo:

* "Gegenden werden nicht erst durch zusammen vorhandene Dinge gebildet, sondern sind je schon in den einzelnen Plaetzen zuhanden." [Sein und Zeit, § 22]

* "Das Besorgen des Daseins, dem es in seinem Sein um dieses Sein selbst geht, entdeckt vorgaengig die Gegenden, bei denen es je ein entscheidendes Bewenden hat. Die vorgaengige Entdeckung der Gegenden .. ..." [Sein und Zeit, § 22]

* "Andeutend gesagt, ist die Gegend als das Gegnende die freigebende Lichtung, in der das Gelichtete zugleich mit dem Sichverbergenden in das Freie gelangt." [Das Wesen der Sprache, 197]

*  "Der Ort oeffnet jeweils eine Gegend, indem er die Dinge auf das Zusammengehoeren in ihr versammelt.
Im Ort spielt das Versammeln im Sinne des freigebenden Bergen der Dinge in ihre Gegend." [Kie Kunst und der Raum, it. L'arte e lo spazio, p. 30]

L'ora è ormai tarda e perciò chiudiamo qui, ma vi prometto che su questi argomenti e sul 'versammelnder Charakter der Orte' torneremo presto. 

martedì 14 gennaio 2014

The THING IN ITSELF in summer 1782 happened in the constellation of Sagittarius

Erklaerung des raetselhaften X des Dings an sich: das Ding heliozentrisch im Sommer 1782
(Tierkreis-Sternbild des Sagittarius/Schuetzes)

domenica 13 ottobre 2013

Das DING FUER KANT (1762, Kants monokeros) und das DING AN SICH


The single Jupiter-Saturn conjunction which occurred on March 18th, 1762, in the Pisces-constellation,
seen from the Earth 

The Jupiter-Saturn conjunction which _heliocentrically_ occurred on February 23rd, 1762, in Pisces-constellation

mercoledì 15 febbraio 2012

Die zweite Kehre i.e. Astronomical Basis of the second Turn

Come ho riportato più volte in questo blog, il periodo medio delle congiunzioni tra i pianeti Giove e Saturno è 19.859 anni, ovvero 19 anni e 314 giorni. Ciò significa, partendo da un allineamento tra i due pianeti, che dopo 19 anni e 314 giorni Giove - che è più vicino ed ha maggiore velocità angolare di Saturno - avrà superato quest'ultimo di un giro (360°) e sarà di nuovo allineato con esso.Ovviamente a metà di questo tempo, cioè 9 anni e 339.5 giorni, l'angolo di cui Giove avrà sopravanzato Saturno sarà della metà di 360°, cioè di 180°. Il che significa che mentre uno dei due pianeti sta sorgendo ad est, l'altro sta tramontando ad ovest, con la conseguente impossibilità di vederli emtrambi contemporaneamente (ciò anche senza considerare l'ulteriore problema derivante dall'intensa luminosità diurna, solare).
Ebbene, nell'autunno del 1949 - quando Heidegger stava preparando i testi per le conferenze di dicembre a Brema - stava maturando ed era ormai imminente proprio questa situazione: si era infatti a circa 10 anni dalla epocale congiunzione G-S tripla del 1940-41 (cfr. articoli precedenti). Ad esempio al 21 ottobre del 1949 nella zona di Friburgo Saturno sorgeva intorno alle 03:00 della notte e tramontava alle 16:00, mentre Giove sorgeva alle 14:00 e tramontava alle 22:30. Ciò significa che essi erano presenti contemporaneamente nella volta celeste sopra Friburgo solo dalle 14 alle 16, resi però invisibili dall'intensa luminosità diurna, solare.
Ma sentiamo cosa disse - alludendo all'imminenza di questa Kehre astronomica - Heidegger al Bremen Club il 4 dicembre 1949, durante la sua conferenza "Die Kehre":
"Vielleicht stehen wir bereits im vorausgeworfenen Shatten der Ankunft dieser Kehre. Wann und wie sie sich geschicklich ereignet, weiss niemand. Es ist auch nicht noetig, solches zu wissen. Ein Wissen dieser Art waere sogar das Verderblichste fuer den Menschen, weil sein Wesen ist, der Wartende zu sein, der des Wesen des Seins wartet, indem er es denkend huetet. Nur wenn der Mensch als der Hirt des Seins der Wahrheit des Seins wartet, kann er eine Ankunft des Seinsgeschickes erwarten, ohne in das blosse Wissenwollen zu verfallen."
In quei giorni, come detto, i due pianeti erano poco visibili e mai contemporaneamente: Saturno solo dall'una di notte all'alba, Giove dal tramonto alle 20:00 ca. La loro distanza angolare era ormai di 132° e continuava ad aumentare verso i 180° al ritmo di circa 1° alla settimana.
Das Ding als Ding ungewahrt, wahrlos. Ereignis des Einblickes, wenn nur einen Blick wir Menschen von uns aus in das was ist werfen koennen. "Dass Welt sich ereigne als Welt, dass dinge das Ding, dies ist die ferne Ankunft des Wesens des Seins selbst."
Direi che i testi di queste quattro conferenze tenute da Heidegger a Brema dall' 1 al 4 dicembre 1949 e ripetute nel marzo 1950 al grande albergo/sanatorio Buehlerhoehe siano fondamentali - associati e decrittati in base al mio paradigma ermeneutico - per arrivare a comprendere appieno la filosofia e gli scritti del pensatore svevo.

Rimane confermato quel che ho già detto in precedenti articoli e cioè che il mio Congiunzioni Giove-Saturno e storia giudaico-cristiana è il naturale complemento di Essere e tempo, potendosi considerare a buon diritto come quella seconda parte del lavoro heideggeriano che il filosofo non volle o non seppe scrivere nel 1926-27.

Dovendo infine associare una data all'insieme del fatto astronomico (distribuito su molti mesi, anche del 1951) e delle ermetiche (ma ora chiare) considerazioni filosofiche dell' Einblick heideggeriano, proporrei di datare la seconda Kehre al 13 giugno 1950 (cfr. grafico), cioè nei giorni in cui il filosofo ripeteva più volte la prima delle conferenze dell' Einblick di Brema - Das Ding (6, 10 giugno) - e scriveva della Kehre al giovane studente H. Buchner (lettera del 18 giugno, non ancora da me letta).

domenica 30 maggio 2010

Die Frage nach dem Ding

Mi è dispiaciuto molto di non aver potuto partecipare in alcun modo al quinquennale Congresso internazionale kantiano che si è tenuto a Pisa la scorsa settimana. Ne sono stato tenuto lontano prima dalla stesura del De Seyn (preparato per il meeting annuale dell' Heidegger Circle americano), poi dal ricovero in ospedale e dalle successive, numerose visite di controllo, poi da una serie di altre questioni familiari e personali, infine dalla stesura di un Abstract per un altro congresso filosofico.

Il motivo di questo dispiacere è che, pur conoscendo io ancora poco l'opera complessiva di Kant, credo tuttavia di avere - come accennavo anche nel mio precedente post del 10 settembre 2009 ("Kant ed io") - delle precise risposte alla Dingfrage che Kant poneva nel suo capolavoro, risposte di cui qualche mese fa pensavo avrei potuto mettere a parte i partecipanti al Congresso kantiano internazionale.

Per non farla troppo lunga e per avere il tempo di giustificare meglio le mie affermazioni, anticiperò ora solo la mia impressione, che è poi la mia concreta linea di ricerca su Kant. Bene, io credo che - nonostante tutti i tentativi di filosoficamente generalizzare la cosa - le espressioni kantiane "Ding in der Erscheinung", "Ding an sich", "Ding fuer mich", ... abbiano tutte un'essenza ed un fondamento a-stro-no-mi-ci (sì avete letto bene a-stro-no-mi-ci) nel quadro dei massimi sistemi e delle tematiche trattate in questo blog e che questo sia il motivo per cui Heidegger si è tanto soffermato su Kant, prima di passare a Nietzsche, nei suoi tentativi di comprensione e di ricostruzione della Seinsgeschichte.

Ecco .. questo per il momento volevo dirvi e vi ho detto, pensateci un po' anche voi (soprattutto voi kantiani). Avremo comunque modo di riparlarne .. magari al prossimo congresso internazionale quinquennale. Sempre che qualcuno di voi non si faccia vivo per riflettere con me sulla Cosa.