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sabato 28 marzo 2026

CONGIUNZIONE GIOVE-SATURNO TRIPLA 1305-1306 in LIBRA e "TRE DONNE INTORNO AL COR MI SON VENUTE"

Grafici della congiunzione Giove-Saturno tripla
del 1305-1306
Come si vede dai diagrammi cartesiani longitudine'celeste-vs-tempo qui accanto riportati, tra il dicembre 1305 e l'agosto 1306 (nove mesi !!) fu visibilissima nel cielo serale e notturno una congiunzione Giove-Saturno tripla quasi perfetta: i tre allineamenti Saturno-Giove-Terra (cfr. i tre minimi della curva rossa, graduazioni sull'asse verticale di destra) furono visibili la notte del 24 dicembre 1305, quella del 20 aprile 1306 e nella sera del 19 luglio 1306, alle longitudini rispettive di circa 210° 45', 208° 03' (costell. della Bilancia/Libra) e 205° 59' (Virgo). Tutti valori questi che ciascuno può (far) verificare!! 
Eliocentricamente (cioè dal punto di vista del Sole), l'unico allineamento Saturno-Giove-Sole di questo fenomeno celeste uno e trino avvenne nella costellazione della Bilancia il 3 aprile del 1306  (cfr. grafici qui a destra), cioè esattamente 720 anni fa, 720 anni prima del Venerdì santo della Pasqua di quest'anno 2026. 
Così precisata la dinamica noumenica e la fenomenologia dell'evento astrale uno e trino illustrato, dirò che mi risulta strano ed inconcepibile che, in oltre 700 anni di studio della biografia di Dante e di esegesi delle sue opere, nessuno prima di me - né tra gli antichi né tra i moderni - abbia messo in evidenza l'importanza di questo evento astroNomico (cfr. mie relazioni ad Alma Dante 2021 ed Alma Dante 2023 di Ravenna) per capire e datare Tre donne intorno al cor mi son venute, tutto lo scambio in rima con Cino da Pistoia del 1305-1307, la canzone 'montanina' e la relativa lettera, l' abbandono del Convivio e del De vulgari eloquentia e perfino l' inizio o la ripresa dell' Inferno, cioè della Comedìa. 
 





martedì 12 dicembre 2023

La CONGIUNZIONE GIOVE-SATURNO TRIPLA 1305-1306 cantata da LAPO GIANNI

Ormai prossimo il Natale, è del tutto in tema con il periodo ricordare come il notaio Lapo Gianni dei Ricevuti, coetaneo ed amico di gioventù di Dante, cantò la messianica congiunzione Giove-Saturno tripla del 1305-1306 (quella per cui Dante scrisse la grande canzone Tre donne intorno al cor mi son venute, la canzone 'montanina', l' epistola IV, .. ...): 

Siccome i Magi a guida de la stella

girono inver le parti d'Oriente

per adorar lo Signor ch'era nato,

così mi guidò Amore a veder quella

che 'l giorno amanto prese novamente,

ond'ogni gentil cor fu salutato.

I' dico ch'i' fu' poco dimorato,

ch'Amor mi confortava: non temere,

guarda com'Ella vien umile e piana.

Quando mirai un po' m'era lontana:

allora m'afforzai per non cadere;

il cor divenne morto ch'era vivo.

Io vidi lo 'ntelletto su' giulivo

quando mi porse il salutorio sivo.

sabato 9 ottobre 2021

Fifteen 15 years ago ... THE PHOENIX UNVEILED !!

Fifteen years have now passed since that September 22nd-23rd, 2006, when I made known my discovery that the mythical animal bennu/phoenix was nothing else than the allegorical image of the rare multiple (triple/double) conjunction between the two giant planets of the solar system, Saturn and Jupiter, the old time god (the father) and the new one (the son).

It happened during the VI Annual Meeting of the S.I.A. - Società Italiana di Archeoastronomia which took place on Sept. 22-23, 2006 in Campobasso, Italy, at the Università del Molise, where I presented and discussed a lecture with the title:

"LA FENICE SVELATA, dimostrazione della natura astronomica di un mito millenario."  
 

Taken from the official ATTI del VI Congresso di Archeoastronomia, Storia dell' Astronomia Antica, Astronomia culturale e Astronomia Storica,

here are the 11 pages of my at-this-point historical lecture: 

http://archeoastronomia.altervista.org/wp-content/uploads/2019/07/SIA6_11.pdf  


Very soon after this congress I was then able to demonstrate that the phoenix had a complementary myth, i.e. the unicorn myth, concerned with the more common unique or single Jupiter-Saturn conjunction. 

The whole discovery I made then newly known in Liverpool in 2008 and in Berlin in 2009, at the F.I.E.C. (Federation International des associations d'Etudes Classiques) - Kongress. 

giovedì 9 agosto 2018

Das GEDEIHEN und SPRECHEN DER DINGE DES DENKENS - GA98 (Anm. VI)

Il prossimo Vorbeigang des Seyns, cioè il prossimo ritorno della fenice
ovvero la prossima congiunzione Giove-Saturno _tripla_ avverrà tra
220 anni: precisamente (cfr. diagrammi) a settembre del 2238 e a
gennaio e marzo del 2239 (nella costellazione, nel Gegend dei Gemelli)
[click on to enlarge]
"Langer Geduld bedarf es, bis die Dinge des Denkens auch nur beginnen, zu gedeihen. Einer noch laengeren aber, die ueber unsere Lebenszeit hinauslangt, bis sie so beachtet werden, dass sie aus ihrem Eigenen sprechen.
 Wer das nicht weiss und nicht wissend vollbringt, sollte sich nicht mit dem Denken einlassen."
[aus: M. Heidegger, GA98, 7]

venerdì 11 novembre 2016

Propongo di restringere il PERIODO ASSIALE .. (ovvero l' ACHSENZEIT definito da Karl Jaspers) al VI SEC. A.C.

Nella sua opera storica Vom Ursprung und Ziel der Geschichte (it. Origine e senso della storia) del 1949 il filosofo tedesco Karl Jaspers (1883 - 1969) individuò un periodo particolare - che definì 'Achsenzeit' ovvero 'periodo assiale', dall'800 al 200 a.C.- in cui per tutta l' umanità vi fu nel modo di pensare una vera e propria rottura con le epoche precedenti. E' un fatto che in quel periodo sia in India e Cina, che in Palestina, Iran e Grecia "si elaborarono quelle concezioni da cui si mosse il pensiero filosofico, i racconti mitici vennero sostituiti da principi morali e da dottrine religiose e spirituali, fu avviata la ricerca delle cause naturali dei fenomeni fisici". 
  [ https://it.wikipedia.org/wiki/Periodo_assiale  oppure, in tedesco,   https://de.wikipedia.org/wiki/Achsenzeit  ]

La mia idea al riguardo è che le osservazioni formulate da Jaspers sulla quasi contemporaneità di questi forti sviluppi presso popolazioni anche lontane siano senz'altro fondate e giustifichino la definizione di periodo assiale, ma che il periodo da lui indicato, sei secoli, seicento anni, sia un po' troppo lungo e si debba cercare di ristringerlo. A me sembra ad esempio che la parte veramente rilevante di questi seicento anni sia il VI secolo a.C. per i motivi che in parte illustravo nell'articolo precedente e che ora completerò.

Come ho scritto anche in precedenti occasioni, io credo che il gigantesco orologio cosmico costituito da Saturno e da Giove era attentamente osservato un po' dappertutto non solo per misurare lunghi intervalli di tempo (ca. 30, 20 e 12 anni, rispettivamente il periodo di Saturno, quello delle congiunzioni G-S e quello di Giove), ma anche per capire se il sistema planetario/solare era geocentrico oppure, contro le prime impressioni, eliocentrico. Credo fosse questa la grande Seinsfrage di quei secoli., quella da cui è partita tutta la storia dell'essere. 

Nel VI sec. a.c. si verificò una sequenza particolare delle congiunzioni Giove-Saturno, una sequenza che vide l'alternarsi di congiunzioni semplici e multiple (triple/doppie), nonostante il fatto che quelle semplici sono teoricamente e mediamente cinque volte più probabili di quelle multiple (quelle allegorizzate nell' immagine della fenice). Si ebbe infatti:


602 ac multipla(doppia) / 582 singola / 563-62 multipla(tripla) /

 543 singola / 523-22 multipla(tripla) / 503 ac singola


Vi è da considerare che mentre le congiunzioni G-S singole fanno pensare che il sistema planetario sia geocentrico (perchè avvengono con i due pianeti in fase di moto progressivo), l'unica spiegazione _razionale_ di quelle triple o doppie è che il sistema planetario/solare sia invece eliocentrico.
Ecco .. io penso che sia stata proprio la disputa su queste questioni ad essere - a partire dal VI sec. ac - elemento centrale dei dibattiti filosofico-religiosi in varie parti del mondo di allora. Il VI sec. aC è, guardacaso, anche il secolo della prigionia giudaica a Babilonia (importantissimo centro di osservazione astroNomica), nonchè quello della 'fioritura' in Grecia dei primi grandi filosofi presocratici (Anassimandro, Anassimene, Pitagora, Senofane, Parmenide ed Eraclito), quelli che per primi si posero il problema dell' essere.

Concludo - cari lettori - con una mia frase che vi invito a meditare pensandola detta nel VI - V sec. aC.:         L' eliocentrismo è e non può non essere; 
il non-eliocentrismo (il geocentrismo) non è e non può essere.



sabato 1 ottobre 2016

Seinsgeschichte, 523-522 a.C. - LO SPLENDORE DEL SIGNORE sopra Gerusalemme durante la COSTRUZIONE DEL SECONDO TEMPIO

The triple Jupiter-Saturn conjunction occurred in
the 
years 523-522 b.C.E. in the constellation Virgo
[click on the image to enlarge it]
Isaias 60, 1-2:
"Auf (Jerusalem), werde hell, denn dein Licht is da; die Herrlichkeit des Herrn strahlt ueber dir auf! Denn seht, die Erde bedeckt Finsternis und Wolkendunkel die Voelker, doch ueber dir strahlt der Herr, und seine Herrlichkeit wird ueber dir sichtbar."
[aus: Die Bibel, Weltbild GmbH, Augsburg 2006]
*        *        *
Isaia 60, 1-2:
"Lèvati (Gerusalemme), rivestiti di luce, poichè viene la tua luce, e la gloria del Signore risplende su di tè! Poichè ecco, le tenebre ricoprono la terra e l' oscurità avvolge i popoli, ma su di te risplende il Signore, la sua gloria appare su di te."
[da: La Bibbia, SanPaolo ed., Cinisemmo B. (MI) 1987]

giovedì 6 agosto 2015

L' EXCUSATIO NON PETITA ... di Heidegger in Besinnung - GA 66 - 1937/38

Leggendo, stampando e leggendo - da un file che ho trovato in rete - pagine in tedesco di Besinnung, il volume GA 66 di Heidegger (non ancora tradotto in italiano), mi sono imbattuto in una dichiarazione del pensatore svevo che - alla luce di convinzioni che son fatto di lui - mi sa tanto di excusatio non petita .. e di accusatio manifesta.

La dichiarazione si trova verso la fine del volume, nella parte biografica ov' egli riassume il suo percorso di ricerca fino al 1937-38, data di stesura appunto di Besinnung-Meditazione. In essa Heidegger sostiene che il suo percorso fino ad allora non era prestabilito, cioè noto in precedenza, ma che è stato una ricerca ad ampio raggio, che non ha escluso battute di arresto e piste errate. Ma sentiamo dalla sua voce/penna:

MEIN BISHERIGER WEG, auch nur genommen als Mittel neuer Besinnung und die Sicht und Deutung des Weges je abhaengig von der erreichten Stufe der Besinnung.
  Nie war dieser Weg vorausgewusst, sondern er blieb schwankend und umstellt von Rueckschlaegen und Irrgaengen.
  Aber immer wieder wurde das Suchen auf die eine Bahn gedraengt und zur wachsenden Klarheit gezwungen. Doch keine Stufe der Besinnung bekommt zu wissen, was eigentlich vor sich geht. Das Erfahrene und Versuchte bleibt immer nur die Dienstleistung fuer das ganz Andere, was eines Tages vielleicht sogar ein "Selbstverstaendliches" werden muss.

Ecco, io mi permetto di dubitare di quel che Heidegger afferma qui. La mia idea è che lui già tra il 1915-16 ed il 1920-21 si sia chiarito le idee sul vero ente metafisico e che poi la congiunzione Giove-Saturno singola del settembre 1921 gli sia servita come esperienza fondamentale e come Vorgriff-precomprensione di quel che di epocale doveva poi arrivare nel 1940-1941: la rara congiunzione Giove-Saturno tripla. 
Se non fosse stato così, non si sarebbe impegnato così a fondo in quelle ruminazioni ripetute degli anni 1937-38, come appunto Besinnung, Beitraege zur Philosophie, ... preparatorie delle altre seynsgeschichtliche opere del 1940-41, scritte quando infine il fenomeno poteva osservarlo comodamente e direttamente sera dopo sera e notte dopo notte, magari dalla baita di Todtnauberg.


domenica 18 maggio 2014

Just arrived .. HGA 95 - UEBERLEGUNGEN VII-XI (Schwarze Hefte 1938/39)

Ricevuti da poco (venerdì pomeriggio), come regalo di compleanno richiesto, i due volumi riportati nella scansione a lato, che sono:

I) il secondo volume degli Schwarze Hefte pubblicati in Germania in marzo, cioè il GA 95 - Ueberlegungen VII-XI contenente le riflessioni e meditazioni di Heidegger del periodo 1938-1939;

II) il volume di Peter Trawny, Heidegger und der Mythos der juedischen Weltverschwoerung, ovvero Heidegger ed il mito della congiura mondiale giudaica, anche questo uscito da poco presso lo stesso editore.

Come dicevo in un articolo precedente, io sono convinto di trovare nelle annotazioni dei Denktagebuecher (diari di pensiero) heideggeriani degli anni 1938-1941 una serie di verifiche alla mia teoria ermeneutica secondo la quale l'Essere, ai cenni del cui (da-lui-previsto) ritorno epocale Heidegger era attento e sensibile già nel 1926-27, quindi con quattordici anni di anticipo, era la congiunzione Giove-Saturno tripla che sarebbe poi avvenuta a cavallo degli anni 1940-1941, nella costellazione dell'Ariete.

E' questo il motivo per cui ho iniziato la lettura dei Quaderni neri dal volume/Band 96, relativo al periodo 1939-41, ed ora ho chiesto di ricevere il volume/Band 95, relativo al periodo 1938-39. Quest'ultimo periodo, nel quale sera dopo sera e notte dopo notte era ormai ben visibile a qualunque autentico osservatore e pensatore che Giove nel suo moto verso est stava per raggiungere Saturno, è anche il periodo in cui Heidegger compose Beitraege zur Philosophie (Vom Ereignis), cioè Contributi alla filosofia (Dall'evento), l'opera pubblicata postuma dopo oltre 50 anni, nel 1989. Come scriveva Franco Volpi nel 2007 nelle Avvertenze all'edizione italiana:

" Intorno a quest'opera postuma aleggia da tempo un'aura esoterica. Annunciata come il più importante di una serie di trattati inediti del 'secondo' Heidegger, se non come il suo vero magnum opus .. o la sua 'seconda opera capitale' .., essa custodisce i segreti del suo pensiero e fornisce le chiavi per accedervi. Nondimeno rimane, a parecchi anni dalla sua comparsa, ancora tutta da capire e da interpretare." 

Il libretto (106 pp.) di Peter Trawny, curatore della pubblicazione presso Klostermann dei tre volumi sui Quaderni neri (GA94, GA95 e GA96), l'ho preso perchè lui si sofferma ad esaminare approfonditamente le espressioni antisemite che vi sono contenute, chiedendosi se esse possano o no contaminare l'intera filosofia heideggeriana. Pare comunque che le sorprese postume da parte di Heidegger non siano finite con la pubblicazione di questi 3 volumi sintesi di 14 quaderni neri. Di questi ve ne sono infatti altri 20 che aspettano di essere pubblicati: 9 con il titolo Anmerkungen, 2 con il titolo Vier Hefte, 2 con il titolo Vigiliae, 1 Notturno, 2 Winke e 4 Vorlaeufiges.

Insomma, avete capito tutti, nello studio della filosofia di quello svevo sui generis che è Martin Heidegger il bello deve ancora venire. Io mi aspetto dalle presenti e future pubblicazioni niente di meno che la conferma apertis verbis della teoria ermeneutica da me intuita ormai da anni, basata sulla rilevanza di quel lumen naturalis (la Lampe di Moerike) costituito da Giove e Saturno in congiunzione.