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mercoledì 19 febbraio 2020

MEINE AUSLEGUNG des KANT'schen UNBEKANNTE = X, d.h. MEINE AUSLEGUNG DES KANT'schen NOUMENONs

Celestial heliocentric longitudes of Saturn (blue line) and Jupiter vs time:
 same values, i.e. heliocentric conjunction, on August 27, 1782
"Was ist hier das
Unbekannte=X, worauf 
Celestial geocentric longitudes vs time for Jupiter and Saturn.
Note for both planets the diminishing values caused by the (apparent)
retrograde motion due to the Earth rotation.
Geocentric conjunction on November 11, 1782
sich der Verstand stuetzt, wenn er ausser dem Begriff von A ein demselben fremdes Praedikat B aufzufinden glaubt, welches er gleichwohl damit verknuepft zu sein erachtet?"

[Kant, I.: Kritik der reinen Vernunft, A10/B 13]

Qui sopra, grafici con l'andamento in funzione del tempo delle longitudini celesti di Giove e di Saturno relativi alla stessa congiunzione G-S, quella del 1782, vista da Terra (il secondo grafico) e 'vista' dal Sole (primo grafico). Si notino sul secondo grafico le fasi di apparente moto retrogrado (valori delle longitudini in diminuzione) per entrambi i pianeti, provocate dalla rotazione terrestre. Vista da Terra la congiunzione planetaria avvenne il 5 novembre 1782.

Poiché noi - confinati sulla Terra - non possiamo sperimentare direttamente la vista dell' evento 'congiunzione' dal Sole, Kant parlò e teorizzò una presunta inconoscibilità del NOUMENO, cioè della Cosa in sé stessa o Ding an sich o Thing in itself

Questa a parer mio era una posizione totalmente pretestuosa (fondata, penso, su motivazioni religiose), da parte di uno come lui che aveva anche solide basi matematico-scientifiche e che certo non aveva alcuna difficoltà a pensare ed anche a simulare con dei calcoli un cambiamento di punti vista, di prospettiva, dalla Terra al Sole.   

L'abilità dialettica di Kant fu tale da presentare tutte le complicate formulazioni della sua Critica della ragion pura e dei suoi Prolegomena (entrambi significativamente pubblicati poco prima e poco dopo della congiunzione Giove-Saturno del 1782) come nientemeno che una Rivoluzione copernicana in campo filosofico, mentre al contrario la sua affermazione che sono conoscibili solo le cose che appartengono al dominio dell' apparenza, cioè i fenomeni, sembrano essere - e di fatto sono - solo un oscurantista tentativo di Restaurazione filosofica contro la vera e reale rivoluzione fisica di Copernico.

Ecco perché condivido totalmente quel che scrive il prof. Claus Beisbart nel suo articolo Philosophische Expeditionen ins Unbekannte: "Auffassungen wie die von Kant haben unseren Wissendrang aber kaum gebremst."


martedì 15 novembre 2016

HOW TO GET the MOST and the BEST from your visit to THIS BLOG

The apparent retrograde motion
of an external planet (Mars, Jupiter,
Saturn, ..) as seen from the Earth
in position 1, 2, 3, .. ...
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Clicking now on one of these labels, for instance Hoelderlin (23) , you get displayed on the screen all the articles having that label as keyword, in the example the 23 articles I wrote on Hoelderlin, his poetry, his influence on Heidegger, .. ... The same will obviously happen if you click on Geviert (16), Paolo di Tarso (12) and so on.

giovedì 2 ottobre 2014

October A.D. 34: the Appearance of the TACITUS' PHOENIX (Annals 6.28), i.e. one of the most important astroNomical events ever happened

La congiunzione planetaria tra Giove e Saturno che avvenne a cavallo
degli anni 34-35 nella costellazione del Leone
(congiunzione G-S eliocentrica il 28.12.34, ang.resid.=0°26'13")
At beginning of September, A.D. 34, the angular distance between Saturn and Jupiter had become less than 3° and during the whole month it continued to decrease. In these October days of 1980 years ago, the two planets seen from here, from the Earth, appeared in close conjunction in the constellation of Leo: the minimal angular distance was reached on October 5th and amounted to only 0°26'41" (less than a lunar diameter!)
Gaius Cornelius Tacitus (ca. 56-117)
Writing about eighty years after this event, the greatest of Roman historians Cornelius Tacitus (ca. 56-117) registered in his Annals, book 6, ch. 28):

28. With Paulus Fabius and Lucius Vitellius as consuls [A.D.34], after a long cycle of centuries the phoenix came to Egypt and afforded material to the most learned of the natives and Greeks for holding forth at length on that marvel. I am pleased to set out the points on which they agree and the many details which are in doubt but not inappropriate to know. Those who have portrayed its appearance agree that that animal is sacred to the Sun and that in its face and the uniqueness of its feathers it is different from the other birds. As regards the number of its years various accounts are recorded. .. ... ... These matters are uncertain and exaggerated by fabulous details; but that that bird is seen from time to time in Egypt is not in dispute. [Tacitus, tr. R. Martin, Aris ltd, 2001]

About a phoenix appeared in the last years of Tiberius' reign wrote also Pliny the Elder and Dione Cassius, giving both as year of the appearance A.D. 36. This error was due in my opinion to the fact that the Jupiter-Saturn conjunction of those years was indeed a multiple conjunction, i.e. a conjunction which lasted many months in both years A.D. 34 and 35 (what everyone can verify personally, see graphics above).
The enormous relevance of this astroNomical event is because its second close alignment Jupiter-Saturn (J-S) took place (see graphics) on 2-3 April, A.D.35, just some days before the Jewish spring-feast of Pesach. Moreover on April 6th the Moon occulted one of the two 'conjuncted' planets, Jupiter, and perhaps both.

I think everyone of you, my dear readers, can easily understand how important is this "appearance of the phoenix in A.D. 34 -35" for a scientific study (datation, essence, ...) of the religious belief based - among other things - on it: the Christianity.


lunedì 9 giugno 2014

La NEGATIVITAET e il CAPPIO DI SATANA

Possibili aspetti del moto retrogrado di un pianeta 
esterno visibile (Marte, Giove, Saturno)
Leggendo qualcosa sull' Auseinandersetzung di Heidegger con Hegel a proposito del concetto di Negativitaet mi stava venendo in mente che, molto probabilmente, la chiave interpretativa di come i due filosofi tedeschi trattano questo concetto va ricercata nello stesso ambito del cappio di Satana di alcuni passi delle Lettere di s. Paolo e cioè in ambito astronomico: precisamente nelle forme che può assumere la fase di apparente moto retrogrado dei pianeti esterni (due dei quali - Giove e Saturno - sono, come vado sostenendo ormai da anni, essenziali e fondamentali per la storia dell'essere). Dovrò approfondire .. !

domenica 26 giugno 2011

Perchè la prima e la terza delle Gratiae classiche mostrano _sempre_ il lato A, mentre la II _sempre_ il lato B ?!?

Come già accennavo nel post precedente, secondo me l'iconografia del gruppo delle Grazie classiche - quale ci viene trasmessa in modo praticamente fisso e costante da numerosissimi mosaici, bassorilievi, gruppi scultorei, monete, ... sparsi o comunque originari di Grecia, Turchia, Roma, nord Africa, .. - potrebbe rinviare, alludere alla fenomenologia di un fatto astroNomico ben preciso, osservato attentamente (dapprima in Egitto, ma poi in tutta l'area mediterranea e mediorientale) da almeno una quarantina di secoli: quello delle congiunzioni triple tra Giove e Saturno .

Come nei molti post di questo blog ho illustrato più volte, una congiunzione G-S geocentricamente tripla si      verifica quando, al momento della congiunzione G-S eliocentrica, la Terra viene a trovarsi interposta più o meno esattamente tra il Sole ed i due pianeti Giove e Saturno eliocentricamente congiunti.
Quel che si osserva da Terra (ed ora purtroppo si dovrà attendere fino al 2238-2239 per vederlo di nuovo dal vero) è una specie di balletto dei due pianeti che dura - nel cielo notturno - ben sette/otto mesi, con a)  Giove che supera una prima volta Saturno mentre entrambi si muovono di moto progressivo; b) un secondo allineamento mentre entrambi stanno muovendosi di moto (apparentemente) regressivo o retrogrado; c) un terzo superamento di Giove su Saturno quando entrambi i pianeti riprendono il moto progressivo e la tripla rara congiunzione G-S volge al suo termine.
Nell'ambito di un unico noumeno astronomico per dirla kantianamente (e si prenda nota!!! da Terra si osserva un triplice fenomeno, cioè un fenomeno che si ripete tre volte: la prima e la terza con i pianeti in fase di moto progressivo (le Grazie rivolte verso l'osservatore), la seconda - quella centrale - con i pianeti in fase di moto retrogrado (la Grazia centrale che mostra senza imbarazzo il suo bel lato B).
La conclusione, per ora provvisoria, è che _molto probabilmente_ le antiche Gratiae classiche hanno ancora molto da dirci, sebbene esse siano state relegate nella soffitta o nei sottoscala dell'antichità e sostituite da altri e diversamente caratterizzati simboli.

Forse vogliono parlarci di qualcosa di astroNomico e narrarci una parte del lunghissimo cammino  che l'eliocentrismo ha dovuto percorrere per affermarsi, delle lotte che ha dovuto affrontare  per liberarsi dalle circonvolute spire dei suoi oppositori.

sabato 18 giugno 2011

The phoenix and the Graces

The astroNomical situation you can see on the left is what in the ancient times was allegorized in the image of the bennu/phoenix.
For us today - after Copernicus, Galileo, Kepler and Newton - it is simple to visualize and graphically represent a planetary situation like that on the left, but it was not so twenty or more centuries ago when most people thought that the planetary system was geocentrical.
Do you remember the night dialogue in John's Gospel 3,3 between Jesus and Nicodemus? It has to do exactly with the said difficulty, to abstract from the perceptive reality of the planetary movements to gain, to reach the objective reality of the heliocentrical structure of the planetary system.

The triple conjunction between Jupiter and Saturn takes place when at the moment of the heliocentrical J-S conjunction our Earth will be on the line of that central alignment (point E) or in a circular sector of not more than about 30° (red sector on the figure). In this case the central alignment (the II al.) will be preceded and followed by two other alignments, as in figure.

I and III alignments happen during progressive motion of the planets, while on the contrary the II central alignment takes place during the apparent retrograde motion of the heavenly bodies. What - this is the new revelation I give today - was also allegorized in the group of the three Graces, two showing their front side and one, the central, showing its back side (side B).

I think it's enough for today, then I close sending friendly greetings to all my readers, wherever you are in the world. Bye bye.

mercoledì 24 novembre 2010

Moto retrogrado e peccato originale


Il moto retrogrado dei pianeti esterni all'orbita terrestre è quel fenomeno (apparente sappiamo oggi) che si
verifica quando la nostra Terra - su cui siamo noi osservatori - 'sorpassa' Marte o Giove o Saturno (pensiamo per ora solo ai pianeti visibili ad occhio nudo), cioè quando essa Terra attraversa la semiretta Sole-pianeta. Quando ciò si verifica, osservando il pianeta sera dopo sera, si noterà dapprima che esso si muove entro la fascia zodiacale delle costellazioni (stelle fisse) da ovest verso est, poi che - stranamente - sembra fermarsi rispetto alle stelle retrostanti e addirittura tornare indietro verso ovest (fase di moto retrogrado), poi sembrerà fermarsi di nuovo ed infine riprenderà il suo corso normale verso est (moto progressivo). La traiettoria apparente/fenomenica/empirica del pianeta osservato risulterà complessivamente avere la forma di una specie di esse 'S' (grafico qui sopra a sinistra) oppure, caso più raro, anche quello di un 'cappio' (come si vede qui sotto), il 'cappio' del diavolo ovvero il 'laccio del Maligno' di cui parla s. Paolo (2Tim 2,26).

L'entità di questo ritorno indietro in longitudine nel momento del sorpasso dipende naturalmente dalla distanza del pianeta da Terra: più il pianeta è vicino, maggiore sarà l'ampiezza di questa oscillazione (Schwingung in teutonico). Essa risulta infatti circa 17° per Marte, circa 10° per Giove e circa 7° per il più lontano Saturno (El).


Bene. Questa cosa che a noi moderni - convinti della struttura eliocentrica del sistema planetario solare - sembra oggi del tutto ovvia e naturale (vedi spiegazione grafica ora dietro al titolo), appariva invece agli antichi - convinti che la Terra fosse al centro di tutto il cosmo - altamente dissonante da un punto di vista cognitivo, perchè i due punti di apparente stazionarietà (punti 3 e 5 del grafico, punti di 'morte' del moto, pianeta fermo) con la intermedia fase di moto retrogrado introducevano una contraddizione, un difetto, una pecca in un meccanismo, un disegno, un progetto che sarebbe sembrato altrimenti perfetto.

Una cosa del genere non poteva naturalmente far parte dell' 'intelligent design' di un divino creatore, le cose dovevano essere in realtà diverse, e se Dio aveva posto l'Uomo in un punto, su un pianeta, da dove vedeva cose distorte ed impossibili, strane, dove oltretutto sperimentava problemi di tutti i tipi (fame, malattie, male, ...), ciò non poteva che essere dovuto al fatto che Egli era stato cacciato da un luogo beato, pacifico e tranquillo, il Paradiso, dove poteva godere della corretta vista su tutto il creato, regno dei cieli (sistema planetario) incluso, per sue mancanze, per suoi peccati, per avere - Lui e la sua compagna - contravvenuto ai comandamenti divini, soprattutto a quello di non mangiare il frutto dell'albero della conoscenza.

La trovata teologica della tradizione ebraica e cristiana (non so ancora se il concetto di peccato originale è presente anche nell'islam) è stata insomma quella di convincere l'Uomo, di dire all'umanità, che era colpa sua di tutto quel che non andava come desiderato e come atteso, sia sulla Terra che in cielo, nei moti planetari. Ecco il peccato originale, la cacciata dal Paradiso, la conseguente caduta sulla Terra, l'inevitabile cambiamento del punto di vista (ovvero della prospettiva delle visuali). Siamo con ciò proprio al  prospettivismo, per dirla niccianamente. Ma questa è già un'altra storia, più moderna.

giovedì 29 aprile 2010

La congiunzione G-S tripla del 411-412

Quando un giorno la storia dell'Essere, sì proprio la Seinsgeschichte (vagamente) intuita da Heidegger, sarà stata compiutamente scritta, la congiunzione Giove-Saturno tripla che avvenne a cavallo degli anni 411-412, sullo sfondo della costellazione dei Gemelli, vi figurerà come uno degli eventi più significativi dai tempi di Naram-Sin sino ad oggi. [Anche perchè d'ora in poi vi saranno oltre 2 secoli di congiunzioni tutte singole].

Come si vede dai diagrammi riportati qui sotto, il primo allineamento tra l' Antico di giorni (cioè il 'signore degli anelli' Saturno) e quello che veniva più speditamente, come Figlio d'uomo [cfr. libro di Daniele], cioè Giove, avvenne il 29 agosto 411. Muovendosi poi, al momento del sorpasso da parte della Terra, entrambi i pianeti di moto apparentemente retrogrado, Giove passò alla destra del 'padre' Saturno il 1° novembre sempre del 411 e vi restò per circa quattro mesi e mezzo.

Tornati entrambi i pianeti nella fase di moto progressivo, il gigante del sistema planetario tornò a sinistra del pianeta degli anelli, per il terzo ed ultimo allineamento, il 13 marzo 412. Dopodichè se ne allontanò sempre più e non l'avrebbe incontrato di nuovo che vent'anni dopo (cioè al tempo del III concilio ecumenico, quello di Efeso, 431), ancora vent'anni dopo (IV concilio ecumenico, Calcedonia 451), .. ..

I motivi per cui questa congiunzione G-S tripla del 411-412 sarà ricordata nella storia dell'Essere sono diversi. Innanzitutto perchè erano passati ormai quasi ottant'anni dalla precedente G-S tripla del 332-33 ("nova Roma visa phoenice felicioribus auspiciis condita est ..") e circa cento da quella (singola) vista da Costantino come favorevole segno celeste alla vigilia della battaglia di Ponte Milvio (ottobre 312), poi perchè questa del 411-12 è la prima G-S tripla dopo che Teodosio (immagine a sinistra) vent'anni prima ha elevato il cristianesimo a religione dello stato romano ed avviata la legislazione contro il paganesimo.

Essa segna anche l'anno di passaggio (412) tra il vescovado di Teofilo e quello del nipote Cirillo, che dell'integralismo fa una sua bandiera a tal punto che anche Ipazia ne sarà vittima nella primavera 415.

Iniziato sotto tali auspici e segni di celeste benevolenza, il governo di Cirillo dell'influente Chiesa alessandrina si protrarrà per trentadue anni, nel clima infuocato della cosiddetta controversia cristologica (sul tipo e numero delle nature di Cristo).

Nella conferenza del 14 aprile scorso, il prof. Giorello criticò quanto attribuito ad Ipazia nel film, cioè ella fosse arrivata alla concezione eliocentrica del sistema planetario, dicendo che a suo parere si trattava di una esagerazione del regista che voleva fare dell'astronoma alessandrina quasi un Copernico o un Galileo in gonnella. Io penso invece che il regista avesse ragione e che alla base del vero e proprio odio di Cirillo per Ipazia vi fosse anche quel che di fisico e di matematico Ipazia insegnava sull'insolito evento del 411-412, evento che invece - secondo me - il vescovo Cirillo poneva solo a base di dogmatiche formulazioni teologiche.


Non dobbiamo dimenticare infatti che il modello geocentrico di Tolomeo, pur preciso nella previsione delle posizioni dei pianeti, ne presupponeva tuttavia assai improbabili orbite cicloidali che avrebbero dovuto comportare enormi differenze di luminosità dei pianeti nelle due diverse fasi di moto, progressivo e retrogrado. Cosa che invece non si osservava affatto.

Tenendo conto di tutto ciò (che Ipazia da espertissima ossevatrice astronomica non poteva non aver osservato), del fatto che pertanto l'unica spiegazione razionale di una congiunzione tripla rimane quella di ipotizzare una struttura eliocentrica del sistema planetario, che infine Ipazia era anche una matematica esperta di curve coniche (cerchio, ellisse, parabola, iperbole), tenuto conto di tutto ciò secondo me non è affatto improbabile, anzi è al contrario molto probabile che Ipazia avesse riproposto nel suo insegnamento una forma di eliocentrismo del sistema solare, già ipotizzato oltre cinquecento anni prima da Aristarco di Samo.
Il Doctor Incarnationis (come Cirillo verrà proclamato da Leone XIII nel 1882) non poteva accettare una spigazione razionale di quel tipo di fenomeni, proprio quando stavano per essere definiti una serie di dogmi (concepimento di Gesù ad opera dello Spirito santo, unità e trinità di Dio, ...). Tantomeno poteva accettare, come messo bene in evidenza nel film, che spiegazioni di quel tipo venissero fornite da una donna! e da una bella donna!! Così Ipazia fece la fine che fece.

Nulla di strano che essa, importante vittima del fondamentalismo clericale e maschilista, sia oggi ricordata con decisione e con orgoglio non solo dalla comunità scientifica internazionale, ma anche dal movimento femminista internazionale. Chissà quanti decenni o secoli dovranno ancora passare prima che un papa abbia il coraggio che ebbe Giovanni Paolo II con Galileo, cioè quello di chiedere scusa al mondo intero per la fine che il Doctor Incarnationis organizzò per Ipazia di Alessandria in quella primavera del 415.

martedì 13 ottobre 2009

Delle cose sensibili e di quelle intellegibili ovvero della carne e dello spirito

Questa sera vorrei comunicarvi delle riflessioni che faccio da così tanto tempo che le loro conclusioni sono ormai per me punti fermi e risultati acquisiti, consolidati semmai da letture recenti. E' utile che vi dica quali sono queste riflessioni e questi risultati, così che anche voi possiate giovarvene nelle vostre ricerche.

Dunque. Nella storia dello sviluppo delle capacità umane è venuto un momento in cui ci si è resi conto che la realtà effettiva non sempre coincideva o poteva coincidere con quanto si vedeva attraverso gli occhi o, più in generale, si percepiva attraverso i sensi. Ci si rese conto in altre parole che oltre ed al di là della realtà percettiva v'è spesso una realtà effettiva o strutturale diversa dalla prima e che dunque la sola apparenza talvolta inganna. Per giudicare completamente le cose, accanto e oltre agli occhi corporei, fisici, della carne, è dunque necessario avere anche una capacità di valutazione, di astrazione dal percepito, insomma un 'occhio' del pensiero, cioè dello spirito ovvero dell'intelletto.

Ora prima che vi dica a quando io colloco questo momento e a quale ambito cognitivo (che per altro avrete già intuito) vedo collegata questa peccaminosa scoperta, preciserò che su quanto di generale ho detto sopra, su quella duplicità mentale è naturalmente d'accordo anche Kant quando parla - nel suo modo 'neutro' e senza stare a precisare l'ambito del suo discorso - di cose sensibili e di cose intellegibili, ovvero di sensibilità ed intelletto.
Scrive infatti Heidegger in Kant e il problema della metafisica, p. 41 ed. Laterza:
"...Kant, sia nell'introduzione alla Critica della ragion pura, sia nella parte conclusiva, oltre ad enumerare semplicemente le due doti basilari, ne dà anche una caratterizzazione degna di nota: la sensibilita' e l'intelletto; mediante il primo gli oggetti ci sono dati, mentre mediante il secondo vengono pensati>>.

Ora, poichè io - diversamente da quanto Kant modestamente pensava (cioè che tutti gli uomini dopo di lui secondo i suoi dettami avrebbero ben limitato l'applicazione della loro ragione) - non penso affatto di limitare i campi di applicazione della mia ragion pura, passerò a parlarvi del tempo e dell'ambito nel quale sorse quella convinzione e fu fatta quella sensazionale scoperta sull'apparenza che inganna.
Secondo me, come avrete capito dalle immagini che ho messo a corredo del testo, l'ambito fu quello astroNomico ed il tempo fu il VI sec. a.C., l'epoca di Anassimandro, Ferecide, Anassimene, Pitagora, .. , epoca che a parer mio rappresenta il vero periodo assiale dell'umanità.
La scoperta peccaminosa consistette in questo, che osservando bene i pianeti, annotandone la posizione sera dopo sera, per mesi, ci si accorse che essi - invece di muoversi su un determinato sfondo stellare ordinatamente da ovest verso est - ogni tanto esibivano degli strani comportamenti di ritorno all'indietro, verso ovest (cioè verso destra per osservatori del nostro emisfero), talvolta addirittura formando un cappio, come quello riportato nella seconda foto qui a sinistra. Quel cappio che, diversi secoli dopo, s. Paolo chiamerà "il laccio del Maligno" (2Tim 2, 26).
All'inizio del V secolo a.C., cioè al tempo della giovinezza di Parmenide, già ci si interrogava dunque in Grecia su quale realtà strutturale, su quale aletheia poteva rendere conto di e spiegare gli strani fenomeni osservati (doxa) nella cinetica planetaria (cfr. immagini).
V'è da dire, comunque, che i greci non furono i primi a porsi questo genere di domande, perchè molto probabilmente prima di loro se l'erano già poste egizi, indo-iranici e forse cinesi. Come attesta la provenienza da queste aree culturali dei miti della fenice e dell'unicorno.
Ma su queste questioni, sulle implicazioni e significati astroNomici della fenice e dell'unicorno (che non conosce moto retrogrado), sull'astronomia nell'Antico e nel Nuovo Testamento (es. Figlio dell'uomo, dialogo notturno Gesù-Nicodemo del vangelo di Giovanni, alcuni contenuti delle lettere di s. Paolo, ..) torneremo nei prossimi messaggi.

domenica 28 giugno 2009

Pura silenziosissima notte ...

Eccovi la traduzione promessa di

Nacht-Notte (da Winke, 1941, GA 13, p. 29):

Pura silenziosissima
notte ricca di stelle,
portami ciò
che in te
ancora appena
un pensatore
ansiosamente scruta:
l'accadimento
nel giorno dell'Essere.

Come vi dicevo, io penso che questa poesia sia stata scritta (tempo atmosferico permettendo) con grandissima probabilità proprio nella sera/notte dal 19 al 20 ottobre 194o , quando Giove - in fase di moto retrogrado verso la destra del 'padre' Saturno - era al secondo allineamento, quello centrale, con il pianeta degli anelli e non ne distava in quel momento che appena 1° 14'.

Io lo immagino, lo vedo benissimo Heidegger che, ritto fuori della sua baita di Todtnauberg, scruta un cielo terso, stellato e freddo, al di sopra dei boschi della Foresta Nera, nella piena consapevolezza di trovarsi - seguendo Giove e Saturno che, sorti congiunti ad est, traversano in direzione ovest al passare delle ore tutta la volta celeste - di trovarsi, dicevo, in un tempo particolare, in una cerniera del tempo, cosmicamente determinata. Aspira boccate di fumo dalla sua pipa, pensa, ogni tanto rientra al caldo della huette, beve qualcosa, butta giù i versi di Nacht e delle altre poesie di Winke. Che privilegio avere la fortuna di assistere ad un fenomeno che da millenni suscita curiosità, interesse ed interrogativi, la fortuna di esserCi (Dasein) in un momento cosmico e storico tanto particolare!
Heidegger dev'essere in quel periodo al massimo del godimento, non solo intellettuale, anche perchè ormai da mesi l'aviazione tedesca è all'attacco di quella inglese (si sta svolgendo infatti dal 24 luglio 1940 quella che passerà alla storia come battaglia d'Inghilterra) e scene come quella qui a lato cominciano a ripetersi con una certa frequenza alla periferia ed anche al centro di Londra.
Sembra insomma che, auspice l'idealismo tedesco e l'epocale (atteso ed ora attuale) ritorno dell'Essere, grazie al nazismo stia veramente per iniziare una nuova, grande, epoca storica per la Germania e per il suo Reich. Sembra! in quelle notti stellate, pure e silenziosissime su Friburgo e sulla Foresta Nera ma non sulla Manica e su Londra. E neppure sul resto dell'Europa.

Comprensibile la delusione ed il crollo psicologico del filosofo (1945-46) quando, dopo appena qualche anno, sarà la Germania a sua volta ad essere ridotta ad un cumulo di macerie, un paese vinto ed occupato ove scorrazzano ben quattro eserciti vincitori.

lunedì 18 maggio 2009

** Das Ereignis und die Lichtung ** ovvero **l'Evento del XX secolo **


L'Evento cui allude Martin Heidegger nelle sue opere, quello *in previsione* del quale iniziò e continuò tutte le letture, studi, meditazioni ed elucubrazioni sul tempo e sull'essere che lo portarono a scrivere "Essere e Tempo" (1927) e tutte le altre sue opere,

quell' Ereignis ha natura astronomica, di astronomia planetaria tra corpi visibili (nell'antichità come nel secolo scorso ed oggi) ad occhio nudo, ed è

la congiunzione Giove-Saturno _tripla_ del 1940-1941, i cui tre allineamenti G-S erano previsti e si verificarono (Lichtung, radura) alle date 8 agosto 1940, 20 ottobre 1940 e 15 febbraio 1941,
quando (si veda il diagramma temporale) la distanza angolare tra i due pianeti scese rispettivamente a circa 1° 11', 1° 14' ed 1° 17'.


Era dal tempo in cui sorse il culto del Sacro Cuore di Gesù, che poi è lo stesso di quando Newton stava mettendo a punto i Philosophiae Naturalis Principia Matematica, era dal 1682-1683 (quindi da 258 anni!) che un tale tipo di rara congiunzione GS (la fenice!!) non si produceva.
In tale epoca il primo allineamento si ebbe il 15 dicembre 1682 (con distanza angolare ridotta a soli 15'), il secondo - quello con i pianeti in fase di apparente moto retrogrado - l' 8 febbraio 1683 (12'), il terzo il 17 maggio 1683 (16').


* * *


Sono certo (come dicevo già in un post del 2 settembre 2008 su it.cultura.storia.moderato) che quelli di voi con 'antenne' filosofiche e storiche più sensibili capiranno o almeno intuiranno le molte implicazioni e la portata di questa mia ... rivelazione (oggi come allora esitavo un po' a dirlo).

sabato 28 marzo 2009

The phoenix in Tacitus' Annals 6.28

In questi giorni di primavera di quello che ora chiamiamo anno 35 d.C., cioè verso la fine del regno di Tiberio, stava terminando un fenomeno astronomico memorabile (quello riportato sinteticamente nel diagramma sottostante) che era iniziato nell'autunno del 34 d.C.: si tratta precisamente, come si vede dal diagramma, di una congiunzione doppia tra Giove e Saturno, verificatasi sullo sfondo della costellazione del Leone.





Secondo l'interpretazione astronomica che io ho dato del mito della fenice (interpretazione che ho presentato per la prima volta al VI Convegno annuale della Società Italiana di Archeoastronomia, Univers. del Molise, Campobasso 22-23 sett.2006), proprio a questo fenomeno fa riferimento il capitolo 28 del libro VI degli Annali di Tacito, che riporta la ricomparsa in Egitto del mitico uccello sacro di Heliopolis nell'anno 34:

"Paulo Fabio L. Vitellio consulibus post longum saeculorum ambitum avis phoenix in Aegyptum venit praebuitque materiem doctissimis indigenarum et Graecorum multa super eo miraculo disserendi. ..." (Annals 6.28).

La tesi ch'io ormai da anni sostengo (e di cui ho dato al citato convegno ampia dimostrazione) è precisamente che la fenice sia stata nell'antichità immagine allegorica di un ben determinato fenomeno astronomico, quello delle congiunzioni multiple - cioè triple o doppie - tra Giove e Saturno.

Come si vede dal diagramma della congiunzione G-S del 34-35, in quest'occasione si ebbero soltanto due allineamenti tra i due grandi pianeti, perchè a causa della posizione della Terra sulla sua orbita l'oscillazione di moto retrogrado di Giove non fu tale da portarlo alla destra del 'padre' Saturno.

Altra particolarità di questa congiunzione fu quella che il secondo allineamento (corrispondente al secondo minimo della curva in rosso del soprastante diagramma) si ebbe - caso più unico che raro da un punto di vista astronomico - in coincidenza con il primo plenilunio dopo l'equinozio di primavera, cioè proprio nei giorni di Pesach/Pasqua, nei primi giorni di aprile del 35.

Credo per ora di aver detto già abbastanza, per cui saluto tutti, augurando a tutti una buona notte.

sabato 21 marzo 2009

Benedizioni celesti sulla Nova Roma

Come scrisse Iohannes Saresberiensis, cioè Giovanni di Salisbury, nel suo Policraticus I, 13 "...Nova Roma visa phoenice felicioribus auspiciis condita est." La Nuova Roma, cioè Costantinopoli, venne insomma fondata, edificata sotto i migliori, i più felici e promettenti auspici, con avvistamento e visita della fenice stessa.





Il grafico che vedete dimostra quale sia - secondo il nuovo paradigma storiografico che ormai da anni vado proponendo - la fenice apparsa nelle notti (e sì, perchè la fenice appare di notte e si dilegua al mattino! è un uccello notturno!!) dei mesi a cavallo tra l'anno 332 e l'anno 333, cioè mentre si andava edificando la nuova capitale imperiale: una congiunzione Giove-Saturno tripla nella costellazione della Vergine.

Come risulta dal grafico soprastante (realizzato dallo scrivente con l'utilizzo di un software planetario), i tre allineamenti tra i due pianeti si ebbero alle date:
20 novembre 332 (quando la longitudine di Giove superò per la prima volta quella di Saturno),
9 aprile 333 (quando Giove, mentre entrambi i pianeti erano in fase di moto retrogrado, tornò alla destra del 'padre' Saturno) e al
16 giugno 333 (quando Giove superò Saturno per la seconda volta in fase di moto progressivo).


Se qualcosa di quanto ho scritto non vi fosse chiaro, non esitate a porre domande. Ricordate poi che qualsiasi commento è auspicato e gradito.