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lunedì 11 novembre 2024

SINCRONIA e DIACRONIA nellA FENOMENOLOGIA DEL THEION, cioè dell' ENTE COMPOSTO GIOVE-SATURNO

Quel che oggi vorrei fare è una sintesi divulgativa, a beneficio soprattutto dei giovani dottorandi e dottori di ricerca in ambito letterario e filosofico (ma anche dei loro maturi Profs), dei miei risultati sulla dinamica dell' ente composto formato dalla coppia planetaria Giove-Saturno, i due antichi 'dei' del tempo, visibilissimi oggi come al tempo di Sesostri I, di Anassimandro, di Eraclito, di Parmenide, di Platone, di Aristotele, .. ... nonché di Cavalcanti, Dante, Petrarca, ..

Come ho spiegato in dettaglio nel mio volume Congiunzioni Giove-Saturno e storia giudaico-cristiana del 2001, in numerose conferenze ed anche in precedenti articoli su questo blog, il più rapido Giove (quello che si muove veloce come un adulto Figlio d'uomo) supera il piccolo e lento-come-un vecchio Saturno (l'Antico di giorni di Dan 7, 9-14) mediamente ogni 19 anni e 314 giorni, ovvero 19,86 anni. Come noi vediamo il processo di allineamento e superamento tra i due pianeti dipende dalla posizione che la nostra Terra occupa in quel momento; è possibile tutta una varietà di manifestazioni, riconducibili tuttavia a 2 casi principali: la diurna congiunzione G-S singola oppure la notturna congiunzione G-S multipla (tripla o doppia). Esempi tipici sono le congiunzioni G-S singole del 18.04.1881 (lo 'Zarathustra' di Nietzsche) e del 10.09.1921 (la GrundErfahrung di Heidegger) oppure le congiunzioni G-S triple del 1305-1306 (sulla quale --> dialogo in rima Dante-Cino da Pistoia e 'montanina') e del 1940-1941 (il Seyn tanto atteso da Heidegger).

Tra due di questi fenomeni di SINCRONIA tra i due pianeti che costituiscono il theion, das Heilige, das Vorhandene, si inserisce a metà dell'intervallo di 19,86 anni, quindi dopo 19,86:2 = 9,93 anni (9 anni e 340 giorni), un fenomeno di DIACRONIA con i due pianeti da parti opposte, a 180° uno dall'altro sull'asse Giove-Sole-Saturno (vedi vista dall'alto in figura): per dirla con Eraclito, dalla precedente visibile disposizione sympheromenon dei due pianeti siamo ora passati alla disposizione diapheromenon, scarsamente o per nulla visibile, perché mentre un pianeta sorge l'altro sta tramontando e Giove è a volte nascosto dal Sole. Per dirla con Heidegger siamo al momento della Kehre, cioè della 'svolta' di Giove che - dopo essersi allontanato al massimo da Saturno - incomincia ora a riavvicinarsi in vista del nuovo Ereignis, del nuovo incontro Sein-Dasein. Per dirla con Dante e Petrarca siamo ora nei momenti in cui la donna-angelo è scontrosa e narcisa, si nega, è praticamente sparita ed ispira solo petrosamente i due poeti (come per Dante nel 1296 e 1315-16 e per Petrarca inizialmente nel 1335-36). Sono questi i momenti di donna Petra, della Beatrice sulla nave ammiraglia, della Laura petrosa, ...

Ci sarebbe da parlare ancora dello speculum Dei, dei 'sonetti dello specchio' del Petrarca, di quando in Heidegger "das Nichts nichtet", .. ... ma penso che per stasera possa bastare quel che ho già detto. Meditate giovani e traetene frutto per il vostro futuro.  

domenica 20 ottobre 2024

COME AL TEMPO DI DANTE, PETRARCA E HEIDEGGER, GIA' AL TEMPO DI ERACLITO (540c.-480c.) SI OSSERVAVANO ANCHE LE DISGIUNZIONI GIOVE/SATURNO

Lo si comprende da più d'uno dei frammenti dell' Oscuro pervenutici, in particolare dai frammenti 16, 14/14a secondo la disposizione di F. Fronterotta [BUR-Rizzoli, 2023], corrispondenti ai Diels-Kranz n. 10 e n. 51, ove si parla chiaramente di "congiunzioni/congiungimenti" concordanti e discordanti e di "armonia contrastante" o armonia degli opposti.
Dice Eraclito nel primo di questi frammenti:
Congiunzioni sono intero non intero, concordante discordante, consonante dissonante, e da tutte le cose si produce un'unità e da un'unità tutte le cose.
Grafici della disgiunzione Giove/Saturno del 514-513 ac
con long(G)=89°c. e long(S)=269°c.

Congiunzioni concordanti sono quelle che oggi chiamiamo congiunzioni planetarie G-S vere e proprie (singole o multiple), congiunzioni discordanti o disgiunzioni G/S sono invece quelle con i due pianeti allineati lungo un'unica direzione, a 180° uno dall'altro in longitudine: mentre uno sorge, l'altro tramonta.

Da adulto Eraclito ebbe modo di osservare direttamente l'unitaria alternanza, le alterne disposizioni dell'unica coppia 'divina' Giove-Saturno (das Zudenkende) ad iniziare dalla petrosa disgiunzione del 514-513 (vedi figura), seguita dalla congiunzione singola o monokeros del 503 ac, dalla disgiunzione/Kehre del 493 ed infine dalla congiunzione multipla(doppia) del 483 aC. 

mercoledì 22 febbraio 2023

Ecco il fondamento per nuovi studi sul PETR.ARCA

Ora non ho tempo, cari lettori, di dilungarmi su tutti i dettagli... provate voi stessi - soprattutto dantisti e petrarchisti professionisti - a fare qualche associazione di idee a partire dalle curve del chiarissimo grafico che ho qui pubblicato. 

[Cliccate sull' immagine per ingrandirla]

giovedì 8 giugno 2017

DUE BUONE OCCASIONI

Grafici relativi alla congiunzione Giove-Saturno del
10.9.1921 (la Grunderfahrung che diede ad Heidegger la
piena Vorgriff della dinamica del Seienden im Ganzen 
Negli ultimi dieci giorni ho avuto due buone occasioni per parlare della mia originale proposta ermeneutica: la prima lunedì 29 maggio all' Istituto Italiano di Studi Germanici (a Villa Sciarra-Wurts sul Gianicolo), ove si teneva un seminario sull'interpretazione heideggeriana dell'epistolario paolino, con G. Lettieri, G. Moretti, S. Bancalari, M. De Angelis, P. Vinci e M. Casu; la seconda ieri pomeriggio 7 giugno all' Università  RomaTre, ove - aula C - si teneva un seminario di presentazione e discussione dei saggi (uno dedicato al Nulla in Heidegger) del secondo numero della rivista filosofica on-line Consecutio Rerum, con Roberto Finelli, M. Lenzi, L. Cianca, L. Micaloni. 

La congiunzione Giove-Saturno singola del 26 marzo del-
l' A.D. 54, al centro del periodo di redazione delle più
importanti Lettere di s. Paolo
Nel primo caso al prof. G. Lettieri che aveva parlato di "promessa inesauribile", di "dono che continua sempre a venire", di "chiamata come esperienza del dono", di "atteggiamento anti-sapienziale di Paolo", ho avuto modo di replicare a lungo, rispondendo anche ai proff Moretti [che si era chiesto se e cosa c'entrasse Paolo con la storia dell'essere (perchè Heidegger se ne occupò nel 1920-1921?)] e Bancalari (che aveva decisamente sostenuto che "Paolo non fa parte della storia dell'essere" e che l'interesse di Heidegger per Paolo era solo occasionale). 
Ho spiegato il senso di congiunzioni Giove-Saturno che io vedo in espressioni come la promessa inesauribile ed il dono, dono che - manifestandosi a volte in grande pienezza, a volte invece contraendosi o addirittura nascondendosi, chiama taluni alla profezia (Isaia, Paolo ma anche Maometto), altri alla poesia (Hoelderlin, Rilke, ..), altri alla filosofia (Heidegger stesso,..).. 
Ho anche illustrato come e perchè Paolo entri a pieno titolo nella storia dell'essere, secondo l'interpretazione ch'io ne dò. Tutta la vita di Paolo fu cadenzata dalle congiunzioni G-S: da quella dell' A.D. 14 (che dovette essere prossima alla sua nascita, perchè dice che fu chiamato quand'era ancora nelle viscere di sua madre) a quella del 34-35 (che segnò la sua conversione dal geocentrismo all' eliocentrismo), a quella della primavera del 54 (quando scrisse le sue lettere più importanti, ai Galati, ai Romani, ..). 

Analogamente ieri pomeriggio, intervenendo sull' affermazione del dr. L. Micaloni (che commentava un saggio di Morani sul Nulla in Heidegger) secondo cui "Il Sein non è definibile in senso ontico", facevo notare che invece  - assumendo, com' io propongo, come Seiende im Ganzen l'ente composito formato dalla coppia planetaria Giove+Saturno in congiunzione - si riescono non solo a spiegare agevolmente i due modi fondamentali della manifestatività dell'essere (la piena Offenbarung ed il ritrarsi, l' annullarsi), ma anche - nel fattivo progetto di vita di Heidegger - il rapporto tra la temporalità dell' essere e la temporalità del personale Dasein del filosofo svevo. Ne segue non solo la possibilità di temporalizzare (periodizzare) in modo nuovo, autenticamente, la vita e l' opera di Heidegger partendo dalla Grunderfahrung del 1921 e dalla Kehre del 1930-31, ma anche quella di comprendere a fondo il senso di tutta la rivisitazione della storia della filosofia e della teologia nella quale il filosofo svevo si impegnò per tutta la vita.
Concludo queste note con un sentito pubblico ringraziamento al prof. Roberto Finelli, appunto dell'UniRomaTre, che ha voluto sia lasciarmi il tempo di illustrare compiutamente il mio pensiero che complimentarsi poi per la mia conoscenza delle tematiche e dei termini del pensiero heideggeriano. 

giovedì 18 febbraio 2016

HEIDEGGERS LANGEWEILE - La NOIA di HEIDEGGER in attesa (wartend) della _KEHRE DI GIOVE verso Saturno (1930-31)_

Come si vede in questo grafico (che è relativo ad una vista
dall' 'alto' del sistema solare), circa dieci anni dopo che è
avvenuta una congiunzione Giove-Saturno la loro distanza
angolare cresce fino a 180° e poi inizia a diminuire, men-
tre Giove si ri-avvicina a Saturno per la successiva congi-
unzione.  
 Leggendo il GA29/30 "Die Grundbegriffe der Metaphysik - Welt, Endlichkeit, Einsamkeit" (cioè "I concetti fondamentali della metafisica"), raccolta delle lezioni del semestre invernale 1929-1930, son venuto a conoscenza della vera e propria NOIA-LANGEWEILE che assalì  Heidegger nell' autunno-inverno del 1929, appena due anni dopo che aveva pubblicato il suo Sein un Ziet (Essere e Tempo).

La mia 'seinsgeschichtliche Interpretation' di questo fatto, che lo portò ad elaborare e teorizzare filosoficamente questa spiacevole sensazione di tempo rallentato, che non passa mai ("die zoegernde Zeit"), distinguendo addirittura tre tipi di noia (il venire-annoiati-da, l'annoiarsi-di e la noia profonda), la mia interpretazione - dicevo - è che egli non vedeva l'ora che il pianeta Giove (allontanatosi da Saturno dopo la congiunzione del settembre 1921) incominciasse a ri-avvicinarsi al Signore degli anelli, in preparazione dell'evento epocale che lui tanto fortemente attendeva per gli anni successivi: la congiunzione Giove-Saturno TRIPLA del 1940-41.


Vista da Terra la Kehre gioviana sembra temporeggiare
("die langweilige, zoegernde Zeit") a causa della rotazione
terrestre e del moto apparentemente retrogrado dei due
pianeti quando la Terra sorpassa la congiungente Sole-
pianeta.
Il ritardo nella Kehre gioviana, cioè il ritardo dell'inizio del ri-avvicinamento angolare di Giove a Saturno, è dovuto alla rotazione terrestre. Mentre infatti eliocentricamente c'è un solo punto che fa da massima distanza angolare tra i due pianeti (primo diagramma), nella vista da Terra si ha un andamento più complicato, caratterizzato da tre (a volte anche quattro o cinque) massimi, prima che la distanza angolare inizi a diminuire sistematicamente, fino all'allineamento o agli allineamemti della nuova congiunzione. Nel caso specifico che trattiamo, la distanza angolare G-S continuò a crescere fino alla fine di luglio del 1930 (cfr. diagramma) e non iniziò a decrescere sistematicamente che nella seconda metà del giugno 1931: la Kehre durò insomma 10-11 mesi complessivamente. Si comprende così bene come e perchè Heidegger se ne annoiasse mortalmente nell'inverno 1929-30, quand'essa ancora non iniziava.

Che la Kehre, la cosiddetta "svolta", corrisponda a qualcosa di fisico, di oggettivo, di esterno al pensiero del filosofo lo dice del resto lui stesso laddove, nella lettera al gesuita W. J. Richardson di aprile 1962, precisa che: "La svolta non è in primo luogo un processo nel pensiero che indaga [cioè: nel suo pensiero, nota mia]; essa appartiene alla questione stessa indicata con i titoli Essere e tempo e Tempo ed essere.", cioè secondo me alla fenomenologia e temporalità del Seiende im Ganzen, dell'ente composto fondamentale Giove-Saturno.

Quanto alla datazione della "Kehre heideggeriana" al 1930 in coincidenza con la "Kehre gioviana", ci soccorre ancora una volta Heidegger in due modi:

I) con la sua nota a margine tra il paragrafo §5 ed il p. §6 della sua copia personale del saggio del 1930 Vom Wesen der Wahrheit (Dell'essenza della verità), ove precisa che la "svolta" è da intendersi come "una svolta entro la storia dell'essere [Seyn];

II) con il fatto che proprio nella seconda metà del 1930, al tempo dell'inizio fisico della Kehre gioviana, dette tutta una serie di conferenze sui Concetti fondamentali della metafisica, sulla noia-Langeweile e sul tempo rallentato (die zoegernde Zeit): il 14 luglio 1930 a Karlsruhe, l' 8 ottobre 1930 a Brema, poi a Marburgo e Friburgo (11 dicembre 1930).

mercoledì 15 aprile 2015

Die KEHRE (1930), der BEGINN der SCHWARZEN HEFTE und das FEHLEN des ERSTEN

In the second half of year 1930 and first half of year 1931 
Jupiter and Saturn had about 180° of ang. distance one from the other. 
Then this angular distance began to decrease, (red curve) till to the 
triple Jupiter-Saturn conjunction 1940-1941 in the constell. of Aries.
Auf Seite 531 von GA 94 der Herausgeber Peter Trawny schreibt:
"Es fehlt [zwischen den gesamten 34+2 Schwarzen Hefte] ein Heft, naemlich die 'Winke x Ueberlegungen (I)', die um 1930 verfasst worden sein muessen. Sein Verbleib ist ungeklaert."

cioè in italiano,
A pag. 531 del volume GA 94 scrive il curatore, P. Trawny: "Manca [tra i complessivi 34+2 Quaderni neri] un quaderno, cioè 'Cenni e Riflessioni (I)', che dovrebbe essere stato redatto all' incirca nel 1930. Non è chiaro dove sia finito."

The idea that today came in my mind is that Heidegger could have begun to write his little black notebooks (quaderni neri) just when _a turn_ took place and the planet Jupiter began to approach Saturn again, reducing progressively their angular distance. As can easily be seen in the above diagrams (red curve), in the second half of the year 1930 Jupiter and Saturn were oneanother on opposite sides of the Earth (about 180° of ang. separation), so that when the one was rising the other was setting. From now on began the approaching process, which would have brought in about ten years to the triple Jupiter-Saturn conjunction 1940-1941 in Aries. 

On the other hand, As I've remembered elsewhere in this blog, 1930 is also the year  indicated by Heidegger self as the initial one for the use by him of the cryptic term Turn or KEHRE, when (wikipedia.de): "Er wandte sich von seinem fundamentalontologischen Denken ab und einem seinsgeschichtlichen Ansatz zu. Es ging ihm nach der Kehre nicht mehr um den Sinn von Sein oder dessen transzendentalen Auslegungshorizont (die Zeit), sondern er begoz die Rede vom Sein als solchem darauf, wie das Sein sich von sich selbst her sowohl entbirgt als auch verbirgt."

In other words - concluding - my opinion is that the occurring in 1930-31 of the said Jupiter-Saturn planetary turn triggered not only the change in Heidegger's thinking (Umdenken in Denkweg MHs) known as Turn or Kehre, but also the beginning of the writing of his black notebooks/Schwarze Hefte.

It is very curious that now is apparently missing just the first of these notebooks ("Winke x Ueberlegungen ( I )", written very probably between the summer 1930 and October 1931), the one where perhaps Heidegger stated and showed more clearly his emotions and reactions to the signs/Winke of the comings gods of the time, der kommenden Goetter der Zeit. Maybe it will reappear - let's hope - at the end of the GesamtAusgabe publishing. 


martedì 21 febbraio 2012

Riassumendo

Come spiegavo in precedenza, il periodo medio delle congiunzioni tra Saturno e Giove (cioè tra l'Antico di giorni che si muove pian piano e quello che va più spedito, come un Figlio di mezz'età) è 19 anni e 314 giorni. Partendo da un allineamento dei due pianeti rispetto al Sole, dopo un tale tempo Giove avrà doppiato (immaginate macchine su un circuito) Saturno, cioè lo avrà sopravanzato di 360°, e i due pianeti si troveranno di nuovo allineati.Penso sia facilmente comprensibile che a metà di detto tempo, cioè  9 anni e 340 giorni dopo un allineamento, Giove avrà superato Saturno solo di mezzo giro, cioè di 180° e i due pianeti si troveranno da parti opposte rispetto al Sole (e alla Terra, assai più vicina di essi al Sole). E' anche evidente che nella stessa situazione di trovavano mezzo periodo prima, cioè 9 anni e 340 giorni prima dell'allineamento di riferimento.

La situazione si vede bene nel grafico qui a sinistra, con riferimento alla congiunzione Giove-Saturno tripla del 1940-41 nella costellazione dell'Ariete (allineamenti: 7 agosto e 20 ottobre 1940 e 15 febbraio 1941). Si vede bene che intorno al 1930-31 ed intorno al 1950-51 la separazione angolare tra i due pianeti è di circa 180°: appunto a queste situazioni astronomiche  secondo me - Heidegger fa criptico riferimento con tutto il suo ermetico parlare di svolte. Kehren che, tiene sempre a precisare, non sono  svolte nel suo modo di pensare, ma qualcosa di oggettivo e di esterno ad esso. Indicano semplicemente i tempi (ma non istanti, perchè sono processi che durano vari mesi) dopo del quale (die erste Kehre)  e  fino al quale (die zweite Kehre) l'epocale ritorno dell'Essere (la congiunzione G-S tripla del 1940-41) comincia ad essere sempre più visibile o, rispettivamente, è ancora visibile: al centro di questa vallata tra le svolte, circa dieci anni dopo la prima e circa dieci anni prima della seconda si trova l' Ereignis vero e proprio, quella situazione astronomica che - vista dall'alto (Gv 3,3) - consta del posizionarsi sulla stessa direzione delle 3 lancette (Saturno, Giove e Terra) dell'orologio cosmico .
A chi dovesse trovare la mia trattazione delle svolte troppo tecnica o tecnico-scientifica ricordo un paio di frasi di Heidegger che ho sottolineato nella mia copia di Die Frage nach der Technik, due ermetiche - ma ora spero chiare - frasi sulla tecnica.
La prima dice: "Das Wesen der Technik ist in einem hohen Sinne zweideutig. Solche Zweideutigkeit deutet in das Geheimnis aller Entbergung, d.h. der Wahrheit."
La seconda dice:
"Das Unaufhaltsame des Bestellens und das Verhaltene des Rettenden ziehen aneinander vorbei wie im Gang der Gestirne die Bahn zweier Sterne. Allein, dieser ihr Vorbeigang ist das Verborgene ihrer Naehe.
Blicken wir in das zweideutige Wesen der Technik, dann erblicken wir die Konstellation, den Sternengang des Geheimnisses."

Chiudo a questo punto, convinto di aver dato un contributo non indifferente - naturalmente a chi è in grado di recepirlo - alla comprensione  del Bremer Vortragszyklus "Einblick in das was ist" (1949), cioè di tutti i concetti ivi cripticamente espressi dallo svevo pastore dell'essere.

mercoledì 15 febbraio 2012

Die zweite Kehre i.e. Astronomical Basis of the second Turn

Come ho riportato più volte in questo blog, il periodo medio delle congiunzioni tra i pianeti Giove e Saturno è 19.859 anni, ovvero 19 anni e 314 giorni. Ciò significa, partendo da un allineamento tra i due pianeti, che dopo 19 anni e 314 giorni Giove - che è più vicino ed ha maggiore velocità angolare di Saturno - avrà superato quest'ultimo di un giro (360°) e sarà di nuovo allineato con esso.Ovviamente a metà di questo tempo, cioè 9 anni e 339.5 giorni, l'angolo di cui Giove avrà sopravanzato Saturno sarà della metà di 360°, cioè di 180°. Il che significa che mentre uno dei due pianeti sta sorgendo ad est, l'altro sta tramontando ad ovest, con la conseguente impossibilità di vederli emtrambi contemporaneamente (ciò anche senza considerare l'ulteriore problema derivante dall'intensa luminosità diurna, solare).
Ebbene, nell'autunno del 1949 - quando Heidegger stava preparando i testi per le conferenze di dicembre a Brema - stava maturando ed era ormai imminente proprio questa situazione: si era infatti a circa 10 anni dalla epocale congiunzione G-S tripla del 1940-41 (cfr. articoli precedenti). Ad esempio al 21 ottobre del 1949 nella zona di Friburgo Saturno sorgeva intorno alle 03:00 della notte e tramontava alle 16:00, mentre Giove sorgeva alle 14:00 e tramontava alle 22:30. Ciò significa che essi erano presenti contemporaneamente nella volta celeste sopra Friburgo solo dalle 14 alle 16, resi però invisibili dall'intensa luminosità diurna, solare.
Ma sentiamo cosa disse - alludendo all'imminenza di questa Kehre astronomica - Heidegger al Bremen Club il 4 dicembre 1949, durante la sua conferenza "Die Kehre":
"Vielleicht stehen wir bereits im vorausgeworfenen Shatten der Ankunft dieser Kehre. Wann und wie sie sich geschicklich ereignet, weiss niemand. Es ist auch nicht noetig, solches zu wissen. Ein Wissen dieser Art waere sogar das Verderblichste fuer den Menschen, weil sein Wesen ist, der Wartende zu sein, der des Wesen des Seins wartet, indem er es denkend huetet. Nur wenn der Mensch als der Hirt des Seins der Wahrheit des Seins wartet, kann er eine Ankunft des Seinsgeschickes erwarten, ohne in das blosse Wissenwollen zu verfallen."
In quei giorni, come detto, i due pianeti erano poco visibili e mai contemporaneamente: Saturno solo dall'una di notte all'alba, Giove dal tramonto alle 20:00 ca. La loro distanza angolare era ormai di 132° e continuava ad aumentare verso i 180° al ritmo di circa 1° alla settimana.
Das Ding als Ding ungewahrt, wahrlos. Ereignis des Einblickes, wenn nur einen Blick wir Menschen von uns aus in das was ist werfen koennen. "Dass Welt sich ereigne als Welt, dass dinge das Ding, dies ist die ferne Ankunft des Wesens des Seins selbst."
Direi che i testi di queste quattro conferenze tenute da Heidegger a Brema dall' 1 al 4 dicembre 1949 e ripetute nel marzo 1950 al grande albergo/sanatorio Buehlerhoehe siano fondamentali - associati e decrittati in base al mio paradigma ermeneutico - per arrivare a comprendere appieno la filosofia e gli scritti del pensatore svevo.

Rimane confermato quel che ho già detto in precedenti articoli e cioè che il mio Congiunzioni Giove-Saturno e storia giudaico-cristiana è il naturale complemento di Essere e tempo, potendosi considerare a buon diritto come quella seconda parte del lavoro heideggeriano che il filosofo non volle o non seppe scrivere nel 1926-27.

Dovendo infine associare una data all'insieme del fatto astronomico (distribuito su molti mesi, anche del 1951) e delle ermetiche (ma ora chiare) considerazioni filosofiche dell' Einblick heideggeriano, proporrei di datare la seconda Kehre al 13 giugno 1950 (cfr. grafico), cioè nei giorni in cui il filosofo ripeteva più volte la prima delle conferenze dell' Einblick di Brema - Das Ding (6, 10 giugno) - e scriveva della Kehre al giovane studente H. Buchner (lettera del 18 giugno, non ancora da me letta).

martedì 7 febbraio 2012

Astronomical Dating of Heidegger's Kehre ovvero Datazione e significato astronomico della 'svolta' heideggeriana

In questi giorni di gelo e di letture, muovendo dalla seconda parte della lettera di risposta che Heidegger scrisse al gesuita W.J. Richardson ai primi di aprile del 1962 (e che quello fu autorizzato a pubblicare come premessa al suo Heidegger.Through Phenomenology to Thought, Nijhoff 1963),  mi sono messo ad approfondire la Kehre, quella famosa svolta che, secondo alcuni (es. Vattimo), farebbe da spartiacque tra una prima fase del pensiero heideggeriano ed una successiva caratterizzata da un mutamento di prospettiva, mentre secondo altri (es. L.P. Hemming) "far from the 'turning' [Kehre] representing a fracture, where Heidegger abandons the existential-temporal analitic of Dasein in favour of an attempt to think only being (das Sein) as such, the 'turning' represents the point of unity in Heidegger's work. This point of unity shows how Dasein and being 'belong together' in 'the event' (das Ereignis)."
Nella lettera al padre gesuita è Heidegger stesso a precisare che, pur avendo apertamente parlato di Kehre per la prima volta nella Lettera sull'umanismo del 1947, la questione della svolta "sollecitava il mio pensiero già un decennio prima del 1947". Precisa poi che:
"La svolta non è in primo luogo un processo nel pensiero che indaga [cioè nel suo pensiero, nota mia]; essa appartiene alla questione stessa indicata con i titoli Essere e tempo e Tempo ed essere." Come dire che è invece un processo esterno al pensiero del filosofo/ricercatore e vedremo presto di che processo si tratta.
Aggiunge ancora:
"La svolta gioca nella questione stessa. Non è inventata da me, né riguarda solo il mio pensiero. Finora non mi è noto alcun tentativo di riflettere su tale questione e di analizzarla in modo critico. Invece di chiacchierare senza fondatezza e senza fine sulla 'svolta', sarebbe più raccomandabile e più fruttuoso impegnarsi finalmente nella questione indicata."
Eccomi! Eccomi a fare (un po' immodestamente) il quarto nella proporzione Fichte : Kant = io : Heidegger . E vedrete presto perchè. Ma andiamo con ordine, nella riflessione auspicata da heidegger eravamo arrivati verso il 1937.
Avendo in mente la mia chiave ermeneutica, vado a verificare e trovo che ad agosto del 1937 Giove distava ancora circa 75° da Saturno e, in coppia, i due pianeti eravano visibili per circa cinque ore della notte, dalle 21:40 circa alle 02:30 del mattino successivo. Poi Giove tramontava. Anche se andava preparandosi l'evento del 1940-41 (la congiunzione G-S tripla nell'Ariete di cui ho altre volte detto) non vedo svolte nel 1937.
Vado indietro prima di due anni poi di altri due, i pianeti si distanziano - ovviamente - e si riducono il numero di ore in cui entrambi sono visibili. Ai primi di agosto del 1933 sono visibili entrambi - molto bassi sull'orizzonte (5-6°) - solo dalle 20:00 alle 21:20, cioè per poco più di un'ora. Incomincio ad intuire cosa dev'essere stata la cosiddetta svolta esterna al pensatore e che riguarda la questione, la cosa stessa.

A questo punto vado a leggere qualcosa di qualificato sulla svolta e, dal IV capitolo (di L. Samonà) della Guida a Heidegger della Laterza (a cura di F. Volpi), scopro che una nota a margine nella copia personale di Heidegger del saggio Vom Wesen der wahrheit - Dell'essenza della verità fa risalire al 1930 "il salto nella svolta (che è essenzialmente ..nell'evento)."
Cercando ancora scopro che la prima conferenza sull'argomento di questo saggio viene tenuta il 14 luglio 1930 a Karlsruhe, allora capitale del land Baden, ed altre poi a Brema (8 ottobre), Marburgo e Friburgo (11 dicembre 1930) e nell'estate 1932 a Dresda.

Ormai convinto di trovare quel che vado cercando, riprendo il software astronomico e .. cosa trovo?

Trovo che nella notte dal 26 al 27 luglio 1930 Giove e Saturno erano praticamente a 180° uno dell'altro, cioè verso la sera del 26 mentre Saturno sorgeva Giove tramontava e, verso l'alba del 27  accadeva il viceversa, Giove sorgeva mentre Saturno tramontava. I due pianeti non erano mai visibili contemporaneamente.

Come si vede dai grafici soprastanti, a partire dalle ore 04:30 del 27 luglio 1930  la distanza angolare tra Giove e Saturno incomincia a diminuire. E continuerà a diminuire lentamente ma continuamente per tutti i prossimi 10 anni, finchè  i due pianeti non daranno luogo alla congiunzione tripla del 1940-41 nella costellazione dell'Ariete.


La svolta è dunque avvenuta, da questo momento - 04:30 del 27 luglio 1930 - a causa della sua maggiore velocità angolare Giove incomincerà ad avvicinarsi sempre di più a Saturno, in una lenta ma continua Zeitigung der Zeit che avrà come sua conclusione l'Ereignis del 1940-41, l'epocale ritorno dell'Essere. La Kehre è dunque la trasposizione filosofica, nell'ermetico linguaggio heideggeriano, del fatto astronomico descritto.
Gli scritti di Heidegger di questo periodo e dei successivi hanno lo scopo di dimostrare quanto coscienziosamente lui si preparasse ad Esserci all'appuntamento con l'Essere di dieci anni dopo.


Quali conclusioni possiamo trarre da questa critica e fruttuosa (secondo l'auspicio di Heidegger) riflessione sulla svolta-Kehre ?
1) La prima e più importante è la conferma che le congiunzioni Giove-Saturno giocano ed hanno giocato un ruolo fondamentale nella storia della filosofia e della metafisica occidentale.
2) La seconda è che la fenomenologia e la temporalità delle congiunzioni tra Giove e Saturno sono in particolare la chiave interpretativa per decrittare tutta l'opera di Martin Heidegger.
3) La terza è che il filosofo della Foresta Nera era scientificamente molto meno naive di quanto a volte potesse/volesse sembrare, oppure aveva amici/consiglieri fisici e/o astronomi.
4) La quarta è che, sebbene egli si sforzasse di rendere criptico ed ermetico ogni suo discorso, pure un'opera di decifrazione e decrittazione è possibile e necessaria.

Queste mi sembrano al momento le principali conclusioni e risultati che è possibile trarre. Data anche l'ora tarda, chiudo perciò qui augurando a ciascuno di voi una buona notte. E speriamo anche che questo freddo passi presto. Bye, Giuseppe