Leggendo la parte nona di Al di là del bene e del male di F. Nietzsche mi sono imbattuto in un brano, il n. 274, che - sia per titolo che per il contenuto - mi pare pertinente sia ad alcune tema-
tiche trattate in questo blog (Kairos, cairoticità, ..) che al particolare momento che vive il nostro Paese. Volevo pertanto proporvene la lettura:
Il problema di coloro che attendono. -- Sono necessari dei casi fortunati e un gran numero di cose imprevedibili, perchè un uomo superiore nel quale dorme la soluzione di un problema, riesca ad agire nel momento giusto - 'all' esplosione', come si potrebbe dire. Ciò di solito non avviene, e in ogni angolo della terra siedono coloro che attendono, che a fatica sanno fino a che punto aspettano, ma ancor meno che aspettano invano. Talvolta anche la sveglia giunge troppo tardi, quel caso che dà il 'permesso' di agire, quando la migliore giovinezza e la forza per agire è già consumata dallo starsene seduti in silenzio; e quanti, appunto, non appena 'balzarono in piedi', sentirono con terrore intorpidite le loro membra e già pesante il loro spirito? "E' troppo tardi" - si dissero senza più fiducia in sé e ormai inutili per sempre. Il 'Raffaello senza mani', prendendo il termine nel suo senso più ampio, dovrebbe forse essere nel regno del genio non l'eccezione ma la regola? - Il genio forse non è affatto così raro: ma lo sono le cinquecento mani di cui egli ha bisogno per tiranneggiare il kairos, per afferrare il caso per i capelli! [F.Nietzsche, Al di là del bene e del male, IX, 274, Opere 1882-1895, Newton ed., p. 553]
