Visualizzazione post con etichetta seyn. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta seyn. Mostra tutti i post

lunedì 11 novembre 2024

SINCRONIA e DIACRONIA nellA FENOMENOLOGIA DEL THEION, cioè dell' ENTE COMPOSTO GIOVE-SATURNO

Quel che oggi vorrei fare è una sintesi divulgativa, a beneficio soprattutto dei giovani dottorandi e dottori di ricerca in ambito letterario e filosofico (ma anche dei loro maturi Profs), dei miei risultati sulla dinamica dell' ente composto formato dalla coppia planetaria Giove-Saturno, i due antichi 'dei' del tempo, visibilissimi oggi come al tempo di Sesostri I, di Anassimandro, di Eraclito, di Parmenide, di Platone, di Aristotele, .. ... nonché di Cavalcanti, Dante, Petrarca, ..

Come ho spiegato in dettaglio nel mio volume Congiunzioni Giove-Saturno e storia giudaico-cristiana del 2001, in numerose conferenze ed anche in precedenti articoli su questo blog, il più rapido Giove (quello che si muove veloce come un adulto Figlio d'uomo) supera il piccolo e lento-come-un vecchio Saturno (l'Antico di giorni di Dan 7, 9-14) mediamente ogni 19 anni e 314 giorni, ovvero 19,86 anni. Come noi vediamo il processo di allineamento e superamento tra i due pianeti dipende dalla posizione che la nostra Terra occupa in quel momento; è possibile tutta una varietà di manifestazioni, riconducibili tuttavia a 2 casi principali: la diurna congiunzione G-S singola oppure la notturna congiunzione G-S multipla (tripla o doppia). Esempi tipici sono le congiunzioni G-S singole del 18.04.1881 (lo 'Zarathustra' di Nietzsche) e del 10.09.1921 (la GrundErfahrung di Heidegger) oppure le congiunzioni G-S triple del 1305-1306 (sulla quale --> dialogo in rima Dante-Cino da Pistoia e 'montanina') e del 1940-1941 (il Seyn tanto atteso da Heidegger).

Tra due di questi fenomeni di SINCRONIA tra i due pianeti che costituiscono il theion, das Heilige, das Vorhandene, si inserisce a metà dell'intervallo di 19,86 anni, quindi dopo 19,86:2 = 9,93 anni (9 anni e 340 giorni), un fenomeno di DIACRONIA con i due pianeti da parti opposte, a 180° uno dall'altro sull'asse Giove-Sole-Saturno (vedi vista dall'alto in figura): per dirla con Eraclito, dalla precedente visibile disposizione sympheromenon dei due pianeti siamo ora passati alla disposizione diapheromenon, scarsamente o per nulla visibile, perché mentre un pianeta sorge l'altro sta tramontando e Giove è a volte nascosto dal Sole. Per dirla con Heidegger siamo al momento della Kehre, cioè della 'svolta' di Giove che - dopo essersi allontanato al massimo da Saturno - incomincia ora a riavvicinarsi in vista del nuovo Ereignis, del nuovo incontro Sein-Dasein. Per dirla con Dante e Petrarca siamo ora nei momenti in cui la donna-angelo è scontrosa e narcisa, si nega, è praticamente sparita ed ispira solo petrosamente i due poeti (come per Dante nel 1296 e 1315-16 e per Petrarca inizialmente nel 1335-36). Sono questi i momenti di donna Petra, della Beatrice sulla nave ammiraglia, della Laura petrosa, ...

Ci sarebbe da parlare ancora dello speculum Dei, dei 'sonetti dello specchio' del Petrarca, di quando in Heidegger "das Nichts nichtet", .. ... ma penso che per stasera possa bastare quel che ho già detto. Meditate giovani e traetene frutto per il vostro futuro.  

lunedì 6 dicembre 2021

L' ATTESA DI DANTE DOPO LA CONGIUNZIONE G-S 1286 COME QUELLA DI HEIDEGGER DOPO LA CONG. G-S 1921


 Qualcuno di voi, miei attenti lettori, si chiederà il perché dello strano titolo di questo articolo e perché io stia coltivando ora un contemporaneo interesse sia per Dante che per Heidegger, tanto da aver ordinato di recente entrambi i volumi che vedete qui a sinistra, e cioè 1) Vite nuove, biografia e autobiografia di Dante di Elisa Brilli, Giuliano Milani e 2) Vorlaeufiges I-IV il volume GA102 della GesamtAusgabe di Martin Heidegger.

La risposta è presto detta: perché a questo punto dei miei studi io penso che Dante e Heidegger abbiano avuto la stessa Grunderfahrung, la stessa esperienza fondamentale consistente nella visione personale, diretta di una congiunzione Giove-Saturno singola, Dante quella del 1° gennaio 1286, Heidegger quella del 10 settembre 1921. La stessa visione di un fenomeno planetario che, in base ai loro studi ed alle conoscenze maturate sino a quel momento (Dante circa ventenne, Heidegger trentaduenne), sapevano essere stato tanto basilare per la storia della filosofia e della teologia.

Dirò di più sulla base del mio seinsgeschichtliches Denken ed anche in considerazione del fatto che - come vari dantisti incominciano a notare, p.e. Stefano Carrai (nel suo purtroppo ora'non disponibile' Il primo libro di Dante) - vi è "un rapporto strettissimo che il testo [della Vita Nova] intrattiene con il grande poema della maturità [la Commedia] di cui costituisce l'antefatto e di cui pone le necessarie premesse sia sul piano narrativo sia su quello dottrinale, al punto da configurare un vero e proprio dittico, quasi che Vita nova e Commedia fossero state concepite come le due metà di una storia sola." 

Dirò dunque che, come Heidegger sapeva già nel 1921 del prossimo arrivo della congiunzione Giove-Saturno tripla del 1940-1941 (l' Ereignis da lui atteso tanto impazientemente), analogamente Dante sapeva già a conclusione della congiunzione G-S del 1286 ("Ita n'è Beatrice in l'alto cielo..", VN XXXI) o forse seppe qualche anno dopo (intorno al 1291) del prossimo ritorno della fenice-Beatrice per il 1305-1306, cioè di una congiunzione Giove-Saturno tripla, rara e messianica proprio come quella che si era avuta nell' anno della nascita/venuta di GeSù Cristo. E' proprio questa la "mirabile visione" di cui parla a conclusione della Vita nova [XLII] , brano che voglio riportare integralmente:

"Appresso questo sonetto [Oltre la spera che più larga gira] apparve a me una mirabile visione, ne la quale io vidi cose che mi fecero proporre di non dire più di questa benedetta infino a tanto che io potesse più degnamente trattare di lei. E di venire a ciò io studio quanto posso, sì com'ella sae veracemente. Sì che, se piacere sarà di colui a cui tutte le cose vivono, che la mia vita duri per alquanti anni, io spero di dicer di lei quello che mai non fue detto d'alcuna. E poi piaccia a colui che è sire de la cortesia, che la mia anima se ne possa gire a vedere la gloria de la sua donna, cioè di quella benedetta Beatrice, la quale gloriosamente mira ne la faccia di colui qui est per omnia secula benedictus."


sabato 24 ottobre 2020

SEINSSICHTBARKEIT ovvero VISIBILITY OF THE BEING ovvero VISIBILITA' DEI DUE TIPI DI CONGIUNZIONE G-S-


Fenomenologia di una congiunzione
G-S tripla: i due pianeti si vedono da 
Terra allineati tre volte a distanza
temporale di circa tre mesi e mezzo.

Come abbiamo già detto anche in articoli precedenti, la visibilità di una congiunzione Giove-Saturno è ogni volta diversa, dipendendo dalla posizione della Terra (su cui siamo noi osservatori) sulla sua orbita. 
Come apparirebbe una congiunzione
G-S-tripla vista dall'alto per circa
otto-nove mesi (pos. 1 - 2 - 3)
A fare la differenza sostanziale, cioè se la congiunzione G-S- si presenterà come congiunzione semplice con un solo allineamento oppure come congiunzione multipla (3 o 2 allineamenti planetari), è il fatto che la Terra nel momento della congiunzione eliocentrica dei due pianeti si trovi fuori oppure entro un angolo di +/- 29° rispetto all' asse dell' allineamento eliocentrico.

Quest'ultimo caso è più raro del precedente perché la probabilità che la Terra si trovi vicina rispetto all'asse dell' allineamento eliocentrico dei due pianeti è solo del 2*29°/360° = 0.161 = 16.1 %. 
Le sincrone oscillazioni/Schwingungen in
longitudine di Giove e di Saturno e loro
distanza angolare in modulo (curva rossa)
in funzione del tempo (asse x=t)
Questo caso è più raro, dicevo, ma sicuramente più spettacolare perché i due pianeti si vedono molto a lungo nel cielo notturno e fanno una specie di balletto, con Giove che supera una prima volta Saturno passando alla sua sinistra, poi dopo 3 mesi e mezzo muovendosi entrambi di moto retrogrado si riallinea col 'padre' Saturno e passa alla sua destra, poi dopo altri 3 mesi e mezzo lo risupera mentre vanno di moto progressivo ed infine se ne allontana per i prossimi 10 anni. Questa - semplice per noi ma strana per gli antichi - dinamica celeste fu, come ho rigorosamente dimostrato in sedi qualificate, fantasiosamente allegorizzata dall'Egitto in poi nel ritorno-morte-e-resurrezione del mitico uccello bennu, poi phoenix per greci e romani.

Diversamente andranno, cioè si vedranno le cose nel caso in cui al momento della congiunzione G-S eliocentrica la ns Terra si troverà dalla parte opposta dei due pianeti rispetto al Sole, ovvero si darà il caso - per dirla in heideggerese - che il Gestell del Geviert (cioè la disposizione della Quaterna) sia: Saturno-Giove-Sole-Terra.

Andamento nel tempo delle longitudini
di Giove e di Saturno e loro distanza
angolare in occasione della congiunzione
G-S- singola del 18 aprile 1881
In questo caso l' allineamento dei due pianeti ed il sorpasso di Giove su Saturno avverrà a metà della giornata, a mezzogiorno/Mittag/midday ed il fenomeno rimarrà da Terra totalmente invisibile nel momento clou, perché la grandissima luminosità solare coprirà totalmente la debole luminosità planetaria ad essa retrostante. Questo è ad esempio esattamente quel che è avvenuto il 18 aprile 1881, nel momento che Nietzsche ricorderà poi come quello in cui Zarathustra gli passò davanti (".. und Zarathustra ging an mir vorbei. ")
In questo caso si ha un'ottima visibilità dei due pianeti mesi prima (Nietzsche a Genova) e fino a qualche settimana prima dell'evento, poi nulla, poi di nuovo ottima visibilità qualche settimana o mese dopo l'evento (Nietzsche in Engadina, a Sils-Maria).
Questa dinamica del fenomeno è quel che Heidegger chiamò Ent-eignis ovvero, equivalentemente, kreutzweise durchgestrichenes Seyn (in inglese crossed-out-Beyng).

Se l'allineamento del Geviert, della Quaterna (Saturno-Giove-Sole-Terra) non è perfetto, allora si potrà avere visibilità del fenomeno: o verso sera dopo il tramonto del Sole, quando i due pianeti tornano ad essere visibili oppure poi di mattina, prima che il Sole sorga e copra tutto con la sua fortissima luminosità. 
Come si vede, o per la totale invisibilità o per la sua limitata visibilità il fenomeno delle congiunzioni G-S singole - che è poi quello di maggiore probabilità (circa 84%) e frequenza - è intrinsecamente destinato ad essere meno appariscente, meno notato, del più lungo e ben visibile fenomeno delle più rare congiunzioni G-S-multiple (triple/doppie). Di ciò si rese conto, dopo qualche decennio da Sein-und-Zeit, anche Heidegger ammettendo che la Seinsvergessenheit era dovuta in qualche modo proprio al Wesung dell' essere.  



sabato 22 agosto 2020

HEIDEGGERS ENTHUELLENDE AUTOBIOGRAPHISCHE ANMERKUNGEN (GA97) zum Jahr 1921

Graphics referred to the single JUPITER-SATURN conjunction
happened on September 10th, 1921 in the constellation/Gegend Virgo.
More than 5/6 (83%) of all Jupiter-Saturn conjunctions
are single ones and occur at day light: the two planets
are therefore visible only at dawn or at dusk
or remain totally invisible when Jupiter is overtaking
Saturn at midday/Mittag (as in 1921, Heidegger and
1881, Nietzsche).
 Il volume GA97 della GesamtAusgabe heideggeriana,Note/Anmerkungen I-V dei Quaderni Neri (1942-1948), contiene alle pagine 22 e 137 due annotazioni autobiografiche del filosofo, che sono molto, moltissimo rivelatrici del _fondamento ontico_ che egli pose alla base di tutte le sue speculazioni metafisico-ontologiche elaborate nel corso di una vita. Chiariscono anche che egli si rese presto conto del fatto che la Seinsvergessenheit è in qualche modo dovuta all' intrinseca dinamica della congiunzione Giove-Saturno, cioè dell' essere stesso, che si manifesta nel corso del tempo più frequentemente nell'aspetto modesto o inapparente di Seyn-cancellato piuttosto che nella pienezza del Seyn-multiplo (insomma più frequentemente come unicorno che come fenice).
Leggiamo dunque a p. 22:

"Die Grunderfahrung meines Denkens seit der Vorbereitung con 'Sein und Zeit' (1921) ist die Erfahrung, dass das Sein selber in der Vergessenheit bleibt, dass dieses Bleiben irgendwie dem Sein selber eignet und das Unbedachte des Menschen nur Folge [ist]."

A pag. 137 leggiamo poi:

"Der Weg - In der entscheidenden Erfahrung der Seinsvergessenheit 1921 (vgl. Anmerkungen I, S.32/p.22), in der das Sein selber in seiner Wahrheit als das Zu-Denkende zugedacht wurde, lichtete sich die Wahrheit wesentlicher von der A-letheia her, dergestalt, dass in ihr die Lethe mitgedacht war, zunaechst als 'Vergessen' und noch ueberallhin tastend, bis zunaechst das 'Da-sein' in dem ek-statisch, existenzialen Sinne erfahren wurde. ... "

giovedì 25 giugno 2020

RIPARTIAMO dall' ACHSENZEIT (il PERIODO ASSIALE) e dalla _QUESTIONE FILOSOFICA PRINCIPALE_ DI QUEL TEMPO E DEI SECOLI SUCCESSIVI

Visto che rispetto all' emergenza covid-19 ci siamo abbastanza tranquillizzati e visto che questa piattaforma software, che gentilmente ci permette di pubblicare, sembra ormai funzionare correttamente nella nuova versione, visto tutto ciò riprendiamo a svolgere il bandolo della matassa ... quel produttivo fil rouge che ci sta permettendo di decrittare non solo Heidegger ma anche tanti luoghi e figure poetiche e filosofiche con cui lui ingaggiò le sue numerose Auseinandersetzungen. 

Il periodo giusto da cui ripartire con le nostre considerazioni interdisciplinari mi sembra il periodo assiale come da me ridefinito, cioè il VI secolo a.C. Come dicevo in un post precedente (11.11.2016), l'intervallo di sei secoli (800-200 aC) scelto da Karl Jaspers (1883-1969) per individuare quello che lui definì Achsenzeit (periodo assiale) della storia umana a me sembrò troppo ampio e ne proposi il restringimento al VI secolo aC, perché è sostanzialmente in questo secolo che sia in India e Cina, sia in Mesopotamia che in Iran e Grecia "si elaborarono quelle concezioni da cui si mosse il pensiero filosofico, i racconti mitici vennero sostituiti da principi morali e da dottrine religiose e spirituali, e fu avviata la ricerca delle cause naturali dei fenomeni fisici." Per pensare alle origini della civiltà occidentale basta pensare che questo è il periodo di Talete, di Anassimandro, Ferecide di Siro, Anassimene, di Pitagora, Senofane, Eraclito, Eschilo, Parmenide, .. ed è anche il periodo della prigionia giudaica a Babilonia, allora importantissimo centro di osservazione astronomica.

Visto che Heidegger - nella sua smisurata pretesa di comprendere a fondo l' essenza della filosofia ed anche di ridefinirla a partire da un nuovo, da un altro inizio - visto che lui si è spinto ad ingaggiare Auseinandersetzungen con figure del primo inizio come Anassimandro, Eraclito e Parmenide, visto ciò chiediamoci allora quale fosse a quell' epoca la principale questione filosofica che impegnava tutti i pensatori. Il mio parere è che tale questione fosse: GEOCENTRISMO-o-ELIOCENTRISMO?, cioè quella di scoprire se il il sistema planetario/solare aveva al centro la Terra, come sembrava e sembra tuttora a prima vista, oppure se invece tutti i pianeti ruotino in qualche modo intorno al Sole. Questa la questione di fondo sulla quale sicuramente si sono interrogati e pronunciati prima Anassimandro, poi Eraclito ed anche Parmenide. 
Su questa questione geocentrismo-eliocentrismo e su come essa fosse/sia legata al tipo di battiti (di congiunzioni G-S-) del gigantesco orologio cosmico costituito dalle due lancette/Uhrzeiger Giove e Saturno (l' ente composito che Heidegger chiama das Seiende im Ganzen), su ciò rimando al mio post precedente di un anno fa (29.giugno.2019) che potete trovare a questo link: http://giuseppedecesaris.blogspot.com/2019/06/la-questione-principale-al-tempo-di.html

Nel VI secolo aC le discussioni dovettero essere molto vivaci perché si ebbe una particolarissima sequenza di congiunzioni G-S-, una vera e propria alternanza di congiunzioni G-S-multiple (si spiegano con l'eliocentrismo) e congiunzioni G-S-semplici (fanno pensare al geocentrismo), nonostante che mediamente, cioè statisticamente, le prime le multiple abbiano solo 1/6 (16,7%) di probabilità di verificarsi, mentre le seconde, le semplici hanno 5/6 (83,3%). Si ebbe infatti nell' Achsenzeit:

602ac G-S-multipla(doppia)   -->     582ac G-S-singola     -->    563-62ac G-S-multipla(tripla)
  --> 543ac G-S-singola       ---> 523-22ac G-S-multipla(tripla) --->   503ac G-S-singola 

Ecco, cari amici e cari lettori, così riassunto ed impostato lo stato della mia personale ricerca su tutto l'intrico filosofico-teologico-religioso trasmessoci dal passato e sul quale anche Heidegger si applicò, concludo questo articolo post covid ricordandovi la mia interpretazione/Auslegung del famoso passo di Parmenide sull' essere ed il non-essere:

l'eliocentrismo è e non può non essere;
il non-eliocentrismo (il geocentrismo) non è e non può essere.

Penso insomma che Parmenide all' inizio del V secolo aC si sia pronunciato apertamente a favore della teoria eliocentrica. E questo è un lavoro ch' io vorrei veder fare da qualche giovane filosofo-fisico in gamba: la vera storia dell' eliocentrismo, di quella teoria che scorre come un fiume carsico (anche dentro le scritture della tradizione abramitica) affiorando e reinabbissandosi continuamente dall' èra assiale fino al tempo di Copernico.





What do you want to do ?
New mail

giovedì 6 settembre 2018

HOLDERLIN, NIETZSCHE und die GESCHICHTE DES SEYNS [Ueberleg.VII - GA95, 65 - Quad. Neri 1938-39]

Graphics of the _double Jupiter-Saturn conjunction_ occurred in the
years 1801-1802 ["..kann ich wohl sagen, dass Apollo mich geschlagen
hat." - Brief an Boehlendorf am 2. Dezember 1802]
 "Wir nennen sie jetzt gern zusammen, duerfen dies jedoch nur, wenn wir ihre Unterscheidung wissen. Nach welcher Hinsicht muss diese aber zuerst entschieden sein? Nach jener, die das trifft, was allein uns noetig, den Einen zu nennen und den Anderen nicht zu uebergehen. Und was ist dies?
Die Geschichte des Seyns, nicht die Historie der Metaphysik oder gar nur der 'Literatur'.
... ... Hoederlin. Seine 'Stelle'..in der Geschichte des Seyns ist eine einzige und sie bestimmt erst das Wesen seines Dichtertums und dies, dass er den Dichter (naemlich der kommenden Geschichte des Seyns) dichten muss.
Graphics of the _single Jupiter-Saturn conjunction_ occurred in the
year 1881 [ "... und Zarathustra ging an mir vorbei."]
... Der andere (Nietzsche) in mannigfachen Verhuellungen und Verstoerungen die Besinnung auf die Geschichte des 'Ideals' zu einem Weg bahnte in die Anstrengung zu einer letzten, alles umkehrenden und nur umkehrenden Vollendung e Metaphysik. Sie wurde der vorletzte Schritt in die Notwendigkeit, die Frage nach dem Seienden erst wieder fragwuerdig zu machen...; dadurch kommt die Geschichte des Seyns zum Uebergang aus dem Ende der Metaphysik in den anderen Anfang.

Nur in der Geschichte des Seyns liegt der Grund, Hoelderlin und Nietzsche zusammen zu nennen, sie aber sogleich in ihrer Unvergleichbarkeit festzuhalten; den dass die beiden zu den Griechen einen wesentlichen Bezug hatten, dass beide, wenngleich grundverschieden, das 'Dionysische' und 'Apollinische' erkannten, dass beide die Kritik der Deutschen vollzogen u.a. - das ist alles nur verschieden gegruendete Folge ihrer seinsgeschichtlichen Bestimmung."


domenica 2 settembre 2018

M. HEIDEGGER im AUGUST 1939 und DIE KOMMENDEN GOETTER [Schwarze Hefte, Ueberlegungen XIII, GA96]

During the summer 1939, when Heidegger was writing the black
Notebook n. XIII (see GA96, p. 136), the planet Jupiter was visibly and
rapidly approaching Saturn for the next coming _TRIPLE conjunction
J-S_, which happened in the second half of the year 1940 and in the first
months of year 1941. [The red curve indicates the decreasing angular
'distance' between the two planets (the Greek time gods)]
"Nur kommende Goetter - Goetter im Kommen - vermoegen das Wesen der Gottschaft neu zu erfuellen: dass das Seyn selbst gefordert wird als Spielraum aeusserster Entscheidungen ueber eine moegliche Wesung von Wahrheit. Kommende Goetter - erbauen ihre Gottschaft im vorausgewiesenen Gangraum eines Zu-kommens auf den selbst erst dem Seyn wieder zu-entschiedenen Menschen. Die kommenden Goetter stiften die tiefste Geschichte und sind die Vorboten des letzten Gottes."

[aus: M. H., Ueberlegungen XIII, S. 81-82, GA 96, S. 136]

giovedì 9 agosto 2018

Das GEDEIHEN und SPRECHEN DER DINGE DES DENKENS - GA98 (Anm. VI)

Il prossimo Vorbeigang des Seyns, cioè il prossimo ritorno della fenice
ovvero la prossima congiunzione Giove-Saturno _tripla_ avverrà tra
220 anni: precisamente (cfr. diagrammi) a settembre del 2238 e a
gennaio e marzo del 2239 (nella costellazione, nel Gegend dei Gemelli)
[click on to enlarge]
"Langer Geduld bedarf es, bis die Dinge des Denkens auch nur beginnen, zu gedeihen. Einer noch laengeren aber, die ueber unsere Lebenszeit hinauslangt, bis sie so beachtet werden, dass sie aus ihrem Eigenen sprechen.
 Wer das nicht weiss und nicht wissend vollbringt, sollte sich nicht mit dem Denken einlassen."
[aus: M. Heidegger, GA98, 7]

venerdì 13 luglio 2018

Walter BENJAMIN - 26 settembre 1940: andarsene alla luce del/con l' ANGELO DELLA STORIA

E' da tempo che volevo scrivere qualcosa sulla morte di Walter Benjamin (1892-1940), scrittore e filosofo tedesco, ebreo, avvenuta il 26 settembre 1940, al confine franco-spagnolo (Port Bou, Pirenei). Respinto per un giorno in territorio francese dai funzionari doganali spagnoli mentre con altri era in fuga diretto in Portogallo e di lì negli USA, nel timore di poter essere rinviato in Germania Benjamin si suicidò ingerendo una forte dose di morfina. Questa la versione ufficiale e canonica della sua morte, al cui completo inquadramento tuttavia manca la cornice di tipo mistico-messianico-metafisico di cui ora parlerò.

Per arrivare a capire il nuovo inquadramento ch'io propongo del suicidio di Benjamin bisogna partire da un acquerello dipinto venti anni prima a Monaco di Baviera dal pittore svizzero-tedesco Ernst Paul Klee, intitolato Angelus Novus, che Benjamin comprò [come ricorda G. Scholem nel suo "Walter Benjamin e il suo angelo", Adelphi, 1978] appunto a Monaco a fine maggio 1921,  considerò poi "come il più importante oggetto di sua proprietà" e che conservò accuratamente fino alla fine. A p. 29 dell' opera citata leggiamo: "Sia a voce che per iscritto, egli faceva spesso riferimento a quel quadro. Quando lo acquistò, discutemmo fra noi sull'angelologia ebraica, in specie talmudica e kabbalistica, giacché allora stavo scrivendo un saggio sulla lirica della Kabbalah, nel quale mi diffondevo dettagliatamente intorno agli inni angelici com' erano rappresentati dai mistici ebraici."

Ecco, proprio qui, sebbene io nulla, ma assolutamente nulla conosca dell' angelologia ebraica (talmudica, kabbalistica o d'altro genere che sia), qui dicevo si inserisce la mia nuova proposta interpretativa: che l' Angelus Novus del quadro rappresenti allegoricamente la nuova congiunzione Giove-Saturno che già nel 1920 andava profilandosi, congiunzione che sarebbe 'maturata' nel corso del 1921 e si sarebbe poi realizzata effettivamente il 10 settembre del 1921. E' quella stessa che ho già ricordato anche come fonte di ispirazione di Rilke in Svizzera, quella cui si riferiscono i diagrammi longitudine-tempo riportati qui sopra a destra.

"Continuamente minacciato dall' orrore della solitudine" (op. cit., p. 110), depresso per la persecuzione antisemita in Germania ed ora anche per quella nella Francia invasa, e depresso anche per la sospensione degli aiuti da parte dell' Institut fuer Sozialforschung (trasferitosi a New York), Walter Benjamin - secondo me - tornò a pensare al suicidio (come già nel 1932) già a fine gennaio 1940, dopo poco aver scritto (11 gennaio) a Scholem delle difficoltà in cui si dibatteva ed avere incominciato a scrivere (febbraio) quel che sarebbe rimasto come il suo testamento spirituale, cioè le Thesen ueber Geschichte o Geschichtsphilosophische Thesen (Tesi di filosofia della storia).  Aspettava solo il momento giusto per farlo, momento che non era ancora arrivato e che, per un metafisico e messianico come lui era, avrebbe dovuto avere un significato particolare: aspettava il ritorno dell' Angelo, cioè dell' ormai imminente nuova congiunzione Giove-SaturnoGiove, ancora distante circa 22° da Saturno (il pianeta ...), gli si avvicinava rapidamente a primavera del 1940, alla velocità di circa 3,3° al mese.                         

"Il 14 giugno Parigi è occupata dalle truppe tedesche. Benjamin, insieme alla sorella, è già fuggito verso Sud" [W. Benjamin, Angelus Novus, Einaudi 2011, p. LVII]. "Dal 15 giugno all' inizio di agosto è a Lourdes. ... Tra il 9 ed il 22 agosto raggiunge Marsiglia dove incrocia diversi altri emigranti in fuga (Kracauer, Koestler, ..)". 
Ma ecco che l' Angelo della Storia è ormai arrivato: l' 8 agosto 1940 si ebbe infatti, si poteva osservare nel cielo notturno, il primo dei tre allineamenti Giove-Saturno della congiunzione _tripla_ 1940-41 nella costellazione dell' Ariete.                
Sentiamo a questo punto una testimone oculare, Hannah Arendt in W.Benjamin - L'angelo della storia, Giuntina, 2017, p. 190: "A settembre andammo a Marsiglia, giacché frattanto erano arrivati i nostri visti d'uscita. Benji si trovava là già da agosto, perchè il suo visto era arrivato già a metà di quel mese. Lui aveva già ottenuto anche il famoso permesso di transito spagnolo e naturalmente anche quello portoghese. ... In quei giorni a Marsiglia tornò a parlare dei suoi intenti suicidi. ... ". Il seguito è noto: incamminatosi il 25 settembre con un piccolo gruppo verso il confine spagnolo, alla fine di un lungo viaggio a piedi durante il quale trascinava una pesante borsa nera, temendo vera la minaccia della polizia spagnola di essere riconsegnati ai francesi, "nel corso della notte di riposo che era stata loro concessa si tolse la vita." [Arendt, cit., p. 191] La storia non dice se Benjamin alla mattina del 26 settembre fu trovato in casa o all' aperto, fatto sta che in quella notte del 25-26 sett. 1940 l' Angelo della Storia era là, su in alto nel cielo notturno: Giove e Saturno erano infatti ormai prossimi al loro secondo allineamento (19 ottobre 1940, come si vede dai grafici). Alla mattina agli altri del gruppo fu concesso di entrare in Spagna.
Ecco, secondo me, stanco e incerto, scoraggiato com' era sul futuro, in un sussulto d' orgoglio Walter Benjamin volle dare in quella notte attuazione a quel che aveva scritto, a mo' di testamento, pochi mesi prima, nella sua tesi n. 17:
".. Il materialista storico affronta un oggetto storico unicamente e solo dove esso gli si presenta come monade. In questa struttura egli riconosce il segno di un arresto messianico dell' accadere o, detto altrimenti, di una chance rivoluzionaria nella lotta per il passato oppresso. Egli la coglie per far saltare un' epoca determinata dal corso omogeneo della storia; come per far saltare una determinata vita dall' epoca, una determinata opera dall' opera complessiva. .. Il frutto nutriente dello storicamente compreso ha dentro di sé il tempo, come il seme prezioso ma privo di sapore.  

Che quell' Angelo della storia del 1940-1941 non fosse affatto messianico lo aveva sintetizzato invece nella sua tesi n. 9 , che racchiude tutto il suo pessimismo dell' inizio di quel 1940:
"C 'è un quadro di Klee che s' intitola Angelus Novus. Vi si trova un angelo che sembra in atto di allontanarsi da qualcosa su cui fissa lo sguardo. Ha gli occhi spalancati, la bocca aperta, le ali distese. L'angelo della storia deve avere questo aspetto. Ha il viso rivolto al passato. Dove ci appare una catena di eventi, egli vede una sola catastrofe, che accumula senza tregua rovine su rovine e le rovescia ai suoi piedi. Egli vorrebbe ben trattenersi, destare i morti e ricomporre l' infranto. Ma una tempesta spira dal paradiso, che si è impigliata nelle sue ali, ed è così forte che egli non può più chiuderle. Questa tempesta lo spinge irresistibilmente nel futuro, a cui volge le spalle, mentre il cumulo delle rovine sale davanti a lui al cielo. Ciò che chiamiamo il progresso, è questa tempesta.

Dirò, per concludere quest' articolo sulla mia proposta ermeneutica, che il terzo ed ultimo allineamento della congiunzione Giove-Saturno di quel tempo (l' Angelo della storia di Benjamin, il Seyn di Heidegger) si ebbe - come ciascuno può (far) verificare - il 15 febbraio 1941 ed avvenne, come i precedenti, nella costellazione dell' Ariete.

domenica 11 marzo 2018

WIE GEHOERT DER MENSCH ZUM SEYN ? How does the Man belong to the Beyng?

Phenomenology of the symmetric TRIPLE Jupiter-Saturn conjunction,
i.e. Phenomenology of the Seyn Occurrence (like that happened in
the years 1940 - 1941)
"Wir koennen sagen, die Himmels-koerper ziehen ihre Bahnen und 'sind', auch wenn niemand irgendje und irgendwo sie vorstellt. Das sagen wir. Aber wenn wir dies sagen, dann muessen wir auch bedenken, dass 'dann', wenn kein Vorstellen ist, auch kein 'dann' und kein 'wann' ist.
Also wird doch alles Sein durch den Menschen gesetzt und west von seinen Gnaden."
[aus: M.Heidegger, Ueber den Anfang, GA70, S. 14]

"Noi possiamo dire (che) i corpi celesti tracciano le loro orbite e 'sono', anche se nessuno mai e da qualche parte li rappresenta. Ciò diciamo. Ma se noi diciamo ciò, allora dobbiamo anche considerare che 'allora', se non vi è alcuna rappresentazione, anche nessun 'allora' e nessun 'quando' vi sono.
Ne segue dunque che ogni essere/Sein viene stabilito dall' uomo e si essenzia grazie a lui."

giovedì 28 gennaio 2016

Heideggers SCHWARZE HEFTE im Kontext - Qualche impressione sul convegno/seminario di Friburgo del 14-16 gennaio 2016

Promosso dalla fondazione Fritz-Thyssen di Colonia ed organizzato dal team editoriale dell' Heidegger-Lexicon (che sarà pubblicato nel corso di quest'anno dall' editore De Gruyter), si è svolto nei giorni 14, 15 e 16 gennaio a Friburgo in Brisgovia un convegno-seminario sui Quaderni neri di Heidegger (vd. locandina a lato).
Attratto dal fatto che ad ogni relatore/relazione era riservata un'ora e mezza di tempo e che vi sarebbe stato quindi ampio spazio per le discussioni e gli interventi del pubblico, ho partecipato anch' io confidando nella possibilità di far circolare e conoscere la mia innovativa proposta ermeneutica per la Seinsgeschichte e l'intera storia della filosofia.
Aspettativa, la mia, andata parzialmente delusa perchè - diversamente da quanto avviene in convegni di taglio seminariale, realmente aperti ai contributi del pubblico - qui la moderazione dopo le relazioni è stata praticamente sempre tenuta solo da uno dei quattro organizzatori (il prof. Figal stesso e tre suoi collaboratori) e non a rotazione da tutti i relatori partecipanti. Proprio per ciò ho notato una certa insofferenza e a volte vero e proprio ostruzionismo nei riguardi delle mie domande e richieste di intervento. A ciò ho comunque ovviato con contatti diretti con molti relatori e con la distribuzione a molti di essi di fotocopie di grafici e di miei Abstracts, illustranti la mia tesi ermeneutica sulle congiunzioni Giove-Saturno come fondamento/Grund della heideggeriana Seinsgeschichte/storia-dell'essere e di molta altra storia della filosofia.
Guenter Figal (1949 - )

Interessante tra le prime relazioni presentate è stata quella di Gérard Bensussan dell'Università di Strasburgo, che ha proposto di rovesciare la tesi di E. Fayes sull'introduzione da parte di H. del nazismo nella filosofia. Egli sostiene invece che H. tentò (invano) di introdurre la filosofia nel nazismo e che dalla verificata impossibilità di ciò nacque il suo risentimento e la sua sostanziale presa di distanza dal nazional-socialismo. L'atteggiamento antisemita di H. sarebbe dovuto al fatto che il filosofo svevo ritiene il giudaismo responsabile di tutta l'evoluzione culturale occidentale, caratterizzata dall'oblio dell'essere, dalla prevalenza dell'ente, da mancanza di cultura e da materialismo.

Lo svizzero Dieter Thomae dell'Università di St. Gallen ha messo soprattutto in evidenza come i passi antisemiti nei Quaderni neri si concentrino soptattutto verso la fine degli anni trenta e l'inizio degli anni quaranta del secolo scorso, insomma intorno al 1940. Il che non ha affatto sorpreso me, che da anni sostengo la singolare importanza della coincidenza tra congiunzione Giove-Saturno tripla del 1940-1941 ed acuirsi e sistematizzarsi delle persecuzioni antiebraiche in Germania a tutti i livelli. Ha sostenuto poi che della Seinsvergessenheit H. accusava i nazisti non meno che gli ebrei. 

Il dottorando Nikola Mirkovic relazionava sullo stile dei Quaderni neri, citando tuttavia in modo piuttosto caotico (non cronologico) brani ermetici dai volumi GA94-GA97 ed omettendo qualunque citazione dal volume GA96(1939-1941), che invece a parer mio è quello più importante dei quattro perchè contemporaneo al verificarsi della Lichtung del Seyn 1940-1941 (la congiunzione Giove-Saturno tripla a cavallo degli anni 1940-1941)

Delle relazioni di venerdì 15 mattina interessanti quella di Morten Thaning, che con citazioni intrecciate/alternate ha ipotizzato un'influenza del Dr. Faustus di Thomas Mann sui primi due volumi dei Q.N., il GA94 e 95, seguita da quella di Denis McManus dell'Univ. di Southhampton di approfondimento della relazione in Heidegger tra i concetti di Historicity and Authenticity. 

La relazione più importante del pomeriggio è stata quella del migliore tra i collaboratori di Figal, cioè David Espinet, che aveva titolo: Warum liest Heidegger Kant? Innenansichten ab 1931. Il dr. Espinet ha messo in evidenza come l' Auseinandersetzung di Heidegger con Kant continui e si accentui proprio con l'inizio della redazione dei cosiddetti Quaderni neri, coincidente a sua volta con la Kehre (evento del quale - come sa chi mi segue con qualche assiduità - io dò un'interpretazione astronomica, con relativa datazione al 1930).

Molto singolare il sabato 16 mattina è stata la frizzante relazione del prof. Maurizio Ferraris, tenuta dopo un po' di confusione iniziale in un misto di pessimo inglese e francese, imbastita alla bene e meglio al computer nei due giorni precedenti, com'era evidente dalla proiezione di slides incomplete e approssimative. Secondo lui più che interrogarsi su un presunto antisemitismo metafisico di Heidegger (da lui definito una 'Lili Marlene filosofica'), bisogna parlare dell'antisemitismo di un metafisico. Ha poi omaggiato Vattimo come suo maestro, citato un paio di volte il katechon (non ho ben capito a che proposito), sostenuto che in fondo Heidegger ha scritto un solo libro ed anche incompleto, Sein und Zeit (risatine in sala: era presente anche Klostermann, l'editore dei 102 volumi della GesamtAusgabe), parlato di vari tipi di farisaismo (metafisico, positivo, negazionista, situazionista, psicoanalitico), attaccato Donatella Di Cesare per plagio su un brano del 1978 di Derrida (di cui aveva in precedenza citato Of Spirit), ... ...

Nel pomeriggio di sabato 16 una lunga e pesante relazione ha presentato il Dr. T. Keiling sullo strapotere dell'Essere ("Uebermacht des Seyns." Heidegger und das Trauma der Seinsfrage). Secondo lui i Quaderni neri sarebbero manifestazione einer fundamentalen Orientierungslosigkeit di Heidegger nella ricerca della Seinserfahrung. "Heidegger sucht damit .. eine Erfahrung, welche die Grundbewegung seines Denkens zu einem Abschluss bringt. Dies gelingt in Sein-und-Zeit nicht, es gelingt in den Vorlesungen zur 'Metaphysik des Daseins (GA26) und in den Beitraege-zur-Philosophie nicht, und es gelingt auch in der Verbindung von Sein und Macht nicht. Das Seinsdenken zu vollenden wird Heidegger nie gelingen." Questo giovane e rampante PhD evidentemente ancora NON ha compreso che Heidegger il suo Vorgriff  del concetto di essere e la sua Grunderfahrung des "exemplarischen Seiendes" li ebbe già da giovane e precisamente negli anni 1920 e 1921, in occasione dell' osservazione diretta - de visu - della congiunzione Giove-Saturno culminata il 10 settembre 1921 nella costellazione della Vergine.

La relazione finale, il sabato 16 pomeriggio, era del prof. Markus Gabriel dell'università di Bonn, titolo: "Was heisst 'denken'? Heidegger 1930-39 und das Problem der Philosophie". Quel che ricordo (in mancanza di appunti per la scomodissima e lontanissima posizione che avevo nell'affollata grande sala, a causa di un leggero ritardo nel rientrare dalla pausa-caffè) è che Gabriel ha posto in evidenza - con numerose citazioni dai testi heideggeriani e dai volumi GA94 e GA95 - una certa ambivalenza ed anche contraddittorietà di molte affermazioni del filosofo svevo. Ragion per cui poi risulta ancora presto per definire Heidegger un 'angelo' oppure 'un angelo decaduto', come molti vorrebbero. E' necessario, a parere di Gabriel (ed anche mio) continuare a studiarlo ed approfondirlo, per capire veramente e fino in fondo il senso della sua filosofia.
-----------
Piccole note di cronaca: il sabato pomeriggio-sera arrivò finalmente la neve, piccolo shopping al centro di Friburgo (prima qualche libro), domenica 17 mattina spostamento a Basilea da dove poi - lunedi 18 pomeriggio - rientro a Roma.


domenica 13 dicembre 2015

Das SEIENDE im GANZEN (Mein Auslegungsvorschlag)

Das Seiende im Ganzen
und der Mensch
sich begegnen
Heideggers GA66, Besinnung, S. 153:

60.  Das Seyn und der Mensch


Jede Bestimmung des Wesens des Menschen hängt in der Frage: Wie begreifen wir das Seiende im Ganzen, dem das Seiende - genannt Mensch - eingeordnet ist? Die Aufgabe der Wesens-umgrenzung dieses Seienden wird so hinübergerettet in eine schon vollzogene oder in ihren Vollzugsbedingungen kaum bedachte Auslegung des Seienden im Ganzen. Soll diese jedoch einer Besinnung entspringen, dann meldet sich sogleich als Rückschlag die Frage : wer sind »wir«, die wir da so geradezu das Seiende im Ganzen bestimmen und gar durch eine Erklärung aus einer obersten Ursache für hinreichend bestimmt halten? So kehrt die Frage nach dem Menschen wieder. Allein, sie hat sich gewandelt oder sie steht auf der Schwelle einer unausweichlichen Verwandlung; unausweichlich allerdings nur für den Willen zur Besinnung. Entsagen wir diesem, dann bleibt alles in dem fruchtlosen Hin und Her zwischen einer Deutung des Seienden im Ganzen und einer Auslegung des »besonderen« Seienden, das wir als den Menschen zu kennen meinen .

Für die Besinnung aber entspringt die Erfahrung: Der Mensch kann nur auf dem Grunde der Zugewiesenheit in die Wahrheit des Seyns das Seiende im Ganzen und sich selbst als das Seiende, das er ist, bestimmen . Das Seyn selbst muß den Menschen dem Wesens-grunde nach in die Wahrheit des Seyns übereignet haben. Dieses Er-eignis bringt allein jene Lichtung, in der das Seiende im Ganzen und der Mensch sich begegnen können, um ihre Ferne zu ermessen.

giovedì 30 aprile 2015

Ne sono SEMPRE PIU' CONVINTO !!

Rileggendo alcuni dei primi post da me 
scritti su questo blog, ne ho trovato uno 
di oltre 5 anni fa del cui contenuto sono 
sempre più convinto. Ve lo ripropongo 
pari pari, evidenziandone solo qualche
passaggio.


lunedì 7 dicembre 2009

Riflessione pomeridiana

Ora ve la presento in forma sintetica, ma non mancherò di dimostrarla in modo rigoroso nelle sedi appropriate:

Più tempo passa, più leggo e approfondisco, più mi rendo conto
di quanto e di come il mio Congiunzioni Giove-Saturno e storia giudaico-cristiana sia complementare al Sein und Zeit di Heidegger.
E ciò sebbene io, di formazione tecnico-scientifica, dieci anni fa (quando concepii e scrissi il mio libro) di Heidegger non conoscessi neppure il nome, figurarsi la filosofia! Colgo anzi l'occasione per precisare di aver acquistato la mia copia di Essere e Tempo, ed. Longanesi 2008, soltanto il 6 luglio 2008, come mi ricorda lo scontrino della libreria, spillato dietro il volume.

Mi viene ormai costantemente da pensare, infatti, che tutta la parte delle cinque Appendici del mio libro, con l'accurata descri-
zione fisico-matematica (quindi fenomenologica) delle congi-
unzioni Giove-Saturno, singole e multiple, sia nella sua essenza proprio la parte che Heidegger avrebbe inizialmente voluto/
pensato-di scrivere nella parte mancante del suo Essere e Tempo e che invece non seppe o non volle mai scrivere
, forse per timore di togliere al suo Sein/Seyn quel certo alone di mistero che invece riuscì sempre a mantenergli.

martedì 7 febbraio 2012

Astronomical Dating of Heidegger's Kehre ovvero Datazione e significato astronomico della 'svolta' heideggeriana

In questi giorni di gelo e di letture, muovendo dalla seconda parte della lettera di risposta che Heidegger scrisse al gesuita W.J. Richardson ai primi di aprile del 1962 (e che quello fu autorizzato a pubblicare come premessa al suo Heidegger.Through Phenomenology to Thought, Nijhoff 1963),  mi sono messo ad approfondire la Kehre, quella famosa svolta che, secondo alcuni (es. Vattimo), farebbe da spartiacque tra una prima fase del pensiero heideggeriano ed una successiva caratterizzata da un mutamento di prospettiva, mentre secondo altri (es. L.P. Hemming) "far from the 'turning' [Kehre] representing a fracture, where Heidegger abandons the existential-temporal analitic of Dasein in favour of an attempt to think only being (das Sein) as such, the 'turning' represents the point of unity in Heidegger's work. This point of unity shows how Dasein and being 'belong together' in 'the event' (das Ereignis)."
Nella lettera al padre gesuita è Heidegger stesso a precisare che, pur avendo apertamente parlato di Kehre per la prima volta nella Lettera sull'umanismo del 1947, la questione della svolta "sollecitava il mio pensiero già un decennio prima del 1947". Precisa poi che:
"La svolta non è in primo luogo un processo nel pensiero che indaga [cioè nel suo pensiero, nota mia]; essa appartiene alla questione stessa indicata con i titoli Essere e tempo e Tempo ed essere." Come dire che è invece un processo esterno al pensiero del filosofo/ricercatore e vedremo presto di che processo si tratta.
Aggiunge ancora:
"La svolta gioca nella questione stessa. Non è inventata da me, né riguarda solo il mio pensiero. Finora non mi è noto alcun tentativo di riflettere su tale questione e di analizzarla in modo critico. Invece di chiacchierare senza fondatezza e senza fine sulla 'svolta', sarebbe più raccomandabile e più fruttuoso impegnarsi finalmente nella questione indicata."
Eccomi! Eccomi a fare (un po' immodestamente) il quarto nella proporzione Fichte : Kant = io : Heidegger . E vedrete presto perchè. Ma andiamo con ordine, nella riflessione auspicata da heidegger eravamo arrivati verso il 1937.
Avendo in mente la mia chiave ermeneutica, vado a verificare e trovo che ad agosto del 1937 Giove distava ancora circa 75° da Saturno e, in coppia, i due pianeti eravano visibili per circa cinque ore della notte, dalle 21:40 circa alle 02:30 del mattino successivo. Poi Giove tramontava. Anche se andava preparandosi l'evento del 1940-41 (la congiunzione G-S tripla nell'Ariete di cui ho altre volte detto) non vedo svolte nel 1937.
Vado indietro prima di due anni poi di altri due, i pianeti si distanziano - ovviamente - e si riducono il numero di ore in cui entrambi sono visibili. Ai primi di agosto del 1933 sono visibili entrambi - molto bassi sull'orizzonte (5-6°) - solo dalle 20:00 alle 21:20, cioè per poco più di un'ora. Incomincio ad intuire cosa dev'essere stata la cosiddetta svolta esterna al pensatore e che riguarda la questione, la cosa stessa.

A questo punto vado a leggere qualcosa di qualificato sulla svolta e, dal IV capitolo (di L. Samonà) della Guida a Heidegger della Laterza (a cura di F. Volpi), scopro che una nota a margine nella copia personale di Heidegger del saggio Vom Wesen der wahrheit - Dell'essenza della verità fa risalire al 1930 "il salto nella svolta (che è essenzialmente ..nell'evento)."
Cercando ancora scopro che la prima conferenza sull'argomento di questo saggio viene tenuta il 14 luglio 1930 a Karlsruhe, allora capitale del land Baden, ed altre poi a Brema (8 ottobre), Marburgo e Friburgo (11 dicembre 1930) e nell'estate 1932 a Dresda.

Ormai convinto di trovare quel che vado cercando, riprendo il software astronomico e .. cosa trovo?

Trovo che nella notte dal 26 al 27 luglio 1930 Giove e Saturno erano praticamente a 180° uno dell'altro, cioè verso la sera del 26 mentre Saturno sorgeva Giove tramontava e, verso l'alba del 27  accadeva il viceversa, Giove sorgeva mentre Saturno tramontava. I due pianeti non erano mai visibili contemporaneamente.

Come si vede dai grafici soprastanti, a partire dalle ore 04:30 del 27 luglio 1930  la distanza angolare tra Giove e Saturno incomincia a diminuire. E continuerà a diminuire lentamente ma continuamente per tutti i prossimi 10 anni, finchè  i due pianeti non daranno luogo alla congiunzione tripla del 1940-41 nella costellazione dell'Ariete.


La svolta è dunque avvenuta, da questo momento - 04:30 del 27 luglio 1930 - a causa della sua maggiore velocità angolare Giove incomincerà ad avvicinarsi sempre di più a Saturno, in una lenta ma continua Zeitigung der Zeit che avrà come sua conclusione l'Ereignis del 1940-41, l'epocale ritorno dell'Essere. La Kehre è dunque la trasposizione filosofica, nell'ermetico linguaggio heideggeriano, del fatto astronomico descritto.
Gli scritti di Heidegger di questo periodo e dei successivi hanno lo scopo di dimostrare quanto coscienziosamente lui si preparasse ad Esserci all'appuntamento con l'Essere di dieci anni dopo.


Quali conclusioni possiamo trarre da questa critica e fruttuosa (secondo l'auspicio di Heidegger) riflessione sulla svolta-Kehre ?
1) La prima e più importante è la conferma che le congiunzioni Giove-Saturno giocano ed hanno giocato un ruolo fondamentale nella storia della filosofia e della metafisica occidentale.
2) La seconda è che la fenomenologia e la temporalità delle congiunzioni tra Giove e Saturno sono in particolare la chiave interpretativa per decrittare tutta l'opera di Martin Heidegger.
3) La terza è che il filosofo della Foresta Nera era scientificamente molto meno naive di quanto a volte potesse/volesse sembrare, oppure aveva amici/consiglieri fisici e/o astronomi.
4) La quarta è che, sebbene egli si sforzasse di rendere criptico ed ermetico ogni suo discorso, pure un'opera di decifrazione e decrittazione è possibile e necessaria.

Queste mi sembrano al momento le principali conclusioni e risultati che è possibile trarre. Data anche l'ora tarda, chiudo perciò qui augurando a ciascuno di voi una buona notte. E speriamo anche che questo freddo passi presto. Bye, Giuseppe

sabato 16 aprile 2011

La fenice di Tacito (Annali 6.28), that is: Tacitus' phoenix (Annals 6.28)

In questi giorni di aprile dell'anno (che oggi chiamiamo) 35 d.C. stava finendo - come ciascuno può vedere nei grafici dietro al titolo e anche verificare direttamente con un software astronomico/planetario - la congiunzione G-S (Giove-Saturno) doppia verificatasi nella costellazione del Leone a cavallo degli anni 34-35. I due minimi del grafico delle distanze angolari tra i due pianeti (linea curva di colore blu del grafico), corrispondenti agli allineamenti tra Giove e Saturno, si ebbero il primo il 5 ottobre del 34 con una distanza angolare minima di 26' 42", il secondo il 3 aprile del 35 con una distanza angolare residua di 26' 35" (cfr. grafico). [nota per i kantiani: il noumenon di questo fenomeno si ebbe il 28 dicembre del 34 con una distanza angolare minima di 26' 19".]

Come ho illustrato e dimostrato nel 2008 all'Università di Liverpool, durante l'annuale meeting della U.K. Classical Association, e nel 2009 alla Humboldt-Universitaet di Berlino, durante il quinquennale congresso della FIEC (la Federazione internazionale delle Associazioni nazionali di Studi classici, Etudes Classiques), questo fenomeno di astronomia planetaria è la spiegazione razionale della cosiddetta ri-apparizione della fenice in Egitto di cui parla Tacito in Annali 6, 28, cioè al paragrafo 28 del libro VI. Ivi - passi riferiti all' anno 34 - ognuno può leggere:

28. Paulo Fabio L. Vitellio consulibus post longum saeculorum ambitum auis phoenix in Aegyptum uenit praebuitque materiem doctissimis indigenarum et Graecorum multa super eo miraculo disserendi.  .. ...
that is:
28. With Paulus Fabius and Lucius Vitellius as consuls, after a long cycle of centuries the phoenix came to Egypt and afforded material to the most learned of the natives and Greeks for holding forth at length on that marvel.  .. ...
ovvero:
28. Sotto il consolato di Paolo Fabio e di L. Vitellio ricomparve in Egitto, dopo lungo corso di secoli, la fenice, l'uccello i cui prodigi offersero ai sapienti del paese e di Grecia tanta materia di discussione.  .. ...

Questo passo di Tacito sarà al centro di molti dibattiti in futuro, perchè non erano passati affatto molti secoli dalle ultime apparizioni della fenice, cioè dalle passate occorrenze di questo stesso fenomeno. Di congiunzioni G-S (cioè Giove-Saturno) multiple se ne erano avute infatti, andando indietro nel tempo, anche in epoche relativamente recenti rispetto al 34-35:

*** tripla nel 7 a.C. nella costellazione dei Pesci (la cd 'stella di Betlemme');
** 'doppia' nel 46 a.C. nel Sagittario, all'epoca della relazione Cesare-Cleopatra e di Virgilio 24-enne;
** 'doppia' nel 125 a.C. nella costellazione dei Pesci;
*** tripla nel 146-145 a.C. nella costell. del Cancro, all'epoca dello scisma di Qumran nella casta sacerdotale ebraica.

C'è dunque il problema storico e letterario-filologico di capire per quale motivo Tacito citi ben tre 'apparizioni' molto antiche (tempo di Sesostri I,  di Amasi e di Tolomeo III) e - tra le più recenti - la sola apparizione della 'fenice' del 34-35, conferendole così un carattere nettamente epocale, e trascuri invece di citare - come avrebbe dovuto fare parlando di fenice e di Egitto - almeno le due congiunzioni G-S triple del 7 a.C. e del 146-145 a.C.

Concludo questo breve articolo su Tacito e sulla 'sua' fenice di Annali 6, 28 ricordando che, come ho illustrato nel mio Congiunzioni Giove-Saturno e storia giudaico-cristiana di dieci anni fa, questo fenomeno di astronomia planetaria è alla base di una nuova interpretazione degli ultimi mesi di vita di Gesù, interpretazione che mi porta a ridatare - sulla base dei tempi del 2° allineamento Giove_Saturno di questa congiunzione - la Passione di Cristo a venerdì 8 aprile dell'anno 35, sempre sotto Ponzio Pilato e sempre sotto Tiberio. Ma su ciò sarà il caso di tornare un po' più diffusamente.

venerdì 7 maggio 2010

Sarei stato a New York oggi ...

... se la mia relazione De Seyn, deciphering Heidegger's works and philosophy at the light of the Phenomenology and Temporality of the Jupiter-Saturn conjunctions fosse stata inserita nel programma del 44° Annual Meeting dell' Heidegger Circle degli Stati Uniti, in programma oggi, domani e dopodomani 9 maggio alla Stony Brook University di Manhattan.

Purtroppo però coloro che hanno fanno la 'blind review' del mio articolo (quello in 11 pagine che ho pubblicato su questo blog il 31 marzo u.s.) oppure gli organizzatori dell'università newyorkese sede dell'incontro non hanno avuto abbastanza coraggio per accettarlo, anche se la motivazione ufficiale del mancato inserimento è stata che vi è stata quest'anno una massiccia risposta al Call for papers e che, fra tante relazioni - tutte valide - presentate, alcune hanno dovuto essere sacrificate per il limitato tempo complessivo del convegno (due giorni e mezzo).

Sia come sia, ho pensato che quei 2300-2500 euro che avrei speso da solo negli States ora è meglio ch'io li spenda questa estate con la famiglia in giro nella Germania meridionale, tra Messkirch e Freiburg i.B., per calarmi ancora meglio nella personalità e nell'ambiente di Heidegger, ambiente che per altro un po' già conosco per aver vissuto tre anni - tanti anni fa - sulla sponda tedesca del Bodensee, il lago di Costanza.

mercoledì 31 marzo 2010

De Seyn, deciphering Heidegger

Ecco, come promesso, l'articolo in inglese di undici pagine che - in forma adatta ad una 'blind review' - avevo inviato agli organizzatori del prossimo convegno annuale dell' Heidegger Circle statunitense (7-9 maggio p.v. a NY) e che, con mio grande disappunto, non è stato incluso tra le relazioni in programma al meeting stesso.

Giudicate voi stessi la quantità e qualità dei contributi che con questo articolo io apporto agli studi e alle ricerche non solo su Heidegger, ma anche su Nietzsche e su Hoelderlin, sulla caratterizzazione dei contrapposti atteggiamenti dionisiaco ed apollineo, sull' intera Seinsgeschichte.

Mi farebbe piacere qualche vostro commento/giudizio inviatomi all' indirizzo di posta elettronica
josephdc(at)tiscali(dot)it .






















































giovedì 25 marzo 2010

De Seyn, il nuovo titolo del blog

Come vedete, ora il blog ha un nuovo titolo ... anzi, direi, ha finalmente un titolo, visto che quello precedente indicava soltanto di chi era il blog, cioè chi era/è il blogger esternante. Ho voluto riprendere il titolo un po' latino e un po' tedesco della relazione non-inclusa tra quelle del programma del Meeting 2010 dell' Heidegger Circle a New York per sottolineare il fatto che qui si parla proprio dell'Essere di Heidegger, anche se non solo di esso. Non solo di esso, cioè non solo della ricorrenza che attendeva Heidegger, perchè - come correttamente anche se forse un po' genericamente ed indistintamente intuì il filosofo alemanno - l'Essere ha lunga, anzi lunghissima Seinsgeschichte e di questa, della fenomenologia delle singole ricorrenze e delle sue tante implicazioni filosofiche, religiose, storiche, letterarie, .. io vengo qui via via parlando e chiarendo.

Oggi ho scandito ('scannerizzato') l'intero articolo che, con quel titolo, avevo inviato agli americani e presto potrete leggerlo e scaricarlo dal blog, prima ancora magari di quanto potranno fare gli amici americani ai primi di maggio. Potrete così vedere come tutti i tasselli del puzzle dell'essere e del non essere si incastrano reciprocamente, quelli di Heidegger in particolare sia tra di loro che con quelli di Nietzsche e di Hoelderlin, in un quadro di grande chiarezza e coerenza.

Ecco questo volevo anticiparvi questa sera, cosa che ho fatto, per cui ora posso anche congedarmi da voi e chiudere la giornata. Buona notte a tutti, Giuseppe.