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sabato 15 marzo 2025

HEIDEGGER nell' ESTATE 1940: * PENSARE ALL'APERTO * GUARDANDO LA CONGIUNZ. GIOVE-SATURNO TRIPLA

 

Cito dall'inizio delle Riflessioni XIV del volume dei Quaderni Neri GA 96 (S. 169), sezione iniziata da Heidegger a giugno del 1940 e scritta fino a giugno 1941, cioè proprio durante tutta la congiunzione G-S tripla del 1940-41:

"Ci sono carichi dei quali non ci si può sbarazzare, ma che invece devono essere portati avanti in un tempo, che decide del loro nuovo peso/importanza.

Con il carico di pensiero di due millenni e mezzo sulle spalle - pensare all' aperto - ". (mia trad.)

L'originale tedesco da GA96, 169: "Lasten sind, die sich nicht abschuetteln lassen, die aber hinuebergetragen werden muessen in eine Zeit, die anfaenglich ueber ihr Gewicht entscheidet.

Mit der Last des Denkens von zweieinhalb Jahrtausenden auf den Schultern - ins Offene denken - "

Ricordo per completezza che i tre visibilissimi allineamenti geocentrici Saturno-Giove-Terra di questa memorabile congiunzione G-S tripla si verificarono l' 8 agosto ed il 19 ottobre 1940 ed il 15 febbraio 1941.

Per capire meglio il tutto è anche utile ricordare che il 22 giugno 1940 la Francia si arrese alla Germania  (chiese ed ottenne l'armistizio) e che esattamente un anno dopo,  il 22 giugno 1941, la Germania attaccò l'Unione Sovietica.

domenica 2 settembre 2018

M. HEIDEGGER im AUGUST 1939 und DIE KOMMENDEN GOETTER [Schwarze Hefte, Ueberlegungen XIII, GA96]

During the summer 1939, when Heidegger was writing the black
Notebook n. XIII (see GA96, p. 136), the planet Jupiter was visibly and
rapidly approaching Saturn for the next coming _TRIPLE conjunction
J-S_, which happened in the second half of the year 1940 and in the first
months of year 1941. [The red curve indicates the decreasing angular
'distance' between the two planets (the Greek time gods)]
"Nur kommende Goetter - Goetter im Kommen - vermoegen das Wesen der Gottschaft neu zu erfuellen: dass das Seyn selbst gefordert wird als Spielraum aeusserster Entscheidungen ueber eine moegliche Wesung von Wahrheit. Kommende Goetter - erbauen ihre Gottschaft im vorausgewiesenen Gangraum eines Zu-kommens auf den selbst erst dem Seyn wieder zu-entschiedenen Menschen. Die kommenden Goetter stiften die tiefste Geschichte und sind die Vorboten des letzten Gottes."

[aus: M. H., Ueberlegungen XIII, S. 81-82, GA 96, S. 136]

domenica 5 novembre 2017

HEIDEGGERs Ueberlegungen XIV (Juli 1940 - Juni 1941): HIER WIRD OFFENBAR, WAS DICHTUNG IST

The TRIPLE Jupiter-Saturn conjunction happened in the years 1940-1941
in the constellation Aries. Dates of the 3 alignment Saturn-Jupiter-Earth:
August 8th, 1940 - Oktober 19th, 1940 - Februar 15th, 1941.
"Von wegen geringer Dinge/ Verstimmt wie vom Schnee war/Die Gloke, womit/ Man laeutet/Zum Abendessen"-

Hoelderlin, Entwurf zu Kolomb, IV2, S. 395

"Hier wird offenbar, was Dichtung ist, die nicht mehr noetig hat, 'Kunst' und d.h. 'téchne' und d.h. 'Poesie' ('poiesis') zu sein. Zum Glueck ist solche Dichtung den jetzt in allen Kuensten geschulten und alles nachahmenden Versemachern ganz unzugaenglich. Warum aber muss solche Dichtung gleichzeitig sein mit der schrankenlosen Kultur-mache? Damit sie durch diese verhuellt und so bewart wird vor jener Vernutzung von Allem zu Allem aus der Beliebigkeit der Entfesselung des Machtwesens." 

[Gleich bei Beginn des XIV Heftes der Ueberlegungen, Juli 1940, GA96, S. 168]


*          *          *
"Per via di poche cose
sorda come per neve era
la campana con cui
si suona
per la cena"-                Hoelderlin, Progetto per Colombo, IV2, p. 395


"Qui si rende manifesto cosa sia la poesia/Dichtung che non necessita più essere 'arte' e cioè 'téchne' e cioè 'poesia' ('poiesis'). Per fortuna tale poesia/Dichtung è del tutto inaccessibile ai versificatori addestrati in tutte le arti ed inclini ad imitare tutto. Perchè però tale poesia/Dichtung dev' essere contemporanea con l' illimitato culturame (Kultur-mache)? Affinché sia nascosta da questo e dunque preservata da quel consumo di tutto per tutto in base all' arbitrio dello scatenamento dell' essenza del potere."  (traduzione da me rivista)

[Proprio all'inizio del XIV quaderno delle Riflessioni 1939/1941, luglio 1940, Bompiani p. 218]

giovedì 30 giugno 2016

" .. und ZARATHUSTRA GING AN MIR VORBEI ..." [Nietzsche - 1881]

The single Jupiter-Saturn conjunction occurred
on April 18th 1881, in the constellation Aries
"Die metaphysischen Grundstellungen sind geschichtlich und d.h. nach ihrem Wesen allererst im seynsgeschichtlichen Denken erfahr- und durchdenkbar."

[aus M. Heidegger, Ueberlegungen XII-XV, GA96, XIII-56, S. 101]

martedì 10 maggio 2016

SCHWARZE HEFTE, solo QUADERNI DI LAVORO ?! (Considerazioni in margine alla IV Giornata heideggeriana dell'ass.ne A.S.I.A. di Bologna)

Domenica pomeriggio 8 maggio ero a Bologna, tra il centinaio di persone che partecipavano alla "quarta giornata heideggeriana" organizzata dall' Associazione Spazio Interiore e Ambiente (ASIA). Brillante protagonista dell' interessante pomeriggio è stata la dr.ssa Francesca Brencio, che - sebbene molto giovane - ha già un curriculum di tutto rispetto come ricercatrice presso università ed istituzioni sia italiane che straniere, ultimamente la facoltà di teologia dell' Università di Freiburg i.B.

In circa un'ora e mezzo di conferenza, la Brencio ha rifatto un po' tutta la storia della pubblicazione dei Quaderni neri di Heidegger (GA 94, 95, 96, 97) dalla primavera 2014 in poi, soffermandosi in particolare sulle polemiche per i "17 passi antisemiti sulle complessive 2000 pagine" che tanto spazio trovarono sulla stampa internazionale. Al riguardo la ricercatrice spoletina ha fatto propria la posizione del prof. F.W. von Herrmann, ultimo assistente di Heidegger, secondo il quale i passi incriminati sarebbero stati anche fraintesi e sarebbero comunque sostanzialmente irrilevanti nel contesto sistematico del pensiero heideggeriano. Tutto il battage mediatico sarebbe stato organizzato solo ed esclusivamente a fini di promozione editoriale e di utilità personale da parte di alcuni interessati critici. 
Del prof. von Herrmann e del francescano prof. Francesco Alfieri dell' Università Lateranense la Brencio presenterà dopodomani 12 maggio all' Università di Pavia - insieme agli autori - il volume "Martin Heidegger, La verità sui Quaderni neri", che a suo parere si rivelerà essere un importante contributo allo studio critico del filosofo svevo.

La seconda parte dell'iniziativa dell' ASIA, ancora un'ora e mezza, era dedicata alle domande alla Brencio e agli interventi del pubblico partecipante. Ho sostenuto in questa fase e in un colloquio finale con la relatrice, che a mio parere i Quaderni neri non possono essere considerati come semplici quaderni di lavoro e diari di pensiero, a causa dell' autocontrollo e della sistematicità con cui sono scritti e del gran numero di citazioni interne e cross-correlations presenti tra le parti di essi. E a proposito della domanda di "cosa rimane di Heidegger dopo i Quaderni neri", ho sostenuto che a mio parere rimane lo stesso problema di prima  - tuttora irrisolto per l' Accademia - di capire in cosa consista realmente la SEINSGESCHICHTE di cui parla Heidegger in tutta la sua produzione e di accettarne un'ermeneutica interdisciplinare, come quella ch' io propongo, a fondamento astrale (precisamente astronomico-planetario), basata sul Seiende im Ganzen costituito dalla coppia planetaria Giove-Saturno. 

Ho detto infine che a mio parere grandissime sorprese riserveranno i cinque Quaderni neri ancora da pubblicare, dal numero GA 98 al numero 102, il cui senso complessivo potrebbe essere proprio quello di confermare in pieno la mia teoria interpretativa, appena ricordata.

giovedì 28 gennaio 2016

Heideggers SCHWARZE HEFTE im Kontext - Qualche impressione sul convegno/seminario di Friburgo del 14-16 gennaio 2016

Promosso dalla fondazione Fritz-Thyssen di Colonia ed organizzato dal team editoriale dell' Heidegger-Lexicon (che sarà pubblicato nel corso di quest'anno dall' editore De Gruyter), si è svolto nei giorni 14, 15 e 16 gennaio a Friburgo in Brisgovia un convegno-seminario sui Quaderni neri di Heidegger (vd. locandina a lato).
Attratto dal fatto che ad ogni relatore/relazione era riservata un'ora e mezza di tempo e che vi sarebbe stato quindi ampio spazio per le discussioni e gli interventi del pubblico, ho partecipato anch' io confidando nella possibilità di far circolare e conoscere la mia innovativa proposta ermeneutica per la Seinsgeschichte e l'intera storia della filosofia.
Aspettativa, la mia, andata parzialmente delusa perchè - diversamente da quanto avviene in convegni di taglio seminariale, realmente aperti ai contributi del pubblico - qui la moderazione dopo le relazioni è stata praticamente sempre tenuta solo da uno dei quattro organizzatori (il prof. Figal stesso e tre suoi collaboratori) e non a rotazione da tutti i relatori partecipanti. Proprio per ciò ho notato una certa insofferenza e a volte vero e proprio ostruzionismo nei riguardi delle mie domande e richieste di intervento. A ciò ho comunque ovviato con contatti diretti con molti relatori e con la distribuzione a molti di essi di fotocopie di grafici e di miei Abstracts, illustranti la mia tesi ermeneutica sulle congiunzioni Giove-Saturno come fondamento/Grund della heideggeriana Seinsgeschichte/storia-dell'essere e di molta altra storia della filosofia.
Guenter Figal (1949 - )

Interessante tra le prime relazioni presentate è stata quella di Gérard Bensussan dell'Università di Strasburgo, che ha proposto di rovesciare la tesi di E. Fayes sull'introduzione da parte di H. del nazismo nella filosofia. Egli sostiene invece che H. tentò (invano) di introdurre la filosofia nel nazismo e che dalla verificata impossibilità di ciò nacque il suo risentimento e la sua sostanziale presa di distanza dal nazional-socialismo. L'atteggiamento antisemita di H. sarebbe dovuto al fatto che il filosofo svevo ritiene il giudaismo responsabile di tutta l'evoluzione culturale occidentale, caratterizzata dall'oblio dell'essere, dalla prevalenza dell'ente, da mancanza di cultura e da materialismo.

Lo svizzero Dieter Thomae dell'Università di St. Gallen ha messo soprattutto in evidenza come i passi antisemiti nei Quaderni neri si concentrino soptattutto verso la fine degli anni trenta e l'inizio degli anni quaranta del secolo scorso, insomma intorno al 1940. Il che non ha affatto sorpreso me, che da anni sostengo la singolare importanza della coincidenza tra congiunzione Giove-Saturno tripla del 1940-1941 ed acuirsi e sistematizzarsi delle persecuzioni antiebraiche in Germania a tutti i livelli. Ha sostenuto poi che della Seinsvergessenheit H. accusava i nazisti non meno che gli ebrei. 

Il dottorando Nikola Mirkovic relazionava sullo stile dei Quaderni neri, citando tuttavia in modo piuttosto caotico (non cronologico) brani ermetici dai volumi GA94-GA97 ed omettendo qualunque citazione dal volume GA96(1939-1941), che invece a parer mio è quello più importante dei quattro perchè contemporaneo al verificarsi della Lichtung del Seyn 1940-1941 (la congiunzione Giove-Saturno tripla a cavallo degli anni 1940-1941)

Delle relazioni di venerdì 15 mattina interessanti quella di Morten Thaning, che con citazioni intrecciate/alternate ha ipotizzato un'influenza del Dr. Faustus di Thomas Mann sui primi due volumi dei Q.N., il GA94 e 95, seguita da quella di Denis McManus dell'Univ. di Southhampton di approfondimento della relazione in Heidegger tra i concetti di Historicity and Authenticity. 

La relazione più importante del pomeriggio è stata quella del migliore tra i collaboratori di Figal, cioè David Espinet, che aveva titolo: Warum liest Heidegger Kant? Innenansichten ab 1931. Il dr. Espinet ha messo in evidenza come l' Auseinandersetzung di Heidegger con Kant continui e si accentui proprio con l'inizio della redazione dei cosiddetti Quaderni neri, coincidente a sua volta con la Kehre (evento del quale - come sa chi mi segue con qualche assiduità - io dò un'interpretazione astronomica, con relativa datazione al 1930).

Molto singolare il sabato 16 mattina è stata la frizzante relazione del prof. Maurizio Ferraris, tenuta dopo un po' di confusione iniziale in un misto di pessimo inglese e francese, imbastita alla bene e meglio al computer nei due giorni precedenti, com'era evidente dalla proiezione di slides incomplete e approssimative. Secondo lui più che interrogarsi su un presunto antisemitismo metafisico di Heidegger (da lui definito una 'Lili Marlene filosofica'), bisogna parlare dell'antisemitismo di un metafisico. Ha poi omaggiato Vattimo come suo maestro, citato un paio di volte il katechon (non ho ben capito a che proposito), sostenuto che in fondo Heidegger ha scritto un solo libro ed anche incompleto, Sein und Zeit (risatine in sala: era presente anche Klostermann, l'editore dei 102 volumi della GesamtAusgabe), parlato di vari tipi di farisaismo (metafisico, positivo, negazionista, situazionista, psicoanalitico), attaccato Donatella Di Cesare per plagio su un brano del 1978 di Derrida (di cui aveva in precedenza citato Of Spirit), ... ...

Nel pomeriggio di sabato 16 una lunga e pesante relazione ha presentato il Dr. T. Keiling sullo strapotere dell'Essere ("Uebermacht des Seyns." Heidegger und das Trauma der Seinsfrage). Secondo lui i Quaderni neri sarebbero manifestazione einer fundamentalen Orientierungslosigkeit di Heidegger nella ricerca della Seinserfahrung. "Heidegger sucht damit .. eine Erfahrung, welche die Grundbewegung seines Denkens zu einem Abschluss bringt. Dies gelingt in Sein-und-Zeit nicht, es gelingt in den Vorlesungen zur 'Metaphysik des Daseins (GA26) und in den Beitraege-zur-Philosophie nicht, und es gelingt auch in der Verbindung von Sein und Macht nicht. Das Seinsdenken zu vollenden wird Heidegger nie gelingen." Questo giovane e rampante PhD evidentemente ancora NON ha compreso che Heidegger il suo Vorgriff  del concetto di essere e la sua Grunderfahrung des "exemplarischen Seiendes" li ebbe già da giovane e precisamente negli anni 1920 e 1921, in occasione dell' osservazione diretta - de visu - della congiunzione Giove-Saturno culminata il 10 settembre 1921 nella costellazione della Vergine.

La relazione finale, il sabato 16 pomeriggio, era del prof. Markus Gabriel dell'università di Bonn, titolo: "Was heisst 'denken'? Heidegger 1930-39 und das Problem der Philosophie". Quel che ricordo (in mancanza di appunti per la scomodissima e lontanissima posizione che avevo nell'affollata grande sala, a causa di un leggero ritardo nel rientrare dalla pausa-caffè) è che Gabriel ha posto in evidenza - con numerose citazioni dai testi heideggeriani e dai volumi GA94 e GA95 - una certa ambivalenza ed anche contraddittorietà di molte affermazioni del filosofo svevo. Ragion per cui poi risulta ancora presto per definire Heidegger un 'angelo' oppure 'un angelo decaduto', come molti vorrebbero. E' necessario, a parere di Gabriel (ed anche mio) continuare a studiarlo ed approfondirlo, per capire veramente e fino in fondo il senso della sua filosofia.
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Piccole note di cronaca: il sabato pomeriggio-sera arrivò finalmente la neve, piccolo shopping al centro di Friburgo (prima qualche libro), domenica 17 mattina spostamento a Basilea da dove poi - lunedi 18 pomeriggio - rientro a Roma.


mercoledì 16 settembre 2015

HEIDEGGERS "300 JAHRE" des SPIEGEL-INTERVIEWs und "DIE NAECHSTEN DREI JAHRHUNDERTE" der UEB. XIV - GA 96

The triple Jupiter-Saturn conjunction
occurred in the years 1940-1941
Leggendo l' intervista a Der Spiegel che Heidegger rilasciò nel 1966 [e che, secondo le sue condizioni, fu pubblicata solo nel 1976 alcuni giorni dopo la sua morte], ho notato un insistito riferimento ad un intervallo di tempo di "300 Jahre" che mi ha immediatamente fatto tornare alla mente una Ueberlegung del quaderno nero XIV (GA 96, pp. 176-177), scritta a metà luglio del 1940 ove pure parla - per la prima volta - dei "naechsten drei Jahrhunderte"

Nel primo caso all'intervistatore che gli chiedeva chiarimenti sul metodo di pensiero completamente nuovo, adatto a pochi, da lui auspicato nel colloquio del 1964 con un monaco buddista e sui tempi di eventuali realizzazioni ad esso connesse, Heidegger rispose:

Das kann ich auch nicht sichtbar machen. Ich weiss darueber nichts, wie dieses Denken 'wirkt'. Es kann auch sein, dass der Weg eines Denkens heute dazu fuehrt, zu schweigen, um das Denken davor zu bewahren, dass es verramscht wird innerhalb eines Jahres. Es kann auch sein, dass es 300 Jahre braucht, um zu 'wirken'.
Può anche essere, diceva, che "oggi convenga - tacendo - proteggere questo nuovo pensiero e metodo da una rapida 'svendita', banalizzazione", e - pur dicendo di non conoscere com'esso agisca - aggiungeva: "Può anche essere che esso, questo pensiero, abbisogni di 300 anni per avere effetto."
Anche più avanti nell'intervista torna di nuovo un riferimento di Heidegger ai 300 anni, unitamente ad un rimando al suo "Was heisst Denken" del 1954.


The triple Jupiter-Saturn conjunction which
will occur in the years 2238-2239,

298 years after that happened in 1940-41
Nella citata riflessione delle Ueberlegungen XII-XV  (GA 96, p. 176 in basso), databile alla metà di luglio del 1940 e quindi di molto precedente all'intervista di cui sopra, Heidegger scrive:

Nur wer den Mut and das Wissen hat, ueber die naechste drei Jahrhunderte hinwegzudenken, kann heute mitdenken und sich auf die "Philosophie" einlassen.
Cioè: "Solo chi ha il coraggio ed il sapere per riflettere sui prossimi tre secoli può oggi seguire il ragionamento ed impelagarsi nella "filosofia"."

Ecco, veniamo ora alle mie seynsgeschichtliche Ueberlegungen sui passi citati. Io penso che Heidegger, molto probabilmente (per non dire sicuramente) con la previa consulenza dei fisici W. Heisenberg e V. von Weizsaecker, nell'estate del 1940 sapeva benissimo non solo dell'ormai imminente arrivo della congiunzione Giove-Saturno tripla del 1940-1941 (grafico in alto a sinistra), ma anche del fatto che - a parte un'altra dello stesso tipo prevedibile/prevista per il 1981 - poi non ve ne sarebbero state altre per circa trecento anni da quel 1940, cioè fino alla congiunzione Giove-Saturno tripla che avverrà a cavallo degli anni 2238 e 2239 (cfr. secondo grafico); si ha infatti 2238 - 1940 = 298 !! Ecco spiegato secondo me quel continuo riferimento di Heidegger ai 300 anni di cui il suo nuovo e criptico modo di pensare potrebbe aver bisogno per essere capito e produrre qualche effetto. 

A me, che sono convinto di avere scoperto LA CHIAVE ERMENEUTICA per la decrittazione di Heidegger e di molto altro e che scrivo dopo che sono trascorsi 'appena' 75 anni da quel 1940 del GA 96, la sua previsione dei trecento anni per vedere qualche conseguenza del seinsgeschichtliches Denken - ancorchè ipotetica - pare francamente eccessiva. 

Incomincio a chiedermi, a volte e con qualche esitazione e qualche perplessità, se non sia proprio io ad impersonare il prototipo, anzi ad essere propriamente il primo di quei seinsgeschichtliche Denker che Heidegger immaginava, che avranno il compito di rileggere e rendere finalmente comprensibile tutta la storia del pensiero filosofico occidentale.

martedì 19 maggio 2015

Come si vedeva Martin HEIDEGGER nell' estate del 1941 [GA 96, Ueberl. XIV]

Mi sembra di avere già detto in articoli precedenti che io ritengo il volume GA 96 della GesamtAusgabe ed in particolare il quaderno XIV, contenente le riflessioni/Ueberlegungen dal luglio 1940 al giugno 1941, il più importante dei primi tre Quaderni neri pubblicati nel marzo 2014.
Risfogliando stamattina questo quaderno, mi sono imbattuto in due annotazioni di cui vorrei mettervi a parte, perchè mettono bene in luce come Heidegger si vedeva e cosa pensava.

Wie Wenige wissen heute noch wahrhaft, aus echtem Tun oder aus noch echterem Verzicht, dass "das Schreiben" das geheimnisreichste und deshalb das strengste Hand-werk ist. [GA 96, S. 236]

Quanto pochi sanno ancora oggi veramente, dall' effettivo fare o dall' ancora più effettivo rinunciare, che "lo scrivere" è l'attrezzo, l'utensile più ricco di segreto e perciò il più forte, il più potente.

Warum gehoeren die english-amerikanische "Welt" und der "Bolschewismus" im innersten zusammen, trotz des scheinbaren Gegensatzes von Kapitalismus und Antikapitalismus? Weil beide im Wesen das Selbe sind - die unbedingte Entfaltung der Subjektivitaet in die reine Rationalitaet. Dort entspricht dieser im Gegenschwung das "Sentimentale", hier (im Bolschewismus) das Dumpfe des Asiatischen. [GA 96, S. 35]

Perchè il "mondo" anglo-americano ed il "bolscevismo" si corrispondono nell' intimo, nonostante l' apparente contrapposizione di capitalismo ed anticapitalismo?  Perchè essi sono essenzialmente lo stesso: l' incondizionato dispiegarsi della soggettività nella pura razionalità. Là corrisponde a questa in controslancio il "sentimentale", qui (nel bolscevismo) il torpore dell'asiatico.
 -   -   -
IN definitiva più che come un filosofo aperto e razionale Heidegger si vedeva, si sentiva in quel tempo come un artigiano del pensiero e della scrittura alle prese con temi segreti, che non sapeva, voleva o poteva trattare razionalmente. Li trattava piuttosto cripticamente e misticamente.


giovedì 30 aprile 2015

LE CONGIUNZIONI GIOVE-SATURNO AL CONVEGNO DI SIEGEN (D) sui Quaderni neri di HEIDEGGER

La città di Siegen, nella Renania sett. - Westfalia [foto: 'Die Welt"]
"Am zweiten Tag geht ein italienischer 'Privatforscher' umher und verteilt Flyer, auf denen steht, alle zwanzig Jahre komme es zu einer bestimmten planetarischen Konstellation zwischen Jupiter und Saturn, die auch Hoelderlin wahrgenommen habe. Spaeter ruft er in die Abschlussdiskussion, vielleicht habe Heidegger das Sein tatsaechlich gesehen, in den fruehen Dreissigern."

Come potete vedere da questo estratto di un articolo del quotidiano "Die Welt" del 28 aprile 2015 [l'articolo completo lo trovate qui [ http://www.welt.de/140145963 ], un paio di miei interventi - sebbene interrotti dagli zelanti studenti delle organizzatrici che frettolosamente ed anche sgarbatamente riprendevano il microfono - sono stati tuttavia registrati dalla giornalista Luehmann del grande quotidiano tedesco. Che, senza citare il mio nome e con qualche imprecisione, ha scritto nel brano sopra riportato: "Il secondo giorno un ricercatore indipendente italiano va qua e là distribuendo volantini, sui quali si sostiene che ogni vent' anni si verificherebbe una determinata costellazione planetaria tra Giove e Saturno, che anche Hoelderlin (a suo tempo) avrebbe osservato. Successivamente egli sostiene, nella discussione conclusiva, che probabilmente anche Heidegger ha visto effettivamente l' Essere, nei primi anni trenta."
The SEYN's OCCURRENCE 1940-1941
Dicevo delle imprecisioni in questo brano:
I) non erano volantini a stampa che distribuivo, ma fotocopie - di Abstracts illustranti fenomenologia e temporalità delle congiunzioni G-S - che davo a chi, incuriosito dalle mie affermazioni, me le chiedeva;
II) io non ho parlato di Konstellationen, bensì di Konjunktionen;
III) la congiunzione G-S tripla che Heidegger vide direttamente e a cui secondo me si riferiva con il termine SEYN non avvenne nei primi anni trenta, bensì - ho detto - a cavallo degli anni 1940-1941, cioè nei primi anni quaranta (cfr. grafico qui a sinistra).

Il convegno di Siegen (22-25 aprile 2015) era promosso e perlopiù partecipato da studiosi di Heidegger  (Heinz, Kellerer, Faye, Marten, Profeti, Wolin, ...) molto critici verso il filosofo della Foresta nera a causa delle sue simpatie naziste e dei suoi atteggiamenti antisemiti emersi in particolare in una decina di passi dei 4 volumi sui Quaderni neri pubblicati nell'ultimo anno (GA 94, 95, 96 e 97).

Il problema dell' antisemitismo di Heidegger è che _nel mondo accademico_ non se ne riesce ancora a chiarire bene la natura. Anche se alcuni (Faye, Profeti, ..) tendono a ricercare già in Sein und Zeit le radici, le origini del nazismo e dell'antisemitismo di Heidegger, molti altri ammettono che questi atteggiamenti non avevano per Heidegger nè un fondamento razziale nè uno biologico. Rimane allora il problema di capire che natura abbia questo antisemitismo, quello che Peter Trawny ha chiamato seinsgeschichtlicher Antisemitismus, la Donatella Di Cesare antisemitismo metafisico ed i francesi chiamano onto-historique Antisemitisme.

Il problema con Heidegger torna dunque al punto di capire effettivamente cosa lui intendesse per essere ed Essere, per Sein e Seyn, e quali enti/Seienden effettivamente pensasse, anche quando parlava di Vernichtung. 

Io ho cercato di dire che secondo me la chiave ermeneutica per capire a fondo Heidegger e tutta la sua produzione è di tipo astronomico, planetario per l'esattezza, ma - come ha scritto anche la giornalista Hannah Luehmann - "sobald eine Art von Diskussion entsteht, wird sie abgebrochen", cioè "appena si sviluppa una qualunque discussione, essa viene immediatamente troncata". Con la motivazione che era tardi, che vi erano altre relazioni, che vi era l'intervallo o la pausa da rispettare, .. ...

Si è cercato, insomma, in questo convegno con tutti i mezzi di far prevalere il punto di vista, il giudizio alquanto sommario, di chi vorrebbe - nelle biblioteche - togliere i testi di Heidegger dagli scaffali di filosofia per inserirli in quelli di storia del nazismo, e ciò anche prima di averli realmente capiti fino in fondo.