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martedì 12 marzo 2019

UNA SIGNIFICATIVA RICHIESTA DI _ASPETTATIVA SENZA ASSEGNI_ da parte di HEIDEGGER nell' AGOSTO 1940

 
The TRIPLE Jupiter-Saturn conjunction occurred in the years 1940-
1941 in the constellation Aries. The first alignment of the two planets
(first minimum of the red curve) happened on August 8th, 1940, the
second one on October 19th of the same year (center of the image)
and the third one on February 15th, 1941.
Più tempo passa, più si accumulano indizi e vere e proprie prove che l'Essere ai cui cenni ed alle cui chiamate Heidegger era tanto attento altro non era che il periodico fenomeno delle congiunzioni Giove-Saturno. 
L'ultimo indizio o prova in questo senso è la domanda di aspettativa senza assegni (cioè senza stipendio) che egli presentò all' Università di Friburgo proprio mentre la congiunzione Giove-Saturno _tripla_ del 1940-1941 stava iniziando, era anzi già iniziata con il primo allineamento dei due pianeti avvenuto giusto due settimane prima (8 agosto 1940) e tuttora ben visibile nel cielo serale e notturno. Così come Rilke nell'estate e nell'autunno 1921 cercava nella solitudine di Muzot la massima concentrazione, così Heidegger cercò in quella fine estate ed inizio d' autunno di liberarsi da ogni altro impegno per concentrarsi completamente sull' Ereignis, la Seynserscheinung, attesa da lunghi anni, da un ventennio, da quando aveva avuto la sua Grunderfahrung del settembre 1921.

La domanda di aspettativa è contenuta nel volume GA 16, nella versione in italiano (Discorsi e altre testimonianze 1910-1976, il melangolo, Genova 2005) alla pag. 323, che riporto:

                                                                                      Friburgo in Br., 24 agosto 1940

   Prego di essere esonerato per il III trimestre 1940 dall' obbligo di tenere gli annunciati corsi di lezione e di esercitazioni, con la cancellazione delle rispettive competenze pecuniarie. 
   Motivazione:
   Da alcuni anni le edizioni dei miei scritti più importanti sono esaurite. Poiché le nuove edizioni devono contenere chiarimenti, e contemporaneamente pubblico nuovi lavori, ho bisogno di un lungo periodo di preparazione. La soppressione del mio insegnamento non desta preoccupazione, poichè tutti i miei allievi sono arruolati nella Wehrmacht e gli studenti di annate più recenti mirano innanzi tutto a corsi professionali accelerati. Poiché per costoro è necessaria una prima introduzione alla filosofia, questa può essere svolta dal mio assistente, il docente Dr. Broecker. Inoltre mi sta molto a cuore la possibilità di essere interamente libero dopo la guerra per incrementare il mio insegnamento.
   Poiché per il periodo di lavoro che ho in programma sarò a Friburgo o nei dintorni,potrò continuare a seguire le incombenze seminariali.
                                                                                         Heil Hitler!
                                                                                                             Martin Heidegger 
-        -        -    

Dall' Archivio di stato di Stoccarda risulta che la domanda fu protocollata il 31 agosto 1940 e che la richiesta non ebbe però risposta (GA16, 709). 
Rimane comunque il fatto, rilevante a parer mio anche se finora non evidenziato nelle varie biografie, che questa domanda sia stata presentata - pur con motivazioni volutamente generiche - proprio in quel particolarissimo momento.

martedì 21 novembre 2017

La NUMINOSA VISIONE di CHIAMATA di ISAIA: 742-41 aC - Die NUMINOSE BERUFUNGSVISION ISAIAS in 742-741 v. Chr.

The double Jupiter-Saturn conjunction occurred in the years 742-741
bce in the constellation Aries (at the boundary with constell. Pisces)
Is 6 - VISIONE DEL SIGNORE E CHIAMATA AL PROFETISMO; 1-3 L' anno in cui morì il re Ozia, io vidi il Signore seduto sopra un trono, alto ed elevato. I suoi lembi riempivano il tempio. Intorno a lui stavano dei Serafini, ognuno dei quali aveva sei ali: con due si velavano la faccia, con due si velavano i piedi, e con due volavano. E a gran voce scambievolmente dicevano: "Santo, santo, santo è il Signore delle schiere: tutta la terra è piena della sua gloria."

[Bibbia Concordata, Mondadori, Milano 1968, p. 1292]

ProfetenBerufung
Is 6,1-3: Im Todesjahr des Koenigs Ussia sah ich den Herrn. Er sass auf einem hohen und erhabenen Throne, seines Gewandes  Schleppen fuellten den Tempel. Ueber ihm schwebten Seraphim; sechs Fluegel hatte ein jeder; mit zweien verhuellte er sein Angesicht, mit zweien bedeckte er seine Fuesse, und mit zweien flog er. Einer rief dem andern zu und sprach: "Heilig, heilig, heilig ist der Herr der Heerscharen, die Fuelle der ganzen Erde ist seine Herrlichkeit."

[Die Bibel, Weltbild, Augsburg 2006, S. 820]

mercoledì 15 aprile 2015

Die KEHRE (1930), der BEGINN der SCHWARZEN HEFTE und das FEHLEN des ERSTEN

In the second half of year 1930 and first half of year 1931 
Jupiter and Saturn had about 180° of ang. distance one from the other. 
Then this angular distance began to decrease, (red curve) till to the 
triple Jupiter-Saturn conjunction 1940-1941 in the constell. of Aries.
Auf Seite 531 von GA 94 der Herausgeber Peter Trawny schreibt:
"Es fehlt [zwischen den gesamten 34+2 Schwarzen Hefte] ein Heft, naemlich die 'Winke x Ueberlegungen (I)', die um 1930 verfasst worden sein muessen. Sein Verbleib ist ungeklaert."

cioè in italiano,
A pag. 531 del volume GA 94 scrive il curatore, P. Trawny: "Manca [tra i complessivi 34+2 Quaderni neri] un quaderno, cioè 'Cenni e Riflessioni (I)', che dovrebbe essere stato redatto all' incirca nel 1930. Non è chiaro dove sia finito."

The idea that today came in my mind is that Heidegger could have begun to write his little black notebooks (quaderni neri) just when _a turn_ took place and the planet Jupiter began to approach Saturn again, reducing progressively their angular distance. As can easily be seen in the above diagrams (red curve), in the second half of the year 1930 Jupiter and Saturn were oneanother on opposite sides of the Earth (about 180° of ang. separation), so that when the one was rising the other was setting. From now on began the approaching process, which would have brought in about ten years to the triple Jupiter-Saturn conjunction 1940-1941 in Aries. 

On the other hand, As I've remembered elsewhere in this blog, 1930 is also the year  indicated by Heidegger self as the initial one for the use by him of the cryptic term Turn or KEHRE, when (wikipedia.de): "Er wandte sich von seinem fundamentalontologischen Denken ab und einem seinsgeschichtlichen Ansatz zu. Es ging ihm nach der Kehre nicht mehr um den Sinn von Sein oder dessen transzendentalen Auslegungshorizont (die Zeit), sondern er begoz die Rede vom Sein als solchem darauf, wie das Sein sich von sich selbst her sowohl entbirgt als auch verbirgt."

In other words - concluding - my opinion is that the occurring in 1930-31 of the said Jupiter-Saturn planetary turn triggered not only the change in Heidegger's thinking (Umdenken in Denkweg MHs) known as Turn or Kehre, but also the beginning of the writing of his black notebooks/Schwarze Hefte.

It is very curious that now is apparently missing just the first of these notebooks ("Winke x Ueberlegungen ( I )", written very probably between the summer 1930 and October 1931), the one where perhaps Heidegger stated and showed more clearly his emotions and reactions to the signs/Winke of the comings gods of the time, der kommenden Goetter der Zeit. Maybe it will reappear - let's hope - at the end of the GesamtAusgabe publishing. 


mercoledì 6 agosto 2014

742-741 BCE: ISAIAH's VISION of the ELOHIM


The Jupiter-Saturn conjunction happened in the years 742-741 BCE at the constellation boundary Aries/Pisces,

i.e. the sosaid ISAIAH's VISION described in [Is 6, 1-13]

martedì 7 febbraio 2012

Astronomical Dating of Heidegger's Kehre ovvero Datazione e significato astronomico della 'svolta' heideggeriana

In questi giorni di gelo e di letture, muovendo dalla seconda parte della lettera di risposta che Heidegger scrisse al gesuita W.J. Richardson ai primi di aprile del 1962 (e che quello fu autorizzato a pubblicare come premessa al suo Heidegger.Through Phenomenology to Thought, Nijhoff 1963),  mi sono messo ad approfondire la Kehre, quella famosa svolta che, secondo alcuni (es. Vattimo), farebbe da spartiacque tra una prima fase del pensiero heideggeriano ed una successiva caratterizzata da un mutamento di prospettiva, mentre secondo altri (es. L.P. Hemming) "far from the 'turning' [Kehre] representing a fracture, where Heidegger abandons the existential-temporal analitic of Dasein in favour of an attempt to think only being (das Sein) as such, the 'turning' represents the point of unity in Heidegger's work. This point of unity shows how Dasein and being 'belong together' in 'the event' (das Ereignis)."
Nella lettera al padre gesuita è Heidegger stesso a precisare che, pur avendo apertamente parlato di Kehre per la prima volta nella Lettera sull'umanismo del 1947, la questione della svolta "sollecitava il mio pensiero già un decennio prima del 1947". Precisa poi che:
"La svolta non è in primo luogo un processo nel pensiero che indaga [cioè nel suo pensiero, nota mia]; essa appartiene alla questione stessa indicata con i titoli Essere e tempo e Tempo ed essere." Come dire che è invece un processo esterno al pensiero del filosofo/ricercatore e vedremo presto di che processo si tratta.
Aggiunge ancora:
"La svolta gioca nella questione stessa. Non è inventata da me, né riguarda solo il mio pensiero. Finora non mi è noto alcun tentativo di riflettere su tale questione e di analizzarla in modo critico. Invece di chiacchierare senza fondatezza e senza fine sulla 'svolta', sarebbe più raccomandabile e più fruttuoso impegnarsi finalmente nella questione indicata."
Eccomi! Eccomi a fare (un po' immodestamente) il quarto nella proporzione Fichte : Kant = io : Heidegger . E vedrete presto perchè. Ma andiamo con ordine, nella riflessione auspicata da heidegger eravamo arrivati verso il 1937.
Avendo in mente la mia chiave ermeneutica, vado a verificare e trovo che ad agosto del 1937 Giove distava ancora circa 75° da Saturno e, in coppia, i due pianeti eravano visibili per circa cinque ore della notte, dalle 21:40 circa alle 02:30 del mattino successivo. Poi Giove tramontava. Anche se andava preparandosi l'evento del 1940-41 (la congiunzione G-S tripla nell'Ariete di cui ho altre volte detto) non vedo svolte nel 1937.
Vado indietro prima di due anni poi di altri due, i pianeti si distanziano - ovviamente - e si riducono il numero di ore in cui entrambi sono visibili. Ai primi di agosto del 1933 sono visibili entrambi - molto bassi sull'orizzonte (5-6°) - solo dalle 20:00 alle 21:20, cioè per poco più di un'ora. Incomincio ad intuire cosa dev'essere stata la cosiddetta svolta esterna al pensatore e che riguarda la questione, la cosa stessa.

A questo punto vado a leggere qualcosa di qualificato sulla svolta e, dal IV capitolo (di L. Samonà) della Guida a Heidegger della Laterza (a cura di F. Volpi), scopro che una nota a margine nella copia personale di Heidegger del saggio Vom Wesen der wahrheit - Dell'essenza della verità fa risalire al 1930 "il salto nella svolta (che è essenzialmente ..nell'evento)."
Cercando ancora scopro che la prima conferenza sull'argomento di questo saggio viene tenuta il 14 luglio 1930 a Karlsruhe, allora capitale del land Baden, ed altre poi a Brema (8 ottobre), Marburgo e Friburgo (11 dicembre 1930) e nell'estate 1932 a Dresda.

Ormai convinto di trovare quel che vado cercando, riprendo il software astronomico e .. cosa trovo?

Trovo che nella notte dal 26 al 27 luglio 1930 Giove e Saturno erano praticamente a 180° uno dell'altro, cioè verso la sera del 26 mentre Saturno sorgeva Giove tramontava e, verso l'alba del 27  accadeva il viceversa, Giove sorgeva mentre Saturno tramontava. I due pianeti non erano mai visibili contemporaneamente.

Come si vede dai grafici soprastanti, a partire dalle ore 04:30 del 27 luglio 1930  la distanza angolare tra Giove e Saturno incomincia a diminuire. E continuerà a diminuire lentamente ma continuamente per tutti i prossimi 10 anni, finchè  i due pianeti non daranno luogo alla congiunzione tripla del 1940-41 nella costellazione dell'Ariete.


La svolta è dunque avvenuta, da questo momento - 04:30 del 27 luglio 1930 - a causa della sua maggiore velocità angolare Giove incomincerà ad avvicinarsi sempre di più a Saturno, in una lenta ma continua Zeitigung der Zeit che avrà come sua conclusione l'Ereignis del 1940-41, l'epocale ritorno dell'Essere. La Kehre è dunque la trasposizione filosofica, nell'ermetico linguaggio heideggeriano, del fatto astronomico descritto.
Gli scritti di Heidegger di questo periodo e dei successivi hanno lo scopo di dimostrare quanto coscienziosamente lui si preparasse ad Esserci all'appuntamento con l'Essere di dieci anni dopo.


Quali conclusioni possiamo trarre da questa critica e fruttuosa (secondo l'auspicio di Heidegger) riflessione sulla svolta-Kehre ?
1) La prima e più importante è la conferma che le congiunzioni Giove-Saturno giocano ed hanno giocato un ruolo fondamentale nella storia della filosofia e della metafisica occidentale.
2) La seconda è che la fenomenologia e la temporalità delle congiunzioni tra Giove e Saturno sono in particolare la chiave interpretativa per decrittare tutta l'opera di Martin Heidegger.
3) La terza è che il filosofo della Foresta Nera era scientificamente molto meno naive di quanto a volte potesse/volesse sembrare, oppure aveva amici/consiglieri fisici e/o astronomi.
4) La quarta è che, sebbene egli si sforzasse di rendere criptico ed ermetico ogni suo discorso, pure un'opera di decifrazione e decrittazione è possibile e necessaria.

Queste mi sembrano al momento le principali conclusioni e risultati che è possibile trarre. Data anche l'ora tarda, chiudo perciò qui augurando a ciascuno di voi una buona notte. E speriamo anche che questo freddo passi presto. Bye, Giuseppe

mercoledì 21 dicembre 2011

La congiunzione Giove - Saturno tripla del 7 a. C. nella costellazione dei Pesci

La congiunzione tra i pianeti Giove e Saturno dell'anno di Roma 747 (il futuro 7 a.C., ovvero anno -6 nei software astronomici) avvenne nell'ampia costellazione dei Pesci, dalla parte di questa che confina con la costellazione dell'Ariete.                                                                                                   Ancora più prossima al confine tra le due costellazioni, sempre nei Pesci (longitudine 358° 20'), sarebbe poi stata quella singola di ca. sessant'anni dopo, cioè quella del 54 d.C., quando Paolo di Tarso incominciò a scrivere le sue famose Lettere (che sono i primi documenti del cristianesimo, cioè i più antichi).                                                                                                           Per inciso, in questa stessa costellazione dei Pesci era già entrato da 200-150 anni, ma muovendosi nel verso opposto a quello delle congiunzioni dette (cioè dall'Ariete ai Pesci) il punto gamma dell'equinozio di primavera che, muovendosi alla velocità di ca. 1° ogni 72 anni, all'inizio di primavera del 54 dc si trovava più o meno nella posizione dell' unicorno di Paolo, cioè della congiunzione G-S singola di quell'anno.
Tornando alla memorabile congiunzione G-S del 7 ac, quella che passò alla storia come stella di Betlemme, diremo che mentre l' unico allineamento eliocentrico dei due pianeti si ebbe il 1° settembre, i tre allineamenti geocentrici (1E <=> 3G) si ebbero - come si vede dai grafici sottostanti - alle seguenti date e longitudini e con le seguenti distanze angolari residue/minime (d.a.r):
- il 29 maggio, alla longitudine geocentrica di ca. 351°, con d.a.r. di 59' 6",
- il 1° ottobre, alla long, geoc. di ca. 347°, con d.a.r. di 58' 29" e

- il 5 dicembre, alla long. geoc. di ca. 345°, con d.a.r. di 1° 3' 15".
Tra le congiunzioni G-S triple questa del 7 aC da un punto di vista astronomico non fu una particolarmente perfetta, prima di tutto per i differenti intervalli di tempo tra I e II allineamento e tra II e III, rispettivamente più di 4 mesi e solo 64-65 giorni. Poi perchè anche nei tre momenti di massima vicinanza o allineamento, i due pianeti non apparvero mai più vicini di circa 1°, equivalente a circa due diametri lunari. Insomma vi furono sì tre 'allineamenti', ma nessuno particolarmente stretto. Rimane comunque il fatto che i due pianeti rimasero per molti mesi a fare un armonico balletto nel cielo notturno: la loro distanza angolare infatti rimase inferiore a 3° dal 27 aprile del 7 ac fino al 14 gennaio del 6 ac, cioè per quasi 9 mesi. Una sorta di gravidanza celeste insomma, il contesto ideale per la nascita di qualcuno - come Gesù Cristo - riconosciuto contemporaneamente figlio del cielo e figlio d'uomo.
Diremo per concludere, che in questi giorni di quell'anno (2017 anni fa) la congiunzione G-S che attirò tanto l'attenzione dei Magi volgeva ormai a termine: Giove era tornato da un paio di settimane alla sinistra del 'padre' Saturno (quindi era visibile più ad est di esso) e se ne allontanava sempre più: la distanza angolare di circa 1,5° cresceva infatti ormai al titmo di circa 3' per notte.
I due pianeti si sarebbero di nuovo incontrati tra circa vent'anni, nell'agosto del 14 dC, alla morte di Augusto.

giovedì 16 settembre 2010

La convenzione, le coordinate e l'errore sull'inizio dell'èra dei Pesci

Vorrei fare qui una sistematizzazione a proposito dell'epoca del passaggio del punto gamma dell'equinozio di primavera dalla costellazione zodiacale dell'Ariete a quella pure zodiacale dei Pesci, passaggio dovuto come noto allo scorrimento di detto punto sull'eclittica a causa della precessione.

Nei testi che citano detto transito si dice/scrive che esso avvenne intorno al 60 a.C. ed io stesso nel mio primo e finora unico libro Congiunzioni Giove-Saturno e storia giudaico-cristiana, di dieci anni fa, lo collocavo al 55 a.C.(pp. 124-125). Ciò è in realtà errato e l'inizio della grande, anzi lunga, èra dei Pesci - nella quale ancora ci troviamo e per vari secoli ci troveremo - va anticipato di circa centocinquant'anni e correttamente collocato intorno al 206 a.C. Vediamo perchè.

Fino ai primi decenni del secolo scorso le costellazioni non avevano dei limiti, cioè dei confini, internazionalmente concordati/stabiliti ed erano identificati dalle immagini che sin dall'antichità erano state associate e sovrapposte a gruppi di stelle vicine e visibili. Le quali immagini tuttavia dall'antichità fino al 1922-30 (quando l'Unione Astronomica Internazionale decise di andare ad una definitiva convenzione per includere anche stelle non visibili ad occhio nudo e altri 'oggetti' astronomici) per le costellazioni della fascia zodiacale non erano sostanzialmente mai cambiate.

Mentre gli antichi atlanti stellari riportavano inizialmente le sole coordinate eclittiche (come il catalogo stellare di Tolomeo), poi - dal tempo di Tycho Brahe in poi - un doppio sistema di coordinate, quelle eclittiche e quelle equatoriali (cfr. figura a lato), la convenzione IAU 1930 stabilì i confini tra costellazioni con linee spezzate definite nelle sole coordinate equatoriali, cioè Ascensione retta e Declinazione (cfr. figure in basso). Ciò per comodità di
puntamento dei telescopi e per la maggiore semplicità degli algoritmi di calcolo e delle tecnologie di inseguimento (tracking) degli 'oggetti' celesti.

Quel che è avvenuto nel cambio di punto di vista, cioè del sistema di coordinate, nella rotazione del quadro d'immagine e di definizione delle due costellazioni zodiacali adiacenti dell'Ariete e dei Pesci, è che al posto del confine naturale tra le due costellazioni risulta ora definito un confine fittizio, artificiale che è di circa 2 gradi (2°) spostato verso i Pesci. Poichè la velocità del moto precessionale è di circa 1° ogni 71,5 anni circa, in termini di tempo abbiamo che il punto gamma dell'equinozio di primavera era in mezzo, al confine Arieti-Pesci circa 145 anni prima di quanto (60 a.C.) calcolabile in base ai confini artificiali/convenzionali del 1930. 

In base a quanto risultato dal lungo e approfondito dibattito di merito tra lo scrivente e diversi qualificati
 interlocutori, svoltosi nel forum di astronomia moderato,  detto transito Ariete-->Pesci del punto equinoziale gamma si può convenzionalmente pensare essere avvenuto a primavera, all'equinozio del 206 a.C. Nel senso che a partire da questa data esso era/cadeva - anche visibilmente - progressivamente sempre più vicino alle stelle dei Pesci che a quelle dell'Ariete. Nei secoli successivi si sarebbe poi completamente inoltrato tra le stelle dei Pesci, ove si trova e si troverà ancora per almeno cinque secoli.

Da notare che il risultato suddetto è coerente con le osservazioni compiute da Ipparco a Rodi intorno al 130 a.C. su Spica Virginis all'equinozio d'autunno e allo slittamento in longitudine (ca. 2°) di questa stella da lui trovato nel confronto con il catalogo stellare di Timocari ed Aristillo di centocinquant'anni prima (ca. 280 a.C.).

domenica 12 settembre 2010

Epoca d'inizio del 'Magnus saeculorum ordo'

Segnalo a tutti i miei lettori che sul forum di astronomia moderato
http://www.newsland.it/nr/browse/it.scienza.astronomia/index.html
si è svolto qualche tempo fa un interessante dibattito, cui - oltre ad alcuni docenti universitari - ha partecipato tra gli altri anche il sottoscritto, volto a stabilire - con la maggior precisione possibile, sulla base di dati oggettivi - la data ovvero l'epoca di passaggio del punto equinoziale gamma (equinozio di primavera) dalla costellazione zodiacale dell'Ariete a quella adiacente dei Pesci, ove si trova tuttora.
E' risultato che quanto finora noto sulla base di precedenti calcoli (basati sui confini delle costellazioni stabiliti convenzionalmente nel 1928-1930) e cioè che detto transito si sarebbe avuto intorno al 70-60 aC, ciò risulta errato e doversi rivedere, spostando indietro di circa un secolo e mezzo, almeno al 206 a.C., la data di detto transito.

In altre parole l'inizio della cosiddetta 'èra dei Pesci' - nella quale il punto gamma dell'equinozio di primavera si trova tuttora - detto inizio va retrodatato di circa 150 anni e spostato al 206 a.C.  

venerdì 3 settembre 2010

Importanza e significato della IV egloga di Virgilio alla luce della precessione equinoz. e delle congiunzioni G-S tra il 146 ed il 7 a.C.

L' importanza dell'applicazione del nuovo paradigma ermeneutico alla IV egloga di Virgilio risiede nel fatto che esso permette di arrivare a capire bene i motivi astroNomici del clima di vera e propria attesa messianica (attesa di un bambino divino, frutto di una gravidanza celeste) che si era creato già sei-cinque decenni  prima della venuta di Gesù Cristo e del futuro cambio d'epoca nel riferimento calendariale.

Questi motivi astronomici (assunti poi anche a fondamenti metafisici) sono sostanzialmente due:

I) il fatto che - intorno al 50 a.C. - ormai si sapesse [la scoperta della precessione degli equinozi è attribuita ad Ipparco di Nicea (194-120 ca. a.C.), ma probabilmente è precedente] che all'equinozio di primavera (21 marzo) il Sole aveva cessato di sorgere tra le stelle della costellazione dell'Ariete ed aveva iniziato invece a sorgere (c.d. punto gamma) tra le stelle dell'adiacente costellazione zodiacale dei Pesci. In altre parole stava iniziando l'èra astroNomica dei Pesci e ciò, casualmente, proprio mentre stava finendo il settimo secolo ed iniziando l'ottavo secolo dalla fondazione di Roma.

II) il fatto che - molto probabilmente già in Egitto, ma poi anche in Mesopotamia ed in Grecia - venisse  osservato regolarmente (perchè cognitivamente molto importante) uno strano fenomeno astroNomico, quello delle congiunzioni Giove-Saturno multiple (triple/doppie), che aveva la singolare caratteristica di durare all'incirca quanto una gravidanza umana, cioè sette-nove mesi. Una sorta di gravidanza celeste, insomma. Caratteristica questa che già ai faraoni egizi aveva permesso - quando ricevevano questo raro segno di benevolenza e benedizione celeste - di sentirsi e di essere visti/riconosciuti come figli del cielo, ovvero di Dio.

Ora si dà il caso che le uniche due congiunzioni G-S veramente triple di quel tempo siano avvenute una nel 146-145 a.C. nel Cancro ed una nel 7 a.C. nei Pesci e che nei circa 139 anni tra di esse ve ne siano state solo altre due, quasidoppie, quindi molto simili a congiunzioni G-S multiple di lunga durata:  avvenute una nel 125 a.C. nei Pesci ed una - guarda caso -  nel 46 a.C. (l'anno di 445 giorni) in Ofiuco, appunto al tempo del giovane Virgilio, dei quattro trionfi cesariani, della chiamata di Cleopatra (con Tolomeo Cesare) e dell'astronomo Sosigene a Roma, della riforma calendariale, dell'inizio dell'ottavo secolo di Roma oltre che - come visto - dell'èra dei Pesci.

E' questo, secondo me, il contesto astronomico che fa da sfondo e nel quale si inserisce non solo il quasi-messianico puer della IV egloga di Virgilio, ma anche la vicenda del qumraniano Maestro di Giustizia con lo scisma di metà del II sec. a.C. nella classe sacerdotale giudaica di Gerusalemme nonchè, infine, la venuta di Gesù Cristo nel 7 a.C. con tutto quel che ne è seguito.

Da ricordare infine che anche Ottaviano, ormai Augusto, si farà proporre - una ventina di anni dopo della IV egloga - da Virgilio nell'Eneide (l. VI, 791-800), per bocca di Anchise, come "Divi genus", cioè come figlio/puer divino. Che ci tiene però a (far) precisare che "iacet extra sidera tellus", ovvero che "fuor delle stelle (dello zodiaco) è la terra" che vedrà le sue imprese e ove si allargherà il suo regno. Sembra quasi una polemica con chi pensava meno alle conquiste e si occupava invece più di questioni astronomiche/celesti.

mercoledì 1 settembre 2010

Il 'puer' della virgiliana IV egloga

Assistendo qualche sera fa alla presentazione di un nuovo libro sulle Bucoliche di Virgilio [la traduzione in endecasillabi sciolti (con testo latino a fronte) del prof. Luciano Pranzetti, edita dal Centro Incontri Culturali, Civitavecchia 2010], m'è sovvenuto quanto scrissi dieci anni fa sulla IV egloga virgiliana nel mio Congiunzioni Giove-Saturno e storia giudaico-cristiana, alle pp. 128-135. Di ciò vorrei ora farvi un cenno, come dimostrazione della potenza esplicativa del nuovo paradigma ermeneutico.

Com'è noto, le Bucoliche (o egloghe) sono un'opera giovanile di Virgilio (Mantova 70- Brindisi 19 a.C), quella che gli diede la prima notorietà a Roma (anche se per il decennio 50-40 possediamo poche notizie biografiche). Discostandosi dalla rievocazione nostalgica del mondo agricolo e pastorale della sua infanzia condotta nelle altre egloghe, rievocazione ispirata al poeta greco siracusano Teocrito, nella IV egloga il poeta mantovano si eleva in una sorta di canto profetico per la nascita e crescita di un fanciullo divino, che viene o è da poco venuto al mondo mentre redeunt Saturnia regna e mentre inizia un nuovo grande ordine di secoli, una nuova èra.

Questa egloga ha creato problemi interpretativi e di datazione sin dall'antichità ed oggi la gran parte dei commentatori ritengono che essa, apparentemente dedicata ad Asinio Pollione (console nel 40 a.C.) e a suo figlio Asinio Gallo, derivi in realtà dal rimaneggiamento di una stesura precedente (di circa un anno o poco più), epitalamio per le nozze di Antonio con Ottavia (sorella di Ottaviano), matrimonio durato poco.

Non starò ora a riscrivere qui tutte le considerazioni ed analisi esposte nelle otto pagine del mio libro (pp. 128-135) dedicate alla questione, rinviando ad esse i lettori desiderosi di maggiore approfondimento: ricorderò qui solo - per semplificare la comprensione di quanto segue - che dal 1° gennaio del 45 a.C. entrò in vigore per decreto di Giulio Cesare il nuovo calendario (365 giorni e 1/4, con mesi non più lunari ma dell'odierna lunghezza). Riporterò invece in forma sintetica le conclusioni cui sono giunto, conclusioni che - per quanto innovative ed importanti - sono solo un esempio delle riletture che in nuovo paradigma ermeneutico ci permette di fare relativamente a  problematici topoi di antichistica. Dunque, secondo me:

I) concordo sull'ipotesi che la IV egloga come noi oggi la conosciamo sia il risultato di un rimaneggiamento di una stesura precedente, ma penso che la datazione della prima stesura vada anticipata non di uno ma di circa 6 anni (all'autunno del 46 a.C.);

II) il 'magnus ab integro saeclorum.. ordo' , cioè il nuovo grande ordine di secoli, ovvero la nuova èra, che sta nascendo (verso 5) altro non è che l' èra dei Pesci (nella quale ci troviamo tuttora e ci troveremo per almeno un altro secolo), caratterizzata dal fatto che il c.d. punto gamma dell'equinozio di primavera proprio intorno al 50 a.C. incominciò a cadere nella costellazione zodiacale dei Pesci (e non più nella precedente costellazione dell'Ariete);

III) i Saturna regna che redeunt (v. 6) mentre inizia l'era di cui sopra è un chiaro riferimento alla fenicea, cioè multipla, congiunzione Giove-Saturno che ebbe luogo (cfr. grafici ora dietro al titolo del blog) tra gennaio ed agosto-settembre proprio di quell'anno 46 a.C.,  nella costellazione di Ofiuco (tra Scorpione e Sagittario);

Cleopatra e suo figlioTolomeo C.
IV) il puer nato dopo decem menses (v. 61; quindi prima della riforma calendariale, quando i mesi - lunari - erano più brevi) intorno al 46 a.C., che "riceverà la vita dagli dei, vedrà gli eroi assieme con gli dei e sarà visto egli stesso da essi, e reggerà il mondo pacificato per le virtù paterne" non può essere altro che Tolomeo Cesare (poi detto Cesarione), nato ad Alessandria a giugno o settembre del 47, figlio della regina Cleopatra e di Caio Giulio Cesare, il quale ultimo - pacificato tutto il mondo - nell'agosto/settembre del 46 celebrava a Roma ben quattro trionfi (ex Gallia, ex Aegypto, ex Ponto, ex Africa de rege Iuba).
Riassumendo:
la IV egloga fu inizialmente scritta dal ventiquattrenne Virgilio nell'autunno del prolungato anno 46 a.C., mentr'era da poco iniziata l'èra astroNomica dei Pesci e mentre si stava concludendo una lunga congiunzione Giove-Saturno in Ofiuco, come composizione augurale dedicata a Tolomeo Cesare, in occasione della sua prima venuta a Roma (ca. 1 anno) con la madre Cleopatra, della celebrazione da parte di Giulio Cesare di ben quattro trionfi e della sua decisione di introdurre - entro pochi mesi - il calendario solare.

Per motivi ancora da chiarire, l'egloga così inizialmente concepita e dedicata forse non arrivò a Cleopatra e/o a Cesare e comunque non fu pubblicata nei sedici- diciassette mesi (parte del 46, tutto il 45 e i primi mesi del 44, fino alle idi di  marzo) che al condottiero rimanevano ancora da vivere. Morto Cesare (15 marzo 44 a.C.), Virgilio tenne l'egloga nel cassetto per alcuni anni. Fino alla revisione e ridedicazione di essa durante il consolato di Pollione, dopo la pace di Brindisi tra Antonio ed Ottaviano (primi di ottobre del 40 a.C.): pace che, insieme al matrimonio di Antonio con Ottavia, sorella di Ottaviano, sembrò schiudere nuovamente e definitivamente le porte di una pacifica età dell'oro.

Come scrivo a pag. 135 del mio libro, l'aspetto drammatico della vicenda di Tolomeo Cesare, quel puer che secondo gli auspici dell'iniziale egloga virgiliana doveva essere il simbolo ed il fortunato testimone dell'inizio di un 'nuovo grande ordine di secoli' (leggi 'èra dei Pesci') e di una apollinea e pacifica età dell'oro, è che egli finì invece strangolato all'età di 17 anni per ordine di Ottaviano, poco dopo il suicidio della trentanovenne madre Cleopatra (primi di settembre del 30 a.C.) dopo la sconfitta di Azio. Come dice A. Spinosa: "Eliminare Cesarione equivaleva a sgombrare una volta per tutte il campo dal pericolo di ritrovare sulla propria strada un figlio effettivo di Cesare, tenendo presente il fatto che lui, Ottaviano, era del dittatore soltanto un figlio adottivo."