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martedì 12 dicembre 2023

La CONGIUNZIONE GIOVE-SATURNO TRIPLA 1305-1306 cantata da LAPO GIANNI

Ormai prossimo il Natale, è del tutto in tema con il periodo ricordare come il notaio Lapo Gianni dei Ricevuti, coetaneo ed amico di gioventù di Dante, cantò la messianica congiunzione Giove-Saturno tripla del 1305-1306 (quella per cui Dante scrisse la grande canzone Tre donne intorno al cor mi son venute, la canzone 'montanina', l' epistola IV, .. ...): 

Siccome i Magi a guida de la stella

girono inver le parti d'Oriente

per adorar lo Signor ch'era nato,

così mi guidò Amore a veder quella

che 'l giorno amanto prese novamente,

ond'ogni gentil cor fu salutato.

I' dico ch'i' fu' poco dimorato,

ch'Amor mi confortava: non temere,

guarda com'Ella vien umile e piana.

Quando mirai un po' m'era lontana:

allora m'afforzai per non cadere;

il cor divenne morto ch'era vivo.

Io vidi lo 'ntelletto su' giulivo

quando mi porse il salutorio sivo.

domenica 6 gennaio 2019

SEYNsGESCHICHTE e cosiddetta STELLA DI BETLEMME

Illustrating the TRIPLE Jupiter-Saturn conjunction occurred
in the year 7 BC in the constellation Pisces/Fishes.

*          *          *
Die _dreifache_ Jupiter-Saturn Konjunktion des Jahres 7 v.Ch.
im Sternbild Fische (oder so gennanter Stern der Weisen).
Chi mi segue con un po' di attenzione sa che a due conclusioni mi hanno portato le mie più che ventennali ricerche. Storicamente la prima raggiunta fu che il fenomeno astronomico indicato nel vangelo di Matteo come stella di Betlemme altro non è/fu che la tripla congiunzione tra i pianeti Giove e Saturno avvenuta nel 7 aC nella costellazione dei Pesci, quindi non una cometa luminosa e non una stella 'nova' morente o altro. Questa mia prima conclusione fu basata da un lato sulla convinzione che a Babilonia anche gli ebrei avessero adottato una religione a fondamento astrale (adorando  la coppia Giove-Saturno, Marduk-El in congiunzione come Shekinah, cioè Visita e Presenza divina), dall'altro poi che constatai una ripetuta singolare coincidenza tra numerosissimi eventi importanti della storia ebraico-cristiana ed il fenomeno delle congiunzioni G-S in un arco temporale di secoli, prima e dopo 'Cristo'.

The TRIPLE Jupiter-Saturn conjunction occurred in the second half
of the years 1940 and in the first months of the year 1941 in the
constellation Aries. In my opinion this was the Event/EREIGNIS
Heidegger was waiting for and thinking of since at least 1920.
La seconda conclusione, cui mi portarono poi le successive ricerche (e tuttora mia originale e personale convinzione), fu che quell' Essere di cui Heidegger avvertiva i cenni/Winke nell' imminenza dell' avvento, dell' accadere e del passare (Vorbeigang, Passing by) altro non è - di nuovo - che la coppia Giove-Saturno in congiunzione. Fenomeno questo che Heidegger ebbe modo di sperimentare in vita sua tre volte: a settembre 1921 (suo pieno vorgreifen della Seinsgeschichte), a cavallo degli anni 1940-41 (il previsto e tanto atteso Ereignis  della Seynserscheinung/Beyng occurrence) e in primavera del 1961 (riordino e pubblicazione degli scritti su Nietzsche, proprio nei giorni del ritorno dell'essere visto da Nietzsche nel 1881).

Poichè la storia delle congiunzioni Giove-Saturno e del significato (geocentrismo-eliocentrismo) che i loro diversi modi di essere comportano, poichè questa storia è di molto precedente rispetto alla storia dell' ebraismo e del cristianesimo, ecco che la storia della tradizione ebraico-cristiana altro non è in quest'ottica interpretativa che una parte, un segmento della più estesa ed universale storia dell' Essere. Ecco come si saldano insieme storia dell' essere e storia giudaico cristiana. Ecco perchè il mio Congiunzioni Giove-Saturno e storia giudaico-cristiana può essere visto come il complemento di Essere e Tempo, ovvero come quell'ultima parte di Essere e Tempo che Heidegger non volle o non seppe scrivere.

Secondo me, l' atteggiamento culturalmente antisemitico di Heidegger, come pure il suo personale distacco dalle radici cristiane della sua provenienza sociale e formazione giovanile, si fonda su questa sua convinzione: che la tradizione abramitica si sia appropriata a fini teologico-religiosi della storia di processi ed eventi naturali (le congiunzioni Giove-Saturno) sui quali aveva iniziato a discutere il mondo greco arcaico/antico nell'ottica di individuare se il sistema planetario/solare avesse struttura geocentrica oppure eliocentrica, principale questione di filosofia naturale di quei secoli.

venerdì 8 gennaio 2016

Perchè E' INIZIATO IL 2016 e NON INVECE IL 2022 (come sarebbe stato giusto) [L'errore di Dionigi]

La congiunzione Giove-Saturno dell'A.D. 530-531
nella costellazione dei Gemelli
Verso l'anno 242 dell'era di Diocleziano, corrispondente all'anno che oggi diciamo A.D. 526, papa Felice IV (526-530) diede al monaco scita Dionigi il piccolo (Dionysius Exiguus) un duplice incarico:

A) essendosi l'equinozio di primavera, cui è legata la Pasqua, anticipato di 2-3 giorni rispetto a quanto stabilito a Nicea (21 marzo) [cosa che, continuando, porterà poi alla riforma gregoriana del 1582], calcolare le giuste date della Pasqua per i prossimi decenni; 
B) calcolare il numero di anni trascorsi ab Incarnatione Domini nostri Iesu Christi e dai celesti segni che l'avevano accompagnata, per l'eventualità di iniziare un nuovo conteggio degli anni, sostituendo l' era di Diocleziano con l' era di Gesù Cristo.

Da notare che l'incarico a Dionigi fu dato ed egli svolse tutti i relativi conteggi proprio mentre stava maturando una congiunzione Giove-Saturno (la 27esima dopo quella del 7 aC), quella che arrivò al culmine nel 530-531 nei Gemelli, a cui si riferisce il grafico sovrastante. Fu proprio l'imprecisa conoscenza del periodo di ripetizione delle congiunzioni Giove-Saturno che, come illustro più in dettaglio nel seguente articolo
 http://giuseppedecesaris.blogspot.it/2012/01/dellimportanza-e-dellerrore-di-dionigi.html   ,

indusse Dionigi all'errore di collocare la memorabile congiunzione G-S tripla nei Pesci di oltre cinquecento anni prima nell'anno 753 a.U.c. e la nascita di Gesù al 25 dicembre di quell'anno invece che - correttamente - sei anni prima, nell'anno 747 di Roma (7 aC)  e a fine dicembre di quell'anno.

Che l' era cristiana sia inficiata da quest'errore nella determina-zione del suo inizio lo riconosce ormai anche la Chiesa da quarant'anni, come si può leggere a pag. 972 della Bibbia CEI 1974 oppure apprendere da quel che dichiarò nel 1996 a proposito del Giubileo del 2000 il card. Joseph Ratzinger (poi papa Benedetto XVI), allora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della fede:

"Quanto all'anno 2000, lo abbiamo già superato. Dionysius Exiguus, il monaco del quinto secolo, nel suo calcolo commise un errore. Quindi non esagererei, non mistificherei nessun millenarismo. "
L'articolo completo sulle dichiarazioni di Ratzinger del 28 maggio 1996 è reperibile nell'archivio del Corriere della Sera, al link:
http://archiviostorico.corriere.it/1996/maggio/28/Ratzinger_errore_Giubileo_nel_2000_co_0_96052811149.shtml

venerdì 27 marzo 2015

EXACTLY 1405 YEARS AGO the ELOHIM CALLED MOHAMMED (i.e. he felt called by the Elohim)

La bandiera della Turchia 
Come è noto, la gran parte degli stati ove la quasi totalità della popolazione è di religione mussulmana presenta nella sua bandiera o nel suo stemma statale una falce di luna calante (waning Moon) affiancata sulla destra da una stella. Qui a sinistra sono riportate ad esempio le bandiere della Turchia e dell' Azerbaijan. 

E' d'altronde anche noto che l' Islam riconosce tutta la tradizione abramitica, della quale si pone come ultimo completamento. Il Corano nomina spesso Abramo (Ibrahim), Mosè (Musa), Gesù (Isa), Maria (Myriam), ... considerandoli a pieno titolo profeti e personaggi dell' autentica tradizione mussulmana, conclusa poi da Maometto (o Mohammed o Muhammad), visto come colui che porta a compimento e suggella così l'intera tradizione biblica.
La bandiera dell' Azerbaijan
E' noto infine, dalla tradizione storica islamica, che Maometto ebbe le sue prime visioni e ricevette la sua chiamata alla profezia nell' anno 610 d.C. e che di queste visioni - avute sul monte Hira (a poca distanza da La Mecca) - parlò inizialmente solo con familiari ed amici stretti. Intorno al 613 Maometto iniziò poi la predicazione pubblica.


E' ragionando su tutte queste premesse e sulla convinzione già acquisita della rilevanza delle congiunzioni Giove-Saturno per la storia ebraica antica e cristiana, che sono arrivato già da tempo all' interpretazione astronomica di quella falce di luna e di quella stella che ritroviamo in moltissimi simboli della storia e della cultura islamica. 


La congiunzione Giove-Saturno che si verificò
nella costellazione dell'Acquario nell' anno 610 dC
La prima scoperta risale a diversi anni fa, quando mi accorsi che la vita di Maometto è un po' come quella di Dante Alighieri, caratterizzata non solo dall' aver avuto inizio in un anno di congiunzione Giove-Saturno (il 571 per Maometto, il 1265 per Dante), ma di aver anche avuto una netta svolta in un'altro anno di congiunzione Giove-Saturno: il 610 per Maometto, il 1305-06 per Dante.
Come si vede dai grafici qui sopra, una congiunzione tra i due pianeti giganti ebbe luogo tra il febbraio-marzo del 610 e l'ottobre-novembre di quell'anno, con un allineamento molto stretto dei due pianeti al 4 aprile (angolo visuale residuo di soli 0° 33' 22") ed un altro avvicinamento in ottobre a circa 2°.

La seconda e definitiva scoperta è derivata di recente 
I) dalle riflessione che, SE le congiunzioni Giove-Saturno sono tanto importanti per la storia giudaico-cristiana, ALLORA esse debbono esserlo anche per la religione islamica che di quella storia si dichiara conclusione e compimento; 
Falce di luna calente ed allineamento Giove-Saturno (ca. 1°)
nel pomeriggio e al tramonto del 27 marzo 610
II) dall' intuizione che doveva esservene traccia anche nel simbolo della mezzaluna stellata e che quella stella vicina e a destra della falce di luna calante, coincida (proprio come la cosiddetta 'stella di Betlemme') con un allineamento Giove-Saturno. 

Ecco è stato poi abbastanza facile andare a scoprire, con un affidabile software astronomico, che quella situazione sintetizzata ad es. dalla bandiera turca doveva essersi verificata nei giorni del primo stretto allineamento tra Giove e Saturno. Risulta precisamente che quella disposizione dei due pianeti e della luna calante si è verificata ed era visibile al tramonto del 27 marzo dell' anno 610. Fu proprio quella dal 27 al 28 marzo dunque la cosiddetta Notte del destino di cui parla il Corano alla sura n. 97: "La Notte del Destino è più bella di mille mesi, vi scendono gli angeli e lo spirito, con il permesso di Dio, a fissare ogni cosa. Notte di pace fino allo spuntare dell'aurora."


martedì 24 gennaio 2012

La memorabile congiunzione Giove-Saturno tripla nella Bibbia delle Edizioni San Paolo

Comperata in un bazar - al modico prezzo di euro uno e cinquanta - una Bibbia delle edizioni paoline (quella copyright 1987, 13-esima ediz. 1998), sono andato come prima curiosità a vedere cosa dicevano le note a Mt 2, 1-2, cioè ai passi sulla cd 'stella di Betlemme'. Per chiudere il discorso natalizio al riguardo, vi trascrivo la nota 2 a pag. 1520:

"Dei Magi non si sa nulla più che il nome: all'evangelista sta a cuore indicare Betlemme come la patria predetta del Messia, Mic 5,1. Dovevano essere sapienti della Persia o della Media o dell'Arabia Nabatea, studiosi di astronomia, condotti da una luce speciale - congiunzione di Giove e Saturno nella costellazione dei Pesci? - certo proveniente dallo Spirito Santo, alla culla del Bambino divino. Per la stella, Nm 27,14."

A parte quest'ultima errata citazione (quella giusta è Nm 24,17), questa nota mi ha colpito perchè nel citare la possibile identificazione astronomica della cd 'stella di Betlemme' mi sembra che il curatore delle note del vangelo di Matteo che sto citando, cioè Fedele Pasquero, sia più avanti del papa nel discorso dell'Epifania. Egli infatti, anche se in forma necessariamente (per il suo ruolo di coordinatore di questa edizione e per il contesto) dubitativa (alludo a quel punto interrogativo dopo Pesci), cita unicamente ed esplicitamente la congiunzione  Giove-Saturno come possibile evento astronomico associato alla Natività.
Il papa invece, come ricordavo nel post precedente, cita anche supernova e cometa (che con la stella di Matteo non c'entrano nulla, anzi alcunchè) e, genericamente, possibili congiunzioni tra pianeti senza dire esplicitamente tra quali.
Ma sicuramente Benedetto XVI sa tutto quel che sa F. Pasquero e anche qualcosa di più (non di meno!), solo che è molto più prudente di lui a chiarire eventi e contesto che accompagnarono l'Incarnazione di Nostro Signore.

sabato 7 gennaio 2012

De stella Magorum

Con interesse ho ascoltato ieri, dapprima un po' distrattamente in tv e poi più attentamente e precisamente su youtube, i riferimenti astronomici alla stella di Betlemme nell'omelia di papa Benedetto XVI durante la messa dell'Epifania in s. Pietro, messa nel corso della quale il papa ha anche ordinato due nuovi vescovi.
 Intrecciando accortamente considerazioni sui requisiti e caratteristiche del vescovo ideale con ipotetiche caratteristiche di personalità dei Magi, il papa ha avuto modo di fare anche riferimento alle ipotesi scientifiche sulla cosiddetta stella dei Magi o stella di Betlemme, di cui al vangelo di Matteo (Mt 2, 1-2).
Su questa tematica il papa ha detto:
"Si è molto discusso su che genere di stella fosse quella che guidò i Magi. Si pensa ad una congiunzione di pianeti, ad una Super nova, cioè ad una di quelle stelle che inizialmente molto deboli in cui un'esplosione interna sprigiona per un certo tempo un immenso splendore, ad una cometa, e così via. Continuino pure gli scienziati questa discussione. La grande stella, la vera Super nova che ci guida è Cristo stesso. Egli è, per così dire, l'esplosione dell'amore di Dio, che fa splendere sul mondo il grande fulgore del suo cuore."
Anche se queste affermazioni costituiscono un leggero passo avanti della Chiesa (credo sia il primo papa a farle), esse non riportano comunque l'odierno stato dell'arte su queste ricerche, che pure il papa  incoraggia a continuare. Papa Benedetto XVI, che in questo passo della Sua omelia sembra innovativamente voler enfatizzare il ruolo della Super nova a scapito della tradizione cometa (iconografia risalente del resto solo a Giotto), avrebbe potuto esplicitamente dire che ormai la gran parte degli studiosi - compreso l'autore di questo blog - è per identificare la cosiddetta stella di Betlemme con una particolare congiunzione tra pianeti, quella Giove-Saturno tripla che ebbe luogo nella costellazione dei Pesci e che durò - quasi una celeste gravidanza - dall'aprile al dicembre del 7 a.C., terminando giusto intorno al solstizio invernale ovvero proprio nel periodo natalizio (cfr. grafici sottostanti).
Papa Benedetto XVI conosce infatti bene la mia teoria dell'importanza delle congiunzioni G-S per tutta la storia giudaica antica e per le origini del cristianesino, per aver ricevuto una copia del mio Congiunzioni Giove-Saturno e storia giudaico-cristiana dalle mani del card. Achille Silvestrini, al quale io l'affidai proprio per il papa il 23 febbraio 2006, al cine-teatro Palladium di Roma. Organizzato dalla rivista Reset e dal prof. Bosetti dell'Università di Roma3, si tenne in quella data e in quel luogo un incontro interreligioso-filosofico cui parteciparono il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni, il filosofo della scienza Giulio Giorello, il prof. Hassan Hanafi dell'Università del Cairo e appunto il card. Achille Silvestrini. Ciascuno di questi partecipanti ricevette da me una copia omaggio del mio libro, eccetto il card. Silvestrini che ne ricevette due, una per sè ed una per papa Ratzinger.
Tanto dovevo dire per placare il mio cuore inquieto ed ora che l'ho detto sento che va già meglio.
Pace e bene a tutti e sinceri auguri per un sereno e felice 2012 (anche se questo che sta iniziando è il 2018-esimo da quando brillò per tre volte la cosiddetta stella Magorum).

venerdì 16 dicembre 2011

Il tempo delle fenici (ovvero: congiunzioni G-S dal tempo dei Maccabei a quello di Bar Kochba)

I grafici che vedete ora qui sopra, dietro al titolo del blog, si riferiscono alla congiunzione tra i pianeti Giove (la 'stella' reale nell'interpretazione degli antichi) e Saturno (El, la 'stella' di Ysra_El) che ebbe luogo nell' anno di Roma 747 (il futuro 7 a.C.) nella costellazione zodiacale dei Pesci. E' il fenomeno che secondo la gran parte degli studiosi rappresenta la cosiddetta "stella di Betlemme" del vangelo di Matteo.
Si tratta, come si può ben vedere, di una congiunzione G-S tripla cioè di una di quelle che nell'arco di 6-7 mesi comportano ben tre allineamenti tra i due pianeti e la Terra (ove noi osservatori siamo). Esse sono dovute al fatto che - al momento dell'allineamento eliocentrico tra Giove e Saturno - anche la Terra vierne a trovarsi su quell'asse o ne è poco discosta (max 29°), evento astronomicamente a bassa probabilità. I tre allineamenti hanno luogo, come ricordava agli antichi evoluti il gruppo delle tre Grazie, due in fase di moto progressivo dei pianeti (I e III allineamento) ed uno (quello centrale, il II) con i due pianeti in fase di moto retrogrado (lato B della Grazia centrale). L'allineamento centrale - corrispondente al minimo centrale della curva verde sovrastante) può a volte (quando la Terra è più discosta dall'asse) fondersi con il I o con il III dando luogo ad una cong. G-S doppia o pseudo tale).
E' questo allora imprevedibile* fenomeno delle congiunzioni G-S multiple (triple o doppie) che, come ho dimostrato in più convegni (sia in Italia che all'estero), era complessivamente allegorizzato con l'immagine della fenice. (Si vedano al riguardo, qui, articoli su Tacito e Annali 6,28).

Bene, tutto ciò premesso, mi rimane da giustificare il perchè del titolo di questo articolo, "Il tempo delle fenici". Esso deriva dal fatto che sono andato a verificare il tipo di congiunzioni G-S verificatesi nei tre secoli tra il 165 a.C. ed il 135 d.C. ed ho trovato che delle sedici congiunzioni tra Giove e Saturno verificatesi in questo periodo ben 10 (ca. 62%) sono del tutto o quasi del tipo multiplo, cioè del tipo fenice, una percentuale più che tripla di quanto teoricamente prevedibile a priori  (16-20%).
Si tratta, come ciascuno di voi può verificare o far verificare, delle congiunzioni G-S del 165, 146-145, 126, 46 e 7 a.C ed ancora del 14, 34-35 (la fenice al tempo di Tiberio, Tacito Annali 6,28), 74, 113-114 e 134 d.C.
Ecco perchè per quei tre secoli, così importanti per la storia della Judea/Palestina e per la storia del mondo, ho parlato di tempo delle fenici, un'espressione che mi piacerebbe venisse ripresa da qualche storico professionale che mi legge.
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[*oggi è prevedibile, ma solo tramite simulazioni con software astronomico; per sua natura il fenomeno è algoritmicamente imprevedibile, rientrando tra i fenomeni dinamici cosiddetti caotici.]

domenica 6 novembre 2011

Ricordo di Vincenzo Cerulli (1859-1927) e di un suo articolo sulle congiunzioni tra Giove e Saturno

Questa sera vorrei ricordare Vincenzo Cerulli, il fondatore dell'Osservatorio astronomico di Collurania (Teramo) ed un suo articolo sulle congiunzioni G-S pubblicato nel 1911, giusto cento anni fa. 
Nato a Teramo nel 1859 da un'antica famiglia abruzzese e laureatosi in fisica alla Sapienza di Roma nel 1881, V. Cerulli fu per vari anni astronomo presso gli osservatori di Bonn, Berlino e del Collegio Romano. Fondato a proprie spese l'Osservatorio di Teramo, poi donato allo Stato e tuttora attivo, vi fu attento osservatore del pianeta Marte, sostenendo fondatamente - tra i primi - che i famosi 'canali' marziani fossero solo illusioni ottiche, e vi fu scopritore nel 1910 di uno dei maggiori asteroidi della fascia principale, il 704 Interamnia (dal nome latino di Teramo).
La comunità astronomica ne ricorda il nome nella denominazione su Marte di un cratere d'impatto di 130 km di diametro ed in quella dell'asteroide 31028-Cerulli. 

Di Cerulli vorrei qui ricordare un articolo che scoprii nel 2006 (quindi dopo che avevo effettuato tutta una serie di miei studi e simulazioni al computer sulle congiunzioni G-S e pubblicato il mio libro, 2001) e che, conservato nella Biblioteca provinciale "G. D'Annunzio" di Pescara, potei avere per prestito interbibliotecario tramite una biblioteca della mia zona. Si tratta dell' articolo Le congiunzioni di Giove con Saturno, che l'astronomo teramano pubblicò sulla Rivista di Astronomia e Scienze affini, Anno V, aprile 1911.
Grande fu il mio piacere quando ritrovai in questo articolo tutta una serie di risultati e di conclusioni sulle congiunzioni Giove-Saturno che autonomamente avevo già trovato sei-sette anni prima, all'epoca degli studi e delle simulazioni al computer che portarono alla pubblicazione del mio libro Congiunzioni Giove-Saturno e storia giudaico-cristiana, keybooks 2001. 

Molto originale nell'articolo di Cerulli, che ha taglio quasi esclusivamente tecniso-astronomico, è un diagramma (quello che si vede nell'immagine qui sopra a destra) che, traducendo graficamente le formule trigonometriche relative alle posizioni di Giove e di Saturno 'osservati' dal punto di vista geocentrico e dal punto di vista eliocentrico, permette di passare facilmente dalle date di occorrenza delle congiunzioni G-S eliocentriche a quelle geocentriche e viceversa e per queste ultime di stabilire se esse furono/sono/saranno singole o multiple (cioè triple o doppie).

I lettori che volessero avere copia di questo articolo senza seguire la via bibliotecaria possono farmene richiesta all'indirizzo giuseppedotdec at liberodotit. 

giovedì 18 agosto 2011

Martedì sera, 16 agosto, al nuovo Planetario di Roma ...

... la serata era dedicata alle comete (C come Cometa) e prevedeva due spettacoli, uno alle 21 dedicato alle comete in generale ("Le comete, vagabonde del Sistema solare") e l'altro alle 22:30 dedicato alla presunta cometa di Natale ("La cometa di Natale"). Incuriosito da questa seconda parte dello spettacolo, così fuori tempo rispetto alla cadenza delle festività di fine anno, mi sono recato con tutta la famiglia a sentir parlare della tematica cui nei Planetari di molte città europee e americane è dedicata una conferenza verso la fine dell'anno e i primi di gennaio (quando i Magi concludono il loro viaggio) dell'anno successivo.
Anche se per vari motivi mi aspettavo di più, nell'insieme lo spettacolo - al fresco dell'aria condizionata della cupola di 14 metri del nuovo planetario di Roma all'EUR  - non è stato male, anche se il taglio era decisamente divulgativo. Lo speaker ha ricordato correttamente che il primo ad associare una cometa alla Natività è stato Giotto, in uno dei quadri della Cappella degli Scrovegni a Padova (dipinta intorno al 1305), e che nessuno lo aveva fatto per tredici secoli. Ha anche ricordato la supernova che Keplero vide da Praga a gennaio 1604, di poco successiva alla congiunzione Giove-Saturno del dicembre 1603, e l'ipotesi di questo scienziato che un'analoga sequenza di eventi potrebbe essersi verificata all'epoca della Natività. Non si soffermato sul fatto che Keplero (che valutava in 20 anni esatti il periodo di ripetizione medio delle congiunzioni G-S) non parlò nei suoi lavori del 7 a.C. ed ha invece fatto vedere sulla cupola cosa sia una congiunzione G-S tripla (con uno degli allineamenti che avviene mentre i pianeti sono in moto retrogrado), ricordando che quella tripla del 7 a.C. avvenne nella costellazione dei Pesci, importante per il popolo ebraico antico. Ha anche citato due o tre comete, tutte piuttosto flebili, che casualmente nel corso di questi duemila anni di sono presentate proprio.
Insomma ha messo bene in evidenza che l'ipotesi oggi più accreditata da un punto di vista astronomico riguardo alla cosiddetta 'stella di Betlemme' è quella che si sia trattato della congiunzione G-S tripla nei Pesci del 7.a.C., mentre ha omesso di citarne tanti particolari significativi. Il più importante tra questi è secondo me che la congiunzione G-S tripla (ma anche la doppia, quindi la G-S multipla) ha una durata complessiva molto prossima a quella di una gravidanza umana ed è molto probabile, ma molto probabile, che venisse vista nell'antichità come una sorta di gravidanza celeste, alla fine della quale doveva necessariamente nascere un figlio del cielo, un figlio divino. E' questo che fece di quel fenomeno un segno celeste particolarmente gradito a tutti coloro (re, profeti, aspiranti messia, ...) che potevano in qualche modo fregiarsene.

Insomma, per concludere, si è trattato sì di un bello spettacolo, che tuttavia secondo me può essere reso ancora più interessante e coinvolgente.

sabato 1 gennaio 2011

Happy New Year .. 2017 !! ..

.. we should have today wished one another IF the monk Dionysius Exiguus in the year (that we call nowadays) A.D. 531, when he was trying to count how many years before the Incarnationis Domini nostri Iesu Christi had occurred, if he had known better the middle time interval between two Jupiter-Saturn conjunctions.

He very probably knew that the Jupiter-Saturn conjunction he was observing night after night in those years 530-531 (graphics here on the left) was the 27th after the memorable triple Jupiter-Saturn conjunction that happened more than five centuries before in the constellation of Pisces, the one that - we know nowadays - happened in the year 7 b.C. at Herod's time and that is commonly referred to as the 'star of Bethlehem' (see graphics behind the title of the blog). But he probably didn't know the right time interval between a J-S conjunction and the next, so he was 6 years wrong in his estimation of the time when the triple J-S conjunction in Pisces had occurred. He said in the second half of Rome-year 753 instead of year 747 ab Urbe condita.

That's why we have wished today one onother "Happy 2011 !" instead of "Happy 2017", which would have been more correct and really ab Incarnatione Domini nostri Iesu Christi.

Anyway.. "Happy New Year" to all my readers, wherever you are in the almost 70 countries where this blog is read.

mercoledì 15 dicembre 2010

The Star of Bethlehem (7 b.C.)

In these December days of the year 7 b.C. the triple conjunction between the planets Jupiter and Saturn, on the background of the stars of the Fishes constellation, was going to its end. As everyone of you, my readers, can see on the graphics on the left, in these days Jupiter - after having been at the right of 'its father' Saturn between October 1st and December 5th - was newly again at its left and the visual angular distance Jupiter-Saturn (1° 16' 59" on December 18th) was now rapidly increasing .

The three alignments of this rare planetary event had been respectively on May 29th, October 1st and on December 5th, while the total time interval of this J-S conjunction during which the planets had an angular distance of less the 3° was from April 27th 7 b.C. till to January 14 of year 6 b.C., about 8.5 months. A sort of heavenly pregnancy, the ideal celestial context for the birth of Jesus Christ, at the same time son of man and god.

lunedì 21 dicembre 2009

Fenomenologia della Stella di Betlemme - Phenomenology of the Star of Bethlehem

The diagram you see here links is relative to an astroNo-
mical phenomenon which took place during the year 7 BCE in the zodiacal constellation of Pisces and which was terminating in these days of December of that year.

This diagram can be generated by anyone of you by means of an astroNomical software and refers to the triple conjunction between the two naked-eye-visible planets Jupiter (the royal star) and Saturn (El, the star of Ysra_el). Almost the totality of scholars who studied the question (and I among them) has the opinion that this is the 'star' of the Gospel according to Matthew [Mt 2, 1-2]. As can easily be seen in the diagram [points of minimum of the red curve (note 1)], the three longitude alignments of the planets took place at the following dates:

1) May 29th, 7 BCE,
at about L(geocentric longitude)=351° with a residual angular distance of 59' 6";

2) October 1st,
at about L= 347° with a r.a.d. of 58' 29" and finally

3) December 5th, 7 BCE
at about L=345° with a r.a.d. of 1° 3' 15".

From an astroNomical point of view, this J-S triple conjunction wasn't very particular among other similar conjunctions, because: a) the time interval between the first and the second alignment amounted to more than 4 months while that between the second and the third alignment amounted to only 64-65 days; b) the two planets remained at about one degree of angular distance, that is about the double of the full moon apparent diameter.

On this day (December 21th) the uncommon J-S triple conjunction was practically at its end: Jupiter was newly at the link side (eastwards) of 'its father' Saturn and their angular velocity were such that their angular distance of 1° 25' was growing at the rate of about 3' per night.

* * *

[1 ] For computing technique reasons astronomical software programs indicate with a minus sign (-) the years 'before Christ' or 'Before Common Era, BCE' according to the following rule

- n (softw. programs) = (n + 1) BCE (historical)

martedì 12 maggio 2009

La fenice agli Atti

Ho ricevuto finalmente la mia copia degli Atti del VI Congresso della Società Italiana di Archeoastronomia, congresso che - a rotazione tra varie sedi - si tenne nel 2006 (22-23 settembre) a Campobasso, all'Università del Molise.

A pag 113 di questo volumetto [reperibile presso la S.I.A.-Soc. Ital. di Archeoastronomia, via Brera 28, 20121 Milano] si trova la relazione ch'io presentai quell'anno, dal titolo "La fenice svelata, nuova interpretazione astronomica di un mito millenario", nella quale - con l'aiuto di un software astronomico e dei relativi diagrammi temporali - dimostravo che praticamente in tutti e sette i casi di apparizione _datata_ del mitico uccello di origine eliopolitana rinvenibili nella letteratura antica fino alla morte di Costantino, in tutti e sette i casi alla data della presunta apparizione della fenice era in atto una congiunzione multipla (tripla/doppia) tra Giove e Saturno.

Poichè, come si è visto in un un post precedente, la probabilità che una qualunque congiunzione G-S sia tripla o doppia è solo di circa 58°/360°, cioè meno di 1/6 (mediamente una congiunzione tripla ogni 120 anni circa), risulta estremamente bassa la probabilità che siano fortuite quelle ripetute coincidenze tra eventi astronomici distribuiti su un arco di 23 secoli e loro registrazione di tipo mitico. Viceversa risulta estremamente elevata (di circa il 99.99%) la probabilità che ad apparire non fosse il mitico volatile ma proprio la congiunzione GS multipla. In sostanza si parlava di fenice, ma come immagine allegorica del raro e singolare fenomeno tra il pianeta più grande e quello più lontano.

Voglio ricordare che
due dei sette casi esaminati sono le congiunzioni Giove-Saturno multiple che delimitano il periodo della probabile vita di Gesù ed il sorgere del movimento cristiano in Judea/Palestina :
* la congiunzione G-S tripla del 7 a.C. nella costellazione dei Pesci e
* quella doppia del 34-35 nella costellazione del Leone.

Mentre la prima di queste due è con grandissima probabilità la 'stella di Betlemme' del vangelo di Matteo, la congiunzione GS doppia del 34-35 è l' appearance della fenice di cui parla Tacito in Annali 6,28, come ho scritto nella relazione. Sbagliava pertanto, ma lo dico amichevolmente e con simpatia, la prof.ssa E. Keitel a redigere giusto dieci anni fa l'articolo:

The Non-Appearance of the Phoenix at Tacitus' Annals 6.28, Amer. Journal of Philology, vol. 120, n.3 (Fall 1999), The J. Hopkins Un. Press, Baltimore 1999.

Mi piacerebbe se qualcuno che mi legge negli States segnalasse questo blog alla professoressa. Oppure, come pensavo, sarò direttamente io a farlo. E' bene che la prof.sa riveda le sue idee di dieci anni fa e che tutti gli studiosi prendano atto delle nuove scoperte!

sabato 21 febbraio 2009

Come trovare i miei vecchi post sui google-groups

Quelli tra i lettori di questo blog interessati a trovare on-line i circa 2000 post da me inviati ai vari newsgruppi Google negli ultimi sei-sette anni possono farlo cercando - con Google - con le parole chiave "keybooks giuseppe tiscali" su --> altro --> gruppi.

Ci trovate di tutto, dalla conversione di s.Paolo all'eliocentrismo, alla congiunzione Giove-Saturno vista da Costantino nei giorni immediatamente precedenti il 28 ottobre del 312 (battaglia di Ponte Milvio), dalla mia interpretazione astronomica del mito della fenice all'Ereignis di Heidegger, dalle cause dell'oblio dell'Essere alla stella di Betlemme, ecc. ecc. ecc.

Buona lettura a tutti, Giuseppe