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venerdì 26 gennaio 2018

La CONVERSIONE di s. PAOLO (fine agosto A.D. 35)

 Leggo sui miei calendari che si ricorda oggi 25 gennaio la cosiddetta conversione di s. Paolo, cioè di quel 13° apostolo che - pur non avendo mai incontrato Gesù di persona (come lui stesso dice) - fu comunque l' infaticabile propugnatore e propagatore della dottrina cristiana. Tanto lo fu che molti lo ritengono il vero e proprio fondatore (qualcuno dice inventore) del cristianesimo, del quale le sue Lettere rimangono comunque uno dei documenti più antichi, probabilmente proprio il più antico.

Su Paolo, figura che m'intriga molto, certo una delle maggiori personalità di tutta la storia, io ho già condotto diverse ricerche e scritto diversi articoli in questo blog, articoli che vorrei oggi sintetizzare qui e ai quali rimando per esame dei dettagli ed approfondimenti.
The double Jupiter-Saturn conjunction occurred between
October AD 34 and April AD 35 in the constellation Leo
(i.e. Tacitus PHOENIX in Annals 6, 28)
Ad oggi la figura di Saul-Paolo io l'inquadro così. Quando Saul nacque a Tarso, verso quello che ora chiamiamo A.D. 15, tra i sacerdoti e nella società delle regioni israelitiche della Palestina (Giudea, Samaria, ..) era vivissimo il dibattito geocentrismo-eliocentrismo e non c' era accordo su quale fosse il tipo giusto di congiunzione Giove-Saturno da adorare _di generazione in generazione_ (cioè ogni vent' anni) come Visita e Presenza divina (Shekinah).
Proprio su questa questione vi era stato circa centocinquant' anni prima un vero e proprio scisma nella classe sacerdotale, a seguito del quale gli eliocentristi avevano abbandonato il Tempio e si erano ritirati a Qumran e in altre località sulle rive del Mar Morto (là dove nel secolo scorso sono stati ritrovati i famosi manoscritti). A Gerusalemme erano rimasti invece i sacerdoti geocentristi, adoratori delle congiunzioni G-S singole, pensate e viste come il vero e proprio monoteistico Signore del tempo e della storia, dio d'Israele.

Questa situazione, che perdurava da circa un secolo e mezzo, fu destabilizzata dalle congiunzioni G-S verificatesi nel 7 aC (tripla nella costellazione dei Pesci), nel 15 dC (singola nel Sagittario) e nel 34-35 (doppia nella costellazione del Leone, cfr. grafici qui sopra), nel senso che si riaccesero tra gli ebrei del tempo vivaci discussioni astronomico-teologiche. Fu in questo contesto che il ventenne Saulo di Tarso maturò a fine agosto del 35 - autonomamente oppure per contatti con gli eliocentristi esseni di Qumran/Damasco - la convinzione che il modo giusto di onorare la divinità, il Signore del tempo, la Shekinak, era proprio quello cristiano delle strane congiunzioni G-S multiple, il moto planetario retrogrado insito nelle quali lungi dal rappresentare l' ira di Dio era invece segno rivelatore dell' ELIOCENTRISMO del sistema planetario/solare. 
Al di là delle elaborazioni teologiche che lui stesso vi costruì sopra e molti altri dopo di lui, fu questo dunque il senso reale, il nocciolo concettuale, della cosiddetta conversione di Saulo-Paolo di Tarso: la convinzione che, contro ogni superficiale apparenza, il sistema planetario aveva struttura eliocentrica anzichè geocentrica. Chi credeva fermamente questo era come un uomo morto e risorto: morto alle antiche credenze/allenze e risorto, rinato nella definitiva "nuova ed eterna alleanza".  Di questo, opportunamente elaborato e teologizzato, Paolo - che neppure aveva mai incontrato Gesù - si fece da allora infaticabile e strenuo diffusore e propagatore al di fuori della Palestina.

mercoledì 23 dicembre 2015

SEYNSGESCHICHTE: la cosiddetta STELLA DI BETLEMME ovvero la CONGIUNZ. GIOVE-SATURNO TRIPLA del 7 AC nella costellazione zodiacale dei Pesci

Negli anni 10, poi 9, poi 8 aC il pianeta Giove (curva rossa) - data la sua
maggiore velocità - si accingeva a raggiungere e superare il pianeta
Saturno/Kronos, l'antico dio del tempo. Il lungo balletto notturno dei
due pianeti - con tre allineamenti in 7 mesi e durata complessiva di 

circa 9 mesi - si ebbe (vedi parte in alto destra del grafico) nel 
corso dell'anno 7 aC, nella costellazione dei Pesci.
La grandissima maggioranza degli studiosi (ed io per primo) è ormai convinta che la cosiddetta 'stella di Betlemme', la stella di cui parla il vangelo di Matteo, sia stata nella realtà una congiunzione particolare avvenuta nel 7 aC tra i pianeti visibili Giove e Saturno, quest'ultimo da sempre caro agli israeliti e Giove considerato il pianeta regale. La particolarità di questo fenomeno fu che - come si vede dai grafici qui a fianco e sotto - Giove si allineò (in longitudine eclittica) con Saturno tre volte in pochi mesi: due volte con i pianeti in fase di moto progressivo ed una volta, quella centrale con i pianeti in fase di moto retrogrado.

Il primo dei tre allineamenti - come ciascuno può (far) verificare - si ebbe (cfr. grafico sottostante) il 29 maggio dell'anno denominato -6 nei programmi planetario, corrispondente all'anno 747 ab Urbe condita ed al 7 a.C., ad una longitudine di circa 350° 53' e con una distanza angolare residua tra i due pianeti inferiore ad un grado, precisamente 0° 59' 06".
Die _dreifache_ Jupiter-Saturn Konjunktion des Jahres 7 v.Ch.
im Sternbild Fische (oder so gennanter Stern der Weisen). 
Il secondo allineamento, quello centrale, quando Giove - muovendosi di (apparente) moto retrogrado - torno' alla destra del 'padre' Saturno, si verificò il 30 settembre 7 a.C ad una longitudine di ca. 347°27' e con un angolo residuo di 0° 58' 29".
Il terzo ed ultimo allineamento di questa rara congiunzione (mancava dal 146-145 a.C., cioè da 139 anni) si ebbe, in fase di moto progressivo di entrambi i pianeti,  il 5 dicembre dello stesso 7 a.C., alla longitudine di ca. 345° 32' e con una distanza residua di 1°03'15".

Come si vede i tre allineamenti avvennero tutti nella costellazione (ovviamente zodiacale) dei Pesci. I due pianeti rimasero a lungo vicini: la distanza angolare tra di essi rimase inferiore a 3° per circa 8,5 mesi, quasi la durata di una gravidanza umana, dal 27 aprile 7ac al 13 gennaio dell'anno dopo, il 6 ac. Comunque in tutti e tre gli allineamenti l'angolo residuo fu di circa 1° e dunque i pianeti non si avvicinarono mai ad una distanza angolare inferiore a circa due diametri lunari, una distanza non così ridotta che essi potessero sembrare un unico corpo celeste. 
*          *          *
Come dimostrano le tavolette in scrittura cuneiforme Sp II 142 ed Sp II 795 conservate al British Museum di Londra [cfr. J. Schaumberger, Ein neues Keilschriftfragment ueber den angeblichen Stern der Weisen, Biblica vol. 24 - 1943, S. 162-169], questo insolito fenomeno fu accuratamente osservato e registrato dagli espertissimi astronomi babilonesi di Sippar durante il suo svolgimento fino a marzo/aprile del 6 aC. 
E' questa la ragione per cui alcuni ritengono del tutto fantasiosa la storia del viaggio dei Magi da Babilonia a Gerusalemme. L'astronomo tedesco K. Schoch scrisse ad esempio: "Non è che una favola, che gli astronomi babilonesi siano venuti a Gerusalemme per la congiunzione Giove-Saturno da loro ben conosciuta" [Planetentafeln fuer jedermann, Berlin 1927, S. IV]. 
The _triple_ Jupiter-Saturn conjunction occurred in the years 146-145 bCE
in the zodiacal constellation Cancer. In my opinion this rare event triggered
the schism from Jerusalem of a part of the priestly order/class, those who
went then towards the Dead Sea (Qumran, Ein Gedi, ..), those whose 

writings and ritual scrolls were found in 1947 and following years.

Io non escludo, invece, in base ai miei studi, che in occasione di questo insolito e raro fenomeno una visita di astronomi orientali in Palesti-na/Judaea possa esservi stata, penso però che i sapienti orientali, i Magi (die Weisen), non si sarebbero allora diretti verso Gerusalemme, ma piuttosto sulle rive del Mar Morto, a Qumran, che era allora l'insediamento principale della comunità degli Esseni, fondata da sacerdoti scismatici che da circa 139 anni (qualcuno forse anche da più tempo) avevano abbandonato Gerusalemme ed i cruenti sacrifici del (secondo) Tempio.  A mio parere questi sacerdoti scismatici erano eliocentristi, diversamente dalla parte di classe sacerdotale rimasta a Gerusalemme, che continuava invece ad essere tenacemente geocentrista.

Vi potrebbe essere stato insomma a Qumran (o in una delle altre località sulle rive del Mar Morto) una specie di convegno tra astronomi babilonesi ed astronomi giudaico-esseni sulle possibilità di previsione e/o sull'osservazione diretta di quello strano e raro fenomeno dell'anno 747 a.U.c. (7 aC), di durata complessiva pari ad una gravidanza umana e soprattutto indicante l'eliocentrismo del sistema planetario-solare visibile da Terra.

mercoledì 22 settembre 2010

200 a. C. : l' èra è iniziata (quella dei Pesci), la situazione è grave ... ora serve un Messia !

Prima di raccontare qualcosa sul Festival della filosofia svoltosi a Modena, Carpi e Sassuolo dal 17 al 19 settembre u.s., per concludere la serie di articoli precedenti sull'èra dei Pesci volevo ricordare un po' la situazione della Palestina e del popolo giudaico all'epoca d'inizio di questo nuovo 'mese cosmico', inizio che - come abbiamo visto - avvenne intorno al 206 a.C.

Nel III secolo a.C. la Palestina - come leggiamo in E. Schuerer, Storia del popolo giudaico al tempo di Gesù Cristo, vol. I, p. 193 - aveva fatto parte, con brevi intervalli, del regno ellenistico-egizio dei Tolemei. "All'inizio del secondo secolo [battaglia di Panias del 200 a.C.], tuttavia, Antioco il Grande [di Siria] fu in grado di assicurarsi il possesso durevole della Fenicia e della Palestina, e allora i Seleucidi subentrarono ai Tolemei nel dominio sul popolo giudaico."
Cultura e civiltà greca già dal tempo di Alessandro Magno avanzavano ovunque in Medioriente e naturalmente neppure la piccola Giudea poteva sottrarsi a questa continua avanzata dell'ellenismo. Fu in questo periodo che due partiti opposti sorsero all'interno della società giudaica, quello degli ellenisti e quello dei 'pii' o hasidim, essendo questi ultimi i rigidi difensori dell'antica fede giudaica.
Questi, in grande sintesi, i problematici lineamenti culturali e politici del popolo giudaico all'epoca in cui Antioco IV Epifane di Siria - re dal 175 al 164 a.C. - assunse il potere, succedendo al fratello Seleuco IV assassinato da un suo ministro. La carica ereditaria di sommo sacerdote israelita era detenuta allora dall' hasidim  Onia III, mentre capo della fazione grecofila era suo fratello Gesù o, con il nome greco che preferiva, Giasone.

Questi decenni e anni prima della vittoriosa rivolta dei Maccabei sono anche gli anni in cui un gruppo spirituale - i precursori degli Esseni di Qumran - incomincia a fare setta a sè e, guidato da un Maestro di giustizia, inizia a rielaborare la dottrina giudaica, attribuendo grande enfasi alla conoscenza - ricevuta per mezzo di rivelazione - delle giuste 'vie' del Signore (conoscenze astronomiche secondo me). Nel cosìdetto Documento di Damasco di questa comunità leggiamo:

.. Ma nel suo ricordo del patto con gli antenati [Dio] lasciò un resto ad Israele e non li abbandonò alla distruzione. E nel tempo della collera, trecento e novant'anni dopo che li aveva consegnati in mano a Nabucodonosor, re di Babilonia, egli li visitò e da Israele e da Aronne fece germogliare la radice d'una pianta destinata ad ereditare la sua terra e ad ingrassarsi con i beni del suo suolo.Ed essi compresero la loro iniquità e riconobbero di essere uomini colpevoli: erano stati come ciechi e come coloro che cercano la strada a tastoni, per vent'anni.
[da L. Moraldi (a cura di), I manoscritti di Qumran, Tea ed., Milano 1999, p. 226]

Nella mia interpretazione, questa teofania che accompagnò la nascita della 'radice coltivata' (il Maestro di giustizia), questa visita di Dio compiuta 390 anni dopo il 597 a.C. (data d'inizio dell'esilio babilonese) - quindi all'incirca nel 207 a.C. - è  la congiunzione Giove-Saturno singola della fine di giugno 205 a.C. nella costellazione dei Gemelli.

Che anche questo gruppo auspicasse l'arrivo, l'avvento di un salvatore del popolo giudaico,di un messia magari più spirituale di quello sognato/atteso dai movimenti politici (penso alla rivolta maccabaica), ciò si può comprendere leggendo un significativo ed emblematico passo degli Inni (Hodayot) di Qumran
[L. Moraldi, op. cit., p. 411]:

.. e colui che farà germogliare
il virgulto di santità
per la piantagione di verità
rimarrà nascosto,
di modo che non si penserà a lui,
non sarà conosciuto
e il suo mistero rimarrà sigillato.

A pag. 351 del suo volume citato, il prof. Moraldi ricorda che la maggioranza dei qumranisti colloca a "poco dopo l'anno 152 [a.C.]" l'epoca di composizione degli Inni di Qumran e che detta composizione è "strettamente connessa al maestro di giustizia e soprattutto con gli inizi della comunità".

Dunque ben prima di Virgilio e lontano da Roma, in quella Palestina sottomessa ora agli uni, ora agli altri, ora ad altri ancora, c'era già - (almeno) un secolo e mezzo prima del sorgere del movimento cristiano - una viva attesa per l'arrivo/avvento di un puer miracoloso o di un Messia in grado di sollevare definitivamente le sorti - per alcuni politiche, per altri spirituali - del popolo giudaico.