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giovedì 22 giugno 2017

Die ASTER und das DESASTER

Der Brunnenstern bei der Huette von Heidegger
in Todtnauberg
"Desaster, etymologisch getrennt sein vom Stern, verweist darauf, dass mit und nach Auschwitz das Verhaeltnis zu einem Kosmos, der Heil und Ganzheit verspricht, anders geworden ist: Es ist der Verlust des bewohnten Himmels und des leitenden Sterns, ja das Ende der kantischen Erfahrung, wonach der Anblick des bestirnten Himmels von gleicher erhebender Wirkung sei wie die innerliche Empfindung des moralischen Gesetzes. Der Himmel ist zum Abgrund geworden, das Vertrauen in die Haltbarkeit moralischer Gesetze mehr als zweifelhaft."

[Astrid von Chamier, Texturen des Unheils: Zur Konstellation Paul Celan und Martin Heidegger, S. 689]

giovedì 13 ottobre 2016

- - Die BESTUERZUNG HEIDEGGERS im Januar 1945 - - - - - Lo sgomento di Heidegger a gennaio del 1945

Un articolo del giornale Zeit-OnLine è dedicato oggi all'uscita di un nuovo libro sulle idee politiche di Heidegger, libro che sarà nelle librerie tedesche tra qualche giorno.
L'articolo, dal comprensibile titolo "Ein moralisches Desaster", riporta alcuni brani delle lettere inviate dal discusso filosofo della Foresta nera a suo fratello Fritz Heidegger negli anni della II Guerra mondiale. 
Un passo in particolare mi ha attratto l'attenzione, scritto da Martin Heidegger il 18 gennaio 1945, cioè nei giorni in cui le forze dell' Armata rossa avevano iniziato la vittoriosa controffensiva nella Prussia orientale ed in Polonia (dopo una decina di giorni, il 27 gennaio, avrebbero aperto i cancelli di Auschwitz e dopo qualche mese sarebbero arrivate a Berlino). Il passo illustra bene lo sgomento metafisico di quei giorni provato da Heidegger, che tra l'altro aveva entrambi i figli a combattere sul fronte orientale. Scriveva dunque Martin al fratello Fritz:

"Was der 'Weltgeist' mit den Deutschen vorhat, ist ein Geheimnis. Gleich dunkel ist, warum er [der 'Weltgeist'] sich der Amerikaner und Bolschewisten als seiner Schergen bedient." (18. Januar 1945).

"Che cosa lo 'spirito del mondo' abbia in programma per i tedeschi è un mistero. Ugualmente oscuro è il perchè esso [lo 'spirito del mondo'] si serva degli americani e dei bolscevichi come suoi scagnozzi." (18 genn. 1945)

Il link all'articolo completo:
http://www.zeit.de/kultur/literatur/2016-10/martin-heidegger-briefe-antisemitismus

sabato 25 luglio 2009

Edith Stein: una figura molto intrigante

Una figura che ho incontrato nel corso dei miei approfondimenti su Heidegger e sul Sein, anzi Seyn, e che mi intriga molto è quella di Edith Stein (1891-1942), la filosofa e suora cattolica di origine ebraica che fu inizialmente assistente di Husserl (poi sostituita in questa funzione proprio da Martin Heidegger) e che finì i suoi giorni nelle camere a gas di Auschwitz il 9 agosto 1942.
Già il 12 aprile 1933 quand'era ancora ebrea, ma insegnante in una scuola cattolica tedesca, Edith si era rivolta per lettera al papa Pio XI, sollecitando una chiara presa di posizione della Santa Sede sulla situazione creatasi in Germania dopo l'arrivo di Hitler al cancellierato (30 gennaio 1933). Non solo Pio XI non rispose alla lettera della Stein, ma neppure il suo successore Pio XII (già segretario di stato di Pio XI) trovò il modo di farle arrivare alcun aiuto concreto solo Pio XI non rispose alla lettera della Stein, ma neppure il suo successore Pio XII (già segretario di stato di Pio XI) trovò il modo di farle arrivare alcun aiuto concreto nei nove anni dal 1933 al 1942, sebbene essa si fosse già dal 1933 convertita al cattolicesimo e fosse poi diventata suora carmelitana.

Ma cosa m'intriga di Edith Stein? Ammetto per ora di non esserne completamente consapevole, di non avere ancora avuto tempo di approfondire tutta la sua storia e la sua produzione filosofica e religiosa, mi è solo rimasta impressa da qualche sporadica lettura la sua caparbia volontà di ricerca della verità, sin da quando era giovane fenomenologa assistente di Husserl a Friburgo.

E' comunque un fatto preciso e verificabile che tutta la parte finale della storia di Edith, cui ella si offrì volontariamente e senza proteste di alcun genere, quasi salendo un suo personale Calvario, si svolse durante e a ridosso della congiunzione Giove-Saturno tripla del 1940-41, quella i cui tre allineamenti Saturno-Giove-Terra (i tre momenti 'estatici' dell'Ereignis heideggeriano) si svolsero l'8 agosto 1940, il 20 ottobre 1940 ed il 15 febbraio 1941.

Da un libricino di Teresio Bosco su Edith Stein letto in questi giorni due frasi mi sono rimaste impresse. La prima è relativa all'estate del 1940, quando in Olanda iniziavano le persecuzioni contro gli ebrei e le persone di origine ebraica: "Sono totalmente presa dall'opera su san Giovanni della Croce, e tutto il resto mi è indifferente".

La seconda frase Edith la disse il 6 agosto 1942 a due visitatori che poterono vederla in Olanda, qualche giorno prima di essere avviata ad Auschwitz, in Polonia, ove sarebbe poi stata uccisa appena arrivata. A chi mostrava preoccupazione per lei, serenamente rispose in quell'occasione: "Qualunque cosa accada, sono pronta a tutto. Anche il Bambino Gesù è qui con noi".

Ricordo per concludere che Edith Stein fu proclamata santa da papa Giovanni Paolo II il 10 ottobre 1998. E' oggi patrona d'Europa insieme a s. Caterina da Siena e a s. Brigida di Svezia.