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giovedì 22 giugno 2017

Die ASTER und das DESASTER

Der Brunnenstern bei der Huette von Heidegger
in Todtnauberg
"Desaster, etymologisch getrennt sein vom Stern, verweist darauf, dass mit und nach Auschwitz das Verhaeltnis zu einem Kosmos, der Heil und Ganzheit verspricht, anders geworden ist: Es ist der Verlust des bewohnten Himmels und des leitenden Sterns, ja das Ende der kantischen Erfahrung, wonach der Anblick des bestirnten Himmels von gleicher erhebender Wirkung sei wie die innerliche Empfindung des moralischen Gesetzes. Der Himmel ist zum Abgrund geworden, das Vertrauen in die Haltbarkeit moralischer Gesetze mehr als zweifelhaft."

[Astrid von Chamier, Texturen des Unheils: Zur Konstellation Paul Celan und Martin Heidegger, S. 689]

martedì 1 ottobre 2013

_Den ABGRUND ermessen_ or _Deciphering Heidegger's Beitraege zur Philosophie (Vom Ereignis) _

Un po' di anni dopo che in Germania Einstein con la sua teoria della relatività generale aveva dimostrato che spazio e tempo non sono a rigore grandezze fisiche separate e che quindi occorre parlare dell'unica grandezza fisica spaziotempo (Raum-zeit) quadridimensionale, Heidegger  gioca di rimessa su quanto enunciato dal fisico ebreo  e - convinto di introdurre un'alternativa filosofica al concetto einsteiniano - pensando all'ormai prossima, epocale congiunzione Giove-Saturno tripla dell'imminente 1940/41 (Seyn) - definisce nel cap. 5 dei suoi Beitraege zur Philosophie il suo Zeit-Raum, tempospazio, (notare i termini ribaltati, anche se i traduttori italiani di Heidegger non sembrano essersene accorti) così:

"Der Zeit-Raum ist die ereignete Erklueftung der Kehrungsbahnen des Ereignisses, der Kehre zwischen Zugehoerigkeit und Zuruf, zwischen Seinsverlassenheit und Erwinkung (das Erzittern der Schwingung des Seyns selbst!). Naehe und Ferne, Leere und Schenkung, Schwung und Zoegerung, all dieses darf nicht zeitlich-raeumlich begriffen werden von den ueblichen Zeit- und Raum-Vorstellungen her, sondern umgekehrt, in ihnen liegt das verhuellte Wesen des Zeit-Raumes." [§ 239]

Notare in questa definizione dell'ambiente, oltre all'insistito uso della congiunzione und  (sulla quale Heidegger si sofferma anche più avanti), vari termini che fanno chiaro riferimento all'apparente andamento oscillante e retrogrado delle traiettorie dei due pianeti Giove e Saturno durante una congiunzione tripla, come quella da lui attesa per il  1940-41.

Al § 242 troviamo una definizione del fenomeno che si svolge nello Zeit-Raum, cioè dell'Abgrund ovvero della congiunzione Giove-Saturno, evento nel quale i due pianeti vengono a trovarsi più volte nello stesso luogo(angolo)  nello stesso tempo:
"Der Abgrund ist die urspruengliche Einheit von Raum und Zeit, jene einigende Einheit, die sie erst in ihre Geschiednis auseinandergehen laesst."

Un po' più avanti, sempre nel § 242 troviamo ancora:
"Der Ur-grund, der gruendende, ist das Seyn, aber je wesend in seiner Wahrheit.
Je gruendlicher der Grund (das Wesen der Wahrheit) ergruendet wird, um so wesentlicher west das Seyn.
Die Ergruendung des Grundes muss aber den Sprung in den Ab-grund wagen und den Ab-grund selbst ermessen und bestehen."

E' proprio questo che con il presente articolo abbiamo voluto fare, den Abgrund ermessen. Dell'aspetto temporale, della temporalità delle congiunzioni G-S- abbiamo più volte parlato, quello su cui ora vogliamo soffermarci è la profondità dell' Abgrund, la profondità di quell'abisso del quale da Meister Eckhart in poi tanti teologi, poeti e filosofi tedeschi hanno parlato e cantato. Come si vede dalla figura riportata nel poster che ho presentato a Liverpool nel 2008 (vedi in alto a sinistra) l' abisso cosmico il cui orlo è rappresentato dall'orbita terrestre durante una congiunzione tripla ha la profondità della distanza Sole-Saturno, che dai testi di fisica apprendiamo essere mediamente di 9,54 Unità Astronomiche, cioè 9,54 volte la distanza media Terra-Sole. Si tratta di un valore molto elevato e che tuttavia l'occhio umano ancora copre, essendo Saturno l'ultimo pianeta del sistema solare ancora visibile da Terra, appunto ad occhio nudo.

Die Ermessung des Abgrundes ergibt somit schliesslich 1.426.725.413 km,
mehr als 1.4 Milliarde km.

giovedì 19 settembre 2013

NATUR UND KUNST oder SATURN UND JUPITER (F. Hoelderlin, 1801-1802)

Grafici della congiunzione planetaria Giove-Saturno del 1801-1802 nella costellazione del Leone.
Hoelderlin ne parla pressochè esplicitamente sia nella sua produzione poetica di quel periodo che
nelle due famose lettere a Boehlendorff del 4 dicembre 1801 e del 2 dicembre 1802.

Du waltest hoch am Tag und es bluehet dein         /        Regni alto nel giorno e la tua legge
Gesez, du haelst die Waage, Saturnus Sohn! / fiorisce, e reggi la bilancia, figlio di Saturno!
Und theilst die Loos' und ruhest froh im   /       e le sorti spartisci e lieto posi nella gloria
Ruhm der unsterblichen Herrscherkuenste. /    delle immortali arti del dominio.

Doch in den Abgrund, sagen die Saenger sich, /  Ma nell'abisso, si dicono i cantori,
Habst du den alten Vater, den eignen, einst /     il vecchio padre, il tuo proprio, bandisti
Verwiesen und es jammre drunten,       /            e laggiù, dove con ragione prima
Da, wo die Wilden vor dir mit Recht sind,  /     di te stanno i selvaggi, da molto langue

Schuldlos der Gott der goldenen Zeit schon laengst    /    il dio innocente dell'età dell'oro:
Einst muehelos und groesser, wie du, wenn schon /senza  fatica e più grande di te, seppure
Er kein Gebot aussprach und ihn der     /                mai pronunciò un comando e nessuno
Sterblichen keiner mit Nahmen nannte.      /        tra i mortali lo chiamò per nome.

Herab denn oder schaeme des Danks dich nicht!      /      Giù dunque o non vergognarti di
ringraziare!
Und willst du bleiben, diene dem Aelteren,     /  e se vuoi rimanere, servi il più vecchio,
Und goenn es ihm, dass ihn vor Allen,     /              e a lui concedi che prima di tutti,
Goetter und Menschen, der Saenger nenne!     /      dèi e uomini, lo nomini il cantore.

[Denn wie aus dem Gewoelke dein Blitz, so koemmt/Poiché come dalla nube la tua folgore,
Von ihm, was dein ist, siehe! So zeugt von ihm  / così viene da lui quel che è tuo, guarda!
Was du mir sagst, und aus den alten     /      così di lui testimonia ciò che ordini, e dalla
Freuden ist jegliche Macht erwachsen.]   /    pace di Saturno ogni potenza è cresciuta.

Und hab' ich erst am Herzen Lebendiges      /     E se per primo ho nel cuore sentito
Gefuehlt und daemmert, was du gestaltetest, / il vivente e albeggia ciò che tu formasti,
Und war in ihrer Wiege mir, in     /                   e se nella sua culla il mutevole
Wonne die wandelnde Zeit entschlafen,    /       tempo voluttuosamente si assopisce,

Dann hoer' ich dich, Kronion! und kenne dich,    /     Allora ti odo, Cronio! e in te conosco 
Den weisen Meister, welcher, wie wir, ein Sohn    /   il maestro saggio che, come noi, figlio
Der Zeit, Geseze giebt und, was die     /                 del tempo, dà leggi e, quanto
Heilige Daemmerung birgt, verkuendet.      /         il sacro crepuscolo nasconde, annuncia.


[da: Friedrich Hoelderlin, Poesie, introd., scelta e trad. di Luca Crescenzi, BUR-Poesia, 2009]