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sabato 29 febbraio 2020

Der SCHEIN und das UNBEKANNTE X bei NIETZSCHEs "FROELICHE WISSENSCHAFT" Aph. 54 (Frueling 1881)

Trend vs time of the geo-centric longitudes of Saturn and Jupiter during
the single Jupiter-Saturn conjunction occurred in the
spring-summer 1881(".. - und Zarathustra ging an mir vorbei.")
 54 - Das Bewusstsein 
vom Scheine. - 
Wie wundervoll und neu und zugleich wie schauerlich fuehle ich mich mit meiner Erkenntnis zum gesamten Dasein gestellt! Ich habe fuer mich entdeckt, dass die alte Mensch- und Tierheit, ja die gesamte Uhrzeit und Vergangenheit alles empfindenden Seins in mir fortdichtet, fortliebt, forthasst, fortschliesst - ich bin ploetzlich mitten in diesem Traum ercht, aber nur zum Bewusstsein, dass ich eben traeume und dass ich weitertraeumen muss, um nicht zugrunde zu gehn: wie der Nachtwandler weitertraeumen muss, um nicht hinabzustuerzen. 
Trend vs time of the helio-centric longitudes of Saturn and Jupiter
during the Jupiter-Saturn conjunction 1881 [click on images to enlarge]
Was ist mir jetzt "Schein"! Wahrlich nicht der Gegensatz irgendeines Wesens - was weiss ich von irgendwelchem Wesen auszusagen, als eben nur die Praedikate seines Scheins! Wahrlich nicht eine tote Maske, die man einem unbekannten X aufsetzen und auch wohl abnehmen koennte! Schein ist fuer mich das Wirkende und Lebende selber, das so weit in seiner Selbstverspottung geht, mich fuehlen zu lassen, dass hier Schein und Irrlicht und Geistertanz und nichts mehr ist - dass unter allen diesen Traeumenden auch ich, der "Erkennende", meinen Tanz tanze, dass  der Erkennende ein Mittel ist, den irdischen Tanz in die Laenge zu ziehn, und insofern zu den Festordnern des Daseins gehoert, und dass die erhabene Konsequenz und Verbundenheit aller Erkenntnisse vielleicht das hoechste Mittel ist und sein wird, die Allgemeinheit der Traeumerei und die Allverstaendlichkeit aller dieser Traeumenden untereinander und eben damit die Dauer des Traumes aufrechtzuerhalten.

giovedì 26 gennaio 2017

Der VORLAUF und das VORLAUFEN in Heidegger - L'anticipazione/il-precorrimento ed il precorrere in Heidegger

Sollecitato da un corrispondente che mi chiedeva un parere al riguardo, ho ripreso in mano dopo molto tempo un libricino di Heidegger pubblicato dall' Adelphi inizialmente nel 1998 e arrivato ora alla 11a edizione: Il concetto di tempo di Martin Heidegger.

Si tratta del testo (ricostruito attraverso gli appunti di alcuni partecipanti, ma rivisto da H.) della conferenza che l'allora 35enne filosofo tenne il 25 luglio del 1924 ad un gruppo di teologi riuniti per l'occasione a Marburgo. Testo che, rielaborato ed ampliato da Heidegger, costituirà poi - con lo stesso titolo - il volume n. 64 della Gesamt-Ausgabe.

Nel 1924 erano già una decina di anni che il giovane filosofo andava riflettendo sul tempo non solo nell'ambito naturale ed in quello della storia, ma anche e molto significativamente nell'ambito dell' esistenza individuale di chi si pone il problema del tempo, di chi - come lui - si prende attenta cura del tempo (das Besorgen der Zeit), anche quello della propria vita.

Come rilevò Volpi nell' Introduzione, "la temporalità si rivela essere agli occhi di Heidegger una componente costitutiva dell'esistenza. ... Essendo questa ..già sempre proiettata verso ciò che può essere e può fare di sé, si dilata essenzialmente nel futuro, dunque nel tempo." E' così che Heidegger, probabilmente già pensando (1924) alla struttura da dare tra qualche anno ad Essere e Tempo (1927), si dà a ricercare strutture (otto) dell'esserci, del Dasein, che ne caratterizzano il preveggente e precorrente rapporto con il tempo futuro, con la propria temporalità fino alla fine, alla morte (Vorlaufen zum Tode, Vorlaufen in die aeusserste Zukunft).


La manifestazione dell' Essere (cioè la congiunzione tripla
Giove-Saturno), che sarebbe avvenuta e che avvenne nella
costellazione dell' Ariete a cavallo degli anni 1940-1941
Dice Heidegger a questo punto che tuttavia questa capacità di Vorlauf in die Zukunft ovvero di precorrimento nel futuro, subitaneo ritorno nel presente (Zurueckkommen auf die Gegenwart) e possibilità di ripetizione del passato (Wiederholung der Vergangenheit), questa capacità di _muoversi e pensare nel tempo a partire dal futuro_ non è da tutti, ma solo di quelle persone dotate di un Dasein autentico, di un Dasein capace di vivere eine eigentliche Zeit e di avere perciò eine eigentliche Zeitlichkeit.

Nel quadro di quella ritrosia, di quello schweigen che altrove teorizza come necessario quando si parla di certe cose, Heidegger si guarda naturalmente bene dal precisare quale sia il fondamento di questa autenticità del Dasein che prende il futuro e non il presente a 'misura' del tempo, come pure dall'illustrare in cosa consista "la connessione di ciò che è nel tempo, con ciò che il tempo autentico è."
E' esattamente su questo punto, in questo particolare aspetto della sua ritrosia a comunicare, che si situa la mia scoperta, il nucleo delle mie tesi, che ora cerco di sintetizzare. SECONDO ME, all'età di 35 anni Heidegger aveva già maturato - per studi teorici e per eperienza diretta (Vorgriff, 1921) - la convinzione che al fondo di tutta la storia della filosofica c'è stata l'osservazione e l'elaborazione speculativa di/su un preciso fatto astroNomico, che si presenta "di generazione in generazione" ma in più modalità apparenti, dipendenti dalla posizione del nostro punto di osservazione, la Terra, sulla sua orbita. Il fenomeno fondante, la base, il Grund,  è la successione delle congiunzioni tra i grandi pianeti esterni misuratori di lunghi intervalli di tempo (30, 20, 12 anni), Giove e Saturno. E' questa conoscenza e questa convinzione che Heidegger ritiene costituire l' AUTENTICITA' del Dasein, quella che lo mette in condizione di essere attento ai cenni/Winke dell'Essere/Sein/Seyn, di sentirne in anticipo la chiamata/Aufruf e di precorrerne/Vorlaufen le manifestazioni future. Gli permette insomma di sintonizzare il suo individuale eigentliche Zeit con il cosmico Weltzeit, prevedendo e precorrendo le congiunzioni G-S future o richiamando quelle del passato.


Detto altrimenti ed in modo più specifico per il personale Dasein di Heidegger, il filosofo svevo sapeva già negli anni 1921-1922 che circa venti anni dopo (cioè verso il 1940-1941) ci sarebbe stata una manifestazione particolare dell' essere intramondano composto da Giove e Saturno in congiunzione, ovvero che questo essere si sarebbe manifestato nella sua forma più rara, quella del SEYN che 'dice' molto sul regno dei cieli, a chi sa intenderne il linguaggio. Ebbe dunque tutto il tempo di imbastire criptiche elaborazioni e speculazioni sulla dinamica e temporalità del  raro fenomeno fisico e di porsi a confronto, in Auseinandersetzung, con quanti - pensatori e poeti - prima di lui avevano avuto le sue stesse o molto simili intuizioni, come Rilke, Nietzsche, Hoelderlin, Hegel, ..

Per concludere queste note sull'anticipazione ed il precorrimento in Heidegger va detto che il termine Vorlaufen ricorre moltissimo anche in Essere e Tempo, ben 115 volte a partire dal paragrafo § 53, ove si incomincia a parlare di Vorlaufen zum Tode, cioè precorrimento/anticipazione verso la morte, e di essere-per-la-morte (naturalmente anche questo autentico o non autentico!!). 
Un'altra espressione che ricorre spesso nei paragrafi citati (23 volte) e che ha sempre a che fare con il precorrere del tempo è la risolutezza precorritrice, die vorlaufende Entschlossenheit, sulla quale comunque devo riflettere ancora un po'... per capirne meglio soggetto ed oggetto. Invito anche voi, miei cari lettori che mi leggete nei giorni della Memoria della Shoah, a fare altrettanto. 

martedì 22 marzo 2016

Das Denken haelt sich IN DER GEGEND auf ..

Uno dei termini della criptica prosa heideggeriana che, dai tempi di Sein und Zeit (§22-24,  70) e per circa un quarantennio, ha dato più filo da torcere ai traduttori del filosofo svevo è indubbiamente die Gegend (Gegnet nella forma arcaica), termine che in italiano è stato di volta in volta reso con la contrada (contrata), i paraggi, la prossimità, regione (marca, ...

Stimolato anche dal volume Der andere Heidegger, Ueberlegungen zu seinem spaeteren Denken di Ute Guzzoni, V.K.A., Freiburg 2009 (acquistato di recente, proprio a Friburgo), ho approfondito un po' la questione sui vari testi di Heidegger ove il vocabolo ricorre con più insistenza e dalle meditazioni conseguenti ho maturato la convinzione che ora vi dico. Secondo me con il termine Gegend  Heidegger si riferisce ermeticamente alla costellazione zodiacale nella quale Ereignisse ed Enteignisse avvengono, cioè a quella singola parte dell'intera fascia stellare zodiacale (da lui chiamata "Gegend aller Gegenden") nella quale di volta in volta avviene una certa congiunzione Giove-Saturno, da lui variamente chiamata: Versammlung, das Versammeln, das Dingen/Versammeln der Dinge, Zusammengehoeren, Zueinandergehoeren, Geschenk, ...

Divengono con ciò chiare, meines Erachtens. espressioni del tipo:

* "Gegenden werden nicht erst durch zusammen vorhandene Dinge gebildet, sondern sind je schon in den einzelnen Plaetzen zuhanden." [Sein und Zeit, § 22]

* "Das Besorgen des Daseins, dem es in seinem Sein um dieses Sein selbst geht, entdeckt vorgaengig die Gegenden, bei denen es je ein entscheidendes Bewenden hat. Die vorgaengige Entdeckung der Gegenden .. ..." [Sein und Zeit, § 22]

* "Andeutend gesagt, ist die Gegend als das Gegnende die freigebende Lichtung, in der das Gelichtete zugleich mit dem Sichverbergenden in das Freie gelangt." [Das Wesen der Sprache, 197]

*  "Der Ort oeffnet jeweils eine Gegend, indem er die Dinge auf das Zusammengehoeren in ihr versammelt.
Im Ort spielt das Versammeln im Sinne des freigebenden Bergen der Dinge in ihre Gegend." [Kie Kunst und der Raum, it. L'arte e lo spazio, p. 30]

L'ora è ormai tarda e perciò chiudiamo qui, ma vi prometto che su questi argomenti e sul 'versammelnder Charakter der Orte' torneremo presto. 

venerdì 9 marzo 2012

Abstract [De Seyn, deciphering Heidegger's works and philosophy at the light of Phenomenology and Temporality of Jupiter-Saturn conjunctions / 31.01.2010]

In this article the thesis is concretely defended that Heidegger's works and philosophy (but also Hoelderlin's one and Nietzsche's one and the whole Seinsgeschichte) can be better understood, probably definitively understood, if interpreted at the light of the phenomenology and the temporality of a particular astronomical phenomenon which takes place at time intervals of a little while less than twenty years (19.859 years), precisely the conjunctions between the planets Jupiter and Saturn, both visible from Earth by the naked eye. XX century recurrences of this phenomenon during Heidegger's adult life happened in 1921, 1940-41 and 1961. Previous occurrences (very meaningful for Hoelderlin and respectively for Nietzsche) took place in 1801-02 and in the spring 1881.

Startpoint of the interest in Heidegger's philosophy and basis for the present study have been the works and writings of G. De Cesaris (1), whose theses on the historical and philosophical hermeneutical relevance of these planetary events begin to be known also in university faculties and academic circles.

Curious (but until now not at all considered) is the fact that the central section of Sein und Zeit (section # 42 out of 83) can be interpreted as a sign left by Heidegger on his thought path to allow a future reconstruction of it just in the direction of this lecture. There, in section #42, a Roman fable from Hyginus is reported, where nature, condition and belonging, the whole Dasein of the man, are derived from decisions taken in a fourfold meeting and talk among Cura, Jupiter, Saturn and Earth (Tellus).
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(1) The first and fundamental G. De Cesaris' work was Congiunzioni Giove-Saturno e storia giudaico-cristiana, Keybooks, Guidonia Montecelio (RM), Italy. A copy of the manuscript of this book is also at the US Copyright Office and can be found in the online manuscript catalog of the Library of Congress (Registration Number/Date: TXu000977054/2000-08-31).

domenica 28 giugno 2009

Pura silenziosissima notte ...

Eccovi la traduzione promessa di

Nacht-Notte (da Winke, 1941, GA 13, p. 29):

Pura silenziosissima
notte ricca di stelle,
portami ciò
che in te
ancora appena
un pensatore
ansiosamente scruta:
l'accadimento
nel giorno dell'Essere.

Come vi dicevo, io penso che questa poesia sia stata scritta (tempo atmosferico permettendo) con grandissima probabilità proprio nella sera/notte dal 19 al 20 ottobre 194o , quando Giove - in fase di moto retrogrado verso la destra del 'padre' Saturno - era al secondo allineamento, quello centrale, con il pianeta degli anelli e non ne distava in quel momento che appena 1° 14'.

Io lo immagino, lo vedo benissimo Heidegger che, ritto fuori della sua baita di Todtnauberg, scruta un cielo terso, stellato e freddo, al di sopra dei boschi della Foresta Nera, nella piena consapevolezza di trovarsi - seguendo Giove e Saturno che, sorti congiunti ad est, traversano in direzione ovest al passare delle ore tutta la volta celeste - di trovarsi, dicevo, in un tempo particolare, in una cerniera del tempo, cosmicamente determinata. Aspira boccate di fumo dalla sua pipa, pensa, ogni tanto rientra al caldo della huette, beve qualcosa, butta giù i versi di Nacht e delle altre poesie di Winke. Che privilegio avere la fortuna di assistere ad un fenomeno che da millenni suscita curiosità, interesse ed interrogativi, la fortuna di esserCi (Dasein) in un momento cosmico e storico tanto particolare!
Heidegger dev'essere in quel periodo al massimo del godimento, non solo intellettuale, anche perchè ormai da mesi l'aviazione tedesca è all'attacco di quella inglese (si sta svolgendo infatti dal 24 luglio 1940 quella che passerà alla storia come battaglia d'Inghilterra) e scene come quella qui a lato cominciano a ripetersi con una certa frequenza alla periferia ed anche al centro di Londra.
Sembra insomma che, auspice l'idealismo tedesco e l'epocale (atteso ed ora attuale) ritorno dell'Essere, grazie al nazismo stia veramente per iniziare una nuova, grande, epoca storica per la Germania e per il suo Reich. Sembra! in quelle notti stellate, pure e silenziosissime su Friburgo e sulla Foresta Nera ma non sulla Manica e su Londra. E neppure sul resto dell'Europa.

Comprensibile la delusione ed il crollo psicologico del filosofo (1945-46) quando, dopo appena qualche anno, sarà la Germania a sua volta ad essere ridotta ad un cumulo di macerie, un paese vinto ed occupato ove scorrazzano ben quattro eserciti vincitori.