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domenica 11 luglio 2010

Dei libri di Victor Farias su Heidegger ...

... non avevo ancora sentito parlare, prima di leggere - cosa che ho appena concluso - L'eredità di Heidegger, nel neonazismo, nel neofascismo e nel fondamentalismo islamico.

Non so com'è fatto il primo (Heidegger e il nazismo, 1987), ma questo secondo volume - pubblicato in Italia a fine 2008 dalle Ediz. Medusa - a me non è dispiaciuto. Anche se si nota una certa qual enfasi dell'autore a cercare di dimostrare la tesi sintetizzata nel titolo, il volume ha un impianto piuttosto sistematico, è molto chiaro nella presentazione dei casi esaminati ed ha un ricco apparato di note, molto utile per orientarsi nell'odierna ricezione di Heidegger presso gruppi politicamente impegnati, in modo radicale, in varie aree e paesi del mondo: la Germania, la Francia, i gruppi del fondamentalismo islamico e l'America Latina.

Per poterne fare una lettura un po' più approfondita, con matite ed evidenziatori a portata di mano, penso proprio che dovrò comprarne una copia personale, dopo la restituzione di questa che ho ora qui alla biblioteca pubblica dove l'ho presa in prestito. Presso la quale cercherò a questo punto anche l'altro volume di Farias, curioso di vedere che interpretazione egli ha dato della riproposizione nel 1926-27 da parte di Heidegger del problema dell'essere, cioè della Seinsfrage.

domenica 28 giugno 2009

Pura silenziosissima notte ...

Eccovi la traduzione promessa di

Nacht-Notte (da Winke, 1941, GA 13, p. 29):

Pura silenziosissima
notte ricca di stelle,
portami ciò
che in te
ancora appena
un pensatore
ansiosamente scruta:
l'accadimento
nel giorno dell'Essere.

Come vi dicevo, io penso che questa poesia sia stata scritta (tempo atmosferico permettendo) con grandissima probabilità proprio nella sera/notte dal 19 al 20 ottobre 194o , quando Giove - in fase di moto retrogrado verso la destra del 'padre' Saturno - era al secondo allineamento, quello centrale, con il pianeta degli anelli e non ne distava in quel momento che appena 1° 14'.

Io lo immagino, lo vedo benissimo Heidegger che, ritto fuori della sua baita di Todtnauberg, scruta un cielo terso, stellato e freddo, al di sopra dei boschi della Foresta Nera, nella piena consapevolezza di trovarsi - seguendo Giove e Saturno che, sorti congiunti ad est, traversano in direzione ovest al passare delle ore tutta la volta celeste - di trovarsi, dicevo, in un tempo particolare, in una cerniera del tempo, cosmicamente determinata. Aspira boccate di fumo dalla sua pipa, pensa, ogni tanto rientra al caldo della huette, beve qualcosa, butta giù i versi di Nacht e delle altre poesie di Winke. Che privilegio avere la fortuna di assistere ad un fenomeno che da millenni suscita curiosità, interesse ed interrogativi, la fortuna di esserCi (Dasein) in un momento cosmico e storico tanto particolare!
Heidegger dev'essere in quel periodo al massimo del godimento, non solo intellettuale, anche perchè ormai da mesi l'aviazione tedesca è all'attacco di quella inglese (si sta svolgendo infatti dal 24 luglio 1940 quella che passerà alla storia come battaglia d'Inghilterra) e scene come quella qui a lato cominciano a ripetersi con una certa frequenza alla periferia ed anche al centro di Londra.
Sembra insomma che, auspice l'idealismo tedesco e l'epocale (atteso ed ora attuale) ritorno dell'Essere, grazie al nazismo stia veramente per iniziare una nuova, grande, epoca storica per la Germania e per il suo Reich. Sembra! in quelle notti stellate, pure e silenziosissime su Friburgo e sulla Foresta Nera ma non sulla Manica e su Londra. E neppure sul resto dell'Europa.

Comprensibile la delusione ed il crollo psicologico del filosofo (1945-46) quando, dopo appena qualche anno, sarà la Germania a sua volta ad essere ridotta ad un cumulo di macerie, un paese vinto ed occupato ove scorrazzano ben quattro eserciti vincitori.