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domenica 26 gennaio 2020

The next X (the NOUMENON of the NEXT GATHERING) - Das naechste X (Noumenon der VERSAMMLUG 2020)

Trends of the _heliocentric_ longitudes of the two planets
Jupiter and Saturn during the conjunction J-S-2020:

the heliocentric conjunction will occur on November 2nd, 2020.
X - jenes Geheimnis, das sich selber wahrt und schuetzt, und zwar dadurch, dass es als das Geheimnis sich zum Scheinen bringt. 
[aus: M.Heidegger, Vigiliae und Notturno (Schw. Hefte 1952/53-1957), GA100, S. 55]

sabato 29 giugno 2019

La QUESTIONE PRINCIPALE al tempo di ERACLITO e PARMENIDE: GEOCENTRISMO O ELIOCENTRISMO ?

Parmenide di Elea (ca. 515-450) 
L'idea ch' io mi son venuto facendo, studiando e meditando le opere di Heidegger e quella che lui chiama la Seinsgeschichte o storia dell' essere, è che verso la fine del VI e all' inizio del V secolo aC, cioè proprio al centro dell' età assiale (Achsenzeit), la principale questione filosofica dibattuta sia stata di filosofia naturale e cioè l' alternativa geocentrismo-eliocentrismo come struttura del sistema planetario/solare (limitato allora a Saturno per ovvie questioni di visibilità ad occhio nudo).

A quel tempo doveva già ossere accurata - per misurare lunghi intervalli di tempo (30, 20, 12 anni) - l' osservazione della coppia di pianeti (o dei del tempo) Saturno e Giove, i quali com'è noto danno luogo ad una congiunzione planetaria  mediamente ogni 19 anni e 314 giorni, tuttavia con due diversi possibili modi di essere

A seconda della posizione della Terra (nostro punto di vista) sulla sua orbita la congiunzione eliocentrica Giove-Saturno (noumeno) può apparire a noi osservatori terrestri o come un fenomeno frequente ma del tutto inapparente e perfino invisibile quando accade oppure invece come un fenomeno bello e multiplo (triplo/doppio), ben visibile nel cielo notturno per mesi e mesi ma raro. Sono questi i due modi in cui l' Essere dell' ente composito (l' heideggeriano das Seiende im Ganzen) si dà di volta in volta, di generazione in generazione, nel tempo: o manifestandosi nella sua pienezza di logos alethes oppure invece contraendosi e riducendosi ad un fenomeno inapparente, quasi o del tutto invisibile (logos apophantikos). Heidegger designa queste due modalità a volte con la coppia di termini Ereignis ed Enteignis, a volte con l' altra coppia Seyn e kreutzweise-durchgestrichenes-Seyn (il Seyn con la cancellatura a croce). 

Ma che c'entra tutto ciò con il geocentrismo e con l' eliocentrismo? vi starete chiedendo .. C' entra e come!! perchè mentre la congiunzione G-S-multipla/tripla (fenomeno astronomicamente uno e trino) ha come unica spiegazione razionale ('rinascendo dall'alto', cioè cambiando punto di vista, Gv 3,3) che il sistema planetario/solare sia eliocentrico, la più frequente congiunzione G-S-semplice lascerebbe/lascia pensare che il sistema sia geocentrico, avvenendo mentre i due pianeti si muovono entrambi di moto progressivo.

Ecco, per farla breve ed arrivare ad una prima conclusione, io penso che _proprio ragionando sui tipi di congiunzioni planetarie Giove-Saturno ma anche Marte-Giove e Marte-Saturno visti al suo tempo_ Parmenide sia arrivato alla conclusione che il sistema planetario/solare ha proprio struttura eliocentrica e che quindi l' eliocentrismo sia ed il suo contrario, cioè il geocentrismo, non sia: il altre parole che l' essere parmenideo, stabile, eterno e permanente (per un pensatore di quell'epoca) sia proprio l'eliocentrismo. Propongo dunque che la famosa frase di Parmenide sull' essere ed il non-essere vada così interpretata:

l'eliocentrismo è e non può non essere;
il non-eliocentrismo (cioè il geocentrismo) non è e non può essere

Parleremo in prossimi articoli dell' atteggiamento geocentrista di Aristotele, di quello eliocentrista di Aristarco di Samo e Seleuco di Seleucia, di quello nuovamente geocentrista di Ipparco di Rodi e del giudaismo gerosolimitano, della successiva teologizzazione dell' eliocentrismo ad opera degli scissionisti giudaici di Qumran e soprattutto poi dei Padri della chiesa cristiana. 

venerdì 3 giugno 2016

Il PERMANENTE e la DETERMINAZIONE della COSA

Kant: "Tutti i fenomeni [le cose] contengono il permanente (sostanza) come l' oggetto stesso, ed il mutevole come sua semplice determinazione, ossia come un modo in cui l' oggetto esiste" [da Critica della ragion pura, A182]

Heidegger: "Si ripresenta il pensiero che la determinazione della cosa di essere sempre un 'questo'  è solo 'soggettiva' , giacchè dipende dal luogo e dal tempo in cui il soggetto di volta in volta fa esperienza della cosa.

[entrambe le citazioni sono tratte da M. Heidegger, La questione della cosa, Mimesis 2011, p. 36 e p. 31 - in ted. Die Frage nach dem Ding, GA41]
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Spero che queste citazioni vi aiutino, cari amici, a capire perchè una congiunzione Giove-Saturno fenomenologicamente appare a volte come singola e a volte come multipla (tripla o doppia). Tutto dipende da dove si trova la Terra (cioè noi osservatori) al momento della congiunzione G-S eliocentrica. Che sarebbe poi, quest' ultima, il noumeno kantiano ovvero la cosa in sè.

martedì 14 gennaio 2014

The THING IN ITSELF in summer 1782 happened in the constellation of Sagittarius

Erklaerung des raetselhaften X des Dings an sich: das Ding heliozentrisch im Sommer 1782
(Tierkreis-Sternbild des Sagittarius/Schuetzes)

domenica 13 ottobre 2013

Das DING FUER KANT (1762, Kants monokeros) und das DING AN SICH


The single Jupiter-Saturn conjunction which occurred on March 18th, 1762, in the Pisces-constellation,
seen from the Earth 

The Jupiter-Saturn conjunction which _heliocentrically_ occurred on February 23rd, 1762, in Pisces-constellation

domenica 26 giugno 2011

Perchè la prima e la terza delle Gratiae classiche mostrano _sempre_ il lato A, mentre la II _sempre_ il lato B ?!?

Come già accennavo nel post precedente, secondo me l'iconografia del gruppo delle Grazie classiche - quale ci viene trasmessa in modo praticamente fisso e costante da numerosissimi mosaici, bassorilievi, gruppi scultorei, monete, ... sparsi o comunque originari di Grecia, Turchia, Roma, nord Africa, .. - potrebbe rinviare, alludere alla fenomenologia di un fatto astroNomico ben preciso, osservato attentamente (dapprima in Egitto, ma poi in tutta l'area mediterranea e mediorientale) da almeno una quarantina di secoli: quello delle congiunzioni triple tra Giove e Saturno .

Come nei molti post di questo blog ho illustrato più volte, una congiunzione G-S geocentricamente tripla si      verifica quando, al momento della congiunzione G-S eliocentrica, la Terra viene a trovarsi interposta più o meno esattamente tra il Sole ed i due pianeti Giove e Saturno eliocentricamente congiunti.
Quel che si osserva da Terra (ed ora purtroppo si dovrà attendere fino al 2238-2239 per vederlo di nuovo dal vero) è una specie di balletto dei due pianeti che dura - nel cielo notturno - ben sette/otto mesi, con a)  Giove che supera una prima volta Saturno mentre entrambi si muovono di moto progressivo; b) un secondo allineamento mentre entrambi stanno muovendosi di moto (apparentemente) regressivo o retrogrado; c) un terzo superamento di Giove su Saturno quando entrambi i pianeti riprendono il moto progressivo e la tripla rara congiunzione G-S volge al suo termine.
Nell'ambito di un unico noumeno astronomico per dirla kantianamente (e si prenda nota!!! da Terra si osserva un triplice fenomeno, cioè un fenomeno che si ripete tre volte: la prima e la terza con i pianeti in fase di moto progressivo (le Grazie rivolte verso l'osservatore), la seconda - quella centrale - con i pianeti in fase di moto retrogrado (la Grazia centrale che mostra senza imbarazzo il suo bel lato B).
La conclusione, per ora provvisoria, è che _molto probabilmente_ le antiche Gratiae classiche hanno ancora molto da dirci, sebbene esse siano state relegate nella soffitta o nei sottoscala dell'antichità e sostituite da altri e diversamente caratterizzati simboli.

Forse vogliono parlarci di qualcosa di astroNomico e narrarci una parte del lunghissimo cammino  che l'eliocentrismo ha dovuto percorrere per affermarsi, delle lotte che ha dovuto affrontare  per liberarsi dalle circonvolute spire dei suoi oppositori.