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lunedì 11 settembre 2023

LA SPARIZIONE DI EMANUELA ORLANDI IL 22.06.1983: UNA STORIA INIZIATA COME PRESSIONE MASSONICA ?!

 

Stavo notando che la sparizione di Emanuela Orlandi avvenne proprio mentre la Congregazione per la Dottrina della Fede, presieduta dall'allora cardinale J. Ratzinger (futuro Benedetto XVI) era impegnata ad elaborare la risposta al quesito se era mutato o no il giudizio della Chiesa sulla massoneria, per il fatto che nel nuovo Codice di Diritto Canonico - pubblicato il 25 gennaio 1983 - la massoneria stessa non veniva citata espressamente come nel Codice precedente. 

Si ricorderà che erano quelli gli anni in cui l'ambiente cattolico tradizionalista era preoccupato dalle voci insistenti su una massiccia infiltrazione massonica tra le più alte cariche ecclesiastiche, con la costituzione di una ipotetica Gran Loggia vaticana. Perfino di autorevolissimi cardinali erano stati pubblicati i presunti dati di iscrizione alla massoneria, ad esempio quelli del Vicario pontificio per la diocesi di Roma, il card. Ugo Poletti (1914-1997).

La risposta ufficiale della Congregazione di Ratzinger al quesito postole, dal titolo "Dichiarazione sulla Massoneria", fu pubblicata il 26 novembre 1983, quindi cinque mesi dopo la sparizione di Emanuela e quand'erano in pieno svolgimento sia gli appelli di Giovanni Paolo II per Emanuela che il concomitante invio di messaggi e telefonate dai presunti rapitori che chiedevano o fingevano di chiedere lo scambio Agca-Emanuela. Potrebbe essersi dato (ipotesi possibile?) che, se la Congregazione di Ratzinger avesse dichiarato sua sponte nelle prime settimane dopo il 22 giugno di non avere altro da aggiungere sulle associazioni anticlericali rispetto a quanto pubblicato a gennaio 1983, allora Emanuela sarebbe forse ricomparsa. 

La Dichiarazione del 26 novembre spiegava invece che la mancata citazione a gennaio 1983 della massoneria era dovuta solo al fatto che essa era ricompresa in categorie condannate più ampie e precisava esplicitamente: "Rimane pertanto immutato il giudizio negativo della Chiesa nei riguardi delle associazioni massoniche, poiché i loro principi sono stati sempre considerati inconciliabili con la dottrina della Chiesa e perciò l'iscrizione a esse rimane proibita. I fedeli che appartengono alle associazioni massoniche sono in stato di peccato grave e non possono accedere alla Santa Comunione."

Prima di chiudere e firmare la Dichiarazione, il card. Ratzinger ci tenne a precisare - evidenziando in neretto - che anche il papa condivideva: "Il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II, nel corso dell' Udienza concessa al sottoscritto Cardinale Prefetto, ha approvato la presente Dichiarazione, decisa nella riunione ordinaria di questa S. Congregazione, e ne ha ordinato la Pubblicazione." Roma, 26 novembre 1983. 

lunedì 28 aprile 2014

Intertwinement between JOHN-PAUL-II's HISTORY and BEYNG-HISTORY

The J-S-triple-conjunction which happened in 1980-1981
in the Virgo-constellation. 
The red vertical line indicates the date
May 13th, 1981, when Alì Agca shot in s.Peter Square 
When on May 13th, 1981, the young Turk Mehmet Alì Agca shot the pope John Paul II there was a very particular astroNomical situation, a very seldom one.

In those days the two planets Jupiter and Saturn, which in my opinion are the throbbing heart of the heideggerian Seinsgeschichte or Being-history, were performing a sosaid TRIPLE CONJUNCTION in the zodiacal constellation of Virgo , i.e. a rare astroNomical phenomenon during which the two planets - seen from here, from the Earth - align three times in a time interval of six-seven months. Both planets were almost at the end of their apparent retrograde motion and Jupiter had passed to the right of his 'father' Saturn on March 4th, 1981, where it was going now to sit down, for some days.

To understand the rarity of the phenomenon one must consider that JUPITER AND SATURN will give place to a similar event only in 258 years (13th J-S conjunction after that of 1981), in the second part of year 2238 (Sept. 8th) and at beginning of year 2239 (Jan.13th, March 23rd), in the constellation of Gemini (see graphics behind blog title).

domenica 17 marzo 2013

L'incontro tra papa Francesco e la famiglia Orlandi

Saluto tra il nuovo Papa e Pietro Orlandi
davanti alla chiesa di s.Anna in Vaticano (17.3.2013 mattina)
La più incredibile tra le notizie oggi ascoltate ai tg dell'ora di pranzo è stata che stamattina 17 marzo il nuovo papa Francesco, recatosi a dir messa nella piccola chiesa di s.Anna interna al Vaticano, ha salutato e si è brevemente intrattenuto sia con la madre che con il fratello Pietro di Emanuela Orlandi, la ragazzina - cittadina vaticana - misteriosamente sparita quasi 30 anni fa, il 22 giugno 1983, all'epoca del pontificato di Giovanni Paolo II.

Emanuela Orlandi
Arrivando a piedi e salutando molti fedeli e turisti a Porta Angelica in quel modo del tutto informale che è il suo tratto caratteristico, il Papa  ha poi salutato in particolare i familiari di Emanuela, mostrando di avere ben a mente il caso Orlandi, davanti a quella che è proprio la loro chiesa parrocchiale, s.Anna. Contento per le parole e per la stretta di mano del papa, Pietro Orlandi ha detto di confidare che presto il papa possa riceverlo in udienza privata.

Che la Chiesa voglia finalmente scrollarsi di dosso intrighi, reticenze, sospetti, ... e realmente rifondarsi nello spirito del santo di Assisi? Chissà che questo papa venuto da tanto lontano (e non Unto come i cardinali del post precedente) non finisca per stupirci davvero ... e in tanti ambiti (ho letto che ama molto Hoelderlin, come Heidegger). Noi lo speriamo.
Auguri Santità per un buon e lungo pontificato!!

lunedì 4 marzo 2013

Poteva anche dirle Benedetto XVI due parole su Emanuela Orlandi !!

Giovanni Paolo II ed Emanuela Orlandi
Certo che prima terminare il suo pontificato Benedetto XVI avrebbe anche potuto dire due parole in ricordo della giovane cittadina vaticana Emanuela Orlandi, sparita misteriosamente a 15 anni quasi trent'anni fa (il 22 giugno 1983).

Era stato sollecitato a farlo non solo dalla famiglia Orlandi, ma anche da oltre centomila sottoscrittori dell'appello rivolto da Pietro Orlandi, il fratello di Emanuela, al card. Tarcisio Bertone, segretario dello Stato vaticano. Cosa gli sarebbe costato?! Invece anche le due ultime occasioni del febbraio 2013 (l'ultimo Angelus domenicale e l'ultima udienza pubblica in P.za s. Pietro, mercoledì 27) sono scivolate via così, senz'alcun cenno ad Emanuela.  PERCHE'?


L'attentato del 13.5.1981 a Giov.Paolo II
G.Paolo II incontra in carcere e perdona
Alì Agca, il suo attentatore 

Non è facile rispondere a questa domanda, ipotizzare da cosa quell'incompren-sibile omissione di Bene-detto XVI possa essere stata determinata.

Certo è che mentre Giovanni Paolo II ne parlò molte volte (a partire dal 3 luglio 1983, quando ne fece subito un caso internazionale legato all'attentato da lui subito), Benedetto XVI non ha mai parlato pubblicamente di Emanuela Orlandi. 
Giovanni Paolo II con il com.
Estermann e la moglie
Occorre comunque notare che, se è vero che Benedetto XVI  si è rifiutato di ricordare Emanuela, è vero anche che nei suoi ultimi giorni di pontificato ha opposto un altro e significativo rifiuto: quello di firmare il decreto di canonizzazione per dichiarare santo Karol Wojtyla, Giovanni Paolo II, decreto sottoposto alla firma di Benedetto XVI dalla Congregazione per le cause dei Santi, su sollecitazione dei polacchi e del cardinale di Cracovia Stanislaw Dziwisz, ex segretario di G.P.II.

Probabilmente il Papa Emerito non si è voluto assumere lui tutta la responsabilità di dichiarare concluso con la santificazione di Giovanni Paolo II il periodo storico iniziato 32 anni fa con l'attentato del 13 maggio 1981 [quello che avvenne, guardacaso, nel bel mezzo della congiunzione Giove-Saturno TRIPLA del 1981 nella costellazione dell'Ariete, vd. diagrammi] Probabilmente in tutta la storia e agli avvenimenti successivi a quell'attentato vi sono passaggi, personaggi e punti che Benedetto XVI non è riuscito a capire e a chiarire a se stesso e che ne hanno, di fatto, fiaccato la Sua resistenza morale alle lotte e agli intrighi interni alla Curia romana. Da qui, oltre che dall'età avanzata, la decisione di quell'uscita di scena, con passaggio della patata bollente alle più giovani mani del successore.


giovedì 7 giugno 2012

A time out of joint .. ovvero .. dal tempo delle fenici a quello dei corvi

Come (inconsapevolmente ma opportunamente, devo dire) faceva osservare qualche giorno fa il direttore di Repubblica, Ezio Mauro, in Vaticano non è più il tempo delle fenici e - aggiungo io - neppure quello degli unicorni.  Se l'ultima fenice fu vista infatti nel 1981 (cfr. grafici dietro al titolo del blog) e la successiva non arriverà che nel 2238, il prossimo unicorno non si vedrà che a dicembre del 2020.

Essendo dunque in questo 2012 il tempo cosmico così out of joint, in Vaticano è arrivato piuttosto il tempo dei corvi, come è stato designato (non so bene se dal colore delle tonache dei religiosi cattolici o da qualche abitudine dei corvi veri) il gruppo di persone, a vario titolo operanti nella cittadella del papa, che ha deciso di rendere pubblici tutta una serie di documenti ufficiali scambiati tra i vari uffici dello S.C.V., tra gli stessi ed il pontefice e/o i funzionari dello I.O.R., la banca vaticana, ...
Nessuno, mi pare, conosce bene finalità ed identità di coloro (singoli, gruppi o stati) che tengono il Vaticano sotto pressione (come dicono i giornali) in questo momento. All'origine di tutto - a mio modesto parere - potrebbe essere la montagna di segreti che ruota intorno alla figura di Giovanni Paolo II (attentato del 1981 e vicende successive: caso di Emanuela Orlandi, vicende dello IOR, caso Estermann, ...) , montagna diventata forse troppo pesante per la coscienza di alcuni in Vaticano e fuori.

E' anche possibile dunque che i cosiddetti corvi agiscano in definitiva per il bene della Chiesa e non  contro di essa. Detto in altre parole, è possibile che all'interno della Chiesa si stiano combattendo due fazioni che hanno due concetti diversi sull'essenza della Chiesa stessa, sulla sua storia e sulle sue finalità. Come due faglie in movimento i cui incontri/scontri danno vita a tremendi terremoti.

domenica 27 maggio 2012

C'ero anch'io domenica mattina alla marcia dal Campidoglio a s. Pietro ...

... per chiedere verità e giustizia per Emanuela Orlandi e per tutti coloro, singoli/e e famiglie, cui questi valori sono (stati) negati e conculcati. L'iniziativa della marcia era stata presa dal fratello di Emanuela, Pietro, che da tempo ha rivolto una petizione a papa Benedetto XVI perchè - nella sua duplice veste di capo dello SCV e capo della Chiesa - prenda apertamente posizione a favore della ricerca della verità sulla sparizione della giovane cittadina vaticana il 22 giugno 1983. La sparizione o meglio il sequestro di Emanuela Orlandi avvenne, come noto, all'uscita da una lezione di musica tenutasi in locali adiacenti e facenti parte della Basilica di S. Apollinare, il cui ex-rettore - mons. Pietro Vergari (foto sottostanti) - è ora accusato di concorso nel sequestro della ragazza. Curiosamente in una cripta di quella basilica è stato sepolto, con tutte le autorizzazioni del caso, Renato De Pedis, il capo di una banda criminale (quella 'della Magliana') molto attiva a Roma negli anni '80.
Mons. P.Vergari della Basilica di S. Apollinare
ossequia Giovanni Paolo II
Benedetto XVI e mons. P. Vergari
Secondo alcune testimonianze, ora al vaglio della magistratura italiana che ha riaperto l'inchiesta e disposto verifiche e perizie, la banda della Magliana potrebbe aver svolto un ruolo attivo nel sequestro e nella sparizione di Emanuela Orlandi, per motivi ancora sconosciuti.

Prima che il corteo muovesse da piazza del Campidoglio (ove è stata esposta una gigantografia con la scritta 'verità per Emanuela'), hanno parlato brevemente Pietro Orlandi,  l'ex-sindaco Veltroni, i presidenti delle province di Firenze e di Roma, il sindaco Alemanno, il quale ha dichiarato che ormai non è solo la famiglia Orlandi a pretendere la verità su questo torbido caso ma tutta la città di Roma, con tutti i suoi cittadini. Presenti all'iniziativa, che ha dato vita ad un corteo di molte migliaia di persone, erano anche gruppi e associazioni provenienti da varie parti d'Italia.

C'è da dire, per concludere, che Benedetto XVI ancora una volta ha deluso le attese di Pietro Orlandi (e degli oltre 80.000 italiani che hanno aderito alla sua petizione) evitando accuratamente di nominare Emanuela Orlandi, anche dopo che il folto gruppo proveniente dal Campidoglio - ben individuabile per via delle immagini di Emanuela e dei palloncini bianchi - aveva ad alta voce richiamato l'attenzione sulla propria presenza ed iniziativa, del resto ampiamente annunciata e pubblicizzata dalla stampa. Forse attende anche lui - prima di prendere posizione - i risultati delle analisi che inquirenti e magistrati stanno conducendo sui resti trovati nei sotterranei di s. Apollinare ...

venerdì 18 maggio 2012

1981-1983: il nuovo epocale ritorno dell'Essere e la scomparsa di Emanuela Orlandi

Dopo aver seguito qualche giorno fa l'ultima puntata di Chi l'ha visto? dedicata alla riapertura del sarcofago di De Pedis a Sant'Apollinare e alla scomparsa di Emanuela Orlandi, sono andato a sfogliare - in parte a rileggere (soprattutto laddove nella prima lettura avevo sottolineato) - alcuni dei libri dedicati all'attentato del 1981 a papa Giovanni Paolo II e a tutto quel gli ruota intorno: vicende di M. Ali Agca prima e dopo del 1981, scomparsa di Emanuela del 1983, strage delle guardie svizzere (A. Estermann,..) del 1998, ...
Ho rivisto in particolare: di Pino Nicotri Emanuela Orlandi, la verità, di M. Ansaldo e Y. Taskin Uccidete il papa, la verità sull'attentato a Giovanni Paolo II, di F. Imposimato e S. Provvisionato, Attentato al papa, di F. Peronaci e P. Orlandi, Mia sorella Emanuela. Pur trattandosi di tutte valide opere di giornalismo investigativo, rilevo che nessuna di esse prende ancora in considerazione l'aspetto ch'io vado da tempo ormai qui, in questo blog, illustrando e cioè che l'attentato a GPII non avvenne così a caso, in un periodo qualsiasi, esso avvenne invece (doveva avvenire, era previsto che avvenisse) in quel mese 'mariano' del 1981, proprio mentr'era in corso una (vedi grafici qui sotto a destra) delle rare congiunzioni Giove-Saturno triple, così importanti in tutta la storia del cristianesimo. Cosa quest'ultima certamente nota a tutti i papi, e non solo.

Che l'attentato fosse programmato ed atteso dallo stessa papa lo dimostrano le affermazioni di GPII a Fulda (Germania) a novembre del 1980 e alla guardia svizzera il mercoledì prima dell'attentato, gli avvertimenti fatti pervenire in Vaticano dai servizi segreti francesi (SDECE), le stesse dichiarazioni di Alì Agca a proposito delle date utili per l'attentato stesso. 
Fu così che esso avvenne proprio mentre stava terminando la fase di moto retrogrado di entrambi i pianeti (vedi grafici) ed il figlio (Giove) sedeva (era in fase di moto stazionario) alla destra del padre (Saturno).
Ecco, io suggerirei a tutti coloro (giornalisti, giudici, biografi) che cercano di scoprire qualcosa in più dell'intricata matassa che ruota intorno a Giovanni Paolo II di inquadrare l'attentato del 1981 come un episodio correlato alla storia dell'Essere, a quella Seinsgeschichte astronomica così strettamente interallacciata alla storia della Chiesa, sin dai tempi di s. Paolo e prima di essi. Visti alla luce della rara congiunzione Giove-Saturno _tripla_ del 1981 sia l'attentato che tutti gli altri fatti che ruotano intorno a GPII (inclusa la sparizione di Emanuela) assumeranno probabilmente, anzi certamente, nuovo e più comprensibile significato.
Dirò per concludere che, dopo quella del 1981, la prossima congi-unzione Giove-Saturno _tripla_ non si avrà che tra duecentoventisei anni, a cavallo degli anni 2238-2239

martedì 7 giugno 2011

In 1979 the Mahdi was coming .... - ovverosia - Nel 1979 stava per arrivare il Mahdi ...

Dopo aver letto sia il libro di Imposimato-Provvisionato (Attentato al papa, chiarelettere ed., 2011) che quello di Ansaldo-Taskin (Uccidete il papa, Rizzoli, 2011) con le loro differenti conclusioni sui possibili mandanti dell'attentato del 1981 a papa Giovanni Paolo II, mi è tornato in mente un brano dell'autobiografia di Mehmet Ali Agca (La mia verità, Newton 1996) che - alla luce di quanto ho già scritto qui sulla congiunzione Giove-Saturno tripla del 1981 - mi porta a propendere più per le conclusioni di Marco Ansaldo e Yasemin Taskin che per quelle dell'ex-giudice F. Imposimato e Sandro Provvisionato. Ma andiamo con ordine.

E' noto che l'ex-magistrato è uno dei più tenaci sostenitori della c.d. pista bulgara, secondo la quale committenti dell'attentato sarebbero stati i servizi segreti della Bulgaria allora comunista, che agivano a nome e per conto del vertice politico e del Kgb dell'URSS e che - servendosi dei destrorsi Lupi grigi turchi - volevano contrastare il papa polacco ed il sindacato Solidarnosc. In questo quadro si inserirebbero anche non solo il rapimento delle due ragazze sparite nel 1983 (Mirella Gregori ed Emanuela Orlandi), ma anche la strage del 1998 in Vaticano (morte violenta di Alois Estermann, che sarebbe stato una spia al servizio della Stasi della ex Repubblica Democratica Tedesca o DDR, della moglie venezuelana Gladys M. Romero e del vicecaporale della Guardia svizzera Cédric Tornay).
Il giornalista di Repubblica Ansaldo e la giornalista turca Taskin contestano la ricostruzione e l'attivismo di Imposimato, che non fornirebbe prove definitive di quel che con grande foga asserisce (ad esempio che Estermann sarebbe stato una spia della DDR), e - scartate oltre alla pista bulgara anche, per insufficienza di prove, varie altre piste (della CIA, della mafia, quella polacca e quella vaticana o interna) - concludono che il poco professionale attentato sarebbe proprio quel che è più semplice pensare, un piano nato e sviluppato in Turchia nell'ambiente dei Lupi grigi di estrema destra, radicati nell'ultranazionalismo, nel fondamentalismo religioso e con forti legami con il c.d. 'Stato profondo' turco.
Dicevo che, conclusa la lettura di questi due libri, mi è tornato in mente un brano del libro che Agca scrisse nel 1996 con l'aiuto della giornalista A.M. Turi, La mia verità. Alle pagine 49, 50,51 di tale volume si legge un brano che, secondo me, riporta il momento iniziale in cui l'idea dell'attentato al papa fu messa nella testa dell'allora ventunenne M. Ali Agca, unitamente a quella che lui poteva candidarsi al essere l'atteso Mahdi:
Novembre 1979. Mentre sono in carcere [per il concorso nell'omicidio del direttore del 'Milliyet'], all'improvviso apprendo una notizia inaudita per la Turchia. Il papa avrebbe compiuto una visita nel Paese. L'annuncio è del 18 novembre 1979. E' una decisione insolita anche per quanto riguarda la diplomazia vaticana perchè, come avrei appreso in seguito, le visite del papa sono programmate e concordate con mesi di anticipo tra la Santa Sede e i paesi ospitanti.
Il giorno dopo sto parlando con un prigioniero chiamato Ali Bilir, un semplice idealista accusato di aver ucciso un povero musulmano di un gruppo estremista. Io e Ali Bilir eravamo stati arrestati e torturati dalla polizia politica nello stesso periodo. Io avevo denunciato davanti alla stampa che un uomo di nome Ali Bilir veniva ancora torturato, e così Ali Bilir aveva evitato ulteriori torture nutrendo riconoscenza verso di me.
Dopo un misterioso segnale che mi comunica che devo compiere un attentato al papa, ecco, arriva il signor Ali Bilir che mi sussurra:
"Fratello Agca, io ho una strana sensazione, una premonizione, e cioè che tu sparerai al papa."
Io gli chiedo:
"Come lo sai, Ali?"
Risponde:
"Non me lo so spiegare. Ormai siamo alla fine di tutto. Sta per arrivare il Mahdi", dice Ali Bilir, e il discorso finisce così."

Apprendo dalla nota 5 di p. 51 e da qualche altra telematica informazione che - "secondo l'esegesi sciita del Corano, ma anche secondo il parere di sciiti e sunniti riguardo ad alcuni detti tradizionali di Maometto relativi agli avvenimenti della fine dei tempi" - il Mahdi è "colui che apparirà sulla Terra per la salvezza dell'uomo e per instaurare l'impero di Allah" e che il ritorno del Mahdi è com'è per i cristiani la parousia, il ritorno di Cristo sulla terra.
Anche i segni del cielo (che ovviamente non potevano essere diversi da quelli della venuta di Cristo) indicavano che il tempo del Mahdi stava venendo ed era quasi maturo: come già si poteva vedere nel cielo notturno, a Giove non mancavano che 17°-18° per raggiungere Saturno (il "misterioso segnale" di pag. 50, ?!) e dar vita alla congiunzione G-S tripla del 1981, quella della nuova pienezza dei tempi. E' questo - secondo me - il momento in cui a Mehmet Ali Agca incomincia a balenare l'idea di essere proprio lui il Mahdi che stava per tornare, chiamato ad una missione di liberazione e di salvezza per l'umanità. Ecco perchè, ad un certo futuro punto di elaborazione, Agca incomincerà a sostenere di essere proprio lui un novello Gesù Cristo, ... ...

Come si vede, anche se ancora mancano tutti gli elementi e le informazioni per arrivare ad una sistematizzazione dell'interpretazione dell'attentato del 1981 e degli avvenimenti successivi (rapimento delle ragazze, Estermann ...), vi sono oggettivi riscontri per pensare che l'assai misterioso evento del 1981 possa avere anche una lettura ... metafisico-religiosa, oltre che politico-economica.

giovedì 26 maggio 2011

Una cosa che non sapevo, ...

 ... ma che in definitiva non mi ha stupito più di tanto, l'ho appresa leggendo un libro su Emanuela Orlandi appena uscito, di cui si stanno facendo appena adesso le presentazioni: Mia sorella Emanuela di Fabrizio Peronaci (giornalista del Corriere della sera) e Pietro Orlandi (il fratello di Emanuela), edizioniAnordest 2011.

La cosa di cui parlo è che tra i 34 messaggi pervenuti a vari destinatari nei quattro mesi successivi all'appello di Giovanni Paolo II del 3 luglio 1983 per la liberazione di Emanuela, rapita il 22 giugno, alcuni recano - come firma dei mittenti - la sigla Phoenix, sì proprio il nome del mitico uccello di cui si parla tanto in questo blog.

Si tratta - come leggo alle pagine 114-115 del libro suddetto, e poi al successivo capitolo Phoenix, una rivelazione, pp. 129ss) - di cinque messaggi/lettere fatte pervenire il 22, 24 e 27 settembre, l' 8 ottobre ed il 13 novembre 1983. La prima fu fatta trovare "tra due messali, sul poggiagomiti di un confessionale" (p. 133), la seconda "nel confessionale della chiesa di San Silvestro (p. 138), l'ultima "tra due vasi sotto un altarino sulla salita di San Sebastianello, vicino piazza di Spagna" (p. 140); delle altre due il libro non dice. Come si vede, la fenice firmataria sembrava muoversi senza problemi/imbarazzi all'interno e all'esterno di chiese, nei pressi di confessionali e di immagini sacre.

Dicevo che questo fatto delle firme Phoenix sui comunicati di quel periodo non mi ha stupito più di tanto: il motivo è CHE (come vado dicendo e dimostrando ormai da anni) la fenice è/era immagine allegorica delle congiunzioni Giove-Saturno multiple, un raro fenomeno astroNomico che appare strettamente connesso alla storia del cristianesimo, E CHE l'attentato a papa Giovanni Paolo II del 13 maggio 1981 avvenne - guardacaso - proprio nel bel mezzo della congiunzione G-S tripla del 1981, l'ultima del XX secolo (cfr. diagrammi qui a fianco: il 13 maggio è in corrispondenza di una delle linee verticali: a quella data Giove era alla destra del 'padre' Saturno).

Come si vede, il puzzle Orlandi ha ancora qualche elemento in più di quel che si credeva, ma forse qualche elemento che potrebbe finalmente consentire di individuare - tra le molte piste finora seguite e suggerite - quella giusta per arrivare alla soluzione dell'intricata vicenda.

lunedì 16 maggio 2011

Attentat auf Johannes Paul II: Interesse fuer die seinsgeschichtliche Interpretation-Perspektive

In quest'ultima settimana, quella nella quale ricorreva il 30° anniversario dell'attentato a papa Giovanni Paolo II del 13 maggio1981, le visite a questo blog si sono più che raddoppiate con forte incremento tanto dalle città e località italiane quanto dai paesi stranieri (Indonesia, Messico, India, Germania, Brasile, Filippine, ..). Molto letti - oltre all'attuale pagina iniziale - sono stati gli articoli del gennaio e maggio 2010 ed in genere tutti quelli nei quali mettevo in evidenza che l'attentato non è avvenuto in una data casuale, qualunque, ma in una invece molto significativa non solo (e non tanto) perchè ricorrenza di quel 13 maggio 1917 dell'apparizione della Madonna a Fatima, ma anche perchè esso attentato è avvenuto nel bel mezzo di una delle (di norma rare) congiunzioni Giove-Saturno triple, cioè di quegli eventi astroNomici a ripetizione multipla nell'arco di 7-8 mesi che tanta importanza hanno avuto nella storia delle origini del cristianesimo (congiunzione G-S tripla del 7 aC nei Pesci e congiunzione G-S doppia del 34-35 nel Leone, la fenice di Tacito, Annali 6.28), come vado illustrando ormai da anni.

E' segno, secondo me, che va facendosi strada - in tutti coloro che cercano di capire qualcosa di più dello strano (e probabilmente atteso) attentato del 1981 - una prospettiva interpretativa nel quadro della Seinsgeschichte, si della heideggeriana (ma anche 'nicciana') storia dell'essere, dell'apparire e del divenire. Una prospettiva che potrebbe portare non solo a capire meglio quell'evento ormai parte integrante del mito del beato Giovanni Paolo II, ma forse anche qualcosa di più del rapimento di Emanuela Orlandi e dell'altra ragazza nel 1983.