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sabato 19 settembre 2026

G-S- : un OROLOGIO COSMICO che batte COLPI/ SCHLAeGE 'di generazione in generazione', uditi e visti DA QUASI 4000 ANNI (dal tempo di SESOSTRI I)

Una domanda che mi viene spesso fatta da coloro ai quali sto spiegando perché il fenomeno planetario delle congiunzioni Giove-Saturno ha assunto durante i millenni tanta importanza storica, teologica, filosofica ed anche letteraria, è : perché proprio questi due pianeti in particolare hanno assunto tanta importanza ?

Ecco, a scopo divulgativo, vorrei oggi illustrare sinteticamente i principali di questi motivi (molti dei quali ciascuno può verificare personalmente o far verificare da qualche amico fisico, astrofilo o astronomo):

I primi motivi sono che sia Giove che Saturno sono visibili ad occhio nudo (oggi come 3-4000 anni fa) e che le loro orbite, situate a grande distanza, sono quasi complanari con quella della nostra Terra. Queste 3 orbite, inoltre, sono sì tutte ellittiche (come prevede la 1a legge di Keplero), ma con una eccentricità molto bassa, sono cioè quasi delle circonferenze. 

La conseguenza principale di ciò è che il pianeta Giove (con maggiore velocità angolare perché più vicino al Sole, 3a legge di Keplero) visto da Terra supera angolarmente il più lento Saturno ad intervalli di tempo piuttosto regolari, di circa 20 anni (precisamente 19,86 anni), con variazioni in più o in meno di alcune settimane a seconda della posizione della Terra, ove ci troviamo noi osservatori. 

Grafici longitudine-tempo e delta(long.)-tempo
della congiunzione G-S-'montanina'
1305-1306 (Dante, Cino)
Quest'ultimo fatto ha delle conseguenze importanti sull'aspetto dell' apparenza della congiunzione Giove-Saturno vista da noi: SE la Terra si trova in mezzo tra il Sole e i due lontani pianeti, la congiunzione G-S- apparirà come un prolungato 'balletto' di 7-8 mesi nel cielo serale e notturno, con 2 o 3 strette vicinanze tra i due pianeti (grafico qui a sinistra con 3 minimi, cong. G-S-tripla al tempo di Dante e Cino, 1305-1306); SE INVECE è il Sole ad essere in mezzo, la vicinanza stretta tra i due pianeti, cioè il momento del sorpasso angolare di Giove su Saturno, potrà anche risultare invisibile (come nella cong. G-S-singola del 54, s.Paolo; diagramma delta-lambda con un solo minimo) e/o si vedrà solitamente o all'alba o al tramonto. 

Grafici longit.-tempo e delta(long.)-tempo della
congiunzione G-S-singola dell' AD54 (s.Paolo)

La cadenza di circa vent'anni tra una congiunzione G-S- e la successiva ha fatto sì che quando il fenomeno è stato teologizzato, ne è stata fatta la 'cosa' divina (theion), si è iniziato a dire che la divinità (la Shekinah nell'espressione giudaica) veniva in visita "di generazione in generazione", espressione questa che si trova decine di volte tanto nell' antico che nel nuovo Testamento biblico.

Verso l'inizio del secondo secolo aC, a Gerusalemme, un gruppo di sacerdoti giudaici (poi detti esseni) iniziò a sostenere che il modo giusto di adorare la Shekinah, la divinità d'Israele, era quello delle congiunzioni G-S-multiple, che lungi dal rappresentare l' ira di Dio come creduto prima, rivelano invece la 'grazia di una nuova creazione', la fine del vecchio e la creazione di un mondo nuovo: un mondo eliocentrico, con il Sole al 'centro' e la Terra che gli ruotava intorno. Non casualmente tutto ciò avvenne in Giudea solo qualche decennio dopo la morte in Grecia di Aristarco di Samo (c.310-c.230), l'astronomo che apertamente sostenne l'eliocentrismo del sistema planetario. 

Gli aderenti a questo vero e proprio scisma nella classe sacerdotale ebraica si spostarono gradualmente verso est, sulle rive del Mar morto (a Qumran, En Gedi, ..), dove iniziarono nuove elaborazioni teologiche, sempre a partire dal fenomeno delle congiunzioni multiple (triple) tra il 'padre' Saturno, il 'figlio' Giove e il Terr.estre 'spirito santo' (la capacità umana di astrarre dagli occhi dell carne/sarx), dalle quali elaborazioni sarebbe poi scaturito il cristianesimo. Il cui nucleo concettuale forte è dunque l' eliocentrismo, questa l'essenza della rivelazione cristiana.

Ci sarebbe ancora molto da dire sui vari momenti storici battuti nei secoli da questo cosmico HOROLOGIUM SAPIENTIAE (come ermeticamente lo chiamò Heinrich Suse), ma penso che per oggi possa bastare così. Chi di voi lettori voglia ora leggere qualche mia considerazione sulle origini della storia della fenice (simbolizzata dall'egizia croce Ankh) dal tempo di Sesostri I - ad integrazione di Tacito, Annali 6,28 - può cliccare qui di seguito  http://giuseppedecesaris.blogspot.it/search?q=Ankh .

domenica 4 gennaio 2026

Da THUTMOSES IV nuova conferma: l' ANKH è simbolo delle benedicenti CONGIUNZIONI GIOVE-SATURNO

Mi è capitato in questi primi giorni del 2026 di vedere un'immagine dell'antico Egitto nella quale da dea Hathor offre al faraone Thutmosi IV la famosa croce Ankh, simbolo già identificato dagli egittologi come augurio di buona vita e di immortalità ed eternità
Poiché è da molto tempo, molti anni, che io sospetto che l' Ankh possa avere anche un preciso significato astroNomico (dato che le benedizioni vengono in genere dal cielo, dall'alto), legato alle congiunzioni Giove-Saturno, ho voluto fare una verifica, un approfondimento di cui ora vi racconto. 
Thutmosi IV è l'ottavo faraone della dinastia dei Thutmosidi, la 18a dinastia, ebbe un regno piuttosto breve dal 1397 al 1388 BCE, secondo i più recenti studi di cronologia faraonica.
Ebbene andando a cercare se in questo breve periodo di nove anni siano accadute o no congiunzioni Giove-Saturno, ho potuto verificare che nel corso dell'anno 1397 BCE si verificò in effetti una congiunzione Giove-Saturno singola nella costellazione del Capricorno.
Come ciascuno può personalmente verificare con uno dei tanti software astronomici adatti allo scopo, la congiunzione tra Giove e Saturno avvenne eliocentricamente il 16 novembre 1397 BCE, mentre geocentricamente (cfr. grafici a lato, ottenuti con Alcyone Ephemeris 4) i due pianeti si trovarono a soli 0° 21' 40" quattro settimane dopo, il 12 dicembre 1397. Furono benissimo visibili sei-sette mesi prima di tale data (fase di avvicinamento di Giove a Saturno) e altrettanti mesi dopo l' allineamento vero e proprio (fase di allontanamento).
Ricorderò per concludere che, anche se oltre 3400 anni dopo la sua morte stiamo ancora parlando di lui, Thutmoses IV non fu in realtà  personalmente così fortunato come la congiunzione G-S e quell' immagine con Hathor che gli porgeva la croce Ankh della vita gli avevano augurato: morì infatti nel 1388 BCE a circa 30 anni.  
 

sabato 17 ottobre 2020

The BEGINNING of the BEING-HISTORY at least at SESOSTRIS' TIME (about 4'000 YEARS AGO)

 

Per quanto inizialmente possa sembrare strano, la figura di Sesostri I (o Senuosret I), faraone della XII dinastia, regnante dal 1964 al 1929 (o 1926) BCE in un periodo di grande stabilità e grande prosperità per l' Egitto, è molto importante per cosiddetta storia dell'Essere (Being-History o SeinsGeschichte nella terminologia di M. Heidegger) e non solo, come vedremo.

A collegare Sesostris alla Seinsgeschichte heideggeriana _sono stato io_ e non Heidegger, il quale non mi risulta che abbia mai scritto qualcosa sulla fenice oppure sul cap. 28 del libro VI degli Annali di Tacito, ove il grande storico romano riporta che la fenice sarebbe apparsa in Egitto 'prioresque' al tempo di 'Sesoside primum' (appunto Sesostri I). Il collegamento deriva prioritariamente dal fatto che già nel 2006 io dimostrai che la fenice altro non era nell'antichità se non l'immagine allegorica delle congiunzioni Giove-Saturno multiple (cioè triple o doppie) e secondariamente dal mio assioma ermeneutico sulla filosofia e l'opera di Martin Heidegger, che esse si basino, si fondino, abbiano come Grund ontico il fenomeno planetario delle congiunzioni Giove-Saturno, viste dal filosofo svevo come i rintocchi (le 'decisioni dell'Essere' dice lui) di un gigantesco orologio cosmico che - 'di generazione in generazione' - cadenza la storia dei popoli e delle civiltà.
Ebbene è stato facile a questo punto, disponendo io di un accurato programma/software di astronomia planetaria, andare a verificare che il regno di Sesostris fu benedetto ben due volte dal fenomeno delle congiunzioni G-S-, fenomeno che evidentemente già a quei tempi era considerato auspicio di lunga vita e vita eterna: nel 1953 BCE si verificò infatti una congiunzione G-S doppia (appunto del tipo fenice) nella costellazione Aquario (confine Pesci) e vent'anni più tardi, nel 1933 BCE, invece una congiunzione G-S semplice nella costellazione Ofiuco.
Ciliegia sulla torta di questa fortunata ricerca sulla figura di Sesostri I è stata la scoperta che al Museo Egizio del Cairo è conservato (reperto JE48851) un cosiddetto pilastro osiriaco di questo faraone, proveniente dal tempio di Karnak, ove il sovrano strette nelle mani tiene due grandi croci-ankh, il simbolo di benevolenza che il dio-falco Horo concedeva al faraone sua incarnazione sulla terra. Cosa ne concludiamo allora, qual'è la ciliegia? Semplice a dirsi:

La croce-ankh, che vediamo rappresentata migliaia di volte su obelischi, dipinti, bassorilievi, .. come segno di eternità del tempo e di vita eterna, quella croce oggi simbolo della chiesa cristiana copta d'Egitto, rappresenta simbolicamente quello stesso fenomeno, le congiunzioni planetarie Giove-Saturno, oggetto poi dei miti complementari della fenice e dell'unicorno e fondamento in Grecia e successivamente della storia dell'Essere e dei dibattiti sulle questione fisico-filosofica geocentrismo-eliocentrismo).