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venerdì 24 luglio 2026

PROVEDI, SAGGIO, AD ESTA VISIONE (della "ghirlanda") [DANTE da MAIANO a diversi rimatori, tra cui Dante A.]

Il sonetto-indovinello Provedi, saggio, ad esta visione diffuso a Firenze da Dante da Maiano nella primavera-estate 1284 è molto importante per vari motivi, ma soprattutto per il fatto di essere praticamente coevo con altri tre sonetti: 1°) quello di risposta di Dante Alighieri Savete giudicar vostra ragione; 2°) il sonetto-enigma che Dante A. dichiarerà essere il suo primo sonetto e come tale inserirà poi nella Vita nova, e cioè A ciascun'alma presa e gentil core; 2°) il sonetto di risposta di Dante da Maiano a questo di Dante, e cioè Di ciò che stato se' dimandatore.
Chi segue con qualche attenzione le mie ricerche sa che al recente Congresso Dantesco Int.le di Ravenna (27-30 maggio 2026) ho presentato una relazione dal titolo "La chiave planetaria per decrittare la Vita nova: dalle congiunzioni Marte-Terra alle congiunzioni Giove-Saturno", nella quale sostenevo essenzialmente la tesi che il sommo Dante nella produzione poetica dei primi 6-7 anni si ispirò, come sua musa e sua donna-angelicata dalle vesti sanguigne, al pianeta rosso Marte. 
Ebbene ho scoperto ora che tra i primi scambi in rima tra i due Danti, rappresentati dai quattro sonetti sopra citati, v'è quello di Dante da Maiano Provedi, saggio, ad esta visione che sembra proprio confermare in pieno la validità della mia tesi, al di là e oltre tutte le motivazioni che mi avevano già spinto a formularla e che ho illustrato a Ravenna. Da nuove ricerche sull' apparizione di Marte di fine 1283 - inizio del 1284 ho scoperto infatti che Marte descrive negli oltre 5 mesi tra il 5 novembre 1283 ed il 18 aprile 1284 un ampio cappio di retrogradazione di forma pressoché ellissoidale (asse maggiore 20°, asse minore 2,5°), in tutto e per tutto simile ad una collana e alla "ghirlanda" che "una donna di bella fazzone" (che io identifico con il pianeta Marte) dona a Dante da Maiano nel sonetto del titolo e di cui lui chiede enigmaticamente spiegazione a vari rimatori "saggi", tra cui Dante e Ricco da Varlungo. 

Considerando quanto illustrato a Ravenna e quanto scoperto successivamente effettuando simulazioni della dinamica marziana con il mio programma Alcyone Ephemeris 4.1.1, la datazione dei quattro sonetti che io propongo è la seguente:

- A ciascun'alma presa e gentil core di Dante A.         è degli ultimi mesi del 1283;
- Di ciò che stato se' dimandatore, risposta di Dante da Maiano,  è dei primi mesi del 1284;
- Provedi, saggio, ad esta visione,  proposta di  Dante da Maiano, è del maggio 1284;
- Savete giudicar vostra ragione, risposta di Dante A., è del maggio-giugno 1284.

Ne deduco anche che Dante da Maiano doveva essere di almeno una decina di anni più grande di Dante Alighieri, forse coetaneo con Guido Cavalcanti, e che, oltre che essere un buon rimatore, doveva anche possedere buone conoscenze astrali ed essere un buon osservatore dei fenomeni relativi.  

 

sabato 11 aprile 2026

LA CHIAVE PLANETARIA PER DECRITTARE LA VITA NOVA

Longitudine'celeste-vs-tempo per il 'rossigno' pianeta Marte e per
il Sole nel periodo 1283-1291 (notare le varie fasi di
moto retrogrado e quelle di invisibilità del pianeta)
E' con grande piacere, cari amici e lettori vicini e lontani, che posso annunciarvi che il coraggioso Comitato scientifico del prossimo Convegno Dantesco Internazionale di Ravenna (composto dai chiarissimi Profs Giuseppe Ledda, Nicolò Maldina, Angelo Mangini, Sebastiana Nobili e Marco Veglia) ha approvato la presentazione di una mia relazione dal titolo:

La chiave planetaria per decrittare la Vita nova:

dalle congiunzioni Marte-Terra alle congiunzioni Giove-Saturno

Parlavo del coraggio degli esimi membri del Comitato scientifico perché sono convinto che questa mia proposta interpretativa farà strada, forse lentamente ma farà strada, e contribuirà a far capire molto più approfonditamente che finora tanto la personalità di Dante Alighieri che - con l'evoluzione del suo concetto di 'beatrice' - il senso di molta parte della sua opera; nonché anche a chiarire motivazioni e datazione della rottura dei rapporti con il suo (da lui sempre detto) primo amico, Guido Cavalcanti.