Lascio a voi tutti, cari amici e lettori che così numerosi mi seguite, di intuire - aiutandovi magari con qualche mio scritto - tutti i nessi esistenti tra i vari aspetti di queste tematiche, fondamentali per la storia filosofica, religiosa, letteraria ed anche politica non solo dell' Occidente.
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sabato 3 febbraio 2024
PENSANDO A MOSE'.. il divisore delle acque del mare !!
Dopo aver molto letto, in questi ultimi giorni, di Filone di Alessandria (c. 15 bce- 50 ce c.), del Logos divino di cui parla in De Opificio Mundi, del suo De Vita Mosis, .. rispolverando una mia idea di qualche lustro fa ed anche ripensando alle tesi dell'archeologo israeliano ed israelita Israel Finkelstein, mi è venuta voglia di andare a verificare quand'è che una congiunzione Giove-Saturno si svolse proprio in mezzo alle due costellazioni zodiacali adiacenti ed entrambe acquatiche, marine: Pesci ed Acquario. Ebbene come potete vedere dai grafici soprastanti (o far verificare) una congiunzione G-S singola (re'em, monokeros) avvenne il 30 gennaio del 1039 ac (al tempo del faraone Psusenné I) ad una longitudine celeste di circa 312°, cioè proprio al confine di quell'epoca tra le due costellazioni 'marine' dette, Pesci-Acquario.
lunedì 7 settembre 2020
Seinsgeschichte: le CONTROVERSIE CRISTOLOGICHE di EFESO e CALCEDONIA alla luce delle CONGIUNZIONI GIOVE-SATURNO del 431 e del 451-452
Riordinando la scrivania, ho trovato oggi un appunto di molto tempo fa ove avevo annotato che ben due dei più importanti concili della Chiesa dei primi secoli si sono svolti letteralmente alla luce di due congiunzioni Giove-Saturno: si tratta di quello III ecumenico di Efeso del 431 e del successivo IV concilio generale di Calcedonia del 451-52. ![]() |
| Grafici della congiunzione G-S singola del 431 nella costellazione/Gegend Capricorno |
Sebbene fossero passati già oltre 400 anni sia dall' Incarnazione del Logos divino che dalla sua successiva Passione-morte ed Ascesa al cielo, si discuteva ancora e molto animatamente di quale fosse la sua vera natura, anzi di quante e quali nature fossero riunite o fossero invece rimaste distinte nella sua Persona. Si discuteva inoltre se Maria potesse essere o no invocata con il titolo di "madre di Dio", theotokos. Attori principali delle dispute cristologiche erano allora Nestorio, un prete di Antiochia diventato patriarca di Costantinopoli, e Cirillo patriarca di Alessandria, succeduto allo zio Teofilo; attori secondari il monaco Eutiche, l'imperatore Teodosio II, .. ...
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| Grafici della congiunzione G-S-tripla del 451-52 nella costellazione/Gegend Bilancia |
La coincidenza temporale del III e IV concilio ecumenico con le due congiunzioni G-S- dette (cfr. grafici), proprio mentre si dovevano discutere questioni teologiche/cristologiche importanti, non fu affatto casuale a parer mio, costituisce anzi una delle tante prove a sostegno della validità della proposta ermeneutica ch' io ormai da anni vado proponendo. Paradigma ermeneutico che probabilmente Heidegger intuì, ma del quale io sto dando l' enunciazione a chiare lettere unitamente alla sua ripetuta dimostrazione di applicabilità a casi concreti.
sabato 21 aprile 2018
1821-22: HEGELs PHOENIX - La FENICE di HEGEL
giovedì 17 agosto 2017
Repetita iuvant: ALETHES LOGOS
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| Phenomenology of a TRIPLE Jupiter-Saturn conjunction. The tempora- lity of this phenomenon can be seen for instance in the diagrams below (click on image to enlarge it) |
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| The TRIPLE Jupiter-Saturn conjunction occurred in the years 523-522 in the constellation Virgo. |
[aus: M. Heidegger, Logos (Heraklit, Fr. 50), GA7, S. 225]
In italiano, nella traduzione di G. Vattimo in Saggi e Discorsi, Mursia, pp. 150:
"Il disvelare è l' Aletheia. Questa e il Logos sono la stessa cosa. Il 'legein' lascia aletheia, del disvelato, stare-innanzi come tale (B112). Ogni disvelare trae fuori la cosa presente dal nascondimento. Il disvelare ha bisogno del nascondimento. L' A-Letheia riposa nel(la) Lethe, attinge ad esso/a, posa/mette innanzi ciò che da questo/a è tenuto in serbo. Il Logos è in se stesso a un tempo un disvelare e un nascondere."
domenica 17 maggio 2015
Dalla DIKE COSMICA alla razionalità politica e giuridica nell' ATENE del VI-V secolo aC
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| Il filosofo Massimo Cacciari (Venezia, 1944) |
Il tema fondamentale della trilogia formata dalle tragedie Agamennone, Le Coefore, Le Eumenidi (con cui Eschilo vinse le Grandi Dionisie teatrali del 458 aC), è secondo Cacciari l'evoluzione da un concetto arcaico di legge del taglione e della vendetta privata (che lui ha chiamato Dike della morte o delle Erinni) ad un concetto più moderno di giustizia (la nuova Dike), rappresentato simbolicamente dal processo ad Oreste davanti al tribunale dell' Areopago. Il tutto sarebbe stato dovuto all' irruzione del Logos apollineo, vincente sulla Dike delle Erinni. Risultato finale, nuova Dike dell'epoca dello Zeus Agoraios è alla fine la mente raziocinante dell'uomo, che impronta ora di sè tutta la vita civica, giuridica in particolare, della polis ateniese.
dicevo anzi che secondo me la non meglio precisata irruzione del Logos che aveva portato all'evoluzione della Dike potrebbe essere stata determinata dall' osservazione - già a partire dal precedente VI sec. aC - di particolari fenomeni astronomici, planetari in particolare, che avvenivano con grande regolarità, precisione, 'giustezza'.
La mia ipotesi è insomma che dalla constatazione di una DIKE cosmica (o 'giustezza e precisione' di particolari fenomeni planetari) sia poi derivato il concetto di giustizia e di razionalità della/nella polis: per fare in modo, in definitiva, che sia in terra così come è in cielo. Dall' ordine cosmico all' ordine civico.
Il prof. Cacciari nella risposta non poteva naturalmente che consentire, concordando che sì, certamente, la Dike si caratterizzava anche - se forse non addirittura prioritariamente - per una sua valenza cosmica, oltre quella già detta in precedenza di razionalità politica.
Concludeva poi, un po' ermeticamente in verità, che ci si deve guardare comunque da interpretazioni eccessivamente naturalistiche, che non riconoscano che si è parte del tutto e che la vita armoniosa del tutto dipende anche da ciascuno di noi. Rispetto alla natura ognuno di noi sarebbe "in colpa" già per il solo fatto di esistere, perchè con la sua sola presenza ed esistenza turberebbe un ordine cosmico consolidato e a lui pre-esistente.
Stavo pensando di chiedere se intendeva dire che nelle speculazioni filosofiche è bene autocensurarsi per non turbare poteri e ordini che si ritengono consolidati come leggi cosmiche, ma ormai era già iniziato l'applauso finale. Tra i molti che gli si facevano intorno, è rimasta poi con il prof. Cacciari solo la possibilità ed il tempo di una fugace stretta di mano.
lunedì 9 febbraio 2015
Seinsgeschichte: 1821 - Herausgabe der Hegels GRUNDLINIEN DER PHILOSOPHIE DES RECHTS (oder Naturrecht und Staatswissenschaft im Grundrisse)
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| The double Jupiter-Saturn conjunction occurred in 1821 in the constellation Pisces |
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Das was ist zu begreifen, ist die Aufgabe der Philosophie, denn das was ist, ist die Vernunft.
domenica 13 gennaio 2013
La manifestazione del LOGOS del 7 aC
In questi giorni del 6 ac la congiunzione tripla tra Giove e Saturno verificatasi sullo sfondo della costellazione zodiacale dei Pesci volgeva ormai al termine. Terminata per entrambi i pianeti la fase di apparente moto retrogrado, Giove era infatti tornato alla sinistra del 'padre' Saturno (linea blu del grafico qui a sinistra, che indica ora una maggiore longitudine di quella dell'Antico di giorni, linea viola), ne distava ora circa 3° e se ne sarebbe allontanato sempre più, nei successivi mesi ed anni (fino a 9 anni e 340 giorni, poi avrebbero ripreso a riavvicinarsi).
L'unico allineamento eliocentrico si ebbe al 31 agosto di quell'anno, mentre le date dei tre allineamenti visti da Terra tra i due pianeti e le relative distanze angolari minime, visive, erano state rispettivamente: il 29 maggio (59' 06"), il 1° ottobre (58' 29") ed il 5 dicembre (1° 03' 55") del 7 ac.
I due pianeti apparvero più vicini di 3°, come in un armonico balletto, dal 27 aprile del 7 ac fino appunto a questi giorni del 6 ac, cioè complessivamente per 262 giorni. Come si vede, si trattò sì di una congiunzione G-S tripla (quindi piuttosto rara, mancava infatti dal 146-145 ac quando se n'era avuta una nella costellazione del Cancro), ma non particolarmente spettacolare e perfetta da un punto di vista astronomico. Innanzitutto i due pianeti non si avvicinarono mai a meno di circa due diametri lunari e poi l'intervallo tra primo e secondo allineamento (125 giorni) fu ben più lungo di quello tra secondo e terzo allineamento (65 giorni, cfr. grafici). Questo significa che le tre lancette (Terra, Giove, Saturno) dell' orologio cosmico non si allinearono mai perfettamente tutte e tre nella stessa direzione, come fanno le due lancette dell'orologio al nostro polso all'inizio di un nuovo giorno.
Molto meglio - da questo punto di vista - andarono le cose 973 anni dopo quando - nel 967 dC - una congiunzione Giove-Saturno tripla si verificò nuovamente nella costellazione dei Pesci.
I tre allineamenti, con relativi angoli visuali minimi, si ebbero al 25 giugno (1° 09' 08") e 6 ottobre (1° 11' 08") 967 e 4 gennaio 968 (1° 15' 27"). Che la congiunzione G-S di quell'anno non sarebbe finita ad ottobre e sarebbe invece stata tripla lo sapevano - con altissima probabilità - tanto l'imperatore del Sacro Romano Impero Ottone I di Sassonia che il papa Giovanni XIII (965-972), i quali insieme proprio in quei giorni convocarono con un'unica lettera a Roma il giovane Ottone II, figlio dell'imperatore, per incoronarlo co-reggente nella notte di Natale in s. Pietro 'davanti a Cristo'.
E così fu. Partito da Augsburg ed entrato in Italia al passo del Brennero, Ottone I incontrò suo figlio in ottobre a Verona e di lì, via Ravenna, si recarono insieme a Roma. Qui a mezzanotte del 24 dicembre 967 il dodicenne Ottone II fu insignito dal padre del titolo di Cesare e nominato dal papa Imperatore co-reggente del Sacro Romano Impero. In quella notte Giove era ancora alla destra di suo 'padre' Saturno, ne distava solo 1° 22' 38" e gli si stava avvicinando in direzione est per il III ed ultimo allineamento di quella congiunzione, allineamento avvenuto - come detto - una decina di giorno dopo, il 4 gennaio 968.
Tanto onore celeste non riuscì ad evitare a Ottone II la sfortuna di una breve vita: colpito da malaria, morì infatti ventottenne nel suo palazzo di Roma il 7 dicembre del 983. Riposa nella Basilica di s. Pietro, unico imperatore del Sacro Romano Impero ad essere sepolto a Roma. R.i.p. [ http://de.wikipedia.org/wiki/Otto_II._(HRR) ]
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