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venerdì 20 dicembre 2024

La CONGIUNZIONE GIOVE-SATURNO DOPPIA 1663 e la 'CHIAMATA' DI NATHAN DI GAZA (1643-1680), il profeta del Messia secentesco SABBATAI ZEVI (1626-1676)

Diagrammi longitudine-tempo e separaz.angol.-tempo
per la congiunzione doppia Giove-Saturno del 1663
nella costellazione Ofiuco 
La congiunzione Giove-Saturno-doppia del 1663 giocò un ruolo fondamentale, anche se ancora non riconosciuto dagli studiosi di mistica ebraica, nella nascita del sabbatianesimo, l'imponente movimento di massa attivato a metà del Seicento dal 'messia' Sabbatai Zevi (1626-1676) e dal giovane Nathàn (1643-1680), l'illuminato di Gaza che lo convinse dell'autenticità della missione messianica di cui egli ancora dubitava e che se ne proclamò suo profeta.
Trascrivo dal libro di Gershom Scholem Le grandi correnti della mistica ebraica, Einaudi 1993, pp. 304-305, le parole con le quali nel 1667 il 24enne Nathàn di Gaza ricorda in una lettera la sua esperienza personale, diretta, di quattro anni prima, cioè del 1663; parole che evidentemente non possono che riferirsi a quel che Nathàn vide ogni sera per sette-otto mesi, la fenicea congiunzione Giove-Saturno allora in atto : 

"A venti anni ho cominciato a studiare lo Zòhar e qualcosa degli scritti di Luria. Ma chi giunge al punto di purificarsi è aiutato dal Cielo; e così allora mi mandò qualcuno dei suoi angeli e spiriti benedetti e mi svelò molti misteri della Torà. Quell'anno stesso, essendo le mie forze esaltate dalla visione degli angeli e delle anime beate, praticavo un lungo digiuno, nelle settimane seguenti alla festa del Purìm; e mentre in santità e purezza mi ero chiuso in una stanza separata e portavo a compimento le preghiere del mattino fra molte lacrime, ecco che su di me discese lo Spirito, e i capelli si rizzarono in testa, e le ginocchia mi tremarono, ed ebbi la visione della Merkavà, e visioni di Dio, per tutto il giorno e per tutta la notte, e fui fatto degno della vera profezia, come uno dei Profeti; e una voce mi parlò e cominciò con le parole: "Così parla il Signore". E con la massima chiarezza il mio cuore avvertì a chi si riferiva la mia profezia [e cioè a Shabbetay Tzevi], e fino ad oggi io non ho mai più avuto una visione così grande. Ma questa rimase nascosta nel mio cuore, finché il Redentore stesso non si rivelò a Gaza, e proclamò di essere il Messia; allora soltanto dall'angelo mi fu permesso di far conoscere quel che avevo visto."  

Come dice Scholem a p. 304, "senza Nathàn di Gaza [Shabbetay Tzevi (Sabbatai Zevi)] sarebbe rimasto nel novero di tanti altri anonimi esaltati della sua generazione che ... coltivarono il sogno di una vocazione messianica, senza che però nessuno li degnasse di attenzione." Ma quando Shabbetay andò da lui a Gaza "per trovarvi la pace dell'anima" e"come un paziente che si reca da un medico che cura le anime", allora "Nathàn scoprì che Shabbetay Tzevi - questo strano peccatore, asceta e santo,, che talvolta aveva sognato di essere il Messia - era in realtà (proprio) il Messia, e ne fece il simbolo del movimento, del quale egli stesso però si proclamò l'alfiere." 
Anche dopo la conversione all' islam di Shabbetay e la sua morte, Nathan di Gaza continuò a scrivere opere teologiche (Trattato dei draghi, Teoria della creazione, ..) che, insieme a quelle del marrano riconvertito Avrahàm Cardozo (1626-1706), costituirono una vera e propria nuova dottrina sabbatiana di Dio: il sabbatianesimo (considerato da molti una Quabbalà eretica).
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martedì 18 febbraio 2014

Spinoza's LUMEN NATURALIS

B. Spinoza (1632 - 1677)
Venerdì scorso, 14 febbraio, ho avuto il piacere di partecipare - inizialmente come uditore - ad un interessante giornata di studi sul Trattato Teologico-Politico (TTP) di Spinoza nell'Aula del Consiglio della Facoltà di filosofia dell'Università Roma3.
Aperti i lavori dal prof. Roberto Finelli, hanno presentato relazioni Roberto Evangelista dell'Univ. Federico II di Napoli, Stefano Visentin dell'Univ. di Urbino, Andrea Sangiacomo dell'Univ. di Groningen (Olanda) e Francesco Toto (Univ. Roma3/ENS de Lyon).
The Jupiter-Saturn conjunction happened in 1663
in the zodiacal constellation Ophiucus
Dalle 15 alle 17:30 si è poi svolta una tavola rotonda presieduta dalla dr.sa Pina Totaro, ricercatrice CNR-ILIESI.
E' stato proprio in questa seconda parte della giornata che ho potuto chiedere a tutti i partecipanti se era  mai venuto loro il sospetto che con "lumen naturalis" Spinoza avesse voluto intendere qualcosa d'altro che l'italiano "ragione" e sostenere che - secondo me - con questo insistito termine del TTP Spinoza deve aver inteso proprio quello ch'io ritengo il fenomeno astroNomico fondamento della heideggeriana Seinsgeschichte oltre che filo rosso di continuità tra Antico Testamento, Manoscritti di Qumran e Nuovo Testamento, e cioè la congiunzione planetaria tra Giove (pianeta della regalità) e Saturno-Kronos (il dio altissimo, signore del tempo).
Durante la breve vita di Spinoza ebbero luogo due di questi fenomeni che cadenzano le vicende umane con un clock di circa vent'anni, uno nel 1643 (quando Spinoza era ancora un ragazzo undicenne) e quello del 1663 (di cui riporto qui sopra i grafici), avvenuto nella costellazione di Ofiuco quando lui aveva 31 anni e che rimase visibile per molti mesi tra la primavera e l'autunno di quell'anno. Fu questo un anno molto produttivo per Spinoza, con la pubblicazione de I principi della filosofia di Cartesio, Parte I e Parte II e dei Pensieri metafici .. tutte opere che non ho ancora letto, ma che vorrei tanto leggere per verificare la mia ipotesi suddetta. [Il 1663 per inciso fu anche l'anno in cui Spinoza fece amicizia con Johan de Witt, che insieme a suo fratello avrebbe fatto dopo pochi anni una gran brutta fine.]
Non passò che un anno, a quanto dicono gli storici, prima che Spinoza mettesse mano al suo TTP, opera poi pubblicata nel 1670  nella quale - guardacaso - una pagina sì e l'altra pure il filosofo cita ermeticamente il lumen naturalis come base e sicuro fondamento per la comprensione delle sacre Scritture della tradizione ebraico-cristiana.
Mi pare che un po' tutti i presenti, ma particolarmente la dr.sa Totaro (ricercatrice CNR-ILIESI) siano rimasti sorpresi da quanto venivo dicendo ed interessati alle nuove prospettive di studio su Spinoza aperte dalla mia ipotesi interpretativa del lumen naturalis del Trattato teologico-politico.