annotava nel suo diario (18 agosto 1882):Welcome! * Benvenuto/a! * Herzlich willkommen! * Soyez le/la bienvenu/e! * Bienvenido/a!
lunedì 21 giugno 2010
Zarathustra, le scritture, la stella e Salomé
annotava nel suo diario (18 agosto 1882):mercoledì 16 giugno 2010
Quanto ho scritto!! ... I miei posts sui google-groups
Per lasciarmi conoscere meglio e darvi un'idea della mia mappa cognitiva in questi anni (per lo più occupati dagli interessi e dalle ricerche di cui al presente blog), riporto la distribuzione con il numero di questi messaggi per ciascuno dei principali news-group o forum di discussione ai quali ho partecipato o sto tuttora partecipando:
it.cultura.religioni (599 messaggi)
it.scienza.astronomia(474)
it.cultura.storia.moderato(380)
it.cultura.religione.cristiani(320)
it.cultura.classica(209)
it.cultura.storia(180)
it.istruzione.scuola(162)
it.cultura.filosofia.moderato(152)
it.cultura.filosofia(125)
it.cultura.libri(115)
it.cultura.linguistica(94)
it.scienza.astronomia.amatoriale(85)
it.cultura.ebraica(80)
it.scienza.fisica(76)
it.cultura.ateismo(74)
it.discussione.misteri(60)
it.politica(35)
it.cultura.linguistica.italiano(34)
it.cultura.cattolica(31)
it.scienza.matematica(25)
it.cultura.letteratura.italiana(21)
it.scienza(21)
... ...
...
Le varie migliaia di messaggi di cui sopra possono dare un'utilissima panoramica - ai miei lettori più recenti - su quanti e su quali ambiti il nuovo paradigma interpretativo faccia o contribuisca a far luce e nell'arco di quanti millenni. Buona lettura a tutti.
mercoledì 9 giugno 2010
Du waltest hoch am Tag' ... Saturnus Sohn !
Rivolgendosi a Giove, dice il poeta in questa prima strofa dell' ode:
Du waltest hoch am Tag' und es bluehet dein
Gesetz, du haelst di Waage, Saturnus Sohn!
Und theilst di Loos' und ruhest froh im
Ruhm der unsterblichen Herrscherkuenste.
cioè (con piccoli ritocchi rispetto alla traduzione BUR)
Regni alto nel giorno e fiorisce
la tua legge, tu reggi la bilancia, figlio di Saturno!
E spartisci le sorti e lieto riposi
nella gloria delle immortali arti del dominio.
Per capire l'importanza di questa strofa bisogna riflettere sul fatto che Natur und Kunst oder Saturn und Jupiter è un'ode datata tra la fine del 1800 e l'inizio del 1801 ["Composta al più tardi all'inizio del 1801, quest'ode, tra le più significative e complesse di Hoelderlin, ..", nota n. 34, p.170, op. cit.] e che proprio in quel periodo stava maturando una nuova congiunzione - guardacaso e per l'appunto - proprio tra i pianeti Giove e Saturno, congiunzione quasidoppia che si sarebbe poi manifestata appieno nei primi sette mesi del 1802.
Già il senso del primo verso di questa strofa, Giove che regna alto nel cielo diurno (nel quale cielo doveva comunque, necessaria-
mente, essere invisibile), è importante perchè permette di spostare la datazione di quest'ode all'estate 1801, precisamente al mese di agosto di quell'anno.
E' infatti in questo periodo, precisamente intorno all' 8 agosto 1801 (si veda il grafico riportato dietro il titolo del blog), che Giove - che si trova ormai solo a poco più di 10° da Saturno - sorge 'perfettamente' allineato al Sole, rimanendone naturalmente occultato per tutto il giorno a causa della potenza luminosa di quest'ultimo.
Altro motivo d'importanza di questa strofa e di tutta l'ode è che esse dimostrano quanto Hoelderlin fosse iniziato a riconoscere i segni e gli eventi der unsterblichen Herrscherkuenste, cioè delle immortali arti del dominio, anche quando/mentre questi sono/erano invisibili. La qual cosa attesta, a parer mio, una tradizione di iniziazione tra i poeti ed i letterati dell'idealismo e del romanticismo tedeschi.
Bella e significativa è anche la conclusione dell'ode, ove il poeta si assimila a Giove/Zeus appellato ora Cronio in quanto figlio di Kronos/Saturno, ovvero Sohn der Zeit:
Dann hoer' ich dich, Kronion! und kenne dich,
Den weisen Meister, welcher, wie wir, ein Sohn
Der Zeit, Geseze giebt und, was die
Heilige Daemmerung birgt, verkuendet.
vale a dire
Allora ti odo, Cronio! e in te conosco
il maestro saggio che, come noi, figlio
del tempo, dà leggi e, quanto
il sacro crepuscolo nasconde, annuncia.
Quanto il crepuscolo nascondeva in quell'estate 1801 e l'invisibilità di Kronion (e del padre Kronos) invece annunciava era naturalmente la loro prossima congiunzione G-S che, come detto, si verificò tra il gennaio ed il luglio 1802, nella costellazione del Leone (cfr. diagrammi del grafico).
Direi che già la strofa iniziale e quella finale di quest'ode (che sarebbe un po' troppo lungo commentare qui per esteso) spiegano appieno ed esemplarmente i motivi dell' interesse di Heidegger per la poesia di Hoelderlin nel quadro dei suoi studi sulla Seinsgeschichte, storia legata - questo il fondamento della nuova ermeneutica storico/filosofica, qui pienamente confermato - proprio alle congiunzioni tra i pianeti Giove e Saturno.
venerdì 4 giugno 2010
L'interesse per il nuovo paradigma ermeneutico ...
Italia-Germania-Stati Uniti-Regno Unito-Ungheria-Russia-Svizzera-Francia-Spagna-Canada/Svezia
Anche il numero delle località italiane da cui il blog viene più o meno regolarmente letto è ancora in aumento ed è ora di 176. Con alcune variazioni rispetto al rilevamento precedente, la graduatoria delle città con maggiore interesse verso la nuova proposta ermeneutica è ora la seguente:
Roma-Milano-Torino-Bologna-Firenze-Napoli-Padova-Genova-Pescara-Brescia/Bari
Colgo l'occasione per ringraziare sentitamente tutti, in modo particolare coloro che mi leggono ormai abitualmente e che incominciano a tener conto nelle loro personali ricerche del nuovo paradigma. Thank you very very much for your attention.
domenica 30 maggio 2010
Die Frage nach dem Ding
Mi è dispiaciuto molto di non aver potuto partecipare in alcun modo al quinquennale Congresso internazionale kantiano che si è tenuto a Pisa la scorsa settimana. Ne sono stato tenuto lontano prima dalla stesura del De Seyn (preparato per il meeting annuale dell' Heidegger Circle americano), poi dal ricovero in ospedale e dalle successive, numerose visite di controllo, poi da una serie di altre questioni familiari e personali, infine dalla stesura di un Abstract per un altro congresso filosofico.Il motivo di questo dispiacere è che, pur conoscendo io ancora poco l'opera complessiva di Kant, credo tuttavia di avere - come accennavo anche nel mio precedente post del 10 settembre 2009 ("Kant ed io") - delle precise risposte alla Dingfrage che Kant poneva nel suo capolavoro, risposte di cui qualche mese fa pensavo avrei potuto mettere a parte i partecipanti al Congresso kantiano internazionale.
Per non farla troppo lunga e per avere il tempo di giustificare meglio le mie affermazioni, anticiperò ora solo la mia impressione, che è poi la mia concreta linea di ricerca su Kant. Bene, io credo che - nonostante tutti i tentativi di filosoficamente generalizzare la cosa - le espressioni kantiane "Ding in der Erscheinung", "Ding an sich", "Ding fuer mich", ... abbiano tutte un'essenza ed un fondamento a-stro-no-mi-ci (sì avete letto bene a-stro-no-mi-ci) nel quadro dei massimi sistemi e delle tematiche trattate in questo blog e che questo sia il motivo per cui Heidegger si è tanto soffermato su Kant, prima di passare a Nietzsche, nei suoi tentativi di comprensione e di ricostruzione della Seinsgeschichte.
Ecco .. questo per il momento volevo dirvi e vi ho detto, pensateci un po' anche voi (soprattutto voi kantiani). Avremo comunque modo di riparlarne .. magari al prossimo congresso internazionale quinquennale. Sempre che qualcuno di voi non si faccia vivo per riflettere con me sulla Cosa.
lunedì 24 maggio 2010
La lunga marcia della Chiesa
Il 22 maggio, a 537 anni dalla nascita di Niccolò Copernico la Chiesa (polacca, ma non solo) ha concesso finalmente un'onorata sepoltura al padre moderno dell'eliocentrismo.Durante una solenne cerimonia, che comprendeva anche un corteo funebre attraverso la città di Frombork (50 km ad est di Danzica), alla presenza del primate di Polonia - arcivescovo Jozef Kowalczyk - la bara con i resti del grande astronomo è stata tumulata nella basilica di cui Copernico fu anche canonico, basilica nei pressi della quale era stata trovata nel 2005, in una tomba priva di ogni iscrizione (cfr. Corriere Sera, 23.5.2010).
La certa identificazione dei resti era stata resa possibile dall' analisi del DNA di un capello trovato all'interno di un libro che l'astronomo consultava spesso (conservato ora ad Uppsale, Svezia).
Come si vede, dopo le scuse a Galileo (quattro secoli) sono ora arrivate anche le onorate esequie a Copernico (quattro secoli e mezzo dalla morte). Anche se sembra fermo, il cattolicesimo in realtà si muove: eppur si muove!! Continua dunque la lunga marcia della Chiesa al superamento delle ostilità verso gli eliocentristi di tutti i tempi e fors'anche alla riscoperta e al recupero delle proprie radici astronomiche. Lunga marcia che avrà una tappa intermedia, nei tempi brevi, forse proprio con quell'innalzamento della statua a Galileo Galilei nei giardini vaticani di cui si diceva/vociferava lo scorso anno.
Penso che anche sui tempi lunghi nell'insieme possiamo essere ottimisti. Non solo verrà il giorno in cui un papa chiederà scusa anche ad/per Ipazia, ma fors' anche quello in cui la Chiesa riconoscerà apertamente quanto di astroNomico fa parte delle proprie radici ed ammetterà come e quanto esso sia stato trasposto nelle immagini e nei dogmi della fede cristiana.
mercoledì 12 maggio 2010
Altri elementi per una storia dell' essere: i presentimenti e le avvisaglie
Come riportò la rivista Vox Fidei (n. 10-1981), durante il viaggio in Germania dal 15 al 19 novembre 1980, un giorno a Fulda un gruppo di fedeli gli pose alcune domande sul cosiddetto 3° segreto di Fatima e sul prossimo futuro della Chiesa. Al che il papa rispose tra l'altro:"Dobbiamo ben essere pronti a vicine grandi prove, che potranno richiedere anche il sacrificio della nostra vita e la nostra totale donazione a Cristo e per Cristo... Le prove potranno essere ridotte con la vostra e la nostra preghiera, ma non possono (più) essere evitate, perchè un vero rinnova-
mento nella Chiesa potrà avvenire solo in questo modo ... come già tante volte la Chiesa rinacque nel sangue. Non sarà differente neppure questa volta. Siamo forti e prepariamoci, confidando in Cristo e nella sua Madre. Preghiamo molto, e spesso, il Santo Rosario."
Il 20 aprile 1981 poi - leggo dal volume Anatomia di un attentato di C. Sterling, ed. Sugarco, 1984 - un generale ed un colonnello dello SDECE, il servizio segreto francese, si erano recati in Vati-
cano per avvisare di un probabile imminente attentato alla vita del pontefice. Tanto la cosa era stata presa sul serio che una settimana prima dell'attentato (quindi verso il 5-6 maggio) Giovanni Paolo II, parlando alle sorprese Guardie svizzere, aveva detto: "Preghiamo affinchè il Signore tenga la violenza e il fanatismo lontani dalle mura del Vaticano" (op. cit., p. 17 e p. 283).
Come si vede, in qualche modo i tempi erano ormai maturi .. die Zeitigung der Zeit war so weit. Ed ecco, infatti, che mercoledi pomeriggio 13 maggio 1981 - non solo in coincidenza con la ricorrenza della prima apparizione di Fatima, ma anche in un momento astronomicamente significativo (cfr. post precedente) - Alì Agca è presente lì in Piazza S. Pietro, pronto a far fuoco sul papa polacco.
lunedì 10 maggio 2010
Elementi per una storia dell'essere: l'attentato a Giovanni Paolo II
Avvicinandosi ora il 29-esimo anniversario dell'attentato, mentre il papa Benedetto XVI si accinge a partire per Fatima, città portoghese in qualche modo legata all'attentato stesso, mi corre l'obbligo di precisare un po' meglio quel che volevo dire parlando di "metafisica dell'attentato del 1981 a Giovanni Paolo II".
Ecco.. ripensavo al fatto che, come si vede bene dai grafici ora presenti qui sopra, dietro al titolo, quell'attentato ebbe luogo (13 maggio 1981) oltre che nella ricorrenza della prima apparizione di Fatima (13 maggio 1917) anche proprio nel bel mezzo di una congiunzione Giove-Saturno tripla, quella del 1981, avvenuta a circa quarant'anni dall'altra G-S tripla (1940-41) del XX secolo.
Dopo aver superato Saturno in longitudine al 31.12.1980 ed essere stato alla sua sinistra (cioè verso est) per poco più di due mesi, Giove tornò alla destra di suo 'padre' Saturno il 5 marzo del 1981, quandò già da diverso tempo il ventitreenne Alì Agca girava per l'Europa, muovendosi come una trottola tra varie città italiane, Budapest, Vienna, Zurigo, ... Il 24 o 25 aprile poi, il giovane turco se ne andò - turista in un gruppo di turisti - con un volo charter per due settimane a Palma di Maiorca.
Interessante è quel che Agca racconta su questi giorni di riflessione e meditazione nel cap. XIV (pp. 139-145) del suo primo libro di memorie ("La mia verità", pubblicato nel 1996 dalla Newton Compton). Trascrivo da pagina 142:
"I momenti più importanti erano quelli della notte. Quasi ogni notte andavo a meditare in un posto particolare, lontano circa cento metri dall' Hotel Flamboyan, un posto sul mare, solitario, dove c'era una scalinata con una ringhiera. Era una bella scoperta per un lupo solitario come me. Dopo cena andavo ad affacciarmi alla ringhiera per meditare davanti a Dio, davanti alla mia coscienza, uomo solo sotto il cielo limpido, sopra il mare indifferente. 'Devi meditare in mezzo alla natura', mi dicevo, 'e decidere cosa fare' ".
Ammesso che dovesse ancora decidere cosa fare, sappiamo che decise di procedere. Tornato a Milano il 9 maggio e fatto ancora qualche altro giro, all'alba del 13 maggio si sveglia a Roma ... Ma sentiamo lui, pag. 152 delle memorie: ".. E' forse l'ultimo giorno della mia vita: occorre essere puliti e ordinati, nel corpo come nel cuore. Faccio alcuni minuti di ginnastica, poi una doccia. All'alba del 13 maggio 1981 penso anche al futuro universale. Per circa dieci minuti m'inginocchio davanti a Dio Eterno Onnipotente, Dio unico e unito eternamente, Dio creatore e possessore e dominatore assoluto dell'universo, tempo spazio e materia, e prego per la prima volta dopo anni di laicismo e vagabondaggio. .."
Quando già temeva di avere perso l'appuntamento con la storia, la macchina papale inizia un secondo giro e di nuovo il papa viene verso di lui. Ora è il momento e, dopo qualche esitazione, Alì espode i due colpi che passeranno alla storia: "Sparo due colpi. Un proiettile entra nel corpo del papa, un proiettile gli sfiora la mano. Il resto è storia." (p. 157)
Sì, il resto è storia che ormai tutti cono-
sciamo. Dopo aver subito una prima ed una seconda opera-
zione al Policlinico Gemelli dell'Università Cattolica di Roma ed essere stato in pericolo di vita più volte, Giovanni Paolo II tornò definitivamente in Vaticano il 14 agosto 1981.
Erano passate in quel momento giusto tre settimane da quando si era conclusa, con il ritorno di Giove a sinistra di Saturno (24 luglio 1981), la congiunzione G-S tripla di quell'anno memorabile.
Ecco perchè io vedo l'evento dell'atten-
tato a GPII significa-
tivamente
inserito nella storia dell'essere.
venerdì 7 maggio 2010
Sarei stato a New York oggi ...
... se la mia relazione De Seyn, deciphering Heidegger's works and philosophy at the light of the Phenomenology and Temporality of the Jupiter-Saturn conjunctions fosse stata inserita nel programma del 44° Annual Meeting dell' Heidegger Circle degli Stati Uniti, in programma oggi, domani e dopodomani 9 maggio alla Stony Brook University di Manhattan.Paolo e la donna che insegna
Vi si legge:
"Voglio dunque che gli uomini preghino in ogni luogo, alzando delle mani pure, senza ira né contese.
Parimenti voglio che le donne vestano con decorosa decenza, adorne di pudore e di verecondia, non di trecce, di oro, di perle o di vesti sontuose, ma di opere buone, come si addice a donne che professano la religione.
La donna impari in silenzio, con piena sotto- missione. Non permetto che la donna insegni, né che domini sull'uomo, ma che se ne stia in silenzio. Adamo infatti è stato formato per primo, poi Eva."
Quest'ultimo passo, come si vede, sembra scritto proprio su misura per Ipazia e sulle sue attività e relazioni. Si comprende benissimo come questo e passi simili delle Epistole di s. Paolo possano essere stati recepiti dai grezzi e fondamentalisti parabalani seguaci del futuro Doctor Incarnationis Cirillo proprio come aperta istigazione a mettere una volta per tutte a tacere quell'ormai scomodissima testimone di un'epoca colta, pluralista e tollerante, anche se forse un po' meno soccorrevole e caritatevole della nuova, che permetteva anche alle donne lo studio e l'insegnamento.
giovedì 29 aprile 2010
La congiunzione G-S tripla del 411-412
Quando un giorno la storia dell'Essere, sì proprio la Seinsgeschichte (vagamente) intuita da Heidegger, sarà stata compiutamente scritta, la congiunzione Giove-Saturno tripla che avvenne a cavallo degli anni 411-412, sullo sfondo della costellazione dei Gemelli, vi figurerà come uno degli eventi più significativi dai tempi di Naram-Sin sino ad oggi. [Anche perchè d'ora in poi vi saranno oltre 2 secoli di congiunzioni tutte singole].
parte della Terra, entrambi i pianeti di moto apparentemente retrogrado, Giove passò alla destra del 'padre' Saturno il 1° novembre sempre del 411 e vi restò per circa quattro mesi e mezzo.
battaglia di Ponte Milvio (ottobre 312), poi perchè questa del 411-12 è la prima G-S tripla dopo che Teodosio (immagine a sinistra) vent'anni prima ha elevato il cristianesimo a religione dello stato romano ed avviata la legislazione contro il paganesimo.
poneva solo a base di dogmatiche formulazioni teologiche. giovedì 15 aprile 2010
Bell'incontro-dibattito su Ipazia
Ho partecipato ieri pomeriggio 14 aprile all'affollatissimo incontro-dibattito che si è svolto a Roma, nella stupenda Sala Igea di Palazzo Mattei, sede - tra l'altro - dell'Istituto dell'Enciclopedia Italiana fondato da G. Treccani.Quest'incontro è stato il primo dei tre (gli altri due si terranno a Milano il 20 e a Genova il 21) programmati dalla Mikedo Film in occasione dell'attesa uscita anche in Italia di Agorà, il film su Ipazia dello spagnolo A. Amenabar, prevista per il 23 aprile.
A turni di 15-20 min hanno parlato di Ipazia cinque relatori di alto livello, nell'ordine Luciano Canfora, Silvia Ronchey, Giulio Giorello, Gabriella Caramore e Carlo Ossola, mentre fungeva da moderatore-presentatore il giornalista Antonio Gnoli. Da tutti gli interventi e dalla proiezione di spezzoni del film è emerso chiaramente quanto fosse caotica e pericolosa l'atmosfera ad Alessandria d'Egitto una ventina di anni dopo che il cristianesimo era stato dichiarato religione di stato (Teodosio 391-392), cento anni dopo che Costantino lo aveva ammesso (313) come religio licita, una tra le altre i cui culti erano permessi.
In un clima di montante fondamentalismo, alimentato e gestito prima dal vescovo Teofilo, poi - a partire dall' ottobre 412 - dall'ancor più fanatico nipote Cirillo, l'estremismo cristiano si riversò dapprima sulla comunità ebraica della città e poi su quella pagana, che aveva Ipazia - filosofa, astronoma e matematica, oltre che bella donna - come esponente di primissimo piano e la biblioteca del Serapeo come centro di riferimento culturale.
Dell'esito drammatico di questo acceso fondamentalismo cristiano alessandrino ho già detto in un post precedente. Le squadracce dei parabalanoi (chierici 'picchiatori' più che 'barellieri') al servizio di Cirillo, il futuro santo e Doctor Incarnationis (così lo proclamerà Leone XIII nel 1882), agirono sia su Ipazia che sulla Biblioteca con il vero e proprio intento di cancellarli per sempre dalla storia: la prima fu massacrata e letteralmente fatta a pezzi, la seconda -raccolta di tutta cultura elaborata fino a quel momento - incendiata e distrutta.
A distanza di ormai quasi sedici secoli da quei giorni drammatici del marzo 415 possiamo fortunatamente dire che nè l'una cosa nè l'altra è riuscita al Doctor Incarnationis Cirillo (citato con grande rispetto in Vaticano anche di recente): la memoria di Ipazia è ancora e sempre più viva, grazie alle opere (libri ed ora il film in arrivo) che continuamente la ricordano, e anche la Biblioteca di Alessandria d'Egitto è risorta con l'aiuto dell'Unesco e della comunità internazionale.
Il che dimostra che a lungo andare intolleranza e violenza non possono mai averla vinta.
martedì 13 aprile 2010
Repetita iuvant
Trascorsi parecchi mesi da quando li ho pubblicati qui per la prima volta e compiuti ormai i 2 anni interi da quando (27-30 marzo 2008) fui invitato ad esibirli ed illustrarli all'Università di Liverpool nel quadro della Classical Association Annual Conference 2008 del Regno Unito, mi sembra opportuno ri-pubblicare la coppia di posters che illustrano le mie interpretazioni astronomiche dei miti della fenice e dell'unicorno, interpretazioni astroNomiche che - come vado illustrando qui già da tempo - si stanno rivelando sempre più il solido fondamento di un interamente nuovo paradigma ermeneutico storico-filosofico, in altre parole la chiave di comprensione di tutta la
Seinsgeschichte, dai tempi dei presocratici e fino ai giorni nostri (fino all'attentato a Giovanni Paolo II del 1981). mercoledì 7 aprile 2010
Finalmente Bologna si è svegliata !!
I più attenti tra voi ricorderanno che alcuni mesi fa mi ero lamentato del fatto che da Bologna, sede dell'Alma Mater Studiorum, la più antica università italiana, provenissero pochi contatti verso questo blog e fugaci.mercoledì 31 marzo 2010
De Seyn, deciphering Heidegger
Giudicate voi stessi la quantità e qualità dei contributi che con questo articolo io apporto agli studi e alle ricerche non solo su Heidegger, ma anche su Nietzsche e su Hoelderlin, sulla caratterizzazione dei contrapposti atteggiamenti dionisiaco ed apollineo, sull' intera Seinsgeschichte.
Mi farebbe piacere qualche vostro commento/giudizio inviatomi all' indirizzo di posta elettronica
josephdc(at)tiscali(dot)it .


giovedì 25 marzo 2010
De Seyn, il nuovo titolo del blog
Oggi ho scandito ('scannerizzato') l'intero articolo che, con quel titolo, avevo inviato agli americani e presto potrete leggerlo e scaricarlo dal blog, prima ancora magari di quanto potranno fare gli amici americani ai primi di maggio. Potrete così vedere come tutti i tasselli del puzzle dell'essere e del non essere si incastrano reciprocamente, quelli di Heidegger in particolare sia tra di loro che con quelli di Nietzsche e di Hoelderlin, in un quadro di grande chiarezza e coerenza.
Ecco questo volevo anticiparvi questa sera, cosa che ho fatto, per cui ora posso anche congedarmi da voi e chiudere la giornata. Buona notte a tutti, Giuseppe.
lunedì 22 marzo 2010
With great disappointment ...
At this point, I see no reasons why I should not inform all the international philosophical community about this first work of mine on Heidegger's thought. I'll then publish here as soon as possible the whole article as it was sent (i.e. for blind review), but here are in the meantime title and abstract:
De Seyn, deciphering Heidegger's works and philosophy at the light of
Phenomenology and Temporality of Jupiter-Saturn conjunctions
Abstract
In this article the thesis is concretely defended that Heidegger's works and philosophy (but also Hoelderlin's ones and Nietzsche's one and the whole Seinsgeschichte) can be better understood, probably definitively understood, if interpreted at the light of the phenomenology and the temporality of a particular astronomical phenomenon which takes place at time intervals of a little while less than twenty years (19.859 years), precisely the conjunctions between the planets Jupiter and Saturn, both visible from Earth by the naked eye. XX century recurrences of this phenomenon during Heidegger's adult life happened in 1921, 1940-41 and 1961. Previous occurrences (very meaningfull for Hoelderlin and respectively for Nietzsche) took place in 1801-02 and in the spring 1881.
Startpoint of the interest in Heidegger's philosophy and basis for the present study have been the works and writings of G. De Cesaris, whose theses on the historical and philosophical hermeneutical relevance of these planetary events begin to be known also in university faculties and academic circle.
Curious (but until now not at all considered) is the fact that the central section of Sein un Zeit (section # 42 out of 83) can be interpreted as a sign left by Heidegger on his thought path to allow a future reconstruction of it just in the direction of this lecture. There, in section # 42, a Roman fable from Hyginus is reported, where nature, condition and belonging, the whole Dasein of the man, are derived from decisions taken in a fourfold meeting and talk among Cura, Jupiter, Saturn and Earth (Tellus).
venerdì 12 marzo 2010
Tiberius' phoenix (Tacitus' Annals 6.28)

Come si vede chiaramente da questo diagramma, questa fu una congiunzione G-S (quasi)doppia, i cui due allineamenti in longitudine si ebbero il primo il 5 ottobre del 34 (con un angolo di separazione residuo tra i due pianeti di soli 26' 41", meno di un diametro lunare), il secondo sei mesi dopo, ai primi di aprile dell'anno successivo: 4 aprile 35, con angolo residuo di 26' 35".
Ecco, secondo me è questo il contesto astroNomico che fece da sfondo alla fine della vicenda evangelica, quindi alla passione e morte di Gesù, detto il Cristo, che va quindi ri-datata dall'anno 30 o 33 ai primi di aprile dell'anno 35.giovedì 4 marzo 2010
Again at home
I'm glad to communicate to all my readers and friends that I'm at last out of the hospital and again at home. The sudden indisposition which brought me to the first-aid station and to the hospital is now over, but the doctors said I should change my way of living. What I'll surely try to do, anyway without renouncing to my beloved scholarly studies.See you soon here, best greetings and wishes, yours Giuseppe
lunedì 1 marzo 2010
Domandina sul Cantico dei Cantici
Prima di cedere al sonno alla fine di questa lunga giornata ospedaliera (qui ti svegliano molto presto per i primi prelievi e misurazioni e terapie), volevo lasciarvi una domandina facile e maliziosa sul grafico che vedete qui sopra:pensate che questo grafico, o meglio il fenomeno che esso descrive, c'entri (ci possa entrare) qualcosa con il Cantico dei Cantici ovvero con la Song of Songs o no, e come eventualmente?
Ecco.. intanto pensateci un po' da soli, su tutta la questione, poi un giorno vi darò la mia risposta.










