Un'opera rinascimentale che, dall'anno della sua pubblicazione (1499), ancora elude gli sforzi degli studiosi che tentano di decifrarne il mistero, è la Hypnerotomachia Poliphili.
Di quest'opera, che sembra una strana storia di sapere enciclopedico, fede ed erotismo, è rimasto a lungo misterioso non solo l'autore e le sue finalità, ma anche il senso concreto e reale del suo contenuto.
Ora, perchè io ne scrivo? Naturalmente non per proporre una completa chiave di lettura, di interpretazione dell'opera, ma semplicemente per indicare degli elementi per iniziare a decrittare quello che è stato definito "uno degli incunaboli più preziosi e più oscuri del mondo occidentale".
Uno degli elementi che ha attirato la mia attenzione è stata la rappresentazione iconografica del Triumphus Tertius, nelle quali immagini si vede "un carro .. trainato in pompa magna da sei fierissimi monoceri [monokeros, unicorni] dalla fronte cornuta .." sul quale "..sedeva a suo agio una splendida ninfa sontuosamente vestita d'oro tessuto in seta azzurra, un leggero costume di grazia virginale, adorno di molteplici gemme." [H.P., Adelphi 2006, II vol., p. 182].
A chi mi segue con qualche attenzione sarà immediatamente chiaro il senso che io dò a questa immagine, che è quello del ritorno di una congiunzione Giove-Saturno multipla (la ninfa vestita d'oro) dopo una lunga serie di sei congiunzioni GS singole (i sei unicorni che trainano il carro trionfale con la ninfa). Cioè il ritorno di una congiunzione GS di tipo fenice dopo circa 140 anni dall'apparizione precedente.
E' evidente da quanto abbiamo detto sin qui che una sequenza di sei congiunzioni GS singole non è affatto rara, essendo molto alta (83.3%) la probabilità di _una_ GS singola. La probabilità di una tale sequenza è infatti superiore al 33% = (5/6)^6.
Leggo che la ninfa viene identificata da un punto di vista letterario e mitologico con Danae, la figlia di Acrisio, re di Argo, termine che mi richiama immediatamente gli Argonauti, di cui però so poco o punto. Spero comunque che chi è più esperto di me in mitologia abbia ora, alla luce della nuova ermeneutica (anche detta ermeneutica di Giuseppe ) qualche elemento in più per decifrare anche le leggende di Argo e degli Argonauti.
Così come, naturalmente, spero che questo mio primo contributo al deciphering dell' Hypnerotomachia Poliphili possa aiutare gli studiosi del Rinascimento alla piena comprensione di quell'opera ermetica.
Welcome! * Benvenuto/a! * Herzlich willkommen! * Soyez le/la bienvenu/e! * Bienvenido/a!
venerdì 29 maggio 2009
giovedì 28 maggio 2009
Fenice, unicorno e probabilità
Come abbiamo visto in uno dei post precedenti la condizione fisica, astronomica, affinchè si abbia una congiunzione Giove-Saturno multipla (cioè tripla, doppia o pseudodoppia) è che al momento della congiunzione GS eliocentrica la Terra si trovi sull'asse Sole-Giove-Saturno o comunque non se ne discosti per più o meno, cioè in un senso o nell'altro, di circa 30° ovvero si trovi su un arco di circa 60° a cavallo dell'asse centrale. Ciò significa che la probabilità che una qualunque congiunzione GS sia di tipo fenice è solo di circa
p = 60°/360° = 1/6 = 16.7 %
Poichè se la congiunzione GS non è multipla allora è singola, ovvero .. se non è fenice allora è unicorno, la probabilità della congiunzione GS singola è quella complementare a quella del caso precedente, e dunque risulterà
q = 1 - p = 5/6 = 83.3 %
cioè molto maggiore (cinque volte maggiore) della precedente.
Ammettendo ora, tenuto anche conto della dinamica del fenomeno, che la comparsa dell'un tipo di congiunzione o dell'altro - a distanza temporale media di 19 anni e 314 giorni - sia un evento completamente casuale (prima approssimazione) con le probabilità di cui sopra, la probabilità che si possano avere due congiunzioni GS successive di tipo fenice risulta pari a
P = 1 / 36 = 2.8 %
cioè un valore molto basso, indice del fatto che detto evento non si osserva praticamente mai (da cui la designazione della fenice come unica avis, rara avis, ...). Come dice il Petrarca (CCX, 4): "né 'n ciel né 'n terra, è più d'una fenice".
Viceversa, nelle stesse ipotesi, la probabilità che due o anche più congiunzioni GS successive siano semplici è piuttosto elevata e decresce abbastanza lentamente all'aumentare del numero di ... unicorni considerati:
P (2 unicorni) = (5/6)^2 = 69.4 %
p (3 " " ) = (5/6)^3 = 57.9 %
P (4 " " ) = (5/6)^4 = 48.2 %
... ...

Questo è il motivo per cui le illustrazioni dei Triumphi del Petrarca e le rappresentazioni iconografiche dei cosiddetti trionfi della Castità (che iniziarono a comparire dal 1464 in poi, ad es. quello dipinto da F. Martini) prevedevano sempre due o anche più unicorni aggiogati al carro della Castità.
Ove si vede che la nuova ermeneutica (che provvisoriamente possiamo chiamare l' ermeneutica di Giuseppe) trova applicazioni anche nella storia dell'arte, oltre che in letteratura, filosofia, storia, religione, ... ...
p = 60°/360° = 1/6 = 16.7 %
Poichè se la congiunzione GS non è multipla allora è singola, ovvero .. se non è fenice allora è unicorno, la probabilità della congiunzione GS singola è quella complementare a quella del caso precedente, e dunque risulterà
q = 1 - p = 5/6 = 83.3 %
cioè molto maggiore (cinque volte maggiore) della precedente.
Ammettendo ora, tenuto anche conto della dinamica del fenomeno, che la comparsa dell'un tipo di congiunzione o dell'altro - a distanza temporale media di 19 anni e 314 giorni - sia un evento completamente casuale (prima approssimazione) con le probabilità di cui sopra, la probabilità che si possano avere due congiunzioni GS successive di tipo fenice risulta pari a
P = 1 / 36 = 2.8 %
cioè un valore molto basso, indice del fatto che detto evento non si osserva praticamente mai (da cui la designazione della fenice come unica avis, rara avis, ...). Come dice il Petrarca (CCX, 4): "né 'n ciel né 'n terra, è più d'una fenice".
Viceversa, nelle stesse ipotesi, la probabilità che due o anche più congiunzioni GS successive siano semplici è piuttosto elevata e decresce abbastanza lentamente all'aumentare del numero di ... unicorni considerati:
P (2 unicorni) = (5/6)^2 = 69.4 %
p (3 " " ) = (5/6)^3 = 57.9 %
P (4 " " ) = (5/6)^4 = 48.2 %
... ...

Questo è il motivo per cui le illustrazioni dei Triumphi del Petrarca e le rappresentazioni iconografiche dei cosiddetti trionfi della Castità (che iniziarono a comparire dal 1464 in poi, ad es. quello dipinto da F. Martini) prevedevano sempre due o anche più unicorni aggiogati al carro della Castità.
Ove si vede che la nuova ermeneutica (che provvisoriamente possiamo chiamare l' ermeneutica di Giuseppe) trova applicazioni anche nella storia dell'arte, oltre che in letteratura, filosofia, storia, religione, ... ...
lunedì 18 maggio 2009
** Das Ereignis und die Lichtung ** ovvero **l'Evento del XX secolo **

L'Evento cui allude Martin Heidegger nelle sue opere, quello *in previsione* del quale iniziò e continuò tutte le letture, studi, meditazioni ed elucubrazioni sul tempo e sull'essere che lo portarono a scrivere "Essere e Tempo" (1927) e tutte le altre sue opere,
quell' Ereignis ha natura astronomica, di astronomia planetaria tra corpi visibili (nell'antichità come nel secolo scorso ed oggi) ad occhio nudo, ed è
la congiunzione Giove-Saturno _tripla_ del 1940-1941, i cui tre allineamenti G-S erano previsti e si verificarono (Lichtung, radura) alle date 8 agosto 1940, 20 ottobre 1940 e 15 febbraio 1941,
quando (si veda il diagramma temporale) la distanza angolare tra i due pianeti scese rispettivamente a circa 1° 11', 1° 14' ed 1° 17'.
Era dal tempo in cui sorse il culto del Sacro Cuore di Gesù, che poi è lo stesso di quando Newton stava mettendo a punto i Philosophiae Naturalis Principia Matematica, era dal 1682-1683 (quindi da 258 anni!) che un tale tipo di rara congiunzione GS (la fenice!!) non si produceva.
In tale epoca il primo allineamento si ebbe il 15 dicembre 1682 (con distanza angolare ridotta a soli 15'), il secondo - quello con i pianeti in fase di apparente moto retrogrado - l' 8 febbraio 1683 (12'), il terzo il 17 maggio 1683 (16').
quell' Ereignis ha natura astronomica, di astronomia planetaria tra corpi visibili (nell'antichità come nel secolo scorso ed oggi) ad occhio nudo, ed è
la congiunzione Giove-Saturno _tripla_ del 1940-1941, i cui tre allineamenti G-S erano previsti e si verificarono (Lichtung, radura) alle date 8 agosto 1940, 20 ottobre 1940 e 15 febbraio 1941,
quando (si veda il diagramma temporale) la distanza angolare tra i due pianeti scese rispettivamente a circa 1° 11', 1° 14' ed 1° 17'.
Era dal tempo in cui sorse il culto del Sacro Cuore di Gesù, che poi è lo stesso di quando Newton stava mettendo a punto i Philosophiae Naturalis Principia Matematica, era dal 1682-1683 (quindi da 258 anni!) che un tale tipo di rara congiunzione GS (la fenice!!) non si produceva.
In tale epoca il primo allineamento si ebbe il 15 dicembre 1682 (con distanza angolare ridotta a soli 15'), il secondo - quello con i pianeti in fase di apparente moto retrogrado - l' 8 febbraio 1683 (12'), il terzo il 17 maggio 1683 (16').
* * *
Sono certo (come dicevo già in un post del 2 settembre 2008 su it.cultura.storia.moderato) che quelli di voi con 'antenne' filosofiche e storiche più sensibili capiranno o almeno intuiranno le molte implicazioni e la portata di questa mia ... rivelazione (oggi come allora esitavo un po' a dirlo).
domenica 17 maggio 2009
Mi ha fatto molto piacere ...
Mi ha fatto veramente molto piacere vedere quelle scene dell'incontro tra diversi leader religiosi, tenutosi a Nazareth durante il viaggio di Benedetto XVI in Giordania ed Israele e conclusosi con quella comune preghiera per la pace, che i leader hanno effettuato tenendosi per mano mentre cantavano.
Quell'immagine mi ha immediatamente riportato alla mente alcune frasi che ho scritto nel novembre 2001 nella prefazione al mio "Congiunzioni Giove-Saturno e storia giudaico cristiana". Dopo aver espresso la convinzione che nuove indagini interdisciplinari andrebbero condotte su tutte e tre le religioni monoteistiche perchè tutte e tre sono a forte rischio di integralismo, "come i fatti drammatici e sconvolgenti di questi ultimi mesi, di questi ultimi anni e del secolo passato ampiamente dimostrano", aggiungevo:
"Non si tratta, com'è evidente, di attaccare l'una o l'altra di queste tre religioni così legate tra di loro. Si tratta piuttosto di mettere in evidenza scientificamente - affinchè diventi un sapere condiviso da tutti - la natura (di parte) delle loro radici, le circostanze delle loro origini, i fondamenti di alcuni loro dogmi; di sollecitarne così un certo rinnovamento ed una certa secolarizzazione, di spingerle all'incontro. Si tratta insomma, nell'interesse di tutta l'umanità, di promuoverne una pratica meno integralista, riducendone le pretese di unicità, di esclusività, di presunta superiorità.
Questo mi sembra oggi un dovere ineludibile della scienza e degli scienziati ed il concreto contributo che essi possono dare alla costruzione di una pacifica convivenza, tolleranza ed integrazione tra popoli, culture e religioni diverse."
Ecco, il fatto che i capi religiosi incomincino a muoversi nella giusta direzione, mi sembra un buon segno. Speriamo che continuino.
Quell'immagine mi ha immediatamente riportato alla mente alcune frasi che ho scritto nel novembre 2001 nella prefazione al mio "Congiunzioni Giove-Saturno e storia giudaico cristiana". Dopo aver espresso la convinzione che nuove indagini interdisciplinari andrebbero condotte su tutte e tre le religioni monoteistiche perchè tutte e tre sono a forte rischio di integralismo, "come i fatti drammatici e sconvolgenti di questi ultimi mesi, di questi ultimi anni e del secolo passato ampiamente dimostrano", aggiungevo:
"Non si tratta, com'è evidente, di attaccare l'una o l'altra di queste tre religioni così legate tra di loro. Si tratta piuttosto di mettere in evidenza scientificamente - affinchè diventi un sapere condiviso da tutti - la natura (di parte) delle loro radici, le circostanze delle loro origini, i fondamenti di alcuni loro dogmi; di sollecitarne così un certo rinnovamento ed una certa secolarizzazione, di spingerle all'incontro. Si tratta insomma, nell'interesse di tutta l'umanità, di promuoverne una pratica meno integralista, riducendone le pretese di unicità, di esclusività, di presunta superiorità.
Questo mi sembra oggi un dovere ineludibile della scienza e degli scienziati ed il concreto contributo che essi possono dare alla costruzione di una pacifica convivenza, tolleranza ed integrazione tra popoli, culture e religioni diverse."
Ecco, il fatto che i capi religiosi incomincino a muoversi nella giusta direzione, mi sembra un buon segno. Speriamo che continuino.
martedì 12 maggio 2009
La fenice agli Atti
Ho ricevuto finalmente la mia copia degli Atti del VI Congresso della Società Italiana di Archeoastronomia, congresso che - a rotazione tra varie sedi - si tenne nel 2006 (22-23 settembre) a Campobasso, all'Università del Molise.
A pag 113 di questo volumetto [reperibile presso la S.I.A.-Soc. Ital. di Archeoastronomia, via Brera 28, 20121 Milano] si trova la relazione ch'io presentai quell'anno, dal titolo "La fenice svelata, nuova interpretazione astronomica di un mito millenario", nella quale - con l'aiuto di un software astronomico e dei relativi diagrammi temporali - dimostravo che praticamente in tutti e sette i casi di apparizione _datata_ del mitico uccello di origine eliopolitana rinvenibili nella letteratura antica fino alla morte di Costantino, in tutti e sette i casi alla data della presunta apparizione della fenice era in atto una congiunzione multipla (tripla/doppia) tra Giove e Saturno.
Poichè, come si è visto in un un post precedente, la probabilità che una qualunque congiunzione G-S sia tripla o doppia è solo di circa 58°/360°, cioè meno di 1/6 (mediamente una congiunzione tripla ogni 120 anni circa), risulta estremamente bassa la probabilità che siano fortuite quelle ripetute coincidenze tra eventi astronomici distribuiti su un arco di 23 secoli e loro registrazione di tipo mitico. Viceversa risulta estremamente elevata (di circa il 99.99%) la probabilità che ad apparire non fosse il mitico volatile ma proprio la congiunzione GS multipla. In sostanza si parlava di fenice, ma come immagine allegorica del raro e singolare fenomeno tra il pianeta più grande e quello più lontano.
Voglio ricordare che
due dei sette casi esaminati sono le congiunzioni Giove-Saturno multiple che delimitano il periodo della probabile vita di Gesù ed il sorgere del movimento cristiano in Judea/Palestina :
* la congiunzione G-S tripla del 7 a.C. nella costellazione dei Pesci e
* quella doppia del 34-35 nella costellazione del Leone.
Mentre la prima di queste due è con grandissima probabilità la 'stella di Betlemme' del vangelo di Matteo, la congiunzione GS doppia del 34-35 è l' appearance della fenice di cui parla Tacito in Annali 6,28, come ho scritto nella relazione. Sbagliava pertanto, ma lo dico amichevolmente e con simpatia, la prof.ssa E. Keitel a redigere giusto dieci anni fa l'articolo:
The Non-Appearance of the Phoenix at Tacitus' Annals 6.28, Amer. Journal of Philology, vol. 120, n.3 (Fall 1999), The J. Hopkins Un. Press, Baltimore 1999.
Mi piacerebbe se qualcuno che mi legge negli States segnalasse questo blog alla professoressa. Oppure, come pensavo, sarò direttamente io a farlo. E' bene che la prof.sa riveda le sue idee di dieci anni fa e che tutti gli studiosi prendano atto delle nuove scoperte!
A pag 113 di questo volumetto [reperibile presso la S.I.A.-Soc. Ital. di Archeoastronomia, via Brera 28, 20121 Milano] si trova la relazione ch'io presentai quell'anno, dal titolo "La fenice svelata, nuova interpretazione astronomica di un mito millenario", nella quale - con l'aiuto di un software astronomico e dei relativi diagrammi temporali - dimostravo che praticamente in tutti e sette i casi di apparizione _datata_ del mitico uccello di origine eliopolitana rinvenibili nella letteratura antica fino alla morte di Costantino, in tutti e sette i casi alla data della presunta apparizione della fenice era in atto una congiunzione multipla (tripla/doppia) tra Giove e Saturno.
Poichè, come si è visto in un un post precedente, la probabilità che una qualunque congiunzione G-S sia tripla o doppia è solo di circa 58°/360°, cioè meno di 1/6 (mediamente una congiunzione tripla ogni 120 anni circa), risulta estremamente bassa la probabilità che siano fortuite quelle ripetute coincidenze tra eventi astronomici distribuiti su un arco di 23 secoli e loro registrazione di tipo mitico. Viceversa risulta estremamente elevata (di circa il 99.99%) la probabilità che ad apparire non fosse il mitico volatile ma proprio la congiunzione GS multipla. In sostanza si parlava di fenice, ma come immagine allegorica del raro e singolare fenomeno tra il pianeta più grande e quello più lontano.
Voglio ricordare che
due dei sette casi esaminati sono le congiunzioni Giove-Saturno multiple che delimitano il periodo della probabile vita di Gesù ed il sorgere del movimento cristiano in Judea/Palestina :
* la congiunzione G-S tripla del 7 a.C. nella costellazione dei Pesci e
* quella doppia del 34-35 nella costellazione del Leone.
Mentre la prima di queste due è con grandissima probabilità la 'stella di Betlemme' del vangelo di Matteo, la congiunzione GS doppia del 34-35 è l' appearance della fenice di cui parla Tacito in Annali 6,28, come ho scritto nella relazione. Sbagliava pertanto, ma lo dico amichevolmente e con simpatia, la prof.ssa E. Keitel a redigere giusto dieci anni fa l'articolo:
The Non-Appearance of the Phoenix at Tacitus' Annals 6.28, Amer. Journal of Philology, vol. 120, n.3 (Fall 1999), The J. Hopkins Un. Press, Baltimore 1999.
Mi piacerebbe se qualcuno che mi legge negli States segnalasse questo blog alla professoressa. Oppure, come pensavo, sarò direttamente io a farlo. E' bene che la prof.sa riveda le sue idee di dieci anni fa e che tutti gli studiosi prendano atto delle nuove scoperte!
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domenica 10 maggio 2009
Greetings to the scholars of the North-American Heidegger Circle
I send my best greetings to all the members (and individually to each of them) of the North-American Heidegger Circle. I hope they all will begin to follow this blog and to study the new historical-philosophical hermeneutical paradigm I'm going to illustrate here, based on the astronomical characteristics of the planetary conjunctions between Jupiter and Saturn.
Best wishes and regards, Giuseppe De Cesaris
Best wishes and regards, Giuseppe De Cesaris
venerdì 8 maggio 2009
Phoenix or Unicorn?
In attesa di caricare qui sul blog proprio i posters di Liverpool (cosa che finora, purtroppo, non sono ancora riuscito a fare), vi mostro intanto - a corredo e chiarimento del post precedente -
due schemi molto simili a quelli che ho riportato proprio sui posters, ai quali ho poi aggiunto grafici, un testo esplicativo (ovviamente in inglese) ed immagini artistiche rispettivamente della fenice e dell'unicorno.
Come vi dicevo, il fatto che la congiunzione GS (che si ripete mediamente ogni 19 anni e 314 giorni) appaia da Terra con l'una o l'altra modalità, cioè multipla o singola, dipende solo dalla posizione che il nostro pianeta occupa in quel momento rispetto all'asse della congiunzione GS eliocentrica. Se la Terra viene a trovarsi nel settore in rosso del grafico a sinistra (di ampiezza pari a circa 60°, a cavallo dell'asse centrale), allora la congiunzione GS apparirà come multipla (cioè tripla o doppia), se invece essa si trova in un punto qualsiasi della parte rimanente della sua orbita allora la congiunzione GS darà luogo ad un solo allineamento Saturno-Giove-Terra. Mentre questo fenomeno è piuttosto rapido (perchè ha luogo nella fase di moto progressivo dei pianeti), nel caso di congiunzione multipla passano circa 200-201 giorni, cioè oltre 6 mesi e 1/2, tra il primo e l'ultimo allineamento di quella congiunzione.
Vedremo prossimamente se e come eventualmente le mitiche immagini della fenice ed dell' unicorno (il monokeros della Bibbia dei LXX) siano collegate - con i significati astroNomici che veicolano - a concetti filosofici quali l'essere, l'oblio dell'essere, il non essere, ... Vedremo insomma se la Seynsfrage posta con insistenza da Heidegger già da verso il 1920-21 sia legata o no, e come se sì, a questi due miti antichissimi, il primo di origine egizia ed il secondo di origine indo-iranica.
due schemi molto simili a quelli che ho riportato proprio sui posters, ai quali ho poi aggiunto grafici, un testo esplicativo (ovviamente in inglese) ed immagini artistiche rispettivamente della fenice e dell'unicorno.Come vi dicevo, il fatto che la congiunzione GS (che si ripete mediamente ogni 19 anni e 314 giorni) appaia da Terra con l'una o l'altra modalità, cioè multipla o singola, dipende solo dalla posizione che il nostro pianeta occupa in quel momento rispetto all'asse della congiunzione GS eliocentrica. Se la Terra viene a trovarsi nel settore in rosso del grafico a sinistra (di ampiezza pari a circa 60°, a cavallo dell'asse centrale), allora la congiunzione GS apparirà come multipla (cioè tripla o doppia), se invece essa si trova in un punto qualsiasi della parte rimanente della sua orbita allora la congiunzione GS darà luogo ad un solo allineamento Saturno-Giove-Terra. Mentre questo fenomeno è piuttosto rapido (perchè ha luogo nella fase di moto progressivo dei pianeti), nel caso di congiunzione multipla passano circa 200-201 giorni, cioè oltre 6 mesi e 1/2, tra il primo e l'ultimo allineamento di quella congiunzione.
Vedremo prossimamente se e come eventualmente le mitiche immagini della fenice ed dell' unicorno (il monokeros della Bibbia dei LXX) siano collegate - con i significati astroNomici che veicolano - a concetti filosofici quali l'essere, l'oblio dell'essere, il non essere, ... Vedremo insomma se la Seynsfrage posta con insistenza da Heidegger già da verso il 1920-21 sia legata o no, e come se sì, a questi due miti antichissimi, il primo di origine egizia ed il secondo di origine indo-iranica.
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De ente, ovvero Le chiamate dell'ente
Ad un amico, che tempo fa in un forum mi chiedeva com'io vedo rappresentata la heideggeriana co-appartenenza di Cielo e Terra, di Mortali e Divini (anche detta co-appartenenza di chiamata ed ascolto), rispondevo che da un punto di vista astronomico il mio pensiero sulla cosa è concettualmente molto (o relativamente) semplice e sintetizzabile così:
Accade abbastanza raramente che, mentre Giove e Saturno sono in congiunzione eliocentrica, anche la nostra Terra venga a trovarsi sull'asse dell'allineamento Sole-Giove-Saturno o poco discosta da questo asse, diciamo entro un angolo di circa + o - 30°. Si ha allora una singolarità fenomenologica (termine usato di proposito!) consistente nel fatto che da qui ove noi siamo, cioè da Terra, si assiste ad una molteplicità (anche questo termine è usato di proposito!), cioè tre oppure due, di allineamenti Giove-Saturno. Come ho dimostrato, ripeto dimostrato (al 6° Convegno annuale della Società Italiana di Archeo-astronomia, 22-23 settembre 2006), questo particolare fenomeno astronomico, che dura sette-otto mesi, era allegorizzato nell'antichità - almeno fino al tempo di Costantino, 332-333 - nell'immagine della fenice. The phoenix.
Quanto all'altro animale mitico cui ho già accennato anche in questo blog, cioè all'unicorno, .. beh .. se non è fenice allora è unicorno nel senso che (7° Convegno S.I.A., Roma 2007), se la congiunzione GS non appare come multipla perchè la Terra non viene a trovarsi in quel molto particolare settore angolare, allora si vedrà qui da Terra solo un rapido e fugace allineamento tra i due pianeti, come se [fantasia degli antichi indo-iranici] un celeste cavallo munito di corno in fronte lo puntasse brevemente verso Terra.
Insomma da un punto di vista astroNomico le congiunzioni Giove-Saturno sono sostanzialmente di due tipi, o multiple o singole. Ecco perchè i posters che ho presentato all'Università di Liverpool a fine marzo 2008, alla U.K. Classical Association Annual Conference, avevano il titolo Phoenix or Unicorn? Multiple or Single Jupiter-Saturn conjunctions, depending on the position of the Earth on its orbit.
Accade abbastanza raramente che, mentre Giove e Saturno sono in congiunzione eliocentrica, anche la nostra Terra venga a trovarsi sull'asse dell'allineamento Sole-Giove-Saturno o poco discosta da questo asse, diciamo entro un angolo di circa + o - 30°. Si ha allora una singolarità fenomenologica (termine usato di proposito!) consistente nel fatto che da qui ove noi siamo, cioè da Terra, si assiste ad una molteplicità (anche questo termine è usato di proposito!), cioè tre oppure due, di allineamenti Giove-Saturno. Come ho dimostrato, ripeto dimostrato (al 6° Convegno annuale della Società Italiana di Archeo-astronomia, 22-23 settembre 2006), questo particolare fenomeno astronomico, che dura sette-otto mesi, era allegorizzato nell'antichità - almeno fino al tempo di Costantino, 332-333 - nell'immagine della fenice. The phoenix.
Quanto all'altro animale mitico cui ho già accennato anche in questo blog, cioè all'unicorno, .. beh .. se non è fenice allora è unicorno nel senso che (7° Convegno S.I.A., Roma 2007), se la congiunzione GS non appare come multipla perchè la Terra non viene a trovarsi in quel molto particolare settore angolare, allora si vedrà qui da Terra solo un rapido e fugace allineamento tra i due pianeti, come se [fantasia degli antichi indo-iranici] un celeste cavallo munito di corno in fronte lo puntasse brevemente verso Terra.
Insomma da un punto di vista astroNomico le congiunzioni Giove-Saturno sono sostanzialmente di due tipi, o multiple o singole. Ecco perchè i posters che ho presentato all'Università di Liverpool a fine marzo 2008, alla U.K. Classical Association Annual Conference, avevano il titolo Phoenix or Unicorn? Multiple or Single Jupiter-Saturn conjunctions, depending on the position of the Earth on its orbit.
mercoledì 6 maggio 2009
Proud member of the U.S. Heidegger Circle
Prima che questo 6 maggio 2009 si concluda, vorrei comunicare a tutti i miei lettori italiani ed europei di essere stato ammesso in data odierna, per iniziativa dell'associazione stessa, a membro del U.S. Heidegger Circle, che è in procinto di effettuare il suo 43° Annual Meeting presso la Xavier University di Cincinnati, Ohio.
Ho l'impressione che anche associazioni accademiche e facoltà universitarie italiane ed europee dovrebbero darsi una mossa a cercare di capire celermente in cosa consiste il nuovo paradigma ermeneutico che già da anni vado proponendo. Io sono disponibile a dare tutti i chiarimenti del caso.
Ho l'impressione che anche associazioni accademiche e facoltà universitarie italiane ed europee dovrebbero darsi una mossa a cercare di capire celermente in cosa consiste il nuovo paradigma ermeneutico che già da anni vado proponendo. Io sono disponibile a dare tutti i chiarimenti del caso.
martedì 5 maggio 2009
Il 43° Meeting del Heidegger Circle americano
Dall' 8 al 10 maggio, quindi alla fine di questa settimana, si svolgerà a Cincinnati (Ohio) il 43° Convegno annuale del Heidegger Circle degli Stati Uniti (http://www.heideggercircle.org/ ). Che siano arrivati al 43° incontro è segno che i percorsi di pensiero del filosofo della Foresta Nera intrigano molto anche gli americani, oltre che noi europei.
Qualche mese fa, prima che scadesse il termine del relativo Call for Papers, avevo pensato di inviare un Abstract proponendo le mie nuove interpretazioni del pensiero e della produzione heideggeriana. Poi mi sono detto che per quest'anno c'è già il congresso di Berlino della FIEC e che sarebbe stato forse più opportuno adottare la soluzione del blog per cercare di diffondere le mie tesi.
Spero ora che siano gli amici americani a venire da me, innanzitutto visitando e facendo visitare questo blog, e che magari - se proprio vogliono saperne di più - m'invitino l'anno prossimo al loro 44th Annual Meeting. Io sarò lieto di accettare.
Qualche mese fa, prima che scadesse il termine del relativo Call for Papers, avevo pensato di inviare un Abstract proponendo le mie nuove interpretazioni del pensiero e della produzione heideggeriana. Poi mi sono detto che per quest'anno c'è già il congresso di Berlino della FIEC e che sarebbe stato forse più opportuno adottare la soluzione del blog per cercare di diffondere le mie tesi.
Spero ora che siano gli amici americani a venire da me, innanzitutto visitando e facendo visitare questo blog, e che magari - se proprio vogliono saperne di più - m'invitino l'anno prossimo al loro 44th Annual Meeting. Io sarò lieto di accettare.
lunedì 4 maggio 2009
Il fondamento fisico della nuova ermeneutica filosofico-metafisica
Ripensando al dogma centrale della biologia molecolare, enunciato qualche decennio fa quando gli studi biologici incominciavano a rivoluzionarsi per effetto delle scoperte sugli acidi nucleici, avevo pensato inizialmente di intitolare questo post Dogma centrale della nuova ermeneutica filosofico-metafisica.
Dato però che noi razionalisti cerchiamo sempre di dare spiegazioni e dimostrazioni logiche e comprensibili delle nostre affermazioni, mi è sembrato più giusto abbandonare il termine dogma e dare al messaggio il titolo che leggete.
Enuncerò allora così il fondamento fisico della nuova ermeneutica filosofico-metafisica :
L' (ess)ente fisico preso a base della metafisica (occidentale e non), cioè l'ente i cui vari modi d'essere, cioè di occorrere, sono consapevolmente o inconsapevolmente oggetto di speculazioni filosofico-religiose da millenni (almeno dal periodo assiale dell'umanità, ovvero dai tempi dei filosofi presocratici, e fino ad Heidegger ed oltre), quell'ente fisico è la congiunzione tra i pianeti Giove e Saturno, cioè l'insieme dei due pianeti (entrambi visibili ad occhio nudo) visto o pensato nei giorni e nei mesi del loro unico allineamento ovvero dei loro 2-3 consecutivi allineamenti rispetto a Terra.
Mi sembra per ora di aver detto abbastanza e dunque chiudo qui. Di come l' (ess)ente è e può essere o non essere, della sua doxa e del senso della sua aletheia, di come parli e di cosa dica, ... di tutte queste belle cose parleremo prossimamente. Sempre prossimamente faremo magari anche qualche considerazione di natura estetica o linguistica.
Dato però che noi razionalisti cerchiamo sempre di dare spiegazioni e dimostrazioni logiche e comprensibili delle nostre affermazioni, mi è sembrato più giusto abbandonare il termine dogma e dare al messaggio il titolo che leggete.
Enuncerò allora così il fondamento fisico della nuova ermeneutica filosofico-metafisica :
L' (ess)ente fisico preso a base della metafisica (occidentale e non), cioè l'ente i cui vari modi d'essere, cioè di occorrere, sono consapevolmente o inconsapevolmente oggetto di speculazioni filosofico-religiose da millenni (almeno dal periodo assiale dell'umanità, ovvero dai tempi dei filosofi presocratici, e fino ad Heidegger ed oltre), quell'ente fisico è la congiunzione tra i pianeti Giove e Saturno, cioè l'insieme dei due pianeti (entrambi visibili ad occhio nudo) visto o pensato nei giorni e nei mesi del loro unico allineamento ovvero dei loro 2-3 consecutivi allineamenti rispetto a Terra.
* * *
Mi sembra per ora di aver detto abbastanza e dunque chiudo qui. Di come l' (ess)ente è e può essere o non essere, della sua doxa e del senso della sua aletheia, di come parli e di cosa dica, ... di tutte queste belle cose parleremo prossimamente. Sempre prossimamente faremo magari anche qualche considerazione di natura estetica o linguistica.
mercoledì 29 aprile 2009
Phoenix and Unicorn (Monokeros) were allegories of Jupiter-Saturn conjunctions

This post is thought mainly (but not only) for readers who have difficulties with the Italian language and who would like to know something more about the central theses of the new historical-philosophical-religious interpretative paradigm based on Jupiter-Saturn conjunctions I'm proposing since some years.
For the sake of simplicity I'll give some links to the site of the F.I.E.C. Fédération Internationale des Associations d'Etudes classiques (Int. Feder. of the Societies of Classical Studies), Federation which invited me to explain my theses at its next five-yearly congress (Berlin, August 2009).
Here you can find an overwiev of the congress panels/sessions:
http://www.fiec2009.org/programm_provisorisch.html
here the list of all Invited Speakers of Panel 17 (Recent Discoveries):
http://www.fiec2009.org/panel17.html
and here the Abstract I sent one year ago answering to the Call for Papers of the Congress, abstract in which I gave summarizing details of my theses:
http://www.fiec2009.org/proposals/decesaris.pdf
I hope that all English-speaking readers will find interesting my new interpretative proposals of these two millenary miths and that they will begin to follow this blog and these ideas.
And - please - partecipate to the statistical survey: let me know from where you are reading this good-will Italian.
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sabato 25 aprile 2009
I filosofi e l'essere
Emblematica della difficoltà che generalmente hanno i filosofi a comprendere fino in fondo e a trattare le questioni dell'essere, anzi "la" questione dell'essere - la Seynsfrage - riproposta con insistenza da Heidegger a partire dal 1927, è questa poesia del prof. Michele Borrelli del Dipartimento di filosofia dell'Università della Calabria:
A Martin Heidegger: Lichtung
L'essere
hai detto
è tempo
e non può dirsi
perchè ogni definizione
è perderlo.
L'essere
hai detto
è storia
ma non storia dell'uomo
storia di se stesso.
L'essere
hai detto
è voce di sè
e tu essere umano
puoi porti in suo ascolto
solo se esso a te si rivela
affinchè la verità sua
e solo sua
a te si dischiuda.
Ma dimmi essere
se noi ti abbiamo obliato
come il tuo scopritore
della Selva Nera dice
tu perchè ci hai abbandonato?
Perchè ti nascondi e poi
timidamente come un bambino
che gioca riappari
per nasconderti di nuovo nel corso della storia?
Se la storia è storia
di te
quando avverrà l'evento
in cui noi siam con te e tu con noi?
Quando ascolteremo la tua voce tal che
il tuo Anklang
è per noi luce?
Essere
tu che della verità
sei l'evento
perchè non rischiari i nostri cuori
affinchè siam di te veri pastori?
--
---
mercoledì 22 aprile 2009
Gestirn des Seins - 'Costellazione' dell'essere
Alla fine di dicembre 1888 - primi di gennaio del 1889, prima di lasciarsi definitivamente andare alla sua incombente follia, Nietzsche porta a termine e spedisce all'editore i Ditirambi di Dioniso, di recente pubblicati in Italia a cura di Sossio Giametta.
Sfogliando il libricino della BUR, così per farmi un'idea, una composizione in particolare mi ha colpito ed è Ruhm und Ewigkeit, cioè Fama ed Eternità, e di questa la terza e quarta lirica, nelle quali mi pare Nietzsche riveli chiaramente la natura astronomica dell'essere che lo aveva ispirato nella sua opera principale (Così parlò Zarathustra) e al quale affidava ora le sue speranze appunto di fama e di eternità.
Fama ed eternità (liriche 3 e 4)
Silenzio! -
Delle cose grandi - io vedo cose grandi! -
si deve tacere
o parlar grande!
parla grande, mia sapienza estasiata!
Io guardo in alto -
Lì ruotano mari di luce:
oh notte, oh silenzio, oh chiasso muto come la morte!...
Io vedo un segno-,
dalle più remote lontananze
scende lentamente scintillando una costellazione verso di me ...
Suprema costellazione dell'essere!
Tavola di eterne figure!
Tu vieni a me?
Quel che nessuno ha scorto,
la tua muta bellezza,-
come, essa non fugge davanti ai miei sguardi?
Stemma della necessità!
Tavola di eterne figure!
- ma tu lo sai bene:
ciò che tutti odiano,
ciò che io solo amo,
che tu sia eterno;
che tu sia necessario!
Il mio amore s'accende
eternamente solo per la necessità.
Stemma della necessità!
Suprema costellazione dell'essere!
- che nessun desiderio raggiunge,
che nessun No contamina,
eterno Sì dell'essere,
eternamente sono io il tuo Sì:
giacchè io ti amo, o Eternità!--
Ecco, questo è il testo tradotto da S. Giametta. Io avrei tradotto Schild con 'scudo' invece che con 'stemma' e Gestirn non con 'costellazione', perchè - questo ormai lo so con certezza - non fu una costellazione nè un generico astro celeste ad ispirare a Nietzsche Aurora e Zarathustra nel 1880-81. Ma di questo parleremo in una prossima occasione, anche perchè sto ancora sistematizzando le mie idee complessive su Nietzsche.
Sfogliando il libricino della BUR, così per farmi un'idea, una composizione in particolare mi ha colpito ed è Ruhm und Ewigkeit, cioè Fama ed Eternità, e di questa la terza e quarta lirica, nelle quali mi pare Nietzsche riveli chiaramente la natura astronomica dell'essere che lo aveva ispirato nella sua opera principale (Così parlò Zarathustra) e al quale affidava ora le sue speranze appunto di fama e di eternità.
Fama ed eternità (liriche 3 e 4)
Silenzio! -
Delle cose grandi - io vedo cose grandi! -
si deve tacere
o parlar grande!
parla grande, mia sapienza estasiata!
Io guardo in alto -
Lì ruotano mari di luce:
oh notte, oh silenzio, oh chiasso muto come la morte!...
Io vedo un segno-,
dalle più remote lontananze
scende lentamente scintillando una costellazione verso di me ...
Suprema costellazione dell'essere!
Tavola di eterne figure!
Tu vieni a me?
Quel che nessuno ha scorto,
la tua muta bellezza,-
come, essa non fugge davanti ai miei sguardi?
Stemma della necessità!
Tavola di eterne figure!
- ma tu lo sai bene:
ciò che tutti odiano,
ciò che io solo amo,
che tu sia eterno;
che tu sia necessario!
Il mio amore s'accende
eternamente solo per la necessità.
Stemma della necessità!
Suprema costellazione dell'essere!
- che nessun desiderio raggiunge,
che nessun No contamina,
eterno Sì dell'essere,
eternamente sono io il tuo Sì:
giacchè io ti amo, o Eternità!--
Ecco, questo è il testo tradotto da S. Giametta. Io avrei tradotto Schild con 'scudo' invece che con 'stemma' e Gestirn non con 'costellazione', perchè - questo ormai lo so con certezza - non fu una costellazione nè un generico astro celeste ad ispirare a Nietzsche Aurora e Zarathustra nel 1880-81. Ma di questo parleremo in una prossima occasione, anche perchè sto ancora sistematizzando le mie idee complessive su Nietzsche.
Appello a colleghi e studenti del prof. Volpi
Mi farebbe molto piacere se qualche collega del prof. Volpi o qualche suo assistente o studente prendesse contatto con me. Potrei accennargli qualcosa di quel che avrei detto al Prof se avesse avuto il tempo di incontrarmi, potrei suggerire qualche linea di ricerca, potremmo vedere di organizzare lì a Padova qualche attività didattica sulle tematiche che vedete trattate in questo blog ...
Fatemi sapere, senza timori, o privatamente o lasciando qualche commento a questo post.
E .. votate al sondaggio, per favore!
Fatemi sapere, senza timori, o privatamente o lasciando qualche commento a questo post.
E .. votate al sondaggio, per favore!
mercoledì 15 aprile 2009
Remembering Franco Volpi
Come ormai tutti sapranno il prof. Franco Volpi è morto ieri pomeriggio, martedi 14 aprile 2009, all'ospedale di Vicenza, ov'era stato ricoverato il lunedì di Pasqua dopo un incidente occorsogli mentre andava sulla sua bici da corsa.
Io non ho fatto in tempo a conoscerlo personalmente, purtroppo, anche se appena un paio di settimane fa ci eravamo scambiate le e-mail di cui dirò, dandoci appuntamento a "dopo l'estate". L'avevo conosciuto dalle opere di Heidegger da lui curate o tradotte (Contributi alla filosofia, Segnavia, ..) e da qualche intervista pubblicata su carta o in video.
Come ho detto in un post precedente, stavo cercando di mettermi in contatto con lui già nell'ultima settimana di marzo, ma avevo in quei giorni difficoltà di collegamento internet per un cambio di gestore telefonico. Il 1° aprile alle 18.14 riuscii a scrivergli:
"Egr. Professor Volpi,
dopo alcuni mesi di lettura di Heidegger, sono pienamente convinto di conoscere la chiave per capire ed interpretare la sua ermetica filosofia e di questo mi piacerebbe parlare con Lei. Per avere un'idea dell'ambito con il quale penso collegata la filosofia heideggeriana può intanto dare un'occhiata ai seguenti blog e sito:
http://giuseppedecesaris.blogspot.com/
http://www.keybooks.it/
I miei recap. tel. sono xxxx xxx xxx oppure xxxyyyxxxz.
Grazie e cordiali saluti, Giuseppe De Cesaris"
Non passò neppure un'ora e alle 19.13 dello stesso 1° aprile 2009 ricevetti la seguente risposta:
"Rallegramenti!
Purtroppo i miei ricevimenti sono tutti già occupati fino al termine delle lezioni, giacché il corso di quest'anno è particolarmente affollato.
Poi sarò impegnato all'estero per vari mesi, ma spero di essere più libero al mio rientro.
Le faccio intanto i miei migliori auguri,
FV"
Quando, dopo qualche giorno (il 4 aprile alle 12.38), riuscii di nuovo a collegarmi con la chiavetta-modem della rete dei cellulari, gli scrissi:
"Grazie, Prof., per la sua sollecita risposta. Io mi scuso, invece, ma al momento ho qualche problema di collegamento legato ad un cambio di gestore telefonico.
"La prego di volermi riservare veramente un po' del suo tempo in autunno, perchè credo ... ..."
Continuavo sostenendo la serietà ed il rigore delle mie ricerche e gli raccomandavo comunque di affacciarsi di tanto in tanto su questo mio blog.
Rispondendo di nuovo sollecitamente, alle 16.29 di quello stesso 4 aprile mi scriveva per email:
"Ancora rallegramenti e ci sentiremo più avanti, dopo l'estate,
FV"
Capite perchè ora, solo dieci-undici giorni dopo lo scambio di queste e-mail (che - ammetto - mi avevano molto gratificato), mi fa un certo strano effetto leggere che il prof. Volpi è stato dichiarato morto e gli sono già stati espiantati "tutti gli organi utili" ??
A chi ora racconterò delle mie intuizioni, ricerche e scoperte su Heidegger, su Nietzsche, su Hoelderling e su tutta la catena degli iniziati dell'essere?
Io non ho fatto in tempo a conoscerlo personalmente, purtroppo, anche se appena un paio di settimane fa ci eravamo scambiate le e-mail di cui dirò, dandoci appuntamento a "dopo l'estate". L'avevo conosciuto dalle opere di Heidegger da lui curate o tradotte (Contributi alla filosofia, Segnavia, ..) e da qualche intervista pubblicata su carta o in video.
Come ho detto in un post precedente, stavo cercando di mettermi in contatto con lui già nell'ultima settimana di marzo, ma avevo in quei giorni difficoltà di collegamento internet per un cambio di gestore telefonico. Il 1° aprile alle 18.14 riuscii a scrivergli:
"Egr. Professor Volpi,
dopo alcuni mesi di lettura di Heidegger, sono pienamente convinto di conoscere la chiave per capire ed interpretare la sua ermetica filosofia e di questo mi piacerebbe parlare con Lei. Per avere un'idea dell'ambito con il quale penso collegata la filosofia heideggeriana può intanto dare un'occhiata ai seguenti blog e sito:
http://giuseppedecesaris.blogspot.com/
http://www.keybooks.it/
I miei recap. tel. sono xxxx xxx xxx oppure xxxyyyxxxz.
Grazie e cordiali saluti, Giuseppe De Cesaris"
Non passò neppure un'ora e alle 19.13 dello stesso 1° aprile 2009 ricevetti la seguente risposta:
"Rallegramenti!
Purtroppo i miei ricevimenti sono tutti già occupati fino al termine delle lezioni, giacché il corso di quest'anno è particolarmente affollato.
Poi sarò impegnato all'estero per vari mesi, ma spero di essere più libero al mio rientro.
Le faccio intanto i miei migliori auguri,
FV"
Quando, dopo qualche giorno (il 4 aprile alle 12.38), riuscii di nuovo a collegarmi con la chiavetta-modem della rete dei cellulari, gli scrissi:
"Grazie, Prof., per la sua sollecita risposta. Io mi scuso, invece, ma al momento ho qualche problema di collegamento legato ad un cambio di gestore telefonico.
"La prego di volermi riservare veramente un po' del suo tempo in autunno, perchè credo ... ..."
Continuavo sostenendo la serietà ed il rigore delle mie ricerche e gli raccomandavo comunque di affacciarsi di tanto in tanto su questo mio blog.
Rispondendo di nuovo sollecitamente, alle 16.29 di quello stesso 4 aprile mi scriveva per email:
"Ancora rallegramenti e ci sentiremo più avanti, dopo l'estate,
FV"
Capite perchè ora, solo dieci-undici giorni dopo lo scambio di queste e-mail (che - ammetto - mi avevano molto gratificato), mi fa un certo strano effetto leggere che il prof. Volpi è stato dichiarato morto e gli sono già stati espiantati "tutti gli organi utili" ??
A chi ora racconterò delle mie intuizioni, ricerche e scoperte su Heidegger, su Nietzsche, su Hoelderling e su tutta la catena degli iniziati dell'essere?
lunedì 30 marzo 2009
Ancora su Tacito e sulla fenice del 34-35 d.C.
Sì, perchè tra i miei molti libri ho ritrovato la traduzione italiana di quel passo degli Annali di Cornelio Tacito cui ho accennato nel post precedente. In Annali 6.28 scrive dunque Tacito:
"Sotto il consolato di Paolo Fabio e di L. Vitellio ricomparve in Egitto, dopo lungo corso di secoli, la fenice, l'uccello i cui prodigi offersero ai sapienti del paese e di Grecia tanta materia di discussione. Di ciò su cui essi convengono, e del più che rimane tuttavia dubbio ma che non è fuor di luogo conoscere, io voglio qui parlare. Quanti, di codesto animale consacrato al Sole, ... ..." .
Ricorda poi le disparità di pareri sull'aspetto dell'uccello sacro di Eliopoli, sull'intervallo di tempo tra una sua apparizione e l'altra, una serie di apparizioni datate verificatesi al tempo dei faraoni Sesostri I, Amasi e Tolomeo III e - con un po' di scetticismo - una serie di particolari sul presunto processo di morte e resurrezione della fenice dalle sue ceneri. Conclude poi il capitolo 28 del VI libro scrivendo:
"Ma tutto ciò è malcerto, e di troppe fantasie colorito: quel ch'è indubbio, è che di tempo in tempo la fenice è vista in Egitto."
Come si vede, pur nutrendo un certo scetticismo su alcuni particolari della vicenda, Tacito da storico scrupoloso riporta (si tenga presente che egli scrive verso il 114 d.C.) la notizia venuta ottant'anni prima dall'Egitto, ma di cui si era evidentemente conservato il ricordo anche a Roma, della ricomparsa del misterioso e sacro volatile nell'anno di quei consoli che gli storici ci dicono oggi essere il 34 d.C.
E' con un certo senso di emozione, di soddisfazione e di fierezza, lo stesso senso che provai qualche anno fa quando raggiunsi la certezza dell'esattezza dei miei risultati, è con questo senso che ne scrivo oggi qui, convinto che questi miei studi e questi miei risultati saranno di aiuto e di base per quelli di tanti altri studiosi, in ogni parte del mondo.
Per concludere vorrei dire che mi piacerebbe se tra i miei lettori ci fosse anche la prof.ssa Elisabeth Keitel, che giusto dieci anni fa scrisse sull'American Journal of Philology (vol. 120, n. 3 (Fall 1999), The Johns Hopkins Univ. Press) un articolo dal titolo: The Non-Appearance of the Phoenix at Tacitus' Annals 6.28.
Invece, secondo me, non solo è vero quel che scrive Tacito in Annals 6.28 e cioè che la fenice apparve in Egitto (ove evidentemente avevano occhi per vederla), ma oggi - grazie, modestamente, alle mie ricerche - siamo anche in grado mediante i software astronomici disponibili anche in rete di studiare ogni aspetto di quel ritorno del sacro e mitico volatile.
"Sotto il consolato di Paolo Fabio e di L. Vitellio ricomparve in Egitto, dopo lungo corso di secoli, la fenice, l'uccello i cui prodigi offersero ai sapienti del paese e di Grecia tanta materia di discussione. Di ciò su cui essi convengono, e del più che rimane tuttavia dubbio ma che non è fuor di luogo conoscere, io voglio qui parlare. Quanti, di codesto animale consacrato al Sole, ... ..." .
Ricorda poi le disparità di pareri sull'aspetto dell'uccello sacro di Eliopoli, sull'intervallo di tempo tra una sua apparizione e l'altra, una serie di apparizioni datate verificatesi al tempo dei faraoni Sesostri I, Amasi e Tolomeo III e - con un po' di scetticismo - una serie di particolari sul presunto processo di morte e resurrezione della fenice dalle sue ceneri. Conclude poi il capitolo 28 del VI libro scrivendo:
"Ma tutto ciò è malcerto, e di troppe fantasie colorito: quel ch'è indubbio, è che di tempo in tempo la fenice è vista in Egitto."
Come si vede, pur nutrendo un certo scetticismo su alcuni particolari della vicenda, Tacito da storico scrupoloso riporta (si tenga presente che egli scrive verso il 114 d.C.) la notizia venuta ottant'anni prima dall'Egitto, ma di cui si era evidentemente conservato il ricordo anche a Roma, della ricomparsa del misterioso e sacro volatile nell'anno di quei consoli che gli storici ci dicono oggi essere il 34 d.C.
E' con un certo senso di emozione, di soddisfazione e di fierezza, lo stesso senso che provai qualche anno fa quando raggiunsi la certezza dell'esattezza dei miei risultati, è con questo senso che ne scrivo oggi qui, convinto che questi miei studi e questi miei risultati saranno di aiuto e di base per quelli di tanti altri studiosi, in ogni parte del mondo.
Per concludere vorrei dire che mi piacerebbe se tra i miei lettori ci fosse anche la prof.ssa Elisabeth Keitel, che giusto dieci anni fa scrisse sull'American Journal of Philology (vol. 120, n. 3 (Fall 1999), The Johns Hopkins Univ. Press) un articolo dal titolo: The Non-Appearance of the Phoenix at Tacitus' Annals 6.28.
Invece, secondo me, non solo è vero quel che scrive Tacito in Annals 6.28 e cioè che la fenice apparve in Egitto (ove evidentemente avevano occhi per vederla), ma oggi - grazie, modestamente, alle mie ricerche - siamo anche in grado mediante i software astronomici disponibili anche in rete di studiare ogni aspetto di quel ritorno del sacro e mitico volatile.
sabato 28 marzo 2009
The phoenix in Tacitus' Annals 6.28
In questi giorni di primavera di quello che ora chiamiamo anno 35 d.C., cioè verso la fine del regno di Tiberio, stava terminando un fenomeno astronomico memorabile (quello riportato sinteticamente nel diagramma sottostante) che era iniziato nell'autunno del 34 d.C.: si tratta precisamente, come si vede dal diagramma, di una congiunzione doppia tra Giove e Saturno, verificatasi sullo sfondo della costellazione del Leone.

Secondo l'interpretazione astronomica che io ho dato del mito della fenice (interpretazione che ho presentato per la prima volta al VI Convegno annuale della Società Italiana di Archeoastronomia, Univers. del Molise, Campobasso 22-23 sett.2006), proprio a questo fenomeno fa riferimento il capitolo 28 del libro VI degli Annali di Tacito, che riporta la ricomparsa in Egitto del mitico uccello sacro di Heliopolis nell'anno 34:
"Paulo Fabio L. Vitellio consulibus post longum saeculorum ambitum avis phoenix in Aegyptum venit praebuitque materiem doctissimis indigenarum et Graecorum multa super eo miraculo disserendi. ..." (Annals 6.28).
La tesi ch'io ormai da anni sostengo (e di cui ho dato al citato convegno ampia dimostrazione) è precisamente che la fenice sia stata nell'antichità immagine allegorica di un ben determinato fenomeno astronomico, quello delle congiunzioni multiple - cioè triple o doppie - tra Giove e Saturno.
Come si vede dal diagramma della congiunzione G-S del 34-35, in quest'occasione si ebbero soltanto due allineamenti tra i due grandi pianeti, perchè a causa della posizione della Terra sulla sua orbita l'oscillazione di moto retrogrado di Giove non fu tale da portarlo alla destra del 'padre' Saturno.
Altra particolarità di questa congiunzione fu quella che il secondo allineamento (corrispondente al secondo minimo della curva in rosso del soprastante diagramma) si ebbe - caso più unico che raro da un punto di vista astronomico - in coincidenza con il primo plenilunio dopo l'equinozio di primavera, cioè proprio nei giorni di Pesach/Pasqua, nei primi giorni di aprile del 35.
Credo per ora di aver detto già abbastanza, per cui saluto tutti, augurando a tutti una buona notte.

Secondo l'interpretazione astronomica che io ho dato del mito della fenice (interpretazione che ho presentato per la prima volta al VI Convegno annuale della Società Italiana di Archeoastronomia, Univers. del Molise, Campobasso 22-23 sett.2006), proprio a questo fenomeno fa riferimento il capitolo 28 del libro VI degli Annali di Tacito, che riporta la ricomparsa in Egitto del mitico uccello sacro di Heliopolis nell'anno 34:
"Paulo Fabio L. Vitellio consulibus post longum saeculorum ambitum avis phoenix in Aegyptum venit praebuitque materiem doctissimis indigenarum et Graecorum multa super eo miraculo disserendi. ..." (Annals 6.28).
La tesi ch'io ormai da anni sostengo (e di cui ho dato al citato convegno ampia dimostrazione) è precisamente che la fenice sia stata nell'antichità immagine allegorica di un ben determinato fenomeno astronomico, quello delle congiunzioni multiple - cioè triple o doppie - tra Giove e Saturno.
Come si vede dal diagramma della congiunzione G-S del 34-35, in quest'occasione si ebbero soltanto due allineamenti tra i due grandi pianeti, perchè a causa della posizione della Terra sulla sua orbita l'oscillazione di moto retrogrado di Giove non fu tale da portarlo alla destra del 'padre' Saturno.
Altra particolarità di questa congiunzione fu quella che il secondo allineamento (corrispondente al secondo minimo della curva in rosso del soprastante diagramma) si ebbe - caso più unico che raro da un punto di vista astronomico - in coincidenza con il primo plenilunio dopo l'equinozio di primavera, cioè proprio nei giorni di Pesach/Pasqua, nei primi giorni di aprile del 35.
Credo per ora di aver detto già abbastanza, per cui saluto tutti, augurando a tutti una buona notte.
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sabato 21 marzo 2009
Benedizioni celesti sulla Nova Roma
Come scrisse Iohannes Saresberiensis, cioè Giovanni di Salisbury, nel suo Policraticus I, 13 "...Nova Roma visa phoenice felicioribus auspiciis condita est." La Nuova Roma, cioè Costantinopoli, venne insomma fondata, edificata sotto i migliori, i più felici e promettenti auspici, con avvistamento e visita della fenice stessa.

Il grafico che vedete dimostra quale sia - secondo il nuovo paradigma storiografico che ormai da anni vado proponendo - la fenice apparsa nelle notti (e sì, perchè la fenice appare di notte e si dilegua al mattino! è un uccello notturno!!) dei mesi a cavallo tra l'anno 332 e l'anno 333, cioè mentre si andava edificando la nuova capitale imperiale: una congiunzione Giove-Saturno tripla nella costellazione della Vergine.
Come risulta dal grafico soprastante (realizzato dallo scrivente con l'utilizzo di un software planetario), i tre allineamenti tra i due pianeti si ebbero alle date:
20 novembre 332 (quando la longitudine di Giove superò per la prima volta quella di Saturno),
9 aprile 333 (quando Giove, mentre entrambi i pianeti erano in fase di moto retrogrado, tornò alla destra del 'padre' Saturno) e al
16 giugno 333 (quando Giove superò Saturno per la seconda volta in fase di moto progressivo).
Se qualcosa di quanto ho scritto non vi fosse chiaro, non esitate a porre domande. Ricordate poi che qualsiasi commento è auspicato e gradito.

Il grafico che vedete dimostra quale sia - secondo il nuovo paradigma storiografico che ormai da anni vado proponendo - la fenice apparsa nelle notti (e sì, perchè la fenice appare di notte e si dilegua al mattino! è un uccello notturno!!) dei mesi a cavallo tra l'anno 332 e l'anno 333, cioè mentre si andava edificando la nuova capitale imperiale: una congiunzione Giove-Saturno tripla nella costellazione della Vergine.
Come risulta dal grafico soprastante (realizzato dallo scrivente con l'utilizzo di un software planetario), i tre allineamenti tra i due pianeti si ebbero alle date:
20 novembre 332 (quando la longitudine di Giove superò per la prima volta quella di Saturno),
9 aprile 333 (quando Giove, mentre entrambi i pianeti erano in fase di moto retrogrado, tornò alla destra del 'padre' Saturno) e al
16 giugno 333 (quando Giove superò Saturno per la seconda volta in fase di moto progressivo).
Se qualcosa di quanto ho scritto non vi fosse chiaro, non esitate a porre domande. Ricordate poi che qualsiasi commento è auspicato e gradito.
giovedì 19 marzo 2009
Das Wesen vom Grund
Un piccolo aggiornamento del blog in attesa di avere un po' più di tempo da dedicargli/vi.
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