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martedì 25 agosto 2026

IN QUESTI GIORNI UNA RICORRENZA STORICA FONDAMENTALE: 1991 ANNI DALLA CONVERSIONE DI PAOLO DI TARSO ALL' EU-CHARIS, CIOè ALL' ELIOCENTRISMO

Dall'inizio del II sec. aC era sorta tra i sacerdoti gerosolimitani una divergenza su quale fosse il modo giusto di adorare la divinità giudaica costituita dalla coppia planetaria Giove-Saturno in congiunzione ventennale. Un folto gruppo di sacerdoti (poi emigrati a Qumran, sulle rive del Mar Morto) incominciò a credere che non si dovessero più adorare le tradizionali mosaiche congiunzioni G-S singole, ma piuttosto le congiunzioni G-S multiple quelle che avvenivano quando i due pianeti, manifestando anche un moto retrogrado si univano, si congiungevano, si allineavano rispetto alla Terra due volte e talora perfino tre volte! Questo tipo di manifestazione del dio d' Israele sarà poi detto dai primi cristiani, seguaci dei dissidenti qumraniani, eu-charis ovvero la manifestazione giusta o anche la gloria di Dio. 

Poiché le congiunzioni Giove-Saturno singole avvengono quando i due pianeti mostrano solo moto progressivo rispetto a Terra durante la loro congiunzione, mentre quelle G-S multiple quando c'è anche moto retrogrado (prima detto ira di dio), indice di eliocentrismo, il punto nodale della divergenza giudei-cristiani in quel tempo era proprio sul dibattito fisico o di filosofia naturale geocentrismo-eliocentrismo.

La vicenda personale della cosiddetta conversione del 24-26enne ebreo osservante Saulo di Tarso e poi l'inizio del cristianesimo si spiegano con il fatto che egli fu spettatore e testimone della cristica congiunzione Giove-Saturno doppia del 34-35 (la fenice di cui scrive Tacito in Annali 6, 28), manifestazione celeste che ebbe il primo allineamento S-G-Terra il 5 ottobre 34 ed il secondo allineamento S-G-Terra il 2-3 aprile 35 (i due minimi della curva rossa del grafico ..). L' episodio della cosiddetta cristofania sulla via di Damasco va collocato a circa cinque mesi dopo il secondo allineamento G-S-T detto, quando la Terra che durante la congiunzione G-S stava tra i pianeti ed il Sole ha percorso ora (fine agosto 35) una metà della sua orbita e non permette più la visione dei due pianeti (ora a circa 9° uno dall'altro), 'oscurati' dalla grande potenza luminosa del Sole situato, visivamente da Terra, in mezzo a loro.

E' proprio nelle ore centrali di un giorno di 1991 anni fa (24-25 agosto 0035) che Paolo sentì chiamarsi sulla via di Damasco, "Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?, e che rimase quasi accecato dall'essersi rivolto in direzione del Sole, cercando di vedere chi lo stava chiamando da vicino o da dietro al Sole stesso. Questa descrizione letteraria degli Atti degli apostoli e le note autobiografiche delle sue Lettere autentiche riassumono la convinzione che Paolo aveva maturato durante durante e subito dopo l'osservazione della congiunzione G-S doppia del 34-35: era la Terra che girava intorno al Sole e non viceversa, come era sempre sembrato a prima vista e come egli finora aveva creduto.

Sulla propagazione di questa convinzione/'scoperta' di filosofia naturale (fisica), nucleo concettuale del cristianesimo originario, teologizzato come rivelazione di Gesù Cristo, Paolo di Tarso organizzò infaticabilmente tutta la sua vita, tanto da essere ritenuto da molti il vero fondatore del cristianesimo stesso. 

lunedì 7 maggio 2012

Per chi la Nuova ed Eterna Alleanza ? Per tutti o per molti?

E' recente una lettera del papa alla conferenza episcopale tedesca (ma presto se ne parlerà anche alla CEI) ove Benedetto XVI spiega come e perchè si dovrà presto cambiare la formula dell'Eucarestia nella messa. Il passo interessato è quello che il sacerdote pronuncia - ricordando le parole di Gesù nell'ultima cena - prima dell'elevazione del calice, quando dice:
"Prendete e bevetene tutti: questo è il calice del mio sangue, per la nuova ed eterna alleanza, versato per voi e per tutti in remissione dei peccati."
Per ragioni teologiche e, soprattutto, filologiche (molto discusse in verità dagli specialisti di greco, latino e lingue semitiche), quel "per tutti" introdotto da Paolo VI dopo il Concilio ecumenico Vaticano II andrebbe secondo papa Ratzinger riportato al precedente "per molti", il che comunque non metterebbe in discussione l'universalità della salvezza, essendo Gesù - come dice anche s. Paolo, ricorda il papa - morto per tutti.
Ai filologi e teologi impegnati in questa dotta discussione, vorrei modestamente ricordare la mia opinione sulla nuova ed eterna alleanza oggetto del cosiddetto Nuovo Testamento: trattasi puramente e semplicemente della concezione eliocentrica della struttura del sistema planetario, derivante da una nuova interpretazione astronomica dell'evento che costituiva la teofania giudaica del tempo, le congiunzioni Giove-Saturno. Dice infatti Paolo, significando il superamento del geocentrismo: "... la nostra abitazione terrena è una tenda che si demolisce, .." [2Cor 5,1].
Rivelatrice al riguardo, tra le altre, è inoltre anche la frase di 2Cor ove Paolo dice che ".. i figli di Israele non poterono fissare gli occhi nel volto di Mosè per la gloria, ora dissolta, del suo volto, .." [2Cor 3,7-8]. Il glorioso Mosè, insomma, era (qui) invisibile esattamente come l'unicorno invisibile di cui ho parlato/scritto in altre parti di questo blog ovvero come il meridiano Dioniso degli ateniesi. E' appena il caso ch'io ricordi qui che le congiunzioni G-S singole hanno sempre luogo con i due pianeti in fase di moto progressivo, a volte in pieno giorno, che esse sono le più numerose e che esse inducono a pensare che il sistema planetario sia geocentrico.

La posizione teologica del papa attuale, maturata anche a causa dei sensi di colpa per la Shoah del secolo passato e tesa ad una riconciliazione con il mondo ebraico, è quella di sostenere che va superata la rigida antitesi paolina [sviluppata soprattutto in 2Cor 3, 4-18 e Gal 4, 21-31] tra le alleanze del Vecchio e Nuovo Testamento, essendo stata quella mosaica solo una temporanea alleanza, "sopraggiunta in seguito" (Rm 5,20) a scalfire appena la sostanziale continuità tra l'alleanza con Abramo, fondamentale e permanente, e quella stabilita da Cristo. Detto in altre parole, alla luce del mio paradigma ermeneutico, non sarebbe vera l'ostinazione geocentrica del mondo giudaico in epoca romano-imperiale, perchè anche nella Bibbia veterotestamentaria si rinverrebbero - come di fatto si rinvengono - tracce ed anticipazioni del dibattito geocentrismo/eliocentrismo, con prese di posizione (ancorchè ermetiche) a favore di quest'ultimo.
Rispetto a quanto precede mi appare sostanzialmente contraddittoria (e da marcia indietro) la recente puntualizzazione papalina sulla necessità di un ritorno alla formula preconciliare della preghiera di consacrazione eucaristica di cui all'inizio di questo articolo, non essendovi alcun dubbio - a mio parere - che il portato delle rivelazioni di Cristo in merito alla struttura eliocentrica del sistema planetario era, è e sarà in ogni tempo rivolto e destinato all'intera umanità, senza eccezione alcuna.

E sarebbe proprio ora - per chi siede in alte cattedre - chiarire ciò a tutti e con tutti i mezzi, invece di trastullarsi e gingillarsi con filologiche minuzie su testi di assai dubbia origine e trasmissione.