giovedì 15 aprile 2010

Bell'incontro-dibattito su Ipazia

Ho partecipato ieri pomeriggio 14 aprile all'affollatissimo incontro-dibattito che si è svolto a Roma, nella stupenda Sala Igea di Palazzo Mattei, sede - tra l'altro - dell'Istituto dell'Enciclopedia Italiana fondato da G. Treccani.

Quest'incontro è stato il primo dei tre (gli altri due si terranno a Milano il 20 e a Genova il 21) programmati dalla Mikedo Film in occasione dell'attesa uscita anche in Italia di Agorà, il film su Ipazia dello spagnolo A. Amenabar, prevista per il 23 aprile.

A turni di 15-20 min hanno parlato di Ipazia cinque relatori di alto livello, nell'ordine Luciano Canfora, Silvia Ronchey, Giulio Giorello, Gabriella Caramore e Carlo Ossola, mentre fungeva da moderatore-presentatore il giornalista Antonio Gnoli. Da tutti gli interventi e dalla proiezione di spezzoni del film è emerso chiaramente quanto fosse caotica e pericolosa l'atmosfera ad Alessandria d'Egitto una ventina di anni dopo che il cristianesimo era stato dichiarato religione di stato (Teodosio 391-392), cento anni dopo che Costantino lo aveva ammesso (313) come religio licita, una tra le altre i cui culti erano permessi.

In un clima di montante fondamentalismo, alimentato e gestito prima dal vescovo Teofilo, poi - a partire dall' ottobre 412 - dall'ancor più fanatico nipote Cirillo, l'estremismo cristiano si riversò dapprima sulla comunità ebraica della città e poi su quella pagana, che aveva Ipazia - filosofa, astronoma e matematica, oltre che bella donna - come esponente di primissimo piano e la biblioteca del Serapeo come centro di riferimento culturale.

Dell'esito drammatico di questo acceso fondamentalismo cristiano alessandrino ho già detto in un post precedente. Le squadracce dei parabalanoi (chierici 'picchiatori' più che 'barellieri') al servizio di Cirillo, il futuro santo e Doctor Incarnationis (così lo proclamerà Leone XIII nel 1882), agirono sia su Ipazia che sulla Biblioteca con il vero e proprio intento di cancellarli per sempre dalla storia: la prima fu massacrata e letteralmente fatta a pezzi, la seconda -raccolta di tutta cultura elaborata fino a quel momento - incendiata e distrutta.

A distanza di ormai quasi sedici secoli da quei giorni drammatici del marzo 415 possiamo fortunatamente dire che nè l'una cosa nè l'altra è riuscita al Doctor Incarnationis Cirillo (citato con grande rispetto in Vaticano anche di recente): la memoria di Ipazia è ancora e sempre più viva, grazie alle opere (libri ed ora il film in arrivo) che continuamente la ricordano, e anche la Biblioteca di Alessandria d'Egitto è risorta con l'aiuto dell'Unesco e della comunità internazionale.
Il che dimostra che a lungo andare intolleranza e violenza non possono mai averla vinta.

martedì 13 aprile 2010

Repetita iuvant

Trascorsi parecchi mesi da quando li ho pubblicati qui per la prima volta e compiuti ormai i 2 anni interi da quando (27-30 marzo 2008) fui invitato ad esibirli ed illustrarli all'Università di Liverpool nel quadro della Classical Association Annual Conference 2008 del Regno Unito, mi sembra opportuno ri-pubblicare la coppia di posters che illustrano le mie interpretazioni astronomiche dei miti della fenice e dell'unicorno, interpretazioni astroNomiche che - come vado illustrando qui già da tempo - si stanno rivelando sempre più il solido fondamento di un interamente nuovo paradigma ermeneutico storico-filosofico, in altre parole la chiave di comprensione di tutta la Seinsgeschichte, dai tempi dei presocratici e fino ai giorni nostri (fino all'attentato a Giovanni Paolo II del 1981).
Ricordo che a queste stesse tematiche si mostrò interessata lo scorso anno anche la Fédération Internationale d'Etudes Classiques (F.I.E.C.), che inserì la mia relazione Phoenix and Monokeros were allegories of Jupiter-Saturn conjunctions nel programma ufficiale del FIEC 2009 Berlin, cioè del suo quinquennale congresso tenuto dal 24 al 29 agosto 2009 alla Humboldt-Universitaet zu Berlin.
Faccio infine sommessamente notare che cliccando sulle immagini dei posters, se ne può ottenere un ingrandimento che può anche essere stampato.

mercoledì 7 aprile 2010

Finalmente Bologna si è svegliata !!

I più attenti tra voi ricorderanno che alcuni mesi fa mi ero lamentato del fatto che da Bologna, sede dell'Alma Mater Studiorum, la più antica università italiana, provenissero pochi contatti verso questo blog e fugaci.

Apprendo perciò ora con grande piacere che tra le 42 diverse località italiane dalle quali questo blog è stato letto nell'ultimo mese Bologna occupa il _quarto_ posto, per numero di visite e numero di pagine lette. Segno che da quelle parti incominciano a prendere sul serio quel che su queste pagine si va dicendo o meglio .. rivelando e dimostrando.

Tra le prime dieci località di cui sopra, troviamo - prima di Bologna - Roma, Milano, Torino e dopo di essa Florence, Padova, Verona, Trento, Catania e Cosenza, segno che non vi sono grosse differenze - quanto a sensibilità culturale - tra nord, centro e sud d'Italia. Il che, con i tempi che corrono, mi pare molto positivo.

mercoledì 31 marzo 2010

De Seyn, deciphering Heidegger

Ecco, come promesso, l'articolo in inglese di undici pagine che - in forma adatta ad una 'blind review' - avevo inviato agli organizzatori del prossimo convegno annuale dell' Heidegger Circle statunitense (7-9 maggio p.v. a NY) e che, con mio grande disappunto, non è stato incluso tra le relazioni in programma al meeting stesso.

Giudicate voi stessi la quantità e qualità dei contributi che con questo articolo io apporto agli studi e alle ricerche non solo su Heidegger, ma anche su Nietzsche e su Hoelderlin, sulla caratterizzazione dei contrapposti atteggiamenti dionisiaco ed apollineo, sull' intera Seinsgeschichte.

Mi farebbe piacere qualche vostro commento/giudizio inviatomi all' indirizzo di posta elettronica
josephdc(at)tiscali(dot)it .






















































giovedì 25 marzo 2010

De Seyn, il nuovo titolo del blog

Come vedete, ora il blog ha un nuovo titolo ... anzi, direi, ha finalmente un titolo, visto che quello precedente indicava soltanto di chi era il blog, cioè chi era/è il blogger esternante. Ho voluto riprendere il titolo un po' latino e un po' tedesco della relazione non-inclusa tra quelle del programma del Meeting 2010 dell' Heidegger Circle a New York per sottolineare il fatto che qui si parla proprio dell'Essere di Heidegger, anche se non solo di esso. Non solo di esso, cioè non solo della ricorrenza che attendeva Heidegger, perchè - come correttamente anche se forse un po' genericamente ed indistintamente intuì il filosofo alemanno - l'Essere ha lunga, anzi lunghissima Seinsgeschichte e di questa, della fenomenologia delle singole ricorrenze e delle sue tante implicazioni filosofiche, religiose, storiche, letterarie, .. io vengo qui via via parlando e chiarendo.

Oggi ho scandito ('scannerizzato') l'intero articolo che, con quel titolo, avevo inviato agli americani e presto potrete leggerlo e scaricarlo dal blog, prima ancora magari di quanto potranno fare gli amici americani ai primi di maggio. Potrete così vedere come tutti i tasselli del puzzle dell'essere e del non essere si incastrano reciprocamente, quelli di Heidegger in particolare sia tra di loro che con quelli di Nietzsche e di Hoelderlin, in un quadro di grande chiarezza e coerenza.

Ecco questo volevo anticiparvi questa sera, cosa che ho fatto, per cui ora posso anche congedarmi da voi e chiudere la giornata. Buona notte a tutti, Giuseppe.

lunedì 22 marzo 2010

With great disappointment ...

... I heard some days ago that my paper, on which I had seriously worked for many months (perhaps one year), was not included in the conference program of the 2010 Annual Meeting of the U.S. Heidegger Circle, which will take place in New York in the days 7-8-9 May.

At this point, I see no reasons why I should not inform all the international philosophical community about this first work of mine on Heidegger's thought. I'll then publish here as soon as possible the whole article as it was sent (i.e. for blind review), but here are in the meantime title and abstract:

De Seyn, deciphering Heidegger's works and philosophy at the light of

Phenomenology and Temporality of Jupiter-Saturn conjunctions

Abstract

In this article the thesis is concretely defended that Heidegger's works and philosophy (but also Hoelderlin's ones and Nietzsche's one and the whole Seinsgeschichte) can be better understood, probably definitively understood, if interpreted at the light of the phenomenology and the temporality of a particular astronomical phenomenon which takes place at time intervals of a little while less than twenty years (19.859 years), precisely the conjunctions between the planets Jupiter and Saturn, both visible from Earth by the naked eye. XX century recurrences of this phenomenon during Heidegger's adult life happened in 1921, 1940-41 and 1961. Previous occurrences (very meaningfull for Hoelderlin and respectively for Nietzsche) took place in 1801-02 and in the spring 1881.

Startpoint of the interest in Heidegger's philosophy and basis for the present study have been the works and writings of G. De Cesaris, whose theses on the historical and philosophical hermeneutical relevance of these planetary events begin to be known also in university faculties and academic circle.

Curious (but until now not at all considered) is the fact that the central section of Sein un Zeit (section # 42 out of 83) can be interpreted as a sign left by Heidegger on his thought path to allow a future reconstruction of it just in the direction of this lecture. There, in section # 42, a Roman fable from Hyginus is reported, where nature, condition and belonging, the whole Dasein of the man, are derived from decisions taken in a fourfold meeting and talk among Cura, Jupiter, Saturn and Earth (Tellus).

venerdì 12 marzo 2010

Tiberius' phoenix (Tacitus' Annals 6.28)

"Paulo Fabio L. Vitellio consulibus post longum saeculorum ambitum auis phoenix in Aegyptum uenit praebuitque materiem doctissimis indigenarum et Graecorum multa super eo miraculo disserendi. ..."

"Sotto il consolato di Paolo Fabio e di L. Vitellio ricomparve in Egitto, dopo lungo corso di secoli, la fenice, l'uccello i cui prodigi offersero ai sapienti del paese e di Grecia tanta materia di discussione. ..."
"With Paulus Fabius and Lucius Vitellius as consuls, after a long cycle of centuries the phoenix came to Egypt and afforded material to the most learned of the natives and Greeks for holding forth at length on that marvel. ..."

Così inizia il capitolo 28 del libro VI degli Annali di Tacito, capitolo che - insieme ai seguenti capitoli 29 e 30 - è relativo all' Anno Domini 34. Questo capitolo è divenuto oggi importantissimo (grande Tacito!!) perchè esso riporta - anche se con un tono un po' scettico - ben quattro delle tredici apparizioni datate della fenice che mi hanno permesso di dimostrare che questo mitico uccello era l'immagine allegorica delle congiunzioni Giove-Saturno multiple. Chi mi segue con un po' di attenzione sa che con questa espressione intendo le congiunzioni G-S triple e doppie (o quasi-doppie), cioè quel tipo di congiunzioni che si hanno quando la Terra si interpone più o meno esattamente tra la coppia Giove-Saturno in congiunzione eliocentrica ed il Sole [si veda il relativo poster di Liverpool].

Vi è da dire che Tacito scriveva verso il 114, dunque circa ottant'anni dopo l'evento verificatosi verso la fine del regno di Tiberio e molti e moltissimi secoli dopo le altre apparizioni datate della fenice che riporta. Il fatto che tutte le sue citazioni si rivelino oggi esatte indica che da qualche parte (ove evidentemente Tacito aveva accesso) questi rari fenomeni astronomici venivano diligentemente annotati.
Come si vede chiaramente da questo diagramma, questa fu una congiunzione G-S (quasi)doppia, i cui due allineamenti in longitudine si ebbero il primo il 5 ottobre del 34 (con un angolo di separazione residuo tra i due pianeti di soli 26' 41", meno di un diametro lunare), il secondo sei mesi dopo, ai primi di aprile dell'anno successivo: 4 aprile 35, con angolo residuo di 26' 35".

Caso volle in quel fatidico anno 35, che ai primi di aprile stesse anche per verificarsi (si avrà infatti nella notte tra il 10 e l'11 aprile) il primo plenilunio dopo l'equinozio di primavera, cioè la pasqua ebraica, Pesach. Si ebbe dunque in quell'anno, caso forse più unico che raro, una congiunzione G-S proprio nei giorni della vigilia di Pesach: nella notte del 6 aprile 35 Giove e Saturno in congiunzione distavano appena poco più di 1° dalla luna ormai quasi piena [Da qualche parte della Terra risulta addirittura che ne venivano occultati].


Ecco, secondo me è questo il contesto astroNomico che fece da sfondo alla fine della vicenda evangelica, quindi alla passione e morte di Gesù, detto il Cristo, che va quindi ri-datata dall'anno 30 o 33 ai primi di aprile dell'anno 35.


giovedì 4 marzo 2010

Again at home

I'm glad to communicate to all my readers and friends that I'm at last out of the hospital and again at home. The sudden indisposition which brought me to the first-aid station and to the hospital is now over, but the doctors said I should change my way of living. What I'll surely try to do, anyway without renouncing to my beloved scholarly studies.
See you soon here, best greetings and wishes, yours Giuseppe

lunedì 1 marzo 2010

Domandina sul Cantico dei Cantici

Prima di cedere al sonno alla fine di questa lunga giornata ospedaliera (qui ti svegliano molto presto per i primi prelievi e misurazioni e terapie), volevo lasciarvi una domandina facile e maliziosa sul grafico che vedete qui sopra:

pensate che questo grafico, o meglio il fenomeno che esso descrive, c'entri (ci possa entrare) qualcosa con il Cantico dei Cantici ovvero con la Song of Songs o no, e come eventualmente?

Ecco.. intanto pensateci un po' da soli, su tutta la questione, poi un giorno vi darò la mia risposta.

sabato 27 febbraio 2010

Come un Buddha ...

Come un Buddha seduto
a gambe incrociate
su un letto d'ospedale
travi e tubi vedo gialli
fuori dalla finestra aperta,
una parete rosa
e il cielo azzurro finalmente.

Mentre scrivo
l'aerosol gorgoglia incessante
e sbuffi di vapore escono
dalla mascherina
subito dileguandosi nell'aria calda.
Io ansiosamente aspetto,
ma calmo e sereno.

venerdì 26 febbraio 2010

Un caro saluto da un letto d'ospedale

A tutti voi che mi leggete con continuità e seguite con attenzione invio il mio più cordiale saluto dal letto d'un ospedale della capitale, ove sono ricoverato per un improvviso malore che mi ha costretto a rivolgermi al Pronto Soccorso. Sembra comunque, a distanza di sei-sette giorni dal primo malessere, che tutto sia in fase di positiva risoluzione, grazie soprattutto ad un personale medico ed infermieristico di eccezionale competenza, abilità e cortesia. A presto dunque e buona notte a tutti, Giuseppe

mercoledì 10 febbraio 2010

Hypatia und die Seynsgeschichte

Nella tragica storia di Ipazia (ca. 360-415), la bella e colta figlia di Teone, l'ultimo direttore della Biblioteca e del Museo di Alessandria d'Egitto, c'è un elemento -a parer mio - che non è stato finora ancora mai considerato e che è invece fondamentale per una completa ricostruzione degli ultimi anni della famosa filosofa, matematica ed astronoma alessandrina. Si tratta precisamente di un fenomeno astronomico, di quello stesso tipo di fenomeno astronomico che si sta rivelando essenziale per rispondere alla Seinsfrage riproposta nel secolo scorso da Heidegger: una congiunzione Giove-Saturno tripla verificatasi a cavallo degli anni 411-412.

Come si vede dai diagrammi riportati qui di seguito (diagrammi che ciascuno può verificare con un programma planetario), Giove si allineò la prima volta con Saturno e lo superò verso est il 29 agosto del 411; passò poi alla destra del 'padre' Saturno mentr'erano entrambi in moto apparentemente retrogrado il 1° novembre dello stesso anno 411. Tornati in moto progressivo, Giove si allineò di nuovo con Saturno circa quattro mesi e mezzo dopo e lo superò verso est il 13 marzo del 412. Da quell'esperta astronoma che era (a quanto si è tramandato anche superiore al padre Teone nell'osservazione degli astri), Ipazia non può non avere osservato questo raro fenomeno, così come non può non averci riflettuto sù e non averlo fatto oggetto delle sue lezioni all'Accademia, lezioni frequentate anche dal governatore imperiale (il praefectus augustalis) Oreste, amico ed ammiratore di Ipazia.

Il fenomeno - di cui abbiamo visto la rilevanza nella vicenda evangelica e nelle origini del cristianesimo - non sfuggì naturalmente neppure alle autorità religiose della città, il vescovo Teofilo e suo nipote Cirillo. Quando - il 15 ottobre 412 - il primo morì e divenne vescovo l'ancor più integralista e autoritario Cirillo, il clima in città cominciò rapidamente a peggiorare per tutti, ma soprattutto per Ipazia, notissima e oggetto dell'invidia e dell'ostilità di Cirillo.
Anche se non conosciamo i dettagli delle divergenze, ma molto probabilmente per quel che Ipazia insegnava (anche, ma forse soprattutto, sulla congiunzione G-S tripla del 411-12 nei Gemelli), è certo che durante gli anni 413 e 414 il clima tra la matematica ed astronoma ed il fanatico Cirillo si fece incandescente. Finchè (secondo quanto riporta lo scrittore cristiano Socrate Scolastico) nel marzo del 415 un gruppo di fanatici parabalanoi, chierici "barellieri", sorta di milizia privata di Cirillo, sorprese Ipazia mentre tornava a casa in lettiga, la tirò giù, la trascinò in una chiesa e la uccise brutalmente, scorticandola fino alle ossa e bruciandone poi i resti nel braciere del Cinarion.

A questo punto, l'ineffabile Cirillo (che per i suoi meriti cristologici e marianologi Leone XIII nel 1882 proclamerà santo e Doctor Incarnationis) fece distruggere anche tutte le opere di Ipazia, sia quelle di contenuto geometrico-matematico che quelle di contenuto specificamente astronomico, nonchè tutti gli strumenti scientifici da lei inventati.

La succesiva inchiesta per l'uccisione di Ipazia si risolse naturalmente con un nulla di fatto. Così stava iniziando il medioevo.

venerdì 5 febbraio 2010

Naram-Sin, il messia degli Accadi

Ora che la 'papera' è partita (vi spiegherò in seguito di quale convegno si tratta), ho finalmente di nuovo un po' più di tempo da dedicare al blog. Ho così scoperto che uno dei post più gettonati - anzi il più gettonato, cioè letto - tra quanti ne ho scritti negli ultimi quattro mesi è quello in italiano, ma dal titolo in inglese, The puzzling Naram-Sin's victory stele, che scrissi il 15 ottobre 2009.

Commentando le immagini della famosa 'stele della vittoria' di Naram-Sin, re degli accadi dal 2255 al 2219 a.C. e nipote di Sargon I, e dando di quell'immagine una nuova interpretazione, ricordavo in quel post una delle più antiche occurrences della Seinsgeschichte, precisamente la congiunzione Giove-Saturno doppia che ebbe luogo tra i primi di gennaio e la fine di luglio dell'anno 2230 a.C., che fu ritenuta segno di celeste benedizione e una specie di unzione divina del re Naram-Sin a messia degli accadi.
Ma non voglio ora ripetere qui tutto quel post, che mi venne evidentemente tanto bene. Vi rimando perciò direttamente ad esso per avere tutta una serie di dettagli sia sul ritrovamento che sulla datazione della famosa stele (ora conservata al Louvre), nonchè sulle dubbie interpretazioni precedenti.

martedì 19 gennaio 2010

Fisica e metafisica dell'attentato del 1981 a Giovanni Paolo II

Abbiamo tutti letto che, dopo aver scontato 29 anni di carcere, è appena tornato libero il cinquantaduenne Mehmet Ali Agca, il turco che all'età di 23 anni, il 13 maggio 1981 attentò alla vita di Giovanni Paolo II.
Ora non ho tempo per illustrare il mio parere in dettaglio, quindi tornerò sull'argomento in futuro, ma vi anticipo che vi sono fondati motivi per ritenere che anche questa come tantissime altre vicende storiche riguardanti il cristianesimo e/o l'ebraismo abbia eine seinsgeschichtliche Interpretation, della quale probabilmente (ma chissà...) Agca stesso è all'oscuro. Ne era invece molto probabilmente al corrente Giovanni Paolo II che, se non ricordo male, già verso la fine del precedente anno 1980 aveva espresso (a Fulda, in Germania) gravi timori per le prove che avrebbe dovuto sopportare nell'anno che stava per iniziare.

sabato 16 gennaio 2010

Un sogno impossibile ?!

Mi farebbe un piacere immenso, un giorno, sapere che tra le cose di cui hanno parlato il papa Benedetto XVI ed il rabbino capo Di Segni, durante il loro incontro del 17 gennaio 2010 alla Sinagoga di Roma, vi è stato anche il mio libro Congiunzioni Giove-Saturno e storia giudaico-cristiana, che entrambi hanno letto.
Eh.. sì, perchè dovete sapere che in occasione di un dibattito interreligioso organizzato qualche anno fa a Roma dall'Università di RomaTre (dal prof. Bosetti mi pare), cui partecipava anche Di Segni e al quale io partecipai come uno del pubblico, ne regalai una copia a ciascun conferenziere (oltre che a Milano, una copia arrivò così anche all'Università del Cairo), ma al card. Silvestrini due copie, una personale per lui ed una da recapitare cortesemente al papa eletto da qualche tempo, appunto papa Ratzinger.
Ecco .. come segno di vero dialogo tra Chiesa cattolica e mondo ebraico il papa ed il rabbino Di Segni potrebbero (tra le altre cose, s'intende!) fare una riflessione comune su quali segni celesti rappresentavano le 'promesse' di Dio al popolo ebraico e la puntuale conferma - di generazione in generazione - della Sua predilezione per esso, ed anche magari sull' attesa di quale tipo di quei segni si accompagnava l'attesa messianica sempre in parte del popolo ebraico nel secolo, secolo e mezzo precedente il regno di Tiberio.
Che dite, succederà? vi sarà qualche segno che un reale processo di capire insieme i veri nodi storici e culturali delle differenze è iniziato? o vi saranno solo tutta una serie di formalità e di accordi sul turismo in Terrasanta, sulla tutela dei luoghi di culto cristiani a Gerusalemme, ...?!
E di Pio XII se ne parlerà?

lunedì 11 gennaio 2010

In these days .. ten years ago

Ten years ago in these days I was beginning to write my first book, the book which would have had the final title Congiunzioni Giove-Saturno e storia giudaico-cristiana (in English Jupiter-Saturn conjunctions and judaic-christian history) and the cover of which you can see here on the right. At that time, anno Domini 2000, I had already found that the astroNomical phenomenon of the Jupiter-Saturn conjunction explains many crucial points/moments of the ancient jewish and christian history but I didn't suspect that the study of this phenomenon had brought me so far, as it did and still does. At that time I had only heard of the ancient myths of the phoenix and of the unicorn but I didn't image they could have had an astronomical interpretation, and even less that I should have found it.
Similarly I knew at that time neither Heidegger's name nor his philosophy, idem for Husserl, Edith Stein, Hannah Arendt, Gadamer, Loewith, .. Nietzsche, Rilke, Hoelderlin, ... ... Bloch, Benjamin, Lukacs, ... ..
Rethinking of those days and considering how much my life is changed in the meanwhile, I had yesterday the curiosity to verify if the United States Copyright Office (Library of Congress) had registered the manuscript I sent in the summer of year 2000 through the Italian Copyright Office S.I.A.E.-Rome and inserted it in its on-line catalogs. Well, do you believe it?! I succeeded in finding my name and my book in the Copyright Records of the US Copyright Office; in this way, that each of you - my seventy/eighty affectionate readers - can follow:
1) first, you go to the site of the US-Library of Congress (loc)
http://www.loc.gov/index.html
2) you click (link site of the page) on the link 'Copyright Office';
3) then on 'Search Copyright Records';
4) then on 'Online Records' and
5) finally on 'Public Catalog'. Putting now as search request:
'Keyword=Congiunzioni Giove-Saturno' OR
'Name=DeCesaris, Giuseppe'

you obtain the registration record of my book with
Registration Number/Date: TXu000977054 / 2000-08-31

I had forgotten .. it was a heavy manuscript: 416 pages .. a lot of work! Date of Creation: 2000.
As you can see, the personnel of the Office made only one error: 'Conguinzioni' instead of 'Congiunzioni'. Nice to see that the work was judged of great relevance!! It's so indeed, in all modesty.

venerdì 1 gennaio 2010

Felice Anno Nuovo - Happy New Year...2016!!

... ci saremmo augurati oggi SE il monaco Dionigi il Piccolo, Dionysius Exiguus, verso l'anno che oggi chiamiamo 530 d.C. avesse conosciuto un po' meglio l'effettivo intervallo di tempo medio tra una congiunzione Giove-Saturno e l'altra e non avesse quindi sbagliato i suoi calcoli nel determinare la data della Natività.

Sì, perchè verso l'inizio di quell'anno, quando a Giove mancavano ormai solo circa 25° per raggiungere il piccolo (ad occhio nudo) e lento 'padre' Saturno ed era quindi ormai prossima una nuova congiunzione tra i due pianeti, il dotto monaco scita (della Scizia) fu incaricato da papa Felice III (526-530) o dal suo successore Bonifacio II (530-532) di conteggiare quanti anni esattamente erano passati ab Incarnatione Domini nostri Iesu Christi, così - eventualmente - da iniziare un nuovo conteggio degli anni e sostituire l'era di Diocleziano con una nuova era che avrebbe preso nome da coloro che quell'impe-
ratore aveva perseguitato, i cristiani, e da colui che essi adora-
vano, Cristo Gesù.

Noi oggi non sappiamo in dettaglio quali e quante considerazioni fece il dotto monaco, che doveva avere anche, necessariamente, discrete nozioni di astroNomia. Quel che è certo è che mentre lavorava, egli vedeva che andava maturando una nuova congiunzione G-S (la 27-esima successiva a quella della Natività, di cui in Matteo 2,2) e vedeva di sera in sera Giove avvicinarsi sempre più a Saturno, come risulta dal grafico a destra. Si vede da esso che quella congiunzione G-S fu una congiunzione pseudo-doppia, nel senso che Giove si avvicinò una prima volta a Saturno - senza tuttavia superarlo - l'11 ottobre 530 (quando l'angolo tra i due pianeti scese a 2° 20' 44") e poi si allineò con esso il 1° maggio del successivo anno 531, quando la distanza angolare tra i due pianeti scese a soli 42' 20" (ad una latitudine di ca. 80° 10').

Da quel che sappiamo oggi, risulta che Dionigi nel determinare quand'è che era avvenuta la congiunzione G-S tripla nei Pesci del 7 a.C. commise un errore complessivo di circa 6 anni, cioè di circa 2191 giorni, collocando quell'evento nella seconda metà dell'anno di Roma 753 anzichè correttamente nella seconda metà dell'anno 747 ab Urbe condita. Considerato che questo errore era 'spalmato' su un totale di 27 intervalli di congiunzione G-S, esso errore risulta di ca. 81 giorni (0.22 anni) sul singolo intervallo medio (o eliocentrico) della congiunzione Giove-Saturno, che ho altrove calcolato in 19.86 anni (19 anni e 314 giorni).

Tutto ciò significa che Dionigi fece i suoi calcoli con il valore 19.64 anni, commettendo un errore in difetto di (o.22/19.86)*100% = 1,1 %, il che rappresenta per quei tempi di astronomia ad occhio nudo un'ottima precisione.
A trarre Dionigi in errore era stata probabilmente la precedente congiunzione G-S, di tipo unicorno (cioè singola), verificatasi - come si vede dal grafico qui a lato - il 29 ottobre 511, quindi ad un intervallo di tempo da quella del 530-31 (di cui era testimone diretto) inferiore di qualche mese rispetto al valore medio che oggi sappiamo essere esatto.
Con tutto ciò, come detto, la precisione dei calcoli di Dionigi fu senz'altro buona per quei tempi, anche se oggi, forse, per accordo internazionale si potrebbe pensare di correggere nel computo del tempo quell'antico errore di 6 anni.
Vi è da dire, per concludere, che il papa Bonifacio II (530-532) approvò il lavoro di Dionigi il Piccolo, riconoscendo - erroneamente - che la 'stella' del vangelo di Matteo [cioè la famosa congiunzione G-S tripla nei Pesci] era apparsa 531 anni prima di quella che stavano vedendo, invece che 537 anni prima. Fu così che dell'anno iniziato il successivo 1° gennaio si incominciò a parlare e a scrivere come dell'Anno Domini 532 (anzichè 538 come oggi sappiamo sarebbe stato corretto).

lunedì 21 dicembre 2009

Fenomenologia della Stella di Betlemme - Phenomenology of the Star of Bethlehem

The diagram you see here links is relative to an astroNo-
mical phenomenon which took place during the year 7 BCE in the zodiacal constellation of Pisces and which was terminating in these days of December of that year.

This diagram can be generated by anyone of you by means of an astroNomical software and refers to the triple conjunction between the two naked-eye-visible planets Jupiter (the royal star) and Saturn (El, the star of Ysra_el). Almost the totality of scholars who studied the question (and I among them) has the opinion that this is the 'star' of the Gospel according to Matthew [Mt 2, 1-2]. As can easily be seen in the diagram [points of minimum of the red curve (note 1)], the three longitude alignments of the planets took place at the following dates:

1) May 29th, 7 BCE,
at about L(geocentric longitude)=351° with a residual angular distance of 59' 6";

2) October 1st,
at about L= 347° with a r.a.d. of 58' 29" and finally

3) December 5th, 7 BCE
at about L=345° with a r.a.d. of 1° 3' 15".

From an astroNomical point of view, this J-S triple conjunction wasn't very particular among other similar conjunctions, because: a) the time interval between the first and the second alignment amounted to more than 4 months while that between the second and the third alignment amounted to only 64-65 days; b) the two planets remained at about one degree of angular distance, that is about the double of the full moon apparent diameter.

On this day (December 21th) the uncommon J-S triple conjunction was practically at its end: Jupiter was newly at the link side (eastwards) of 'its father' Saturn and their angular velocity were such that their angular distance of 1° 25' was growing at the rate of about 3' per night.

* * *

[1 ] For computing technique reasons astronomical software programs indicate with a minus sign (-) the years 'before Christ' or 'Before Common Era, BCE' according to the following rule

- n (softw. programs) = (n + 1) BCE (historical)

venerdì 11 dicembre 2009

La mia fenomenologia e quella di Husserl

Poichè in qualcuno degli ultimi post ho parlato delle mie tesi dicendo che esse si basano su e includono una fenomenologia delle congiunzioni Giove-Saturno, avendo ora letto qualcosa di Husserl volevo precisare che nel mio caso *non* si tratta di transzendentale Phaenomenologie, ma di fenomenologia strettamente fisico-matematica di quel fenomeno astroNomico; diciamo pure - e forse meglio, cioè più appropriatamente - di fisica di quell'importante fenomeno planetario osservato e registrato sin dall'antico Egitto (e fors'anche dall'antica Cina).

Questa precisazione si rende necessaria perchè ho letto dei brani di Husserl di definizione della fenomenologia dai quali si deduce che nella sua visione questa disciplina aveva una forte connotazione soggettiva e psicologica, mentre io al contrario nello studio di quel particolare fenomeno che ho identificato come l'ente base della metafisica ho adottato un criterio rigorosamente oggettivo e scientifico nel senso proprio della scienza moderna, galileiana.

Scriveva ad esempio Husserl [La storia della filosofia e la sua finalità, Città Nuova ed., Roma 2004, p. 9]:
La fenomenologia è "una scienza nuova ... omnicomprensiva del conoscere in generale da intendere nel senso più ampio, nella quale viene messa teoreticamente in questione la totalità delle strutture della percezione, del ricordo, della libera fantasia, per quanto possano essere primitive, allo stesso titolo di ogni forma di teorizzazione scientifica aprioristica ed empirica.

Ma - aggiunge Husserl - in ultima analisi verremmo sospinti ancora oltre. Chi se la sentirebbe di separare la soggettività conoscitiva dalla soggettività che ha dei sentimenti, delle tendenze, dei desideri, delle volizioni, che compie delle azioni, dalla soggettività che, in senso superiore e inferiore, valuta ed è attivamente operante secondo scopi?".

E' evidente che qui c'è un atteggiamento troppo personale e soggettivo nell'approccio allo studio dei fenomeni, contrastante secondo me con quello oggettivo postulato dalla scienza moderna. Che è poi quello da me adottato nello studio e nelle descrizioni delle congiunzioni G-S riportate nelle Appendici I-II-III-IV-V del mio "Congiunzioni Giove-Saturno e storia giudaico cristiana".

martedì 1 dicembre 2009

L' ambito della ricerca filosofica heideggeriana: Esserci e vita fattuale, essere e gravità(zione)

Seguendo un mio particolare percorso di ricerca su Heidegger e sulla sua filosofia, percorso che su questo blog mi ha già portato a fare delle afferma-
zioni piuttosto impegnative ed importanti, alla ricerca di ulteriori conferme alle mie intuizioni ho iniziato ora a leggere il Natorp-Bericht ovvero lo scritto heideggeriano Interpretazioni feno-
menologiche di Aristotele, che risale come noto all'autunno 1922. L'ho scaricato e stampato ieri sera, anzi stanotte verso l'una passata, dall'ottimo sito della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Uni
versità degli Studi di Palermo, precisamente dalla sezione del Dipartimento di Filosofia, Storia e Critica dei Saperi (FIERI).

Arrivato a pagina 3 (169), dopo aver già letto tutta una serie di proposizioni che mi confermano le mie precedenti intuizioni nell'interpretazione di Heidegger, ne trovo alcune - sull'oggetto della ricerca filosofica - (per me) talmente chiare che non posso trattenermi dal riportarvele qui, per convincervi di quanto vado esponendo su questo blog sul fondamento astronomico della metafisica occidentale. Scrive dunque, sottilmente da par suo, Heidegger (ma ho evidenziato io):

"L' oggetto della ricerca filosofica è l' esserci umano in quanto da essa interrogato rispetto al suo carattere d'essere. Questo ori-
entamento fondamentale del domandare filosofico non è imposto dall'esterno e come avvitato a forza sull'oggetto interrogato, la vita fattuale, ma è da intendersi come l'esplicito coglimento di una motilità fondamentale della vita fattuale stessa, che sta nella moda
lità per cui, nella concreta maturazione temporale del suo essere, si prende cura di questo, e ciò anche laddove scansa via se stessa. La vita fattuale ha il carattere d'essere di patire il peso di se stessa. La dimostrazione più evidente di ciò è la tendenza della vita fattuale a prendersela comoda. In questo patire il peso di se stessa la vita, secondo il senso fondamentale del suo essere, e non nel senso di una proprietà accessoria, è gravosa. Se essa è auten-
ticamente ciò che è in tale esser-di-peso ed esser-gravosa allora la modalità d'accesso ad essa genuinamente adeguata e la sua modalità di custodia potranno consistere esclusivamente in un render gravoso. Se non vuole mancare completamente il suo oggetto la ricerca filosofica può solamente attenersi a questo obbligo." [op. cit., trad. di A. Ardovino e A. Le Moli.]

Bene, dovete sapere che appena ho letto questo brano, anzi mentre lo stavo ancora leggendo, mi son venute da pensare, con riferimento ad Heidegger, due cose: il proverbio 'la lingua batte dove il dente duole' e l'associazione peso-gravità-gravitazione, o prima questa e poi quello (ora, nell'eccitazione e nella fretta di comunicarvelo, non ricordo esattamente; ma è indifferente, importante è la sostanza!).
Ora continuo nella lettura, buona giornata a tutti!