lunedì 27 luglio 2015

DENKEN und PHILOSOPHIEREN

"Niemand wird bestreiten wollen, dass heute ein Interesse fuer die Philosophie besteht. Doch gibt es heute noch etwas, wofuer der Mensch sich nicht interessiert, in der Weise naemlich, wie er das 'Interessieren' versteht?
Inter-esse heisst: unter und zwischen den Sachen sein, mitten in einer Sache stehen und bei ihr bleiben. 
... ... ...
Dass man fuer die Philosophie ein Interesse zeigt, bezeugt noch keine Bereitschaft zum Denken. ... Selbst die Tatsache, dass wir uns Jahre hindurch mit den Abhandlungen und Schriften der grossen Denker eindringlich abgeben, leistet noch nicht die Gewaehr, dass wir selber denken oder auch nur bereit sind, das Denken zu lernen. Im Gegenteil: die Beschaeftigung mit der Philosophie kann uns sogar am hartnaeckigsten den Anschein vorgaukeln, dass wir denken, weil wir doch unablaessig 'philosophieren'."

[M. Heidegger, Was heisst Denken, Philipp Reclam Nr. 8805, Stuttgart 1992, S. 5]

venerdì 24 luglio 2015

Peter TRAWNY e Donatella DI CESARE fondano un CIRCOLO HEIDEGGER INTERNAZIONALE

 Dall' Archivio del Corriere della Sera del 4 luglio 2015 riprendo il seguente interessante articolo (foto aggiunte):

Un nuovo circolo intitolato al filosofo
di Antonio Carioti
Si chiamerà «Circolo internazionale Martin Heidegger»: il suo obiettivo è favorire la discussione critica sull'opera del filosofo nelle università di tutto il mondo. L'iniziativa parte da Peter Trawny, curatore dei Quaderni neri , e da Donatella Di Cesare, che nel marzo scorso si è dimessa dalla carica di vicepresidente della Martin Heidegger Gesellschaft («Società»), in dissenso con una gestione che reputa chiusa all'esigenza di ampliare il dibattito sull'autore di Essere e tempo . «La Heidegger Gesellschaft ha una struttura rigida che non agevola l'interscambio delle idee, mentre il nostro intento è creare un organismo aperto, a cui tutti gli studiosi possano liberamente aderire, senza gerarchie precostituite», chiarisce Donatella Di Cesare al «Corriere». Si tratta di intercettare, aggiunge la filosofa, il forte interesse verso Heidegger a livello mondiale: «C'è grande fermento nelle università del Brasile, degli Stati Uniti, dell'Australia, persino della Cina. Compito del circolo sarà coordinare il lavoro, favorire il confronto tra gli studiosi, promuovere seminari e convegni. Pensiamo a un organismo itinerante, adatto all'era globale, la cui direzione venga assunta a turno dagli accademici che nel mondo organizzano iniziative per approfondire temi legati alla filosofia di Heidegger».Ma il fatto di richiamarsi al nome di un autore così controverso non rischia di essere un ostacolo? «Noi - risponde Donatella Di Cesare - non vogliamo certo alimentare un culto heideggeriano. Pensiamo però che i cento volumi dell' opera di Heidegger abbiano ancora molto da dire sui problemi del nostro tempo e quindi meritino di essere studiati e dibattuti».  
*          *          *
A me piace molto l'iniziativa di questi due noti Prof [ad entrambi i quali ho fatto dono, risp. a Pisa e a Tubinga, del mio Grund-book] di provare a sostituire la precedente Martin-Heidegger-Gesellschaft basata a Messkirch (quindi legata alla famiglia del filosofo e d'impostazione un po' provinciale) con un organismo di ricerca più dinamico e più aperto ai contributi internazionali. Spero solo che diventi un vero istituto di ricerca sull' opera di Martin Heidegger e non assuma invece il carattere di un' associazione corporativa, nella quale accademici di vario livello periodicamente s'incontrino e si parlino al solo scopo di allungare i propri curricula vitae et studiorum.

Detto più esplicitamente, spero che agli incontri e congressi del nuovo organismo non vengano ammessi come relatori solo accademici in servizio, ma anche privati ed indipendenti appassionati e ricercatori, che a volte 'vedono' anche più lontano e più in profondità dei maitres a penser e degli addetti professionali alla ricerca filosofica.



mercoledì 15 luglio 2015

L' ATTACCO di HEIDEGGER a KARL JASPERS del 1932 [Winke x Ueberlegungen (II) und Anweisungen, GA 94]

Karl Jaspers (1883 - 1969)
Nel 1932, all' età di 49 anni, quand' era un noto professore di filosofia ad Heidelberg già da tredici anni ed amico di Heidegger da dodici, Karl Jaspers pubblicò una storia della filosofia in 3 volumi, contro la quale - scopriamo ora nei Quaderni neri - Heidegger rivolse un segreto, pesante ed offensivo attacco. Lo trovate, con il n. 11, a pag. 9 del volume GA 94 e lo riporto qui per coloro che ancora non hanno il volume. Dice:

11 - Ueber das, was die Philosophie im schaffenden, einzelnen Werk und nur so - dass sie auf die Sachen geht - erschweigt (das Erschweigen), darueber schreibt Jaspers schludrig und unwissend drei Baende. Und so ist dann jedem gemeinen Hund und Schreiber das Rezept in die Hand gedrueckt, auch ueber das Letzte der Philosophie daherzureden. Und so ist die Unkraft des "heutigen" Menschen zum Philosophieren - ja auch nur zur Rueckkehr in die Antike - nicht nur bewiesen, sondern gerechtfertigt. Auch "das Sein" ist nun in das breiteste Gerede gebracht und jeder darf mit dem gleichen Recht dahermeinen, was ihm einfaellt.

Insomma Jaspers avrebbe scritto in modo sciatto ed ignorante ben tre volumi su certe cose, laddove se ne sarebbe dovuto scrivere laboriosamente massimo uno e con atteggiamento evasivo (das Erschweigen). Permetterebbe così a porci e cani, diremmo in italiano, di discettare anche sulle ultime cose della filosofia, quelle più riposte, più interne. Dimostrerebbe così inoltre l'incapacità dell'uomo odierno di filosofare. Anche l' Essere sarebbe così portato nel mezzo della più ampia chiacchiera, e ciascuno ne potrebbe con ugual diritto dire qualunque cosa gli passi per la testa.

Io non conosco quei tre volumi di Jaspers, ma vi dirò che ho ora la forte curiosità di leggerli .. sia per questo attacco fatto loro da Heidegger, sia perchè ho l'impressione che nel problematico rapporto Heidegger-Jaspers sia stato proprio quest' ultimo ad essere la persona più leale e sincera.

domenica 12 luglio 2015

(WELT)WOHNEN und HEIMATLOSIGKEIT [aus "Bauen Wohnen Denken", 1951, GA 7]

"Das Wohnen ..ist der Grundzug des Seins, demgemaess die Sterblichen sind.
... .....
"So hart und bitter, so hemmend und bedrohlich der Mangel an Wohnungen bleibt, die eigentliche Not des Wohnens besteht nicht erst im Fehlen von Wohnungen. Die eigentliche Wohnungsnot ist auch aelter als die Weltkriege und die Zerstoerungen, aelter auch denn das Ansteigen der Bevoelkerungszahl auf der Erde und die Lage des Industrie-Arbeiters. Die eigentliche Not des Wohnens beruht darin, dass die Sterblichen das Wesen des Wohnens immer erst wieder suchen, dass sie das Wohnen erst lernen muessen. Wie, wenn die Heimatlosigkeit des Menschen darin bestuende, dass der Mensch die eigentliche Wohnungsnot noch gar nicht als die Not bedenkt? Sobald der Mensch jedoch die Heimatlosigkeit bedenkt, ist sie kein Elend mehr. Sie ist, recht bedacht und gut behalten, der einzige Zuspruch, der die Sterblichen in das Wohnen ruft.
   Wie anders aber koennen die Sterblichen diesem Zuspruch entsprechen als dadurch, dass sie an ihrem Teil versuchen, von sich her das Wohnen in das Volle seines Wesens zu bringen? Sie vollbringen dies, wenn sie aus dem Wohnen bauen und fuer das Wohnen denken." 
[aus M. Heidegger, Vortraege und Aufsaetze, GA 7, S. 163-164 (Bauen, Wohnen, Denken)]

sabato 4 luglio 2015

Das herausfordernde VERSAMMELN .. oder ... Blick in die KONSTELLATION der Wahrheit

 Das Wesen der Technik [d.h. das Ge-stell] ist in einem hohen Sinne zweideutig. Solche Zweideutigkeit deutet in das Geheimnis aller Entbergung, d.h. der Wahrheit.
... ... ............
Das Unaufhaltsame des Bestellens und das Verhaltene des Rettenden ziehen aneinander vorbei wie im Gange der Gestirne die Bahn zweier Sterne. Allein, dieser ihr Vorbeigang ist das Verborgene ihrer Naehe.
Blicken wir in das zweideutige Wesen der Technik, dann erblicken wir die Konstellation, den Sternengang des Geheimnisses.
Die Frage nach der Technik ist die Frage nach der Konstellation, in der sich Entbergung und Verbergung, in der sich das Wesende der Wahrheit ereignet.

[M. Heidegger, Vortraege und Aufsaetze, GA 7, S. 23, 34]

martedì 23 giugno 2015

Die NAEHE DES NICHTS [GA 94, 209 - Jan./Feb. 1936]

Heideggers Vorgriff  (September 1921)
209 - Es ist der haerteste, aber auch untrueglichste Probiestein auf die denkerische Ernstheit und Kraft eines Philosophen, ob er sogleich und von Grund aus im Sein des Seienden die Naehe des Nichts erfaehrt. Wem dies versagt bleibt, der steht endgueltig und ohne Hoffnung ausserhalb der Philosophie.

[aus M. Heidegger, Ueberlegungen II-VI, GA 94, 209 - S. 269]

La più dura, ma anche la più concreta prova della serietà e forza intellettuale di un filosofo è se egli comprende immediatamente e a partire dal fondamento nell' essere dell' ente la vicinanza del nulla. Colui al quale ciò non riesce sta definitivamente e senza speranza al di fuori della filosofia.

sabato 13 giugno 2015

Heidegger im Juli 1935: DAS SEIN BEGREIFEN


158 - Das Sein begreifen, d.h. nicht Kenntnis haben von einem "Begriff" - sondern Begreifen des im Begriff Ergriffenen, d.h. dem Angriff des Seins wissentlich ausgesetzt bleiben.
   Wieso kann das Sein angreifen? Angriff und (Ereignis).
[aus: M. Heidegger, Ueberlegungen IV, GA 94, S. 256; Juli 1935]

158 - Comprendere l'essere, ciò significa non ..avere conoscenza di un "concetto" - ma comprendere quel che è afferrato nel concetto, ovvero rimanere intenzionalmente esposti all' attacco dell' essere.
Ma come può attaccare l' essere? Attacco ed (evento).

lunedì 8 giugno 2015

HEUTZUTAGE es ist _nicht mehr_ unbestimmt das, was HOELDERLIN UND NIETZSCHE meinten

The Jupiter-Saturn conjunction occurred in 1801-1802
Occurrence 1881 of the Jupiter-Saturn conjunction
"Hoelderlin und Nietzsche". Eine Notwendigkeit besteht, den Einen mit dem Anderen zusammen- zunennen, weil sie durch einen Abgrund der Zeiten getrennt sind. Nietzsche ist der Name fuer die Vollendung der Metaphysik. Hoelderlin steht seit 1800 ausserhalb der Metaphysik und stiftet ein Anderes, - worauf Nietzsche nirgends einen Bezug kennt. Beide Namen nennen grundverschiedene Entscheidungen. Man meint jedoch sonst, sie meinten dasselbe, wobei dieses Selbe doch auch ganz unbestimmt bleibt und sich an eine Beziehung zum Griechentum klammern darf. 
Dabei vergisst man leicht, dass der eigentliche Nietzsche rein roemisch denkt und in seiner eigentlichen Metaphysik nie den griechischen Anfang des abendlaendischen Denkens begreifen kann. 
[aus M. Heidegger, GA 96, Ueberleg. XIV, S. 199 - Ende 1940]

giovedì 28 maggio 2015

In questo AFORISMA di MORGENROETHE - AURORA (il 530) mi riconosco abbastanza

Perchè possiate conoscermi un po' meglio, cari amici e cari lettori, riporto un aforisma del Morgenroete - Aurora nel quale mi sono imbattuto oggi, in cui riconosco abbastanza il mio modo di procedere nelle ricerche di cui vi parlo.

530 -Umschweife des Denkers. – Bei Manchen ist der Gang ihres gesammten Denkens streng und unerbittlich kühn, ja, mitunter grausam gegen sich, aber im Einzelnen sind sie milde und beugsam; sie drehen sich zehnmal um eine Sache, mit wohlwollendem Zögern, aber endlich gehen sie ihren strengen Weg weiter. Es sind Ströme mit vielen Krümmungen und abgeschiedenen Einsiedeleien; es giebt Stellen in ihrem Laufe, wo der Strom mit sich selber Versteckens spielt und sich eine kurze Idylle macht, mit Inseln, Bäumen, Grotten und Wasserfällen: und dann zieht er wieder weiter, an Felsen vorüber und sich durch das härteste Gestein zwingend.

In italiano: 530 - Tortuosità del pensatore. -- In alcuni l'andamento di tutto il loro pensiero è rigoroso e inesorabilmente ardito, sì, talvolta spietato nei propri confronti, però nel particolare essi sono miti e flessibili; si aggirano per dieci volte attorno ad una cosa, con benevolo esitare, ma alla fine continuano ad andare per la loro dura strada. Sono fiumi con molte sinuosità e molti solitari romitaggi; ci sono luoghi nel loro corso, in cui il fiume gioca a rimpiattino con se stesso e si crea un breve idillio con isole, alberi, grotte e cascate; e poi continua di nuovo, passando su rocce e costringendosi ad attraversare le più aspre petraie.   [da Nietzsche, Opere 1870-1881, Newton 1993, p. 1062]

venerdì 22 maggio 2015

HEIDEGGER IL CRIPTICO

Il sommo dire del pensiero consiste non semplicemente nel tacere ciò che va propriamente detto nel dire, ma nel dirlo in modo che sia nominato nel non dire: il dire del pensiero è un conquistare con il tacere (Erschweigen). 
Questo dire corrisponde pure alla più profonda essenza del linguaggio, il quale ha la sua origine nel tacere.

[da: L'eterno ritorno dell'uguale (1937), in M. Heidegger, Nietzsche, Adelphi ed.2005, p. 391]

martedì 19 maggio 2015

Come si vedeva Martin HEIDEGGER nell' estate del 1941 [GA 96, Ueberl. XIV]

Mi sembra di avere già detto in articoli precedenti che io ritengo il volume GA 96 della GesamtAusgabe ed in particolare il quaderno XIV, contenente le riflessioni/Ueberlegungen dal luglio 1940 al giugno 1941, il più importante dei primi tre Quaderni neri pubblicati nel marzo 2014.
Risfogliando stamattina questo quaderno, mi sono imbattuto in due annotazioni di cui vorrei mettervi a parte, perchè mettono bene in luce come Heidegger si vedeva e cosa pensava.

Wie Wenige wissen heute noch wahrhaft, aus echtem Tun oder aus noch echterem Verzicht, dass "das Schreiben" das geheimnisreichste und deshalb das strengste Hand-werk ist. [GA 96, S. 236]

Quanto pochi sanno ancora oggi veramente, dall' effettivo fare o dall' ancora più effettivo rinunciare, che "lo scrivere" è l'attrezzo, l'utensile più ricco di segreto e perciò il più forte, il più potente.

Warum gehoeren die english-amerikanische "Welt" und der "Bolschewismus" im innersten zusammen, trotz des scheinbaren Gegensatzes von Kapitalismus und Antikapitalismus? Weil beide im Wesen das Selbe sind - die unbedingte Entfaltung der Subjektivitaet in die reine Rationalitaet. Dort entspricht dieser im Gegenschwung das "Sentimentale", hier (im Bolschewismus) das Dumpfe des Asiatischen. [GA 96, S. 35]

Perchè il "mondo" anglo-americano ed il "bolscevismo" si corrispondono nell' intimo, nonostante l' apparente contrapposizione di capitalismo ed anticapitalismo?  Perchè essi sono essenzialmente lo stesso: l' incondizionato dispiegarsi della soggettività nella pura razionalità. Là corrisponde a questa in controslancio il "sentimentale", qui (nel bolscevismo) il torpore dell'asiatico.
 -   -   -
IN definitiva più che come un filosofo aperto e razionale Heidegger si vedeva, si sentiva in quel tempo come un artigiano del pensiero e della scrittura alle prese con temi segreti, che non sapeva, voleva o poteva trattare razionalmente. Li trattava piuttosto cripticamente e misticamente.


domenica 17 maggio 2015

Dalla DIKE COSMICA alla razionalità politica e giuridica nell' ATENE del VI-V secolo aC

Il filosofo Massimo Cacciari
(Venezia, 1944)
Martedì 12 maggio ho assistito - nella pienissima, grande aula 1 della Facoltà di lettere alla città universitaria della Sapienza di Roma - ad una conferenza del prof. Massimo Cacciari, organizzata dal prof. G. Di Giacomo docente di Estetica alla Facoltà di Filosofia, dal titolo "La doppia Dike. Lettura dell' Orestea."

Il tema fondamentale della trilogia formata dalle tragedie Agamennone, Le Coefore, Le Eumenidi (con cui Eschilo vinse le Grandi Dionisie teatrali del 458 aC), è secondo Cacciari l'evoluzione da un concetto arcaico di legge del taglione e della vendetta privata (che lui ha chiamato Dike della morte o delle Erinni) ad un concetto più moderno di giustizia (la nuova Dike), rappresentato simbolicamente dal processo ad Oreste davanti al tribunale dell' Areopago. Il tutto sarebbe stato dovuto all' irruzione del Logos apollineo, vincente sulla Dike delle Erinni. Risultato finale, nuova Dike dell'epoca dello Zeus Agoraios è alla fine la mente raziocinante dell'uomo, che impronta ora di sè tutta la vita civica, giuridica in particolare, della polis ateniese. 


La perfetta congiunzione Giove-Saturno tripla verificatasi
a cavallo degli anni 563-562 aC nella costellazione del Toro

[Rappresenta la fenice 'presentatasi' al tempo del faraone Amasi,
di cui scrive lo storico romano Tacito in Annali, 6, 28]
Conclusa la prima parte della conferenza e venuto il momento delle domande, ne facevo infine io a Cacciari. Chiedevo se accanto alla razionalità politica e giuridica, la nuova DIKE non si caratterizzasse anche per una valenza cosmica, dicevo anzi che secondo me  la non meglio precisata irruzione del Logos che aveva portato all'evoluzione della Dike potrebbe essere stata determinata dall' osservazione - già a partire dal precedente VI sec. aC - di particolari fenomeni astronomici, planetari in particolare, che avvenivano con grande regolarità, precisione, 'giustezza'

La mia ipotesi è insomma che dalla constatazione di una DIKE cosmica (o 'giustezza e precisione' di particolari fenomeni planetari) sia poi derivato il concetto di giustizia e di razionalità della/nella polis: per fare in modo, in definitiva, che sia in terra così come è in cielo. Dall' ordine cosmico all' ordine civico.

Il prof. Cacciari nella risposta non poteva naturalmente che consentire, concordando che sì, certamente, la Dike si caratterizzava anche - se forse non addirittura prioritariamente - per una sua valenza cosmica, oltre quella già detta in precedenza di razionalità politica.

Concludeva poi, un  po' ermeticamente in verità, che ci si deve guardare comunque da interpretazioni eccessivamente naturalistiche, che non riconoscano che si è parte del tutto e che la vita armoniosa del tutto dipende anche da ciascuno di noi. Rispetto alla natura ognuno di noi sarebbe "in colpa" già per il solo fatto di esistere, perchè con la sua sola presenza ed esistenza turberebbe un ordine cosmico consolidato e a lui pre-esistente. 
Stavo pensando di chiedere se intendeva dire che nelle speculazioni filosofiche è bene autocensurarsi per non turbare poteri e ordini che si ritengono consolidati come leggi cosmiche, ma ormai era già iniziato l'applauso finale. Tra i molti che gli si facevano intorno, è rimasta poi con il prof. Cacciari solo la possibilità ed il tempo di una fugace stretta di mano.

venerdì 15 maggio 2015

La DIKE delle COSE - THINGS - DINGE viste da ANASSIMANDRO (610-546 aC)

The single Jupiter-Saturn conjunction
occurred on Sept. 10th, 582 bC, in the constell.
Virgo
 Così come le cose hanno la loro origine, analogamente ha luogo anche il loro venir meno;

 
The triple Jupiter-Saturn conjunction
occurred in the years 563-562 in the constell.
Taurus
al tempo stabilito esse si rendono reciprocamente riparazione e giustizia   per la  mancanza di accordo che le caratterizza. 


sabato 2 maggio 2015

ENTZIFFERUNG DER HEIDEGGERSCHEN "SCHWARZEN HEFTE" [GA 97, S. 22]

Das unsichtbare 1921-Einhorn, d.h. die Jupiter-Saturn
konjunktion, die fand am 10.9.1921
im Sternbild Jungfrau statt.
Die Grund- erfahrung meines Denkens seit der Vorbereitung von 'Sein und Zeit' (1921) ist die Erfahrung, dass das Sein selber in der Vergessenheit bleibt, dass dieses Bleiben irgendwie dem Sein selber eignet und das Unbedachte des Menschen nur Folge.

giovedì 30 aprile 2015

Ne sono SEMPRE PIU' CONVINTO !!

Rileggendo alcuni dei primi post da me 
scritti su questo blog, ne ho trovato uno 
di oltre 5 anni fa del cui contenuto sono 
sempre più convinto. Ve lo ripropongo 
pari pari, evidenziandone solo qualche
passaggio.


lunedì 7 dicembre 2009

Riflessione pomeridiana

Ora ve la presento in forma sintetica, ma non mancherò di dimostrarla in modo rigoroso nelle sedi appropriate:

Più tempo passa, più leggo e approfondisco, più mi rendo conto
di quanto e di come il mio Congiunzioni Giove-Saturno e storia giudaico-cristiana sia complementare al Sein und Zeit di Heidegger.
E ciò sebbene io, di formazione tecnico-scientifica, dieci anni fa (quando concepii e scrissi il mio libro) di Heidegger non conoscessi neppure il nome, figurarsi la filosofia! Colgo anzi l'occasione per precisare di aver acquistato la mia copia di Essere e Tempo, ed. Longanesi 2008, soltanto il 6 luglio 2008, come mi ricorda lo scontrino della libreria, spillato dietro il volume.

Mi viene ormai costantemente da pensare, infatti, che tutta la parte delle cinque Appendici del mio libro, con l'accurata descri-
zione fisico-matematica (quindi fenomenologica) delle congi-
unzioni Giove-Saturno, singole e multiple, sia nella sua essenza proprio la parte che Heidegger avrebbe inizialmente voluto/
pensato-di scrivere nella parte mancante del suo Essere e Tempo e che invece non seppe o non volle mai scrivere
, forse per timore di togliere al suo Sein/Seyn quel certo alone di mistero che invece riuscì sempre a mantenergli.

LE CONGIUNZIONI GIOVE-SATURNO AL CONVEGNO DI SIEGEN (D) sui Quaderni neri di HEIDEGGER

La città di Siegen, nella Renania sett. - Westfalia [foto: 'Die Welt"]
"Am zweiten Tag geht ein italienischer 'Privatforscher' umher und verteilt Flyer, auf denen steht, alle zwanzig Jahre komme es zu einer bestimmten planetarischen Konstellation zwischen Jupiter und Saturn, die auch Hoelderlin wahrgenommen habe. Spaeter ruft er in die Abschlussdiskussion, vielleicht habe Heidegger das Sein tatsaechlich gesehen, in den fruehen Dreissigern."

Come potete vedere da questo estratto di un articolo del quotidiano "Die Welt" del 28 aprile 2015 [l'articolo completo lo trovate qui [ http://www.welt.de/140145963 ], un paio di miei interventi - sebbene interrotti dagli zelanti studenti delle organizzatrici che frettolosamente ed anche sgarbatamente riprendevano il microfono - sono stati tuttavia registrati dalla giornalista Luehmann del grande quotidiano tedesco. Che, senza citare il mio nome e con qualche imprecisione, ha scritto nel brano sopra riportato: "Il secondo giorno un ricercatore indipendente italiano va qua e là distribuendo volantini, sui quali si sostiene che ogni vent' anni si verificherebbe una determinata costellazione planetaria tra Giove e Saturno, che anche Hoelderlin (a suo tempo) avrebbe osservato. Successivamente egli sostiene, nella discussione conclusiva, che probabilmente anche Heidegger ha visto effettivamente l' Essere, nei primi anni trenta."
The SEYN's OCCURRENCE 1940-1941
Dicevo delle imprecisioni in questo brano:
I) non erano volantini a stampa che distribuivo, ma fotocopie - di Abstracts illustranti fenomenologia e temporalità delle congiunzioni G-S - che davo a chi, incuriosito dalle mie affermazioni, me le chiedeva;
II) io non ho parlato di Konstellationen, bensì di Konjunktionen;
III) la congiunzione G-S tripla che Heidegger vide direttamente e a cui secondo me si riferiva con il termine SEYN non avvenne nei primi anni trenta, bensì - ho detto - a cavallo degli anni 1940-1941, cioè nei primi anni quaranta (cfr. grafico qui a sinistra).

Il convegno di Siegen (22-25 aprile 2015) era promosso e perlopiù partecipato da studiosi di Heidegger  (Heinz, Kellerer, Faye, Marten, Profeti, Wolin, ...) molto critici verso il filosofo della Foresta nera a causa delle sue simpatie naziste e dei suoi atteggiamenti antisemiti emersi in particolare in una decina di passi dei 4 volumi sui Quaderni neri pubblicati nell'ultimo anno (GA 94, 95, 96 e 97).

Il problema dell' antisemitismo di Heidegger è che _nel mondo accademico_ non se ne riesce ancora a chiarire bene la natura. Anche se alcuni (Faye, Profeti, ..) tendono a ricercare già in Sein und Zeit le radici, le origini del nazismo e dell'antisemitismo di Heidegger, molti altri ammettono che questi atteggiamenti non avevano per Heidegger nè un fondamento razziale nè uno biologico. Rimane allora il problema di capire che natura abbia questo antisemitismo, quello che Peter Trawny ha chiamato seinsgeschichtlicher Antisemitismus, la Donatella Di Cesare antisemitismo metafisico ed i francesi chiamano onto-historique Antisemitisme.

Il problema con Heidegger torna dunque al punto di capire effettivamente cosa lui intendesse per essere ed Essere, per Sein e Seyn, e quali enti/Seienden effettivamente pensasse, anche quando parlava di Vernichtung. 

Io ho cercato di dire che secondo me la chiave ermeneutica per capire a fondo Heidegger e tutta la sua produzione è di tipo astronomico, planetario per l'esattezza, ma - come ha scritto anche la giornalista Hannah Luehmann - "sobald eine Art von Diskussion entsteht, wird sie abgebrochen", cioè "appena si sviluppa una qualunque discussione, essa viene immediatamente troncata". Con la motivazione che era tardi, che vi erano altre relazioni, che vi era l'intervallo o la pausa da rispettare, .. ...

Si è cercato, insomma, in questo convegno con tutti i mezzi di far prevalere il punto di vista, il giudizio alquanto sommario, di chi vorrebbe - nelle biblioteche - togliere i testi di Heidegger dagli scaffali di filosofia per inserirli in quelli di storia del nazismo, e ciò anche prima di averli realmente capiti fino in fondo. 

mercoledì 22 aprile 2015

DAS WESEN DER GESCHICHTE nach Heideggers Meinung

Das Wesen der Geschichte (die Wesung des Geschehens) ist das Er-eignis.

(Der Austrag von Entgegnung und Streit in die Verweigerung ist der Uebergang zur eigentlichen Geschichte - als der Geschichte 'des' Seyns.)

[Heideggers GA 96, Ueberl. XIII-47, S. 99. Fruehling  1940]

mercoledì 15 aprile 2015

Die KEHRE (1930), der BEGINN der SCHWARZEN HEFTE und das FEHLEN des ERSTEN

In the second half of year 1930 and first half of year 1931 
Jupiter and Saturn had about 180° of ang. distance one from the other. 
Then this angular distance began to decrease, (red curve) till to the 
triple Jupiter-Saturn conjunction 1940-1941 in the constell. of Aries.
Auf Seite 531 von GA 94 der Herausgeber Peter Trawny schreibt:
"Es fehlt [zwischen den gesamten 34+2 Schwarzen Hefte] ein Heft, naemlich die 'Winke x Ueberlegungen (I)', die um 1930 verfasst worden sein muessen. Sein Verbleib ist ungeklaert."

cioè in italiano,
A pag. 531 del volume GA 94 scrive il curatore, P. Trawny: "Manca [tra i complessivi 34+2 Quaderni neri] un quaderno, cioè 'Cenni e Riflessioni (I)', che dovrebbe essere stato redatto all' incirca nel 1930. Non è chiaro dove sia finito."

The idea that today came in my mind is that Heidegger could have begun to write his little black notebooks (quaderni neri) just when _a turn_ took place and the planet Jupiter began to approach Saturn again, reducing progressively their angular distance. As can easily be seen in the above diagrams (red curve), in the second half of the year 1930 Jupiter and Saturn were oneanother on opposite sides of the Earth (about 180° of ang. separation), so that when the one was rising the other was setting. From now on began the approaching process, which would have brought in about ten years to the triple Jupiter-Saturn conjunction 1940-1941 in Aries. 

On the other hand, As I've remembered elsewhere in this blog, 1930 is also the year  indicated by Heidegger self as the initial one for the use by him of the cryptic term Turn or KEHRE, when (wikipedia.de): "Er wandte sich von seinem fundamentalontologischen Denken ab und einem seinsgeschichtlichen Ansatz zu. Es ging ihm nach der Kehre nicht mehr um den Sinn von Sein oder dessen transzendentalen Auslegungshorizont (die Zeit), sondern er begoz die Rede vom Sein als solchem darauf, wie das Sein sich von sich selbst her sowohl entbirgt als auch verbirgt."

In other words - concluding - my opinion is that the occurring in 1930-31 of the said Jupiter-Saturn planetary turn triggered not only the change in Heidegger's thinking (Umdenken in Denkweg MHs) known as Turn or Kehre, but also the beginning of the writing of his black notebooks/Schwarze Hefte.

It is very curious that now is apparently missing just the first of these notebooks ("Winke x Ueberlegungen ( I )", written very probably between the summer 1930 and October 1931), the one where perhaps Heidegger stated and showed more clearly his emotions and reactions to the signs/Winke of the comings gods of the time, der kommenden Goetter der Zeit. Maybe it will reappear - let's hope - at the end of the GesamtAusgabe publishing. 


martedì 7 aprile 2015

GESCHICHTE? WAHRHEIT? DAS SEYN ENTSCHEIDET ... [Heideggers Ueberlegungen XIV, JULI 1940]

The triple Jupiter-Saturn conjunction 
occurred in 1940-1941 in the constellation Aries 
(Aug. 8th und Oct. 19th, 1940 und Feb. 15th, 1941)
"Geschichte ist nur dort, wo jedesmal anfaenglich ueber das Wesen der Wahrheit entschieden wird.

Die Entscheidung kommt aus dem Seyn selbst.

Wir brauchen ein Wesentlich Anderes und 'Mehr' denn einen 'Heroismus', um das zu bestehen, was das Gesetz des Seyns fordert."                [Heideggers GA 96, S. 171; Juli 1940]

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"La storia è solo là, ove ogni volta dapprima viene decisa l'essenza della verità.
La decisione viene (presa) dall' Essere stesso.
Abbiamo bisogno di essenzialmente altro e di più che di eroismo, per sopportare ciò che esige la legge dell' Essere."

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Secondo me il XIV dei Quaderni neri di Heidegger (contenuto in GA 96, pp. 167-248) è uno dei più importanti dell' intera collezione,  e ciò per il semplice motivo che le riflessioni che vi sono contenute sono state annotate in un periodo  (luglio 1940 - giugno 1941) completamente comprendente le date dei  3 allineamenti (8 agosto e 19 ottobre 1940 e 15 febbraio 1941) dei planetarischen Goetter GIOVE e SATURNO, uniti in quel periodo in una CONGIUNZIONE G-S TRIPLA verificatasi nella costellazione (zodiacale ovviamente) dell' Ariete. E' questo fenomeno infatti - a parer mio - il tanto atteso, decantato e misterioso EREIGNIS heideggeriano, la cui venuta ed il cui futuro accadimento gli erano noti almeno sin dai tempi di Sein und Zeit (1927), ma assai probabilmente già dai tempi del Vorgriff e degli studi sulle Lettere di s. Paolo e sulle origini del cristianesimo (1919-1920-1921).

Secondo me è questo XIV il quaderno nero che andrebbe tradotto rapidamente in tutte le lingue perchè contiene la CHIAVE ERMENEUTICA PER DECRITTARE TUTTA L'OPERA DI HEIDEGGER ED ACCEDERE ALLE SUE CONTORTE, ESOTERICHE, MISTICHE MA ANCHE RIVELATRICI MODALITA' DI PENSIERO. Come pure per comprendere il suo seinsgeschichtlicher Antisemitismus e per accedere ad una visione/comprensione/interpretazione metafisica non solo della II Guerra Mondiale, ma anche della Shoah.

venerdì 27 marzo 2015

EXACTLY 1405 YEARS AGO the ELOHIM CALLED MOHAMMED (i.e. he felt called by the Elohim)

La bandiera della Turchia 
Come è noto, la gran parte degli stati ove la quasi totalità della popolazione è di religione mussulmana presenta nella sua bandiera o nel suo stemma statale una falce di luna calante (waning Moon) affiancata sulla destra da una stella. Qui a sinistra sono riportate ad esempio le bandiere della Turchia e dell' Azerbaijan. 

E' d'altronde anche noto che l' Islam riconosce tutta la tradizione abramitica, della quale si pone come ultimo completamento. Il Corano nomina spesso Abramo (Ibrahim), Mosè (Musa), Gesù (Isa), Maria (Myriam), ... considerandoli a pieno titolo profeti e personaggi dell' autentica tradizione mussulmana, conclusa poi da Maometto (o Mohammed o Muhammad), visto come colui che porta a compimento e suggella così l'intera tradizione biblica.
La bandiera dell' Azerbaijan
E' noto infine, dalla tradizione storica islamica, che Maometto ebbe le sue prime visioni e ricevette la sua chiamata alla profezia nell' anno 610 d.C. e che di queste visioni - avute sul monte Hira (a poca distanza da La Mecca) - parlò inizialmente solo con familiari ed amici stretti. Intorno al 613 Maometto iniziò poi la predicazione pubblica.


E' ragionando su tutte queste premesse e sulla convinzione già acquisita della rilevanza delle congiunzioni Giove-Saturno per la storia ebraica antica e cristiana, che sono arrivato già da tempo all' interpretazione astronomica di quella falce di luna e di quella stella che ritroviamo in moltissimi simboli della storia e della cultura islamica. 


La congiunzione Giove-Saturno che si verificò
nella costellazione dell'Acquario nell' anno 610 dC
La prima scoperta risale a diversi anni fa, quando mi accorsi che la vita di Maometto è un po' come quella di Dante Alighieri, caratterizzata non solo dall' aver avuto inizio in un anno di congiunzione Giove-Saturno (il 571 per Maometto, il 1265 per Dante), ma di aver anche avuto una netta svolta in un'altro anno di congiunzione Giove-Saturno: il 610 per Maometto, il 1305-06 per Dante.
Come si vede dai grafici qui sopra, una congiunzione tra i due pianeti giganti ebbe luogo tra il febbraio-marzo del 610 e l'ottobre-novembre di quell'anno, con un allineamento molto stretto dei due pianeti al 4 aprile (angolo visuale residuo di soli 0° 33' 22") ed un altro avvicinamento in ottobre a circa 2°.

La seconda e definitiva scoperta è derivata di recente 
I) dalle riflessione che, SE le congiunzioni Giove-Saturno sono tanto importanti per la storia giudaico-cristiana, ALLORA esse debbono esserlo anche per la religione islamica che di quella storia si dichiara conclusione e compimento; 
Falce di luna calente ed allineamento Giove-Saturno (ca. 1°)
nel pomeriggio e al tramonto del 27 marzo 610
II) dall' intuizione che doveva esservene traccia anche nel simbolo della mezzaluna stellata e che quella stella vicina e a destra della falce di luna calante, coincida (proprio come la cosiddetta 'stella di Betlemme') con un allineamento Giove-Saturno. 

Ecco è stato poi abbastanza facile andare a scoprire, con un affidabile software astronomico, che quella situazione sintetizzata ad es. dalla bandiera turca doveva essersi verificata nei giorni del primo stretto allineamento tra Giove e Saturno. Risulta precisamente che quella disposizione dei due pianeti e della luna calante si è verificata ed era visibile al tramonto del 27 marzo dell' anno 610. Fu proprio quella dal 27 al 28 marzo dunque la cosiddetta Notte del destino di cui parla il Corano alla sura n. 97: "La Notte del Destino è più bella di mille mesi, vi scendono gli angeli e lo spirito, con il permesso di Dio, a fissare ogni cosa. Notte di pace fino allo spuntare dell'aurora."