lunedì 22 aprile 2013

L'enigma del katechon della seconda Lettera ai Tessalonicesi (2Ts 2,1-12) e Massimo Cacciari

Venerdì scorso, 19 aprile, ho ascoltato una conferenza che il prof. Massimo Cacciari ha tenuto a Roma, nella sala grande della biblioteca della Link Campus University (prosecuzione della parificata S. Leone Magno, per la "formazione di professionisti e manager per il mondo che cambia").
All'incontro "Una riflessione sul potere", che prendeva spunto da/e presentava l'ultimo libro di Cacciari "Il potere che frena" (Adelphi, 212 pp., 13 €), partecipavano anche Franco Pizzetti (ordinario di Diritto costituzionale a Torino), Vincenzo Scotti (presidente della Fondazione Link Campus Univ.) ed Anna Maria Cossiga (docente di Antropologia culturale), come moderatrice.

 


Il volume di Cacciari, che ha per sottotitolo "Saggio di teologia politica", prendendo lo spunto dal secondo capitolo della seconda Lettera ai Tessalonicesi (partita da Corinto verso il 53 dC) , tratta della relazione tra teologia e politica nella cristianità occidentale, tematica divenuta centrale - dice il filosofo veneziano - in epoca moderna soprattutto grazie al tedesco Carl Schmitt, che iniziò a trattarne verso il 1932.

In 2 Ts 2, 1-12 Paolo di Tarso o qualcuno del suo seguito parla di un potere denominato in greco katechon, qualcuno o qualcosa che frenerebbe l'Anticristo prima che questi si riveli e sveli definitivamente, Anticristo che comunque verrebbe poi - nel suo ultimo assalto - superato e battuto dal Signore Gesù "con il soffio della sua bocca". Il katechon occupa dunque una posizione di mezzo (p. 60) e solo quando egli/esso si toglierà di mezzo, l'Anticristo potrà rivelarsi.

Sulla scia di Schmitt, Cacciari è del parere (pur con un debole cenno di dubbio, quasi fugacemente espresso a p. 34) che la figura del katechon di 2Ts 2 vada interpretata politicamente, ne ricorda l'identificazione storica da parte di vari autori a volte con l'Impero a volte con la Chiesa, ed afferma che - in questa ottica - il potere politico e civile non può non porsi anche in termini teologici e porgersi invece solo in modo tecnico-amministrativo. La politica, insomma, non potrebbe essere autentica se dimenticasse la propria origine spirituale. Ne derivano, secondo Cacciari, "una ridda di questioni teologico-politiche che continuano ad informare, senza che quasi mai ve ne sia consapevolezza, le nostre idee intorno al potere, alla sovranità, alla relazione tra autorità politica e religiosa, mondana e spirituale. Questioni che la 'secolarizzazione', in quanto dissoluzione di ogni idea di epoca, nasconde in sé, piuttosto che risolvere o superare." Questioni sulle quali poi Cacciari si diffonde nei vari capitoli del non-leggibilissimo libro.

Essendo la seconda volta che ascoltavo Cacciari sull'argomento (la prima era stata nella grande e piena sala Sinopoli dell'Auditorium di Roma, il 16 marzo scorso) ed avendo nel frattempo autonomamente  riflettuto sull' enigma del katechon, non ho potuto - al momento dei commenti e delle domande - esimermi dal dire chiaramente, apertis verbis, a Cacciari che la sua (e non solo sua) interpretazione politica di quel passo di 2Ts 2, 1-12 a me pare forzata e confuse e cavillose tutte le conseguenti considerazioni ed elaborazioni.
*     *     *
Secondo me, ho detto venerdì 19 aprile, in quel passo di 2Ts Paolo di Tarso o chi per lui - scrivendo nel corso dell'anno 53 (nell'anno e nei mesi che precedono la congiunzione Giove-Saturno singola di fine marzo 54, nella costellazione dei Pesci) - sta precisando che la prossima congiunzione G-S sarà singola, ricordando in modo velato e criptico appunto la dinamica di questo tipo di congiunzioni. Chi ritarda il verificarsi di questo tipo di evento astroNomico - cioè che Giove si allinei con Saturno  e poi lo superi - è la Terra che in questo tipo di congiunzione G-S non deve trovarsi in mezzo tra il Sole e la coppia Giove-Saturno (come sta facendo nel corso del 53), bensì dalla parte opposta dei due pianeti congiunti, rispetto al Sole (come farà a fine marzo 54).

Ne segue, concludendo, che è il nostro pianeta - la Terra - a doversi togliere di mezzo e non più rimandare il verificarsi (sei-sette mesi dopo) di quella particolare disposizione del Geviert planetario, identificata in 2Ts 2 con il nome di Anomos (o Iniquus o Anticristo). In altre parole, il katechon di 2Ts 2 è il pianeta Terra e Paolo (o chi per lui) sta facendo ermetiche considerazioni eliocentriste sulla dinamica delle congiunzioni tra Giove e Saturno.

mercoledì 17 aprile 2013

18 aprile 1881 - la data spartiacque nella vita e nell'opera di Nietzsche

I miei lettori più assidui lo hanno già chiaro, ma per tutti voglio ora ripetere quanto ho già avuto modo di scrivere da vari anni, sia qui che in diversi forum di discussioni storico-filosofiche. E cioè che vi è una data - nella vita di Nietzsche - la quale fa come da spartiacque sia nella sua opera che nella sua vicenda esistenziale: questa data è quella del 18 aprile dell'anno 1881, quando si verificò - al confine tra la costellazione dei Pesci e quella dell'Ariete - una congiunzione Giove-Saturno singola, invisibile nel momento culminante. Ma come è possibile? si chiederà qualcuno tra voi, come è possibile che una congiunzione G-S rimanga invisibile?!
E' possibile - certo la situazione è molto rara! - quando il Geviert viene a trovarsi con il Sole in mezzo, ovvero quando l'allineamento dei Quattro è Saturno-Giove-Sole-Terra. In queste circostanze Giove e Saturno congiunti - visti da Terra - sorgono insieme ma dietro
al Sole (o a pochissima distanza angolare da esso), rimanendo tuttavia nascosti alla vista a causa della grandissima potenza luminosa del Sole. E così restano per tutto il giorno, fino al tramonto. Per i consapevoli iniziati è questo il giorno del dio invisibile [Paolo agli ateniesi] e della meridiana ispirazione dionisiaca.

Ora, per una serie di motivi contingenti, io non ho il tempo di illustrare/ripetere di nuovo come e da cosa si deduca che Nietzsche seguì/osservò questo fenomeno nei mesi precedenti e seguenti il momento culminante, prima da Genova poi da Sils-Maria. E come e perchè proprio in quel tempo Nietzsche sentì l'antica 'chiamata' den cielo, trasformandosi da malandato filologo classico ad esaltato profeta dell'umanità.  Potete tuttavia trovare la decina di articoli che ho scritto sull'argomento cliccando sull'etichetta o label "18 aprile 1881" che trovate nell'elenco qui a destra, un po' più in basso. Buona lettura e buone meditazioni !

La cong. Giove-Saturno singola del 18 aprile 1881
[La curva rossa è la distanza angolare G-S in modulo; valori sull' asse di destra]

mercoledì 3 aprile 2013

Singolarità della situazione astronomica ai primi di aprile dell'anno 35 (Pesach e prima Pasqua cristiana)

L'occultazione di Giove (in congiunzione con Saturno nella costellazione
del  Leone) da parte della Luna il 6 aprile dell'anno 35
In queste giornate dell'anno 35 - siamo verso la fine del regno dell'imperatore Tiberio (succeduto ad Augusto ad agosto del 14 dc) - stava concludendosi, con il secondo 'allineamento' tra Giove e Saturno, la congiunzione doppia del 34-35 nella costellazione del Leone, tra il pianeta più grande (da sempre simbolo di regalità) ed il pianeta più lento e più lontano (El, l'altissimo dio israelitico, l' Antico di giorni del libro di Daniele). La distanza angolare minima tra i due pianeti si ebbe il 3 aprile 35 e fu di 0° 26' 35".

Gaius Cornelius Tacitus
Il primo allineamento di questa congiunzione G-S [congiunzione che - come ho dimostrato anche in convegni internazionali - è il fenomeno di cui riferisce in modo allegorico Tacito parlando di ritorno della fenice in Egitto, Annali 6.28] si era svolto il 5 ottobre del precedente anno 34 con angolo residuo di 0° 26' 46" tra i due pianeti, sempre sullo sfondo della zodiacale costellazione di stelle fisse del Leone. I grafici ora dietro al titolo del blog riportano gli andamenti nel tempo della longitudine di Saturno, di quella di Giove e della distanza angolare (in valore assoluto) tra i due pianeti proprio nei mesi di questa congiunzione.

Alla particolarità di avere un plenilunio (il 1° dopo l'equinozio primaverile) con un concomitante allineamento Giove-Saturno (evento teo-fanico nel giudaismo del seconto tempio secondo i miei studi), si aggiunse a Pesach dell'anno 35 un'altra singolare particolarità, che la sera del 6 aprile 35, quindi 5 gg prima del plenilunio (Pesach, 11.04.35), la Luna (al 79%) occultò per circa un'ora Giove, il figlio. Anzi secondo qualche programma planetario la Luna avrebbe occultato entrambi i pianeti congiunti, cioè sia Giove che Saturno.
Rimane il fatto comunque che al momento del completo plenilunio, 11 aprile sera, Giove e Saturno congiunti a ca. 27' (la Shekinah) erano ben visibili nel cielo notturno a circa 68° dalla Luna.
 
Ecco, volevo condividere con voi, miei lettori (particolarmente con gli amici astrofili ed astronomi), la particolarità, la singolarità di questa situazione astronomica dei primi di aprile del 35, situazione pasquale la cui conoscenza va - secondo me - ancora affinata con ulteriori ricerche e simulazioni. 

domenica 17 marzo 2013

L'incontro tra papa Francesco e la famiglia Orlandi

Saluto tra il nuovo Papa e Pietro Orlandi
davanti alla chiesa di s.Anna in Vaticano (17.3.2013 mattina)
La più incredibile tra le notizie oggi ascoltate ai tg dell'ora di pranzo è stata che stamattina 17 marzo il nuovo papa Francesco, recatosi a dir messa nella piccola chiesa di s.Anna interna al Vaticano, ha salutato e si è brevemente intrattenuto sia con la madre che con il fratello Pietro di Emanuela Orlandi, la ragazzina - cittadina vaticana - misteriosamente sparita quasi 30 anni fa, il 22 giugno 1983, all'epoca del pontificato di Giovanni Paolo II.

Emanuela Orlandi
Arrivando a piedi e salutando molti fedeli e turisti a Porta Angelica in quel modo del tutto informale che è il suo tratto caratteristico, il Papa  ha poi salutato in particolare i familiari di Emanuela, mostrando di avere ben a mente il caso Orlandi, davanti a quella che è proprio la loro chiesa parrocchiale, s.Anna. Contento per le parole e per la stretta di mano del papa, Pietro Orlandi ha detto di confidare che presto il papa possa riceverlo in udienza privata.

Che la Chiesa voglia finalmente scrollarsi di dosso intrighi, reticenze, sospetti, ... e realmente rifondarsi nello spirito del santo di Assisi? Chissà che questo papa venuto da tanto lontano (e non Unto come i cardinali del post precedente) non finisca per stupirci davvero ... e in tanti ambiti (ho letto che ama molto Hoelderlin, come Heidegger). Noi lo speriamo.
Auguri Santità per un buon e lungo pontificato!!

lunedì 4 marzo 2013

Poteva anche dirle Benedetto XVI due parole su Emanuela Orlandi !!

Giovanni Paolo II ed Emanuela Orlandi
Certo che prima terminare il suo pontificato Benedetto XVI avrebbe anche potuto dire due parole in ricordo della giovane cittadina vaticana Emanuela Orlandi, sparita misteriosamente a 15 anni quasi trent'anni fa (il 22 giugno 1983).

Era stato sollecitato a farlo non solo dalla famiglia Orlandi, ma anche da oltre centomila sottoscrittori dell'appello rivolto da Pietro Orlandi, il fratello di Emanuela, al card. Tarcisio Bertone, segretario dello Stato vaticano. Cosa gli sarebbe costato?! Invece anche le due ultime occasioni del febbraio 2013 (l'ultimo Angelus domenicale e l'ultima udienza pubblica in P.za s. Pietro, mercoledì 27) sono scivolate via così, senz'alcun cenno ad Emanuela.  PERCHE'?


L'attentato del 13.5.1981 a Giov.Paolo II
G.Paolo II incontra in carcere e perdona
Alì Agca, il suo attentatore 

Non è facile rispondere a questa domanda, ipotizzare da cosa quell'incompren-sibile omissione di Bene-detto XVI possa essere stata determinata.

Certo è che mentre Giovanni Paolo II ne parlò molte volte (a partire dal 3 luglio 1983, quando ne fece subito un caso internazionale legato all'attentato da lui subito), Benedetto XVI non ha mai parlato pubblicamente di Emanuela Orlandi. 
Giovanni Paolo II con il com.
Estermann e la moglie
Occorre comunque notare che, se è vero che Benedetto XVI  si è rifiutato di ricordare Emanuela, è vero anche che nei suoi ultimi giorni di pontificato ha opposto un altro e significativo rifiuto: quello di firmare il decreto di canonizzazione per dichiarare santo Karol Wojtyla, Giovanni Paolo II, decreto sottoposto alla firma di Benedetto XVI dalla Congregazione per le cause dei Santi, su sollecitazione dei polacchi e del cardinale di Cracovia Stanislaw Dziwisz, ex segretario di G.P.II.

Probabilmente il Papa Emerito non si è voluto assumere lui tutta la responsabilità di dichiarare concluso con la santificazione di Giovanni Paolo II il periodo storico iniziato 32 anni fa con l'attentato del 13 maggio 1981 [quello che avvenne, guardacaso, nel bel mezzo della congiunzione Giove-Saturno TRIPLA del 1981 nella costellazione dell'Ariete, vd. diagrammi] Probabilmente in tutta la storia e agli avvenimenti successivi a quell'attentato vi sono passaggi, personaggi e punti che Benedetto XVI non è riuscito a capire e a chiarire a se stesso e che ne hanno, di fatto, fiaccato la Sua resistenza morale alle lotte e agli intrighi interni alla Curia romana. Da qui, oltre che dall'età avanzata, la decisione di quell'uscita di scena, con passaggio della patata bollente alle più giovani mani del successore.


mercoledì 20 febbraio 2013

Noterella storica su papa Benedetto XVI e me


Papa Benedetto XVI con il card. Achille Silvestrini
Ora che - con sorpresa un po' di tutti - il pontificato di Joseph Ratzinger, cioè di papa Benedetto XVI, sta finendo ed i biografi si apprestano a raccogliere tutti i fatti e gli aneddoti della sua lunga vita, mi sembra giusto ch'io contribuisca con una vicenda ed un ricordo personali, relativi all'anno 2006.
Giusto sette anni fa, in questi giorni di febbraio 2006 (Benedetto XVI era stato eletto da meno di un anno, il 19 aprile 2005), si tenne al Teatro Palladium dell'Università di RomaTre un ciclo di tre serate di 'filosofia in teatro', organizzato dalla facoltà di filosofia di quella università e dalla rivista Reset. Io non seppi subito dell'iniziativa e così persi i primi due incontri; feci in tempo però a partecipare alla terza serata che, accompagnata anche dalla lettura di brani shakespeariani, si tenne il  23 febbraio 2006 sul tema "La religione degli altri".
 
All'interessante ma troppo breve dibattito, coordinato dal prof. Giulio Bosetti di Roma Tre, parteciparono quattro illustri rappresentanti delle tre religioni monoteiste e del pensiero laico:

- il dr. Riccardo Di Segni, rabbino capo di Roma,
- il filosofo della scienza Giulio Giorello,
- il dr. Hassan Hanafi, filosofo dell'Università del Cairo, ed
- il cardinale Achille Silvestrini, della Curia romana.
 
Il ricordo personale, che volevo segnalare e che potrebbe essere di qualche interesse per i futuri biografi di papa Benedetto (oltre che per voi, miei lettori), è che io colsi quell'occasione per donare a ciascuno dei quattro eminenti personaggi una copia del mio libro Congiunzioni Giove-Saturno e storia giudaico-cristiana e che anzi il mio ardire si spinse fino ad inviarne - tramite il card. Silvestrini - una copia con dedica anche al Papa.
La dedica diceva:
 
"A Sua Santità Benedetto XVI,
con grandissima stima e
con la speranza di poter un giorno
parlare direttamente con Lei
di queste tematiche.
Con deferenza,
Giuseppe De Cesaris.
 
Roma, 23 febbraio 2006"
 
Quando a metà aprile del 2007 uscì il primo libro di papa Benedetto su Gesù di Nazareth e poi ancora quattro anni dopo quando uscì il secondo volume, io rimasi molto deluso non solo di non veder citato il mio libro ma anche di non veder citato - neppure in via di ipotesi - il fatto che la gran parte degli studiosi (me incluso) ormai identifica la 'stella di Betlemme' del vangelo di Matteo proprio con una congiunzione Giove-Saturno, quella tripla del 7 a.C. nella costellazione dei Pesci.
Il papa ha rimediato comunque nel terzo libro su Gesù, quello uscito da poco, ai primi di dicembre del 2012 (L'infanzia di Gesù), ove almeno cita abbastanza diffusamente l'ipotesi di identificazione della 'stella' di Matteo con la congiunzione G-S di cui sopra.
 
In nessuno di questi tre libri accenna invece alla mia personale importante scoperta: che la prima Pasqua cristiana coincide con Pesach dell'anno 35, la quale avvenne ai primi di aprile (del 35 appunto) in precisa concomitanza con il secondo allineamento della congiunzione Giove-Saturno doppia del 34-35 nella costellazione del Leone. Fenomeno planetario questo che, iniziato nell'autunno del 34, coincide con la cosiddetta apparizione della fenice in Egitto, citato da Tacito in Annali VI, 28.
 
 Ecco.. quando l' 11 febbraio ho sentito della rinuncia o abdicazione di papa Benedetto non vi nascondo di aver pensato, tra le possibili cause della decisione, anche al Suo eventuale desiderio di potersi dedicare negli ultimi anni ad approfondire e capire meglio il completo contesto e storia delle origini cristiane ... magari proprio secondo le linee indicate dal mio volume, che deve certamente aver letto.
 
Chissà che, in accoglimento del mio desiderio espresso nella dedica al libro che gli inviai tramite il card. Silvestrini, io non mi trovi invitato nei prossimi tempi da Benedetto XVI tornato cardinale Joseph Ratzinger  a discutere con lui proprio di congiunzioni Giove-Saturno. Chissà ...

mercoledì 6 febbraio 2013

Not only in Washington.. in Berlin and in London too you can find ...

... a copy of my work Congiunzioni Giove-Saturno e storia giudaico-cristiana, that is in English Jupiter-Saturn conjunctions and Judaic-christian history. In fact, as one can verify through a simple search in the following  two links, both the British Library (BL) in London and the Staatsbibliothek zu Berlin (SBB) own a copy of the book:
for the British Library catalogue ===>>   http://catalogue.bl.uk/
 
for the Staatsbibliothek zu Berlin cat. ==>>   http://staatsbibliothek-berlin.de/  
 
 
 == I wish you all a pleasant and intriguing reading. With kind regards, Giuseppe ==
 


giovedì 31 gennaio 2013

Il manoscritto è anche all' U.S. Copyright Office

Come forse ho già detto in qualche altro articolo postato in precedenza, quando a fine luglio del 2000 andai a depositare il manoscritto del mio Congiunzioni Giove-Saturno e storia giudaico-cristiana alla Società Italiana Autori ed Editori (la S.I.A.E.) all'EUR scoprii che un ufficio di essa faceva da intermediario con il Copyright Office americano ed era dunque possibile - depositando una copia in più - fare domanda per il riconoscimento del Copyright sull'opera anche negli Stati Uniti. Così feci e dopo qualche tempo, a conclusione dell'iter, mi arrivò il regolare certificato di registrazione da parte dell' U.S. Copyright Office (annesso alla Biblioteca del Congresso, la Library Congress di Washington). 
Se volete divertirvi a verificare di persona, dovete andare prima sulla homepage della Library of Congress, lì individuare il riquadro dello U.S. Copyright Office, poi trovare i vari cataloghi. Tenete conto che il mio nome è stato registrato in due varianti: DeCesaris, Giuseppe (senza spazio tra le due parti del cognome) oppure come Cesaris, Giuseppe D. Tenete anche conto che la prima parola del titolo è stata inserita per errore come "Conguinzioni"  con la prima i e la u scambiate di posto. Comunque non avrete alcun problema se nella Search Request inserite la keyword/parola-chiave: "Giove-Saturno" . Ah ... dimenticavo, potete trovare il record di registrazione anche con questi riferimenti: Copyright Number TXu000977054 Date 2000-08-31.

[N.B. Ho ritoccato questo articolo per correggere un errore nel quale ero incorso per eccessivo ottimismo, errore connesso con parola 'Relevance' della tabella di presentazione dei risultati del motore di ricerca del Copyright Office. Chiedo venia.]
 
 
 

giovedì 24 gennaio 2013

Una G-S tripla in diretta: il ritorno dell'ESSERE del 1940-1941

Grafici (prodotti dallo scrivente) relativi alla
congiunzione Giove-Saturno tripla che si verificò a cavallo
degli anni 1940-1941 nella costellazione dell'Ariete
Riordinando un po' di carte, mi è tornato tra le mani un interessante articolo che trovai in rete (in un archivio della Nasa gestito dall'Università di Harvard) all'inizio del 2004 ["trovato e stampato il 21.2.2004 notte" recita l'appunto che vi feci sopra] e che mi confermò nella validità di tutta una serie di risultati che avevo già ottenuto autonomamente, cinque-sei anni prima al momento della stesura e pubblicazione del mio "Congiunzioni Giove-Saturno e storia giudaico-cristiana"[2001].

Si tratta dell'articolo che un certo Samuel Herrick Jr. della UCLA (University of California, Los Angeles) dedicò alla congiunzione Giove-Saturno tripla del 1940-41 proprio mentre essa era in atto e lui dunque la stava seguendo probabilmente notte dopo notte. L'articolo fu pubblicato a febbraio del 1941 nel fascicolo n. 144 dell' Astronomical Society of the Pacific, dopo che si erano già verificati i primi due allineamenti (vedi grafici), mentre Giove era ancora alla destra del 'padre Saturno' (curva rossa dei grafici) e si attendeva il terzo allineamento.
Scriveva S. Herrich sulla prima pagina [p. 341]:
"In this time Jupiter has twice passed his slower-moving companion, once on the fifteenth of August, in the course of their eastward (durect) motion the stars, and once on October 11, while both were moving in the retrograde (westward). These two 'conjunctions' soon are to be followed by a third and final one, on the twentieth of the present month (February), after the two planets have resumed their eastward motion. Thereafter Jupiter will pull steadily ahead of Saturn in their never-ending race around the zodiac, and next will overtake the latter in the early part of 1961."




A beneficio di tutti i miei lettori, ma particolarmente degli amici astrofili ed astronomi che mi seguono in queste intriganti ricerche, riassumo dunque i riferimenti all'articolo:

Herrick, Samuel, Jr.
The Jupiter-Saturn Triple Conjunction
Astronomical Society of the Pacific Leaflets, Vol. 3, February 1941, Leaflet No. 144, p. 341

ottenibile in rete tramite il NASA ADS Astronomy/Planetary Abstract Service.

Agli amici storici e filosofi ricordo invece, prima di chiudere, che è proprio questo il fenomeno cui pensava Martin Heidegger almeno dal 1921 in poi e comunque nel 1926-1927 quando scrisse e pubblicò il suo Sein und Zeit, Essere e Tempo. Il fenomeno - secondo me - che lo portò a dire che la Seconda Guerra Mondiale era anche, se non prioritariamente,  un evento metafisico.  Ma su tutte queste cose, sulla Germania segreta ed esoterica, torneremo presto in altri articoli specifici.

domenica 13 gennaio 2013

La manifestazione del LOGOS del 7 aC

In questi giorni del 6 ac la congiunzione tripla tra Giove e Saturno verificatasi sullo sfondo della costellazione zodiacale dei Pesci volgeva ormai al termine. Terminata per entrambi i pianeti la fase di apparente moto retrogrado, Giove era infatti tornato alla sinistra del 'padre' Saturno (linea blu del grafico qui a sinistra, che indica ora una maggiore longitudine di quella dell'Antico di giorni, linea viola), ne distava ora circa 3° e se ne sarebbe allontanato sempre più, nei successivi mesi ed anni (fino a 9 anni e 340 giorni, poi avrebbero ripreso a riavvicinarsi).
 
L'unico allineamento eliocentrico si ebbe al 31 agosto di quell'anno, mentre le date dei tre allineamenti visti da Terra tra i due pianeti e le relative distanze angolari minime, visive, erano state rispettivamente: il 29 maggio (59' 06"), il 1° ottobre (58' 29") ed il 5 dicembre (1° 03' 55") del 7 ac. 
I due pianeti apparvero più vicini di 3°, come in un armonico balletto, dal 27 aprile del 7 ac fino appunto a questi giorni del 6 ac, cioè complessivamente per 262 giorni.

Come si vede, si trattò sì di una congiunzione G-S tripla (quindi piuttosto rara, mancava infatti dal 146-145 ac quando se n'era avuta una nella costellazione del Cancro), ma non particolarmente spettacolare e perfetta da un punto di vista astronomico. Innanzitutto i due pianeti non si avvicinarono mai a meno di circa due diametri lunari e poi l'intervallo tra primo e secondo allineamento (125 giorni) fu ben più lungo di quello tra secondo e terzo allineamento (65 giorni, cfr. grafici). Questo significa che le tre lancette (Terra, Giove, Saturno) dell' orologio cosmico non si allinearono mai perfettamente tutte e tre nella stessa direzione, come fanno le due lancette dell'orologio al nostro polso all'inizio di un nuovo giorno.
Molto meglio - da questo punto di vista - andarono le cose  973 anni dopo quando - nel 967 dC - una congiunzione Giove-Saturno tripla si verificò nuovamente nella costellazione dei Pesci.

I tre allineamenti, con relativi angoli visuali minimi, si ebbero al 25 giugno (1° 09' 08") e 6 ottobre (1° 11' 08") 967 e 4 gennaio 968 (1° 15' 27"). Che la congiunzione G-S di quell'anno non sarebbe finita ad ottobre e sarebbe invece stata tripla lo sapevano - con altissima probabilità - tanto l'imperatore del Sacro Romano Impero Ottone I di Sassonia che il papa Giovanni XIII (965-972), i quali insieme proprio in quei giorni convocarono con un'unica lettera a Roma il giovane Ottone II, figlio dell'imperatore, per incoronarlo co-reggente nella notte di Natale in s. Pietro 'davanti a Cristo'.

E così fu. Partito da Augsburg ed entrato in Italia al passo del Brennero, Ottone I incontrò suo figlio in ottobre a Verona e di lì, via Ravenna, si recarono insieme a Roma. Qui a mezzanotte del 24 dicembre 967 il dodicenne Ottone II fu insignito dal padre del titolo di Cesare e nominato dal papa Imperatore co-reggente del Sacro Romano Impero.  In quella notte Giove era ancora alla destra di suo 'padre' Saturno, ne distava solo 1° 22' 38" e gli si stava avvicinando in direzione est per il III ed ultimo allineamento di quella congiunzione, allineamento avvenuto - come detto - una decina di giorno dopo, il 4 gennaio 968.

Tanto onore celeste non riuscì ad evitare a Ottone II la sfortuna di una breve vita: colpito da malaria, morì infatti ventottenne nel suo palazzo di Roma il 7 dicembre del 983. Riposa nella Basilica di s. Pietro, unico imperatore del Sacro Romano Impero ad essere sepolto a Roma. R.i.p. [ http://de.wikipedia.org/wiki/Otto_II._(HRR) ]

sabato 5 gennaio 2013

Papa Ratzinger sulla IV egloga di Virgilio

Sulla IV egloga virgiliana scrive nel suo ultimo (terzo) libro su Gesù anche papa Benedetto XVI.
A pag. 66 del suo L'infanzia di Gesù, Rizzoli-Lev leggiamo:

"Forse è opportuno menzionare a questo punto un testo che, come un presagio del parto verginale, ha fatto riflettere la cristianità occidentale fin dai primi tempi. Penso alla quarta egloga di Virgilio che fa parte delle Bucoliche (poesie pastorali), composte all'incirca quarant'anni prima della nascita di Gesù."

POICHE' della nascita di Gesù il papa dice a pag. 75 che "è da fissare qualche anno prima" della morte di Erode il Grande, che "morì già nel 4 a.C." e a pag. 115 che "Keplero ha calcolato che, a cavallo tra l'anno 7 e 6 a.C. - che oggi viene considerato l'anno verosimile della nascita di Gesù - si è verificata una congiunzione dei pianeti Giove, Saturno e Marte" NE DEDUCO che anche lui è del mio stesso parere e cioè che la IV bucolica dev' essere stata scritta da Virgilio originariamente verso il 46 a.C., prima come dicevo dell' introduzione del nuovo calendario solare.

Rimanendo comunque sulle generali e senza far apertamente propria l'idea costantiniana e medioevale di Virgilio profeta cristiano (ma tuttavia alludendovi), il papa continua:

"In mezzo ai versi giocosi sulla vita di campagna, risuona lì all'improvviso un tono molto diverso: viene annunciato l'avvento di un nuovo grande ordine del mondo a partire da ciò che è integro (ab integro). <<Iam redit et virgo - già ritorna la vergine>>. Una nuova progenie discende dall'alto del cielo. Nasce un bambino con cui finisce la progenie 'di ferro'.
  Che cosa viene promesso lì? Chi è la vergine? Chi è il bambino di cui si parla? Anche qui - come nel caso di Isaia 7,14 - gli studiosi hanno cercato identificazioni storiche che, però, soaltrettanto nel vuoto. Dunque, che cosa viene detto? Ilmmaginativo dell'insieme proviene dall'antica raffigurazione del mondo: sullo sfondo sta la dottrina del ciclo degli eoni e del potere del destino. Ma queste idee antiche acquisiscono un'attualità vivace mediante l'attesa secondo cui sarebbe ormai arrivata l'ora di una grande svolta di eoni. Ciò che fino a quel momento era stato solo uno schema lontano, all'improvviso si rende presente. Nell'epoca di Augusto, dopo tutti gli sconvolgimenti a causa di guerre e di guerre civili, il Paese è attraversato da un'ondata di speranza: ora dovrebbe finalmente iniziare un grande periodo di pace, dovrebbe spuntare un nuovo ordine del mondo.
   Di questa atmosfera di attesa della novità fa parte anche la figura della vergine, immagine della purezza, dell'integrità, della partenza 'ab integro'. E ne fa parte l'attesa del bambino, del germoglio divino (deum suboles). Per questo si può forse dire che la figura della vergine e quella del bambino divino fanno, in qualche modo, parte delle immagini primordiali della speranza umana, che emergono in momenti di crisi e di attesa, senza che vi siano in prospettiva figure concrete."

Comprende ogni lettore che - in base a quanto ho scritto nell'articolo precedente - io non sono d'accordo con il papa. Secondo me  IV egloga fu scritta dal ventiquattrenne Virgilio in un momento storico ben determinato e con protagonisti e condizioni astronomiche ben precise. Dopo le idi di marzo del 44 a.C. e l'uccisione di Cesare, l'egloga fu tenuta nel cassetto da Virgilio per qualche anno e ritoccata e ri-dedicata poi nel 40, dopo la pace di Brindisi.

E' vero comunque che vi era in medioriente - particolarmente tra gli israeliti esseni palestinesi - l'attesa di una nuova gravidanza celeste (cioè di una congiunzione Giove-Saturno tripla)  nella costellazione dei Pesci, gravidanza che avrebbe dovuto concludersi - come tutte le gravidanze celesti - con la nascita di un Figlio divino, di un davidico re e messia d'Israele.
E' il caso di ricordare, per concludere, che da un punto di vista astroNomico quando una congiunzione tripla avviene nella costellazione dei Pesci, il Sole per un certo periodo viene a trovarsi nella Vergine (la costellazione opposta).

giovedì 27 dicembre 2012

Redeunt Saturnia regna (Virgilio, IV bucolica)


Statua di Virgilio a Mantova
In clima natalizio non è fuor di luogo parlare della IV bucolica di Virgilio, certamente la più famosa delle dieci anche se non proprio la più bella da un punto di vista strettamente poetico. Il motivo della grande fama di questa composizione è che - alcuni decenni prima dell'inizio dell'era cristiana - vi si parla della nascita di misterioso puer divino, regale che avrebbe avviato/introdotto un nuovo grande ordine di secoli, non più caratterizzato da divisioni e guerre come quelle che si erano avute fino allora a Roma, ma da concordia e pace in tutto il mondo, anche animale.
Chi fosse il puer tanto fortunato cantato da Virgilio è una questione che si dibatte da secoli e millenni, con pareri molto divergenti e senza una conclusione accettata. Poichè nell'opera si nomina Pollione, alcuni hanno pensato che Virgilio alludesse a suo figlio, il futuro Asinio Gallo. Altri hanno pensato a Marcello, il nipote di Augusto, ed altri alla stessa figlia di Augusto, Giulia.
L'interpretazione cristiana, quella che diede eccezionale fama alla bucolica, fu quella lanciata dall'imperatore Costantino a Nicea, poi ripresa da s.Agostino e Dante, che il puer vaticinato da Virgilio altri non fosse che Gesù Cristo.
La chiesa medioevale poi, nei canti liturgici del giorno di Natale, pose ed invocò
Virgilio come profeta di Cristo:
Maro, Maro, vates Gentilium, da Christo testimonium
O Virgilio Marone, o Marone poeta dei pagani, dà testimonianza a Cristo


 
Tutto ciò premesso, dirò ora che anch'io ho fatto un certo lavoro esegetico sulla IV bucolica di Virgilio che mi porta però a tutt'altre conclusioni. A questo lavoro sono dedicate le pagine da 128 a 135 del mio Congiunzioni Giove-Saturno e storia giudaico-cristiana, che ora ovviamente non ripeterò qui in ogni dettaglio, riportandone invece i risultati. Che sono i seguenti (pag. 134):
 
"Secondo noi, dunque, la quarta egloga fu inizialmente scritta dal ventiquattrenne Virgilio nell'estate-autunno del 46 aC (quando era da poco iniziata l'èra astronomica dei Pesci, da poco iniziato l'ottavo secolo di Roma e mentre era in atto una congiunzione Giove-Saturno), come composizione augurale dedicata a Giulio Cesare - e a suo figlio Tolomeo Cesare - in occasione del suo rientro a Roma e della sua decisione di introdurre il calendario solare [a partire dall'imminente 1° gennaio del 45 aC]."
 
Il misterioso puer di cui tratta l'egloga è dunque a parer mio Tolomeo Cesare, il figlio di Giulio Cesare e della regina d'Egitto Cleopatra, figlio regale e figlio anche della 'gravidanza celeste' allora in atto (cfr. congiunzione G-S, "redeunt Saturnia regna", dei grafici sovrastanti). Il bambino aveva allora circa un anno.
 
La drammatica conclusione di questa vicenda iniziata tanto poeticamente fu che quel puer - che secondo gli auspici della bucolica virgiliana doveva essere il simbolo ed il fortunato testimone dell'inizio di un "nuovo grande ordine di secoli" e di una apollinea e pacifica età dell'oro - quel puer, Tolomeo Cesare, finì strangolato all'età di 17 anni, per ordine di Ottaviano, poco dopo il suicidio della trentanovenne madre Cleopatra, avvenuto ai primi di settembre del 30 aC. (un anno dopo la sconfitta di Azio).

sabato 22 dicembre 2012

La G-S tripla è una congiunzione rara, quando arrivò quella del 7a.C. mancava da 139 anni

La congiunzione Giove-Saturno tripla del 146-145 a.C.
nella costellazione del Cancro
Quella cui si riferiscono i grafici ora dietro al titolo del blog è la congiunzione Giove-Saturno tripla che ebbe luogo sullo sfondo dell'ampia costellazione dei Pesci  nel 7 a.C. e che in questi giorni di dicembre di quell'anno era appena terminata [N.B.: nei computi astronomici e quindi nei grafici l'anno '-6' equivale al 7 ac, così come il '-145' al 146 aC, ...]. Poichè, come ho dimostrato nel mio Congiunzioni Giove-Saturno e storia giudaico-cristiana, i due pianeti durante questo fenomeno restano molto vicini per circa 8-9 mesi, possiamo a ragion veduta affermare che in questi giorni del 7 a.C. si era appena conclusa una gravidanza celeste. E sappiamo tutti che le gravidanze, anche quelle celesti, si concludono generalmente con la nascita di un figlio.

Ho illustrato in alcuni degli articoli precedenti (ed ovviamente anche nel mio libro) che questo fenomeno, visibile da Terra ad occhio nudo nel cielo notturno, è piuttosto raro, poichè per il suo verificarsi è richiesto che la Terra venga a trovarsi - sulla sua orbita - a non più di 29° da una parte o dall'altra rispetto all'asse della congiunzione elio-centrica Giove-Saturno.

Come dire che, essendo 29°+29° = 58° un valore molto prossimo a 60° cioè ad 1/6 dell'angolo giro (360°), la probabilità che una qualunque congiunzione G-S sia tripla è solo di 1/6 (ca. il 16%), ovvero che di congiunzioni G-S triple ne capiterà mediamente solo 1 su 6, ovvero 1 ogni ca. 120 anni. Questa come detto è una valutazione media, potendo una congiunzione G-S tripla mancare in pratica anche per tre-quattro secoli oppure potendosene presentare due anche a distanza temporale di meno di 120 anni.

Nel caso specifico, quando arrivò quella (da alcuni) tanto attesa del 7 ac nella costellazione dei Pesci, non se n'era vista più una dal 146-145 ac - cioè da ca. 139 anni - quando se n'era avuta una nella costellazione del Cancro (vedi grafici in alto a sinistra) ad una longitudine di ca. 104°. A quella data il punto gamma dell'equinozio di primavera era già transitato (da pochi decenni) dalla costellazione dell'Ariete a quella dei Pesci e fu proprio intorno a tale data che si verificò un vero e proprio scisma in seno alla classe sacerdotale ebraica, con un consistenze gruppo di sacerdoti ( e relative famiglie) che lasciò Gerusalemme e si ritirò ad est della città, sulle rive del Mar Morto, a/nei-pressi-di Qumran.

Tanto basti (data anche l'ora tarda), a mo' di panoramica introduttiva, per inquadrare da un punto di vista astronomico l'epoca che vide sorgere in Palestina dall'antica religione mosaica un nuovo movimento religioso dotato di grande forza propulsiva, il movimento dei cristiani.
 

mercoledì 19 dicembre 2012

Concordo con Daniélou e Jaeger sulla datazione della 'Vita di Mosè' di Gregorio di Nissa

.Prima di iniziare a parlare, anzi a scrivere, della cosiddetta 'stella di Betlemme' (cioè della congiunzione Giove-Saturno del 7 aC nei Pesci), a mo' di parentesi volevo scrivere qualcosa sulla datazione di una delle opere di Gregorio di Nissa, La vita di Mosèlibro del quale ho acquistato qualche giorno fa una copia (in ottimo stato) su una bancarella per pochi spiccioli (immagine qui a sinistra).

Leggo nell'Introduzione del curatore, Manlio Simonetti, che non è ancora risolto il problema della datazione di questo testo teologico, questione che "si ripercuote sul significato stesso da attribuire a quest'opera di Gregorio nel contesto più generale della sua attività letteraria, e perciò sul modo in cui noi possiamo ricostruire lo sviluppo e la maturazione del suo pensiero." Vi sono al riguardo, apprendo, due scuole di pensiero: quella di Daniélou e Jaeger che ne fissano la stesura "a qualche anno dopo il 390" e quella di Heine secondo cui il vescovo di Nissa scrisse quest'opera circa dieci anni prima, tra il 380 ed il 384. Il curatore dell'edizione Valla-Mondadori è propenso a fissare la composizione dell'opera "intorno al 390".

Secondo me, la data di stesura di quest'opera è l'anno 392, per il motivo principale che proprio in quell'anno (cfr. grafici qui sotto a destra) si ebbe una ripetizione del fenomeno astronomico delle congiunzioni tra Giove e Saturno, considerato _vera e propria teofania nella religione mosaica_ dopo il rientro in Palestina da Babilonia, cioè all'epoca del Secondo tempio.

Come si vede dai grafici, il fenomeno avvenne nel 392 (il 3 ottobre nella costellazione della Vergine) nella forma visibile da Terra come congiunzione singola (o di tipo unicorno) perfettamente simmetrica, il che significa che Giove supera Saturno durante il giorno e proprio nelle ore centrali del giorno, rimanendo il fenomeno invisibile all'occhio fisico, corporeo, per la grandissima potenza luminosa del sole. In altre parole i due pianeti sono si allineati, ma si trovano sulla retta che unisce osservatore e sole, e dietro di questo.

Alle pagine 19-20 del volume, scrive Gregorio ricostruendo la cd vita di Mosè: "20. Trascorso un certo tempo in questo modo di vita - racconta la storia - (Mosè) ebbe una meravigliosa apparizione divina: in pieno mezzogiorno un'altra luce, più forte di quella del sole, lampeggiò ai suoi occhi ed egli, stupito per l'inconsueto spettacolo, alzò lo sguardo verso il monte e vide un cespuglio da cui scaturiva luce come fuoco, mentre i rami crescevano alimentati dalla fiamma ...".

Secondo me, fu proprio l'approssimarsi di questo fenomeno e poi il suo culminare ai primi di ottobre del 392 (ottant'anni dopo Ponte Milvio e mentre il cristianesimo veniva proclamato unica religione dell'impero romano) a spingere Gregorio di Nissa a scrivere la sua Vita di Mosè, dandone un'interpretazione allegorica piuttosto trasparente ancorchè opportunamente criptica.
Con il che si è dimostrata una volta di più l'efficacia della nuova ermeneutica, da qualcuno già indicata come l' ermeneutica di Giuseppe.

giovedì 13 dicembre 2012

L'imp. Costantino a Roma nel Dies Natalis Solis Invicti: 25-12-312



E' noto che dopo la battaglia di Saxa Rubra - Ponte Milvio del 28 ottobre del 312 (anno che in realtà a quel tempo era ancora conteggiato come 1065 ab Urbe condita) Costantino rimase a Roma almeno un paio di mesi prima di partire per Milano e lì incontrare (febbraio 313) Licinio V. Liciniano, proveniente dalla Pannonia. Insieme da Milano avrebbero a breve emanato il cosiddetto 'editto di tolleranza' che riconosceva anche il cristianesimo come religio licita al pari di altre religioni, in tutto l'impero romano.
Proprio il 13 dicembre di quell'anno stava culminando (come si vede nei grafici sottostanti) l'ennesima ripetizione di quel fenomeno astroNomico - una congiunzione Giove-Saturno - che circa 3 secoli prima

aveva 'incorniciato' l' origine del cristianesimo, con le due congiunzioni Giove-Saturno multiple del 7 ac (tripla nei Pesci) e del 34-35 (doppia nella costellazione del Leone). Questa nuova occorrenza del fenomeno planetario - da cui, a parer mio, Costantino si era lasciato guidare nella sua discesa da Treviri a Roma - fu tuttavia visibile da Terra come congiunzione singola, trovandosi il nostro pianeta dalla parte opposta, rispetto al Sole, dei due pianeti. Giove e Saturno, separati in questi giorni di quell'anno da soli ca. 15' di distanza angolare, erano ancora visibili bassi sull'orizzonte, dopo il tramonto in direzione ovest-sud/ovest.
 
Ecco, tutto ciò premesso mi chiedevo che tipo di festività avranno avuto luogo a Roma quell'anno in prossimità del solstizio invernale alla presenza dell'imperatore d'occidente Costantino. Già dai tempi di Nerone e degli imperatori Flavi, con la costruzione e manutenzione del Colosso (alto 35 metri) è attestato a Roma il culto solare , ripreso poi da Caracalla e dal siriano Eliogabalo di Emesa. Nel 274 poi, l'imperatore Aureliano "trasferì a Roma sacerdoti del dio Sol Invictus e ufficializzò il culto solare di Emesa, edificando un tempio sulle pendici del Quirinale e creando un nuovo corpo di sacerdoti (pontifices solis invicti).  ....   Aureliano consacrò il tempio del Sol Invictus il 25 dicembre 274, in una festa chiamata Dies Natalis Solis Invicti "Giorno di nascita del Sole Invitto", facendo del dio-sole la principale divinità del suo impero ed indossando egli stesso una corona a raggi. La festa del Dies Natalis Solis Invicti divenne sempre più importante in quanto si innestava, concludendola, sulla festa romana più antica, i Saturnali (16-23 dicembre)." [da http://it.wikipedia.org/wiki/Sol_Invictus ]
Non sappiamo se i Saturnalia ed il Dies Natalis Solis Invicti si svolsero in quelle giornate solstiziali del 312 (1065 a.U.c.) come al solito, ma probabilmente sì sia perchè a quella divinità era stato devoto anche Costanzo Cloro, il padre dell'imperatore, sia perchè Costantino (allora poco più che trentenne) non era ancora in quel momento il campione cristiano che diventerà poi. Lo attesta chiaramente il cd editto di Milano del febbraio 313:
"Noi dunque, Costantino Augusto e Licinio Augusto, abbiamo ritenuto di accordare ai cristiani e a tutti gli altri la libertà di seguire la religione che ciascuno crede, affinchè la divinità che sta in cielo, qualunque essa sia, a Noi e a tutti i nostri sudditi dia pace e prosperità".
"La divinità che sta in cielo, qualunque essa sia": una formula prudenziale che dice e non dice, nonostante quel che scriveranno poi Lattanzio ed Eusebio di Cesarea sul segno di Ponte Milvio, sulla cd visione costantiniana. Ci sarebbero voluti ancora una ventina d'anni prima che il 25 dicembre fosse ufficializzato, da Costantino stesso e da papa Giulio I, anche come data della natività di Gesù Cristo.
 
Da un punto di vista astronomico i quattro del Geviert nei primi giorni del 313 (1066 a.U.c.) si trovarono così allineati: Saturno-Giove-Sole-Terra, e la congiunzione G-S rimase dunque per qualche giorno (intorno al 7 gennaio) del tutto invisibile, perchè i due pianeti in congiunzione sorgevano insieme al Sole e dietro di esso, allineati con esso. In gennaio, mentre Costantino cavalcava con i suoi alla volta di Milano, Giove e Saturno ancora in congiunzione cominciarono ad essere visibili ad est bassi sull'orizzonte, all'alba poco prima del sorgere del sole. 
Era quella di quei gioni l'alba di una nuova epoca storica.
 

lunedì 3 dicembre 2012

Lectio magistralis di Luciano Canfora all'Auditorium di Roma

Ieri mattina, domenica 2 dicembre, ho avuto il piacere di assistere - insieme ad altre circa 1200 persone - ad una lezione veramente magistrale del prof. Luciano Canfora nella Sala Sinopoli dell'Auditorium di Roma piena all'inverosimile. Era la prima di un ciclo di 9 lezioni di storia sul tema "Stranieri tra noi" che si svolgerà fino al maggio 2013 ed aveva come titolo "Siracusa 388 a.C.: Platone respinto dal tiranno greco Dionigi".
L'illustre filologo, storico e scrittore dell'Università di Bari ha illustrato da par suo i tre tentativi (falliti) fatti da Platone nel 388, 367 e 361 a.C. di fare di Siracusa il laboratorio delle sue teorie filosofico-politiche, dopo le delusioni ricevute ad Atene tanto dalla democrazia che dall'esperimento oligarchico dei trenta e poi dieci tiranni. Alla fine della dotta ed eruditissima conferenza, chiusa da scroscianti applausi di tutto il pubblico, il Prof ha anche accettato parecchie domande da parte del pubblico non mancando di fare riferimenti all'attualità della politica italiana.
 
Io fortunatamente sono riuscito ad avvicinarlo alla fine della mattinata facendogli dono di una copia per lui del mio Congiunzioni Giove-Saturno e storia giudaico-cristiana e di un'altra copia per la biblioteca della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Bari. Ha molto apprezzato, dicendo di trovare del tutto originale l'approccio astronomico ad irrisolte questioni filosofico-religiose e storiche e di sperare di essere in grado di comprenderne i dettagli. Mi sono naturalmente dichiarato disponibile a fornire di persona tutti i chiarimenti che fossero necessari, segnalandogli comunque anche l'indirizzo di questo blog.

giovedì 29 novembre 2012

Come dicevo martedì pomeriggio a Villa Altieri ai dantisti lì riuniti per la presentazione di 2 volumi..

... della NEDOC (Nuova Edizione Commentata delle Opere di Dante) della Salerno Editrice, per risolvere tutta una serie di problemi aperti che riguardano non solo cronologia e interpretazione dell' opera di Dante, ma anche molti altri problemi letterari del Duecento e del Trecento, è necessario considerare un raro e singolare fenomeno astronomico che ebbe luogo nei primi anni del Trecento: la congiunzione Giove-Saturno che si verificò nella costellazione della Bilancia (in prossimità di quella della Vergine) a cavallo degli anni 1305-1306 (grafici qui sotto a destra).
 
Come spiegavo agli illustri umanisti - convenuti a Villa Altieri da tutta Italia non solo per la pomeridiana presentazione dei volumi ma anche per l'inaugurazione (in mattinata, alla presenza del Presidente della Repubblica) della nuova e prestigiosa sede del Centro Studi Pio Rajna - fu con grandissima probabilità a parer mio proprio l'arrivo di questa congiunzione Giove-Saturno, chiaramente visibile nel cielo notturno dal dicembre 1305 all'agosto 1306, a causare l'interruzione nella stesura del Convivio e del De vulgari eloquentia e a funzionare per Dante - come per tanti altri prima - come chiamata della divinità all'assolvimento di una missione messiaco-profetica. Singolare il fatto che il primo dei tre allineamenti planetari G-S avvenne proprio nella notte di Natale del 1305.
Va collocato nel contesto di queste singolarità astronomiche, secondo me, il concepimento della Comoedia e l'inizio della stesura dell' Inferno da parte di Dante:
"Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura
che la diritta via era smarrita.
Ahi quanto a dir qual'era è cosa dura
esta selva selvaggia e aspra e forte
che nel pensier rinnova la paura!"
 
Come dicevo nella sala di Villa Altieri agli attentissimi uditori, la mia teoria può sembrare inizialmente un po' troppo originale. Sono però convinto che essa resisterà nel tempo ad ogni opportuna e da me auspicata contestazione e verifica, dimostrandosi invece una efficace e potente chiave ermeneutica nell'ambito letterario del Due- e Trecento.

Segnalo per concludere i miei due primi articoli su questo blog su questo argomento, articoli che invito tutti a leggere o rileggere con attenzione:

- Dante e la fenice (Dante and the phoenix) - 19.06.2009,
- La congiunzione Giove-Saturno del 1305-1306 è fondamentale per capire a fondo Dante ... -05.07.2012


mercoledì 21 novembre 2012

"Nova Roma visa phoenice, melioribus auspiciis condita est" (John of Salisbury, Policraticus)


La basilica di Santa Sophia ad Istanbul
In questi giorni di novembre dell'anno 332 (quindi esattamente 1680 anni fa) stava iniziando il fenomeno astronomico che Giovanni di Salisbury (John of Salisbury ovvero Iohannes Saresberiensis) - secondo la mia interpretazione - avrebbe ricordato nel suo Policraticus come una delle apparizioni datate della fenice. Fenomeno che in realtà, come ho dimostrato al congresso della F.I.E.C. di Berlino nel 2009, era la congiunzione Giove-Saturno tripla nella costellazione della Vergine, cui si riferiscono i grafici delle longitudini e della distanza angolare tra i due pianeti, riportati qui sotto.
Parlando della fenice tra altri animali come se essa fosse un animale realmente esistente, mentre Bisanzio viveva un periodo di  splendore scrisse Giovanni verso il 1159:
Phoenix singularis felicitatis successus pollicetur, quale est, quod nova Roma visa phoenice, melioribus auspiciis condita est.
Insomma che l'apparizione della fenice è un segno, un presagio di straordinaria felicità come dimostra il fatto che la Nova Roma fu fondata, edificata sotto i migliori auspici, con avvistamento e visita della fenice stessa.
 
Come potete voi stessi verificare o far verificare, i tre allineamenti in longitudine tra i due pianeti si ebbero alle date:
- 20 novembre 332 (quando Giove superò la prima volta Saturno, mentre entrambi si muovevano di moto progressivo),
- 9 aprile 333 (quando, muovendosi entrambi di moto retrogrado, Giove passò alla destra del 'padre' Saturno),
- 16 giugno 333 (quando Giove tornò a sinistra di Saturno, muovendosi entrambi di moto progressivo).
Anche se, per festeggiare il venticinquesimo anno del suo regno, Costantino aveva anticipato all' 11 maggio 330 l'inaugurazione della città, nel 332-333 questa doveva essere ancora 'tutta un cantiere' e dunque l'affermazione di Giovanni da Salisbury appare del tutto giustificata. Sarà interessante in futuro capire come la notizia di questa congiunzione tripla del 332-333 sia potuta arrivare - dopo otto secoli - a  Giovanni da Salisbury, allievo di Pietro Abelardo, segretario di vescovi e a sua volta vescovo di Chartres (1176). Aiuterà forse lo studio dei circa 60 manoscritti del Policraticus, conservati in Inghilterra tra Canterbury, Exeter e Cambridge e/o delle altre sue opere.
Diciamo per concludere che il 332 fu per Costantino (cui rimanevano solo 5 anni di vita) anche l'anno della Victoria Gothica.
 

mercoledì 7 novembre 2012

Io l'avevo predetto a Barack ...

Sì, già quattro anni fa, all'epoca della sua prima elezione, io lo dissi, anzi lo scrissi a Barack Obama che lui sarebbe stato presidente degli Stati Uniti per 4 + 4 anni.
Vi chiederete.. ma come hai fatto a dirglielo, anzi a scriverglielo.. dici sul serio?! Ebbene sì, dico sul serio. Perchè anche allora, come oggi, io fui tanto contento che lui fosse arrivato alla Presidenza degli U.S.A. da pensare di doverglielo dire/manifestare direttamente. Fu così che pensai di inviargli e di fatto gli inviai - tramite l'ambasciata americana a Roma - una copia del mio libro "Congiunzioni Giove-Saturno e storia giudaico-cristiana" con una dedica in inglese nella quale appunto mi congratulavo e gli auguravo buon lavoro al servizio degli USA e del mondo per 4 + 4 anni, perchè tanti ne avrebbe avuti di anni di presidenza.
 
Aggiungevo di avere un sogno, quello di poterlo un giorno incontrare "..in Rome, in Washington or elsewhere." Ora che è stato rieletto e che forse è un po' più libero di essere se stesso di quanto fosse nei primi quattro anni, io spero ancora che un giorno o l'altro in qualche modo si faccia vivo con me e mi chieda di spiegargli (cosa che potrei fare anche in inglese, direttamente) cos'è questa storia delle congiunzioni Giove-Saturno, perchè questo fenomeno è stato tanto importante nella storia (anche recente) e come potrebbe - Lui che è ora uno degli uomini più importanti al mondo - aiutarmi a diffonderne la conoscenza. Conoscenza che sarebbe, indubbiamente, un potente fattore di pace nel mondo.
Ecco perchè continuo a coltivare il mio sogno e a sperare di ricevere un giorno una chiamata da Lui, che è stato anche insignito del premio Nobel per la pace.
Congratulations, President Obama,
for the re-election !!

mercoledì 31 ottobre 2012

Domenica sera 28 ottobre alla Sala della Protomoteca in Campidoglio ..

... non c'era molta gente per la proiezione del film-documentario Costantino, imperatore d'Oriente e d'Occidente, realizzato da Rai-Cinema: la grande sala capitolina - capace di circa 400 posti a sedere - era infatti occupata solo per poco più della metà. Non ho notato in particolare la presenza di alcun religioso, neppure qualche semplice sacerdote di una delle pur numerose parrocchie del centro di Roma.
Assente inizialmente il sindaco Alemanno (arrivato a metà della proiezione), è toccato all'Assessore alla cultura ricordare come sia partita proprio dal Campidoglio la richiesta alla Rai di realizzare 'qualcosa' per celebrare il 1700° anniversario della battaglia di Ponte Milvio, che il 28 ottobre 312 vide Costantino vincitore su Massenzio.
Un paio di dirigenti di RAI-Cinema hanno fatto notare che il tempo a disposizione, due-tre mesi, era stato piuttosto ristretto e che, comunque, loro e la regista (cui non è stata neppure data la parola) avevano fatto del loro meglio per confezionare 'qualcosa' entro il 28, domenica appunto.
 
Il film-documentario, che poteva sembrare anche realizzato dall'ufficio turistico di Istambul, è risultato ad ogni modo molto interessante, pur nella sua brevità (50 minuti). Sorvolando un po' sugli aspetti storici della vicenda costantiniana, il documentario ha illustrato soprattutto gli aspetti urbanistici della Nova Roma, mostrando i pochi ma significativi resti archeologici ancora intatti e ricordando come tutta la città sia stata poi trasformata dopo la conquista islamica. Caso esemplificativo è la costruzione della grande Moschea Blu sulle rovine del palazzo imperiale bizantino, proprio di fronte alla basilica di Santa Sofia anch'essa trasformata in moschea (oggi museo).