giovedì 2 ottobre 2014

October A.D. 34: the Appearance of the TACITUS' PHOENIX (Annals 6.28), i.e. one of the most important astroNomical events ever happened

La congiunzione planetaria tra Giove e Saturno che avvenne a cavallo
degli anni 34-35 nella costellazione del Leone
(congiunzione G-S eliocentrica il 28.12.34, ang.resid.=0°26'13")
At beginning of September, A.D. 34, the angular distance between Saturn and Jupiter had become less than 3° and during the whole month it continued to decrease. In these October days of 1980 years ago, the two planets seen from here, from the Earth, appeared in close conjunction in the constellation of Leo: the minimal angular distance was reached on October 5th and amounted to only 0°26'41" (less than a lunar diameter!)
Gaius Cornelius Tacitus (ca. 56-117)
Writing about eighty years after this event, the greatest of Roman historians Cornelius Tacitus (ca. 56-117) registered in his Annals, book 6, ch. 28):

28. With Paulus Fabius and Lucius Vitellius as consuls [A.D.34], after a long cycle of centuries the phoenix came to Egypt and afforded material to the most learned of the natives and Greeks for holding forth at length on that marvel. I am pleased to set out the points on which they agree and the many details which are in doubt but not inappropriate to know. Those who have portrayed its appearance agree that that animal is sacred to the Sun and that in its face and the uniqueness of its feathers it is different from the other birds. As regards the number of its years various accounts are recorded. .. ... ... These matters are uncertain and exaggerated by fabulous details; but that that bird is seen from time to time in Egypt is not in dispute. [Tacitus, tr. R. Martin, Aris ltd, 2001]

About a phoenix appeared in the last years of Tiberius' reign wrote also Pliny the Elder and Dione Cassius, giving both as year of the appearance A.D. 36. This error was due in my opinion to the fact that the Jupiter-Saturn conjunction of those years was indeed a multiple conjunction, i.e. a conjunction which lasted many months in both years A.D. 34 and 35 (what everyone can verify personally, see graphics above).
The enormous relevance of this astroNomical event is because its second close alignment Jupiter-Saturn (J-S) took place (see graphics) on 2-3 April, A.D.35, just some days before the Jewish spring-feast of Pesach. Moreover on April 6th the Moon occulted one of the two 'conjuncted' planets, Jupiter, and perhaps both.

I think everyone of you, my dear readers, can easily understand how important is this "appearance of the phoenix in A.D. 34 -35" for a scientific study (datation, essence, ...) of the religious belief based - among other things - on it: the Christianity.


mercoledì 24 settembre 2014

Petrarch's 1365 STRANGE PHOENIX was 'actually' a UNICORN (i.e. a single J-S conjunction)

I saw a strange phoenix, both its wings
clothed in crimson, and its head with gold,
solitary and alone in the wood,
I first thought its form heavenly and immortal
to the sight, till it reached the uprooted laurel,
and the fountain that the earth had swallowed:
all things fly towards their end:
seeing the leaves scattered on the ground,
and the broken trunk, and that dry spring,
it turned its beak on itself,
almost disdainfully, and in a moment vanished:
so that my heart burns with pity and love.

[Translation of the 5th vision in Petrarchan sonnet n. 323 (from site: www.poetryin translation.com)]

domenica 21 settembre 2014

PETRARCA, la FENICE del 1345 e la "STRANIA FENICE" del 1365

Francesco Petrarca (1304 - 1374)
Prima di passare ad altro ed archiviare foto e ricordi del recente viaggio in Provenza volevo fare qualche considerazione sul Petrarca, il grande poeta (il cui arco di vita coincise quasi esattamente con il periodo  del papato avignonese) che in quella regione francese studiò e visse a lungo.

Vi arrivò all'età di otto anni nel 1312, quando il padre - notaio aretino - decise di spostarsi ad Avignone, allora sede papale,  per sottrarsi agli scontri tra i guelfi ed i ghibellini della sua città. Dal 1316 al 1320 studiò diritto civile all'Università di Montpellier, tornò ancora in Provenza nel 1321 e 1324 mentr'era studente di giurisprudenza a Bologna e poi ancora nel 1326-1327, anno quest'ultimo in cui sembra incontrasse Laura, quella che sarebbe stata per sempre la sua musa ispiratrice.
Dopo vari giri per l'Europa, sollecitato dal suo amico Philippe de Cabassol, vescovo di Cavaillon, il Petrarca si recò nuovamente in Provenza, acquistò una casa a Fontaine-de-Vaucluse (un piccolo paese situato presso le ricche sorgenti de La Sorgue, affluente del Rodano ad Avignone) e qui visse - quasi ininterrottamente - dal 1337 al 1353. Fu qui, ascoltando le "chiare, fresche e dolci acque .." della Sorgue, fu in questo quindicennio che Petrarca compose alcune delle sue opere maggiori e molti dei sonetti e canzoni del suo Canzoniere. 

Ad attirare verso Francesco me, che non ho una conoscenza approfondita di lui ma che sono convinto di aver fatto una vera e propria scoperta decifrando la fenice come immagine allegorica delle congiunzioni Giove-Saturno multiple, cioè triple e doppie, è l'esser venuto a conoscenza del fatto che Petrarca ha scritto numerosi sonetti e canzoni in cui parla direttamente (qualche volta indirettamente ma chiaramente) del mitico animale.
Diversamente da Dante che, pur avendo assistito a cavallo degli anni 1305-1306 ad una delle più precise congiunzioni Giove-Saturno triple di tutti i tempi, parla/scrive poco della fenice (tanto poco da meritare i rimproveri di Cino da Pistoia, perchè contemplando Beatrice in Paradiso non aveva riconosciuto "l'unica fenice, che con Sion congiunse l'Appennino"), diversamente da Dante - dicevo - il Petrarca sembra compiaciuto di parlarne e scriverne molto, al punto che la figura di Laura e quella del mitico uccello a volte proprio coincidono.


La congiunzione Giove-Saturno del 1345 al confine Capricorno-Acquario
Iniziato probabilmente da giovane, un anno o due dopo la congiunzione Giove-Saturno del 1325, all'epoca della congiunzione del 1345 (grafici qui a sinistra) aveva ormai la maturità (41 anni) per scrivere della fenice proprio al tempo presente, mentre poteva direttamente osservare - notte dopo notte - i due pianeti in congiunzione (sonetto CXXXV e gruppo di sonetti dal CLXXXI al CLXXXV, quest'ultimo in particolare).

Mentre i sonetti CCX, CCCXX e CCCXXI vanno collocati probabilmente nell'arco temporale tra questa congiunzione G-S e quella di vent'anni dopo, la "canzone delle visioni" CCCXXIII va collocato senz'altro all'epoca dell'ultima congiunzione G-S che il Petrarca, ormai vecchio, ebbe modo di vedere: quella dell'ottobre 1365 nella costellazione della Bilancia, singola e definita perciò da lui "una strania fenice". Ma ecco i versi della V visione della cosiddetta "canzone delle visioni", il sonetto CCCXXIII:

Una strania fenice, ambedue l' ale
di porpora vestita e 'l capo d' oro,
vedendo per la selva, altera e sola,
veder forma celeste ed immortale
prima pensai, fin ch' a lo svelto alloro
giunse ed al fonte che la terra invola.
Ogni cosa alfin vola:
ché, mirando le frondi a terra sparse
e 'l troncon rotto e quel vivo umor secco,
volse in sé stessa il becco
La congiunzione Giove-Saturno singola di fine ottobre 1365
nella costellazione della Bilancia
quasi sdegnando, e 'n un punto disparse:
onde 'l cor di pietate e d' amor m' arse.

Il Petrarca dice qui chiaramente che "veder forma celeste ed immortale prima pensai", che si trattasse cioè di una durevole congiunzione G-S tripla, e di avere invece poi visto che essa si concludeva - spariva/finiva - rapidamente: non vi è infatti alcun cenno di 'resurrezione' di questa "strania fenice". E' questo un modo poetico, secondo me, di descrivere la veloce congiunzione Giove-Saturno singola del 1365, che - proprio perchè tale - Petrarca avrebbe dovuto assimilare ad un perfetto unicorno più che ad una "strania fenice". 

Ma lui forse non aveva letto Ildegarda di Bingen.. e gli arazzi del '500 sull'unicorno erano ancora là da venire: il mito dell'unicorno come allegoria delle congiunzioni G-S singole, sebbene antico, era meno presente nel medioevo di quello della fenice figura Christi: fu così che Petrarca parlo' per la congiunzione del 1365 di una "strania fenice", che muore e non risorge. 

lunedì 1 settembre 2014

PETRARCA's PHOENIX (1345)

Questa fenice, de l'aurata piuma
al suo bel collo, candido, gentile,
forma senz' arte un sì caro monile,
ch' ogni cor addolcisce e il mio consuma:

forma un diadema natural ch' alluma
l' aere dintorno, e  'l tacito focile
d'Amor tragge indi un liquido sottile
foco che m' arde a la più algente bruma.


La congiunzione Giove-Saturno che ebbe luogo nel 1345,
al confine tra le costellazioni del Capricorno e dell'Acquario

Purpurea vesta, d' un ceruleo lembo
sparso di rose i belli omeri vela:
novo abito e bellezza unica e sola.

Fama ne l' odorato e ricco grembo
d' arabi monti lei ripone e cela,
che per lo nostro ciel sì altera vola.

[Francesco Petrarca, Rime/Canzoniere, n. CLXXXV-185, Fabri ed., Milano 2006]

domenica 17 agosto 2014

PAUL's CONVERSION TO HELIOCENTRISM happened definitively in AUGUST, A.D. 35

This diagram is - in my humble opinion - a scientific representation of the Damascus Christophany, the event which changed Saul's life and world history. 
As everyone can easily verify, this concrete astroNomical event happened in the third decade of August, A.D. 35, about five months after the conclusion of the double Jupiter-Saturn conjunction occurred in the years 34-35 (Tacitus' phoenix, Annals 6.28).
It is in this way that _Paul's conversion to heliocentrism_ can be dated indicatively at about August 24th, A.D. 35, with an uncertainty of +/- five days.

mercoledì 6 agosto 2014

742-741 BCE: ISAIAH's VISION of the ELOHIM


The Jupiter-Saturn conjunction happened in the years 742-741 BCE at the constellation boundary Aries/Pisces,

i.e. the sosaid ISAIAH's VISION described in [Is 6, 1-13]

martedì 29 luglio 2014

PENDULUM NATURAE (Hegel - 1801)

V. Ut magnes est vectis naturalis, ita gravitatio planetarum in solem, pendulum naturae.
1801-1802 Jupiter-Saturn conjunction

V. Come il magnete è la leva naturale, così la gravitazione dei pianeti verso il sole è il pendolo della natura.

[Dissertationi Philosophicae de Orbitis Planetarum Praemissae Theses, Aug. 27, 1801]

martedì 22 luglio 2014

TUNNEL IN PALESTINA

La congiunzione Giove-Saturno del 134 dC nella costellazione del
Sagittario, quella in previsione della quale Simone Ben Kosiba, poi
detto Bar Kokhba (figlio della 'stella') e rabbi Aqiba organizzarono
in Giudea/Palestina la violenta rivolta antiromana del 132-135
Una delle motivazioni principali dell'azione israeliana di questi giorni a Gaza è la distruzione dei tunnel costruiti dai miliziani di Hamas in prossimità del confine meridionale di Israele, tunnel dai quali i detti miliziani vorrebbero penetrare in territorio nemico per attaccare colonie e kibbutz, prendere ostaggi, ...

La cosa mi ha fatto tornare in mente quanto lessi a suo tempo sulla Storia del popolo ebraico al tempo di Gesù Cristo di E. Schuerer (Paideia, 1985) e su Le rivolte giudaiche di G. Firpo (Laterza, 1999), e cioè che tunnel e camminamenti sotterranei pazientemente costruiti giocarono un ruolo determinante anche nella violenta e inizialmente vittoriosa rivolta antiromana del 132-135, ai tempi dell'imperatore Adriano: la rivolta capeggiata da Simone Ben Kosiba in previsione ed alla luce della congiunzione Giove-Saturno del 134. Quella che, dopo la conquista di Gerusalemme e alla luce della congiunzione G-S del gennaio 134, portò rabbi Aqiba a salutare Shimon come Messia e figlio dell' astro o della stella (Bar Kokhba).

Scrive Firpo (p. 77):
"La rivolta scoppiò all'improvviso [nell'estate del 132], ma era stata preparata con cura: lo si può dedurre dalla lunga resistenza opposta ai romani dagli insorti, resa possibile dall'aver i giudei occupato preventivamente le posizioni più favorevoli, fortificandole con mura e con camminamenti sotterranei e praticando in questi ultimi dei fori verso l'alto, per usufruire della luce e dell'aria. Si trattava di opere di notevole impegno, che ben difficilmente avrebbero potuto essere realizzate nel corso della guerra, sotto l'incalzare degli avvenimenti."

Afferma lo Schuerer (vol. I, p.658):
"La rivolta si estese rapidamente all'intero paese; dovunque roccaforti, fortezze, caverne e gallerie sotterranee offrivano un nascondiglio, ivi si riunivano i combattenti per la libertà e per le usanze native. Essi, evitando la lotta aperta, devastavano il paese con sortite dai loro nascondigli e combattevano tutti quelli che non si univano alla loro causa.
E ancora (vol. I, p. 663)
"..Giulio Severo, uno dei più eccellenti generali di Adriano, tenne il comando supremo durante l'ultimo periodo e a lui va il merito d'aver soffocato la rivolta. Fu richiamato dalla Britannia a dirigere le operazioni di guerra e gli occorse parecchio tempo per porre fine alla ribellione. Non fu possibile decidere il conflitto in campo aperto. Fu necessario scovare i ribelli uno ad uno e, dove essi si tenevano nascosti in caverne, logorarli tagliando loro i rifornimenti."

I dirigenti politici e militari d'Israele, se non anche quelli religiosi, - tutti che conoscono la storia di quell'antica rivolta antiromana- tutti dicevo devono provare una sottile soddisfazione a constatare come oggi le parti si siano invertite e loro israeliti non siano più quelli che scavano pazientemente gallerie e camminamenti sotterranei ... sono oggi piuttosto quelli che vanno a stanare, con metodi invero assai sbrigativi e privi di scrupoli, quelli che si muovono come talpe nel sottosuolo ai confini meridionali del loro stato.




lunedì 7 luglio 2014

I QUADERNI NERI a PISA ... io c'ero !

Nella giornata di martedì 1° luglio si è tenuto all'Università di Pisa, Dipartimento Civiltà e forme del sapere un primo seminario di studio sui Quaderni neri di Heidegger, pubblicati in Germania in marzo di quest'anno (voll. 94, 95 e 96 della Gesamt Ausgabe, HGA). 
Hanno presentato relazioni, oltre all'organizzatore dell'evento prof. Adriano Fabris, i proff Peter Trawny (dell'Univ. tedesca di Wuppertal, curatore della pubblicazione dei tre volumi presso l'ed. Klostermann), Jesùs A. Escudero (Univ. Auton. Barcelona) e Alfredo Rocha de la Torre (Univ. S. Buenaventura, Bogotà, Colombia), era assente un prof di Lubiana, mentre sono intervenuti nel dibattito i proff L. Amoroso (Un. Pisa), S. Bancalari (Sapienza-Roma), L. Calabi (Pisa), F. Camera (Genova), V. Cesarone (Chieti), S. Poggi (Firenze) ed anche alcuni dei numerosi studenti e dottorandi presenti.
I proff. Peter Trawny (sin., Wuppertal Univ., D) e
Jesùs Adrian Escudero (destra, Univ. di Barcellona, E)
Relazioni e dibattiti tutti molto interessanti, dai quali è emerso che quando tutti i 34+2 Quaderni neri saranno stati pubblicati (e non solo quindi i primi 14 delle Ueberlegungen) da essi (circa 10% dell'intera produzione heideggeriana) non si potrà prescindere per lo studio di Heidegger e della sua filosofia.
Pur rimanendo la questione ancora aperta a successivi approfondimenti, è emersa la tendenza a considerare i pochi passi antisemiti dei Quaderni espressione del clima del tempo in Germania e semmai di un antisemitismo culturale e non razziale di Heidegger. 
Io sono stato molto contento di aver partecipato a questa intensa ed interessante giornata seminariale sia perchè ho anche potuto accennare ripetutamente alla mia proposta ermeneutica nelle discussioni in ambito plenario, sia perchè il prof Trawny mi ha dedicato venti-venticinque minuti a quattr'occhi, all'ombra degli alberi di piazza Dante, per chiedermi su di essa chiarimenti ed approfondimenti.  
In chiusura il prof Fabris ha ringraziato tutti della partecipazione, annunciando che è sua intenzione dar corso a successive iniziative dello stesso genere e ad un vero e proprio laboratorio di studio sulle opere e la filosofia di Heidegger.

martedì 17 giugno 2014

BOLOGNA LA DOTTA

Un po' sorpreso dalle poche visite a questo blog provenienti da Pisa successive alla mia partecipazione [come semplice uditore, ma con un paio di vivaci interventi e diversi doni da parte mia agli organizzatori] al convegno Hegel and the Phenomenological Movement, 10-13 June 2014, sono andato a verificare da quali città italiane è provenuto nell'ultimo anno il maggior numero di visite a questo blog rapportato alla popolazione della città stessa. 

Ne è venuta fuori una classifica delle città - indice della loro densità media di interesse culturale e di attenzione alle nuove proposte di ricerca -  sorprendente e gratificante, che vede Bologna al primo posto con un numero medio di visite ogni 100'000 abitanti che è più che triplo rispetto alla seconda classificata Roma e alla terza Firenze. Pisa la trovo solo al sesto posto, avrei immaginato un migliore piazzamento. Ma ecco il top10 di questa classifica (che non comprende purtroppo Napoli e che vede sia Milano che Torino in bassa posizione):

1-Bologna, 2-Roma, 3-Firenze, 4-Palermo, 5-Padova
6-Pisa, 7-Brescia, 8-Milano, 9-Bari, 10-Torino/Catania.

lunedì 9 giugno 2014

La NEGATIVITAET e il CAPPIO DI SATANA

Possibili aspetti del moto retrogrado di un pianeta 
esterno visibile (Marte, Giove, Saturno)
Leggendo qualcosa sull' Auseinandersetzung di Heidegger con Hegel a proposito del concetto di Negativitaet mi stava venendo in mente che, molto probabilmente, la chiave interpretativa di come i due filosofi tedeschi trattano questo concetto va ricercata nello stesso ambito del cappio di Satana di alcuni passi delle Lettere di s. Paolo e cioè in ambito astronomico: precisamente nelle forme che può assumere la fase di apparente moto retrogrado dei pianeti esterni (due dei quali - Giove e Saturno - sono, come vado sostenendo ormai da anni, essenziali e fondamentali per la storia dell'essere). Dovrò approfondire .. !

domenica 18 maggio 2014

Just arrived .. HGA 95 - UEBERLEGUNGEN VII-XI (Schwarze Hefte 1938/39)

Ricevuti da poco (venerdì pomeriggio), come regalo di compleanno richiesto, i due volumi riportati nella scansione a lato, che sono:

I) il secondo volume degli Schwarze Hefte pubblicati in Germania in marzo, cioè il GA 95 - Ueberlegungen VII-XI contenente le riflessioni e meditazioni di Heidegger del periodo 1938-1939;

II) il volume di Peter Trawny, Heidegger und der Mythos der juedischen Weltverschwoerung, ovvero Heidegger ed il mito della congiura mondiale giudaica, anche questo uscito da poco presso lo stesso editore.

Come dicevo in un articolo precedente, io sono convinto di trovare nelle annotazioni dei Denktagebuecher (diari di pensiero) heideggeriani degli anni 1938-1941 una serie di verifiche alla mia teoria ermeneutica secondo la quale l'Essere, ai cenni del cui (da-lui-previsto) ritorno epocale Heidegger era attento e sensibile già nel 1926-27, quindi con quattordici anni di anticipo, era la congiunzione Giove-Saturno tripla che sarebbe poi avvenuta a cavallo degli anni 1940-1941, nella costellazione dell'Ariete.

E' questo il motivo per cui ho iniziato la lettura dei Quaderni neri dal volume/Band 96, relativo al periodo 1939-41, ed ora ho chiesto di ricevere il volume/Band 95, relativo al periodo 1938-39. Quest'ultimo periodo, nel quale sera dopo sera e notte dopo notte era ormai ben visibile a qualunque autentico osservatore e pensatore che Giove nel suo moto verso est stava per raggiungere Saturno, è anche il periodo in cui Heidegger compose Beitraege zur Philosophie (Vom Ereignis), cioè Contributi alla filosofia (Dall'evento), l'opera pubblicata postuma dopo oltre 50 anni, nel 1989. Come scriveva Franco Volpi nel 2007 nelle Avvertenze all'edizione italiana:

" Intorno a quest'opera postuma aleggia da tempo un'aura esoterica. Annunciata come il più importante di una serie di trattati inediti del 'secondo' Heidegger, se non come il suo vero magnum opus .. o la sua 'seconda opera capitale' .., essa custodisce i segreti del suo pensiero e fornisce le chiavi per accedervi. Nondimeno rimane, a parecchi anni dalla sua comparsa, ancora tutta da capire e da interpretare." 

Il libretto (106 pp.) di Peter Trawny, curatore della pubblicazione presso Klostermann dei tre volumi sui Quaderni neri (GA94, GA95 e GA96), l'ho preso perchè lui si sofferma ad esaminare approfonditamente le espressioni antisemite che vi sono contenute, chiedendosi se esse possano o no contaminare l'intera filosofia heideggeriana. Pare comunque che le sorprese postume da parte di Heidegger non siano finite con la pubblicazione di questi 3 volumi sintesi di 14 quaderni neri. Di questi ve ne sono infatti altri 20 che aspettano di essere pubblicati: 9 con il titolo Anmerkungen, 2 con il titolo Vier Hefte, 2 con il titolo Vigiliae, 1 Notturno, 2 Winke e 4 Vorlaeufiges.

Insomma, avete capito tutti, nello studio della filosofia di quello svevo sui generis che è Martin Heidegger il bello deve ancora venire. Io mi aspetto dalle presenti e future pubblicazioni niente di meno che la conferma apertis verbis della teoria ermeneutica da me intuita ormai da anni, basata sulla rilevanza di quel lumen naturalis (la Lampe di Moerike) costituito da Giove e Saturno in congiunzione.

giovedì 8 maggio 2014

KNOWABILITY and KNOWLEDGE of the THING-IN-ITSELF

 A Kant- workshop is taking place today and tomorrow at the New Europe College - Institute for Advanced Studies, in Bucharest (Romania), on the "Knowledge of Transcendent Objects".

The two pages you can see here are the Abstract I sent on January 15th, 2014 to try to partecipate to the said workshop.

A very kind email  of the workshop director, dr. I. Trisokkas, informed me on Jan. 23rd that the competition for the few available slots had been intense (47 abstracts for only 4 non-reserved places) and not successful for me. 
"The overwhelming majority of the submitted abstracts was of extremely high quality, making thus our decision which ones to choose an immensely difficult one."

Hoping that all readers (particularly the kantian ones) will appreciate it, I've decided to make known here my thoughts about the by-Kant-presumed unknowability of the thing-in-itself and about Kant's tentative of philosophical Restauration of the real Copernican Revolution.

lunedì 28 aprile 2014

Intertwinement between JOHN-PAUL-II's HISTORY and BEYNG-HISTORY

The J-S-triple-conjunction which happened in 1980-1981
in the Virgo-constellation. 
The red vertical line indicates the date
May 13th, 1981, when Alì Agca shot in s.Peter Square 
When on May 13th, 1981, the young Turk Mehmet Alì Agca shot the pope John Paul II there was a very particular astroNomical situation, a very seldom one.

In those days the two planets Jupiter and Saturn, which in my opinion are the throbbing heart of the heideggerian Seinsgeschichte or Being-history, were performing a sosaid TRIPLE CONJUNCTION in the zodiacal constellation of Virgo , i.e. a rare astroNomical phenomenon during which the two planets - seen from here, from the Earth - align three times in a time interval of six-seven months. Both planets were almost at the end of their apparent retrograde motion and Jupiter had passed to the right of his 'father' Saturn on March 4th, 1981, where it was going now to sit down, for some days.

To understand the rarity of the phenomenon one must consider that JUPITER AND SATURN will give place to a similar event only in 258 years (13th J-S conjunction after that of 1981), in the second part of year 2238 (Sept. 8th) and at beginning of year 2239 (Jan.13th, March 23rd), in the constellation of Gemini (see graphics behind blog title).

martedì 15 aprile 2014

Amici, ecco un fenomeno da approfondire: l' OCCULTAZIONE LUNARE DI GIOVE A PESACH DEL 35

L'occultazione lunare di Giove (in congiunzione con Saturno) che ebbe
luogo il 6 aprile del 35 nella costellazione del Leone,
3-4 giorni prima di Pesach di quell'anno
E' noto a tutti che la pasqua ebraica Pesach o Passover cade sempre al primo plenilunio dopo l'equinozio di primavera (quest'anno è proprio oggi), mentre la Pasqua cristiana è fissata alla prima domenica successiva a tale evento (quest'anno è la prossima domenica, 20 aprile).
Ciò premesso, voglio ora richiamare l'attenzione dei miei lettori - particolarmente quella degli amici astronomi ed astrofili - sui  fenomeni avvenuti nei primi giorni dell'anno (che oggi chiamiamo) 35 dC. Va premesso che proprio in quei giorni era in atto il secondo allineamento Giove-Saturno della congiunzione del 34-35 [che io ho - già da sei/sette anni - identificato con la fenice di cui parla Tacito nel VI libro dei suoi Annali, al cap. 28]. Avvenne poi che alcuni giorni prima di Pesach, cioè del plenilunio, la Luna stessa occultò (ma solo per circa un'ora) Giove (immagine sopra a sinistra).
Pesach di quell'anno (che secondo me coincide poi con la prima Pasqua cristiana) avvenne dunque in una situazione astronomica del tutto particolare, più unica che rara direi!! La sera cioè l'inizio di Pesach erano presenti ben tre corpi celesti assai significativi per gli israeliti, la coppia 'padre-figlio' Saturno-Giove più la Luna; quest'ultimo corpo/pietra qualche giorno prima aveva occultato il 'figlio' Giove, poi era rotolata via e lo aveva liberato, rendendolo di nuovo visibile nell'alto del cielo.
Ecco, io volevo pregare TUTTI gli amici astronomi ed astrofili di verificare tecnicamente e scientificamente tutta questa questione, particolarmente il fatto che la zona/striscia di visibilità dell'occultazione lunare di Giove (e fors'anche di Saturno) sembra - con gli attuali programmi/software astronomici - limitata all'America del sud, cosa evidentemente poco congruente con l'ipotetica possibilità di una mitizzazione di quegli eventi astronomici, avvenuta in Medioriente o a Roma. Potrebbe darsi insomma che ci siano da rivedere le attuali formule per il DeltaT implementate nei software astronomici.
Per concludere, Buona Pesach e Buona Pasqua a tutti e, soprattutto, buon lavoro con i vs software!!

domenica 6 aprile 2014

Geschichte und SEYNSGESCHICHTLICHE ENTSCHEIDUNGEN - 1940

La fenice in un 'bestiario' medioevale
La congiunzione Giove-Saturno _tripla_ del 1940-1941
Geschichte ist nur dort, wo jedesmal anfaenglich ueber das Wesen der Wahrheit entschieden wird.

Die Entscheidung kommt aus dem Seyn selbst.

Wir brauchen ein Wesentlich Anderes und 'Mehr' denn einen 'Heroismus', um das zu bestehen, was das Gesetz des Seyns fordert.

[Ueberlegungen Heideggers aus Heft XIV, S.2 in M. Heidegger, GA 96 (Schwarze Hefte 1939-1941), S. 171]

sabato 5 aprile 2014

DIE PHILOSOPHIE nach Heidegger im Spaetsommer 1939

Ueberlegung 56 des Heftes XII:

Zu den Vururteilen der 'Intellektuellen' gehoert auch die Meinung, Philosophie sei das 'akademische' Reden ueber allgemeine Begriffe und das Herumstolpern zwischen Begriffswerten. Aber sie ist etwas Anderes: die Besinnung auf das, was eigentlich geschieht und d.h. ist - mehr noch: das Wissen von der Herrschaft des Seyns und die Entscheidung ueber seine kuenftige Herrschaftsgestalt.

[M. Heidegger - GA 96, XII-56, S. 69]

venerdì 4 aprile 2014

JUST ARRIVED ... HEIDEGGERS GA - BAND 96 !

I have just received home the book I ordered on Amazon.it: M. Heidegger - Gesamtausgabe Band 96 - Ueberlegungen XII-XV (Schwarze Hefte 1939-1941).
I'm going to begin the reading of the Schwarze Hefte with the third volume of them because I will see if the Shepherd of the Being was - in these private/ personal Ueberlegungen and while he had (toward the autumn of 1940) at nighttime the Beyng directly above his head  - somehow less cryptic then in his other works, when he was only waiting for the coming of the Beyng. 

Finally I'm curious to read some of the many anti-Semitic expressions about which we heard in these last months, also to understand if and how much they'll influence Heidegger's philosophical legacy.

domenica 2 marzo 2014

Zitat von WALTER BENJAMIN (15.7.1892 - 26.9.1940)

W. Benjamin (1892-26.9.1940)
Der Historismus begnuegt sich damit, einen Kausalnexus von verschiedenen Momenten der Geschichte zu etablieren. Aber kein Tatbestand ist als Ursache eben darum bereits ein historischer. Er ward das, posthum, durch Begebenheiten, die durch Jahrtausende von ihm getrennt sein moegen. Der Historiker, der davon ausgeht, hoert auf, sich die Abfolge von Begebenheiten durch die Finger laufen zu lassen wie einen Rosenkranz. Er erfasst die Konstellation, in die seine eigene Epoche mit einer ganz bestimmten frueheren getreten ist. Er begruendet so einen Begriff der Gegenwart als der 'Jetztzeit', in welcher Splitter der messianischen eingesprengt sind.

[Ueber den Begriff der Geschichte (1940) - Anhang A]