martedì 22 marzo 2016

Das Denken haelt sich IN DER GEGEND auf ..

Uno dei termini della criptica prosa heideggeriana che, dai tempi di Sein und Zeit (§22-24,  70) e per circa un quarantennio, ha dato più filo da torcere ai traduttori del filosofo svevo è indubbiamente die Gegend (Gegnet nella forma arcaica), termine che in italiano è stato di volta in volta reso con la contrada (contrata), i paraggi, la prossimità, regione (marca, ...

Stimolato anche dal volume Der andere Heidegger, Ueberlegungen zu seinem spaeteren Denken di Ute Guzzoni, V.K.A., Freiburg 2009 (acquistato di recente, proprio a Friburgo), ho approfondito un po' la questione sui vari testi di Heidegger ove il vocabolo ricorre con più insistenza e dalle meditazioni conseguenti ho maturato la convinzione che ora vi dico. Secondo me con il termine Gegend  Heidegger si riferisce ermeticamente alla costellazione zodiacale nella quale Ereignisse ed Enteignisse avvengono, cioè a quella singola parte dell'intera fascia stellare zodiacale (da lui chiamata "Gegend aller Gegenden") nella quale di volta in volta avviene una certa congiunzione Giove-Saturno, da lui variamente chiamata: Versammlung, das Versammeln, das Dingen/Versammeln der Dinge, Zusammengehoeren, Zueinandergehoeren, Geschenk, ...

Divengono con ciò chiare, meines Erachtens. espressioni del tipo:

* "Gegenden werden nicht erst durch zusammen vorhandene Dinge gebildet, sondern sind je schon in den einzelnen Plaetzen zuhanden." [Sein und Zeit, § 22]

* "Das Besorgen des Daseins, dem es in seinem Sein um dieses Sein selbst geht, entdeckt vorgaengig die Gegenden, bei denen es je ein entscheidendes Bewenden hat. Die vorgaengige Entdeckung der Gegenden .. ..." [Sein und Zeit, § 22]

* "Andeutend gesagt, ist die Gegend als das Gegnende die freigebende Lichtung, in der das Gelichtete zugleich mit dem Sichverbergenden in das Freie gelangt." [Das Wesen der Sprache, 197]

*  "Der Ort oeffnet jeweils eine Gegend, indem er die Dinge auf das Zusammengehoeren in ihr versammelt.
Im Ort spielt das Versammeln im Sinne des freigebenden Bergen der Dinge in ihre Gegend." [Kie Kunst und der Raum, it. L'arte e lo spazio, p. 30]

L'ora è ormai tarda e perciò chiudiamo qui, ma vi prometto che su questi argomenti e sul 'versammelnder Charakter der Orte' torneremo presto. 

giovedì 18 febbraio 2016

HEIDEGGERS LANGEWEILE - La NOIA di HEIDEGGER in attesa (wartend) della _KEHRE DI GIOVE verso Saturno (1930-31)_

Come si vede in questo grafico (che è relativo ad una vista
dall' 'alto' del sistema solare), circa dieci anni dopo che è
avvenuta una congiunzione Giove-Saturno la loro distanza
angolare cresce fino a 180° e poi inizia a diminuire, men-
tre Giove si ri-avvicina a Saturno per la successiva congi-
unzione.  
 Leggendo il GA29/30 "Die Grundbegriffe der Metaphysik - Welt, Endlichkeit, Einsamkeit" (cioè "I concetti fondamentali della metafisica"), raccolta delle lezioni del semestre invernale 1929-1930, son venuto a conoscenza della vera e propria NOIA-LANGEWEILE che assalì  Heidegger nell' autunno-inverno del 1929, appena due anni dopo che aveva pubblicato il suo Sein un Ziet (Essere e Tempo).

La mia 'seinsgeschichtliche Interpretation' di questo fatto, che lo portò ad elaborare e teorizzare filosoficamente questa spiacevole sensazione di tempo rallentato, che non passa mai ("die zoegernde Zeit"), distinguendo addirittura tre tipi di noia (il venire-annoiati-da, l'annoiarsi-di e la noia profonda), la mia interpretazione - dicevo - è che egli non vedeva l'ora che il pianeta Giove (allontanatosi da Saturno dopo la congiunzione del settembre 1921) incominciasse a ri-avvicinarsi al Signore degli anelli, in preparazione dell'evento epocale che lui tanto fortemente attendeva per gli anni successivi: la congiunzione Giove-Saturno TRIPLA del 1940-41.


Vista da Terra la Kehre gioviana sembra temporeggiare
("die langweilige, zoegernde Zeit") a causa della rotazione
terrestre e del moto apparentemente retrogrado dei due
pianeti quando la Terra sorpassa la congiungente Sole-
pianeta.
Il ritardo nella Kehre gioviana, cioè il ritardo dell'inizio del ri-avvicinamento angolare di Giove a Saturno, è dovuto alla rotazione terrestre. Mentre infatti eliocentricamente c'è un solo punto che fa da massima distanza angolare tra i due pianeti (primo diagramma), nella vista da Terra si ha un andamento più complicato, caratterizzato da tre (a volte anche quattro o cinque) massimi, prima che la distanza angolare inizi a diminuire sistematicamente, fino all'allineamento o agli allineamemti della nuova congiunzione. Nel caso specifico che trattiamo, la distanza angolare G-S continuò a crescere fino alla fine di luglio del 1930 (cfr. diagramma) e non iniziò a decrescere sistematicamente che nella seconda metà del giugno 1931: la Kehre durò insomma 10-11 mesi complessivamente. Si comprende così bene come e perchè Heidegger se ne annoiasse mortalmente nell'inverno 1929-30, quand'essa ancora non iniziava.

Che la Kehre, la cosiddetta "svolta", corrisponda a qualcosa di fisico, di oggettivo, di esterno al pensiero del filosofo lo dice del resto lui stesso laddove, nella lettera al gesuita W. J. Richardson di aprile 1962, precisa che: "La svolta non è in primo luogo un processo nel pensiero che indaga [cioè: nel suo pensiero, nota mia]; essa appartiene alla questione stessa indicata con i titoli Essere e tempo e Tempo ed essere.", cioè secondo me alla fenomenologia e temporalità del Seiende im Ganzen, dell'ente composto fondamentale Giove-Saturno.

Quanto alla datazione della "Kehre heideggeriana" al 1930 in coincidenza con la "Kehre gioviana", ci soccorre ancora una volta Heidegger in due modi:

I) con la sua nota a margine tra il paragrafo §5 ed il p. §6 della sua copia personale del saggio del 1930 Vom Wesen der Wahrheit (Dell'essenza della verità), ove precisa che la "svolta" è da intendersi come "una svolta entro la storia dell'essere [Seyn];

II) con il fatto che proprio nella seconda metà del 1930, al tempo dell'inizio fisico della Kehre gioviana, dette tutta una serie di conferenze sui Concetti fondamentali della metafisica, sulla noia-Langeweile e sul tempo rallentato (die zoegernde Zeit): il 14 luglio 1930 a Karlsruhe, l' 8 ottobre 1930 a Brema, poi a Marburgo e Friburgo (11 dicembre 1930).

giovedì 4 febbraio 2016

DIE FORSCHUNG VERFUEGT UEBER DAS SEIENDE, ...... La ricerca dispone dell'ente ...

Die dreifache Jupiter-Saturn konjunktion die
in den Jahren
2238-2239 stattfinden wird.
".. Das Erkennen als Forschung zieht das Seiende zur Rechenschaft darueber, wie es und wieweit es dem Vorstellen verfuegbar zu machen ist. Die Forschung verfuegt ueber das Seiende, wenn es dieses entweder in seinem kuenftigen Verlauf vorausberechnen oder als Vergangenes nachrechnen kann. In der Vorausberechnung wird die Natur, in der historischen Nachrechnung wird die Geschichte gleichsam gestellt. Natur und Geschichte werden zum Gegenstand des erklaerenden Vorstellens. Dieses rechnet auf die Natur und rechnet mit der Geschichte. Nur was dergestalt Gegenstand wird, ist, gilt als seiend. Zur Wissenschaft als Forschung kommt es erst, wenn das Sein des Seienden in solcher Gegenstaendlichkeit gesucht wird. "
Die dreifache Jupiter-Saturn konjunktion die
in den Jahren 1940-1941 stattgefunden hat.
[aus: M. Heidegger, Die Zeit des Weltbildes, S. 80]
".. La conoscenza come ricerca chiede conto all'ente di come e fino a che punto esso si renda disponibile a venire rappresentato. La ricerca dispone dell' ente quando è in grado o di calcolarne preventivamente l'andamento futuro, oppure di ricalcolarne quello passato. Nel calcolo preventivo viene per così dire presentata la natura, in quello relativo al passato presentata e proposta la storia. Natura e storia diventano oggetto di questa rappresentazione chiarificatrice. Questo rappresentare conta sulla natura e fa i conti con la storia. Soltanto ciò che in tal modo diviene oggetto è, vale come ente. Alla scienza come ricerca si perviene solo quando l' Essere dell' ente viene cercato in tale oggettualità.

giovedì 28 gennaio 2016

Heideggers SCHWARZE HEFTE im Kontext - Qualche impressione sul convegno/seminario di Friburgo del 14-16 gennaio 2016

Promosso dalla fondazione Fritz-Thyssen di Colonia ed organizzato dal team editoriale dell' Heidegger-Lexicon (che sarà pubblicato nel corso di quest'anno dall' editore De Gruyter), si è svolto nei giorni 14, 15 e 16 gennaio a Friburgo in Brisgovia un convegno-seminario sui Quaderni neri di Heidegger (vd. locandina a lato).
Attratto dal fatto che ad ogni relatore/relazione era riservata un'ora e mezza di tempo e che vi sarebbe stato quindi ampio spazio per le discussioni e gli interventi del pubblico, ho partecipato anch' io confidando nella possibilità di far circolare e conoscere la mia innovativa proposta ermeneutica per la Seinsgeschichte e l'intera storia della filosofia.
Aspettativa, la mia, andata parzialmente delusa perchè - diversamente da quanto avviene in convegni di taglio seminariale, realmente aperti ai contributi del pubblico - qui la moderazione dopo le relazioni è stata praticamente sempre tenuta solo da uno dei quattro organizzatori (il prof. Figal stesso e tre suoi collaboratori) e non a rotazione da tutti i relatori partecipanti. Proprio per ciò ho notato una certa insofferenza e a volte vero e proprio ostruzionismo nei riguardi delle mie domande e richieste di intervento. A ciò ho comunque ovviato con contatti diretti con molti relatori e con la distribuzione a molti di essi di fotocopie di grafici e di miei Abstracts, illustranti la mia tesi ermeneutica sulle congiunzioni Giove-Saturno come fondamento/Grund della heideggeriana Seinsgeschichte/storia-dell'essere e di molta altra storia della filosofia.
Guenter Figal (1949 - )

Interessante tra le prime relazioni presentate è stata quella di Gérard Bensussan dell'Università di Strasburgo, che ha proposto di rovesciare la tesi di E. Fayes sull'introduzione da parte di H. del nazismo nella filosofia. Egli sostiene invece che H. tentò (invano) di introdurre la filosofia nel nazismo e che dalla verificata impossibilità di ciò nacque il suo risentimento e la sua sostanziale presa di distanza dal nazional-socialismo. L'atteggiamento antisemita di H. sarebbe dovuto al fatto che il filosofo svevo ritiene il giudaismo responsabile di tutta l'evoluzione culturale occidentale, caratterizzata dall'oblio dell'essere, dalla prevalenza dell'ente, da mancanza di cultura e da materialismo.

Lo svizzero Dieter Thomae dell'Università di St. Gallen ha messo soprattutto in evidenza come i passi antisemiti nei Quaderni neri si concentrino soptattutto verso la fine degli anni trenta e l'inizio degli anni quaranta del secolo scorso, insomma intorno al 1940. Il che non ha affatto sorpreso me, che da anni sostengo la singolare importanza della coincidenza tra congiunzione Giove-Saturno tripla del 1940-1941 ed acuirsi e sistematizzarsi delle persecuzioni antiebraiche in Germania a tutti i livelli. Ha sostenuto poi che della Seinsvergessenheit H. accusava i nazisti non meno che gli ebrei. 

Il dottorando Nikola Mirkovic relazionava sullo stile dei Quaderni neri, citando tuttavia in modo piuttosto caotico (non cronologico) brani ermetici dai volumi GA94-GA97 ed omettendo qualunque citazione dal volume GA96(1939-1941), che invece a parer mio è quello più importante dei quattro perchè contemporaneo al verificarsi della Lichtung del Seyn 1940-1941 (la congiunzione Giove-Saturno tripla a cavallo degli anni 1940-1941)

Delle relazioni di venerdì 15 mattina interessanti quella di Morten Thaning, che con citazioni intrecciate/alternate ha ipotizzato un'influenza del Dr. Faustus di Thomas Mann sui primi due volumi dei Q.N., il GA94 e 95, seguita da quella di Denis McManus dell'Univ. di Southhampton di approfondimento della relazione in Heidegger tra i concetti di Historicity and Authenticity. 

La relazione più importante del pomeriggio è stata quella del migliore tra i collaboratori di Figal, cioè David Espinet, che aveva titolo: Warum liest Heidegger Kant? Innenansichten ab 1931. Il dr. Espinet ha messo in evidenza come l' Auseinandersetzung di Heidegger con Kant continui e si accentui proprio con l'inizio della redazione dei cosiddetti Quaderni neri, coincidente a sua volta con la Kehre (evento del quale - come sa chi mi segue con qualche assiduità - io dò un'interpretazione astronomica, con relativa datazione al 1930).

Molto singolare il sabato 16 mattina è stata la frizzante relazione del prof. Maurizio Ferraris, tenuta dopo un po' di confusione iniziale in un misto di pessimo inglese e francese, imbastita alla bene e meglio al computer nei due giorni precedenti, com'era evidente dalla proiezione di slides incomplete e approssimative. Secondo lui più che interrogarsi su un presunto antisemitismo metafisico di Heidegger (da lui definito una 'Lili Marlene filosofica'), bisogna parlare dell'antisemitismo di un metafisico. Ha poi omaggiato Vattimo come suo maestro, citato un paio di volte il katechon (non ho ben capito a che proposito), sostenuto che in fondo Heidegger ha scritto un solo libro ed anche incompleto, Sein und Zeit (risatine in sala: era presente anche Klostermann, l'editore dei 102 volumi della GesamtAusgabe), parlato di vari tipi di farisaismo (metafisico, positivo, negazionista, situazionista, psicoanalitico), attaccato Donatella Di Cesare per plagio su un brano del 1978 di Derrida (di cui aveva in precedenza citato Of Spirit), ... ...

Nel pomeriggio di sabato 16 una lunga e pesante relazione ha presentato il Dr. T. Keiling sullo strapotere dell'Essere ("Uebermacht des Seyns." Heidegger und das Trauma der Seinsfrage). Secondo lui i Quaderni neri sarebbero manifestazione einer fundamentalen Orientierungslosigkeit di Heidegger nella ricerca della Seinserfahrung. "Heidegger sucht damit .. eine Erfahrung, welche die Grundbewegung seines Denkens zu einem Abschluss bringt. Dies gelingt in Sein-und-Zeit nicht, es gelingt in den Vorlesungen zur 'Metaphysik des Daseins (GA26) und in den Beitraege-zur-Philosophie nicht, und es gelingt auch in der Verbindung von Sein und Macht nicht. Das Seinsdenken zu vollenden wird Heidegger nie gelingen." Questo giovane e rampante PhD evidentemente ancora NON ha compreso che Heidegger il suo Vorgriff  del concetto di essere e la sua Grunderfahrung des "exemplarischen Seiendes" li ebbe già da giovane e precisamente negli anni 1920 e 1921, in occasione dell' osservazione diretta - de visu - della congiunzione Giove-Saturno culminata il 10 settembre 1921 nella costellazione della Vergine.

La relazione finale, il sabato 16 pomeriggio, era del prof. Markus Gabriel dell'università di Bonn, titolo: "Was heisst 'denken'? Heidegger 1930-39 und das Problem der Philosophie". Quel che ricordo (in mancanza di appunti per la scomodissima e lontanissima posizione che avevo nell'affollata grande sala, a causa di un leggero ritardo nel rientrare dalla pausa-caffè) è che Gabriel ha posto in evidenza - con numerose citazioni dai testi heideggeriani e dai volumi GA94 e GA95 - una certa ambivalenza ed anche contraddittorietà di molte affermazioni del filosofo svevo. Ragion per cui poi risulta ancora presto per definire Heidegger un 'angelo' oppure 'un angelo decaduto', come molti vorrebbero. E' necessario, a parere di Gabriel (ed anche mio) continuare a studiarlo ed approfondirlo, per capire veramente e fino in fondo il senso della sua filosofia.
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Piccole note di cronaca: il sabato pomeriggio-sera arrivò finalmente la neve, piccolo shopping al centro di Friburgo (prima qualche libro), domenica 17 mattina spostamento a Basilea da dove poi - lunedi 18 pomeriggio - rientro a Roma.


venerdì 8 gennaio 2016

Perchè E' INIZIATO IL 2016 e NON INVECE IL 2022 (come sarebbe stato giusto) [L'errore di Dionigi]

La congiunzione Giove-Saturno dell'A.D. 530-531
nella costellazione dei Gemelli
Verso l'anno 242 dell'era di Diocleziano, corrispondente all'anno che oggi diciamo A.D. 526, papa Felice IV (526-530) diede al monaco scita Dionigi il piccolo (Dionysius Exiguus) un duplice incarico:

A) essendosi l'equinozio di primavera, cui è legata la Pasqua, anticipato di 2-3 giorni rispetto a quanto stabilito a Nicea (21 marzo) [cosa che, continuando, porterà poi alla riforma gregoriana del 1582], calcolare le giuste date della Pasqua per i prossimi decenni; 
B) calcolare il numero di anni trascorsi ab Incarnatione Domini nostri Iesu Christi e dai celesti segni che l'avevano accompagnata, per l'eventualità di iniziare un nuovo conteggio degli anni, sostituendo l' era di Diocleziano con l' era di Gesù Cristo.

Da notare che l'incarico a Dionigi fu dato ed egli svolse tutti i relativi conteggi proprio mentre stava maturando una congiunzione Giove-Saturno (la 27esima dopo quella del 7 aC), quella che arrivò al culmine nel 530-531 nei Gemelli, a cui si riferisce il grafico sovrastante. Fu proprio l'imprecisa conoscenza del periodo di ripetizione delle congiunzioni Giove-Saturno che, come illustro più in dettaglio nel seguente articolo
 http://giuseppedecesaris.blogspot.it/2012/01/dellimportanza-e-dellerrore-di-dionigi.html   ,

indusse Dionigi all'errore di collocare la memorabile congiunzione G-S tripla nei Pesci di oltre cinquecento anni prima nell'anno 753 a.U.c. e la nascita di Gesù al 25 dicembre di quell'anno invece che - correttamente - sei anni prima, nell'anno 747 di Roma (7 aC)  e a fine dicembre di quell'anno.

Che l' era cristiana sia inficiata da quest'errore nella determina-zione del suo inizio lo riconosce ormai anche la Chiesa da quarant'anni, come si può leggere a pag. 972 della Bibbia CEI 1974 oppure apprendere da quel che dichiarò nel 1996 a proposito del Giubileo del 2000 il card. Joseph Ratzinger (poi papa Benedetto XVI), allora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della fede:

"Quanto all'anno 2000, lo abbiamo già superato. Dionysius Exiguus, il monaco del quinto secolo, nel suo calcolo commise un errore. Quindi non esagererei, non mistificherei nessun millenarismo. "
L'articolo completo sulle dichiarazioni di Ratzinger del 28 maggio 1996 è reperibile nell'archivio del Corriere della Sera, al link:
http://archiviostorico.corriere.it/1996/maggio/28/Ratzinger_errore_Giubileo_nel_2000_co_0_96052811149.shtml

mercoledì 23 dicembre 2015

SEYNSGESCHICHTE: la cosiddetta STELLA DI BETLEMME ovvero la CONGIUNZ. GIOVE-SATURNO TRIPLA del 7 AC nella costellazione zodiacale dei Pesci

Negli anni 10, poi 9, poi 8 aC il pianeta Giove (curva rossa) - data la sua
maggiore velocità - si accingeva a raggiungere e superare il pianeta
Saturno/Kronos, l'antico dio del tempo. Il lungo balletto notturno dei
due pianeti - con tre allineamenti in 7 mesi e durata complessiva di 

circa 9 mesi - si ebbe (vedi parte in alto destra del grafico) nel 
corso dell'anno 7 aC, nella costellazione dei Pesci.
La grandissima maggioranza degli studiosi (ed io per primo) è ormai convinta che la cosiddetta 'stella di Betlemme', la stella di cui parla il vangelo di Matteo, sia stata nella realtà una congiunzione particolare avvenuta nel 7 aC tra i pianeti visibili Giove e Saturno, quest'ultimo da sempre caro agli israeliti e Giove considerato il pianeta regale. La particolarità di questo fenomeno fu che - come si vede dai grafici qui a fianco e sotto - Giove si allineò (in longitudine eclittica) con Saturno tre volte in pochi mesi: due volte con i pianeti in fase di moto progressivo ed una volta, quella centrale con i pianeti in fase di moto retrogrado.

Il primo dei tre allineamenti - come ciascuno può (far) verificare - si ebbe (cfr. grafico sottostante) il 29 maggio dell'anno denominato -6 nei programmi planetario, corrispondente all'anno 747 ab Urbe condita ed al 7 a.C., ad una longitudine di circa 350° 53' e con una distanza angolare residua tra i due pianeti inferiore ad un grado, precisamente 0° 59' 06".
Die _dreifache_ Jupiter-Saturn Konjunktion des Jahres 7 v.Ch.
im Sternbild Fische (oder so gennanter Stern der Weisen). 
Il secondo allineamento, quello centrale, quando Giove - muovendosi di (apparente) moto retrogrado - torno' alla destra del 'padre' Saturno, si verificò il 30 settembre 7 a.C ad una longitudine di ca. 347°27' e con un angolo residuo di 0° 58' 29".
Il terzo ed ultimo allineamento di questa rara congiunzione (mancava dal 146-145 a.C., cioè da 139 anni) si ebbe, in fase di moto progressivo di entrambi i pianeti,  il 5 dicembre dello stesso 7 a.C., alla longitudine di ca. 345° 32' e con una distanza residua di 1°03'15".

Come si vede i tre allineamenti avvennero tutti nella costellazione (ovviamente zodiacale) dei Pesci. I due pianeti rimasero a lungo vicini: la distanza angolare tra di essi rimase inferiore a 3° per circa 8,5 mesi, quasi la durata di una gravidanza umana, dal 27 aprile 7ac al 13 gennaio dell'anno dopo, il 6 ac. Comunque in tutti e tre gli allineamenti l'angolo residuo fu di circa 1° e dunque i pianeti non si avvicinarono mai ad una distanza angolare inferiore a circa due diametri lunari, una distanza non così ridotta che essi potessero sembrare un unico corpo celeste. 
*          *          *
Come dimostrano le tavolette in scrittura cuneiforme Sp II 142 ed Sp II 795 conservate al British Museum di Londra [cfr. J. Schaumberger, Ein neues Keilschriftfragment ueber den angeblichen Stern der Weisen, Biblica vol. 24 - 1943, S. 162-169], questo insolito fenomeno fu accuratamente osservato e registrato dagli espertissimi astronomi babilonesi di Sippar durante il suo svolgimento fino a marzo/aprile del 6 aC. 
E' questa la ragione per cui alcuni ritengono del tutto fantasiosa la storia del viaggio dei Magi da Babilonia a Gerusalemme. L'astronomo tedesco K. Schoch scrisse ad esempio: "Non è che una favola, che gli astronomi babilonesi siano venuti a Gerusalemme per la congiunzione Giove-Saturno da loro ben conosciuta" [Planetentafeln fuer jedermann, Berlin 1927, S. IV]. 
The _triple_ Jupiter-Saturn conjunction occurred in the years 146-145 bCE
in the zodiacal constellation Cancer. In my opinion this rare event triggered
the schism from Jerusalem of a part of the priestly order/class, those who
went then towards the Dead Sea (Qumran, Ein Gedi, ..), those whose 

writings and ritual scrolls were found in 1947 and following years.

Io non escludo, invece, in base ai miei studi, che in occasione di questo insolito e raro fenomeno una visita di astronomi orientali in Palesti-na/Judaea possa esservi stata, penso però che i sapienti orientali, i Magi (die Weisen), non si sarebbero allora diretti verso Gerusalemme, ma piuttosto sulle rive del Mar Morto, a Qumran, che era allora l'insediamento principale della comunità degli Esseni, fondata da sacerdoti scismatici che da circa 139 anni (qualcuno forse anche da più tempo) avevano abbandonato Gerusalemme ed i cruenti sacrifici del (secondo) Tempio.  A mio parere questi sacerdoti scismatici erano eliocentristi, diversamente dalla parte di classe sacerdotale rimasta a Gerusalemme, che continuava invece ad essere tenacemente geocentrista.

Vi potrebbe essere stato insomma a Qumran (o in una delle altre località sulle rive del Mar Morto) una specie di convegno tra astronomi babilonesi ed astronomi giudaico-esseni sulle possibilità di previsione e/o sull'osservazione diretta di quello strano e raro fenomeno dell'anno 747 a.U.c. (7 aC), di durata complessiva pari ad una gravidanza umana e soprattutto indicante l'eliocentrismo del sistema planetario-solare visibile da Terra.

domenica 13 dicembre 2015

Das SEIENDE im GANZEN (Mein Auslegungsvorschlag)

Das Seiende im Ganzen
und der Mensch
sich begegnen
Heideggers GA66, Besinnung, S. 153:

60.  Das Seyn und der Mensch


Jede Bestimmung des Wesens des Menschen hängt in der Frage: Wie begreifen wir das Seiende im Ganzen, dem das Seiende - genannt Mensch - eingeordnet ist? Die Aufgabe der Wesens-umgrenzung dieses Seienden wird so hinübergerettet in eine schon vollzogene oder in ihren Vollzugsbedingungen kaum bedachte Auslegung des Seienden im Ganzen. Soll diese jedoch einer Besinnung entspringen, dann meldet sich sogleich als Rückschlag die Frage : wer sind »wir«, die wir da so geradezu das Seiende im Ganzen bestimmen und gar durch eine Erklärung aus einer obersten Ursache für hinreichend bestimmt halten? So kehrt die Frage nach dem Menschen wieder. Allein, sie hat sich gewandelt oder sie steht auf der Schwelle einer unausweichlichen Verwandlung; unausweichlich allerdings nur für den Willen zur Besinnung. Entsagen wir diesem, dann bleibt alles in dem fruchtlosen Hin und Her zwischen einer Deutung des Seienden im Ganzen und einer Auslegung des »besonderen« Seienden, das wir als den Menschen zu kennen meinen .

Für die Besinnung aber entspringt die Erfahrung: Der Mensch kann nur auf dem Grunde der Zugewiesenheit in die Wahrheit des Seyns das Seiende im Ganzen und sich selbst als das Seiende, das er ist, bestimmen . Das Seyn selbst muß den Menschen dem Wesens-grunde nach in die Wahrheit des Seyns übereignet haben. Dieses Er-eignis bringt allein jene Lichtung, in der das Seiende im Ganzen und der Mensch sich begegnen können, um ihre Ferne zu ermessen.

giovedì 26 novembre 2015

Prime impressioni sul convegno "Quaderni Neri di Heidegger" - Roma 23-25 novembre 2015

La primissima impressione che mi viene in mente ripensando alle tre giornate di convegno (lunedì 23 pomeriggio, martedì e mercoledì mattina) è che sono state giornate molto stancanti, troppo fitte di relazioni, senza alcuna pausa-caffè o interruzioni, che non fosse quella del 24 per il pranzo. La seconda è che il ritmo incalzante per mantenere la tabella oraria ha sacrificato di molto il dibattito alla fine delle relazioni, permettendo molto spesso che formulassero domande (quasi) solo altri relatori al convegno. Personalmente poi ho avvertito anche un certo fastidio da parte della prof.ssa Di Cesare, sconfinato a volte in una vera e propria censura preventiva, per considerazioni e domande che stavo ponendo o che avrei voluto porre.

Non era prevista traduzione simultanea e solo pochi relatori avevano preparato traduzioni in italiano o inglese (Trawny, Bensussan, Martinengo) dei loro interventi. Il tedesco Sloterdijk, che parlava a bassa voce e assai lentamente, è stato tradotto frase per frase dalla Di Cesare e da Pozzo del CNR.

Alcune affermazioni o prese di posizione significative, che mi hanno colpito e che ritrovo scorrendo le pagine di appunti presi, sono (in ordine sparso) le seguenti:

- di Alessandra Iadicicco, la traduttrice del volume GA94 appena uscito in italiano (Bompiani): "Accettare questo lavoro è stato come lasciarsi rinchiudere volontariamente in una camicia di forza" ed "Effettuarlo è stato come nuotare in un una vasca piena di catrame".

- lo spagnolo Escudero, chiedendosi qual era il segreto che avrebbe dovuto fare del popolo tedesco un popolo con una particolare missione, ha ricordato Hoelderlin, Stefan George ed il suo gruppo ed ha insistito sulla cosiddetta "Germania segreta".

- il tedesco Trawny continua ad interrogarsi sull'antisemitismo di Heidegger come tema implicito nella sua filosofia, senza peraltro arrivare a chiedersi e precisare in cosa consista precisamente la caratterizzazione "seinsgeschichtlich" che lui ha attribuito a questo antisemitismo.

- la Di Cesare ha sintetizzato sostanzialmente il secondo capitolo del suo ultimo libro "Heideigger and Sons", edito come il precedente da Bollati Boringhieri.

- Paltrinieri della Ca' Foscari di Venezia ha riportato alcune citazioni  sull' Herrschaft dell'Essere, sul fatto che a decidere è sempre l'Essere e che la verità secondo Heidegger  consiste nello "Schiudersi e nascondersi storico dell'Essere",...  SENZA però arrivare mai a fare alcuna ipotesi su questo essere/Essere che si manifesta nel corso del tempo.

- Pozzo ha ricordato, come storico delle idee, la condanna di Klages - come geistfeindlich - da parte del congresso filosofico tedesco del 1936, convocato su 'Seele und Geist'.

- secondo Sloterdijk, Heidegger avrebbe conosciuto l'ebraismo attraverso il neokantismo e questo lo avrebbe portato a ridurre l'ebraismo al razionalismo.

- Tommasi della Sapienza ha illustrato come Heidegger abbia modificato nel tempo il suo progetto iniziale di 'distruzione/decostruzione' della storia dell'ontologia.

- il francese Bensussan di Strasburgo ha parlato di una condivisione nietzscheano-heideggeriana sulla funzione degli Ebrei (il Weltjudentum) nella storia dell'essere e nella trasvalutazione di tutti i valori: la supremazia ebraica nella "manipolazione degli enti e nella rivolta degli schiavi" dischiuderebbe e perpetuerebbe la "parte sbagliata" della storia. Secondo l'interpretazione di Heidegger di Bensussan, "l'antisemitismo figura (dunque) nella filosofia quasi-necessariamente come il programma di ciò che è bene addestrare e risanare, gli Ebrei, o al limite annientare, compiendone l'essenza stessa, ovvero il nulla (GA 97)."

- dell'intervento di Paolo Vinci, che parlava di Hoelderlin nei QN e nei "Contributi", mi ha colpito la frase che "L'esperienza di Hoelderlin non è un'esperienza vissuta", quando io invece ritengo che sia tutto il contrario. Da quando (6-7 dicembre 1801) intraprese il lungo viaggio invernale Nuertingen-Bordeaux al luglio-agosto 1802 Hoelderlin ebbe tutto il tempo ed il modo di riflettere sul sacro e sullo "stille Gott der Zeit" che sera dopo sera e notte dopo notte vedeva de visu. 

- V. Vitiello dell'uni San Raffaele ricorda dapprima le letture heideggeriane di s. Paolo,  sostiene poi che il pensiero heideggeriano avrebbe dentro di sè una componente giudaica molto forte, che tuttavia il filosofo svevo reprimeva. A dimostrazione di ciò conclude con una citazione nella quale H. sostiene che la sua Ruf des Gewissens (chiamata di coscienza) viene sia dal suo interno che "da sopra di me". Un "sopra" che Vitiello poi, sorridendo alla mia domanda, si è rifiutato di precisare o anche solo immaginare (a suo dire) quale sia. 

- Gianni Vattimo ha esordito dicendo di essersi accorto nei tre giorni di convegno di aver preparato una relazione fuori tema, di non volerla quindi leggere e fare invece qualche considerazione veloce sui QN, a braccio, lasciando così più spazio alla discussione finale. Ha detto cmq che "Il nazismo di Heidegger è iniziato quando è passato dal leggere s. Paolo al leggere Hoelderlin", che "Se io non fossi cristiano non sarei heideggeriano e se non fossi heideggeriano non sarei cristiano", che "L'Europa di oggi è una forma della Machenschaft heideggeriana" e che "H. si era illuso immaginando di poter riportare la Germania del suo tempo alla condizione della Grecia prima dei presocratici."
*       *       *
La conclusione provvisoria che io ho tratto da queste tre interessanti e faticose giornate di convegno sui QN di Heidegger è che le opinioni e le considerazioni degli accademici su di essi, come su tutta la filosofia heideggeriana, sono ancora - a quasi novant' anni da Essere e Tempo - assai varie e divergenti e che essi accademici sono ancora ben lontani da valutazioni e giudizi in qualche modo convergenti sul pensiero e sulle opere del filosofo svevo. 
*       *       *

Dopo la chiusura del convegno, ho donato all'ancora lucidissimo prof. Gianni Vattimo una copia del mio saggio "Congiunzioni Giove-Saturno e storia giudaico-cristiana" - da lui molto gradita - unitamente ad alcuni miei Abstracts inviati a vari convegni ed al grafico sulla congiunzione Giove-Saturno del 1801-02, quella che determinò il periodo di massima produzione poetica di Hoelderlin. Consigliando poi al Prof (ma anche a tutti gli studenti che facevano capannello), a proposito di Saturno, Giove e Terra, di andarsi a rileggere il paragrafo centrale di Essere e Tempo, il § 42, (un indizio volutamente lasciato da Heidegger, secondo me) ove si tratta guardacaso di Jupiter, Saturnus e Tellus (la Terra), dell'homo e della Cura che lo fa diventare effettivamente un 'uomo autentico', pienamente inserito in der Welt e dunque non Weltlos. Ha detto che lo farà senz'altro e che potremo poi magari anche incontrarci per approfondire la questione.

giovedì 12 novembre 2015

Die TANNE und der RENNWAGEN im 1936 [Heideggers Schwarze Hefte GA94]

 E' noto che già da metà degli anni trenta Heidegger subì attacchi da parte di docenti di filosofia molto vicini al partito nazista (Jaensch e Krieck ad es.) ed anche da parte di alcuni gerarchi (Rosenberg ad es.), che ritenevano opportunistica la sua adesione al NSAPD. Da essi la sua filosofia ed il suo "Sein und Zeit" erano accusati di essere astratti e vuoti, lontani dagli interessi e dai problemi reali del "popolo" e della "comunità di popolo". 

Nel volume dei Quaderni neri GA94 (da pochi giorni disponibile anche in italiano) c'è - su questa questione - un'interessante riflessione del filosofo, che vale la pena riportare: è la n. 265 del IV libro delle Ueberlegungen. Dice:

"Sein und Zeit" gegenueber den Nachweis erbringen, dass darin nicht das "Volk" und die "Volksgemeinschaft" als "Sinnemitte", ja sogar ueberhaupt angesetzt und gennant seien, heisst soviel, wie einer Tanne gegenueber zu beweisen, dass sie nicht die Leistung eines Rennwagens aufbringe. Am Ende vermag die Tanne als Tanne immer noch Jenes, was der Rennwagen nie leisten wird, so laut und so rieseg sein Auftreten auch sein mag. So will "Sein und Zeit" etwas, was in der Stille bleibend weit vorausgreift allem Gerede vom "Volk" in der ploetzlich uebereifrig "voelkisch" gewordenen "Scheinphilosophie".
In italiano, ritoccando la traduzione della Iadicicco, abbiamo:

IV-265. Offrire - di fronte ad Essere e Tempo - la dimostrazione che in esso il "popolo" e la "comunità di popolo" non sono affatto posti e nominati come "centri di senso", è come - di fronte ad un abete - dimostrare che esso non sa offrire le stesse prestazioni di una macchina da corsa. In definitiva l'abete, in quanto abete, è sempre capace di compiere ciò di cui un'auto da corsa non sarà mai capace, per quanto rumoroso ed imponente possa essere il suo arrivo. Analogamente Essere e Tempo vuole qualcosa che, restando in silenzio, precorre di gran lunga tutto ciò che si può dire del "popolo" nella 'filosofia apparente', diventata improvvisamente entusiasticamente "nazionalista". 

giovedì 29 ottobre 2015

Elements of the SEINSGESCHICHTE: 28 OCTOBER 312 - the MILVIAN BRIDGE BATTLE

Raffaello, La battaglia di Ponte Milvio (Stanze di Raffaello, dipinte 1508-24,
su commissione di papa Giulio II della Rovere (1503-13); Musei Vaticani)


Planetary situation during the A.D. 312 and particularly
during the months October, November and December 312
As I wrote in chapter XIII of my book "Congiunzioni Giove-Saturno e storia giudaico-cristiana" [i.e. "Jupiter-Saturn conjunctions and judaic-christian history", ISBN 88-900663-0-X] the whole Constantine's descent from Treviri (Trier, Germany) to Rome to face up to Maxentius happened literally at the light of the Jupiter-Saturn conjunction of the year A.D. 312, culminating on December 14th of that year in the Capricorn constellation (see graphics above).

As can be seen by everyone  in the graphics of the J-S conjunction, in those autumn months also the planet Mars (the roman war god) was on the scene. Indeed on 29 September the quicker Mars (brown line in the graphics) was in conjunction with Jupiter, on 10 October with Saturn and on the date of the battle - 28 October 312 - it had surpassed both the nearly aligned Jupiter and Saturn and was about 12° left of Saturn in the evening sky, direction south-west.

Well, this is exactly the situation represented by Raffaello with the three angels depicted over the battle scene, in the great painting of the Vatican Museums: they represent exactly the positions and distances of and between the three planets visible in those days after the sunset, i.e. Mars on the left, 12 degrees links of Saturn, Saturn in the middle, and Jupiter approaching Saturn, 5° right of it.  
This means that in Vatican there has been a continuity of astronomical knowledge from the first centuries of christianism till to the times of pope Giulio della Rovere (1503-13) and longer, in my opinion till to our times.

mercoledì 14 ottobre 2015

"HOECHSTES GESTIRN DES SEINS ... EWIGKEIT ... EWIGES JA DES SEINS"

- Und Zarathustra ging an mir vorbei ...
The astroNomical phenomenon that changed Nietzsche's works and life: the Jupiter-Saturn single conjunction, which took place on April 18th, 1881, at midday,  in the constellation Aries. 

sabato 10 ottobre 2015

Al mio ASSIDUO LETTORE BOLOGNESE ed anche a tutti gli altri

Mi dicono che tra la decina di visite che questo blog riceve ogni giorno dall'Italia e dall'estero (circa il 25%), spesso da reti universitarie, quelle provenienti da Bologna in questi ultimi tempi sono in maggioranza di un unico lettore, che si collega anche 3-4 volte al giorno e che evidentemente è assai interessato alle tematiche storiche, filosofiche e religiose che vengo trattando. 

Proprio a lui (ma poi anche a tutti i miei lettori) mi rivolgo ora qui per dirgli (dir loro) che sono disponibile a fornire tutti i chiarimenti eventualmente richiesti sulla nuova ermeneutica che propongo, come pure sulla fenomenologia e temporalità del fenomeno fisico che è alla base - al Grund - di essa: il fenomeno delle congiunzioni tra i pianeti Giove e Saturno, che per millenni ha cadenzato (e cadenza) - "di generazione in generazione" - la storia umana.

Ciò significa che su queste tematiche sono disponibile a partecipare, come relatore, coordinatore, animatore, .. ad iniziative culturali varie, quali conferenze, tavole rotonde, seminari universitari, ... Chi volesse può contattarmi con e-mails all'indirizzo giuseppedotdecatliberodotit oppure con messaggi privati su Facebook .

domenica 4 ottobre 2015

NIETZSCHE und die LYRIK - Internationaler Kongress in Naumburg - 15-18.10.2015

So gennanter Nietzsches Stein am Silva- 
planersee (Engadin, CH). Hier - 1881
Grundkonzeption des Zarathustra

 The following is the Abstract I sent to the organization committee on 30.05.2015 for the lecture I wanted to present at the Congress "Nietzsche und die Lyrik", which will take place in Naumburg (Germany) from 15 up to 18.10.2015.

Its title is/was:
Time and Eternity in Nietzsche's poems: 
Rimus remedium, Sils-Maria, 
Ruhm und Ewigkeit 3-4




venerdì 25 settembre 2015

Some CELESTIAL or HEAVENLY PROPORTIONS holding MY HERMENEUTICAL PROPOSAL

Prima di darvi, cari lettori, una serie di proporzioni che racchiudono il senso delle mie scoperte e di questo blog ove le vengo esponendo, due parole sul meraviglioso cratere - prodotto in Attica  al principio del IV sec. ac e conservato all' Hermitage Museum di S. Pietroburgo - che vedete qui a sinistra, che  sintetizza la storia del santuario di Delfi, massimo oracolo della Grecia classica. 

Vi si vede (figura a destra della palma) Dioniso chiomato e barbato, in aspetto di maestosa virilità e circondato da menadi e satiri, che - in atteggiamento di padrone di casa, cioè del tempio - dà il benvenuto, stringendogli la mano in segno di gentile accoglienza, ad un timido ed imberbe Apollo compostamente ossequioso. E' appena il caso di ricordare che nel santuario di Delfi il culto di Dioniso era preesistente al culto di Apollo [cfr. C. Lanzani, Religione dionisiaca, Melita ed., 1987, pp. 37, 39, 119, ..], il cui inizio - ben sintetizzato nel vaso dell' Hermitage - può dunque essere datato a verso il 400 ac. 
*       *       *

Ciò premesso, passo ora a darvi una serie di proporzioni che, come detto, racchiudono il senso della mia proposta ermeneutica storico-filosofica a fondamento astroNomico e vanno quindi ben meditate da tutti coloro che sono alla ricerca delle verità. Le scrivo in inglese così mi capiscono tutti:

Dionysus : Apollo = unicorn : phoenix(bennu) =

                            = geocentrism : heliocentrism = Moses : Christ


*       *       *

To remember that a secret wisdom began already in ancient Egypt, I like to close this article with the image of the Hatshepsut-sphinx:
Queen-Pharaoh Hatshepsut ruled Egypt
from 1479 untill 1458 bce.

mercoledì 16 settembre 2015

HEIDEGGERS "300 JAHRE" des SPIEGEL-INTERVIEWs und "DIE NAECHSTEN DREI JAHRHUNDERTE" der UEB. XIV - GA 96

The triple Jupiter-Saturn conjunction
occurred in the years 1940-1941
Leggendo l' intervista a Der Spiegel che Heidegger rilasciò nel 1966 [e che, secondo le sue condizioni, fu pubblicata solo nel 1976 alcuni giorni dopo la sua morte], ho notato un insistito riferimento ad un intervallo di tempo di "300 Jahre" che mi ha immediatamente fatto tornare alla mente una Ueberlegung del quaderno nero XIV (GA 96, pp. 176-177), scritta a metà luglio del 1940 ove pure parla - per la prima volta - dei "naechsten drei Jahrhunderte"

Nel primo caso all'intervistatore che gli chiedeva chiarimenti sul metodo di pensiero completamente nuovo, adatto a pochi, da lui auspicato nel colloquio del 1964 con un monaco buddista e sui tempi di eventuali realizzazioni ad esso connesse, Heidegger rispose:

Das kann ich auch nicht sichtbar machen. Ich weiss darueber nichts, wie dieses Denken 'wirkt'. Es kann auch sein, dass der Weg eines Denkens heute dazu fuehrt, zu schweigen, um das Denken davor zu bewahren, dass es verramscht wird innerhalb eines Jahres. Es kann auch sein, dass es 300 Jahre braucht, um zu 'wirken'.
Può anche essere, diceva, che "oggi convenga - tacendo - proteggere questo nuovo pensiero e metodo da una rapida 'svendita', banalizzazione", e - pur dicendo di non conoscere com'esso agisca - aggiungeva: "Può anche essere che esso, questo pensiero, abbisogni di 300 anni per avere effetto."
Anche più avanti nell'intervista torna di nuovo un riferimento di Heidegger ai 300 anni, unitamente ad un rimando al suo "Was heisst Denken" del 1954.


The triple Jupiter-Saturn conjunction which
will occur in the years 2238-2239,

298 years after that happened in 1940-41
Nella citata riflessione delle Ueberlegungen XII-XV  (GA 96, p. 176 in basso), databile alla metà di luglio del 1940 e quindi di molto precedente all'intervista di cui sopra, Heidegger scrive:

Nur wer den Mut and das Wissen hat, ueber die naechste drei Jahrhunderte hinwegzudenken, kann heute mitdenken und sich auf die "Philosophie" einlassen.
Cioè: "Solo chi ha il coraggio ed il sapere per riflettere sui prossimi tre secoli può oggi seguire il ragionamento ed impelagarsi nella "filosofia"."

Ecco, veniamo ora alle mie seynsgeschichtliche Ueberlegungen sui passi citati. Io penso che Heidegger, molto probabilmente (per non dire sicuramente) con la previa consulenza dei fisici W. Heisenberg e V. von Weizsaecker, nell'estate del 1940 sapeva benissimo non solo dell'ormai imminente arrivo della congiunzione Giove-Saturno tripla del 1940-1941 (grafico in alto a sinistra), ma anche del fatto che - a parte un'altra dello stesso tipo prevedibile/prevista per il 1981 - poi non ve ne sarebbero state altre per circa trecento anni da quel 1940, cioè fino alla congiunzione Giove-Saturno tripla che avverrà a cavallo degli anni 2238 e 2239 (cfr. secondo grafico); si ha infatti 2238 - 1940 = 298 !! Ecco spiegato secondo me quel continuo riferimento di Heidegger ai 300 anni di cui il suo nuovo e criptico modo di pensare potrebbe aver bisogno per essere capito e produrre qualche effetto. 

A me, che sono convinto di avere scoperto LA CHIAVE ERMENEUTICA per la decrittazione di Heidegger e di molto altro e che scrivo dopo che sono trascorsi 'appena' 75 anni da quel 1940 del GA 96, la sua previsione dei trecento anni per vedere qualche conseguenza del seinsgeschichtliches Denken - ancorchè ipotetica - pare francamente eccessiva. 

Incomincio a chiedermi, a volte e con qualche esitazione e qualche perplessità, se non sia proprio io ad impersonare il prototipo, anzi ad essere propriamente il primo di quei seinsgeschichtliche Denker che Heidegger immaginava, che avranno il compito di rileggere e rendere finalmente comprensibile tutta la storia del pensiero filosofico occidentale.

giovedì 10 settembre 2015

DAS EIGENTLICH SAGBARE und DAS GESAGTE, Heideggers Meinung nach [Anmerk. V, 1948 - GA 97]

"Den schlimmsten Missdeutungen fallen die Denker dadurch anheim, dass man meint, mit dem, was einer sagt, sei alles gesagt; das Gesagte sei sein einzig Sagbares. Selten kommen einige dahin, zu merken, dass das Gesagte nur ein Vorlaeufiges ist, damit das eigentliche Sagbare ungesagt bleibe. Vielleicht gilt dies eher nur vom andenkenden Denken."

[M. Heidegger, Anmerkungen I-V, GA 97, S. 504]

venerdì 4 settembre 2015

SAUL/PAUL's CONVERSION TO HELIOCENTRISM (at about AUGUST 24th, AD 35)

Ora che il mio computer sembra di nuovo funzionare, vorrei tornare alla cosiddetta Conversione di s. Paolo sulla via di Damasco, per il quale evento ho proposto - nel post precedente ed in altri - la datazione orientativa del 24 agosto dell' A.D. 35.

Rimane ora da capire da cosa a cosa Saulo di Tarso si sia convertito, visto che negli anni (che oggi chiamiamo) 35-36 le parole 'cristiano', 'cristianesimo' e simili non esistevano ancora e che Saulo ha comunque sempre rivendicato la sua identità etnico-religiosa israelitica.

Per arrivare a comprendere questo bisogna ricordare che dopo il ritorno dall'esilio babilonese, nei secoli precedenti la nuova era, il popolo giudaico adorava - con il nome di Shekinah o Sekinah - le congiunzioni planetarie tra Saturno e Giove, viste come vera e propria Presenza di Dio, a cadenza ventennale ('di generazione in generazione') in Visita al popolo israelitico.  Viste anche, le congiunzioni dei due pianeti, come una ripetuta promessa e giuramento celesti continuamente attestanti al popolo d'Israele la predilezione divina (la famosa 'elezione').
Infiniti problemi al popolo ebraico e all'umanità tutta son derivati dal fatto che il detto fenomeno planetario - le ventennali congiunzioni GS - NON si presenta sempre con la stessa fenomenologia, dipendendo questa dalla posizione della Terra (ove gli osservatori del fenomeno si trovano) sulla sua orbita. Sono possibili tutta una serie di apparenze, riconducibili a due tipologie fondamentali: la congiunzione GS singola oppure la congiunzione GS multipla (tripla/doppia). E su questo si divise la società giudaica.

Dirò sinteticamente, per farla breve, che mentre la congiunzione GS singola avviene con i due pianeti in fase di apparente moto progressivo e quindi fa pensare che essi ruotino intorno alla Terra (geocentrismo)
la congiunzione GS multipla (tripla/doppia) avviene con i pianeti in fase di apparente moto retrogrado, crea così una dissonanza cognitiva risolvibile razionalmente solo pensando che il sistema solare/planetario abbia il Sole come corpo centrale (eliocentrismo).

Mentre gli esseni (dopo lo scisma da Gerusalemme del 146 ac) e poi i primi cristiani erano ormai convinti dell'eliocentrismo, i sacerdoti del Tempio ed i loro più stretti seguaci - com'era Saulo di Tarso - continuavano a credere, in ossequio all' idea monoteista della divinità, che la congiunzione GS giusta fosse quella singola e che quindi il sistema solare/planetario fosse geocentrico
Il pungolo che, dopo la conclusione ai primi di aprile del 35 della congiunzione GS doppia 34-35 e dopo la lapidazione di Stefano, tormentava Saulo di Tarso era proprio questo, che il 'mondo' fosse eliocentrico e non geocentrico come aveva creduto sino ad allora, in linea con il giudaismo ufficiale del Tempio. Continuando per cinque-sei mesi ad osservare Giove e Saturno, sera dopo sera, dopo il tramonto ed in prossimità di esso, Saulo si rese conto che i due pianeti erano sempre meno visibili e diventavano addirittura invisibili perchè la Terra muovendosi di mezzo giro stava girando dietro all'allineamento Saturno-Giove-Sole: la grande potenza luminosa del Sole rendeva invisibile la coppia Giove-Saturno ed accecante ogni tentativo di scorgerli dietro al Sole. In altre parole la Terra ruotava intorno al Sole, questa fu la convinzione definitivamente raggiunta da Saulo/Paolo di Tarso intorno alla fine di agosto del 35. Si convinse insomma che gli esseni ed i cristiani avevano ragione.
L'entusiasmo per aver capito che gli occhi fisici, quelli della carne/sarx, ingannavano e che per capire come andavano veramente le cose era necessaria una intelligente capacità di astrazione mentale (Spirito santo) fu enorme, tale che la vita di Saulo ne fu sconvolta: da persecutore dei cristiani qual era si trasformò con il nome di Paolo nel più attivo propagandista dell' eliocentrismo e della metafisica e teologia fondate sulle congiunzioni G-S multiple, quella tripla in particolare (il Cristo).

A sostegno di questa mia tesi ermeneutica sulla Umwandlung di Saulo potrei citare molti passi tratti dalle sette lettere sicuramente autentiche di Paolo (Romani, 1-2 Corinzi, Galati, Filippesi, 1 Tessalonicesi, Filemone), tutte scritte negli anni a ridosso della nuova congiunzione G-S del marzo 54, cioè nel periodo 50-56, ma il discorso si farebbe qui troppo lungo. Chiudo dunque così, chiedendo a voi tutti lettori di credermi sulla parola.

martedì 18 agosto 2015

SEINSGESCHICHTLICHE UEBERLEGUNGEN zur DATIERUNG der STEINIGUNG DES STEPHANUS und der UMWANDLUNG DES SAULUS VON TARSUS

To date the Christophany on the Road to Damascus
Come è noto a tutti, la cosiddetta conversione di s. Paolo sulla via di Damasco è un episodio che cambiò non soltanto la vita dell'ebreo Saulo di Tarso ma con essa anche la storia del mondo intero, storia di cui Saulo/Paolo è senz'altro una delle figure principali. Nel Nuovo Testamento l'evento è narrato una volta nella Lettera ai Galati dello stesso Paolo, scritta intorno all'anno 54 , e ben tre volte negli Atti degli apostoli composti da Luca, l'autore del terzo vangelo, verso l' 80 cioè una quarantina d'anni dopo l'evento. Secondo la maggior parte dei numerosissimi studi condotti finora questa cosiddetta "conversione" viene infatti variamente datata tra l'anno 33 e l'anno 37 della nuova era.

Le mie considerazioni di storia dell'Essere basata sulle congiunzioni Giove-Saturno, sintetizzate nel grafico sopra riportato, relativo ad un anno e mezzo circa dopo la conclusione della congiunzione G-S del 34-35 [evento allegorizzato con l'apparizione della fenice di cui scrive Tacito in Annali 6, 28] portano a restringere l'intervallo detto  per la Cristofania sulla via di Damasco a due sole possibili date, il 24 agosto 35 oppure il 14 settembre 36, dipendendendo l'una o l'altra data dalla veridicità e collocazione temporale dei cosiddetti processo e lapidazione di Stefano, narrati nei capitoli 6 e 7 degli Atti degli apostoli, lapidazione nella quale Saulo di Tarso fa la sua prima comparsa. 

Se vi è stato veramente un processo a Stefano davanti al Sinedrio presieduto da Giuseppe Caifa e concluso con una condanna a morte non soggetta a ratifica dell'autorità romana, questo processo non può essersi svolto che nei primi mesi del 36, quando il governatore Vitellio aveva da poco deposto il procuratore Ponzio Pilato ma non ancora il sommo sacerdote Giuseppe Caifa. Poichè secondo gli Atti la conversione di Saulo di Tarso fu successiva alla lapidazione di Stefano, l'accecante incontro e 'colloquio' a mezzogiorno di Paolo con il Cristo non può che essere avvenuto (cfr. grafico soprastante) tra il 31 agosto ed il 28 settembre del 36, quando Giove aveva ormai superato Saturno di circa 23°.

Se invece la lapidazione di Stefano, come alcuni ritengono, è stato solo un atto di sommaria 'giustizia' popolare illegale - un linciaggio - avvenuto mentre Ponzio Pilato era ancora in carica, allora il fatto potrebbe essere datato all'aprile-maggio del 35 appena dopo la conclusione della congiunzione Giove-Saturno doppia del 34-35 e l'evento della via di Damasco andrebbe collocato (cfr. grafico) tra il 18 ed il 29 agosto del 35, cioè esattamente 1980 anni fa, giorno più giorno meno; quando Giove e Saturno - nascosti dalla grande potenza luminosa del sole - distavano tra loro di appena 8-9°.

Sebbene la frase attribuita a Stefano "Ecco, io contemplo i cieli aperti e il Figlio dell'uomo che sta alla destra del padre!" sia imprecisa come descrizione della realtà planetaria di quell'aprile del 35 (perchè Giove a causa del suo apparente moto retrogrado nella congiunzione G-S del 34-35 non tornò mai alla destra di Saturno, vedi grafico dietro titolo del blog), essa tuttavia ha un suono di autenticità delle conoscenze di quanto astronomicamente avvenuto nel 34-35, pur essendo stata scritta negli Atti una quarantina di anni e più dopo gli eventi. Per questo motivo ed anche perchè, come molti autori, ritengo improbabile il lungo processo a Stefano davanti al Sinedrio,  dirò conclusivamente che io propendo per la prima delle due date da me proposte come possibili e quindi propongo a tutti gli studiosi 
il 24 agosto dell'A.D. 35, cioè esattamente 1980 anni fa, giorno più giorno meno, come datazione della Cristofania sulla via di Damasco.


giovedì 6 agosto 2015

L' EXCUSATIO NON PETITA ... di Heidegger in Besinnung - GA 66 - 1937/38

Leggendo, stampando e leggendo - da un file che ho trovato in rete - pagine in tedesco di Besinnung, il volume GA 66 di Heidegger (non ancora tradotto in italiano), mi sono imbattuto in una dichiarazione del pensatore svevo che - alla luce di convinzioni che son fatto di lui - mi sa tanto di excusatio non petita .. e di accusatio manifesta.

La dichiarazione si trova verso la fine del volume, nella parte biografica ov' egli riassume il suo percorso di ricerca fino al 1937-38, data di stesura appunto di Besinnung-Meditazione. In essa Heidegger sostiene che il suo percorso fino ad allora non era prestabilito, cioè noto in precedenza, ma che è stato una ricerca ad ampio raggio, che non ha escluso battute di arresto e piste errate. Ma sentiamo dalla sua voce/penna:

MEIN BISHERIGER WEG, auch nur genommen als Mittel neuer Besinnung und die Sicht und Deutung des Weges je abhaengig von der erreichten Stufe der Besinnung.
  Nie war dieser Weg vorausgewusst, sondern er blieb schwankend und umstellt von Rueckschlaegen und Irrgaengen.
  Aber immer wieder wurde das Suchen auf die eine Bahn gedraengt und zur wachsenden Klarheit gezwungen. Doch keine Stufe der Besinnung bekommt zu wissen, was eigentlich vor sich geht. Das Erfahrene und Versuchte bleibt immer nur die Dienstleistung fuer das ganz Andere, was eines Tages vielleicht sogar ein "Selbstverstaendliches" werden muss.

Ecco, io mi permetto di dubitare di quel che Heidegger afferma qui. La mia idea è che lui già tra il 1915-16 ed il 1920-21 si sia chiarito le idee sul vero ente metafisico e che poi la congiunzione Giove-Saturno singola del settembre 1921 gli sia servita come esperienza fondamentale e come Vorgriff-precomprensione di quel che di epocale doveva poi arrivare nel 1940-1941: la rara congiunzione Giove-Saturno tripla. 
Se non fosse stato così, non si sarebbe impegnato così a fondo in quelle ruminazioni ripetute degli anni 1937-38, come appunto Besinnung, Beitraege zur Philosophie, ... preparatorie delle altre seynsgeschichtliche opere del 1940-41, scritte quando infine il fenomeno poteva osservarlo comodamente e direttamente sera dopo sera e notte dopo notte, magari dalla baita di Todtnauberg.


lunedì 27 luglio 2015

DENKEN und PHILOSOPHIEREN

"Niemand wird bestreiten wollen, dass heute ein Interesse fuer die Philosophie besteht. Doch gibt es heute noch etwas, wofuer der Mensch sich nicht interessiert, in der Weise naemlich, wie er das 'Interessieren' versteht?
Inter-esse heisst: unter und zwischen den Sachen sein, mitten in einer Sache stehen und bei ihr bleiben. 
... ... ...
Dass man fuer die Philosophie ein Interesse zeigt, bezeugt noch keine Bereitschaft zum Denken. ... Selbst die Tatsache, dass wir uns Jahre hindurch mit den Abhandlungen und Schriften der grossen Denker eindringlich abgeben, leistet noch nicht die Gewaehr, dass wir selber denken oder auch nur bereit sind, das Denken zu lernen. Im Gegenteil: die Beschaeftigung mit der Philosophie kann uns sogar am hartnaeckigsten den Anschein vorgaukeln, dass wir denken, weil wir doch unablaessig 'philosophieren'."

[M. Heidegger, Was heisst Denken, Philipp Reclam Nr. 8805, Stuttgart 1992, S. 5]