mercoledì 17 luglio 2024

Am 18 Juli 1962: das von HEIDEGGER UNGESPROCHENE der UBERLIEFERTEN/NATURLICHEN SPRACHE

Il 18 luglio 1962 Heidegger tenne una conferenza (rivolta ad insegnanti di scienze di una scuola professionale) dal titolo "Ueberlieferte Sprache und Technische Sprache", nella quale - dopo una serie di considerazioni su varie forme di linguaggio tecnico come alfabeto Morse (Morsezeichen) e programmi per computer (Programme der Rechenmaschine) - arriva a parlare di una lingua 'naturale' che designa come 'ueberlieferte' Sprache, come lingua o linguaggio 'tramandato' e che fa riferimento (meiner Meinung nach) alla dinamica della congiunzione planetaria Giove-Saturno allora in fase conclusiva del 1961-62 (grafici sottostanti), indicata con 'das (Ganze dessen), was gegenwaertig ist' ((tutto) ciò che attualmente è (presente)).
A p. 27 del volumetto della Erker-Verlag che pubblicò nel 1989 il testo della conferenza del luglio 1962, così Heidegger descrive la auto-trasmissione, la ripetizione nel tempo della "ueberlieferte Sprache":
"Ueberlieferung ist nicht blosse Weitergabe, sie ist Bewahrung des Anfaenglichen, ist Verwahrung neuer Moeglichkeiten der schon gesprochenen Sprache. Diese selbst enthaelt und schenkt das Ungesprochene. Die Ueberlieferung der Sprache wird durch die Sprache selbst vollzogen, und zwar in der Weise, dass sie den Menschen dafuer in Anspruch nimmt, ...".
Heidegger continua poi così:
Grafici della congiunz. Giove-Saturno 1961-62
"Hinter dem Titel des Vortrags verbirgt sich der Hinweis auf eine staendig wachsende Gefahr, die den Menschen im Innersten seines Wesens bedroht - naemlich in seinem Verhaeltnis zum Ganzen dessen, was gewesen, was im Kommen, was gegenwaertig ist. Was zunaechst nur wie ein Unterschied von zwei arten der Sprache aussieht. erweist sich als ein ueber dem Menschen waltendes Geschehen, das nichts Geringeres als das Weltverhaeltnis des Menschen angeht und erschuettert. Es ist ein Weltleben, dessen Stoesse der heutige Mensch kaum beachtet, weil er fortgesetzt mit den neuesten Informationen zugedeckt wird."
Heidegger conclude poi la conferenza dicendo che accanto a questo pericolo vi è anche qualcosa che può salvare (das Rettende), su cui pure sarebbe necessaria una meditazione (Besinnung):
".. eine Besinnung aber zugleich auf das Rettende, das sich im Geheimnis der Sprache verbirgt, sofern sie uns immer auch in die Naehe des Ungesprochenen und Unaussprechlichen bringt."
Spero, cari lettori ed amici, di avervi chiarito cosa Heidegger indichi con i termini das Ungesprochene e das Unaussprechliche, cioè il non-detto e l'indicibile, cioè quel fondamento ontico-periodico della metafisica classica/aristotelica che, come ho qui ed altrove dimostrato, lui si è sforzato prima di capire e poi per tutta la vita di trasformare/ridefinire/ripensare come SeinsGeschichte seinsgeschichtliches Denken (pensiero ontostorico o di ontologia storica).

domenica 30 giugno 2024

"DIE LEBENDIGE GEGENWART" DER HERMENEUTISCHEN SITUATION DER JAHREN 1920-1921-1922 (HEIDEGGERS NATORP-BERICHT 1922)

 

Grafici della congiunz. Giove-Saturno singola
culminata il 10 sett. 1921 nella costell. Virgo
(max visibilità a prim./est. 1921 e inv./prim. '22)
"Die Situation der Auslegung, als der verstehenden Aneignung des Vergangenen, ist immer solche einer lebendigen Gegenwart. Die Geschichte selbst, als im verstehen zugeeignete Vergangenheit, waechst hinsichtlich ihrer Erfassbarkeit mit der Urspruenglichkeit der entscheidenden Wahl und Ausformung der hermeneutischen Situation. Vergangenheit oeffnet sich nur nach Massgabe der Entschlossenheit und Kraft des Aufschliessenkoennens, ueber die eine Gegenwart verfuegt."

"La situazione dell'interpretazione, in quanto appropriazione comprendente del passato, è sempre la situazione di un presente vivente. La stessa storia, in quanto passato di cui ci si è appropriati nel comprendere, è strettamente connessa, rispetto alla sua possibilità di comprensione, all'originarietà dell'articolazione della situazione ermeneutica e della scelta che ne è alla base. Il passato si dischiude solo in conformità alla decisione ed in forza della capacità di apertura di cui il presente dispone." 


[I testi riportati sono tratti dai Natorp-Berichte: Klostermann, RR55, 2013, S. 347/13 e Guida 2005, pp. 10-11]

venerdì 28 giugno 2024

CONGIUNZIONI GIOVE-SATURNO: IL FONDAMENTO DELLA FATTICITA' FILOSOFICA DI ARISTOTELE (384-323)


E' noto che negli anni 1919-1924, quando Heidegger - prima libero docente all'università di Friburgo i.B., poi ordinario a Marburgo - stava mettendo a punto la Faktizitaet della sua vita, i suoi interessi e progetti filosofici si concentrarono energicamente non solo su aspetti e figure delle origini cristiane (Paolo, Agostino) ma anche sullo studio fenomenologico di Aristotele, sulle opere del quale organizzò in quegli anni numerosi corsi semestrali.
Questo avvenne a parer mio principalmente perché Heidegger, che stava osservando in quel periodo l'arrivo della congiunzione Giove-Saturno del 1921 (la sua GrundErfahrung), oltre ad aver già capito l'importanza di quel fenomeno nella storia del cristianesimo deve anche aver intuito (o calcolato) che quello stesso fenomeno delle congiunzioni G-S doveva essere stato di fondamentale importanza anche per il filosofo Stagirita , oltre che per uno dei suoi più ferventi ammiratori: Tommaso d'Aquino.Aristotele, che come detto era nato in un anno di congiunzione G-S doppia (il 384, grafici in alto a destra), deve aver avuto la sua GrundErfahrung sui vent'anni, congiunzione G-S doppia del 364 (seconda immagine), ed aver poi visto - a quaranta e sessant'anni - che l' ousia (il divino, la sostanza e presenza divina) può darsi in molti modi: congiunzioni Giove-Saturno singole del 344 e del 324 ac (grafici in basso). Ecco perché in relazione all' ousia Aristotele introduce tutta una serie di termini - ti esti, tode ti, hypokeimenon, to ti en einai, kathekaston, eidos, horismos, logos, physis, entelecheia, energeia, ... - tutti legati 'meiner Meinung nach' alle diverse disposizioni che può assumere la QUATERNA di corpi celesti Giove, Saturno, Sole e Terra, quella che Heidegger chiamerà poi GEVIERT.


 

lunedì 3 giugno 2024

ARISTOTELES und HEIDEGGERS GRUND-ERFAHRUNGEN: 364 BCE und 115 JUPITER-SATURN KONJUNKTIONEN (2285 Jahre) danach: 1921

Al giovane Aristotele accadde quel che 1650 anni dopo sarebbe accaduto al giovane Dante Alighieri e cioè di scoprire di essere nato in coincidenza con una congiunzione Giove-Saturno multipla (quella del 384-83 per lo Stagirita, quella del 1265-66 per Dante), fatto che li avrebbe portati entrambi nel corso della vita ad approfondire la dinamica di questo evento planetario, vero orologio cosmico, e di lavorarci sù con molto zelo in termini filosofici il primo, in termini poetici e letterari il secondo. [Dante in verità dovette essere un po' più tardo a capire, perché -frettoloso com'era di entrare tra i "fedeli d'Amore"- ebbe dapprima una fase 'marziana', fase per cui fu anche irriso e che cercherà di giustificare a posteriori  con la trovata nella Vita Nova della 'donna schermo'].
Grafici della cong. Giove-Saturno multipla
del 384-83 nella costell. dei Gemelli
Ma torniamo ad Heidegger e Aristotele e al loro interesse, alla loro Cura/Bekuemmerung/Sorge per quello che già ai tempi dello Stagirita doveva essere considerato il theion, das Heilige: l' (ess)ente composto Giove-Saturno, il 'living' metaphysical compound cui venne attribuito per la sua motilità appunto anche il carattere di essere vivente, dotato di intelletto divino !!
Che debba essere stato proprio così lo dice il fatto che Heidegger, interrogandosi a fondo sulle origini del cristianesimo e sapendo quanto Aristotele fosse stato importante per la scolastica del cristianesimo medievale, quando nel 1920 e soprattutto nel 1921 cominciò ad assistere ad una congiunzione Giove-Saturno, decise da Privatdozent all'Università di Friburgo i.B. di dover affrontare nelle sue ricerche e nelle sue lezioni, per realizzare la fatticità della sua vita, una interpretazione fenomenologica di Aristotele stesso.   
Grafici della cong. Giove-Saturno singola
del 10 sett. 1921 nella cost. della Vergine
Perché proprio quello fosse il momento giusto per quella sua decisione, lo spiega a pag. 3 del volume GA61 (Vorlesungen des Wintersemesters 1921-1922) ove scrive: "In jeder Generation oder in einer Abfolge solcher legen sich bestimmte Zugangsmoeglichkeiten zur Geschichte (der Philosophie) als solcher, bestimmte Grundauffassungen der Gesamtgeschichte, bestimmte Wertschaetzungen einzelner Zeitalter und bestimmte 'Vorlieben' fuer einzelne Philosophien fest.
Das Verhaeltnis der Gegenwart zu Aristoteles ist in dreifacher Hinsicht bestimmt."
Lo dice anche esplicitamente (per chi voleva e vuole anche oggi capire) quando, a giugno 1922, nel riassuntivo Natorp-Bericht parlando della 'situazione ermeneutica' scrive:
"Die Situation der Auslegung, als der verstehenden Aneignung des Vergangenen, ist immer solche einer lebendigen Gegenwart.  ...  Vergangenheit oeffnet sich nur nach Massgabe der Entschlossenheit und Kraft des Aufschliessenkoennens, ueber di eine Gegenwart verfuegt." (S. 347)
Insomma, per dirla in breve, Heidegger visse in quel 1921-1922 cioè mentre stava osservando direttamente la congiunzione Giove-Saturno singola che culmilnò il 10 settembre 1921 quella che avrebbe poi ricordato come la sua personale  GrundErfahrung, l'emozionante esperienza diretta della cosa fondamentale della storia della filosofia fino a lui. 

martedì 14 maggio 2024

Sull' OROLOGIO COSMICO GIOVE-SATURNO ovvero sull' HOROLOGIUM AETERNAE SAPIENTIAE

A beneficio in particolare degli amici e lettori residenti a Roma e provincia, rendo noto che un gruppo di amiche e di amici impegnati nella direzione e gestione del Museo Civico Archeologico "R. Lanciani" di Guidonia Montecelio mi ha pregato di illustrare per la cd sera/Notte dei musei di quest'anno (18 maggio 2024) l'importanza di quello che io ormai (dopo quasi 25 anni di studi altamente interdisciplinari) considero il vero e proprio OROLOGIO COSMICO GIOVE-SATURNO, che ho anche messo in stretta relazione in un post precedente al meno esplicito ma molto diffuso testo religioso medievale HOROLOGIUM AETERNAE SAPIENTIAE. 

Per chi fosse interessato a queste considerazioni, che hanno avuto anche l'onore di essere accolte ai Congressi danteschi internazionali di Ravenna del 2021 e 2023, l'appuntamento è alle ore 17 del 18 maggio p.v. a Montecelio, in via XXV Aprile, nella sala conferenze del Museo detto. Prenotazioni all'email: prenotazionemuseolanciani@gmail.com  

martedì 16 aprile 2024

Della PETROSITA', del DOLORE CHE PIETRIFICA e della ABGESCHIEDENHEIT ... da DANTE, a TRAKL e ad HEIDEGGER

Gestell des Geviertes
aus Anlass der Abgeschiedenheit (180°) Jupiter-Saturn
Della petrosità dantesca e di quella petrarchesca e di come queste fasi poetiche dei due grandissimi poeti italiani siano singolarmente legate al contemporaneo verificarsi delle DISgiunzioni GIOVE-SATURNO (180°, cfr. immagine a lato) rispettivamente del 1295-96, del 1315-16 e 1335-36, di questo ho già parlato nella mia relazione al Congresso Dantesco Internazionale AlmaDante2023 di Ravenna e ne ho anche scritto in fascicoli donati ad alcuni grandi italianisti e depositati alla Biblioteca Nazionale. 
Quel che ora risulta, sistematizzando ed integrando quant'era già emerso studiando le cosiddette Kehren di Heidegger con alcune riletture ed approfondimenti su Unterwegs zur Sprache, in particolare per quanto riguarda la poetica di Georg Trakl (1887-1914) esaminata nei primi due saggi del volume GA 12, quel che risulta - dicevo- è che anche questa poetica ed i relativi commenti heideggeriani parlano di steine/Gesteine, Versteinerung, .. pietre, pietrificazione, di dolore che pietrifica, .. e sono inoltre in stretta relazione temporale con due precise e temporalmente verificabili DISgiunzioni Giove-Saturno: quella del 1911-12 per Trakl (sull'asse/Ort Ariete-Bilancia) quando faceva parte del gruppo Brenner di Innsbruck e quella di quarant'anni dopo, 1951-52, per Heidegger (sull'Ort Pesci-Vergine), quand'egli commemorava Trakl e ne spiegava (dava la sua Eroerterung) poetica.   
Quel che va emergendo (e che io non so se avrò tempo e modo di approfondire completamente, cosa che altri più giovani di me dovranno fare!!), è che assai probabilmente dell' OROLOGIO COSMICO costituito dalla coppia 'divina', dal theon, dagli Elohim Giove e Saturno, di questa coppia celeste non venivano - già dall'antichità - osservati solo i momenti di CONgiunzione (che Heidegger chiama Versammlungen), ma anche quelli di DISgiunzione, di 'unità (di allineamento) nella differenza (di posizione)' (che Heidegger  chiama Abgeschiedenheit). Dal fatto che è molto scarsa la visibilità di questa disposizione del Geviert cosmico, e può essere praticamente nulla quando la luminosità di Giove viene sovrastata e 'oscurata' da quella del Sole, da questo fatto nasceva uno smarrimento, un vero e proprio 'dolore' (Schmerz in tedesco, algos in greco), 'dolore pietrificante' l'osservatore , che è stato evidentemente motivo ispiratore tanto di poeti quanto di filosofi, sia moderni che medievali che antichi. 
Penso per oggi possa bastare così. Euch alle, gute Besinnungen wuensche ich !

venerdì 22 marzo 2024

Sulla 'STELLA' vista da MAOMETTO nella notte del 26 MARZO DEL 610 accanto alla FALCE DI LUNA CALANTE


Sulle origini della 'mezzaluna stellata' che vediamo sulle bandiere di moltissimi stati a prevalente religione  islamica ho già scritto qualcosa nel passato in questo blog  [ http://giuseppedecesaris.blogspot.it/search?q=Maometto ], ma mi sembra opportuno tornarci su ora, visto che ogni giorno per vari e gravi motivi sentiamo parlare proprio delle popolazioni e stati aderenti a questa religione.
Aspetto del cielo visto da Maometto nella sera e notte
26-27 marzo 610, quando si sentì chiamato alla profezia. 
Come ho detto anche altrove, dai miei studi scientifici risulta che la 'stella' che noi oggi vediamo nel massimo simbolo islamico - la 'mezzaluna stellata' - rappresenta la grande vicinanza e l'allineamento verso Terra dei due pianeti misuratori del tempo, Giove e Saturno, che
 in quella primavera dell'anno 610 erano in congiunzione nella costellazione dell'Acquario: congiunzione che come si vede dalla terza immagine di questo post culminò il 5 aprile del 610, ad una longitudine celeste di 324° 51' e con una distanza angolare minima tra i due pianeti di soli 33' 19".  
Come si vede dalle curve di questo terzo grafico, una situazione identica a quella descritta si verificò poi alla lunazione successiva, cioè nella notte dal 23 al 24 aprile, con l'unica differenza che ora Giove si trovava leggermente a sinistra di Saturno invece che a destra (essendo da pochi giorni avvenuto il superamento in longitudine). Sappiamo del resto che Maometto, ripresosi dallo sconvolgimento della prima, cosiddetta Notte del Destino (cfr. sura n. 97), tornò ancora a lungo sul monte Hira, ove molte altre delle 114 sure oggi costituenti il Corano gli furono di volta in volta rivelate.


 

mercoledì 6 marzo 2024

CONVERSIONE, STIMMATE E MORTE di S. FRANCESCO e CONGIUNZIONI GIOVE-SATURNO del 1205-06 e del 1226

Il Crocifisso di San Damiano
visto e meditato da Francesco 
nel 1206
Ricorrendo quest'anno 2024 l'ottocentesimo/800° anniversario delle stimmate su mani e piedi che - nel suo "cammino di conformazione a Cristo"- s. Francesco 'ricevette' il 17 settembre 1224, mi sembra opportuna qualche seinsgeschichtliche/ontostorica considerazione su tutti i momenti principali della vita del Santo: si dà infatti il caso che sia la conversione che poi la ricezione delle stimmate e la morte avvennero singolarmente alla luce di ripetizioni di quel fenomeno di astronomia planetaria che tanta importanza ha in tutta la storia della tradizione abramitica, le congiunzioni tra i pianeti Giove e Saturno che - "di generazione in generazione" - cadenzano il tempo.

La prima delle due congiunzioni G-S- citate è quella stessa del 1205-06 che ispirò il sufi andaluso Ibn 'Arabi a scrivere la sua Epistola delle Luci (Risalat al-anwar). La seconda è quella i cui grafici si riportano qui sopra, che s. Francesco molto probabilmente seguì attentamente già nell'estate-autunno del 1224 (stimmate!) che  culminò il 5 marzo 1226 con uno strettissimo allineamento tra i due pianeti (appena 0° 02' 32" di differenza angolare residua) nella costellazione del Capricorno e che si protrasse fin oltre la morte del Santo, avvenuta il 3 ottobre 1226. Questo biennio 1224-1226 di s. Francesco è ricordato anche da Dante nel canto XI del suo Paradiso: ".. nel crudo sasso intra Tevero ed Arno/da Cristo prese l'ultimo sigillo,/che le sue membra due anni portarno." (Par XI:106-108).



 

lunedì 12 febbraio 2024

La 'VISIO BEATIFICA' del 1205-1206 di IBN 'ARABI (Zeitpunkte der SeinsGeschichte)

Il mistico sufi e filosofo andaluso Ibn 'Arabi (Murcia 1165-Damasco 1240) ebbe "una particolare originalità per il modo di integrare, in un quadro metafisico, istanze esoteriche ed esegesi coranica, teosofia sciita e pensiero neoplatonico". 
Verso i trentacinque anni, abbandonata l'attività politico-amministrativa di segretario del governo di Siviglia, Ibn 'Arabi viaggiò molto nell'Africa del nord ed in Medio Oriente, scrivendo anche molto. 
Una delle sue opere edite più significativa la scrisse da Konya, una città dell'alto-
piano centrale dell'Ana- tolia, nel 1205: è l' epistola Risalat al-anwar (cioè l' Epistola delle Luci), diretta ad un amico, nella quale - come leggo in uno scritto del prof. A. Elalami - "egli descrisse la sua ascensione mistica attraverso i livelli dell'essere e della conoscenza per raggiungere la visione del Signore, il grado più alto della perfezione umana."
Ebbene, come ciascuno può vedere [e (far) verificare] dai grafici riportati qui sopra, per tutto il 1205 e poi ancora nel 1206 Ibn 'Arabi vide ogni sera e notte (a parte la breve invisibilità centrale) i due pianeti Giove e Saturno andare prima in congiunzione stretta e poi uscire da essa, ricavando a parer mio proprio da questa visione diretta (o 'ascensione in prima persona') quell' 'esaltazione del viandante eletto' di cui scrive il prof. Elalami nel suo articolo "Il Mi'rag nel pensiero d'Ibn 'Arabi" dell'1.11.2023.

Ho voluto mettere in evidenza quanto sopra per ricordare e sottolineare, in particolare a chi ancora avesse dubbi, che le congiunzioni Giove-Saturno sono il vero fil rouge, cioè l'elemento di continuità di tutta la tradizione abramitica, di tutte e tre le religioni monoteistiche: ebraismo, cristianesimo ed islam.
 

sabato 3 febbraio 2024

PENSANDO A MOSE'.. il divisore delle acque del mare !!


Dopo aver molto letto, in questi ultimi giorni, di Filone di Alessandria (c. 15 bce- 50 ce c.), del Logos divino di cui parla in De Opificio Mundi, del suo De Vita Mosis, .. rispolverando una mia idea di qualche lustro fa ed anche ripensando alle tesi dell'archeologo israeliano ed israelita Israel Finkelstein, mi è venuta voglia di andare a verificare quand'è che una congiunzione Giove-Saturno si svolse proprio in mezzo alle due costellazioni zodiacali adiacenti ed entrambe acquatiche, marine: Pesci ed Acquario. Ebbene come potete vedere dai grafici soprastanti (o far verificare) una congiunzione G-S singola (re'em, monokeros) avvenne il 30 gennaio del 1039 ac (al tempo del faraone Psusenné I) ad una longitudine celeste di circa 312°, cioè proprio al confine di quell'epoca tra le due costellazioni 'marine' dette, Pesci-Acquario.

Lascio a voi tutti, cari amici e lettori che così numerosi mi seguite, di intuire - aiutandovi magari con qualche mio scritto - tutti i nessi esistenti tra i vari aspetti di queste tematiche, fondamentali per la storia filosofica, religiosa, letteraria ed anche politica non solo dell' Occidente. 

martedì 16 gennaio 2024

SEYNsGESCHICHTE: MANIFESTAZIONE DEL LOGOS ALETHES al TEMPO DI GIUSTINO MARTIRE 153-154

 Il desiderio di pubblicare questo breve (ma denso) articolo su Giustino Martire (c. 100-165) mi è sorto leggendo un volume del 1995 di Giuseppe Girgenti, Apologie, acquistato al posto del suo più recente Giustino Martire, ora esaurito.
Con quel che nel titolo ho chiamato "manifesta-
zione del Logos Alethes" intendo l'eliocentristica, fenicea congiunzione Giove-Saturno doppia nella costellazione Virgo, cui Giustino poté assistere a Roma (dov'era da un quinquennio) nei nove mesi dall'ottobre-novembre del 153 alla fine di luglio 154 [come si vede dai grafici del detto fenomeno di astronomia planetaria riportati qui sotto e verificabili da ognuno]. 

E' proprio questo il periodo in cui la sicurezza di Giustino nella sua nuova fede era arrivata al punto da rivolgersi senza timori direttamente all'imperatore Antonino il Pio (86-161), al Senato e 'a tutto il popolo romano' con la sua prima Apologia per i Cristiani, ove sosteneva tra l'altro l'identificazione del Logos con Cristo, ovvero - detto meglio secondo i risultati dei miei più che ventennali studi e la mia interpretazione - di Cristo con l'originario, astrale alethes lògos della filosofia greca: l'eliocentristica congiunzione Giove-Saturno multipla (tripla o doppia).

venerdì 15 dicembre 2023

SEINsGESCHICHTE: 165/4 aC, VISITA DEL DIO D'ISRAELE, RIVOLTA DEI MACCABEI ed ISTITUZIONE DI CHANUKAH

 

Come sarà poi anche per le rivolte antiromane nella Diaspora (114-117) e palestinese di Bar Kochba (132-135), la rivolta antisiriana dei Maccabei (166-164 ac), guidata cioè dal sacerdote Mattatia e dai suoi cinque figli Giovanni, Simone, Eleazaro, Giuda e Gionata, si svolse alla presenza del dio d' Israele, cioè in previsione dell'imminente arrivo e del verificarsi della congiunzione Giove-Saturno del 165 aC (vedi i relativi grafici soprastanti), sperando ovviamente che ciò garantisse il successo, la vittoria, cosa che in questo caso effettivamente avvenne e che venne qualche mese dopo festeggiata con l'istituzione della Festa delle luci o Chanukah o Hanukkah.

Come descrivo più in dettaglio alle pagine 102 e seguenti del mio libro "Congiunzioni Giove-Saturno e storia giudaico-cristiana", la rivolta fu promossa da Mattatia ma, dopo la sua morte nel 166 ac, la guida fu assunta dal figlio Giuda che ne divenne un vero e proprio eroe durante tutto l'anno 165, quello della congiunzione, e la primavera-estate del successivo. Riconquistata Gerusalemme, il Tempio fu riconsacrato al giudaismo esattamente nello stesso giorno - il 25 Kislev - in cui tre anni prima (167 ac) Antioco IV di Siria (Antioco Epifane) vi aveva fatto offrire, come primo atto del suo programma di degiudizzazione della Palestina, il primo sacrificio pagano dedicato a Zeus olimpico.

Tale fu l'importanza della vittoria maccabeica e della riconsacrazione del Tempio, che tuttora gli ebrei di tutto il mondo ne tramandano la memoria con una delle loro principali festività: Channukah ("Inaugurazione"), otto giorni dedicati al ricordo ed alla purificazione.   

martedì 12 dicembre 2023

La CONGIUNZIONE GIOVE-SATURNO TRIPLA 1305-1306 cantata da LAPO GIANNI

Ormai prossimo il Natale, è del tutto in tema con il periodo ricordare come il notaio Lapo Gianni dei Ricevuti, coetaneo ed amico di gioventù di Dante, cantò la messianica congiunzione Giove-Saturno tripla del 1305-1306 (quella per cui Dante scrisse la grande canzone Tre donne intorno al cor mi son venute, la canzone 'montanina', l' epistola IV, .. ...): 

Siccome i Magi a guida de la stella

girono inver le parti d'Oriente

per adorar lo Signor ch'era nato,

così mi guidò Amore a veder quella

che 'l giorno amanto prese novamente,

ond'ogni gentil cor fu salutato.

I' dico ch'i' fu' poco dimorato,

ch'Amor mi confortava: non temere,

guarda com'Ella vien umile e piana.

Quando mirai un po' m'era lontana:

allora m'afforzai per non cadere;

il cor divenne morto ch'era vivo.

Io vidi lo 'ntelletto su' giulivo

quando mi porse il salutorio sivo.

mercoledì 6 dicembre 2023

Sulle SCOPERTE e le relative COMUNICAZIONI FORMALI

Pensando in particolare ad un giovane professore di letteratura italiana della Sapienza di Roma con il quale ho avuto di recente qualche diversità di opinione sui modi di rendere pubblici, di comunicare i risultati delle proprie ricerche e sulla validità ed importanza degli stessi risultati, ho deciso di riportare qui oggi una simpatica storia (tratta dal sito 'Storie scientifiche') che riguarda il grande RICHARD FEYNMAN (1918-1988), premio Nobel per la fisica nel 1965 per la sua ideazione di una rivoluzionaria rappresentazione grafica del processo di interazione tra particelle nello spazio-tempo. Ecco la storia:

"Passò un anno prima che il lavoro, ormai concluso, di Feynman sui suoi famosi diagrammi venisse pubblicato: aveva voglia e, anzi, era ansioso di condividere le sue idee conversando con chiunque stesse ad ascoltarlo, ma trovava sgradevole il compito di redigere una comunicazione formale e procrastinò questa operazione finché gli fu possibile. La sua comunicazione originale, 'Space-Time Approach to Quantum Electrodynamics', sarebbe potuta anche non essere mai stata scritta se Feynman non si fosse recato a Pittsburgh per passare alcuni giorni con i suoi amici Bert e Mulaika Corben.

Mentre era a casa dei Corben, gli amici lo obbligarono a mettersi seduto e a scrivere il pezzo, mentre Feynman accampava tutte le scuse possibili per non farlo. Mulaika, che era una donna con una personalità estremamente forte, decise di ricorrere a misure estreme: lo chiuse a chiave nella sua stanza e si rifiutò di lasciarlo uscire prima che l'articolo fosse completato. Era una delle poche persone in grado di tenere testa a Feynman opponendo la propria volontà alla sua." 

mercoledì 25 ottobre 2023

Ricordando F. Nietzsche nell' anno 180° dalla nascita: DER ERLOeSENDE MENSCH - IL LIBERATORE


Ricorrendo qualche giorno fa, il 15 ottobre 2023, il 179° compleanno di Friedrich Nietzsche (1844-1900) ed essendo così, ora, iniziato il suo 180° anno, stavo sfogliando qualche suo libro quando ho ritrovato un brano di Genealogia della morale, che ad una lettura precedente avevo evidenziato in giallo e che mi sembra si adatti bene anche al tempo presente. Lo riporto qui di seguito, prima in tedesco poi in italiano.

Irgendwann, in einer staerkeren Zeit, als diese morsche, selbstzweiflerische Gegenwart ist, muss er uns doch kommen, der erloesende Mensch der grossen Liebe und Verachtung, der schoepferische Geist, den seine draengende Kraft aus allem Abseits und Jenseits immer wieder wegtreibt, dessen Einseimkeit vom Volke missverstanden wird, wie als ob sie eine Flucht vor der Wirklichkeit sei waerend sie nur seine Versenkung, Vergrabung, Vertiefung in die Wirklichkeit ist, damit er einst aus ihr, wenn er wieder ans Licht kommt, die Erloesung dieser Wirklichkeit heimbringe: ihre Erloesung von dem Fluche, den das bisherige Ideal auf sie gelegt hat. Dieser Mensch der Zukunft, der uns ebenso vom bisherigen Ideal verloesen wird als von dem, was aus ihm wachsen musste, vom grossen Ekel, vom Willen zum Nichts, vom Nihilismus, dieser Glockenschlag des Mittags und der grossen Entscheidung, der den Willen wieder frei macht, der der Erde ihr Ziel und dem Menschen seine Hoffnung zurueckgibt, dieser Antichrist und Antinihilist, dieser Besieger Gottes und des Nichts - er muss einst kommen ... 

- Aber was ich rede da? Genug, Genug! An dieser stelle geziemt mir nur eins, zu schweigen; ich vergriffe mich sonst an dem, was einem Juengeren allein freisteht, einem 'Zukuenftigeren', einem Staerkeren, als ich bin - was allein Zarathustra freisteht, Zarathustra dem Gottlosen ...   [F.N., Gesammelte Werke, Anaconda 2012, S. 682]

*

Prima o poi, in un'età più forte di questo presente marcio e dubbioso di sé, dovrà pure giungere fino a noi l'uomo del riscatto, l'uomo del grande amore e disprezzo, lo spirito creatore, sempre di nuovo sospinto dall'urgere della sua forza via da ogni isolamento, da ogni trascendenza, l' uomo la cui solitudine è fraintesa dal popolo, come se fosse una fuga dalla realtà - mentre è soltanto il suo sprofondare, il suo seppellirsi, il suo affondare nella realtà, per poter estrarre e portare con sé un giorno, tornato nuovamente alla luce, la redenzione di questa realtà: la sua redenzione dalla maledizione che l'ideale, quale è stato finora, le ha gettato addosso. Quest'uomo del futuro, che ci redimerà non solo dall'ideale quale è stato sino ad oggi, ma anche da quello che da esso dovette nascere, dalla grande nausea, dalla volontà del nulla, dal nichilismo, questo rintocco del mezzodì e della grande decisione, che libererà di nuovo l'uomo, che restituirà alla terra la sua meta e all'uomo la sua speranza, questo anticristo e antinichilista, questo vincitore di Dio e del nulla - dovrà venire un giorno ...

Ma che sto dicendo? Basta, basta! A questo punto solo una cosa è quella giusta, tacere; altrimenti mi attribuirei ciò che è consentito solo a chi è più giovane, ad un 'venturo', ad uno più forte di quanto io sia, consentito solo a Zarathustra, a Zarathustra il senzadio ...

[F.N., Opere 1882/1895, Newton Mammut, 1993, p. 627]

lunedì 11 settembre 2023

LA SPARIZIONE DI EMANUELA ORLANDI IL 22.06.1983: UNA STORIA INIZIATA COME PRESSIONE MASSONICA ?!

 

Stavo notando che la sparizione di Emanuela Orlandi avvenne proprio mentre la Congregazione per la Dottrina della Fede, presieduta dall'allora cardinale J. Ratzinger (futuro Benedetto XVI) era impegnata ad elaborare la risposta al quesito se era mutato o no il giudizio della Chiesa sulla massoneria, per il fatto che nel nuovo Codice di Diritto Canonico - pubblicato il 25 gennaio 1983 - la massoneria stessa non veniva citata espressamente come nel Codice precedente. 

Si ricorderà che erano quelli gli anni in cui l'ambiente cattolico tradizionalista era preoccupato dalle voci insistenti su una massiccia infiltrazione massonica tra le più alte cariche ecclesiastiche, con la costituzione di una ipotetica Gran Loggia vaticana. Perfino di autorevolissimi cardinali erano stati pubblicati i presunti dati di iscrizione alla massoneria, ad esempio quelli del Vicario pontificio per la diocesi di Roma, il card. Ugo Poletti (1914-1997).

La risposta ufficiale della Congregazione di Ratzinger al quesito postole, dal titolo "Dichiarazione sulla Massoneria", fu pubblicata il 26 novembre 1983, quindi cinque mesi dopo la sparizione di Emanuela e quand'erano in pieno svolgimento sia gli appelli di Giovanni Paolo II per Emanuela che il concomitante invio di messaggi e telefonate dai presunti rapitori che chiedevano o fingevano di chiedere lo scambio Agca-Emanuela. Potrebbe essersi dato (ipotesi possibile?) che, se la Congregazione di Ratzinger avesse dichiarato sua sponte nelle prime settimane dopo il 22 giugno di non avere altro da aggiungere sulle associazioni anticlericali rispetto a quanto pubblicato a gennaio 1983, allora Emanuela sarebbe forse ricomparsa. 

La Dichiarazione del 26 novembre spiegava invece che la mancata citazione a gennaio 1983 della massoneria era dovuta solo al fatto che essa era ricompresa in categorie condannate più ampie e precisava esplicitamente: "Rimane pertanto immutato il giudizio negativo della Chiesa nei riguardi delle associazioni massoniche, poiché i loro principi sono stati sempre considerati inconciliabili con la dottrina della Chiesa e perciò l'iscrizione a esse rimane proibita. I fedeli che appartengono alle associazioni massoniche sono in stato di peccato grave e non possono accedere alla Santa Comunione."

Prima di chiudere e firmare la Dichiarazione, il card. Ratzinger ci tenne a precisare - evidenziando in neretto - che anche il papa condivideva: "Il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II, nel corso dell' Udienza concessa al sottoscritto Cardinale Prefetto, ha approvato la presente Dichiarazione, decisa nella riunione ordinaria di questa S. Congregazione, e ne ha ordinato la Pubblicazione." Roma, 26 novembre 1983. 

lunedì 19 giugno 2023

Sul misterioso disaccordo DANTE - GUIDO CAVALCANTI: " .. UNA SCURITATE LA QUAL DA MARTE VENE"

A
tutti gli italianisti, italiani e stranieri, e a tutti gli appassionati della letteratura italiana delle origini sono note due cose, la prima delle quali è che ad un certo punto vi fu - per motivi non ancora chiariti in questi primi sette secoli di esegesi - un dissidio tra Dante ed il suo "primo amico" Guido Cavalcanti, più grande di lui di una decina d'anni.
La seconda è che nella canzone considerata il manifesto dottrinale di Guido Cavalcanti, cioè in Donna me prega, parte di una tenzone con Guido Orlandi ma da molti critici vista anche come risposta polemica alla Vita Nova dantesca, è nominato - con un riferimenro tutt'ora non chiarito - il pianeta Marte come origine di una certa oscurità  ("scuritate") amorosa.
Anticipando quel che forse scriverò in un saggio più dettagliato, dirò qui ed ora che la mia proposta di chiarimento di questi due punti si basa su una particolare interpretazione dei primi cinque paragrafi della Vita Nova (partizione Balbi), fondata sulla "tendenza dantesca a reinterpretarsi a posteriori" (R. Rea 2021, p. 17).
Dante iniziò a scrivere la Vita Nova e a sistematizzare la sua produzione lirica precedente già diffusa quando ebbe capito che il fenomeno planetario filosoficamente e teologicamente significativo ('beatificante') era la congiunzione Giove-Saturno e che quindi il pianeta luminoso di cui seguire le evoluzioni non era Marte (il pianeta 'rosso'), come lui molto probabilmente aveva inizialmente creduto, ma appunto Giove.
Tracce di questa convinzione iniziale e del necessario riaggiustamento nella ricostruzione a posteriori al momento della stesura del prosimetro sono in VN-II ("Beatrice.. apparve vestita di nobilissimo colore, umile ed onesto sanguigno,.."), in VN-III nella descrizione del primo sogno ("Nelle sue (di Amore) braccia mi parea vedere una persona dormire nuda, salvo che 'nvolta mi parea in un drappo sanguigno leggermente;..") e soprattutto nella fantasiosa scenetta di VN-V ("una gentile donna" seduta su "la retta via" visiva Beatrice-Dante): la "gentile donna schermo della veritade", che altro non è che figura allegorica appunto del pianeta Marte, a volte fisicamente interposto tra l'osservatore e la più lontana coppia Giove-Saturno in congiunzione.
Ecco lo studio del moto dei tre pianeti esterni in quel torno di tempo (vedansi i surriportati grafici longitudine-tempo), diciamo dal 1283 al 1287, dimostra facilmente che la situazione descritta da Dante nella parte in prosa dei primi paragrafi della Vita Nova (VN-V e segg.) non poteva verificarsi e non si è verificata: quando Marte si è trovato tra Giove e Saturno a 20°-25°(a fine del 1284 ed all'inizio del 1287) i tre erano invisibili perché avevano tutti longitudine molto simile a quella del sole; e quando la congiunzione Giove-Saturno era stretta (inverno 1285) il pianeta Marte praticamente in fase stazionaria ("sedea una gentile donna") era quasi all'opposizione (153°-179°) della coppia G-S e non allineato con essi.  
In definitiva è (molto) probabile che Cavalcanti abbia rimproverato a Dante una certa confusione mentale, una certa iniziale oscurità .. teorica ("la qual da Marte vene") sulla dinamica dei pianeti che voleva allegorizzare nella sua poetica del tempo. 

Ecco questa descritta è la mia proposta per iniziare a chiarire i molti punti finora oscuri che riguardano la Vita Nova, Donna me prega, la storia del rapporto Dante-Guido, l' evoluzione del concetto di Beatrice in Dante, ... ... ... Spero di poterne parlare presto di persona e senza fretta (cioè non in 15 minuti) in qualche seminario organizzato in qualche università italiana o straniera da qualche membro del gotha dantistico nazionale o internazionale incuriosito ed interessato dalla mia proposta interpretativa. 

domenica 4 giugno 2023

L' UNICORNO del RE DI NAVARRA TEOBALDO I (21.09.1246)

La congiunzione Giove-Saturno singola
culminata il 21 settembre 1246 
nella costellazione della Vergine (confine Libra)
Thibaut (1201-1253), IV conte di Champagne e poi I re di Navarra, è una figura intrigante per vari motivi: innanzitutto per essere il trovatore più importante del suo tempo, citato come tale - una sessantina di anno dopo la sua morte - anche da Dante nel suo De Vulgari Eloquentia, poi per avere scritto - già una quarantina di anni prima di Guido Cavalcanti - un sonetto ove viene citato l' unicorno o liocorno o monokeros, il mitico animale da me riconosciuto (già quindici anni fa) come immagine allegorica delle congiunzioni Giove-Saturno singole. Scrisse Thibaut:

Ausi com l' unicorne sui

qui s'esbahist en regardant

quant la pucelle va mirant ... ...

Ecco, pur conoscendo per ora solo superficialmente sia Thibaut IV de Champagne che tutti i trovatori, io propongo agli studiosi del settore (ad iniziare dal prof. Canettieri della Sapienza, dai ricercatori E.F. Di Meo, M. Bisceglia, ..) una possibile motivazione e datazione della suddetta canzone dell' unicorno di Thibaut, legate all'osservazione da parte sua negli anni 1246-47 della visibilissima congiunzione Giove-Saturno singola che culminò il 21 settembre 1246 tra le stelle della costellazione della Vergine (vicino al confine con la Bilancia).

mercoledì 22 febbraio 2023

Ecco il fondamento per nuovi studi sul PETR.ARCA

Ora non ho tempo, cari lettori, di dilungarmi su tutti i dettagli... provate voi stessi - soprattutto dantisti e petrarchisti professionisti - a fare qualche associazione di idee a partire dalle curve del chiarissimo grafico che ho qui pubblicato. 

[Cliccate sull' immagine per ingrandirla]

martedì 29 novembre 2022

GUITTONE d'AREZZO segue i pianeti separarsi e ricorda la CONGIUNZIONE GIOVE-SATURNO DOPPIA DEL 1265-66 (quella della nascita di DANTE)

CON PIU' M' ALLUNGO ...

Con più m'allungo, più m'è prossimana

la fazzon dolce de la donna mia,

che m'aucide sovente e mi risana 

e m'ave miso in tal forsenaria,

che 'n parte ch'eo dimor' in terra strana,

me par visibil ch'eo con ella sia,

e [un']or credo tal speranza vana

ed altra mi ritorno en la follia.

Così como guidò i Magi la stella,

guida[me] sua fazzon gendome avante,

che visibel mi par e incarnat' ella.

Però vivo gioioso e benistante,

ché certo senza ciò crudele e fella

morte m'auciderea immantenante.