sabato 17 ottobre 2020

The BEGINNING of the BEING-HISTORY at least at SESOSTRIS' TIME (about 4'000 YEARS AGO)

 

Per quanto inizialmente possa sembrare strano, la figura di Sesostri I (o Senuosret I), faraone della XII dinastia, regnante dal 1964 al 1929 (o 1926) BCE in un periodo di grande stabilità e grande prosperità per l' Egitto, è molto importante per cosiddetta storia dell'Essere (Being-History o SeinsGeschichte nella terminologia di M. Heidegger) e non solo, come vedremo.

A collegare Sesostris alla Seinsgeschichte heideggeriana _sono stato io_ e non Heidegger, il quale non mi risulta che abbia mai scritto qualcosa sulla fenice oppure sul cap. 28 del libro VI degli Annali di Tacito, ove il grande storico romano riporta che la fenice sarebbe apparsa in Egitto 'prioresque' al tempo di 'Sesoside primum' (appunto Sesostri I). Il collegamento deriva prioritariamente dal fatto che già nel 2006 io dimostrai che la fenice altro non era nell'antichità se non l'immagine allegorica delle congiunzioni Giove-Saturno multiple (cioè triple o doppie) e secondariamente dal mio assioma ermeneutico sulla filosofia e l'opera di Martin Heidegger, che esse si basino, si fondino, abbiano come Grund ontico il fenomeno planetario delle congiunzioni Giove-Saturno, viste dal filosofo svevo come i rintocchi (le 'decisioni dell'Essere' dice lui) di un gigantesco orologio cosmico che - 'di generazione in generazione' - cadenza la storia dei popoli e delle civiltà.
Ebbene è stato facile a questo punto, disponendo io di un accurato programma/software di astronomia planetaria, andare a verificare che il regno di Sesostris fu benedetto ben due volte dal fenomeno delle congiunzioni G-S-, fenomeno che evidentemente già a quei tempi era considerato auspicio di lunga vita e vita eterna: nel 1953 BCE si verificò infatti una congiunzione G-S doppia (appunto del tipo fenice) nella costellazione Aquario (confine Pesci) e vent'anni più tardi, nel 1933 BCE, invece una congiunzione G-S semplice nella costellazione Ofiuco.
Ciliegia sulla torta di questa fortunata ricerca sulla figura di Sesostri I è stata la scoperta che al Museo Egizio del Cairo è conservato (reperto JE48851) un cosiddetto pilastro osiriaco di questo faraone, proveniente dal tempio di Karnak, ove il sovrano strette nelle mani tiene due grandi croci-ankh, il simbolo di benevolenza che il dio-falco Horo concedeva al faraone sua incarnazione sulla terra. Cosa ne concludiamo allora, qual'è la ciliegia? Semplice a dirsi:

La croce-ankh, che vediamo rappresentata migliaia di volte su obelischi, dipinti, bassorilievi, .. come segno di eternità del tempo e di vita eterna, quella croce oggi simbolo della chiesa cristiana copta d'Egitto, rappresenta simbolicamente quello stesso fenomeno, le congiunzioni planetarie Giove-Saturno, oggetto poi dei miti complementari della fenice e dell'unicorno e fondamento in Grecia e successivamente della storia dell'Essere e dei dibattiti sulle questione fisico-filosofica geocentrismo-eliocentrismo).

mercoledì 7 ottobre 2020

The OPENING of A HERMENEUTICAL GROUP for the MAIN HUMANITIES (Facebook group)

 A short post just to inform all my readers that I've opened a new, original facebook group, a hermeneutical one: EVERYONE interested in Heidegger's Seinsfrage, Rilke's poems, Nietzsche's Philosophy (Zarathustra), Hoelderlin's poems, .. much more CAN JOIN and USEFULLY PARTECIPATE. 

The name is "G. De Cesaris' Hermeneutics" and the link is: 

https://www.facebook.com/groups/742388809658826/


domenica 13 settembre 2020

Qualche riflessione su L'ORIGINE DELL'OPERA D'ARTE - DER URSPRUNG DES KUNSTWERKES di M. HEIDEGGER

Le mie scarpe da campagna
ad asciugarsi
Avendo deciso di partecipare ad un convegno sul saggio L'origine dell'opera d'arte di M. Heidegger in programma tra qualche giorno, sono andato a rileggermelo sul mio Holzwege (GA5) della RoteReihe-Klostermann aiutandomi anche con la traduzione italiana contenuta in Sentieri erranti nella selva (a cura di V. Cicero), della Bompiani.
Pur essendomi già fatto - dalla precedente veloce lettura - un' idea di cosa fosse l' opera d'arte, il Kunstwerk, cui Heidegger pensava mentre scriveva negli anni 1935-1936, ho deciso di fare una lettura più accurata e scrupolosa di tutto il saggio, cioè sia delle sue tre parti più postfazione che dell' aggiunta del 1956.
  
La cosa singolare e veramente sorprendente che ho scoperto ora è quel che Heidegger scrive nel Zusatz/Aggiunta redatta nel 1956 e pubblicata nell'edizione Reclam del saggio, nel 1960. Chiarendo una frase contenuta a p. 48 del saggio scritto _venti anni prima_, Heidegger precisa candidamente che l'ambito, il Bezirk al quale lui si riferiva nel saggio NON ERA l'ambito artistico comunemente e generalmente inteso MA ERA invece l'ambito nel quale ha senso "die Frage nach dem Wesen des Seins". Ma sentiamo le sue parole, a pag. 73 di Holzwege:


Grafici della congiunzione Giove-Saturno tripla verificatasi
a cavallo degli anni 1940-1941 nella costellazione/Gegend Aries/Ariete 
"Die ganze Abhandlung 'Der Ursprung des Kunstwerkes' bewegt sich wissentlich und doch unausgesprochen auf dem Weg der Frage nach dem Wesen des Seins. Die Besinnung darauf, was die Kunst sei, ist ganz und entschieden nur aus der Frage nach dem Sein bestimmt. Die Kunst gilt  weder als Leistungsbezirk der Kultur, noch als eine Erscheinung des Geistes, sie gehoert in das Ereignis, aus dem sich erst der 'Sinn vom Sein' (vgl. 'Sein und Zeit') bestimmt. Was die Kunst sei, ist eine jener Fragen, auf die in der Abhandlung keine Antworten gegeben sind." 

Capito?! "Che cosa sia l'arte (in generale), è una di quelle questioni alle quali nel saggio non viene data alcuna risposta." Più chiaro di così!! La conclusione importante che alla luce della mia proposta ermeneutica si trae da questa esplicita dichiarazione di Heidegger è che le tre parti del saggio (Das Ding und das Werk, Das Werk und die Wahrheit, Die Wahrheit und die Kunst) ed il relativo Nachwort vanno letti ed interpretati pensando alla fenomenologia delle congiunzioni tra Giove e Saturno, da lui considerate sommi ed insuperabili eventi di arte naturale e possibili origini dell' estetica 
Siccome tuttavia le congiunzioni G-S- possono darsi in due modi distinti (o come congiunzione singola o come congiunzione multipla) suggerenti/implicanti l'uno il geocentrismo e l'altro l'eliocentrismo del sistema planetario/solare, ne segue che è discutibile quel che Heidegger scrive nella terza parte, cioè che "Im Werk ist das Geschehnis der Wahrheit am Werk", ovvero che nell'opera è in opera l' accadere della verità. Dipende infatti dal tipo di congiunzione che si sta verificando se c'è nel Werk attuale l' Ins-Werk-Setzen der Wahrheit oppure no (almeno per la verità intesa come adequatio). 

venerdì 11 settembre 2020

GESTELL des GEVIERTs/DISPOSITION of the FOURFOLD when PAUL OF TARSUS was going the DAMASCUS' ROAD (at about August 24th, A.D. 35)

Come ho illustrato in altri articoli, secondo il mio paradigma ermeneutico (che ha per fondamento/Grund ontico le congiunzioni planetarie Giove-Saturno) la cristofania sulla via di Damasco, cioè l' evento, il momento della cosiddetta conversione di Paolo di Tarso può essere datato verso la fine di agosto del 35, intorno al 24 agosto dell' A.D. 35. 
A questa data erano passati quasi cinque mesi dal II allineamento della congiunzione G-S-doppia del 34-35 [la fenice di cui scrive Tacito in Annali 6,28] e la Terra aveva percorso quasi una metà della sua orbita fino a disporsi, a posizionarsi (vedi figura), dalla parte opposta dei due pianeti, rispetto al Sole.

lunedì 7 settembre 2020

Seinsgeschichte: le CONTROVERSIE CRISTOLOGICHE di EFESO e CALCEDONIA alla luce delle CONGIUNZIONI GIOVE-SATURNO del 431 e del 451-452

 Riordinando la scrivania, ho trovato oggi un appunto di molto tempo fa ove avevo annotato che ben due dei più importanti concili della Chiesa dei primi secoli si sono svolti letteralmente alla luce di due congiunzioni Giove-Saturno: si tratta di quello III ecumenico di  Efeso del 431 e del successivo IV concilio generale di Calcedonia del 451-52. 
Grafici della congiunzione G-S singola del 431
nella costellazione/Gegend  Capricorno

Sebbene fossero passati già oltre 400 anni sia dall' Incarnazione del Logos divino che dalla sua successiva Passione-morte ed Ascesa al cielo, si discuteva ancora e molto animatamente di quale fosse la sua vera natura, anzi di quante e quali nature fossero riunite o fossero invece rimaste distinte nella sua Persona. Si discuteva inoltre se Maria potesse essere o no invocata con il titolo di "madre di Dio", theotokos. Attori principali delle dispute cristologiche erano allora Nestorio, un prete di Antiochia diventato patriarca di Costantinopoli, e Cirillo patriarca di Alessandria, succeduto allo zio Teofilo; attori secondari il monaco Eutiche, l'imperatore Teodosio II, .. ...


Grafici della congiunzione G-S-tripla del 451-52
nella costellazione/Gegend  Bilancia  
La circostanza singolare di entrambi questi due concili ecumenici, cui parteciparono rispettivamente 198+43 vescovi e 350 vescovi, è che entrambi furono convocati e si aprirono proprio alla vigilia, nei mesi immediatamente precedenti, due congiunzioni Giove-Saturno: la prima singola (o del tipo unicorno, re'em) culminò il 31 dicembre 431, la seconda G-S-tripla (o del tipo fenice) si svolse dal dicembre 451 a tutto il primo semestre 452. 

La coincidenza temporale del III e IV concilio ecumenico con le due congiunzioni G-S- dette (cfr. grafici), proprio mentre si dovevano discutere questioni teologiche/cristologiche importanti, non fu affatto casuale a parer mio, costituisce anzi una delle tante prove a sostegno della validità della proposta ermeneutica ch' io ormai da anni vado proponendo.  Paradigma ermeneutico che probabilmente Heidegger intuì, ma del quale io sto dando l' enunciazione a chiare lettere unitamente alla sua ripetuta dimostrazione di applicabilità a casi concreti.



sabato 22 agosto 2020

HEIDEGGERS ENTHUELLENDE AUTOBIOGRAPHISCHE ANMERKUNGEN (GA97) zum Jahr 1921

Graphics referred to the single JUPITER-SATURN conjunction
happened on September 10th, 1921 in the constellation/Gegend Virgo.
More than 5/6 (83%) of all Jupiter-Saturn conjunctions
are single ones and occur at day light: the two planets
are therefore visible only at dawn or at dusk
or remain totally invisible when Jupiter is overtaking
Saturn at midday/Mittag (as in 1921, Heidegger and
1881, Nietzsche).
 Il volume GA97 della GesamtAusgabe heideggeriana,Note/Anmerkungen I-V dei Quaderni Neri (1942-1948), contiene alle pagine 22 e 137 due annotazioni autobiografiche del filosofo, che sono molto, moltissimo rivelatrici del _fondamento ontico_ che egli pose alla base di tutte le sue speculazioni metafisico-ontologiche elaborate nel corso di una vita. Chiariscono anche che egli si rese presto conto del fatto che la Seinsvergessenheit è in qualche modo dovuta all' intrinseca dinamica della congiunzione Giove-Saturno, cioè dell' essere stesso, che si manifesta nel corso del tempo più frequentemente nell'aspetto modesto o inapparente di Seyn-cancellato piuttosto che nella pienezza del Seyn-multiplo (insomma più frequentemente come unicorno che come fenice).
Leggiamo dunque a p. 22:

"Die Grunderfahrung meines Denkens seit der Vorbereitung con 'Sein und Zeit' (1921) ist die Erfahrung, dass das Sein selber in der Vergessenheit bleibt, dass dieses Bleiben irgendwie dem Sein selber eignet und das Unbedachte des Menschen nur Folge [ist]."

A pag. 137 leggiamo poi:

"Der Weg - In der entscheidenden Erfahrung der Seinsvergessenheit 1921 (vgl. Anmerkungen I, S.32/p.22), in der das Sein selber in seiner Wahrheit als das Zu-Denkende zugedacht wurde, lichtete sich die Wahrheit wesentlicher von der A-letheia her, dergestalt, dass in ihr die Lethe mitgedacht war, zunaechst als 'Vergessen' und noch ueberallhin tastend, bis zunaechst das 'Da-sein' in dem ek-statisch, existenzialen Sinne erfahren wurde. ... "

venerdì 7 agosto 2020

Der HEGELs SCHREIBTISCH - - - La SCRIVANIA DI HEGEL alla Humboldt-Universitaet zu Berlin

Nella pagina culturale della Deutschlandfunk è comparso qualche giorno fa un simpatico articolo di Florian Werner dal titolo "Hegels Schreibtisch"
https://www.deutschlandfunkkultur.de/philosophische-orte-hegels-schreibtisch.2162.de.html?dram:article_id=481196  

nel quale si rifà la storia - di quasi due secoli -della scrivania di Hegel attraverso Berlino. Punto di arrivo della scrivania è ora l' ufficio della giovane professoressa Rahel Jaeggi, Dipartimento di filosofia, al terzo piano della Humboldt-Universitaet.

A parte un paio di macchie di vino rosso sulla superficie, la scrivania (di solido legno Mahagoni) è in buono se non ottimo stato, come si vede dalle foto, ed è dotata di cinque cassetti, quattro laterali ed uno centrale più grande. Interessante e spiritoso quel che la professoressa Jaeggi dice alla fine dell'intervista a proposito di quei cinque cassetti della scrivania:
„Er hat eben diese Schubladen. Ich habe schon die Schubladen mal aufgemacht, um zu sehen, ob da irgendwo noch ein Geheimversteck ist, ob man irgendwo ein kleines Büchlein, einen Zettel findet, auf dem der Schlüssel zum Hegel'schen Werk sich verbirgt. Aber da ist tatsächlich nichts zu finden. .." 

La prof  sperava di trovare insomma qualche foglietto di proposito lasciato o nascosto da Hegel che servisse da chiave/Schluessel per 'aprire' e decrittare la sua difficile prosa filosofica. Al che io, che sto iniziando a pensare che quel che decritta Heidegger decritterà anche Hegel, ho pensato che alla giovane professoressa avrebbe fatto piacere trovare uno schema, un disegno come questo mio di molti anni fa, sulla congiunzione Giove-Saturno tripla, che dà bene l'idea di come gradualmente ma sicuramente lo Spirito evolva verso l' Assoluto, prorio come diceva e prevedeva Hegel.  

martedì 28 luglio 2020

RILKES EINHORN = HEIDEGGERS GRUNDERFAHRUNG (10.09.1921)

Die einzelne Jupiter-Saturn konjunktion, geschehen
am 10 Sept. 1921 
im Sternbild/Gegend Virgo/Jungfrau
O dieses ist das Tier, das es nicht gibt.
Sie wussten nicht und habens jeden Falls
- sein Wandeln, seine Haltung, seinen Hals,
bis in des stillen Blickes Licht - geliebt.

Zwar war es nicht. Doch weil sie's liebten, ward
ein reines Tier. Sie liessen immer Raum.
Und in dem Raume, klar und ausgespart,
erhob es leicht sein Haupt und brauchte kaum

zu sein. Sie naehrten es mit keinem Korn,
nur immer mit der Moeglichkeit, es sei.
Und die gab solche Staerke an das Tier, 
das es aus sich ein Stirnhorn trieb. Ein Horn.
Zu einer Jungfrau kam es weiss herbei -
und war im Silber-Spiegel und in ihr. 

[aus: R. M. Rilke, Poesie (Die Sonette an Orpheus, Zweiter Teil, IV), RCS, Milano, 204, p./S. 248-250]

Juli 1921 - W. Reinhart mietet Schloss Muzot und stellt es dem Dichter als Wohnsitz zur Verfuegung.
Februr 1922 - Rilke vollendet die Duineser Elegien und die Sonette an Orpheus.

lunedì 13 luglio 2020

Una FENICE per SOCRATE e PLATONE (403 aC)

Grafici della congiunzione Giove-Saturno doppia avvenuta nel 403 aC
nella costellazione (o Gegend, come dice Heidegger) della Bilancia/Libra
Già all'inizio del V sec aC - con Eraclito e Parmenide - e poi per tutto il secolo dovette essersi acceso in Grecia tra i pensatori pre-socratici un vivace dibattito su geocentrismo-o-eliocentrismo, allora la questione filosofica principale
A fine secolo, quando Erodoto (484-dopo 430) era già stato in Egitto, ad Heliopolis, ed aveva scritto del tempio del sole e del sacro uccello benu/phoinix lì venerato, in quel tempo - nel 403 aC - caso vuole che si sia verificato uno di quei fenomeni, un logos alethes, una congiunzione Giove-Saturno multipla (doppia), la cui unica spiegazione razionale era/è l'eliocentrismo del sistema planetario/solare.

In quel momento (403 aC) Socrate era un pensatore anziano molto probabilmente già accusato di atteggiarsi a profeta e di traviare i giovani e Platone un promettente filosofo 25enne. Ebbene io penso che i due, maestro ed allievo, debbono aver osservato de visu il fenomeno tra il febbraio e l'agosto del 403 con grandissimo interesse, con lo strano moto retrogrado dei due pianeti, e debbono averne parlato tra loro e con altri. Ed essere arrivati appunto alla conclusione/spiegazione dell' eliocentrismo come struttura del sistema planetario/solare. 

Come sappiamo, Socrate non ha lasciato scritti, mentre Platone ne ha lasciato fin troppi dicendo tuttavia che delle cose più importanti (ta mégista) non avrebbe scritto affatto [forse per prudenza, per non dover fare la fine di Socrate]. Ecco alle centinaia o migliaia di studiosi di Platone che ne stanno ancora ricercando il vero messaggio filosofico (affidato probabilmente alle sue "dottrine non scritte") e a quelli di loro che lo qualificano come un proto-cristiano, io suggerisco di iniziare a considerare il filosofo Platone come uno dei primi eliocentristi. 

giovedì 25 giugno 2020

RIPARTIAMO dall' ACHSENZEIT (il PERIODO ASSIALE) e dalla _QUESTIONE FILOSOFICA PRINCIPALE_ DI QUEL TEMPO E DEI SECOLI SUCCESSIVI

Visto che rispetto all' emergenza covid-19 ci siamo abbastanza tranquillizzati e visto che questa piattaforma software, che gentilmente ci permette di pubblicare, sembra ormai funzionare correttamente nella nuova versione, visto tutto ciò riprendiamo a svolgere il bandolo della matassa ... quel produttivo fil rouge che ci sta permettendo di decrittare non solo Heidegger ma anche tanti luoghi e figure poetiche e filosofiche con cui lui ingaggiò le sue numerose Auseinandersetzungen. 

Il periodo giusto da cui ripartire con le nostre considerazioni interdisciplinari mi sembra il periodo assiale come da me ridefinito, cioè il VI secolo a.C. Come dicevo in un post precedente (11.11.2016), l'intervallo di sei secoli (800-200 aC) scelto da Karl Jaspers (1883-1969) per individuare quello che lui definì Achsenzeit (periodo assiale) della storia umana a me sembrò troppo ampio e ne proposi il restringimento al VI secolo aC, perché è sostanzialmente in questo secolo che sia in India e Cina, sia in Mesopotamia che in Iran e Grecia "si elaborarono quelle concezioni da cui si mosse il pensiero filosofico, i racconti mitici vennero sostituiti da principi morali e da dottrine religiose e spirituali, e fu avviata la ricerca delle cause naturali dei fenomeni fisici." Per pensare alle origini della civiltà occidentale basta pensare che questo è il periodo di Talete, di Anassimandro, Ferecide di Siro, Anassimene, di Pitagora, Senofane, Eraclito, Eschilo, Parmenide, .. ed è anche il periodo della prigionia giudaica a Babilonia, allora importantissimo centro di osservazione astronomica.

Visto che Heidegger - nella sua smisurata pretesa di comprendere a fondo l' essenza della filosofia ed anche di ridefinirla a partire da un nuovo, da un altro inizio - visto che lui si è spinto ad ingaggiare Auseinandersetzungen con figure del primo inizio come Anassimandro, Eraclito e Parmenide, visto ciò chiediamoci allora quale fosse a quell' epoca la principale questione filosofica che impegnava tutti i pensatori. Il mio parere è che tale questione fosse: GEOCENTRISMO-o-ELIOCENTRISMO?, cioè quella di scoprire se il il sistema planetario/solare aveva al centro la Terra, come sembrava e sembra tuttora a prima vista, oppure se invece tutti i pianeti ruotino in qualche modo intorno al Sole. Questa la questione di fondo sulla quale sicuramente si sono interrogati e pronunciati prima Anassimandro, poi Eraclito ed anche Parmenide. 
Su questa questione geocentrismo-eliocentrismo e su come essa fosse/sia legata al tipo di battiti (di congiunzioni G-S-) del gigantesco orologio cosmico costituito dalle due lancette/Uhrzeiger Giove e Saturno (l' ente composito che Heidegger chiama das Seiende im Ganzen), su ciò rimando al mio post precedente di un anno fa (29.giugno.2019) che potete trovare a questo link: http://giuseppedecesaris.blogspot.com/2019/06/la-questione-principale-al-tempo-di.html

Nel VI secolo aC le discussioni dovettero essere molto vivaci perché si ebbe una particolarissima sequenza di congiunzioni G-S-, una vera e propria alternanza di congiunzioni G-S-multiple (si spiegano con l'eliocentrismo) e congiunzioni G-S-semplici (fanno pensare al geocentrismo), nonostante che mediamente, cioè statisticamente, le prime le multiple abbiano solo 1/6 (16,7%) di probabilità di verificarsi, mentre le seconde, le semplici hanno 5/6 (83,3%). Si ebbe infatti nell' Achsenzeit:

602ac G-S-multipla(doppia)   -->     582ac G-S-singola     -->    563-62ac G-S-multipla(tripla)
  --> 543ac G-S-singola       ---> 523-22ac G-S-multipla(tripla) --->   503ac G-S-singola 

Ecco, cari amici e cari lettori, così riassunto ed impostato lo stato della mia personale ricerca su tutto l'intrico filosofico-teologico-religioso trasmessoci dal passato e sul quale anche Heidegger si applicò, concludo questo articolo post covid ricordandovi la mia interpretazione/Auslegung del famoso passo di Parmenide sull' essere ed il non-essere:

l'eliocentrismo è e non può non essere;
il non-eliocentrismo (il geocentrismo) non è e non può essere.

Penso insomma che Parmenide all' inizio del V secolo aC si sia pronunciato apertamente a favore della teoria eliocentrica. E questo è un lavoro ch' io vorrei veder fare da qualche giovane filosofo-fisico in gamba: la vera storia dell' eliocentrismo, di quella teoria che scorre come un fiume carsico (anche dentro le scritture della tradizione abramitica) affiorando e reinabbissandosi continuamente dall' èra assiale fino al tempo di Copernico.





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martedì 2 giugno 2020

SEYNsGESCHICHTE: 715 ANNI FA, nel 1305-1306, la messianica 'CHIAMATA' di DANTE ALIGHIERI


Graphics of the TRIPLE Jupiter-Saturn conjunction
occurred in the years 1305-1306 in the constellation
(GEGEND in Heidegger's terminology) Libra

sabato 29 febbraio 2020

Der SCHEIN und das UNBEKANNTE X bei NIETZSCHEs "FROELICHE WISSENSCHAFT" Aph. 54 (Frueling 1881)

Trend vs time of the geo-centric longitudes of Saturn and Jupiter during
the single Jupiter-Saturn conjunction occurred in the
spring-summer 1881(".. - und Zarathustra ging an mir vorbei.")
 54 - Das Bewusstsein 
vom Scheine. - 
Wie wundervoll und neu und zugleich wie schauerlich fuehle ich mich mit meiner Erkenntnis zum gesamten Dasein gestellt! Ich habe fuer mich entdeckt, dass die alte Mensch- und Tierheit, ja die gesamte Uhrzeit und Vergangenheit alles empfindenden Seins in mir fortdichtet, fortliebt, forthasst, fortschliesst - ich bin ploetzlich mitten in diesem Traum ercht, aber nur zum Bewusstsein, dass ich eben traeume und dass ich weitertraeumen muss, um nicht zugrunde zu gehn: wie der Nachtwandler weitertraeumen muss, um nicht hinabzustuerzen. 
Trend vs time of the helio-centric longitudes of Saturn and Jupiter
during the Jupiter-Saturn conjunction 1881 [click on images to enlarge]
Was ist mir jetzt "Schein"! Wahrlich nicht der Gegensatz irgendeines Wesens - was weiss ich von irgendwelchem Wesen auszusagen, als eben nur die Praedikate seines Scheins! Wahrlich nicht eine tote Maske, die man einem unbekannten X aufsetzen und auch wohl abnehmen koennte! Schein ist fuer mich das Wirkende und Lebende selber, das so weit in seiner Selbstverspottung geht, mich fuehlen zu lassen, dass hier Schein und Irrlicht und Geistertanz und nichts mehr ist - dass unter allen diesen Traeumenden auch ich, der "Erkennende", meinen Tanz tanze, dass  der Erkennende ein Mittel ist, den irdischen Tanz in die Laenge zu ziehn, und insofern zu den Festordnern des Daseins gehoert, und dass die erhabene Konsequenz und Verbundenheit aller Erkenntnisse vielleicht das hoechste Mittel ist und sein wird, die Allgemeinheit der Traeumerei und die Allverstaendlichkeit aller dieser Traeumenden untereinander und eben damit die Dauer des Traumes aufrechtzuerhalten.

mercoledì 19 febbraio 2020

MEINE AUSLEGUNG des KANT'schen UNBEKANNTE = X, d.h. MEINE AUSLEGUNG DES KANT'schen NOUMENONs

Celestial heliocentric longitudes of Saturn (blue line) and Jupiter vs time:
 same values, i.e. heliocentric conjunction, on August 27, 1782
"Was ist hier das
Unbekannte=X, worauf 
Celestial geocentric longitudes vs time for Jupiter and Saturn.
Note for both planets the diminishing values caused by the (apparent)
retrograde motion due to the Earth rotation.
Geocentric conjunction on November 11, 1782
sich der Verstand stuetzt, wenn er ausser dem Begriff von A ein demselben fremdes Praedikat B aufzufinden glaubt, welches er gleichwohl damit verknuepft zu sein erachtet?"

[Kant, I.: Kritik der reinen Vernunft, A10/B 13]

Qui sopra, grafici con l'andamento in funzione del tempo delle longitudini celesti di Giove e di Saturno relativi alla stessa congiunzione G-S, quella del 1782, vista da Terra (il secondo grafico) e 'vista' dal Sole (primo grafico). Si notino sul secondo grafico le fasi di apparente moto retrogrado (valori delle longitudini in diminuzione) per entrambi i pianeti, provocate dalla rotazione terrestre. Vista da Terra la congiunzione planetaria avvenne il 5 novembre 1782.

Poiché noi - confinati sulla Terra - non possiamo sperimentare direttamente la vista dell' evento 'congiunzione' dal Sole, Kant parlò e teorizzò una presunta inconoscibilità del NOUMENO, cioè della Cosa in sé stessa o Ding an sich o Thing in itself

Questa a parer mio era una posizione totalmente pretestuosa (fondata, penso, su motivazioni religiose), da parte di uno come lui che aveva anche solide basi matematico-scientifiche e che certo non aveva alcuna difficoltà a pensare ed anche a simulare con dei calcoli un cambiamento di punti vista, di prospettiva, dalla Terra al Sole.   

L'abilità dialettica di Kant fu tale da presentare tutte le complicate formulazioni della sua Critica della ragion pura e dei suoi Prolegomena (entrambi significativamente pubblicati poco prima e poco dopo della congiunzione Giove-Saturno del 1782) come nientemeno che una Rivoluzione copernicana in campo filosofico, mentre al contrario la sua affermazione che sono conoscibili solo le cose che appartengono al dominio dell' apparenza, cioè i fenomeni, sembrano essere - e di fatto sono - solo un oscurantista tentativo di Restaurazione filosofica contro la vera e reale rivoluzione fisica di Copernico.

Ecco perché condivido totalmente quel che scrive il prof. Claus Beisbart nel suo articolo Philosophische Expeditionen ins Unbekannte: "Auffassungen wie die von Kant haben unseren Wissendrang aber kaum gebremst."


domenica 26 gennaio 2020

The next X (the NOUMENON of the NEXT GATHERING) - Das naechste X (Noumenon der VERSAMMLUG 2020)

Trends of the _heliocentric_ longitudes of the two planets
Jupiter and Saturn during the conjunction J-S-2020:

the heliocentric conjunction will occur on November 2nd, 2020.
X - jenes Geheimnis, das sich selber wahrt und schuetzt, und zwar dadurch, dass es als das Geheimnis sich zum Scheinen bringt. 
[aus: M.Heidegger, Vigiliae und Notturno (Schw. Hefte 1952/53-1957), GA100, S. 55]

sabato 18 gennaio 2020

The NEXT GATHERING - NAECHSTE VERSAMMLUNG or BEING-OCCURRENCE - 21.12.2020

The next Jupiter-Saturn conjunction will occur this year 2020, precisely 
on December 21st in the constellation Capricorn, at the boundary with 
constellation Sagittarius. It will be the 102nd one after the memorable 
Jupiter-Saturn-Triple Conjunction happened in constell. Pisces in the 
year 7 bce, commonly known as 'the star of Bethlehem'.
La prossima congiunzione tra i pianeti Giove e Saturno avrà luogo proprio nel corso di quest'anno 2020, precisamente il 21 dicembre nella costellazione del Capricorno (proprio al confine con quella del Sagittario): qui a lato il grafico con l'andamento temporale della longitudine dei due pianeti e - linea rossa - della distanza angolare tra di essi, in modulo.

Si tratta della 102a congiunzione G-S successiva a quella memorabile G-S-Tripla del 7 bce nella costellazione dei Pesci (la 'stella di Betlemme' del vangelo di Matteo) ovvero della 100a successiva a quella G-S-doppia del 34-35 (corrispondente a quel _ritorno della fenice_ di cui scrive Tacito, in Annali 6,28).

La distanza angolare tra i due pianeti, ora di circa 13°, continuerà a scendere fino al 18 maggio di quest' anno quando raggiugerà il valore di circa 5° per poi risalire fin verso gli 8° a fine agosto e scendere poi fino quasi a 0° appunto al 21 dicembre 2020. Le migliori e più comode condizioni di visibilità - sera/notte - si avranno in giugno-luglio di quest'anno, quando i due pianeti si troveranno all' opposizione del sole.

Per tutti coloro che avranno 'orecchie giuste per intendere', cioè desiderio e capacità di capire, sarà quella di questa congiunzione G-S-2020 un' ottima occasione per fare quella SeinsErfahrung o GrundErfahrung che ebbero modo di fare tutti i grandi filosofi, poeti e teologi del passato (dal tempo dei presocratici fino a quello di Heidegger, Rilke, Rahner, passando per Hegel, Hoelderlin, Nietzsche) e meditare così sul fondamento ontico e sul conseguente intreccio speculativo di tutte le cosiddette scienze dello spirito o Geisteswissenschaften.

lunedì 4 novembre 2019

NIETZSCHE 1881 : "Die SATURNALIEN EINES GEISTES" ovvero "I SATURNALI D'UNO SPIRITO", proprio tra la conclusione di AURORA e l'inizio della GAIA SCIENZA

Grafici della congiunzione Giove-Saturno singola
che si verificò - invisibilmente - a mezzogiorno/Mittag del
18 Aprile 1881 nella costellazione dell'Ariete e che
Nietzsche osservò da Genova prima del 18 Aprile e
da Recoaro e Sils-Maria nel maggio ed estate 1881
("Da, ploetzlich, Freundin! wurde eins zu zwei -
- und Zarathustra ging an mir vorbei ... )
Che la congiunzione Giove-Saturno singola del 18 aprile 1881 sia stata osservata attentamente da Nietzsche ed abbia avuto per lui un' importanza fondamentale per tutta la sua produzione successiva, lo si deduce dagli ultimi aforismi di Aurora/Morgenroe- the che scrisse appunto nei primi mesi del 1881, dal Vorrede che qualche anno dopo premise alla Gaia Scienza ricordando i mesi del 1881 della sua concezione ed inizio ed anche dalla lettera a Peter Gast del 14 agosto 1881.

L'aforisma 568 di Aurora parla - guardacaso - di fenice e dice:
568 - Poeta e uccello. -
La fenice mostrò al poeta un rotolo incandescente, che si stava per carbonizzare. "Non aver paura - disse - è la tua opera! Essa non contiene lo spirito del tempo e ancor meno lo spirito di coloro che sono contro il tempo: di conseguenza dev' essere bruciata. Ma questo è un buon segno. Ci sono molte specie di aurore." [da: Nietzsche, 1870-1881, Newton Compton, 1993]

Anche l' aforisma 575 - Noi, aeronauti dello spirito,  l'ultimo di Aurora, è molto significativo e testimonia chiaramente la consapevolezza di Nietzsche di star facendo direttamente in quei mesi del 1881 la sua Grunderfahrung (come dirà Heidegger della propria del settembre 1921), in una catena di cercatori di conoscenza e verità.

Nel Proemio/Vorrede alla seconda edizione de La Gaia Scienza/Die Froehliche Wissenschaft Nietzsche ricorda in quale clima iniziò a scrivere il libro nella primavera 1881 a Genova:

"Questo libro è scritto nella lingua del vento del disgelo: vi è dentro arroganza, inquietudine, contraddizione, tempo d' aprile, così che ad ogni momento nasce il monito e che l'inverno è vicino e che l'inverno è stato vinto. Vittoria che viene, che deve venire, che forse è venuta... La gratitudine di nuovo straripa, come se fosse accaduta la cosa più inaspettata, la guarigione d'un uomo guarito, - era infatti la guarigione questo più inaspettato evento. "Gaia Scienza": significa i Saturnali d'uno spirito ['Froeliche Wissenschaft': das bedeudet die Saturnalien eines Geistes, der ..] che ha resistito pazientemente ad una terribile e lunga oppressione - pazientemente, strenuamente, freddamente, senza piegarsi, ma senza sperare, - e che adesso è ad un tratto assalito dalla speranza della guarigione, dall' ebbrezza della guarigione. .. ...Tutto qesto libro non è che letizia dopo una lunga privazione e una lunga impotenza, e giubilo per il ritorno della forza, per il risveglio della fede nel domani e nel dopodomani, per l' improvviso sentimento e presentimento di futuro, d' imminenti avventure, di mari nuovamete aperti, di mete nuovamente permesse, nuovamete credute.  ..." [da: A. Romagnoli (a cura di), Nietzsche, La Gaia Scienza, Barbera Ed., 2007, pp. 9-10]

Anche nella lettera a Peter Gast del 14 agosto 1881 (da Sils-Maria, ove sta assistendo alla fine della congiunzione Giove-Saturno: ".. wurde eins zu zwei") è evidente l' eccitazione di quel momento kairotico che gli confermava i suggerimenti e le confidenze di vent'anni prima, quand'era 17enne, da parte di Ernst Ortlepp (il traduttore in tedesco di Byron, del Judgement in particolare):

"Brilla nel cielo il sole d'agosto, l'estate sta morendo, sulle vette e nei boschi è già quiete e riposo. Sul mio orizzonte sono saliti pensieri di cui non ho mai intravvisto gli uguali, - ma di essi non voglio lasciar trasparir nulla, voglio chiudermi in una calma incrollabile. Bisogna che io viva ancora alcuni anni! Ah, amico, e mi passa per la testa anche l'idea che vivo una vita estremamente pericolosa, poiché sono una di quelle macchine che possono ad un tratto saltare in pezzi! " [ibidem, p. 3]
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giovedì 3 ottobre 2019

BERNARDO DI CHIARAVALLE ed ILDEGARDA DI BINGEN alla luce della CONGIUNZ. GIOVE-SATURNO 1146-1147

Grafici della congiunzione Giove-Saturno che ebbe luogo negli anni
1146-1147 nella costellazione del Toro (al confine con quella dell'Ariete).
La congiunzione Giove-Saturno del 1146-47 può servire a capire un po' meglio gli avvenimenti religiosi di quel periodo turbolento.
A questa Seinserscheinung sono (non casualmente, secondo me) collegati due Dottori della Chiesa, il Doctor Mellifluus Bernardo di Chiaravalle (1090-1153) e la Visionaria Doctora Hildegard von Bingen (1098-1179).

Nel giorno di Pasqua del 1146, il 31 marzo, proprio mentre Giove sta per 'congiungersi' con Saturno (cosa che avverrà il 4 giugno, cfr. grafici), troviamo l' influente abate cistercense francese Bernard arringare a Vézelay in Borgogna una notevolissima folla - presenti anche il re di Francia Luigi VII e la regina Eleonora di Aquitania  - per organizzare una seconda crociata in Terrasanta. Ne era stato incaricato direttamente da papa Eugenio III (1145-1153), anch'egli cistercense, su cui lui aveva un notevole ascendente.

Quanto alla nobile badessa Hildegard von Bingen, si dà il caso che proprio in quel 1146 ella scriva una lettera al già famoso Bernard de Clairvaux per averne una sorta di riconoscimento ufficiale della sua capacità di vedere ed udire "cose grandi e mirabili" e di interpretare i testi sacri in modo nuovo, nonostante la sua scarsa istruzione.
Nella lettera di risposta, anch' essa datata 1146-47, Bernardo scriveva:
"Ci rallegriamo per la grazia di Dio che è in te, e per quanto dipende da noi ti esortiamo e ti supplichiamo affinché tu la riconosca come tale e cerchi di corrispondervi con la massima umiltà e devozione, consapevole del fatto che Dio resiste ai superbi, mentre concede agli umili la Sua grazia. Del resto, laddove c'è una scienza interiore ed l' unzione che dà tutti gli insegnamenti, che cosa possiamo noi insegnare o consigliare?"

Il carisma profetico di Ildegarda fu definitivamente ed ufficialmente riconosciuto al sinodo di Treviri (1147-48), al quale partecipava anche Bernardo di Chiaravalle, quando papa Eugenio III lesse personalmente ai padri sinodali alcuni passi del Liber Scivias di Ildegarda [titolo interpretato come 'Sci vias Domini/luminis' ovvero 'Conosci le vie del Signore/lume'], primo di una trilogia che comprenderà poi anche il Liber vitae meritorum ed il Liber divinorum operum. 

Avviandomi alla conclusione ricordo che santa Hildegard di Bingen è stata proclamata Dottore della Chiesa universale da papa Benedetto XVI il 7 ottobre 2012. S. Bernardo ebbe analogo riconoscimento nel 1830, da papa Pio VIII.

Degli  scritti di Ildegarda sull'unicorno (unicornus/monokeros/Einhorn) parleremo in un prossimo articolo.

giovedì 18 luglio 2019

1861 - Quando il 17enne NIETZSCHE stava per incontrare il 61enne ORTLEPP

Grafici della congiunzione Giove-Saturno doppia del 1861-1862
(Nietzsche 17enne il 15 ottobre 1861)  
Da La mia vita, scritti autobiografici 1856-1869 di Nietzsche, Adelphi ed., 2010, trascrivo un brano del maggio 1861 (p. 98-99), dal quale risulta che il non ancora 17enne Friedrich già prestava attenzione all' imminente congiunzione Giove-Saturno, quella del 1861-1862.

"Tutte queste scale [il continuo progredire nell'ambito della materia, dello spazio, del tempo, della morale, ecc.] però - e questo è l'importante - ci definiscono in primo luogo l' esistenza dell' Essere eterno, e poi anche le sue qualità. Solo a un Essere buono, e precisamente ad un principio di bontà, può ricondursi la ripartizione dei destini, e noi non dobbiamo tentare temerariamente di sollevare il velo che avvolge il potere che guida le nostre sorti. E come potrebbe l' uomo, con le sue limitate facoltà spirituali, penetrare i sublimi disegni che lo Spirito primigenio ha concepito e posto in esecuzione! Il caso non esiste; tutto quanto accade ha un significato, e quanto più la scienza indaga e ricerca, tanto più evidente appare il concetto che tutto ciò che esiste o accade è un anello di una invisibile catena.
Getta uno sguardo alla storia: credi che le date si succedano senza significato? Guarda il cielo: credi che i corpi celesti seguano le loro traiettorie senza un ordine ed una legge? No, no! Ciò che accade non accade a caso, un Essere superiore governa secondo ragione e criterio tutto quanto il creato."

Dopo qualche pagina, scritta il 19.10.1861 (cioè qualche giorno dopo il suo 17° compleanno) troviamo una Lettera al mio amico, in cui gli raccomando la lettura del mio poeta preferito, cioè di Hoelderlin. E' appena il caso di ricordare che Hoelderlin aveva avuto il suo massimo di produzione poetica sessant' anni prima proprio in occasione della congiunzione Giove-Saturno del 1801-1802, di cui aveva scritto al suo amico Boehlendorff e a cui aveva anche dedicato delle odi specifiche. 

Ecco .. in queste pagine ed in quelle citate nell'articolo precedente vediamo direttamente svolgersi - già nel giovane e precoce Nietzsche - quel 'filo rosso' di continuità che Heidegger chiamerà poi Seinsgeschichte, una storia a fondamento astrale che da millenni cadenza - di generazione in generazione - la vicenda umana, con tutte le relative speculazioni ed elaborazioni filosofiche e religiose. 

venerdì 5 luglio 2019

Il 18ENNE NIETZSCHE ed IL 'RITORNO' DEL 1862 - Quale fu il ruolo del Pfortner ERNST ORTLEPP (1800-1864) ?

Grafici della congiunzione Giove-Saturno del 1861-1862: visibile all'alba
alla fine del 1861, essa rimase ben visibile nel cielo notturno (al confine
Leone-Vergine) per tutta la primavera del 1862.
Chi mi segue con un po' di regolarità sa bene che io ritengo la congiunzione Giove-Saturno singola del 18 aprile 1881 uno spartiacque nella vita e per l'opera di Friedrich Nietzsche, l'evento che gli consolidò l'idea dell' eterno ritorno e che gli ispirò la figura di Zarathustra (".. und Zarathustra ging an mir vorbei.").
Ma nella vita di Nietzsche (1844-1900) c'è anche un altro spartiacque ed è, guardacaso, ancora una congiunzione Giove-Saturno: quella doppia del 1861-62, ben visibile al confine tra le costellazioni Leone e Vergine per tutta la primavera del 1862. E' il periodo in cui il diciottenne Friedrich, con la sola consolazione della musica (Beethoven, Schumann), attraversa una crisi profonda ("Nella mia stanza è un silenzio di morte. Davanti a me un calamaio per annegarvi il mio cuore nero.") che lo porterà a liberarsi da tutta la formazione ed i valori passati, soprattutto religiosi, vissuti fino ad allora con intensa partecipazione, ed a sviluppare la volontà di un pensiero autonomo, innovativo ed anche rivoluzionario. 
Testimoni evidenti di questo travaglio e di questo cambiamento sono i due saggi filosofici "Fatum und Geschichte" (Fato e storia) e "Willensfreiheit und Fatum" (Libertà della volontà e fato) che compose nei giorni della Pasqua di quell'anno (20 aprile), proprio mentr'era visibilissimo nel cielo serale e notturno il secondo allineamento della congiunzione Giove-Saturno 1861-1862, con i pianeti a meno di 2° di distanza angolare uno dall'altro. In due brani del primo saggio a me sembra evidente che il giovane Friedrich stia richiamando proprio, ispirandosi ad esso, il fenomeno astronomico di cui è testimone diretto:
La congiunzione G-S doppia del 1861-1862 fu, con i suoi
due allineamenti ad ottobre del primo anno e ad aprile
dell'anno successivo, del tutto simile a quella del 34-35
ricordata dal grande storico Tacito come
'ritorno della fenice' (Annali 6,28).
"... Hat dies ewige Werden nie ein Ende? Was sind die Triebfedern dieses grossen Uhrwerks? Sie sind verborgen, aber sie sind dieselbenin der grossen Uhr, die wir Geschichte nennen. Das Zifferblatt sind die Ereignisse. Von Stunde zu Stunde rueckt der Zeiger weiter, um nach Zwoelfen seinen Gang vom Neuem anzufangen; eine neue Weltperiode bricht an.
...  ......  ............
"Alles bewegt sich in ungeheuren immer weiter werdenden Kreisen um einander; der Mensch ist einer der innersten Kreisen. Will er die Schwingungen der aeussern ermessen, so muss er von sich und den naechst weitern Kreisen auf noch umfassendere abstrahieren. Diese naechst weitern sind Voelker-, Gesellschaft- und Menscheitgeschichte. Das gemeinsame Centrum aller Schwingungen, den unendlich kleinen Kreis zu suchen, ist Aufgabe der Naturwissenschaft; jetzt erkennen wir, da der Mensch zugleich in sich und fuer sich jenes Centrum sucht, welche einzige Bedeutsamkeit Geschichte und Naturwissenschaft fuer uns haben muessen."

Ma ora chiediamoci ... come potrebbe essere arrivato il non ancora 18enne Nietzsche, dal 1858 alunno del famoso ginnasio-liceo di Pforta, con un' impostazione umanistica rigorosamente centrata su greco, latino e germanistica, ad intuire la rilevanza e la portata ermeneutica di un fenomeno astronomico particolare come le congiunzioni Giove-Saturno? 

Entra qui in scena, a parer mio, un vecchio alunno della scuola di Pforta, Ernst Ortlepp (1800-1864), traduttore da giovane di tutte le opere di Byron e poeta lui stesso, che - mancata la laurea a Lipsia e dopo una vita molto travagliata - si aggirava ora mezzo alcolizzato nelle locande dei paesi prossimi alla sua vecchia scuola, diventando amico e confidente degli alunni in libera uscita dal collegio. Da notare che in quegli anni, secondo i ricordi degli amici, Byron era tra le letture preferite da Nietzsche che tuttavia, non avendo mai conseguito una reale padronanza delle lingue moderne, lo leggeva in tedesco, quindi proprio sulle traduzioni di Ortlepp. Che Nietzsche ed Ortlepp si conoscessero personalmente è attestato da una lettera del primo agli amici in cui dà loro la notizia della morte di Ortlepp, avvenuta il 14 giugno 1864: "Il vecchio Ortlepp è morto; l'altro ieri cadde in un fosso lungo la strada tra Pforta ed Almrich, rompendosi il collo. Lo seppellirono a Pforta sotto la pioggia scura al mattino presto: quattro operai portarono la bara sulle spalle, il professor Keil seguiva con un ombrello. Non c'era nessun sacerdote. Noi abbiamo parlato con lui il giorno della sua morte. Disse che stava per affittare un alloggio nella valle (della Saale). Ora vogliamo erigergli una piccola lapide-ricordo: abbiamo raccolto del denaro, circa 40 talleri." 
Grafici della congiunzione G-S-doppia del 1821-1822
nella costellazione dei Pesci (A/The Vision of Judgment)

Ecco, l' idea ch'io mi son fatto è che potrebbe essere stato proprio l' anziano Ernst Ortlepp ad 'iniziare' il giovane Friedich Nietzsche alla conoscenza della rilevanza ermeneutica delle congiunzioni Giove-Saturno in ambito storico-filosofico e che ciò possa essere avvenuto proprio nel 1861, quand'era ormai evidente l' imminente congiunzione tra i due pianeti. Me lo fa pensare il fatto che tra le poesie di Byron tradotte da Ortlepp in tedesco ve n' è una, The Vision of Judgment, che Byron scrisse nel 1822 in risposta ad una dal titolo A Vision of Judgment del 1821 del poeta Robert Southey, nella quale poesia la congiunzione Giove-Saturno del 1821-22 era vista apertamente come _la corte celeste_ che giudicava positivamente l' anima del controverso re d' Inghilterra Giorgio III, salita al cielo dopo la sua morte del 29 gennaio 1820 e 60 anni di regno.