domenica 17 luglio 2022

Il famoso HOROLOGIUM AETERNAE SAPIENTIAE da Enrico SUSO (1296-1366) a Nicola CUSANO (1401-1464)

Novizio già a tredici anni presso il convento domenicano di Costanza, Heinrich Seuse (lat. Suso), tanto si appassionò della tematica della Sapienza eterna e della intrigante figura di Gesù da arrivare a tatuarsene il nome sul petto, direttamente sul cuore. Per gli ottimi risultati negli studi e per l'ottima padronanza del latino, i superiori decisero di inviarlo verso il 1323/4 allo Studium generale domenicano di Colonia dove entrò in contatto direttamente con il teologo e mistico Meister Eckhart (1260-1327/8), allora non ancora sospettato di eresia.

Dovette essere proprio a Colonia e negli anni 1324-1325 che avvenne, in occasione della congiunzione Giove-Saturno singola del 1325, il passaggio di testimone - in una sorta di staffetta teologica - tra Meister Eckhart ed Enrico Suso: il primo dovette rivelare al secondo tutta l'importanza che le congiunzioni Giove-Saturno avevano avuto nella nascita e tuttora avevano nella storia del cristianesimo e come il loro puntuale, 'ventennale' verificarsi potesse essere assimilato al battiti di una sorta di orologio cosmico. (Si consideri che proprio in quegli anni orologi meccanici incominciavano e continuavano ad essere installati su campanili e torri civiche).

Single Jupiter-Saturn conjunction occurred
on June 2nd, 1325 in the constell. Taurus 
Appena tornato a Costanza, 1327, Enrico Suso inizia a scrivere il libro che lo renderà famoso, dapprima in tedesco Das Buchlein der ewigen Weisheit (il Libretto dell'eterna Sapienza, anche in difesa di Meister Eckhart) e poi la versione ampliata in latino l' Horologium aeternae Sapientiae, testi dei quali si sono tramandati rispettivamente ben 490 e 233 manoscritti !

Poliedrica figura di studioso, anche lui tedesco e attratto dai segreti della Sapienza eterna, fu nel secolo successivo  Nicola Cusano o Nikolaus von Kues am Mosel (1401-1464), formatosi all' università di Padova (anche su argomenti scientifici, matematici ed astronomici), poi vescovo di Bressanone/Brixen e cardinale. Come si è potuto direttamente verificare, non solo le opere di Meister Eckhart fecero parte della biblioteca di Nicola Cusano, ma anche quelle di Heinrich Suso proprio a partire naturalmente dall' Horologium aeternae Sapientiae. Non desta dunque alcuna sorpresa allo scrivente il fatto che la gran parte delle opere di Nicola Cusano fossero da lui scritte poco prima, in piena coincidenza o poco dopo le due congiunzioni GIOVE-SATURNO del suo tempo, quella del 1444-45 e quella dell'anno della sua morte, il 1464. Né alcuna sorpresa destano i titoli di queste opere, tutti che richiamano ricerche teologiche anche su base fisico-matematica: De reparatione kalendarii, De quaerendo Deum, De filiatione Dei, De geometricis transmutationibus, De aritmeticis complementis, De dato Patris luminum, .. De venatione sapientiae, De apice theoriae

martedì 3 maggio 2022

GLI SFORZI DI MASSIMO CACCIARI ... per avviare una NUOVA (IMPROBABILE) METAFISICA

Si sono svolti ieri ed oggi due incontri seminariali all' Istituto Italiano di Studi Filosofici di Napoli sul tema "Sul significato attuale di meta-fisica" avviati da conferenze di Massimo Cacciari.

Nell'incontro di ieri 2 maggio, rispondendo anche a domande il filosofo ha ricordato che la metafisica classica è nata e si è evoluta come insieme di principi della scienza della natura, principi a priori per lo studio dell'(ess)ente e questioni relative (ousiai, ragion d'essere del molteplice dell'ente, apeiron, agaton, ...). Chiudendo la seconda parte dell'incontro, il prof. Cacciari ha posto a presenti e teleconnessi la domanda: come dobbiamo riformare la filosofia per rimetterla in grado di dialogare con la scienza, in sintonia con essa, evitando così che ne venga invece sopraffatta compiendosi essa metafisica nel sapere tecnico-scientifico? La risposta sarebbe arrivata l'indomani, cioè oggi 3 maggio ...
Nell'incontro di oggi 3 maggio è emerso chiaramente, apertis verbis, che - ancor prima di aver capito e fatto capire con il "seinsgeschichtliches Denken"  in cosa sia consistito il fondamento, il Grund, il theion della metafisica classica - occorre invece secondo lui una nuova metafisica (che si potrà chiamare la metafisica di Cacciari), senza fondamento certo e stabile, che non pretenda di "esercitare volontà di dominio sull'ente stesso", che è autonomo e libero di accadere, di essere come vuole. Una metafisica che "non sia alla ricerca del fondamento ultimo accertabile e che si prenda cura anche dell'impossibile, del miracolo, come ultimo grado del possibile." Questo perché oggi "nessuna norma può essere ritenuta inesorabile", neanche in matematica ed in fisica. 
Il limitato tempo previsto per la discussione non ha permesso che il filosofo veneziano rispondesse a fondo alle molte domande emerse (e a quelle prenotate ma non effettuate) sulla "vocazione politica di questa nuova metafisica", sulla sua eventuale applicabilità in campo giuridico, se e come si relazionerebbe con temporalità/storicità degli enti, .. ...
L'impressione finale è che Cacciari stia ancora 'ruminando' su tutte queste questioni e che, invece di adottare (come ho fatto io) un suo personale e originale "seinsgeschichtliches Denken" per spiegare e superare la vecchia metafisica, stia cercando invece di imbastire una sua nuova metafisica a fondamento variabile (come le ali dei caccia Tornado), di cui forse ci parlerà più a fondo in un suo prossimo libro, da valere magari come testamento spirituale/filosofico.

sabato 30 aprile 2022

Sulla MATURAZIONE dell' AUTOCOSCIENZA PROFETICA di DANTE ALIGHIERI (1266 - 1321)

L' altro ieri pomeriggio, 28 aprile 2022, si è svolto il terzo degli incontri seminariali promossi dal prof. Alberto Casadei (Università di Pisa) dedicati ai Punti Critici Danteschi ancora aperti. Quest' incontro era dedicato alla Lettera di Dante ai cardinali (Epistola XI) del 1314 ed alla presentazione e discussione del libro "Dante in conclave" di G.L. Potestà, 2021.

Il presente articolo nasce dal fatto che, sebbene si sia discusso a lungo del profetismo di Dante, di cosa significhi 'Dante profeta' ... , io non sono riuscito ad intervenire per la limitatezza del tempo della riunione. Ecco vorrei rimediare spiegando qui il mio parere sull'origine e sulla maturazione dell' autocoscienza profetica in Dante, entrambe legate alla singolare importanza che ebbe nella vita del poeta la sequenza di ripetizioni di un fenomeno planetario - visibile ad occhio nudo e con cadenza ventennale - fondamentale nella storia della filosofia/metafisica ed in quella del cristianesimo, cioè le congiunzioni tra i pianeti Giove e Saturno (gli antichi dei del tempo).

Se non prima in ambito familiare, dovett'essere quando Dante era 17/18enne che - all' avvicinarsi della nuova congiunzione tra Giove e Saturno - Guido Cavalcanti (o Brunetto Latini, ..) lo fece attento al fatto di essere nato alla fine della precedente congiunzione Giove-Saturno, quella messianica e fenicea 'gravidanza celeste' durata dal luglio 1265 al marzo 1266 nella costellazione del Toro, cioè quando prima il più veloce Giove e poi Saturno passarono nell'adiacente costellazione dei Gemelli [Par, XXII, 112-117]: in conclusione il 12 giugno 1266, giorno più giorno meno.

Fu allora, cioè intorno al 1283-1284 e fino all'autunno 1286 ed oltre, ovvero mentre seguiva sera dopo sera la congiunzione Giove-Saturno del 1285-1286, che Dante iniziò e continuò a scrivere i sonetti (anche di corrispondenza con altri iniziati "fedeli d' amore") che avrebbe poi raccolto - qualche anno dopo - nel suo primo libro, la Vita Nova. Come indica chiarissimamente lo svolgimento e la conclusione della Vita Nuova, Dante era venuto acquisendo in questo periodo piena consapevolezza della dinamica delle congiunzioni Giove-Saturno e soprattutto del fatto che vent'anni dopo il 1286, cioè nel 1305-1306, 'Beatrice' (cioè la congiunzione Giove-Saturno) sarebbe tornata a presentarsi nel suo massimo splendore ovvero sotto la rara forma trinitaria di congiunzione G-S-tripla (evento che mancava da 298 anni, dal 1007-1008, cioè dal tempo di s. Romualdo dei camaldolesi).

L'autocoscienza profetica di Dante fu completa proprio quand'egli potè osservare direttamente de visu, uno dopo l'altro a distanza di pochi mesi, i previsti tre allineamenti di questo "ritorno della fenice"/Beatrice, la congiunzione Giove-Saturno-tripla 1305-06: il 25 dicembre del 1305, il 20 aprile ed il 19 luglio del 1306. Come ho illustrato nel mio intervento del 16 settembre 2021 al Congresso Dantesco Internazionale di Ravenna nella sessione presieduta dal prof. A. Casadei, precise tracce letterarie di questo periodo sono - oltre l'interruzione del Convivio e del De vulgari eloquentia - gli scambi con Cino da Pistoia [ovvero i sonetti Rime CXI (Epist. III) e XCV], la canzone CIV (Tre donne intorno al cor mi son venute) e Rime Giunta50 (Amor, da che convien ('montanina')+Epist. IV).

Fu proprio a questo punto, sui 40 anni e raggiunta la piena consapevolezza di sé e della sua personale vicenda, che Dante si sentì ormai pienamente in grado di (ri)assumere la funzione di giudice degli altri e di (ri)metter mano all'opera enorme che lo avrebbe impegnato per il resto della sua vita: la divina Commedia.

giovedì 21 aprile 2022

GUIDO CAVALCANTI nel 1284 o 1285 così salutò l' ARRIVO della CONGIUNZIONE GIOVE-SATURNO 1285-86 (Dante 18enne !!)

Chi è questa che vèn, ch'ogn'om la mira,
che fa tremar di chiaritate l' are
e mena seco Amor, sì che parlare
null'omo pote, ma ciascun sospira? 

O Deo, che sembra quando li occhi gira,
dical'Amor, ch'i' nol savria contare:
cotanto d'umiltà donna mi pare,
ch' ogn' altra ver' di lei i' la chiam' ira.

Non si poria contar la sua piagenza,
ch'a le' s'inchin' ogni gentil vertute,
e la beltade per sua dea la mostra.

Non fu sì alta già la mente nostra
e non si pose 'n noi tanta salute,
che propiamente n' aviàn conoscenza.
La congiunzione Giove-Saturno singola 1285-1286
(che fu anche all'origine della VITA NOVA di Dante)
culminò invisibilmente ("Morte villana, ...) il 1° gennaio 1286

 

mercoledì 29 dicembre 2021

Il NOUMENO delle "TRE DONNE" di DANTE del 1306 (Elementi della SEINsGESCHICHTE letteraria)

Nella congiunzione Giove-Saturno tripla del 1305-1306
Giove si allineò _eliocentricamente_ con Saturno e lo
superò il 2 aprile 1306 ad una longitudine di 208°28',
cioè nella costellazione della Bilancia
Alla congiunzione Giove-Saturno tripla del 1305-1306, fenomeno che Dante aspettava già da circa vent'anni [com'egli dice chiaramente nel capitolo XLII di chiusura della Vita nova] e che celebrerà durante il suo verificarsi o subito dopo, 1306, con la canzone Tre donne intorno al cor mi son venute, corrisponde dal punto di vista eliocentrico il noumeno illustrato con il grafico qui sopra. 

In esso si vede in ottica eliocentrica la filosofica Unbekannte X (con le rette di variazione longitudine vs tempo sia per Giove che per Saturno) e - linea rossa - la 'distanza' angolare in modulo tra i due pianeti, con un minimo di 1°15'01" alla data del 2 Aprile 1306.
*     *     *
Preciso ai lettori, ma soprattutto ai giovani ricercatori, che mi leggono che la terminologia di questo sintetico articolo non è affatto casuale, ma pensata e voluta.

lunedì 6 dicembre 2021

L' ATTESA DI DANTE DOPO LA CONGIUNZIONE G-S 1286 COME QUELLA DI HEIDEGGER DOPO LA CONG. G-S 1921


 Qualcuno di voi, miei attenti lettori, si chiederà il perché dello strano titolo di questo articolo e perché io stia coltivando ora un contemporaneo interesse sia per Dante che per Heidegger, tanto da aver ordinato di recente entrambi i volumi che vedete qui a sinistra, e cioè 1) Vite nuove, biografia e autobiografia di Dante di Elisa Brilli, Giuliano Milani e 2) Vorlaeufiges I-IV il volume GA102 della GesamtAusgabe di Martin Heidegger.

La risposta è presto detta: perché a questo punto dei miei studi io penso che Dante e Heidegger abbiano avuto la stessa Grunderfahrung, la stessa esperienza fondamentale consistente nella visione personale, diretta di una congiunzione Giove-Saturno singola, Dante quella del 1° gennaio 1286, Heidegger quella del 10 settembre 1921. La stessa visione di un fenomeno planetario che, in base ai loro studi ed alle conoscenze maturate sino a quel momento (Dante circa ventenne, Heidegger trentaduenne), sapevano essere stato tanto basilare per la storia della filosofia e della teologia.

Dirò di più sulla base del mio seinsgeschichtliches Denken ed anche in considerazione del fatto che - come vari dantisti incominciano a notare, p.e. Stefano Carrai (nel suo purtroppo ora'non disponibile' Il primo libro di Dante) - vi è "un rapporto strettissimo che il testo [della Vita Nova] intrattiene con il grande poema della maturità [la Commedia] di cui costituisce l'antefatto e di cui pone le necessarie premesse sia sul piano narrativo sia su quello dottrinale, al punto da configurare un vero e proprio dittico, quasi che Vita nova e Commedia fossero state concepite come le due metà di una storia sola." 

Dirò dunque che, come Heidegger sapeva già nel 1921 del prossimo arrivo della congiunzione Giove-Saturno tripla del 1940-1941 (l' Ereignis da lui atteso tanto impazientemente), analogamente Dante sapeva già a conclusione della congiunzione G-S del 1286 ("Ita n'è Beatrice in l'alto cielo..", VN XXXI) o forse seppe qualche anno dopo (intorno al 1291) del prossimo ritorno della fenice-Beatrice per il 1305-1306, cioè di una congiunzione Giove-Saturno tripla, rara e messianica proprio come quella che si era avuta nell' anno della nascita/venuta di GeSù Cristo. E' proprio questa la "mirabile visione" di cui parla a conclusione della Vita nova [XLII] , brano che voglio riportare integralmente:

"Appresso questo sonetto [Oltre la spera che più larga gira] apparve a me una mirabile visione, ne la quale io vidi cose che mi fecero proporre di non dire più di questa benedetta infino a tanto che io potesse più degnamente trattare di lei. E di venire a ciò io studio quanto posso, sì com'ella sae veracemente. Sì che, se piacere sarà di colui a cui tutte le cose vivono, che la mia vita duri per alquanti anni, io spero di dicer di lei quello che mai non fue detto d'alcuna. E poi piaccia a colui che è sire de la cortesia, che la mia anima se ne possa gire a vedere la gloria de la sua donna, cioè di quella benedetta Beatrice, la quale gloriosamente mira ne la faccia di colui qui est per omnia secula benedictus."


sabato 9 ottobre 2021

Fifteen 15 years ago ... THE PHOENIX UNVEILED !!

Fifteen years have now passed since that September 22nd-23rd, 2006, when I made known my discovery that the mythical animal bennu/phoenix was nothing else than the allegorical image of the rare multiple (triple/double) conjunction between the two giant planets of the solar system, Saturn and Jupiter, the old time god (the father) and the new one (the son).

It happened during the VI Annual Meeting of the S.I.A. - Società Italiana di Archeoastronomia which took place on Sept. 22-23, 2006 in Campobasso, Italy, at the Università del Molise, where I presented and discussed a lecture with the title:

"LA FENICE SVELATA, dimostrazione della natura astronomica di un mito millenario."  
 

Taken from the official ATTI del VI Congresso di Archeoastronomia, Storia dell' Astronomia Antica, Astronomia culturale e Astronomia Storica,

here are the 11 pages of my at-this-point historical lecture: 

http://archeoastronomia.altervista.org/wp-content/uploads/2019/07/SIA6_11.pdf  


Very soon after this congress I was then able to demonstrate that the phoenix had a complementary myth, i.e. the unicorn myth, concerned with the more common unique or single Jupiter-Saturn conjunction. 

The whole discovery I made then newly known in Liverpool in 2008 and in Berlin in 2009, at the F.I.E.C. (Federation International des associations d'Etudes Classiques) - Kongress. 

giovedì 20 maggio 2021

QUANDO - nel 590 - GREGORIO MAGNO vide l' ARCANGELO MICHELE sul MAUSOLEO DI ADRIANO

C
ome leggiamo in questo articolo [http://it.wikipedia.org/wiki/Papa_Gregorio_I ], l'inverno 589-590 fu particolarmente funesto per la penisola italiana e anche per Roma. Qui vi fu in particolare una grande esondazione del Tevere con prolungato allagamento di parte della città, evento cui seguì un' epidemia di peste: di questa rimase vittima anche papa Pelagio II, che morì il 7 febbraio 590. Iniziarono a questo punto forti insistenze da parte del clero, del senato della città e dei credenti perché il diacono Gregorio Anici, di antica pia famiglia e già prefetto della città, accettasse l'onere della successione: ma egli era molto recalcitrante.
Grafici della congiunzione Giove-Saturno
verificatasi nell'autunno-inverno dell' anno 590
nella costellazione dei Gemelli (lat. = 92°51')
 
Essendo in estate la situazione ancora molto grave, in una vibrante predica in s. Sabina il 29 agosto Gregorio promosse per i tre giorni successivi tutta una serie di processioni penitenziali per implorare l'aiuto divino. Fu durante una di queste, guidata dallo stesso Gregorio, che apparve al futuro papa (e, secondo alcune fonti, a tutti i partecipanti) al di sopra del Mausoleo di Adriano l' immagine dell'arcangelo Michele in atto di rinfoderare la spada, visione interpretata come segno celeste dell' imminente fine della pandemia pestilenziale. Fu così che Gregorio cessò tutte le sue esitazioni e resistenze e finalmente il 3 settembre 590 venne consacrato papa, anche con la ratifica da parte di Costantinopoli.
La mia interpretazione di questa narrazione leggendaria (una delle tante relative a quel periodo) è che ad ispirare il futuro Gregorio I Magno (590-604) ad accettare la nomina papale fu il fatto che in quei giorni era in atto una visibile congiunzione planetaria Giove-Saturno, come si vede dai grafici soprastanti che ciascuno può (far) verificare. Lo stretto allineamento (0° 29' 40") tra i due pianeti c'era stato circa un mese prima (il 30 luglio 590) ed ora il 'figlio' Giove (curva verde) aveva già superato in longitudine verso est il 'padre Saturno' (curva blu) di circa 2,5° (2° 30' 27"): la congiunzione planetaria si avviava cioè verso la sua fase finale (il 'rinfoderare la spada' dell' arcangelo Michele), così come si sperava della pestilenza.
Fu così che il grande Mausoleo dell' imperatore Adriano cominciò ad essere chiamato genericamente Castello e "Angelo di Castello" la statua dell' arcangelo Michele che rinfodera la spada, che fu posta da allora sulla sua sommità.
[Per approfondire la storia del periodo si veda anche: C. Rendina, I papi, storia e segreti, Newton, Roma 1996, pp. 126-133]


giovedì 25 febbraio 2021

Quando delle CONGIUNZIONI GIOVE-SATURNO in relazione ad HEIDEGGER ne parlai al convegno della SIEGEN UNIVERSITAET (aprile 2015)

 Verso la fine di aprile del 2015 partecipai all' Università di Siegen, in Germania, ad un convegno sui primi volumi (GA 94, GA 95, ... ) dei cosiddetti Quaderni Neri - Schwarze Hefte heideggeriani, usciti da poco.

Organizzatrici del convegno furono la prof.sa Marion Heinz (a destra nella foto) e la dr.sa Sidonie Kellerer, entrambe molto critiche verso tutta l'opera di Heidegger, soprattutto ora che nei Quaderni Neri si erano trovate una decina di espressioni più o meno apertamente antisemite del filosofo svevo.

Come scoprii poi, al convegno era presente una giovane giornalista (Hannah Luehmann) delle pagine culturali del quotidiano Die Welt, la quale ne fece il colorito ma non troppo dettagliato resoconto che potete leggere qui -->> http://www.welt.de/140145963  . 

Io approfittai in realtà di più d'una occasione di discussione, cercando di portare continuamente l' attenzione dell' uditorio sia sulla congiunzione G-S singola del 10.9.1921 (quella che Heidegger descrive nei Quaderni Neri come la sua Grunderfahrung) che sulla congiunzione G-S TRIPLA del 1940-1941, l' Ereignis o SeynsErscheinung da Heidegger lungamente atteso. 

Il mio commento al Siegener Tagung, con alcune precisazioni sulla parte a me relativa dell' articolo del Die Welt, potete trovarlo qui --->> http://giuseppedecesaris.blogspot.it/2015/04/le-congiunzioni-giove-saturno-al.html 

Come dicevo, ho tentato a più riprese di dire che secondo me é di tipo astronomico, planetario per l'esattezza, la chiave ermeneutica per capire a fondo Heidegger, incluso il suo seinsgeschichtlicher Antisemitismus (P. Trawny) o antisemitismo metafisico (D. Di Cesare) o onto-historique Antisemitisme (i francesi).

Ma, come ha scritto la giornalista Hannah Luehmann, il clima a Siegen era tale che "sobald eine Art von Diskussion entsteht, wird sie abgebrochen", cioè "appena si sviluppa una qualunque discussione, essa viene subito interrotta." Con la motivazione che era tardi, che vi erano altre relazioni, che vi era la pausa o l'intervallo da rispettare, .. ...

domenica 13 dicembre 2020

L' UNICORNO, IL MONOKEROS, dal TEMPO DI COSTANTINO E MASSENZIO a QUELLO DEL COVID - oder UeBER DIE BERECHENBARKEIT DES SEINS


La IV Appendice del mio "Congiunzioni Giove-Saturno e storia giudaico-cristiana" (edito nel dicembre 2001) ha come titolo  'Periodo, disposizione angolare e grande periodo geocentrici delle congiunzioni Giove-Saturno.' Alle pagine 356-357 del volume, in quest' Appendice, dimostravo dapprima e verificavo poi con un software astronomico che il grande periodo geocentrico Tg di questo tipo di congiunzioni planetarie è 854 anni, nel senso che "dopo tale intervallo di tempo si verificherà una congiunzione GS praticamente nella stessa posizione angolare della volta precedente, cioè di circa 854 anni prima." 

J-S- alignment on December 21st, 2020
Ora, visto che la congiunzione G-S attualmente in atto culminerà con l'allineamento molto stretto (0° 6' 27") del 21 dicembre 2020, essendomi poi ricordato che anche all'epoca della battaglia di Ponte Milvio, nel 312, la congiunzione G-S che Costantino stava seguendo nella sua discesa da Trier/Treviri (quella della famosa visione del 27-28 ottobre 312) si completò in dicembre, ho avuto un' intuizione e sono andato a fare la differenza 2020 - 312 ... e cosa salta fuori?! che 2020-312 = 1708 che guardacaso è esattamente il doppio di 854 !! 
J-S- alignment on December 11st, 1166
In altre parole LA FENOMENOLOGIA temporale della congiunzione Giove-Saturno del dicembre di quest'anno 2020, congiunzione in corso nella costellazione (Heidegger direbbe Gegend!) del Capricorno al confine con quella del Sagittario E' LA STESSA fenomenonologia come confermano i grafici a lato della congiunzione G-S- del 2020-854 = 1166, sempre dicembre, che avvenne nella stessa costellazione mentre Pantaleone completava con l'unicorno il grande mosaico della Cattedrale di Otranto ed E' ANCHE LA STESSA fenomenologia della congiunzione G-S- del 1166-854 = 312, sempre dicembre, che Costantino ormai vittorioso su Massenzio potè osservare da Roma. 
J-S- alignment on December 13rd, 302
Quella stessa congiunzione che lo aveva motivato e guidato nella sua discesa da Trier/Treviri (Germania), che lui ed i suoi legionari avevano potuto agevolmente vedere dalle colline tra Cassia e Flaminia, nelle sere di fine ottobre sullo sfondo delle stelle del Capricorno, alla vigilia della battaglia del 28 ottobre 312 nella piana di Saxa Rubra, nei pressi di Ponte Milvio. 

sabato 24 ottobre 2020

SEINSSICHTBARKEIT ovvero VISIBILITY OF THE BEING ovvero VISIBILITA' DEI DUE TIPI DI CONGIUNZIONE G-S-


Fenomenologia di una congiunzione
G-S tripla: i due pianeti si vedono da 
Terra allineati tre volte a distanza
temporale di circa tre mesi e mezzo.

Come abbiamo già detto anche in articoli precedenti, la visibilità di una congiunzione Giove-Saturno è ogni volta diversa, dipendendo dalla posizione della Terra (su cui siamo noi osservatori) sulla sua orbita. 
Come apparirebbe una congiunzione
G-S-tripla vista dall'alto per circa
otto-nove mesi (pos. 1 - 2 - 3)
A fare la differenza sostanziale, cioè se la congiunzione G-S- si presenterà come congiunzione semplice con un solo allineamento oppure come congiunzione multipla (3 o 2 allineamenti planetari), è il fatto che la Terra nel momento della congiunzione eliocentrica dei due pianeti si trovi fuori oppure entro un angolo di +/- 29° rispetto all' asse dell' allineamento eliocentrico.

Quest'ultimo caso è più raro del precedente perché la probabilità che la Terra si trovi vicina rispetto all'asse dell' allineamento eliocentrico dei due pianeti è solo del 2*29°/360° = 0.161 = 16.1 %. 
Le sincrone oscillazioni/Schwingungen in
longitudine di Giove e di Saturno e loro
distanza angolare in modulo (curva rossa)
in funzione del tempo (asse x=t)
Questo caso è più raro, dicevo, ma sicuramente più spettacolare perché i due pianeti si vedono molto a lungo nel cielo notturno e fanno una specie di balletto, con Giove che supera una prima volta Saturno passando alla sua sinistra, poi dopo 3 mesi e mezzo muovendosi entrambi di moto retrogrado si riallinea col 'padre' Saturno e passa alla sua destra, poi dopo altri 3 mesi e mezzo lo risupera mentre vanno di moto progressivo ed infine se ne allontana per i prossimi 10 anni. Questa - semplice per noi ma strana per gli antichi - dinamica celeste fu, come ho rigorosamente dimostrato in sedi qualificate, fantasiosamente allegorizzata dall'Egitto in poi nel ritorno-morte-e-resurrezione del mitico uccello bennu, poi phoenix per greci e romani.

Diversamente andranno, cioè si vedranno le cose nel caso in cui al momento della congiunzione G-S eliocentrica la ns Terra si troverà dalla parte opposta dei due pianeti rispetto al Sole, ovvero si darà il caso - per dirla in heideggerese - che il Gestell del Geviert (cioè la disposizione della Quaterna) sia: Saturno-Giove-Sole-Terra.

Andamento nel tempo delle longitudini
di Giove e di Saturno e loro distanza
angolare in occasione della congiunzione
G-S- singola del 18 aprile 1881
In questo caso l' allineamento dei due pianeti ed il sorpasso di Giove su Saturno avverrà a metà della giornata, a mezzogiorno/Mittag/midday ed il fenomeno rimarrà da Terra totalmente invisibile nel momento clou, perché la grandissima luminosità solare coprirà totalmente la debole luminosità planetaria ad essa retrostante. Questo è ad esempio esattamente quel che è avvenuto il 18 aprile 1881, nel momento che Nietzsche ricorderà poi come quello in cui Zarathustra gli passò davanti (".. und Zarathustra ging an mir vorbei. ")
In questo caso si ha un'ottima visibilità dei due pianeti mesi prima (Nietzsche a Genova) e fino a qualche settimana prima dell'evento, poi nulla, poi di nuovo ottima visibilità qualche settimana o mese dopo l'evento (Nietzsche in Engadina, a Sils-Maria).
Questa dinamica del fenomeno è quel che Heidegger chiamò Ent-eignis ovvero, equivalentemente, kreutzweise durchgestrichenes Seyn (in inglese crossed-out-Beyng).

Se l'allineamento del Geviert, della Quaterna (Saturno-Giove-Sole-Terra) non è perfetto, allora si potrà avere visibilità del fenomeno: o verso sera dopo il tramonto del Sole, quando i due pianeti tornano ad essere visibili oppure poi di mattina, prima che il Sole sorga e copra tutto con la sua fortissima luminosità. 
Come si vede, o per la totale invisibilità o per la sua limitata visibilità il fenomeno delle congiunzioni G-S singole - che è poi quello di maggiore probabilità (circa 84%) e frequenza - è intrinsecamente destinato ad essere meno appariscente, meno notato, del più lungo e ben visibile fenomeno delle più rare congiunzioni G-S-multiple (triple/doppie). Di ciò si rese conto, dopo qualche decennio da Sein-und-Zeit, anche Heidegger ammettendo che la Seinsvergessenheit era dovuta in qualche modo proprio al Wesung dell' essere.  



sabato 17 ottobre 2020

The BEGINNING of the BEING-HISTORY at least at SESOSTRIS' TIME (about 4'000 YEARS AGO)

 

Per quanto inizialmente possa sembrare strano, la figura di Sesostri I (o Senuosret I), faraone della XII dinastia, regnante dal 1964 al 1929 (o 1926) BCE in un periodo di grande stabilità e grande prosperità per l' Egitto, è molto importante per cosiddetta storia dell'Essere (Being-History o SeinsGeschichte nella terminologia di M. Heidegger) e non solo, come vedremo.

A collegare Sesostris alla Seinsgeschichte heideggeriana _sono stato io_ e non Heidegger, il quale non mi risulta che abbia mai scritto qualcosa sulla fenice oppure sul cap. 28 del libro VI degli Annali di Tacito, ove il grande storico romano riporta che la fenice sarebbe apparsa in Egitto 'prioresque' al tempo di 'Sesoside primum' (appunto Sesostri I). Il collegamento deriva prioritariamente dal fatto che già nel 2006 io dimostrai che la fenice altro non era nell'antichità se non l'immagine allegorica delle congiunzioni Giove-Saturno multiple (cioè triple o doppie) e secondariamente dal mio assioma ermeneutico sulla filosofia e l'opera di Martin Heidegger, che esse si basino, si fondino, abbiano come Grund ontico il fenomeno planetario delle congiunzioni Giove-Saturno, viste dal filosofo svevo come i rintocchi (le 'decisioni dell'Essere' dice lui) di un gigantesco orologio cosmico che - 'di generazione in generazione' - cadenza la storia dei popoli e delle civiltà.
Ebbene è stato facile a questo punto, disponendo io di un accurato programma/software di astronomia planetaria, andare a verificare che il regno di Sesostris fu benedetto ben due volte dal fenomeno delle congiunzioni G-S-, fenomeno che evidentemente già a quei tempi era considerato auspicio di lunga vita e vita eterna: nel 1953 BCE si verificò infatti una congiunzione G-S doppia (appunto del tipo fenice) nella costellazione Aquario (confine Pesci) e vent'anni più tardi, nel 1933 BCE, invece una congiunzione G-S semplice nella costellazione Ofiuco.
Ciliegia sulla torta di questa fortunata ricerca sulla figura di Sesostri I è stata la scoperta che al Museo Egizio del Cairo è conservato (reperto JE48851) un cosiddetto pilastro osiriaco di questo faraone, proveniente dal tempio di Karnak, ove il sovrano strette nelle mani tiene due grandi croci-ankh, il simbolo di benevolenza che il dio-falco Horo concedeva al faraone sua incarnazione sulla terra. Cosa ne concludiamo allora, qual'è la ciliegia? Semplice a dirsi:

La croce-ankh, che vediamo rappresentata migliaia di volte su obelischi, dipinti, bassorilievi, .. come segno di eternità del tempo e di vita eterna, quella croce oggi simbolo della chiesa cristiana copta d'Egitto, rappresenta simbolicamente quello stesso fenomeno, le congiunzioni planetarie Giove-Saturno, oggetto poi dei miti complementari della fenice e dell'unicorno e fondamento in Grecia e successivamente della storia dell'Essere e dei dibattiti sulle questione fisico-filosofica geocentrismo-eliocentrismo).

mercoledì 7 ottobre 2020

The OPENING of A HERMENEUTICAL GROUP for the MAIN HUMANITIES (Facebook group)

 A short post just to inform all my readers that I've opened a new, original facebook group, a hermeneutical one: EVERYONE interested in Heidegger's Seinsfrage, Rilke's poems, Nietzsche's Philosophy (Zarathustra), Hoelderlin's poems, .. much more CAN JOIN and USEFULLY PARTECIPATE. 

The name is "G. De Cesaris' Hermeneutics" and the link is: 

https://www.facebook.com/groups/742388809658826/


domenica 13 settembre 2020

Qualche riflessione su L'ORIGINE DELL'OPERA D'ARTE - DER URSPRUNG DES KUNSTWERKES di M. HEIDEGGER

Le mie scarpe da campagna
ad asciugarsi
Avendo deciso di partecipare ad un convegno sul saggio L'origine dell'opera d'arte di M. Heidegger in programma tra qualche giorno, sono andato a rileggermelo sul mio Holzwege (GA5) della RoteReihe-Klostermann aiutandomi anche con la traduzione italiana contenuta in Sentieri erranti nella selva (a cura di V. Cicero), della Bompiani.
Pur essendomi già fatto - dalla precedente veloce lettura - un' idea di cosa fosse l' opera d'arte, il Kunstwerk, cui Heidegger pensava mentre scriveva negli anni 1935-1936, ho deciso di fare una lettura più accurata e scrupolosa di tutto il saggio, cioè sia delle sue tre parti più postfazione che dell' aggiunta del 1956.
  
La cosa singolare e veramente sorprendente che ho scoperto ora è quel che Heidegger scrive nel Zusatz/Aggiunta redatta nel 1956 e pubblicata nell'edizione Reclam del saggio, nel 1960. Chiarendo una frase contenuta a p. 48 del saggio scritto _venti anni prima_, Heidegger precisa candidamente che l'ambito, il Bezirk al quale lui si riferiva nel saggio NON ERA l'ambito artistico comunemente e generalmente inteso MA ERA invece l'ambito nel quale ha senso "die Frage nach dem Wesen des Seins". Ma sentiamo le sue parole, a pag. 73 di Holzwege:


Grafici della congiunzione Giove-Saturno tripla verificatasi
a cavallo degli anni 1940-1941 nella costellazione/Gegend Aries/Ariete 
"Die ganze Abhandlung 'Der Ursprung des Kunstwerkes' bewegt sich wissentlich und doch unausgesprochen auf dem Weg der Frage nach dem Wesen des Seins. Die Besinnung darauf, was die Kunst sei, ist ganz und entschieden nur aus der Frage nach dem Sein bestimmt. Die Kunst gilt  weder als Leistungsbezirk der Kultur, noch als eine Erscheinung des Geistes, sie gehoert in das Ereignis, aus dem sich erst der 'Sinn vom Sein' (vgl. 'Sein und Zeit') bestimmt. Was die Kunst sei, ist eine jener Fragen, auf die in der Abhandlung keine Antworten gegeben sind." 

Capito?! "Che cosa sia l'arte (in generale), è una di quelle questioni alle quali nel saggio non viene data alcuna risposta." Più chiaro di così!! La conclusione importante che alla luce della mia proposta ermeneutica si trae da questa esplicita dichiarazione di Heidegger è che le tre parti del saggio (Das Ding und das Werk, Das Werk und die Wahrheit, Die Wahrheit und die Kunst) ed il relativo Nachwort vanno letti ed interpretati pensando alla fenomenologia delle congiunzioni tra Giove e Saturno, da lui considerate sommi ed insuperabili eventi di arte naturale e possibili origini dell' estetica 
Siccome tuttavia le congiunzioni G-S- possono darsi in due modi distinti (o come congiunzione singola o come congiunzione multipla) suggerenti/implicanti l'uno il geocentrismo e l'altro l'eliocentrismo del sistema planetario/solare, ne segue che è discutibile quel che Heidegger scrive nella terza parte, cioè che "Im Werk ist das Geschehnis der Wahrheit am Werk", ovvero che nell'opera è in opera l' accadere della verità. Dipende infatti dal tipo di congiunzione che si sta verificando se c'è nel Werk attuale l' Ins-Werk-Setzen der Wahrheit oppure no (almeno per la verità intesa come adequatio). 

venerdì 11 settembre 2020

GESTELL des GEVIERTs/DISPOSITION of the FOURFOLD when PAUL OF TARSUS was going the DAMASCUS' ROAD (at about August 24th, A.D. 35)

Come ho illustrato in altri articoli, secondo il mio paradigma ermeneutico (che ha per fondamento/Grund ontico le congiunzioni planetarie Giove-Saturno) la cristofania sulla via di Damasco, cioè l' evento, il momento della cosiddetta conversione di Paolo di Tarso può essere datato verso la fine di agosto del 35, intorno al 24 agosto dell' A.D. 35. 
A questa data erano passati quasi cinque mesi dal II allineamento della congiunzione G-S-doppia del 34-35 [la fenice di cui scrive Tacito in Annali 6,28] e la Terra aveva percorso quasi una metà della sua orbita fino a disporsi, a posizionarsi (vedi figura), dalla parte opposta dei due pianeti, rispetto al Sole.

lunedì 7 settembre 2020

Seinsgeschichte: le CONTROVERSIE CRISTOLOGICHE di EFESO e CALCEDONIA alla luce delle CONGIUNZIONI GIOVE-SATURNO del 431 e del 451-452

 Riordinando la scrivania, ho trovato oggi un appunto di molto tempo fa ove avevo annotato che ben due dei più importanti concili della Chiesa dei primi secoli si sono svolti letteralmente alla luce di due congiunzioni Giove-Saturno: si tratta di quello III ecumenico di  Efeso del 431 e del successivo IV concilio generale di Calcedonia del 451-52. 
Grafici della congiunzione G-S singola del 431
nella costellazione/Gegend  Capricorno

Sebbene fossero passati già oltre 400 anni sia dall' Incarnazione del Logos divino che dalla sua successiva Passione-morte ed Ascesa al cielo, si discuteva ancora e molto animatamente di quale fosse la sua vera natura, anzi di quante e quali nature fossero riunite o fossero invece rimaste distinte nella sua Persona. Si discuteva inoltre se Maria potesse essere o no invocata con il titolo di "madre di Dio", theotokos. Attori principali delle dispute cristologiche erano allora Nestorio, un prete di Antiochia diventato patriarca di Costantinopoli, e Cirillo patriarca di Alessandria, succeduto allo zio Teofilo; attori secondari il monaco Eutiche, l'imperatore Teodosio II, .. ...


Grafici della congiunzione G-S-tripla del 451-52
nella costellazione/Gegend  Bilancia  
La circostanza singolare di entrambi questi due concili ecumenici, cui parteciparono rispettivamente 198+43 vescovi e 350 vescovi, è che entrambi furono convocati e si aprirono proprio alla vigilia, nei mesi immediatamente precedenti, due congiunzioni Giove-Saturno: la prima singola (o del tipo unicorno, re'em) culminò il 31 dicembre 431, la seconda G-S-tripla (o del tipo fenice) si svolse dal dicembre 451 a tutto il primo semestre 452. 

La coincidenza temporale del III e IV concilio ecumenico con le due congiunzioni G-S- dette (cfr. grafici), proprio mentre si dovevano discutere questioni teologiche/cristologiche importanti, non fu affatto casuale a parer mio, costituisce anzi una delle tante prove a sostegno della validità della proposta ermeneutica ch' io ormai da anni vado proponendo.  Paradigma ermeneutico che probabilmente Heidegger intuì, ma del quale io sto dando l' enunciazione a chiare lettere unitamente alla sua ripetuta dimostrazione di applicabilità a casi concreti.



sabato 22 agosto 2020

HEIDEGGERS ENTHUELLENDE AUTOBIOGRAPHISCHE ANMERKUNGEN (GA97) zum Jahr 1921

Graphics referred to the single JUPITER-SATURN conjunction
happened on September 10th, 1921 in the constellation/Gegend Virgo.
More than 5/6 (83%) of all Jupiter-Saturn conjunctions
are single ones and occur at day light: the two planets
are therefore visible only at dawn or at dusk
or remain totally invisible when Jupiter is overtaking
Saturn at midday/Mittag (as in 1921, Heidegger and
1881, Nietzsche).
 Il volume GA97 della GesamtAusgabe heideggeriana,Note/Anmerkungen I-V dei Quaderni Neri (1942-1948), contiene alle pagine 22 e 137 due annotazioni autobiografiche del filosofo, che sono molto, moltissimo rivelatrici del _fondamento ontico_ che egli pose alla base di tutte le sue speculazioni metafisico-ontologiche elaborate nel corso di una vita. Chiariscono anche che egli si rese presto conto del fatto che la Seinsvergessenheit è in qualche modo dovuta all' intrinseca dinamica della congiunzione Giove-Saturno, cioè dell' essere stesso, che si manifesta nel corso del tempo più frequentemente nell'aspetto modesto o inapparente di Seyn-cancellato piuttosto che nella pienezza del Seyn-multiplo (insomma più frequentemente come unicorno che come fenice).
Leggiamo dunque a p. 22:

"Die Grunderfahrung meines Denkens seit der Vorbereitung con 'Sein und Zeit' (1921) ist die Erfahrung, dass das Sein selber in der Vergessenheit bleibt, dass dieses Bleiben irgendwie dem Sein selber eignet und das Unbedachte des Menschen nur Folge [ist]."

A pag. 137 leggiamo poi:

"Der Weg - In der entscheidenden Erfahrung der Seinsvergessenheit 1921 (vgl. Anmerkungen I, S.32/p.22), in der das Sein selber in seiner Wahrheit als das Zu-Denkende zugedacht wurde, lichtete sich die Wahrheit wesentlicher von der A-letheia her, dergestalt, dass in ihr die Lethe mitgedacht war, zunaechst als 'Vergessen' und noch ueberallhin tastend, bis zunaechst das 'Da-sein' in dem ek-statisch, existenzialen Sinne erfahren wurde. ... "

venerdì 7 agosto 2020

Der HEGELs SCHREIBTISCH - - - La SCRIVANIA DI HEGEL alla Humboldt-Universitaet zu Berlin

Nella pagina culturale della Deutschlandfunk è comparso qualche giorno fa un simpatico articolo di Florian Werner dal titolo "Hegels Schreibtisch"
https://www.deutschlandfunkkultur.de/philosophische-orte-hegels-schreibtisch.2162.de.html?dram:article_id=481196  

nel quale si rifà la storia - di quasi due secoli -della scrivania di Hegel attraverso Berlino. Punto di arrivo della scrivania è ora l' ufficio della giovane professoressa Rahel Jaeggi, Dipartimento di filosofia, al terzo piano della Humboldt-Universitaet.

A parte un paio di macchie di vino rosso sulla superficie, la scrivania (di solido legno Mahagoni) è in buono se non ottimo stato, come si vede dalle foto, ed è dotata di cinque cassetti, quattro laterali ed uno centrale più grande. Interessante e spiritoso quel che la professoressa Jaeggi dice alla fine dell'intervista a proposito di quei cinque cassetti della scrivania:
„Er hat eben diese Schubladen. Ich habe schon die Schubladen mal aufgemacht, um zu sehen, ob da irgendwo noch ein Geheimversteck ist, ob man irgendwo ein kleines Büchlein, einen Zettel findet, auf dem der Schlüssel zum Hegel'schen Werk sich verbirgt. Aber da ist tatsächlich nichts zu finden. .." 

La prof  sperava di trovare insomma qualche foglietto di proposito lasciato o nascosto da Hegel che servisse da chiave/Schluessel per 'aprire' e decrittare la sua difficile prosa filosofica. Al che io, che sto iniziando a pensare che quel che decritta Heidegger decritterà anche Hegel, ho pensato che alla giovane professoressa avrebbe fatto piacere trovare uno schema, un disegno come questo mio di molti anni fa, sulla congiunzione Giove-Saturno tripla, che dà bene l'idea di come gradualmente ma sicuramente lo Spirito evolva verso l' Assoluto, prorio come diceva e prevedeva Hegel.  

martedì 28 luglio 2020

RILKES EINHORN = HEIDEGGERS GRUNDERFAHRUNG (10.09.1921)

Die einzelne Jupiter-Saturn konjunktion, geschehen
am 10 Sept. 1921 
im Sternbild/Gegend Virgo/Jungfrau
O dieses ist das Tier, das es nicht gibt.
Sie wussten nicht und habens jeden Falls
- sein Wandeln, seine Haltung, seinen Hals,
bis in des stillen Blickes Licht - geliebt.

Zwar war es nicht. Doch weil sie's liebten, ward
ein reines Tier. Sie liessen immer Raum.
Und in dem Raume, klar und ausgespart,
erhob es leicht sein Haupt und brauchte kaum

zu sein. Sie naehrten es mit keinem Korn,
nur immer mit der Moeglichkeit, es sei.
Und die gab solche Staerke an das Tier, 
das es aus sich ein Stirnhorn trieb. Ein Horn.
Zu einer Jungfrau kam es weiss herbei -
und war im Silber-Spiegel und in ihr. 

[aus: R. M. Rilke, Poesie (Die Sonette an Orpheus, Zweiter Teil, IV), RCS, Milano, 204, p./S. 248-250]

Juli 1921 - W. Reinhart mietet Schloss Muzot und stellt es dem Dichter als Wohnsitz zur Verfuegung.
Februr 1922 - Rilke vollendet die Duineser Elegien und die Sonette an Orpheus.

lunedì 13 luglio 2020

Una FENICE per SOCRATE e PLATONE (403 aC)

Grafici della congiunzione Giove-Saturno doppia avvenuta nel 403 aC
nella costellazione (o Gegend, come dice Heidegger) della Bilancia/Libra
Già all'inizio del V sec aC - con Eraclito e Parmenide - e poi per tutto il secolo dovette essersi acceso in Grecia tra i pensatori pre-socratici un vivace dibattito su geocentrismo-o-eliocentrismo, allora la questione filosofica principale
A fine secolo, quando Erodoto (484-dopo 430) era già stato in Egitto, ad Heliopolis, ed aveva scritto del tempio del sole e del sacro uccello benu/phoinix lì venerato, in quel tempo - nel 403 aC - caso vuole che si sia verificato uno di quei fenomeni, un logos alethes, una congiunzione Giove-Saturno multipla (doppia), la cui unica spiegazione razionale era/è l'eliocentrismo del sistema planetario/solare.

In quel momento (403 aC) Socrate era un pensatore anziano molto probabilmente già accusato di atteggiarsi a profeta e di traviare i giovani e Platone un promettente filosofo 25enne. Ebbene io penso che i due, maestro ed allievo, debbono aver osservato de visu il fenomeno tra il febbraio e l'agosto del 403 con grandissimo interesse, con lo strano moto retrogrado dei due pianeti, e debbono averne parlato tra loro e con altri. Ed essere arrivati appunto alla conclusione/spiegazione dell' eliocentrismo come struttura del sistema planetario/solare. 

Come sappiamo, Socrate non ha lasciato scritti, mentre Platone ne ha lasciato fin troppi dicendo tuttavia che delle cose più importanti (ta mégista) non avrebbe scritto affatto [forse per prudenza, per non dover fare la fine di Socrate]. Ecco alle centinaia o migliaia di studiosi di Platone che ne stanno ancora ricercando il vero messaggio filosofico (affidato probabilmente alle sue "dottrine non scritte") e a quelli di loro che lo qualificano come un proto-cristiano, io suggerisco di iniziare a considerare il filosofo Platone come uno dei primi eliocentristi.